Autore: ItalPress

  • Europee, Lega “La soglia di sbarramento non va abbassata”

    Europee, Lega “La soglia di sbarramento non va abbassata”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “La Lega è contraria ad abbassare la soglia di sbarramento in vista delle elezioni Europee: la modifica della legge elettorale non è una priorità, ma soprattutto è giusto che gli Italiani scelgano i propri rappresentanti senza che ci siano aiutini. Chi ha i voti, ottiene il seggio. Peraltro, in teoria sarebbe più ragionevole alzare la soglia: consentirebbe di limitare la frammentazione politica che rende il Paese più debole”. Così una nota della Lega.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

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    Europee, Lega “La soglia di sbarramento non va abbassata”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La Lega è contraria ad abbassare la soglia di sbarramento in vista delle elezioni Europee: la modifica della legge elettorale non è una priorità, ma soprattutto è giusto che gli Italiani scelgano i propri rappresentanti senza che ci siano aiutini. Chi ha i voti, ottiene il seggio. Peraltro, in teoria sarebbe più ragionevole alzare la soglia: consentirebbe di limitare la frammentazione politica che rende il Paese più debole”. Così una nota della Lega.

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  • Strage di Ustica, Giuliano Amato “Chi sa parli ora”

    Strage di Ustica, Giuliano Amato “Chi sa parli ora”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Chi sa parli ora”. Così l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, intervenendo su la Repubblica, spiega il perchè della sua intervista rilasciata al quotidiano sabato scorso in cui ha ricostruito le circostanze dell’abbattimento del Dc9 dell’Itavia il 27 giugno del 1980 sul cielo di Ustica.
    “Dopo l’uscita dell’intervista su Ustica – sottolinea Amato -, una domanda è circolata insistentemente nei giornali, in tv, sui social: perchè proprio ora? Ma se la domanda è lecita per definizione, sono risultate sorprendenti alcune delle risposte che attribuiscono all’intervistato strategie di ogni genere, dall’urgenza di una nuova verginità politica al desiderio di carriera quirinalizia mai esausta, dalla volontà di guastare i rapporti già fragili con la Francia all’impulso distruttivo verso il governo della destra. Salvo poi rimangiarsi l’intervista data a Repubblica – ieri abbiamo letto anche questo – in preda a improvviso pentimento. Dispiace mettere fine a queste congetture di sicuro fascino romanzesco, ma la verità è molto più banale.
    Le interviste nascono – pensate che bizzarria! – perchè c’è un giornale che le chiede, un direttore che le sollecita, una giornalista che ci lavora sopra. E la richiesta viene accolta se l’intervistato ha maturato nel tempo la volontà di rendere testimonianza. Questo è successo con l’intervista su Ustica uscita sabato scorso su questo giornale: la richiesta che mi è arrivata da Simonetta Fiori ha incontrato il mio bisogno di verità che a una certa età diventa più urgente, con il tempo davanti che si accorcia ogni giorno. Ne è scaturito un racconto storico che non aspirava a rivelare segreti sconosciuti – come è detto chiaramente nell’articolo – ma ad avvalorare una