Autore: ItalPress

  • Nella 5 km iridata Paltrinieri d’argento e Acerenza di bronzo

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    ROMA (ITALPRESS) – Due medaglie per tornare protagonisti. Gregorio Paltrinieri è d’argento e Domenico Acerenza è di bronzo nella cinque chilometri dei Mondiali di nuoto di fondo alla Momochi beach di Fukuoka. Gli azzurri dissolvono tutti i dubbi e diradano le nuvole dopo aver mancato il podio e il pass olimpico nella distanza doppia. Vince ancora, e bissa il titolo della 10 km, il tedesco Florian Wellbrock, olimpionico e campione in carica, che parte e arriva in testa, dopo tre giri del circuito, in 53’58″0. Ai 2.5 km cedono tutti gli avversari eccetto gli azzurri, rimasti nella sua scia sino alla fine. Gregorio Paltrinieri tocca in 54’02″5, Domenico Acerenza in 54’04″2. L’altro tedesco Oliver Klemet – bronzo nella 10 chilometri – è quarto a quasi un minuto (54’57″2). Ancora più lontani gli altri attesi protagonisti, tra i quali l’ungherese Kristof Rasovszky, vicecampione iridato nella 10 km, a 1’25, e l’ucraino Michajlo Romanchuck, bronzo uscente, a 1’39.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Travolge 2 ciclisti nel milanese e uno muore, arrestato

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    MILANO (ITALPRESS) – Investe due giovani in bici, uccidendone uno. I Carabinieri di Garbagnate Milanese hanno arrestato per omicidio stradale un romeno di 32 anni. I Carabinieri sono intervenuti per un sinistro stradale in via Kennedy a Garbagnate, nel corso del quale l’arrestato, a bordo di un furgone, aveva investito due giovani che stavano attraversando la strada in sella ad una bicicletta.
    I due giovani, un ragazzo ed una ragazza entrambi 15enni della zona, sono stati trasportati in codice rosso rispettivamente all’ospedale “San Gerardo” di Monza e al “Niguarda” di Milano. Il ragazzo è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale, mentre la giovane risulta tutt’ora in prognosi riservata.
    Gli immediati accertamenti svolti dai Carabinieri intervenuti hanno consentito di appurare che il conducente del veicolo, che si è fermato a seguito del sinistro, fosse positivo all’alcol test e privo di patente di guida.
    L’arrestato è stato poi condotto presso la Casa Circondariale di Milano “San Vittore” mentre l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’esame autoptico della salma del giovane deceduto.
    Sono in corso, da parte dei Carabinieri, ulteriori indagini.

    – foto: ufficio stampa Carabinieri –

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  • Allarme super batteri, Pregliasco “Usare meno gli antibiotici”

