Autore: ItalPress

  • Milan-Roma 3-1, rossoneri in semifinale di Coppa Italia

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    MILANO (ITALPRESS) – Il Milan prosegue sulla scia positiva dopo il pareggio nel derby di campionato e batte la Roma nei quarti di finale di Coppa Italia: decisiva la doppietta di uno degli ex di serata, Abraham, a cui si aggiunge il gioiello firmato da Joao Felix, subito decisivo; in mezzo, la rete di Dovbyk a rendere meno amaro il passivo per i capitolini. Ora i rossoneri attendono in semifinale la vincente tra Inter e Lazio, che si sfideranno il prossimo 26 febbraio. Partono dalla panchina gli ultimissimi arrivi del Milan, Gimenez, Sottil e lo stesso Felix. Conceicao, inoltre, sorprende tutti lanciando Jimenez titolare al posto di Leao. Anche Ranieri opera qualche scelta a sorpresa, su tutti Shomurodov al posto di Dovbyk, oltre a Pisilli per Pellegrini. In difesa, invece, ecco Celik insieme a Hummels e N’Dicka. Dopo una prima fase di studio, è la Roma a farsi vedere con Dybala e Shomurodov, ma alla prima occasione, al 16′, passano i padroni di casa: Svilar para il tiro di Reijnders, il pallone arriva a Theo che rimette in mezzo e trova Abraham, il quale insacca con una notevole elevazione. Un’incertezza di Maignan su un tiro innocuo di Shomurodov spaventa i rossoneri, che devono anche fare i conti con un incredibile contropiede sprecato da Theo Hernandez a causa di un controllo a dir poco difettoso. Subito dopo, Tomori anticipa di testa Svilar su cross di Pulisic ma manda alto. Nella seconda parte di frazione, cresce la Roma che colpisce una traversa con Pisilli e impegna Maginan con Dybala. Ma proprio nel massimo momento di difficoltà, il Milan trova il raddoppio al 42′ ancora con Abraham dopo un inserimento di Hernandez che ha preso in controtempo tutto il reparto difensivo giallorosso. Ranieri cambia le carte in tavola facendo entrare Dovbyk e Pellegrini al rientro dall’intervallo, e l’ucraino ripaga subito la scelta dell’allenatore accorciando le distanze al 54′ con un facile appoggio sul cross di Angelino. Cinque minuti più tardi fanno il loro debutto in rossonero Gimenez e Joao Felix. E proprio i due nuovi acquisti confezionano al 71′ il terzo gol del Milan: il messicano lancia in profondità il portoghese, che batte Svilar con un pallonetto delizioso. La Roma trova nuovamente il gol pochi minuti più tardi grazie all’autorete di Reijnders, ma successivamente viene rilevato il fuorigioco a inizio azione di Dovbyk che invalida tutto. L’episodio smorza la spinta giallorossa e permette al Milan di gestire gli ultimi minuti e portare a casa l’approdo in semifinale di Coppa Italia.
    – Foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Achille Lauro “Sanremo è la ciliegina, ma sotto c’è una grande torta”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – “Sanremo è la ciliegina, ma sotto c’è una grande torta”. Achille Lauro lo dice chiaramente presentando la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2025 con ‘Incoscienti giovanì, una ballad ispirata a una storia vera, nata ai bordi del Grande Raccordo Anulare di Roma. La “torta” a cui fa riferimento è rappresentata dai grandi concerti che lo attendono: il doppio evento al Circo Massimo, con una seconda data annunciata per il 1° luglio (la prima è in programma il 29 giugno), e un tour nei palazzetti con l’ambizione di arrivare agli stadi e, in futuro, di conquistare anche il pubblico internazionale. “Il Circo Massimo è un traguardo incredibile, ma non è un punto d’arrivo. Voglio portare la mia musica negli stadi e oltre i confini nazionali”, afferma l’artista che si presenta con una identità artistica definita dopo anni di sperimentazioni musicali e trasformazioni di stili musicali. “Oggi sono un uomo. Ho capito dove voglio andare e cosa mi piace davvero, senza paura di sperimentare. Dal 2021 non pubblico un album. In questi anni ho lavorato molto sulla musica per cercare la mia vera identità”, sottolinea.
