Autore: ItalPress

  • Dodge Durango SRT 392 AlcHemi, la celebrazione del V8 da 6.4 litri

    Dodge Durango SRT 392 AlcHemi, la celebrazione del V8 da 6.4 litri

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Dodge annuncia l’arrivo della Dodge Durango SRT 392 AlcHEMI del 2024. Progettato sia per gli appassionati che per i collezionisti, questo modello esclusivo rende omaggio al leggendario heritage prestazionale di Dodge, offrendo al contempo i più alti livelli di lusso e tecnologia. La Dodge Durango SRT 392 AlcHEMI del 2024 presenta elementi di design unici che la contraddistinguono come i freni Brembo SRT gialli per un contrasto visivo sorprendente, le doppie strisce esterne con struttura a nido d’ape con accenti gialli. AlcHEMI presenta un’esclusiva configurazione a sei posti con pelle nera di alta qualità accentuata da cuciture gialle e argento. Come le decalcomanie per parafanghi nere satinate ‘392’ con accenti gialli, i cerchi SRT forgiati Satin Black leggeri da 20 x 10 pollici, i terminali di scarico neri, griglia Midnight Metallic e stemmi del portellone, le finiture interne in fibra di carbonio forgiata e cuciture giallo/argento.
    Sotto il cofano si trova il motore V8 SRT da 6,4 litri, che eroga 475 CV e 637 N m di coppia, ed è capace di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,4 secondi e raggiungere una velocità massima di 250 chilometri orari. Abbinato al sistema di trazione integrale Dodge, l’AlcHEMI offre prestazioni e sicurezza di guida ai vertici della categoria. Limitato a 1.000 unità, l’AlcHEMI sarà disponibile in quattro esclusivi colori esterni: Diamond Black, Destroyer Grey, Vapor Grey e White Knuckle.

    foto: ufficio stampa Stellantis

    (ITALPRESS).

  • Cybersicurezza, Fontana “Rafforzare capacità risposta a nuove insidie”