ricostruzione che è custodita in centinaia di pagine scritte dai giudici, nelle svariate perizie, anche nelle inchieste di giornalisti bravi come Andrea Purgatori, ma che si è dovuta arrestare davanti a più porte chiuse. Una ricostruzione che ho potuto fare mia e rilanciare grazie a una quarantennale esperienza dentro le istituzioni dello Stato, fin dal 1986 dalla parte dei famigliari delle vittime, come ha ribadito in questi giorni Daria Bonfietti, in una collaborazione stretta con i magistrati inquirenti, con la commissione Stragi e i migliori giornalisti di inchiesta”.
    “Non sono mancate quindi le sedi anche istituzionali in cui manifestare i dubbi verso le versioni ufficiali dei militari: in questi 43 anni la mia non è stata una presenza muta – aggiunge Amato -. L’amicizia con la professoressa Bonfietti, la promessa di un impegno permanente al suo fianco, non è certo estranea alla decisione di rendere oggi testimonianza a Repubblica, insieme alla dolorosa perdita di Purgatori. Chi sa parli ora: questo il senso dell’appello rivolto ai testimoni reticenti, gli ultimi sopravvissuti di una generazione che si sta estinguendo (ma curiosamente mi è stato chiesto anche dalla premier di produrre nuove prove). La ricostruzione storica ha confuso tra date diverse? Bettino Craxi ha avvertito Gheddafi che stavano per bombardarlo nell’86, mentre nell’80 Craxi nulla poteva sapere della simulazione di Francia e Nato per far fuori il leader libico? Forse la memoria mi ha ingannato o forse è la fonte della mia informazione che è confusa. Nel testo dell’intervista si dice chiaramente che mancano le prove. Ma è un dettaglio rispetto alla sostanza denunciata: l’insofferenza di larga parte della classe politica, Craxi incluso, davanti alla ricerca della verità, contro i tentativi di depistaggio messi in atto da generali e ammiragli. Nessuno aveva interesse a scoperchiare un segreto coperto dalla ragion di Stato o di Stati: la tragedia di Ustica era stato un atto di guerra in tempo di pace in un paese a sovranità nazionale limitata. Forse anche io, pur mosso dalla volontà di far luce, non ho avuto all’epoca la forza per impormi sulle forze ostili e reticenti? Può darsi. Ammetterlo fa parte di quel processo di verità oggi più che mai urgente. Infine, l’appello a Macron. La richiesta al presidente francese di approfondire la verità su Ustica nasce dalla constatazione che la tragedia del Dc9 risale al 1980: Macron all’epoca non aveva ancora compiuto tre anni. Anche per la sua totale estraneità politica ai fatti, e per la libertà che può derivargliene, Macron potrebbe aiutare a restituire giustizia a 81 vittime innocenti ancora senza colpevoli. Una straordinaria opportunità per rinsaldare il rapporto tra i due paesi. Il ministero degli Esteri francese l’ha accolta, manifestando una volontà di collaborazione, peraltro senza mai domandarsi: perchè ora? Un passo in avanti rispetto a chi in Italia continua ostinatamente a voltarsi indietro. Con l’intervista ho voluto lanciare una sfida per arrivare alla verità su Ustica. Ora tocca a chi ne è in grado raccoglierla, sotto la spinta di una stampa non prigioniera del piccolo cabotaggio”, conclude Giuliano Amato.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Strage di Ustica, Giuliano Amato “Chi sa parli ora”