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    MILANO (ITALPRESS) – Uso degli antibiotici, allevamenti intensivi, guerra, crisi climatiche, disuguaglianze sanitarie sono le condizioni alla base dello sviluppo dei cosiddetti super batteri, microrganismi sempre più forti e sempre più difficili da combattere. Nel mondo le malattie infettive provocate dai super batteri hanno provocato almeno 700.000 morti all’anno. In Europa nel 2020 hanno colpito 600.000 persone causando più di 33.000 decessi, di questi ben 11.000 sono avvenuti nel nostro paese, che si è guadagnato così un poco lusinghiero primato nel continente. Un fenomeno che, secondo le stime, se non sarà arrestato in tempo, provocherà 10 milioni di morti all’anno entro il 2050, superando così persino i decessi causati dal cancro. Sono questi alcuni dei temi trattati da Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e presidente dell’Anpas, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress: “I batteri cattivi sono batteri che purtroppo capiscono come schivare l’azione degli antibiotici – ha esordito il professore – Nel 1945 la penicillina, il primo antibiotico, ci aveva dato speranze notevoli, e così è stato, di ridurre l’impatto delle malattie infettive batteriche, ma poi i batteri, per un fatto naturale purtroppo di evoluzione e capacità di resistenza, hanno acquisito spesso e volentieri questa antibiotico resistenza, quindi la capacità di schivare l’antibiotico nei suoi effetti e vediamo adesso creare forme spesso pesanti, a volte anche mortali nelle persone più fragili, con un rischio futuro molto pesante se non si fa qualcosa”. E sono recenti due casi in Italia di contagio citati da Pregliasco: “In Italia di recente ci sono stati alcuni casi, un citrobacter a Verona in una terapia intensiva neonatale proprio a causa di un contagio che si è visto essersi protratto per diversi mesi o anni – ha spiegato – Un’altra situazione era legata agli strumenti veramente importanti come i sistemi per la circolazione extracorporea, che purtroppo però si sono contaminati anche qui con un micobatterio chimaerae, un nome bello ma pesante per i suoi effetti, che ha determinato pesanti situazioni su persone cardio-operate: per molti c’è stata la paura di essere coinvolti, perchè la patologia può insorgere anche in seguito”.
    Sull’argomento, Pregliasco ha scritto un libro divulgativo: “Si intitola ‘I superbatterì per evidenziare che non si tratta di un libro scientifico nel senso tecnico e professionale, ma di un libro divulgativo dove raccontiamo storie di persone che hanno avuto dei guai, storie di persone che negli anni hanno poi fatto e stanno facendo cose in positivo – ha raccontato – Attraverso queste storie e questa individuazione delle persone poi si arriva nella parte finale al racconto di quegli elementi pratici e oggettivi che ognuno può attuare, perchè è una responsabilità condivisa”. Gli allevamenti intensivi, ora vietati in Italia, hanno determinato un grosso problema in passato: “Lo hanno fatto in termini di non responsabilità, ovvero di un uso improprio, eccessivo, per massimizzare il risultato degli allenamenti e far vivere male, in un contesto di affollamento, ma far crescere comunque gli animali – ha aggiunto – Oggi è vietato, l’Italia è molto attenta e ha prescritto la ricetta elettronica e l’indicazione solo di uso come è giusto che sia per gli umani per la terapia e non per la prevenzione, ma purtroppo dobbiamo considerare l’antibiotico come una lama che ogni volta che si usa un pochettino perde il filo, per cui non va sprecato”. Pregliasco ha ricordato come anche nella vaccinazione, per esempio quella per l’influenza o per il Covid, il batterio cerca di schivare l’antibiotico per un’evoluzione naturale, attrezzandosi. E se per l’OMS lo scenario è apocalittico, per il professor Pregliasco c’è ancora una speranza: “Abbiamo comunque la possibilità e l’opportunità di fare qualcosa. Le istituzioni devono fare sorveglianza, dare disposizioni, gli allevatori devono ridurre questo utilizzo degli antibiotici, i medici devono essere meno pesanti con la penna nell’indicazione a volte eccessiva dell’antibiotico, poi è necessario anche che le aziende farmaceutiche siano più attente, ultimamente avevano deviato la ricerca su argomenti più convenienti – ha ammonito – E poi c’è la responsabilità del paziente. Se l’antibiotico funziona, la sintomatologia migliora subito, molti non seguono la prescrizione nel dosaggio e nella tempistica: se il medico dice per cinque giorni, anche se c’è un immediato miglioramento, si proceda nel tempo. E’ una responsabilità di tutti, però è anche del singolo, ci vuole un’attenzione condivisa. “E’ da un pò di anni che non arrivano nuove molecole, ci sono nuovi antibiotici ma sono variazioni sul tema. Si stanno ricercando negli abissi marini, ma anche all’interno dei virus degli stessi batteri, un altro approccio interessante per avere una vasta scelta, ma per cui va fatta molta attenzione – ha ricordato – Un medico che usa l’ultimo antibiotico a disposizione vuol dire sprecarlo se non è necessario”. La chiosa è sulla recente vicenda personale che ha colpito Madonna: “E’ una donna di 64 anni, dunque comunque non fragilissima. Forse ha trascurato i primi segnali e poi si è ritrovata a dover andare in terapia intensiva. Questo dimostra che i batteri sono con noi, qualcosa con cui dobbiamo fare i conti – ha concluso – Il Covid ci ha insegnato che la natura riusciamo sì a inseguirla, ma sta anche a noi cittadini, istituzioni, ricercatori e medici di usare il buonsenso come sempre, anche se non è facile”.
    – foto Italpress –
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  • Chiusa prima tappa di SM Expo, Il “Village” di Sicilia Motori si sposta a Palermo