    Cybersicurezza, Fontana “Rafforzare capacità risposta a nuove insidie”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Al termine dell’ultimo G7 dei Presidenti delle Camere basse a Verona avevo sottolineato l’importanza di questa iniziativa assunta dal Parlamento italiano. E avevo richiamato anche il ruolo della diplomazia parlamentare, che offre l’opportunità per promuovere il dialogo tra le istituzioni legislative e per rafforzare la cooperazione internazionale in materia di sicurezza. Nel corso dei lavori di questa Riunione potremo contare anche sul prezioso contributo di figure istituzionali provenienti da alcuni dei principali Paesi alleati dell’Italia. L’adozione di un approccio coordinato è coerente con la dimensione planetaria delle sfide che i servizi di intelligence sono chiamati ad affrontare”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel suo intervento alla riunione delle Commissioni parlamentari di controllo sull’Intelligence dei Paesi del G7, a Montecitorio.
    “Il contesto internazionale è infatti segnato da forti tensioni, con conseguenze dirette sotto il profilo geopolitico – ha sottolineato Fontana -. Oltre a seminare morte e distruzione, i conflitti in atto minacciano l’ordine mondiale, con evidenti conseguenze per la sicurezza collettiva. Le guerre che sono tornate a infiammare il nostro continente e il Medio Oriente sono causa di forte instabilità. Esse causano a loro volta crisi migratorie, violazione dei diritti umani, insicurezza alimentare ed energetica. Penso in particolar modo all’area del Mediterraneo e al continente africano”.
    “La tutela degli interessi nazionali rende inoltre necessario il rafforzamento della nostra capacità di risposta contro nuove insidie. Mi riferisco in particolare alla sicurezza cibernetica, all’intelligenza artificiale e all’accresciuta vulnerabilità delle reti e dei sistemi informatici. Le crescenti interconnessioni tra sicurezza cibernetica, instabilità geopolitica e sistemi economici richiedono risposte integrate e all’avanguardia per proteggere la stabilità sociale ed economica da minacce sempre più sofisticate e complesse – ha proseguito il presidente della Camera -. Dal punto di vista economico-finanziario risulta essenziale assicurare il corretto funzionamento del sistema produttivo e la trasparenza dei flussi finanziari, per evitare che gruppi criminali possano infiltrarsi nel tessuto sociale ed economico del Paese. Di fronte a queste grandi sfide, i servizi di intelligence sono tenuti ad agire con efficienza e rapidità, basando la propria azione su stringenti vincoli di riservatezza. In una società democratica le attività degli apparati di sicurezza sono sottoposte a un rigoroso controllo parlamentare, chiamato a garantire che le stesse si svolgano nel rispetto della Costituzione e delle leggi”.
    Per Fontana “i Parlamenti, custodi della sovranità popolare, hanno la responsabilità di garantire che le attività degli apparati di sicurezza siano sempre orientate alla tutela dei diritti fondamentali e degli interessi collettivi. La capacità dei Parlamenti di mantenere un dialogo costante e costruttivo con le altre istituzioni nazionali e internazionali è essenziale per affrontare in modo efficace le sfide comuni e rafforzare la fiducia dei cittadini nei meccanismi democratici”.
    “Incontri come quello di oggi sono indispensabili per sviluppare una riflessione ampia e consentire uno scambio di esperienze e buone pratiche in un settore di rilevanza strategica. Sono certo che, grazie ai qualificati interventi dei relatori e ai successivi momenti di dibattito, emergeranno spunti e riflessioni utili – ha concluso il presidente della Camera -. Auspico, dunque, che il confronto di oggi, grazie al dialogo istituzionale tra le delegazioni, possa contribuire in concreto a rafforzare la sicurezza globale e a gettare le fondamenta di un futuro di pace. E’ nostra responsabilità continuare a lavorare insieme per costruire un futuro di speranza per le generazioni future”.

    – Foto Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Violata la tregua in Libano, scambio di accuse Israele-Hezbollah

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Scambio di accuse tra Israele e Hezbollah sulla responsabilità della violazione della tregua in corso nel sud del Libano. I bombardamenti israeliani hanno colpito 3 città e il partito sciita accusa l’esercito israeliano di aver attaccato i rimpatriati. Quest’ultimo afferma di aver monitorato l’arrivo dei sospetti in diverse zone del sud del Libano. I libanesi continuano a tornare alle loro case un giorno dopo l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco.
    Il comune di Khiam, nel sud del Libano, ha chiesto agli sfollati di non entrare nella città se non dopo una dichiarazione ufficiale che lo consente, mentre l’esercito israeliano ha messo in guardia i residenti di 10 città del sud dal rientrare. L’esercito israeliano ha anche annunciato il coprifuoco, avvertendo i residenti del Libano meridionale di evitare ogni spostamento o il trasferimento a sud del fiume Litani dalle 13 alle 17.
    Ciò avviene mentre l’esercito israeliano ha affermato di aver monitorato l’arrivo di sospetti in diverse aree del Libano meridionale e ha descritto ciò come una violazione del cessate il fuoco con Hezbollah. Nel frattempo, il deputato libanese Hezbollah Hassan Fadlallah ha accusato Israele di aver attaccato coloro che tornavano nei loro villaggi nel sud del Libano.
    Fonti della sicurezza hanno affermato che il fuoco dei carri armati israeliani ha colpito le città al confine sud-orientale del Libano con Israele, un giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, che proibisce le operazioni militari offensive. Il fuoco dei carri armati ha colpito le città di Markaba, Al-Wazzani e Kfar Shuba, tutte situate entro due chilometri dalla linea blu che delimita il confine tra Libano e Israele. Una fonte della sicurezza ha spiegato che due persone sono rimaste ferite nella città di Markaba.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Filiera del tabacco, Philip Morris firma accordo da 1 mld con il Masaf