    Tutto questo sarà palese sul palco dell’Ariston, dove Achille Lauro torna per la quinta volta, dopo le esperienze del 2019 con ‘Rolls Roycè, del 2020 con ‘Me ne fregò, del 2022 con ‘Domenicà e la partecipazione da super ospite nel 2021, con ‘Incoscienti giovanì. “Una ballad che racconta una storia vera, un viaggio tra emozioni e ricordi, nata ai margini del Grande Raccordo Anulare di Roma. E’ un brano che si rifà ai grandi cantautori e, come molti dei miei pezzi, parla della mia storia perchè credo che sia molto più facile rubare dalla realtà piuttosto che inventare. E’ un guardare a quei giovani non più con gli occhi del ventenne, ma di chi conosce le conseguenze. Ho scritto le prime parole e i primi accordi di pianoforte, un paio di anni fa e ho subito capito veramente che c’era qualcosa di grande. La canzone racconta di una bambina che non si sente amata e che fa di tutto per essere diversa dalle persone che l’hanno cresciuta. Una bambina che potrebbe essere il mio grande amore, mia madre o io stesso”, dice del pezzo che è tra i favoriti della kermesse.
    “Questa cosa mi preoccupa! – scherza -. Non sento la competizione e non mi interessa. Mi sono sempre posizionato abbastanza in fondo, ma alla fine il Festival mi ha definito, mi ha regalato un sacco di soddisfazioni e un pubblico trasversale”. In quest’edizione 2025 Achille Lauro sarà vestito da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, e dovrebbe cantare, “solo con un occhio di bue che mi illuminerà”. Nella serata dei duetti, invece, si accompagnerà a Elodie, anche lei in gara, con ‘A mano a manò di Riccardo Cocciante e ‘Folle città’ di Loredana Bertè. “La versione di ‘A mano a manò che proporremo è un ibrido – anticipa -: l’arrangiamento è più vicino al mondo di Cocciante, mentre l’interpretazione ha sfumature più vicine all’interpretazione di Rino Gaetano”. In vista della settimana sanremese, poi, smorza i rumors riguardanti la presunta relazione con Chiara Ferragni di cui ha parlato Fabrizio Corona. “In un momento così bello, fatto di grandi sogni e progetti, preferisco concentrarmi sulla mia musica. Vivo alienato dal gossip, dedito solo ai miei progetti. E poi si parla tanto di violenza sulle donne e questo non è tanto diverso”.
    Tra i progetti, oltre alla disponibilità a tornare a X Factor (“Abbiamo seminato talmente bene che è giusto poi dare ancora un pò d’acqua a questa piantina”), c’è anche la futura fondazione ‘Ragazzi madrè dedicata ai ragazzi in difficoltà. “Dedico il mio tempo libero a progetti per aiutare chi ne ha bisogno, così come mi ha insegnato mia madre che l’ha sempre fatto. Oggi che sono molto fortunato mi sento di dover restituire qualcosa”, sottolinea Achille Lauro che rifiuta, almeno a parole, di essere chiamato artista. “Cito Carmelo Bene: l’arte non deve essere rassicurante. Anche se la mia non la considero arte. Non mi piace chiamarla così perchè mi pare presuntuoso. Qualche volta si è pensato che io sia un sovversivo, un esibizionista: quel battesimo a Sanremo mi ha quasi rovinato la carriera, anche se prima di me a mettere in scena l’iconografia cristiana sono stati Madonna, David Bowie e David La Chapelle. Ma la colpa è del fatto che io non dormo di notte. Non mi dispiace che la gente mi consideri esibizionista, ma che non capiscano i progetti. La mia grande forza è che so fallire con grande entusiasmo – conclude -. Bisogna avere i piedi per terra e saper aggiustare il tiro”.