    Strage di Ustica, Giuliano Amato “Chi sa parli ora”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Chi sa parli ora”. Così l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, intervenendo su la Repubblica, spiega il perchè della sua intervista rilasciata al quotidiano sabato scorso in cui ha ricostruito le circostanze dell’abbattimento del Dc9 dell’Itavia il 27 giugno del 1980 sul cielo di Ustica.
    “Dopo l’uscita dell’intervista su Ustica – sottolinea Amato -, una domanda è circolata insistentemente nei giornali, in tv, sui social: perchè proprio ora? Ma se la domanda è lecita per definizione, sono risultate sorprendenti alcune delle risposte che attribuiscono all’intervistato strategie di ogni genere, dall’urgenza di una nuova verginità politica al desiderio di carriera quirinalizia mai esausta, dalla volontà di guastare i rapporti già fragili con la Francia all’impulso distruttivo verso il governo della destra. Salvo poi rimangiarsi l’intervista data a Repubblica – ieri abbiamo letto anche questo – in preda a improvviso pentimento. Dispiace mettere fine a queste congetture di sicuro fascino romanzesco, ma la verità è molto più banale.
    Le interviste nascono – pensate che bizzarria! – perchè c’è un giornale che le chiede, un direttore che le sollecita, una giornalista che ci lavora sopra. E la richiesta viene accolta se l’intervistato ha maturato nel tempo la volontà di rendere testimonianza. Questo è successo con l’intervista su Ustica uscita sabato scorso su questo giornale: la richiesta che mi è arrivata da Simonetta Fiori ha incontrato il mio bisogno di verità che a una certa età diventa più urgente, con il tempo davanti che si accorcia ogni giorno. Ne è scaturito un racconto storico che non aspirava a rivelare segreti sconosciuti – come è detto chiaramente nell’articolo – ma ad avvalorare una ricostruzione che è custodita in centinaia di pagine scritte dai giudici, nelle svariate perizie, anche nelle inchieste di giornalisti bravi come Andrea Purgatori, ma che si è dovuta arrestare davanti a più porte chiuse. Una ricostruzione che ho potuto fare mia e rilanciare grazie a una quarantennale esperienza dentro le istituzioni dello Stato, fin dal 1986 dalla parte dei famigliari delle vittime, come ha ribadito in questi giorni Daria Bonfietti, in una collaborazione stretta con i magistrati inquirenti, con la commissione Stragi e i migliori giornalisti di inchiesta”.
    “Non sono mancate quindi le sedi anche istituzionali in cui manifestare i dubbi verso le versioni ufficiali dei militari: in questi 43 anni la mia non è stata una presenza muta – aggiunge Amato -. L’amicizia con la professoressa Bonfietti, la promessa di un impegno permanente al suo fianco, non è certo estranea alla decisione di rendere oggi testimonianza a Repubblica, insieme alla dolorosa perdita di Purgatori. Chi sa parli ora: questo il senso dell’appello rivolto ai testimoni reticenti, gli ultimi sopravvissuti di una generazione che si sta estinguendo (ma curiosamente mi è stato chiesto anche dalla premier di produrre nuove prove). La ricostruzione storica ha confuso tra date diverse? Bettino Craxi ha avvertito Gheddafi che stavano per bombardarlo nell’86, mentre nell’80 Craxi nulla poteva sapere della simulazione di Francia e Nato per far fuori il leader libico? Forse la memoria mi ha ingannato o forse è la fonte della mia informazione che è confusa. Nel testo dell’intervista si dice chiaramente che mancano le prove. Ma è un dettaglio rispetto alla sostanza denunciata: l’insofferenza di larga parte della classe politica, Craxi incluso, davanti alla ricerca della verità, contro i tentativi di depistaggio messi in atto da generali e ammiragli. Nessuno aveva interesse a scoperchiare un segreto coperto dalla ragion di Stato o di Stati: la tragedia di Ustica era stato un atto di guerra in tempo di pace in un paese a sovranità nazionale limitata. Forse anche io, pur mosso dalla volontà di far luce, non ho avuto all’epoca la forza per impormi sulle forze ostili e reticenti? Può darsi. Ammetterlo fa parte di quel processo di verità oggi più che mai urgente. Infine, l’appello a Macron. La richiesta al presidente francese di approfondire la verità su Ustica nasce dalla constatazione che la tragedia del Dc9 risale al 1980: Macron all’epoca non aveva ancora compiuto tre anni. Anche per la sua totale estraneità politica ai fatti, e per la libertà che può derivargliene, Macron potrebbe aiutare a restituire giustizia a 81 vittime innocenti ancora senza colpevoli. Una straordinaria opportunità per rinsaldare il rapporto tra i due paesi. Il ministero degli Esteri francese l’ha accolta, manifestando una volontà di collaborazione, peraltro senza mai domandarsi: perchè ora? Un passo in avanti rispetto a chi in Italia continua ostinatamente a voltarsi indietro. Con l’intervista ho voluto lanciare una sfida per arrivare alla verità su Ustica. Ora tocca a chi ne è in grado raccoglierla, sotto la spinta di una stampa non prigioniera del piccolo cabotaggio”, conclude Giuliano Amato.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Blitz interforze al “Parco Verde” di Caivano, impegnati 400 uomini