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    CATANIA (ITALPRESS) – Si è chiusa con un positivo bilancio la prima edizione di SM Expo CT ospitata sul piazzale antistante “Le Ciminiere”, da venerdì ad oggi, a Catania. Come facilmente prevedibile, l’attenzione massima del pubblico è stata rivolta alle anteprime nazionali di Fiat, 600e e Topolino, che hanno catalizzato la curiosità anche di giovanissimi “automobilisti”: la minicar elettrica si può guidare dai 14 anni. Non meno intensa l’attività di hostess e venditori sugli stand degli altri brand presenti: Abarth (500e), Alfa Romeo (Tonale), Fiat (600e e Topolino) e Jeep (Avenger e Grand Cherokee) insieme alla concessionaria Nuova Sport Car e Dacia con la Sandero in allestimento Extreme (Autovia Puglisi), mentre Ford ha mostrato con Virauto la Mustang Mach-E e la Puma in allestimento ST-Line. Maserati ha puntato sulla Grecale GT ibrida insieme a Cronos, Nissan – in collaborazione con Comer Sud – la Ariya 100% elettrica. Infine, tra le due ruote, Peugeot Motocycle ha esposto le novità Tweet FL e XP-400. L’ultima mattina è stata caratterizzata dai raduni del club Maseratisti Siciliani che con i loro esemplari, classici e moderni, hanno fatto da cornice alla Grecale in allestimento GT e motorizzazione mild-hybrid. Insieme ai “Maseratisti” sono tornati gli “Alfisti” del Club Catania con ulteriori esemplari rari se non unici in aggiunta a quelli visti nelle prime due giornate. Numerosa è stata anche la rappresentanza del club Abarth Trinacria), apprezzata dagli appassionati la qualificata presenza dei veicoli d’epoca del club CT1.
    “Ringrazio la città di Catania che ci ha accolto a braccia aperte rispondendo al nostro invito cosi come gli espositori che ci hanno dato fiducia – dice Dario Pennica, Direttore della rivista Sicilia Motori organizzatore dell’evento – è stata un’edizione sperimentale che ha dovuto fare i conti anche con il caldo record, ma nonostante questo chiudiamo con soddisfazione. Abbiamo tratto elementi importanti per la prossima edizione per la quale diamo appuntamento all’ultimo week-end di giugno 2024. Torniamo a Palermo, carichi di entusiasmo, e pronti per la seconda tappa di SM Expo”.
    L’ultima sera applaudita esibizione di Gino Astorina e Massimo Spata che ha seguito quella di sabato di Carmelo Caccamo con il suo personaggio della “Signora Santina”. SM Expo sarà di scena a Palermo in viale Regina Elena a Mondello-Valdesi da venerdì 21 a domenica 23 e dai brand presenti a Catania si aggiungerà Koelliker con la Microlino (che sarà possibile provare) e l’altra anteprima nazionale Hyundai Kona. Tutte le informazioni e i modelli di auto e moto esposti sul sito ufficiale dell’esposizione https://www.siciliamotori.it/sm-expo-2023/. Live, foto e interviste sui canali social ufficiali Facebook e Instagram di Sicilia Motori. SM EXPO PA ha ottenuto il patrocinio del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e del Comune di Palermo. Media partner sono l’agenzia di stampa Italpress e il quotidiano “Il Giornale di Sicilia” insieme all’emittente televisiva TGS e radiofonica RGS.
    foto ufficio stampa Sicilia Motori
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  • Conte “Governo in forte ritardo sul Pnrr”

    Conte “Governo in forte ritardo sul Pnrr”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Questo governo si trova in forte ritardo. Ha voluto accentrare a Chigi la cabina di regia in corso dell’attuazione, togliendola al MEF. Stiamo rischiando addirittura di perdere questa rata. Adesso viene riformulato per cercare di recuperare il ritardo sin qui accumulato”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda sul Pnrr a margine del convegno “La rivoluzione ecodigital” nella sala Matteotti di Palazzo Theodoli Bianchelli.
    “Il tutto viene fatto senza una reale trasparenza. Non vengono in Parlamento a dirci come stanno le cose e cosa non sta funzionando – ha aggiunto -. Hanno rifiutato anche il nostro contributo costruttivo. Si stanno assumendo una grande responsabilità. Quel che è certo, è questo governo è assolutamente capace di spendere fondi e risorse per armi e munizioni mentre invece per quella che è la tensione ecologica e digitale che serve e la giustizia ambientale che serve a questo Paese, loro non hanno alcuna disponibilità”, ha concluso.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Dopo l’incendio l’aeroporto di Catania riparte con due voli all’ora