    foto: ufficio stampa Goigest

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  • Otto modelli Mercedes-Benz pronti per i neopatentati

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – La gamma più giovane di Mercedes-Benz apre le porte ai neopatentati: Classe A, Classe B, GLA, GLB, CLA e CLA Shooting Brake equipaggiate con le due varianti 180 benzina e 180 Diesel, rispettivamente da 85 e 100 CV, rientrano tutte nei parametri che ne consentono l’utilizzo a chi per la prima si mette al volante di un’automobile. Un’opportunità che si estende anche ai due modelli d’ingresso della famiglia full electric della Stella: la EQA 250+ e la EQB 250+. L’offerta di motorizzazioni tradizionali si distingue per efficienza e dinamismo grazie anche ai recenti aggiornamenti che hanno ibridizzato l’intera gamma di motori benzina, oggi dotati di un sistema elettrico ausiliario di bordo a 48 volt che supporta con 10 kW di potenza in più la fase di avvio. Inoltre, durante la frenata, l’RSG recupera e carica la batteria da 48 volt. L’energia così generata può essere utilizzata durante i processi di accelerazione per supportare il motore a combustione. Il 180 d rappresenta un’altra eccellenza in termini di efficienza, con consumi che arrivano fino a 20 km/l e una percorrenza con il pieno che può superare gli 800 km, a seconda del modello.
    Per quanto riguarda l’offerta full electric per i neopatentati, sono disponibili due dei modelli di maggior successo nella gamma 100% elettrica della Stella: EQA ed EQB che, nelle motorizzazioni 250+, grazie alla batteria da 70,5 kWh, consentono un’autonomia che supera i 500 km WLTP. “Al di là dei parametri legati a peso e potenza, che consentono oggi ai neopatentati la possibilità di guidare un’ampia scelta dei nostri modelli d’ingresso, è importante garantire ad un giovane, che per la prima volta si mette al volante di un’auto, i più avanzati sistemi di sicurezza attiva e passiva. Tutte le nostre auto, senza distinzione di segmento, beneficiano, di serie, di un completo pacchetto di assistenza alla guida, che rappresenta un forte contributo nell’accrescere la sicurezza, soprattutto di chi è meno esperto” dichiara Paola Ardillo, Responsabile Product Management di Mercedes-Benz Italia
    Tutti i modelli, un portfolio che spazia dalle hatchback alle Shooting Brake, passando per SUV, berline coupè e Sport Tourer, offrono ben sette diversi allestimenti per accontentare caratteri ed esigenze differenti. Classe A, Classe B, GLA, GLB, CLA, CLA Shooting Brake, EQA ed EQB sono disponibili nelle concessionarie della Stella, nel Mercedes-Benz Store online e anche nella vetrina dell’usato certificato e garantito, firmato Mercedes-Benz Certified.

    foto: ufficio stampa Mercedes-Benz Italia

    (ITALPRESS).

  • Mattarella “La pace va costruita e all’Ue servono idee nuove”