    Filiera del tabacco, Philip Morris firma accordo da 1 mld con il Masaf

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    ROMA (ITALPRESS) – Un miliardo di euro, in dieci anni, nella filiera tabacchicola italiana: Philip Morris Italia e il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste hanno siglato un nuovo accordo pluriennale presentato a Roma nel corso del 22esimo Forum Coldiretti. “Questo accordo guarda al medio-lungo periodo, quindi ancora più avanti rispetto a quanto fatto negli ultimi anni, permettendo così al coltivatore di poter investire con maggior tranquillità sull’azienda – ha detto Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato Philip Morris Italia -. Ognuno deve fare il suo, il nostro è quello di dare continuità e garanzie a chi ha lavorato con noi con una firma storica, dietro a questa intesa c’è tanto lavoro, tanto sforzo fatto da una multinazionale, si tratta di uno strumento molto importante”.
    Per la prima volta dall’inizio della sottoscrizione degli accordi con il ministero, di cui l’azienda è stata pioniera a livello nazionale sin dai primi anni duemila, l’intesa estende l’orizzonte temporale della collaborazione strategica fino a dieci anni, traguardando l’anno commerciale 2033-2034 con investimenti complessivi fino a 1 miliardo di euro. Il nuovo accordo prevede l’impegno di Philip Morris ad acquistare circa la metà della produzione totale di tabacco greggio italiano, confermando l’azienda come il maggiore investitore privato nella filiera tabacchicola italiana, la più importante in Europa in termini di volumi. L’azienda – che a partire dal 2011 è stata la prima a siglare impegni pluriennali attraverso un accordo unico nel suo genere, che prevede una filiera verticalmente integrata e senza intermediazioni – con questa firma pone le basi per una visione di lungo termine, elemento essenziale per garantire sostenibilità e programmazione strategica per la filiera agricola.
    “E’ con grande orgoglio che annunciamo un accordo quadro che guarda ancora più avanti rispetto a quanto fatto nel recente passato: un orizzonte temporale di dieci anni, per un investimento totale che ammonterà fino a un miliardo di euro e che si aggiunge agli oltre 2 miliardi già investiti a partire dai primi anni duemila – ha aggiunto Hannappel -. Con questo accordo la filiera tabacchicola italiana si conferma al centro dell’ecosistema di Philip Morris in Italia, una filiera integrata end-to-end collegata ai prodotti senza combustione, che oggi coinvolge circa 41mila persone su tutto il territorio nazionale in ambito agricolo, manifatturiero e di servizi, contribuendo attivamente all’ambiziosa visione di costruire un futuro senza fumo”.
    L’intesa con il Masaf tiene conto non solo della riforma della Politica Agricola Comune (PAC) in scadenza nel 2027, ma anche di quella futura, che entrerà in vigore nel 2028 fino al 2034, con l’intento di tutelare e promuovere la filiera tabacchicola italiana anche con riferimento alle sfide che il comparto dovrà affrontare sul piano nazionale, europeo e internazionale, attuando un modello di filiera integrata agro-industriale di cui Philip Morris è fra i più significativi interpreti in Italia. L’accordo, inoltre, riconosce l’importanza di contrastare sempre più efficacemente il problema del “caporalato” attraverso la diffusione e l’implementazione di linee guida in merito come le Buone Pratiche di Lavoro Agricolo (ALP) di Philip Morris International, promuovendo altresì iniziative volte alla continua innovazione del settore, alla sostenibilità e allo sviluppo di competenze, nonchè la realizzazione e divulgazione di ricerche e analisi di settore, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dello sviluppo di competenze, che da sempre caratterizzano questa filiera.
    “Oggi abbiamo firmato un accordo estremamente importante per il settore, per durata e quantità di prodotto acquistato, la cui valenza è di sicuro impatto per le politiche che riguarderanno anche altri ambiti dell’agricoltura, comparto al quale nella sua interezza, assieme al ministro Lollobrigida e a tutto il governo Meloni, intendiamo assicurare il massimo supporto, per affrontare le sfide commerciali e produttive con fiducia e prospettive di crescita adeguate al valore effettivo del nostro settore primario”, le parole del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio La Pietra.
    La firma dell’intesa conferma il percorso intrapreso da Philip Morris a partire dai primi anni 2000 nello sviluppo di un modello innovativo di coltivazione del tabacco che ha garantito nel corso degli anni sostenibilità economica a circa 1000 imprese tabacchicole, attive nelle principali regioni tabacchicole italiane: Campania, Umbria, Veneto e Toscana, con un impatto diretto, indiretto e indotto stimato in circa 28.700 addetti alla fase di coltivazione e trasformazione primaria.

