Autore: ItalPress

  • Fabbri d’argento nel peso ai Mondiali di atletica

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    BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Italia sul podio nella giornata inaugurale del Mondiale di Budapest. Il merito è del pesista Leonardo Fabbri, che ha conquistato a sorpresa la medaglia d’argento gettando al terzo tentativo la palla di ferro di sette chili a 22.34, seconda misura di sempre in Italia. Il ventiseienne fiorentino – sul podio iridato 36 anni dopo il concittadino Alessandro Andrei a Roma ’87 – si è migliorato nel momento più importante di ben 35 centimetri, arrendendosi solo al fortissimo statunitense Ryan Crouser, oro col record dei campionati a 23.51. “La sognavo da una vita – esulta Fabbri – Un sacco di volte sognavo di vincere una medaglia a un Mondiale o a un Europeo, poi mi svegliavo e iniziavo a lavorare per raggiungerla. E quel giorno è arrivato, sono contento”. La dedica va al suo tecnico Paolo Dal Soglio e a tutti quelli che non credevano in lui: “Avevo detto che valgo un 22 alto e l’ho dimostrato”.
    Intanto l’uomo del mistero ha sciolto l’enigma e ha compiuto la missione. Marcell Jacobs è nella semifinale iridata dei 100 metri e domani a Budapest tornerà nuovamente in azione nella contesa per lo scettro della velocità mondiale. In batteria il velocista azzurro non ha brillato, ma con 10″15 è giunto terzo nella sua batteria, passando il turno col diciannovesimo tempo complessivo. In sei sono scesi sotto il muro dei 10″ netti, quindi se Jacobs vorrà dire la sua dovrà cambiare passo, ma intanto dopo settantuno giorni di assenza forzata ha battuto un colpo.
    Nella domenica della Festa Nazionale ungherese anche Larissa Iapichino andrà a caccia di una medaglia nel lungo. La figlia d’arte ha strappato la qualificazione tra le migliori dodici atterrando nella sabbia a 6.73, sesta nel riepilogo complessivo guidato dalla statunitense Tara Davis con 6.87. In finale nel triplo Emmanuel Ihemeje, supera le batterie dei 1500 Pietro Arese. In attesa dei fuochi d’artificio lungo il Danubio in onore di Santo Stefano, Budapest in mattinata è stata funestata da un acquazzone che ha ritardato di due ore la partenza della 20 chilometri di marcia. Il tacco e punta azzurro stavolta ha tradito le attese con Francesco Fortunato solo undicesimo e l’olimpionico Massimo Stano addirittura ritirato.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Città dei Motori “Colaninno un protagonista del Made in Italy”

    Città dei Motori “Colaninno un protagonista del Made in Italy”

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Grande cordoglio per la scomparsa di Roberto Colaninno, l’imprenditore deceduto a 80 anni, è quello espresso dal sindaco di Maranello e presidente di Città dei Motori, Luigi Zironi che ne ha sottolineato “il ruolo centrale di un protagonista dell’imprenditoria italiana. Un uomo fin dall’inizio della sua carriera profondamente legato all’industria motoristica, con gli esordi, a fine anni ’60, nel campo della componentistica auto in Fiaam e la fondazione di Sogefi nel 1981, per arrivare poi, in quella che lui stesso aveva definito “il secondo tempo della sua carriera professionale” all’acquisizione e rilancio del gruppo Piaggio, diventato il più grande costruttore europeo di veicoli motorizzati a due e tre ruote anche grazie a brand amati e conosciuti in tutto il mondo come Moto Guzzi, Aprilia o Gilera”.
    “La vita di Pontedera e quella del marchio Piaggio sono intimamente legate dalla storia straordinaria e conosciuta in tutto il mondo di Roberto Colaninno, presidente di Piaggio negli ultimi venti anni. La sua scomparsa è motivo di cordoglio collettivo per l’intera città”. Così Matteo Franconi, sindaco di Pontedera, socio storico della rete Anci dei 40 comuni del Made in Italy motoristico, ha voluto ricordare l’imprenditore con cui “condividevo, pur nella differenza e nel rispetto dei ruoli, la centralità di Pontedera all’interno delle politiche aziendali e la dimensione multinazionale acquisita da Piaggio che le ha consentito di crescere e investire nella città in cui è nata. Primario poi l’impegno sul versante dell’innovazione tecnologica che, per il Presidente, doveva essere il cuore del progetto di sviluppo nel nostro stabilimento, per cogliere il passaggio, anche culturale, dalle motorizzazioni termiche a quelle elettriche. Alla famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti i collaboratori di Piaggio le più sentite condoglianze”.
    “La morte di Roberto Colaninno, lascia un vuoto in tutta la nostra comunità” è il pensiero del pontederese e vice presidente di Città dei Motori Eugenio Leone. “Ci lascia un uomo illuminato, che credo che in cuor suo avesse colto il forte rapporto passionale tra Pontedera e l’azienda, che è sfociato in questi anni in tanti eventi partiti con il 70° Anniversario della nascita di Vespa del 2016, fino al consolidamento del Vespa Day, il compleanno Vespa che sancisce il profondo legame tra Piaggio, Pontedera e la loro figlia Vespa”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Colpo Verona al Castellani, Bonazzoli gela l’Empoli