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    MARSIGLIA (FRANCIA) (ITALPRESS) – “La pace non è un dono gratuito della storia. Statisti e popoli, per conseguirla, devono dispiegarvi il loro impegno. La pace occorre volerla, costruirla, custodirla. Anche con la paziente messa in campo di misure di fiducia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella sua lectio magistralis in occasione del conferimento dell’onorificenza accademica di dottore Honoris Causa dell’Università di Aix-Marseille.
    “L’Europa intende essere oggetto nella disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà? Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie? Con, al massimo, la prospettiva di un “vassallaggio felice”. Bisogna scegliere: essere “protetti” oppure essere “protagonisti”? – L’Italia dei Comuni, nel XII e XIII secolo, suggestiva ma arroccata nella difesa delle identità di ciascuno, registrò l’impossibilità di divenire massa critica, di sopravvivere autonomamente e venne invasa, subì spartizione – ha aggiunto il capo dello Stato -. L’Europa appare davanti a un bivio, divisa, come è, tra Stati più piccoli e Stati che non hanno ancora compreso di essere piccoli anch’essi, a fronte della nuova congiuntura mondiale. L’Unione Europea è uno degli esempi più concreti di integrazione regionale ed è, forse, il più avanzato progetto – ed esempio di successo – di pace e democrazia nella storia. Rappresenta senza dubbio una speranza di contrasto al ritorno dei conflitti provocati dai nazionalismi. Un modello di convivenza che, non a caso, ha suscitato emulazione in altri continenti, in Africa, in America Latina, in Asia”.
    “Costituisce un punto di riferimento nella vicenda internazionale, per un multilateralismo dinamico e costruttivo, con una proposta di valori e standard che abbandona concretamente la narrazione pretestuosa che vorrebbe i comportamenti dei “cattivisti” più concreti e fruttuosi rispetto a quelli dei cosiddetti “buonisti”. L’Unione Europea semina e dissemina futuro per l’umanità. Ne sono testimonianza gli accordi di stabilizzazione internazionale stipulati con realtà come il Canada, il Messico, il Mercosur. Le stesse politiche di vicinato, le intenzioni messe in campo dopo la Dichiarazione di Barcellona sul partenariato euro-mediterraneo (siamo a trent’anni da quella data) – ha proseguito il presidente -. Occorre che gli interlocutori internazionali sappiano di avere nell’Europa un saldo riferimento per politiche di pace e crescita comune. Una custode e una patrocinatrice dei diritti della persona, della democrazia, dello Stato di diritto. Chiunque pensi che questi valori siano sfidabili sappia che, sulla scia dei suoi precursori, l’Europa non tradirà libertà e democrazia. Le stesse alleanze si giustificano solo in base a – transeunti – convergenze di interessi e, dunque, per definizione, a geometria variabile, o riguardano anche valori? L’Europa, ricordava Simone Veil al Parlamento Europeo, nel 1979, è consapevole che “le isole di libertà sono circondate da regimi nei quali prevale la forza bruta. La nostra Europa è una di queste isole””.
    “Restare arroccati su quest’isola non è la risposta: abbiamo bisogno di un ordine internazionale stabile e maturo per reagire all’entropia e al disordine causate dalle politiche di potenza, e per affrontare le grandi sfide transnazionali del nostro tempo. Le attuali istituzioni non bastano, tuttavia, e le riflessioni poste in essere dalla Conferenza sul futuro dell’Europa negli anni scorsi meritano di essere riprese e attuate, con una politica estera e di difesa comune più incisiva, capace di trasmettere fiducia nei confronti del ruolo europeo nella risposta alle sfide globali – ha detto ancora il capo dello Stato -. Abbiamo dimostrato di saper agire con efficacia nelle crisi, come durante la pandemia, e di saperci opporre con unità di intenti alle inaccettabili violazioni del diritto dei popoli, come nel caso dell’aggressione russa all’Ucraina. Con la stessa efficacia d unità dobbiamo ora rinnovarci, per salvaguardare la sicurezza e il benessere dei popoli europei e contribuire alla pace mondiale, a partire dalla dimensione mediterranea e dal rapporto con il contiguo continente africano. Non può guidarci la rassegnazione ma la volontà di dare contenuti ai passaggi necessari per ottenere questi risultati”.
    “Aldo Moro, lo statista italiano assassinato dalle Brigate Rosse, nella sua qualità di presidente di turno delle allora Comunità Europee (raccoglievano 9 Paesi) – ha ricordato Mattarella -, intervenendo nella sessione conclusiva della Conferenza di Helsinki, si proponeva di dare senso alla fase di distensione internazionale che si annunciava, sottolineando che significava “l’esaltazione degli ideali di libertà e giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle informazioni”. L’Unione Europea – e in essa Francia e Italia – deve porsi alla guida di un movimento che nel rivendicare i principi fondanti del nostro ordine internazionale sappia rinnovarlo, attenta alle istanze di quanti dall’attuale costruzione si sentano emarginati. Una strada che non è quella dell’abbandono degli organismi internazionali nè quella del ripudio dei principi e delle norme che ci governano ma di una profonda e condivisa riforma del sistema multilaterale, più inclusiva ed egualitaria rispetto a quanto furono capaci di fare le potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale, cui va, tuttavia, riconosciuto il grande merito di mettere insieme vincitori e vinti per un mondo nuovo – ha proseguito Mattarella -. Servono idee nuove e non l’applicazione di vecchi modelli a nuovi interessi di pochi. Le università sono candidate a far emergere queste idee. Care studentesse e cari studenti, la storia è incisa nei comportamenti umani. Il futuro del pianeta passa dalla capacità di plasmare l’ordine internazionale perchè sia a servizio della persona umana. Le scelte di multilateralismo e solidarietà di oggi determineranno la qualità del vostro domani. Si tratta di non ripetere gli errori del passato, ma di dar vita a una nuova narrazione. Soltanto insieme, come comunità globale, possiamo sperare di costruire un avvenire prospero, ispirato a equità e stabilità”.

    – Foto ufficio stampa Quirinale –

    (ITALPRESS).

  • A Roma una mostra fotografica racconta “Il viaggio del plasma”