    Blitz interforze al “Parco Verde” di Caivano, impegnati 400 uomini

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    NAPOLI (ITALPRESS) – E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, una vasta operazione della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nel quartiere “Parco Verde” di Caivano e nelle località limitrofe. Si tratta di un controllo straordinario ad “Alto Impatto” che, per la prima volta, viene svolto in contemporanea da oltre 400 operatori delle diverse forze dell’ordine coordinate. Il servizio è finalizzato all’esecuzione di numerose perquisizioni e all’identificazione di persone e veicoli sospetti. Concorreranno i reparti specializzati delle forze di polizia e, tra questi, la Polizia Scientifica, i cinofili antidroga e con il controllo dall’alto di un elicottero del Reparto Volo. Verranno eseguiti anche controlli amministrativi finalizzati alla verifica del rispetto delle norme del codice della strada e delle condizioni di salubrità ambientale ed igienico-sanitaria dei vari immobili anche con ausilio della polizia metropolitana.
    – foto ufficio stampa Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza –
    (ITALPRESS).

  • Kia premiata con due Red Dot Awards

    Kia premiata con due Red Dot Awards

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Kia ha conquistato due importanti riconoscimenti ottenuti all’edizione 2023 dei Red Dot Award: Brands & Communication Design 2023 per le sue mostre ed eventi sulla filosofia del design e per l’innovativo Connected Car Navigation Cockpit (ccNC). Il marchio coreano è stata premiata per le numerose iniziative che il brand ha promosso per illustrare la sua filosofia di design “Opposites United” attraverso una serie di mostre ed eventi creativi. L’audace filosofia di design “Opposites United” è stata rivelata nel 2021, come filosofia che prende ispirazione dai contrasti e dalle energie positive presenti in natura e negli ambienti che ci circondano. “Opposites United” si spinge oltre il mero design dei veicoli Kia con l’obiettivo di comunicare la volontà del brand di promuovere la possibilità di coesistenza di due interessi vitali che sono entrati in conflitto tra loro: il benessere umano e la sostenibilità ambientale.
    Il modo in cui Kia ha scelto di illustrare e spiegare al pubblico questa particolare filosofia del design è altrettanto creativo ed ambizioso. Si è infatti concretizzato in una serie di esibizioni e mostre innovative svoltesi in luoghi come la Biennale del Design di Gwangju, il Motor Show Internazionale di Busan e il Dongdaemun Design Plaza in Corea, per finire con la Milan Design Week, in Italia. La portata e l’originalità di queste installazioni e mostre sulla filosofia del design in continua evoluzione di Kia ha condotto alla conquista del prestigioso riconoscimento Red Dot Award – Brands & Communication Design 2023. Kia continuerà a organizzare mostre per illustrare la propria filosofia di design e dare vita ad esperienze originali e di forte ispirazione per i propri clienti. Dal 31 agosto al 10 settembre 2023, Kia è presente al “Seoul Light DDP 2023 Fall”, presso il Dongdaemun Design Plaza unitamente ad artisti di vario genere.
    Il secondo premio assegnato è un riconoscimento alla tecnologia Connected Car Navigation Cockpit (ccNC) di nuova generazione introdotta su EV9, il primo grande SUV elettrico di punta a tre file di sedili del brand. L’avveniristico sistema di infotainment offre nuove funzionalità rivoluzionarie come il controllo rapido, la ricerca integrata e la nuova modalità EV, progettate ed introdotte per portare ad un livello superiore la facilità di utilizzo e la comodità del conducente. Il sistema di infotainment integrato riunisce in un insieme armonico gli elementi grafici e le interfacce utente all’insegna di un concetto di design coerente, dando completezza ad un progetto di design grafico che si differenzia da tutti gli altri ed è unico per Kia. Questo concetto visivo, “Ki”, si basa sul pilastro “Bold for Nature” della filosofia “Opposites United”. “Ki” significa “salire” o “iniziare” ed è rappresentato da una linea diagonale applicata agli elementi di infotainment, icone e caratteri quali elementi visivi chiave.
    Progettato per la massima sicurezza e fruibilità da parte del conducente, il sistema ccNC di Kia funge anche da touchpoint intuitivo attraverso il quale si può accedere al Kia Connect Store. Tramite Kia Connect Store è possibile mantenere costantemente aggiornato EV9 scaricando gli ultimi aggiornamenti, le funzionalità e i servizi digitali del SUV senza dover portare il veicolo presso un concessionario. Queste ultime due vittorie di Kia ai Red Dot si inseriscono in una scia di successi del brand coreano lunga oltre un decennio. Tra le vittorie più recenti ai Red Dot svettano Niro Plug-in Hybrid, premiata nella categoria “Product Design” ad aprile, e la nuovissima EV6, che lo scorso anno è stata acclamata “Best of the Best” per le sue prestazioni pionieristiche e rivoluzionarie e per il design lungimirante.