    – foto xc3/Italpress –

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  • Anagina festeggia 80 anni e rilancia sugli investimenti

    Anagina festeggia 80 anni e rilancia sugli investimenti

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    TORINO (ITALPRESS) – In occasione dei suoi 80 anni, Anagina, Associazione nazionale agenti imprenditori assicurativi delle Generali, ha convocato la propria assemblea a Torino. L’ente rappresenta oltre diecimila persone tra agenti e collaboratori, fattura premi per 4,2 miliardi di euro l’anno e gestisce circa trenta miliardi e più del 40 per cento del portafoglio di Generali Italia.
    Nel fitto programma dei lavori, uno dei dibattiti principali ha riguardato la crescita dell’Associazione all’interno di Generali. “Nella primavera scorsa – dichiara Davide Nicolao, confermato presidente di Anagina fino al 2027 – abbiamo completato l’acquisto di un milione di azioni Generali con un esborso pari a 25 milioni di euro da parte della nostra cassa di previdenza, che raccoglie tra gli associati circa 150 milioni di euro. Intendiamo proseguire su questo impegno, con ulteriori investimenti pari a un milione di euro l’anno, anche per dimostrare che ci sentiamo parte della Compagnia e vogliamo contribuire al futuro della casa madre, non solo con la redditività assicurata dal nostro apporto. La nostra associazione è un unicum nel panorama nazionale e rappresenta il meglio degli agenti imprenditori”. L’Assemblea ha visto la partecipazione anche di importanti figure dell’economia italiana come Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia; Corrado Passera, fondatore di Illimity ed ex ministro dello Sviluppo economico; Marco Bizzarri, già presidente e ad di Gucci. Si è parlato dei nuovi trend demografici, con una popolazione in crescente invecchiamento e del ruolo insostituibile dell’agente assicurativo in chiave imprenditoriale e in strutture di grandi dimensioni. Questa figura è sempre più strategica perchè diventano sempre più necessarie le competenze nel campo dei rischi, con particolare riferimento ai cambiamenti climatici ed alle polizze su misura per aziende e privati. Uno dei grandi temi dell’Assemblea, infatti, è stata la recente introduzione dell’obbligo delle cosiddette “polizze catastrofali” per tutte quelle aziende, italiane o straniere, che hanno almeno una sede nel territorio nazionale.
    “Il costo delle calamità naturali – continua Nicolao – è enorme e, con centinaia di eventi catastrofali all’anno, il Governo è corso ai ripari, stabilendo che entro il 31 dicembre di quest’anno tutte le imprese con una stabile organizzazione sul territorio nazionale dovranno stipulare una polizza assicurativa per i danni causati da questo tipo di eventi. Noi siamo qui, con la nostra competenza, per aiutarli a proteggere il patrimonio aziendale e ad assicurare la continuità operativa”.
    Dopo la premiazione degli agenti con più esperienza nel Gruppo, si è parlato anche del progetto Next Generation: “Oggi – conclude Nicolao – cominceremo a presentare questo progetto lanciato da Anagina in partnership con Generali e speriamo di essere pronti per la parte finale entro aprile del prossimo anno. La figura dell’agente assicurativo non è più quella di una volta. Noi siamo degli agenti imprenditori e abbiamo nel nostro Dna ricercare, selezionare e formare personale tra le nuove leve. Il nostro obiettivo è di inserire mille nuovi consulenti assicurativi all’interno delle nostre agenzie”.