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    ROMA (ITALPRESS) – Arriva a Roma “Il viaggio del plasma”, una mostra fotografica che propone un percorso visivo per il processo di produzione dei farmaci plasmaderivati salvavita a partire dalla donazione del sangue. L’iniziativa, che è già stata ospitata a Siena e Firenze, è promossa dal consorzio Pla.Net (Plasma Network, un accordo interregionale che unisce Toscana, Campania, Lazio, Marche e Molise) con il supporto non condizionante di Takeda. “L’obiettivo è coinvolgere la popolazione di giovani universitari della Regione Lazio in questa iniziativa che non solo offre un’esperienza informativa di grande impatto, ma promuove anche la cultura della solidarietà rappresentando un’occasione di sensibilizzazione alla donazione del plasma”, ha esordito Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Tor Vergata, aprendo la conferenza di presentazione della mostra, allestita dal 5 al 12 febbraio nell’area Galleria del Policlinico.
    “Il titolo della mostra è suggestivo perchè rende il senso di cosa succede: tutto inizia con la donazione, poi dal plasma si ricavano i medicinali plasmaderivati. Il prodotto finale è un vero e proprio farmaco e alcuni di essi sono salvavita. Un aspetto fondamentale è il percorso formativo e informativo dei donatori”, ha invece spiegato Stefania Vaglio, responsabile del Centro Regionale Sangue del Lazio.
    Presente anche Francesco Buccisano, direttore dell’U.O.S.D. Medicina Trasfusionale del Policlinico Tor Vergata, che ha sottolineato come il problema sia la gestione del “fabbisogno dei farmaci salvavita. C’è il lavoro di network a livello regionale, con il Centro Regionale del Sangue, ma bisogna anche guardarsi all’interno: abbiamo un enorme bacino di utenza rappresentato dai giovani. E’ importante seminare la cultura della donazione e farla germogliare, perchè è un atto altruistico. Dal punto di vista tecnico bisogna implementare la raccolta. Speriamo di arrivare a un adeguamento o almeno a una normalizzazione del carico di lavoro”.
    “Takeda è una multinazionale che dal 2018 è partner del Servizio Sanitario Nazionale e che si occupa di trasformare il plasma in farmacia salvavita – ha dichiarato Francesca Micheli, amministratore delegato di Takeda Manufacturing Italia -. Siamo felici di aver contribuito all’organizzazione della mostra, che racconta il viaggio del plasma e promuove la donazione e rende omaggio ai tanti protagonisti di questo viaggio. L’Europa è in sofferenza, perchè la quantità di plasma non è sufficiente e bisogna introdurlo dall’estero. Si tratta di farmaci “critici”, perchè non sono una delle opzioni, ma l’unica alternativa di cura”.

    – foto spf/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • I test di Sepang si aprono nel segno di Quartararo, Martin ko

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    SEPANG (MALESIA) (ITALPRESS) – Fabio Quartararo davanti a tutti, ma anche tante cadute col campione del mondo in carica Jorge Martin che dovrà andare sotto i ferri. Si alza ufficialmente il sipario sulla MotoGp 2025 con la prima delle tre giornate di test a Sepang, in Malesia. El Diablo, che già aveva ben impressionato durante lo shakedown di domenica, firma in sella alla sua Yamaha il miglior crono della giornata inaugurale, girando in 1’57″555 sul finire di giornata. Quartararo si mette alle spalle per appena 51 millesimi la Ducati ufficiale di Marc Marquez, seguono le due Desmosedici griffate Gresini di Alex Marquez (+0″183) e Fermin Aldeguer (+0″480). Quinto e settimo tempo per le Ducati del team Pertamina Enduro VR46 affidate a Franco Morbidelli e Fabio Di Giannantonio, separate dalla Honda di Joan Mir. Sfortunato però il 26enne pilota romano, che nella caduta alla curva 5 rimedia la frattura della clavicola sinistra e rientrerà già stasera in Italia per operarsi. E’ finita peggio a Jorge Martin, al debutto stagionale sull’Aprilia: anche lo spagnolo incappa in un highside alla curva 2. Trasportato poi in ospedale, gli sono state diagnosticate diverse fratture: una alla mano destra e alcune al piede sinistro. Negative Tac e risonanza magnetica (nella caduta aveva battuto la testa) ma la sua tre giorni di Sepang si chiude in anticipo. Martin resterà sotto osservazione per le prossime 24 ore, poi il rientro in Spagna per sottoporsi a un intervento chirurgico, previsto entro questa settimana. A completare il bollettino medico la frattura alla mano sinistra per Raul Fernandez (Trackhouse MotoGP). Tornando alla classifica dei tempi, completano la Top Ten le Yamaha di Jack Miller e Miguel Oliveira, in mezzo la Honda del team LCR di Johann Zarco. Appena fuori dai primi 10 le Ktm di Brad Binder e Maverick Vinales, a quasi un secondo da Quartararo, in ritardo Pecco Bagnaia che con la sua Ducati non va oltre il 17esimo crono (+1″392), precedendo Marco Bezzecchi sull’altra Aprilia ufficiale. La classe regina tornerà in pista domani e venerdì.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Trump a Netanyahu “Controlleremo noi Gaza, via i palestinesi”