    foto: ufficio stampa Kia Italia

    (ITALPRESS).

  • Kia premiata con due Red Dot Awards

    Kia premiata con due Red Dot Awards

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    MILANO (ITALPRESS) – Kia ha conquistato due importanti riconoscimenti ottenuti all’edizione 2023 dei Red Dot Award: Brands & Communication Design 2023 per le sue mostre ed eventi sulla filosofia del design e per l’innovativo Connected Car Navigation Cockpit (ccNC). Il marchio coreano è stata premiata per le numerose iniziative che il brand ha promosso per illustrare la sua filosofia di design “Opposites United” attraverso una serie di mostre ed eventi creativi. L’audace filosofia di design “Opposites United” è stata rivelata nel 2021, come filosofia che prende ispirazione dai contrasti e dalle energie positive presenti in natura e negli ambienti che ci circondano. “Opposites United” si spinge oltre il mero design dei veicoli Kia con l’obiettivo di comunicare la volontà del brand di promuovere la possibilità di coesistenza di due interessi vitali che sono entrati in conflitto tra loro: il benessere umano e la sostenibilità ambientale.
    Il modo in cui Kia ha scelto di illustrare e spiegare al pubblico questa particolare filosofia del design è altrettanto creativo ed ambizioso. Si è infatti concretizzato in una serie di esibizioni e mostre innovative svoltesi in luoghi come la Biennale del Design di Gwangju, il Motor Show Internazionale di Busan e il Dongdaemun Design Plaza in Corea, per finire con la Milan Design Week, in Italia. La portata e l’originalità di queste installazioni e mostre sulla filosofia del design in continua evoluzione di Kia ha condotto alla conquista del prestigioso riconoscimento Red Dot Award – Brands & Communication Design 2023. Kia continuerà a organizzare mostre per illustrare la propria filosofia di design e dare vita ad esperienze originali e di forte ispirazione per i propri clienti. Dal 31 agosto al 10 settembre 2023, Kia è presente al “Seoul Light DDP 2023 Fall”, presso il Dongdaemun Design Plaza unitamente ad artisti di vario genere.
    Il secondo premio assegnato è un riconoscimento alla tecnologia Connected Car Navigation Cockpit (ccNC) di nuova generazione introdotta su EV9, il primo grande SUV elettrico di punta a tre file di sedili del brand. L’avveniristico sistema di infotainment offre nuove funzionalità rivoluzionarie come il controllo rapido, la ricerca integrata e la nuova modalità EV, progettate ed introdotte per portare ad un livello superiore la facilità di utilizzo e la comodità del conducente. Il sistema di infotainment integrato riunisce in un insieme armonico gli elementi grafici e le interfacce utente all’insegna di un concetto di design coerente, dando completezza ad un progetto di design grafico che si differenzia da tutti gli altri ed è unico per Kia. Questo concetto visivo, “Ki”, si basa sul pilastro “Bold for Nature” della filosofia “Opposites United”. “Ki” significa “salire” o “iniziare” ed è rappresentato da una linea diagonale applicata agli elementi di infotainment, icone e caratteri quali elementi visivi chiave.
    Progettato per la massima sicurezza e fruibilità da parte del conducente, il sistema ccNC di Kia funge anche da touchpoint intuitivo attraverso il quale si può accedere al Kia Connect Store. Tramite Kia Connect Store è possibile mantenere costantemente aggiornato EV9 scaricando gli ultimi aggiornamenti, le funzionalità e i servizi digitali del SUV senza dover portare il veicolo presso un concessionario. Queste ultime due vittorie di Kia ai Red Dot si inseriscono in una scia di successi del brand coreano lunga oltre un decennio. Tra le vittorie più recenti ai Red Dot svettano Niro Plug-in Hybrid, premiata nella categoria “Product Design” ad aprile, e la nuovissima EV6, che lo scorso anno è stata acclamata “Best of the Best” per le sue prestazioni pionieristiche e rivoluzionarie e per il design lungimirante.