    – Foto xb4/Italpress –

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  • Parlamento Ue “Rafforzare il sostegno militare all’Ucraina”

    Parlamento Ue “Rafforzare il sostegno militare all’Ucraina”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – In una risoluzione non legislativa approvata con 390 voti favorevoli, 135 contrari e 52 astensioni, il Parlamento Europeo ha condannato l’uso da parte della Russia di truppe nordcoreane contro l’esercito ucraino e i suoi test di nuovi missili balistici in Ucraina. Questi recenti eventi rappresentano una nuova fase della guerra e un nuovo rischio per la sicurezza dell’Europa, sostengono i deputati, invitando l’UE e gli altri partner dell’Ucraina a rispondere di conseguenza.
    Insistendo sul fatto che “nessun negoziato sull’Ucraina può aver luogo senza l’Ucraina”, i deputati esortano l’UE ad adoperarsi per ottenere il sostegno internazionale più ampio possibile per l’Ucraina e individuare una soluzione pacifica alla guerra. Il Parlamento chiede l’impegno dell’UE e degli Stati membri nell’attuazione della formula di pace dell’Ucraina e nella creazione delle condizioni necessarie per lo svolgimento di un secondo Summit sulla Pace, anche coinvolgendo i paesi del Sud del mondo.
    Denunciando l’Iran, la Bielorussia e la Corea del Nord per il loro sostegno militare alla Russia, il Parlamento Europeo esorta gli Stati membri a rafforzare ulteriormente il regime di sanzioni contro questi paesi. Sottolineano che sia la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, sia la partecipazione della Corea del Nord alla guerra e ai suoi programmi nucleari e missilistici costituiscono gravi minacce all’ordine internazionale.
    I deputati chiedono inoltre a Pechino di porre fine a tutta l’assistenza militare o al materiale di duplice uso che sta dando alla Russia, aggiungendo che il rifiuto di cambiare rotta rischia di compromettere seriamente le relazioni bilaterali UE-Cina. D’altra parte, la Cina potrebbe usare la sua significativa influenza sulla Corea del Nord e sulla Russia per contribuire a ridurre le tensioni, sostengono i deputati.
    Nella risoluzione, si chiede al Consiglio UE di prorogare le sanzioni nei confronti della Russia, in particolare nei settori di particolare importanza economica, come il metallurgico, nucleare, chimico, agricolo e bancario, nonchè quello delle materie prime.
    I deputati chiedono all’UE e ai suoi Stati membri di rafforzare il loro sostegno militare all’Ucraina, anche attraverso la fornitura di aerei, missili a lungo raggio, compresi i missili Taurus, moderni sistemi di difesa aerea, fra cui i Patriot e i Samp/T, sistemi di difesa antiaerea portatile (MANPADS), munizioni e programmi di formazione per le forze ucraine.
    Nella risoluzione si propone anche che i Paesi UE e gli alleati della NATO si impegnino a sostenere l’Ucraina militarmente, sia collettivamente che individualmente, con non meno dello 0,25% del loro PIL annuale.
    I deputati accolgono con favore la decisione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di consentire all’Ucraina di utilizzare sistemi missilistici avanzati su obiettivi militari all’interno del territorio russo e chiedono ai Paesi UE di fare altrettanto. Sottolineando l’interesse strategico comune a sostenere l’Ucraina, chiedono infine all’UE e ai suoi Stati membri di impegnarsi con l’amministrazione entrante a Washington per rafforzare la cooperazione transatlantica.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Meloni “Nel 2023 il Sud è stato locomotiva d’Italia”