    Trump a Netanyahu “Controlleremo noi Gaza, via i palestinesi”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un lungo colloquio alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump per discutere dell’accordo sugli ostaggi nel conflitto tra Israele e Hamas e delle successive fasi del cessate il fuoco. Per l’occasione il tycoon ha suggerito che i palestinesi sfollati a Gaza dovrebbero essere reinsediati “in modo permanente” al di fuori del territorio devastato dalla guerra: “Non credo che la gente dovrebbe tornare indietro – ha affermato Trump -. Non puoi vivere a Gaza in questo momento. Penso che abbiamo bisogno di un’altra sede. Penso che dovrebbe essere una sede che renderà felici le persone”. “Gli Stati Uniti prenderanno il controllo di Gaza, un controllo a lungo termine che porterà stabilità al Medio Oriente, Gaza sarà la rivière del Medio Oriente”, ha aggiunto Trump.
    I principali consiglieri di Trump sostengono che la ricostruzione del territorio devastato dalla guerra in un periodo di tempo compreso tra i tre e i cinque anni, come stabilito nell’accordo di tregua temporaneo, non è praticabile. Il presidente ha già chiesto in precedenza a Egitto e Giordania di reinsediare i cittadini di Gaza, ma entrambi i paesi hanno respinto categoricamente tali proposte.
    “Guardando ai decenni passati, è tutta morte a Gaza – ha affermato Trump -. È necessario trovare una bella area in cui reinsediare le persone, in modo permanente, in belle case, dove possono essere felici e non essere colpiti, uccisi o accoltellati”. L’attenzione della Casa Bianca sul futuro degli oltre 2 milioni di residenti di Gaza avviene in un momento in cui la tregua tra Israele e Hamas sta attraversando un momento particolarmente delicato
    Netanyahu si trova ad affrontare pressioni contrapposte da parte della sua coalizione di destra, che vuole porre fine alla tregua temporanea contro i militanti di Hamas a Gaza, e da parte degli israeliani, stanchi della guerra, che vogliono che gli ostaggi rimasti tornino a casa e che il conflitto, che va avanti da 15 mesi, finisca definitivamente. Nel corso dell’incontro alla Casa Bianca i due leader hanno fatto riferimento ad un accordo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita, a lungo ricercato, e hanno condiviso le preoccupazioni sul programma nucleare iraniano, nonché sulla seconda fase dell’accordo sulla presa degli ostaggi.
    “Sono avvenute molte morti da quando me ne sono andato e ora sono tornato – ha dichiarato Trump -. Ora ci troviamo di fronte a una situazione diversa, in alcuni modi migliore e in altri peggiore. Ma ci troviamo di fronte a una situazione molto complessa e difficile che risolveremo”. Quella di Netanyahu a Washington è stata la prima visita di un leader straniero nel secondo mandato di Trump. Per l’occasione il primo ministro ha elogiato la leadership del tycoon nell’ottenere l’accordo del cessate il fuoco: “Vi dico solo che sono felice che siano qui”, ha detto Netanyahu di Trump e della sua amministrazione.
    Lunedì Netanyahu ha incontrato anche Steve Witkoff, designato da Trump come inviato speciale in Medio Oriente, per dare inizio al difficile lavoro di mediazione della fase successiva di un accordo di cessate il fuoco. Il confronto è stato definito dal leader israeliano come “positivo e amichevole”, prima di sottolineare che avrebbe inviato una delegazione in Qatar per continuare i colloqui indiretti con Hamas che sono mediati dal paese arabo del Golfo, la prima conferma che quei negoziati sarebbero continuati. Netanyahu ha anche detto che avrebbe convocato il suo gabinetto di sicurezza per discutere le richieste di Israele per la fase successiva del cessate il fuoco quando sarebbe tornato in Israele alla fine di questa settimana.
    Witkoff, nel frattempo, ha ribadito che ha intenzione di incontrare il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, in Florida giovedì per discutere la fase successiva dell’attuale tregua. Qatar ed Egitto hanno svolto il ruolo di intermediari chiave con Hamas durante tutto il conflitto.
    Netanyahu ha sfruttato la sua visita alla Casa Bianca per convincere Trump ad adottare misure decisive nei confronti dell’Iran. Teheran ha dovuto affrontare una serie di battute d’arresto militari, tra cui le forze israeliane, che hanno notevolmente degradato Hamas a Gaza e i militanti di Hezbollah in Libano, nonché un’operazione che ha decimato le difese aeree dell’Iran. Il momento, secondo Netanyahu, ha creato una finestra per affrontare in modo decisivo il programma nucleare di Teheran.
    Prima dell’incontro con Netanyahu, Trump ha firmato un ordine esecutivo che, a suo dire, avrebbe aumentato la pressione economica sull’Iran. “Non permetteremo loro di avere un’arma nucleare”, ha affermato Trump.
    Intanto nelle ore che hanno preceduto il bilaterale tra Netanyahu e Trump, migliaia di manifestanti pro Palestina hanno marciato per Washington per manifestare ancora una volta dissenso nei confronti del leader israeliano, definito come un “criminale di guerra che ha le mani sporche di sangue”.