    foto: ufficio stampa Kia Italia

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  • Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

    Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

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    FIRENZE (ITALPRESS) – “Vorrei vedere un’Italia generosa. Come ha detto il ct Spalletti, l’obiettivo, oltre che poter pensare di vincere, è quello di regalare emozioni a chi ti guarda e renderlo orgoglioso di essere rappresentato da ragazzi, da una squadra e da un ct che sono bravi, altruisti e che mandano messaggi positivi”. Gigi Buffon torna in Nazionale e lo fa per la prima volta non da calciatore ma da dirigente. Il presidente federale Gabriele Gravina gli ha ceduto i gradi di capo delegazione azzurro della squadra da poco affidata a Luciano Spalletti, sperando che proprio uno dei monumenti del calcio azzurro possa dare quella spinta alla ripartenza di un’Italia che inevitabilmente ha subito un trauma con le sorprendenti dimissioni di Roberto Mancini. “In questi giorni – racconta Buffon – ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente Gravina e al mister con il suo staff e devo dire che ho risentito parlare di concetti, di emozioni e di valori che secondo me sono imprescindibili se si vuole arrivare a un obiettivo che sia almeno minimo, perchè poi ci sono anche degli avversari che devi affrontare man mano e ci sta ogni tanto di rimbalzare e di uscirne sconfitti, però ho la sensazione che l’Italia, con Luciano Spalletti come ct, abbia veramente trovato l’uomo giusto al momento giusto”. Inevitabile però tornare sull’addio di Mancini: “Una scelta sicuramente inaspettata, alla quale però mi sembra che la Federcalcio abbia dato delle risposte molto celeri e soprattutto molto convincenti. Questa è la cosa che più interessa al mondo e ai tifosi azzurri”. Per quanto riguarda invece il suo nuovo ruolo, Buffon ringrazia Gravina e Spalletti per la fiducia: “Qualcosa sicuramente di non dovuto e non scontato. Il fatto che nel loro immaginario una figura come la mia potesse essere uno strumento di unione, condivisione, altruismo e miglioramento di quello che doveva essere un percorso nuovo, mi inorgoglisce, mi stimola e rende me, come il mister, un uomo felice perchè torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene”. “Anche in questa nuova veste – afferma ancora Buffon – penso che alla fine il mio ruolo sia quello di poter dare un piccolo contributo e mettere un piccolo mattoncino in quelle che saranno tutte le dinamiche che andremo a vivere in futuro”. Buffon eredita il ruolo di capo delegazione azzurra da Gianluca Vialli: “Pensare o avere la presunzione di poter essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, perchè ognuno di noi ha un proprio passato e un proprio percorso, attraverso il quale uno matura. Venire qua cercando di riproporre un Gianluca Vialli sarebbe sbagliato, perchè non ne sarei all’altezza, e quindi cercherò di essere quello che sono sempre stato, cercando di aiutare il presidente, il mister e la squadra con un consiglio, una parola, con un qualcosa che si può scorgere e che magari può essere sfuggito agli occhi degli altri”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

    Buffon nuovo capo delegazione azzurro “Pronto a dare una mano”