    Meloni “Nel 2023 il Sud è stato locomotiva d’Italia”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Noi abbiamo ancora tantissimi problemi da risolvere nelle Regioni del Sud, ma nel 2023 il Sud è stata la locomotiva d’Italia, che il Pil del Mezzogiorno è cresciuto dell’1,3% più di quanto non fosse la crescita della media italiana, che l’occupazione è cresciuta più di quanto non crescesse a livello nazionale, che è stato IL Sud a dare l’impulso all’export che ci ha portato per la prima volta ad essere la quarta Nazione esportatrice al mondo. Si può fare con un pò di incentivi, investimenti, infrastrutture, orgoglio”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Cagliari, nel corso della cerimonia di firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Sardegna.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • The Weeknd, il 24 gennaio esce “Hurry Up Tomorrow”

    The Weeknd, il 24 gennaio esce “Hurry Up Tomorrow”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Esce il 24 gennaio “Hurry Up Tomorrow” di The Weeknd.
    Si tratta del capitolo finale della straordinaria trilogia di The Weeknd, dopo “Dawn FM” (disco di platino in Italia) e “After Hours” (triplo disco di platino in Italia)”. Per celebrare l’uscita dell’album, l’artista si esibirà in uno show, sabato 25 gennaio al Rose Bowl Stadium di Pasadena in California. Il palco occuperà l’intera superficie dello stadio, per regalare ai fan un’esperienza imperdibile a tutto tondo con una produzione mai vista prima.
    -foto ufficio stampa Words For You –
    (ITALPRESS).

  • Manovra, Lionti (Uil Sicilia) “In piazza perché taglia risorse al Sud”

    Manovra, Lionti (Uil Sicilia) “In piazza perché taglia risorse al Sud”

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    PALERMO (ITALPRESS) – “Noi domani scenderemo in piazza perchè questa manovra taglia risorse, soprattutto quelle destinate al Sud. La sanità ormai è completamente al collasso, caratterizzata da una carenza di personale e liste di attesa interminabili. Ma riduce i trasferimenti anche agli enti locali, al settore della scuola, mettendo a rischio servizi come le mense e il tempo pieno. Una riduzione che colpisce l’occupazione mentre noi chiediamo investimenti che diano un’occupazione vera e sicura”. Così Luisella Lionti, segretario generale della Uil Sicilia, in un’intervista all’Italpress, tornando sulle ragioni della mobilitazione proclamata da Cgil e Uil per chiedere di cambiare la manovra di bilancio del governo nazionale, contro la quale scenderanno in piazza il 29 novembre in tutta Italia. Tra i temi principali quello dell’occupazione che in Sicilia rappresenta una vera emergenza: “I dati che continuano ad arrivare sono drammatici – avverte Lionti -, con i giovani che ormai scelgono di non continuare a studiare nell’Isola, e dopo il diploma vanno via. Ragazzi che comunque non trovano un’occupazione, una proposta per un futuro”. E se non si inverte la tendenza, “sicuramente tra una decina d’anni assisteremo a uno spopolamento drammatico, a fronte di un numero di anziani in aumento che saranno sempre più poveri con pensioni ancora più basse”.
    Con un comparto produttivo in difficoltà, nell’Isola aumentano le imprese in crisi e tra queste l’ultima vertenza, in ordine di tempo, riguarda il futuro dell’area industriale di Priolo. “Si tratta di una emergenza che investe non solo i lavoratori ma tutta la popolazione nel Siracusano che vive di indotto – sottolinea Lionti -. Per questo noi diciamo ‘nò alla dismissioni, al contrario chiediamo investimenti affinchè questa transizione green avvenga rispettando l’ambiente ma anche i lavoratori. Per tutte queste ragioni, chiediamo un tavolo permanente con tutti i soggetti coinvolti per trovare soluzioni e risorse per rilanciare il piano industriale in quell’area”. Infine, il tema della siccità. La Sicilia, da circa un anno, sta affrontando una crisi idrica senza precedenti. Tante le misure messe in campo dal governo regionale: dai ristori alla riattivazione dei dissalatori, fino al razionamento generale delle forniture in un’ampia parte del territorio regionale. “Tutto quello che è stato fino ad oggi per affrontare l’emergenza ben venga ma è chiaro che non basta – spiega -. Si doveva prevenire, perchè l’emergenza idrica che sta affrontando la regione è stata veramente drammatica. Abbiamo visto erogare l’acqua in alcuni comuni ogni 45 giorni, gli allevatori hanno registrato grandi perdite di bestiame, gli agricoltori hanno perso il raccolto con ingenti danni, e così anche il turismo. Vogliamo che si intervenga intanto su tutte le infrastrutture idriche per ridurre le perdite, e poi anche sulle dighe”. I dissalatori possono essere una soluzione ma “serve anche programmazione: non basta affrontare il problema solo quando diventa una tragica emergenza”, conclude.