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    CATANIA (ITALPRESS) – Il Terminal C dell’aeroporto di Catania riparte con 2 voli all’ora, che saranno via via incrementati: questo l’esito del vertice sull’operatività dello scalo che si è svolto a Catania tra il Prefetto, l’Enac e la SAC, la società di gestione dell’aeroporto, in merito al rogo avvenuto la notte scorsa.
    La chiusura in via precauzionale di 48 ore era stata disposta subito dopo aver domato l’incendio, per effettuare la bonifica dell’area interessata. L’infrastruttura di volo, infatti, e altre zone dell’aeroporto non sono state coinvolte dal rogo e gli aeromobili presenti sullo scalo già questa mattina sono stati autorizzati a decollare dall’aeroporto per essere impegnati su altri scali.
    La società di gestione, in coordinamento con Enac ed Enav, si è attivata per la riprogrammazione dei voli di questi giorni e ha individuato altri aeroporti per la riprotezione dei passeggeri: Comiso, Palermo, Trapani, Lamezia Terme e Reggio Calabria. La SAC sta garantendo il trasferimento in pullman dei passeggeri da e per gli aeroporti individuati.
    L’Enac, inoltre, invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto, ma di contattare preventivamente le compagnie aeree di riferimento per verificare l’effettiva operatività del proprio volo e le soluzioni alternative individuate dai vettori.
    E’ stata altresì istituita una Commissione d’inchiesta Enac per far luce sulle cause dell’incendio e per garantire in tempi brevi la ripresa a pieno regime dell’operatività dello scalo.
    “Sac si è attivata per rendere immediatamente operativo il Terminal C, in accordo con Enac, e garantire così alcune partenze, cercando di ridurre i disagi ai nostri utenti. I danni al Terminal A, ripetiamo, sono stati marginali e stiamo tentando di ripristinare tutto il prima possibile. Ringrazio tutti gli enti di Stato e la comunità aeroportuale per lo sforzo e il grande lavoro di stanotte, che ha visto in prima persona anche il sindaco Trantino. Stiamo lavorando per gestire i problemi che, comunque, sono contenuti. Per quanto riguarda i passeggeri, stiamo lavorando con le compagnie aeree e con gli altri scali affinchè si possa garantire la riprotezione sugli altri aeroporti, per i quali stiamo approntando collegamenti con i pullman”, commenta l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi.
    “Il Comune di Catania partecipa alle attività di ripristino del normale funzionamento dell’aerostazione ed è accanto alla società di gestione nel delicato momento. Visti i riflessi sul sistema città, abbiamo il dovere di essere presenti e ho potuto riscontrare la tempestività delle operazioni di stanotte e la risposta all’emergenza per contenere i disagi”, afferma il sindaco di Catania, Enrico Trantino.

    – foto Vigili del Fuoco –

    (ITALPRESS).

  • Incendio nell’aeroporto di Catania, lo scalo riparte con due voli all’ora

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    CATANIA (ITALPRESS) – Momenti di paura per un incendio che, nella tarda serata di ieri, si è sviluppato nell’aeroporto di Catania, scatenando il panico tra i passeggeri e i dipendenti a causa della nube di fumo nero che si era diffusa all’interno dell’aerostazione. La prima chiamata di soccorso è arrivata alla centrale operativa dei vigili del fuoco intorno alle 23,29 di domenica. Il rogo è stato circoscritto e spento dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute anche dalla Sede Centrale del Comando Provinciale di Catania. La Sac, la Società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania, aveva chiuso lo scalo annunciando che il provvedimento sarebbe durato fino alle 14 di mercoledì 19.

    Poi è stato deciso che il Terminal C riparte con 2 movimenti all’ora, che saranno via via incrementati. Questo l’esito del vertice sull’operatività dello scalo che si è svolto a Catania tra il Prefetto, l’Enac e la SAC, la società di gestione dell’aeroporto. La chiusura in via precauzionale di 48 ore è stata disposta subito dopo aver domato l’incendio, per effettuare la bonifica dell’area interessata. L’infrastruttura di volo, infatti, e altre zone dell’aeroporto non sono state coinvolte dal rogo e gli aeromobili presenti sullo scalo già questa mattina sono stati autorizzati a decollare dall’aeroporto per essere impegnati su altri scali. La società di gestione, in coordinamento con Enac ed Enav, si è attivata per la riprogrammazione dei voli di questi giorni e ha individuato altri aeroporti per la riprotezione dei passeggeri: Comiso, Palermo, Trapani, Lamezia Terme e Reggio Calabria. La SAC sta garantendo il trasferimento in pullman dei passeggeri da e per gli aeroporti individuati.