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    FIRENZE (ITALPRESS) – “Vorrei vedere un’Italia generosa. Come ha detto il ct Spalletti, l’obiettivo, oltre che poter pensare di vincere, è quello di regalare emozioni a chi ti guarda e renderlo orgoglioso di essere rappresentato da ragazzi, da una squadra e da un ct che sono bravi, altruisti e che mandano messaggi positivi”. Gigi Buffon torna in Nazionale e lo fa per la prima volta non da calciatore ma da dirigente. Il presidente federale Gabriele Gravina gli ha ceduto i gradi di capo delegazione azzurro della squadra da poco affidata a Luciano Spalletti, sperando che proprio uno dei monumenti del calcio azzurro possa dare quella spinta alla ripartenza di un’Italia che inevitabilmente ha subito un trauma con le sorprendenti dimissioni di Roberto Mancini. “In questi giorni – racconta Buffon – ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente Gravina e al mister con il suo staff e devo dire che ho risentito parlare di concetti, di emozioni e di valori che secondo me sono imprescindibili se si vuole arrivare a un obiettivo che sia almeno minimo, perchè poi ci sono anche degli avversari che devi affrontare man mano e ci sta ogni tanto di rimbalzare e di uscirne sconfitti, però ho la sensazione che l’Italia, con Luciano Spalletti come ct, abbia veramente trovato l’uomo giusto al momento giusto”. Inevitabile però tornare sull’addio di Mancini: “Una scelta sicuramente inaspettata, alla quale però mi sembra che la Federcalcio abbia dato delle risposte molto celeri e soprattutto molto convincenti. Questa è la cosa che più interessa al mondo e ai tifosi azzurri”. Per quanto riguarda invece il suo nuovo ruolo, Buffon ringrazia Gravina e Spalletti per la fiducia: “Qualcosa sicuramente di non dovuto e non scontato. Il fatto che nel loro immaginario una figura come la mia potesse essere uno strumento di unione, condivisione, altruismo e miglioramento di quello che doveva essere un percorso nuovo, mi inorgoglisce, mi stimola e rende me, come il mister, un uomo felice perchè torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene”. “Anche in questa nuova veste – afferma ancora Buffon – penso che alla fine il mio ruolo sia quello di poter dare un piccolo contributo e mettere un piccolo mattoncino in quelle che saranno tutte le dinamiche che andremo a vivere in futuro”. Buffon eredita il ruolo di capo delegazione azzurra da Gianluca Vialli: “Pensare o avere la presunzione di poter essere da subito al pari suo sarebbe sbagliato, perchè ognuno di noi ha un proprio passato e un proprio percorso, attraverso il quale uno matura. Venire qua cercando di riproporre un Gianluca Vialli sarebbe sbagliato, perchè non ne sarei all’altezza, e quindi cercherò di essere quello che sono sempre stato, cercando di aiutare il presidente, il mister e la squadra con un consiglio, una parola, con un qualcosa che si può scorgere e che magari può essere sfuggito agli occhi degli altri”.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Renzi “Mi candido al Parlamento Europeo con il Centro”

    Renzi “Mi candido al Parlamento Europeo con il Centro”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Noi ci candideremo alle elezioni europee con il brand ‘Il Centrò. Il mio sarà un appello a tutto il gruppo dirigente di Italia Viva a mettersi in gioco. Mi metterò in gioco anche io candidandomi al parlamento europeo”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa a Milano annunciando la sua candidatura alle elezioni europee del 2024 nel collegio del nord-ovest.
    “Lo faccio non perchè alla ricerca di una ulteriore riga del mio curriculum, ma per affermare che bisogna dare una sveglia all’Europa altrimenti si va tutti a casa. L’Europa rischia di saltare – ha spiegato Renzi -. Penso sia fondamentale che nei prossimi 9 mesi si vada a chiedere il voto di chi non vuole lasciare l’Europa nelle mani dei sovranisti alla Le Pen e dei populisti di sinistra”.
    “Io scommetto su una maggioranza che va dal PPE ai socialisti senza Alternative fur Deutschland, Vox, i populisti di sinistra e il Movimento 5 Stelle. Il nostro disegno è avere la stessa maggioranza che c’è stata fino ad adesso: la maggioranza Ursula non ha alternative”, ha sottolineato l’ex premier.

    – Foto: xh7/Italpress –

    (ITALPRESS).