    – Foto gtr/Italpress –

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  • Sahara Occidentale, l’Ungheria sostiene il Piano di Autonomia del Marocco

    Sahara Occidentale, l’Ungheria sostiene il Piano di Autonomia del Marocco

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    RABAT (MAROCCO) (ITALPRESS) – L’Ungheria si schiera a favore del Piano di Autonomia proposto dal Marocco per il Sahara, considerandolo “la base più credibile” per una soluzione duratura del conflitto. La posizione è stata ribadita in un comunicato congiunto firmato a Rabat al termine di un incontro tra il Ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, e il suo omologo ungherese, Péter Szijjártó.
    Questa dichiarazione si inserisce nel contesto di un crescente slancio internazionale a sostegno della sovranità del Marocco sul Sahara. Il Piano di Autonomia, presentato dal Marocco nel 2007, ha guadagnato riconoscimenti come soluzione pragmatica e sostenibile per risolvere questa controversia.
    “L’Ungheria appoggia gli sforzi del Regno del Marocco e sostiene il Piano di Autonomia come un contributo fondamentale per la stabilità della regione”, si legge nel comunicato. Entrambi i ministri hanno ribadito il loro sostegno al processo politico condotto dalle Nazioni Unite e agli sforzi del Segretario Generale per raggiungere una soluzione conforme alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.
    Il comunicato congiunto sottolinea inoltre il ruolo positivo che Marocco e Ungheria svolgono nelle rispettive regioni per garantire sicurezza, stabilità e pace. I due Paesi riaffermano l’importanza della risoluzione pacifica dei conflitti e del rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità degli Stati.
    Con questa posizione, l’Ungheria si unisce alla maggioranza dei paesi nel mondo che riconoscono il valore del Piano di Autonomia come elemento chiave per una soluzione politica. La recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha accolto con favore questo approccio, sollecitando un impegno costruttivo da parte di tutte le parti coinvolte.
    L’incontro tra i due ministri ha rappresentato anche un’occasione per rafforzare i legami bilaterali tra Rabat e Budapest. Le due nazioni si sono impegnate a intensificare la cooperazione in vari settori, consolidando una partnership strategica fondata su valori comuni e obiettivi condivisi.
    Con il sostegno ungherese, il Marocco ottiene un ulteriore appoggio all’interno dell’Unione Europea per il suo piano di autonomia, rafforzando così la sua posizione diplomatica nella regione e a livello internazionale.
    Sono più di 115 paesi membri ONU che sostengono l’autonomia, fra cui 20 membri UE, e oltre 30 i paesi che hanno aperto consolati nelle città di Layoune e Dakhla Come segno di riconoscimento della sovranità del Marocco.

    – foto MAP –
    (ITALPRESS).