    Colpo Verona al Castellani, Bonazzoli gela l’Empoli

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    EMPOLI (ITALPRESS) – Il Verona inizia il campionato nel migliore dei modi. I gialloblù prima braccano l’Empoli e poi colpiscono, a 15′ dal termine, con Bonazzoli, capace di approfittare di un errore di Caprile per mettere dentro da due passi. Al Castellani, dopo le schermaglie iniziali, Marin spara dal limite, Montipò la sfiora e devia la palla sulla traversa. Il neo acquisto Cancellieri prova da 25 metri, poi Caputo costringe Montipò a sporcarsi i guanti (12′). Caprile para una punizione di Terracciano prima del cooling break. Nel Verona Mboula è molto attivo, Folonrusho pure, Caprile ferma Ngonge (41′) poi Baldanzi serve il solissimo Gyasi che, in piena area di rigore, tutto solo, spara incredibilmente alto. Nella ripresa Marin, Dawidowicz e Doig non trovano lo specchio, l’Empoli continua a sbattere contro il muro degli scaligeri e alla fine subisce pure la beffa. Alla mezz’ora, infatti, sull’angolo di Duda, ecco l’uscita a vuoto di Caprile e Bonazzoli, in girata, mette dentro portando avanti il Verona. La squadra guidata da Baroni trova anche il raddoppio tre minuti dopo con Djuric ma il gol viene annullato per fuorigioco. Ci prova il talentuoso Shpendi a pareggiare quando, vedendo Montipò fuori dai pali, calcia da centrocampo ed obbliga il portiere veronese ad un salvataggio in angolo. Baldanzi non ci sta e porta scompiglio obbligando l’estremo difensore scaligero all’ennesima parata (39′). L’Empoli stringe d’assedio il Verona che si difende con ordine e Saponara (42′) manda sul fondo. Sei i minuti di recupero in cui Baldanzi, il migliore in campo per distacco, prova ancora a solleticare Montipò ma il suo tiro (47′), deviato da Magnani, finisce in angolo. Sull’altro fronte Caprile salva su Bonazzoli (49′) poi il triplice fischio sancisce la vittoria veronese.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Colpo Verona al Castellani, Bonazzoli gela l’Empoli

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    EMPOLI (ITALPRESS) – Il Verona inizia il campionato nel migliore dei modi. I gialloblù prima braccano l’Empoli e poi colpiscono, a 15′ dal termine, con Bonazzoli, capace di approfittare di un errore di Caprile per mettere dentro da due passi. Al Castellani, dopo le schermaglie iniziali, Marin spara dal limite, Montipò la sfiora e devia la palla sulla traversa. Il neo acquisto Cancellieri prova da 25 metri, poi Caputo costringe Montipò a sporcarsi i guanti (12′). Caprile para una punizione di Terracciano prima del cooling break. Nel Verona Mboula è molto attivo, Folonrusho pure, Caprile ferma Ngonge (41′) poi Baldanzi serve il solissimo Gyasi che, in piena area di rigore, tutto solo, spara incredibilmente alto. Nella ripresa Marin, Dawidowicz e Doig non trovano lo specchio, l’Empoli continua a sbattere contro il muro degli scaligeri e alla fine subisce pure la beffa. Alla mezz’ora, infatti, sull’angolo di Duda, ecco l’uscita a vuoto di Caprile e Bonazzoli, in girata, mette dentro portando avanti il Verona. La squadra guidata da Baroni trova anche il raddoppio tre minuti dopo con Djuric ma il gol viene annullato per fuorigioco. Ci prova il talentuoso Shpendi a pareggiare quando, vedendo Montipò fuori dai pali, calcia da centrocampo ed obbliga il portiere veronese ad un salvataggio in angolo. Baldanzi non ci sta e porta scompiglio obbligando l’estremo difensore scaligero all’ennesima parata (39′). L’Empoli stringe d’assedio il Verona che si difende con ordine e Saponara (42′) manda sul fondo. Sei i minuti di recupero in cui Baldanzi, il migliore in campo per distacco, prova ancora a solleticare Montipò ma il suo tiro (47′), deviato da Magnani, finisce in angolo. Sull’altro fronte Caprile salva su Bonazzoli (49′) poi il triplice fischio sancisce la vittoria veronese.
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  • Città dei Motori “Colaninno un protagonista del Made in Italy”