    -foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Trump a Netanyahu “Controlleremo noi Gaza, via i palestinesi”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un lungo colloquio alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump per discutere dell’accordo sugli ostaggi nel conflitto tra Israele e Hamas e delle successive fasi del cessate il fuoco. Per l’occasione il tycoon ha suggerito che i palestinesi sfollati a Gaza dovrebbero essere reinsediati “in modo permanente” al di fuori del territorio devastato dalla guerra: “Non credo che la gente dovrebbe tornare indietro – ha affermato Trump -. Non puoi vivere a Gaza in questo momento. Penso che abbiamo bisogno di un’altra sede. Penso che dovrebbe essere una sede che renderà felici le persone”. “Gli Stati Uniti prenderanno il controllo di Gaza, un controllo a lungo termine che porterà stabilità al Medio Oriente, Gaza sarà la rivière del Medio Oriente”, ha aggiunto Trump.
    I principali consiglieri di Trump sostengono che la ricostruzione del territorio devastato dalla guerra in un periodo di tempo compreso tra i tre e i cinque anni, come stabilito nell’accordo di tregua temporaneo, non è praticabile. Il presidente ha già chiesto in precedenza a Egitto e Giordania di reinsediare i cittadini di Gaza, ma entrambi i paesi hanno respinto categoricamente tali proposte.
    “Guardando ai decenni passati, è tutta morte a Gaza – ha affermato Trump -. È necessario trovare una bella area in cui reinsediare le persone, in modo permanente, in belle case, dove possono essere felici e non essere colpiti, uccisi o accoltellati”. L’attenzione della Casa Bianca sul futuro degli oltre 2 milioni di residenti di Gaza avviene in un momento in cui la tregua tra Israele e Hamas sta attraversando un momento particolarmente delicato
    Netanyahu si trova ad affrontare pressioni contrapposte da parte della sua coalizione di destra, che vuole porre fine alla tregua temporanea contro i militanti di Hamas a Gaza, e da parte degli israeliani, stanchi della guerra, che vogliono che gli ostaggi rimasti tornino a casa e che il conflitto, che va avanti da 15 mesi, finisca definitivamente. Nel corso dell’incontro alla Casa Bianca i due leader hanno fatto riferimento ad un accordo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita, a lungo ricercato, e hanno condiviso le preoccupazioni sul programma nucleare iraniano, nonché sulla seconda fase dell’accordo sulla presa degli ostaggi.
    “Sono avvenute molte morti da quando me ne sono andato e ora sono tornato – ha dichiarato Trump -. Ora ci troviamo di fronte a una situazione diversa, in alcuni modi migliore e in altri peggiore. Ma ci troviamo di fronte a una situazione molto complessa e difficile che risolveremo”. Quella di Netanyahu a Washington è stata la prima visita di un leader straniero nel secondo mandato di Trump. Per l’occasione il primo ministro ha elogiato la leadership del tycoon nell’ottenere l’accordo del cessate il fuoco: “Vi dico solo che sono felice che siano qui”, ha detto Netanyahu di Trump e della sua amministrazione.
    Lunedì Netanyahu ha incontrato anche Steve Witkoff, designato da Trump come inviato speciale in Medio Oriente, per dare inizio al difficile lavoro di mediazione della fase successiva di un accordo di cessate il fuoco. Il confronto è stato definito dal leader israeliano come “positivo e amichevole”, prima di sottolineare che avrebbe inviato una delegazione in Qatar per continuare i colloqui indiretti con Hamas che sono mediati dal paese arabo del Golfo, la prima conferma che quei negoziati sarebbero continuati. Netanyahu ha anche detto che avrebbe convocato il suo gabinetto di sicurezza per discutere le richieste di Israele per la fase successiva del cessate il fuoco quando sarebbe tornato in Israele alla fine di questa settimana.
    Witkoff, nel frattempo, ha ribadito che ha intenzione di incontrare il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, in Florida giovedì per discutere la fase successiva dell’attuale tregua. Qatar ed Egitto hanno svolto il ruolo di intermediari chiave con Hamas durante tutto il conflitto.
    Netanyahu ha sfruttato la sua visita alla Casa Bianca per convincere Trump ad adottare misure decisive nei confronti dell’Iran. Teheran ha dovuto affrontare una serie di battute d’arresto militari, tra cui le forze israeliane, che hanno notevolmente degradato Hamas a Gaza e i militanti di Hezbollah in Libano, nonché un’operazione che ha decimato le difese aeree dell’Iran. Il momento, secondo Netanyahu, ha creato una finestra per affrontare in modo decisivo il programma nucleare di Teheran.
    Prima dell’incontro con Netanyahu, Trump ha firmato un ordine esecutivo che, a suo dire, avrebbe aumentato la pressione economica sull’Iran. “Non permetteremo loro di avere un’arma nucleare”, ha affermato Trump.
    Intanto nelle ore che hanno preceduto il bilaterale tra Netanyahu e Trump, migliaia di manifestanti pro Palestina hanno marciato per Washington per manifestare ancora una volta dissenso nei confronti del leader israeliano, definito come un “criminale di guerra che ha le mani sporche di sangue”.