    L’Enac, inoltre, invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto, ma di contattare preventivamente le compagnie aeree di riferimento per verificare l’effettiva operatività del proprio volo e le soluzioni alternative individuate dai vettori. È stata altresì istituita una Commissione d’inchiesta Enac per far luce sulle cause dell’incendio e per garantire in tempi brevi la ripresa a pieno regime dell’operatività dello scalo. “Sac si è attivata per rendere immediatamente operativo il Terminal C, in accordo con Enac, e garantire così alcune partenze, cercando di ridurre i disagi ai nostri utenti. I danni al Terminal A, ripetiamo, sono stati marginali e stiamo tentando di ripristinare tutto il prima possibile. Ringrazio tutti gli enti di Stato e la comunità aeroportuale per lo sforzo e il grande lavoro di stanotte, che ha visto in prima persona anche il sindaco Trantino. Stiamo lavorando per gestire i problemi che, comunque, sono contenuti. Per quanto riguarda i passeggeri, stiamo lavorando con le compagnie aeree e con gli altri scali affinché si possa garantire la riprotezione sugli altri aeroporti, per i quali stiamo approntando collegamenti con i pullman”, commenta l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi.

    “Il comune di Catania partecipa alle attività di ripristino del normale funzionamento dell’aerostazione ed è accanto alla società di gestione nel delicato momento. Visti i riflessi sul sistema città, abbiamo il dovere di essere presenti e ho potuto riscontrare la tempestività delle operazioni di stanotte e la risposta all’emergenza per contenere i disagi”, afferma il sindaco di Catania, Enrico Trantino.

    -foto vigili del fuoco-

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  • Acqua, da utilities 10 mld investimenti contro i cambiamenti climatici

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    ROMA (ITALPRESS) – Dalle utilities 10 miliardi per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. E’ quanto i gestori del servizio idrico investiranno nei prossimi anni, oltre il 50%, 5,2 miliardi, già nel triennio 2022-2024. “Stiamo vivendo tutti gli effetti della crisi climatica, sia quelli che si vedono come gli allagamenti sia quelli che non si vedono come la difficoltà di riscaldare i cicli termici che producono energia elettrica perchè si surriscaldano, la difficoltà di gestire le reti perchè ci sono black-out” ha spiegato Luca Dal Fabbro, vicepresidente Utilitalia, intervenendo all’evento “Prospettive gestionali di investimento nel cambiamento climatico” in occasione dell’assemblea generale di Utilitalia. “Questo – aggiunge – esige una nuova politica di investimenti, il paese potrebbe crescere diversi punti di Pil investendo il denaro nel rafforzamento della resilienza del sistema elettrico, termico, idrico”.
    Al centro del dibattito gli impatti del climate change sul rischio di impresa, insieme alle prospettive assicurative e ai finanziamenti per le aziende dei servizi pubblici che, nei prossimi anni, dovranno mettere in campo una considerevole mole di nuovi investimenti per adeguare le infrastrutture a fronte di uno scenario climatico mutato.
    Con riferimento al servizio idrico, 3 dei 10 miliardi verranno investiti al Nord, 4 al Centro e 3 nel Sud e nelle Isole. Tra gli investimenti in programma, finanziati attraverso la tariffa, poco più di 6,5 miliardi di euro sono destinati a interventi nei servizi di adduzione e distribuzione, circa 2,5 miliardi sono ripartiti equamente tra i segmenti di fognatura e depurazione, mentre la quota restante (circa 1 miliardo) è destinata ad interventi negli altri segmenti della filiera tra cui captazione, potabilizzazione e dissalazione.
    “C’è sicuramente tanto da fare ma le utilities sono pronte,
    gli effetti dei cambiamenti climatici – ha detto il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – influiscono in modo diretto sull’operatività delle imprese dei servizi pubblici e sulle prospettive di investimento. Le imprese sono chiamate a mettere in campo azioni di mitigazione e di adattamento che devono procedere di pari passo: affrontare il problema dei cambiamenti climatici, non solo per ridurre le emissioni di gas serra ma anche per contenere i danni conseguenti, è diventata una questione prioritaria al fine di garantire la continuità e la qualità dei servizi pubblici”.
    La realizzazione di tali interventi comporterà una maggiore quantità di acqua disponibile, intesa come acqua recuperata o come acqua supplementare prodotta, stimata in circa 620 milioni di metri cubi. Sono circa mille i progetti che i gestori hanno in cantiere: si tratta di nuovi serbatoi, nuovi approvvigionamenti, riutilizzo delle acque reflue, rifacimenti e manutenzioni delle reti per la riduzione delle dispersioni, interconnessioni tra acquedotti, ampliamento della rete fognaria e ammodernamento degli impianti di depurazione.
    All’evento è intervenuto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Non possiamo rimanere con le mani in mano, dobbiamo agire, abbiamo bisogno di azioni di mitigazione, di decarbonizzazione, e soprattutto di adattamento a quello che è il nuovo quadro.
    Si tratta di azioni che riguardano complessivamente il sistema produttivo agricolo, l’industria, ma anche la vita civile, l’edilizia, le città e come le viviamo. La nostra bussola sono gli accordi di Parigi e la loro effettiva attuazione.
    I nostri obiettivi li abbiamo ben chiari e li porteremo avanti con determinazione”.
    (ITALPRESS).