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    ROMA (ITALPRESS) – Grande cordoglio per la scomparsa di Roberto Colaninno, l’imprenditore deceduto a 80 anni, è quello espresso dal sindaco di Maranello e presidente di Città dei Motori, Luigi Zironi che ne ha sottolineato “il ruolo centrale di un protagonista dell’imprenditoria italiana. Un uomo fin dall’inizio della sua carriera profondamente legato all’industria motoristica, con gli esordi, a fine anni ’60, nel campo della componentistica auto in Fiaam e la fondazione di Sogefi nel 1981, per arrivare poi, in quella che lui stesso aveva definito “il secondo tempo della sua carriera professionale” all’acquisizione e rilancio del gruppo Piaggio, diventato il più grande costruttore europeo di veicoli motorizzati a due e tre ruote anche grazie a brand amati e conosciuti in tutto il mondo come Moto Guzzi, Aprilia o Gilera”.
    “La vita di Pontedera e quella del marchio Piaggio sono intimamente legate dalla storia straordinaria e conosciuta in tutto il mondo di Roberto Colaninno, presidente di Piaggio negli ultimi venti anni. La sua scomparsa è motivo di cordoglio collettivo per l’intera città”. Così Matteo Franconi, sindaco di Pontedera, socio storico della rete Anci dei 40 comuni del Made in Italy motoristico, ha voluto ricordare l’imprenditore con cui “condividevo, pur nella differenza e nel rispetto dei ruoli, la centralità di Pontedera all’interno delle politiche aziendali e la dimensione multinazionale acquisita da Piaggio che le ha consentito di crescere e investire nella città in cui è nata. Primario poi l’impegno sul versante dell’innovazione tecnologica che, per il Presidente, doveva essere il cuore del progetto di sviluppo nel nostro stabilimento, per cogliere il passaggio, anche culturale, dalle motorizzazioni termiche a quelle elettriche. Alla famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutti i collaboratori di Piaggio le più sentite condoglianze”.
    “La morte di Roberto Colaninno, lascia un vuoto in tutta la nostra comunità” è il pensiero del pontederese e vice presidente di Città dei Motori Eugenio Leone. “Ci lascia un uomo illuminato, che credo che in cuor suo avesse colto il forte rapporto passionale tra Pontedera e l’azienda, che è sfociato in questi anni in tanti eventi partiti con il 70° Anniversario della nascita di Vespa del 2016, fino al consolidamento del Vespa Day, il compleanno Vespa che sancisce il profondo legame tra Piaggio, Pontedera e la loro figlia Vespa”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

    Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

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    ROMA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del calcio: si è spento a 86 anni Carlo Mazzone. Una carriera da difensore spesa quasi interamente all’Ascoli, proprio ai marchigiani aveva iniziato quella da allenatore a fine anni Sessanta, sedendo poi sulle panchine – fra le altre – di Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli, Bologna (in tre occasioni), Lecce, Cagliari, Napoli, Brescia e soprattutto la ‘suà Roma, guidata dal 1993 al 1996 che coincise con la consacrazione di Francesco Totti in squadra. La sua ultima avventura in panchina nel 2006 al Livorno.
    Nato a Roma il 19 marzo 1937, un passato da calciatore a buoni livelli, è passato alla storia per la sua carriera da tecnico, avendo ispirato tantissimi suoi successori e lanciato calciatori che hanno segnato pagine importanti di questo sport. Mazzone, entrato nel 2020 nella Hall of Fame del calcio italiano, detiene il record di panchine in Serie A: 792 ufficiali, 797 considerando i cinque spareggi. Iniziata la carriera da difensore, nelle giovanili giallorosse, dopo un anno al Latina rientra alla Roma e il 31 maggio 1959 in Fiorentina-Roma fa il suo esordio in Serie A, poi le esperienze con Spal e Siena, prima di arrivare ad Ascoli dove resterà per nove anni, dal 1960 al 1969, collezionando 219 presenze, quasi tutte da capitano. La sua ultima stagione da calciatore, quella 1968-1969, fu anche la sua prima da allenatore, sempre dei bianconeri. E fu proprio al Del Duca, stadio nel quale gli è stata intitolata la nuova tribuna Est, dove iniziò la sua straordinaria carriera da tecnico. Era la stagione 1968-1969 e rimase nelle Marche fino al 1975, riuscendo con due promozioni in tre anni a portare la squadra dalla Serie C alla massima serie e portarla alla salvezza in Serie A. Col suo passaggio alla Fiorentina alza al cielo il suo primo trofeo, la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975, e l’anno successivo chiude al terzo posto il campionato 1976-1977. Poi due salvezze di fila col Catanzaro e quattro con l’Ascoli. Nella stagione 1985-1986 sfiora la Serie A col Bologna, ma due anni dopo la trova con il Lecce per poi portare i salentini alla salvezza per due anni di seguito. Quindi Pescara, poi la stagione da incorniciare col Cagliari nel 1992-1993: sardi sesti e qualificati in Coppa Uefa. Un cammino, quello coi rossoblù, che spinse la Roma a puntare su di lui, un sogno che si avvera per Mazzone, che riesce a sedersi nella panchina della squadra della sua città. I tre anni con i giallorossi sono caratterizzati da tanti aneddoti, tra i quali il passaggio in prima squadra di Francesco Totti. Nel 1996 retrocede col Cagliari in B e l’anno successivo vive una brevissima parentesi al Napoli. Nel 1998 approdò nuovamente al Bologna, appena privatosi di Roberto Baggio, ma con Giuseppe Signori. Guidò i rossoblù alla vittoria dell’Intertoto e arrivò fino alle semifinali di Coppa UEFA e di Coppa Italia. Nel 1999 il Perugia di Gaucci e dal 2000 l’emozionante cammino col Brescia, dove poi, convinto proprio da Mazzone, arriverà Roberto Baggio
    oltre a Pep Guardiola.
    Con le rondinelle quattro salvezze di fila e una qualificazione alla Coppa Uefa sfiorata nel 2001, quando il club lombardo fu sconfitto dal Paris Saint-Germain nella finale dell’Intertoto. Infine, due stagioni al Bologna e l’esperienza al Livorno. Un totale di 1.278 panchine ufficiali tra tutte le categorie totalizzate in 38 anni di carriera.
    -foto Image-
    (ITALPRESS).

  • Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

    Morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni

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    ROMA (ITALPRESS) – Lutto nel mondo del calcio: si è spento a 86 anni Carlo Mazzone. Una carriera da difensore spesa quasi interamente all’Ascoli, proprio ai marchigiani aveva iniziato quella da allenatore a fine anni Sessanta, sedendo poi sulle panchine – fra le altre – di Fiorentina, Catanzaro, ancora Ascoli, Bologna (in tre occasioni), Lecce, Cagliari, Napoli, Brescia e soprattutto la ‘suà Roma, guidata dal 1993 al 1996 che coincise con la consacrazione di Francesco Totti in squadra. La sua ultima avventura in panchina nel 2006 al Livorno.
    Nato a Roma il 19 marzo 1937, un passato da calciatore a buoni livelli, è passato alla storia per la sua carriera da tecnico, avendo ispirato tantissimi suoi successori e lanciato calciatori che hanno segnato pagine importanti di questo sport. Mazzone, entrato nel 2020 nella Hall of Fame del calcio italiano, detiene il record di panchine in Serie A: 792 ufficiali, 797 considerando i cinque spareggi. Iniziata la carriera da difensore, nelle giovanili giallorosse, dopo un anno al Latina rientra alla Roma e il 31 maggio 1959 in Fiorentina-Roma fa il suo esordio in Serie A, poi le esperienze con Spal e Siena, prima di arrivare ad Ascoli dove resterà per nove anni, dal 1960 al 1969, collezionando 219 presenze, quasi tutte da capitano. La sua ultima stagione da calciatore, quella 1968-1969, fu anche la sua prima da allenatore, sempre dei bianconeri. E fu proprio al Del Duca, stadio nel quale gli è stata intitolata la nuova tribuna Est, dove iniziò la sua straordinaria carriera da tecnico. Era la stagione 1968-1969 e rimase nelle Marche fino al 1975, riuscendo con due promozioni in tre anni a portare la squadra dalla Serie C alla massima serie e portarla alla salvezza in Serie A. Col suo passaggio alla Fiorentina alza al cielo il suo primo trofeo, la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975, e l’anno successivo chiude al terzo posto il campionato 1976-1977. Poi due salvezze di fila col Catanzaro e quattro con l’Ascoli. Nella stagione 1985-1986 sfiora la Serie A col Bologna, ma due anni dopo la trova con il Lecce per poi portare i salentini alla salvezza per due anni di seguito. Quindi Pescara, poi la stagione da incorniciare col Cagliari nel 1992-1993: sardi sesti e qualificati in Coppa Uefa. Un cammino, quello coi rossoblù, che spinse la Roma a puntare su di lui, un sogno che si avvera per Mazzone, che riesce a sedersi nella panchina della squadra della sua città. I tre anni con i giallorossi sono caratterizzati da tanti aneddoti, tra i quali il passaggio in prima squadra di Francesco Totti. Nel 1996 retrocede col Cagliari in B e l’anno successivo vive una brevissima parentesi al Napoli. Nel 1998 approdò nuovamente al Bologna, appena privatosi di Roberto Baggio, ma con Giuseppe Signori. Guidò i rossoblù alla vittoria dell’Intertoto e arrivò fino alle semifinali di Coppa UEFA e di Coppa Italia. Nel 1999 il Perugia di Gaucci e dal 2000 l’emozionante cammino col Brescia, dove poi, convinto proprio da Mazzone, arriverà Roberto Baggio
    oltre a Pep Guardiola.
    Con le rondinelle quattro salvezze di fila e una qualificazione alla Coppa Uefa sfiorata nel 2001, quando il club lombardo fu sconfitto dal Paris Saint-Germain nella finale dell’Intertoto. Infine, due stagioni al Bologna e l’esperienza al Livorno. Un totale di 1.278 panchine ufficiali tra tutte le categorie totalizzate in 38 anni di carriera.
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    (ITALPRESS).