    -foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Traffico illecito di rifiuti, nove misure cautelari in varie regioni

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    LECCE (ITALPRESS) – I Carabinieri nelle province di Bari, Taranto, Trani/Barletta, Brindisi, Caserta, Napoli,
    Avellino, Cosenza, Matera, Campobasso, Viterbo e Potenza, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 persone . Sono accusate di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, impedimento al
    controllo e gestione illecita di rifiuti.
    L’ordinanza fa riferimento ad una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Lecce, Bari e Napoli, che ha avuto inizio nel giugno del 2023 e si è protratta per diversi mesi, interessando diverse regioni del territorio nazionale.
    L’indagine, condotta con l’ausilio di attività tecniche, quali intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti, esito di una complessa manovra investigativa, focalizzata a
    contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non, ha consentito di accertare a carico indagati, che si associavano tra di loro, diverse attività organizzate finalizzate al traffico illecito di rifiuti. Gli stessi, mediante la predisposizione di mendace autorizzazione ambientale che attestava, in capo a una impresa di Onano (Viterbo), la disponibilità di un impianto autorizzato al trattamento dei rifiuti nonchè per il tramite dell’utilizzo di formulari
    recanti indicazioni mendaci in ordine al luogo di conferimento per il successivo recupero, effettuavano molteplici operazioni illecite di movimentazione di ingenti quantità di rifiuti
    industriali, provenienti dalla Puglia e Campania e dirette per l’illecito smaltimento nella stessa Puglia, Calabria, Campania e Basilicata (segnatamente in località ricadenti nelle province di
    Taranto, Cosenza, Avellino e Matera), che venivano smaltiti o previo sversamento sul suolo o abbandonati all’interno di capannoni in disuso.

    – Foto>: ufficio stampa Carabineiri –
    (ITALPRESS).

  • Netanyahu “Trump il più grande amico”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Rivolgendosi a circa 200 giornalisti dopo un incontro di un’ora con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alla Casa Bianca, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto di essere “onorato” di essere il primo leader straniero invitato alla Casa Bianca. “Siete il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”, ha detto Netanyahu, elencando le politiche di Trump nei confronti di Israele nel suo primo mandato, tra cui l’uscita dall’accordo sul nucleare iraniano, la mediazione degli Accordi di Abramo e lo spostamento dell’ambasciata a Gerusalemme. “Avete ripreso esattamente da dove avevate lasciato”, ha aggiunto. “La vostra leadership ha riportato a casa degli ostaggi”, ha detto Netanyahu, aggiungendo che Trump ha liberato le munizioni trattenute dalla precedente amministrazione, ha posto fine alle “sanzioni ingiuste contro i cittadini israeliani” – riferendosi alle sanzioni contro alcuni coloni ritenuti estremisti – “ha affrontato l’antisemitismo, ha smesso di finanziare l’UNRWA e ha rinnovato la massima pressione contro l’Iran”. Tutto questo è stato fatto da Trump in sole due settimane, ha detto. “Riesci a immaginare dove saremo tra quattro anni?”. Israele, ha dichiarato Netanyahu, sta cambiando il volto del Medio Oriente dall’assalto di Hamas del 7 ottobre 2023. “Abbiamo sconfitto alcuni dei peggiori nemici dell’America. Abbiamo eliminato terroristi ricercati da decenni per aver versato fiumi di sangue americano”, ha detto. “Israele non è mai stato più forte e l’asse terroristico iraniano non è mai stato più debole”, ha aggiunto. Ma per garantire il futuro di Israele e portare la pace nella regione, “dobbiamo finire il lavoro”, ha sottolineato Netanyahu, esponendo gli obiettivi di Israele a Gaza prima di riprendere a elogiare Trump.
    – foto Ipa agency –
    (ITALPRESS).