  • Webuild, intesa con i Carabinieri per formazione su sicurezza e legalità

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    ROMA (ITALPRESS) – Webuild e Arma dei Carabinieri insieme per attività di formazione su temi di security aziendale e per il rafforzamento della cultura della legalità su tutta la filiera del settore delle infrastrutture in aree in contesti sensibili. E’ quanto previsto dal Protocollo d’Intesa siglato oggi a Roma dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi e dall’Amministratore Delegato di Webuild Pietro Salini, per la realizzazione congiunta di una serie di attività di formazione e addestramento che migliorino ulteriormente le conoscenze del personale del Gruppo che opera in aree o contesti sensibili in tema di sicurezza, mettendo d’altra parte al servizio dell’Arma le conoscenze che il Gruppo Webuild ha cumulato sui principali scenari globali e megatrend del settore, operando in oltre 50 Paesi nel mondo.
    “Siamo orgogliosi di lavorare a fianco dell’Arma dei Carabinieri e del mondo delle istituzioni più in generale, perchè legalità e sicurezza sono elementi fondanti delle nostre attività, in Italia e all’estero ed ogni azione volta a rafforzare questa comune cultura deve essere sostenuta”, ha dichiarato Salini.
    “Le grandi imprese nel campo delle infrastrutture, come Webuild, sono chiamate oggi ad interagire con un ecosistema sempre più complesso di aziende, istituzioni e centri di ricerca anche dal punto di vista regolamentare, che rendono necessarie competenze sempre più approfondite. La collaborazione che avviamo oggi con la firma di questo Protocollo d’Intesa acquista particolare rilevanza se pensiamo a come insieme potremo condividere in modo capillare cultura della legalità, competenze e investimenti in formazione anche con tutta la filiera di imprese partner del Gruppo nei progetti in Italia e nel mondo”, ha concluso Salini.
    L’intesa avrà valenza reciproca per Webuild e l’Arma dei Carabinieri, prevedendo formazione in ambito di protezione del patrimonio e di tutela del personale e delle infrastrutture in aree potenzialmente più esposte a situazioni di crisi, attività di studio e ricerca su tematiche di comune interesse, oltre che condivisione di strumenti, attrezzature, tecnologie ed equipaggiamenti finalizzati a tali attività.
    Il Protocollo firmato oggi rientra tra le attività portate avanti da Webuild per favorire e sviluppare al proprio interno una cultura della sicurezza e della legalità sempre più radicata. Tra le iniziative, anche le azioni e i sistemi di gestione implementati per l’esecuzione dei Protocolli di legalità sottoscritti per i principali progetti in corso in Italia, sviluppati in sinergia con le stazioni appaltanti e le Prefetture competenti per il territorio.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • G20, Giorgetti “Approccio prudente per le politiche monetarie”

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    Gandhinagar (INDIA) (ITALPRESS) – “Sulle politiche monetarie riteniamo si debba procedere con un approccio bilanciato e prudente di fronte a una crescita dell’economia globale che registra una tendenza al ribasso, conseguenza del conflitto in Ucraina e degli effetti del persistere dell’inflazione”. A Gandhinagar, in India, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto nel corso della prima sessione dei lavori del G20 dei ministri dell’economia e dei governatori delle banche centrali dedicata alla ‘Global Economy And Global Health’.
    Giorgetti ha sottolineato l’importanza di interventi mirati per
    “proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione e promuovere gli investimenti per aumentare il potenziale delle nostre economie contro il rischio di recessione”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).