  • Bagnaia imprendibile, vince la Sprint Race in Austria

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    SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Prosegue nel migliore dei modi
    il weekend di Spielberg di Pecco Bagnaia. Il ducatista campione
    del mondo e leader della classifica iridata, scattato dalla pole
    position, vince la sprint race sul Red Bull Ring di Spielberg e
    allunga sui rivali per il titolo. Alle spalle di Bagnaia, abbastanza staccati, Brad Binder con la Ktm a due secondi, e Jorge Martin, in sella alla Ducati Pramac, a 5″045. Al quarto posto un’altra Desmosedici, quella di Alex Marquez targata Gresini, quindi Jack Miller con l’altra Ktm. Sesto posto per Pol Espargarò (Ktm Tech 3) che ha anticipato le Aprilia del fratello Aleix e di Maverick Vinales, ottavo. Chiudono la Top Ten Franco Morbidelli (Yamaha) e Marc Marquez (Honda). Non hanno terminato la gara, entrambi per delle cadute, i due piloti della Ducati Mooney V46 Marco Bezzecchi e Luca Marini. “Sono riuscito a prendere subito la testa e ho deciso di frenare più forte per non lasciare opportunità agli avversari di rientrare – le impressioni a fine gara di Bagnaia – Domani sarà un’altra storia ma nel frattempo siamo molto contenti”.
    Nella classifica mondiale il ducatista sale a 226 punti, a +46 su Martin (180) e a +59 su Bezzecchi (167).
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

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    il weekend di Spielberg di Pecco Bagnaia. Il ducatista campione
    del mondo e leader della classifica iridata, scattato dalla pole
    position, vince la sprint race sul Red Bull Ring di Spielberg e
    allunga sui rivali per il titolo. Alle spalle di Bagnaia, abbastanza staccati, Brad Binder con la Ktm a due secondi, e Jorge Martin, in sella alla Ducati Pramac, a 5″045. Al quarto posto un’altra Desmosedici, quella di Alex Marquez targata Gresini, quindi Jack Miller con l’altra Ktm. Sesto posto per Pol Espargarò (Ktm Tech 3) che ha anticipato le Aprilia del fratello Aleix e di Maverick Vinales, ottavo. Chiudono la Top Ten Franco Morbidelli (Yamaha) e Marc Marquez (Honda). Non hanno terminato la gara, entrambi per delle cadute, i due piloti della Ducati Mooney V46 Marco Bezzecchi e Luca Marini. “Sono riuscito a prendere subito la testa e ho deciso di frenare più forte per non lasciare opportunità agli avversari di rientrare – le impressioni a fine gara di Bagnaia – Domani sarà un’altra storia ma nel frattempo siamo molto contenti”.
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  • Papa “Ridurre le spese militari in favore di bisogni umanitari”

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    ROMA (ITALPRESS) – “E’ nostra responsabilità aiutare a estirpare dai cuori l’odio e la violenza. Incoraggiamo a deporre le armi, a ridurre le spese militari per provvedere ai bisogni umanitari, a convertire gli strumenti di morte in strumenti di vita”. Lo scrive Papa Francesco su X, l’ex Twitter.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).