Autore: ItalPress

  • Al via gli ordini di Fiat 500e Giorgio Armani Collector’s Edition

    Al via gli ordini di Fiat 500e Giorgio Armani Collector’s Edition

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Fiat ha reso una delle sue priorità promuovere i veicoli elettrici per costruire un futuro più sostenibile. Il cammino verso l’elettrificazione del marchio si fonda su due principi chiave: ridefinire il concetto di auto elettrica e farlo concentrandosi sulla bellezza. Ma perchè puntare sulla bellezza? Perchè essa evoca emozioni, gioia e un senso di responsabilità. La bellezza rende la guida elettrica non solo entusiasmante e affascinante, ma anche eticamente corretta, contribuendo a un cambiamento di prospettiva verso un mondo più sostenibile, un’auto alla volta. Con questa visione, Fiat lancia la nuova 500e Giorgio Armani Collector’s Edition, un capolavoro che combina l’eleganza italiana con un impegno etico profondo. Questo modello esclusivo, annunciato durante le celebrazioni per il 125º anniversario del marchio torinese, che coincidevano con il 90º compleanno del Maestro Giorgio Armani, rappresenta la massima espressione del design Made in Italy su quattro ruote ed è ora disponibile per i clienti europei. I due rinomati brand italiani hanno nuovamente unito le loro forze in una straordinaria collaborazione. Dopo il successo della loro prima partnership nel 2020, che ha dato vita a una 500e unica nel suo genere, i due marchi sono tornati a collaborare per creare qualcosa di davvero eccezionale. Questa nuova iniziativa segna un momento storico: è la prima volta che due dei simboli più iconici del design, dell’eleganza, dell’artigianato e dell’innovazione italiani si uniscono per dare vita a un prodotto che incarna l’eccellenza italiana senza tempo.
    Questo veicolo, realizzato con orgoglio nello stabilimento Fiat di Mirafiori a Torino, va oltre il semplice concetto di mezzo di trasporto, rappresentando un pezzo unico che incarna l’apice dell’esperienza stilistica di Giorgio Armani e l’eccellenza artigianale del Centro Stile Fiat. La collaborazione, frutto di mesi di intenso lavoro tra il celebre designer e il team FIAT, ha avuto come obiettivo quello di fondere l’essenza di entrambi i marchi in un solo capolavoro. Il risultato è un veicolo che riflette la stessa attenzione meticolosa ai dettagli e la dedizione alla qualità tipiche delle collezioni di alta moda. Da qui nasce la sua denominazione: una Collector’s Edition, un insieme di scelte di materiali pregiati, colori esclusivi e design raffinato, che unisce il mondo dell’automobile e quello della moda con la stessa precisione e stile, creando un’opera davvero unica. Questa edizione speciale è arricchita da elementi di design unici appositamente creati e sarà disponibile solo per un periodo limitato, durante il 2025. I clienti che effettueranno l’ordine riceveranno una lettera di benvenuto firmata da Olivier Francois e Giorgio Armani, offrendo così un tocco prestigioso e personale all’intera esperienza di acquisto.
    Per la Fiat 500e Giorgio Armani Collector’s Edition sono stati creati due colori esclusivi, ognuno dei quali mette in risalto l’elegante design della vettura a carrozzeria hatchback. Il primo è un verde scuro micalizzato un tono moderno che riflette lo stile e la raffinatezza di Giorgio Armani. Il secondo è il Greige ceramico, una tonalità innovativa inventata da Armani che unisce il grigio e il beige, offrendo un aspetto elegante e distintivo che rappresenta lo spirito avanguardistico della collaborazione.
    Per gli esterni, i designer italiani si sono concentrati sulla riduzione dei contrasti e degli abbellimenti, puntando a un risultato elegante e monocromatico che rispecchia l’estetica di Armani. Un elemento distintivo del design esterno è rappresentato dalle ruote, realizzate su misura per evidenziare il logo GA in grande scala. Queste ruote diventano un punto focale, permettendo all’auto di fare un’impressione audace anche da lontano. Non solo il design esprime lo spirito collaborativo del progetto, ma contribuisce anche a migliorare l’efficienza aerodinamica grazie alla sua superficie leggermente tridimensionale. I cerchi presentano una sofisticata rifinitura anodizzata brunita bicolore e delicate scanalature laterali, che accentuano ulteriormente il livello di raffinatezza ed eleganza complessiva del veicolo.
    Gli interni della 500e Giorgio Armani Collector’s Edition rappresentano un esempio straordinario di maestria artigianale, con dettagli come le cuciture a chevron e i motivi tridimensionali degli inserti dei sedili centrali che richiamano le tecniche sartoriali tradizionali. I materiali impiegati combinano eleganza e qualità eccellente, fondendo metodi artigianali con tecnologie all’avanguardia. Un esempio di innovazione è l’inserto del cruscotto, realizzato in legno tagliato al laser, che evoca la morbidezza di un tessuto d’alta moda. A completare il tutto, ci sono elementi artigianali ricchi di dettagli, come i ricami intricati, che testimoniano la dedizione all’artigianato di pregio. L’auto è anche decorata con il logo del Maestro milanese su ruote e sedili, mentre la sua firma appare in modo prominente su cruscotto, soglie battitacco e finestrino posteriore, evidenziando il carattere distintivo della collaborazione e l’attenzione ai dettagli. La Fiat 500e Giorgio Armani Collector’s Edition è equipaggiata con caratteristiche all’avanguardia che ne enfatizzano l’estetica e la funzionalità. I fari full LED Infinity Design, insieme a un elegante tettuccio in vetro, conferiscono al veicolo un aspetto moderno e raffinato. Sul fronte digitale, l’auto è dotata di un sistema audio JBL di alta qualità, un display TFT da 7″ e un navigatore touch screen da 10,25″. Inoltre, supporta la radio DAB e offre connettività senza interruzioni grazie a Wireless CarPlay e Android Auto. Per quanto riguarda le prestazioni, il veicolo è alimentato da un motore elettrico da 87 kW, equivalente a 118 CV, che garantisce un’autonomia fino a 320 km nel ciclo combinato WLTP. Infine, la 500e è equipaggiata con i più recenti sistemi di assistenza alla guida e un sistema di guida assistita di livello 2, assicurando funzionalità avanzate e un’esperienza di guida più sicura.

    foto: ufficio stampa Stellantis

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  • Inzaghi “In Champions mai facile”, Bisseck “Siamo l’Inter”

    Inzaghi “In Champions mai facile”, Bisseck “Siamo l’Inter”

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    BERNA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – “Siamo l’Inter, siamo una grande squadra”. Yann Bisseck ha le idee chiare e ha grande fiducia in una squadra che non può temere nè lo Young Boys, nè il terreno in erba sintetica. Sicuro il difensore classe 2000, più prudente anche per il ruolo che ricopre Simone Inzaghi. “Parliamo di una partita di Champions e le gare della massima competizione europea per club non sono mai semplici da affrontare – spiega il tecnico dei campioni d’Italia alla vigilia del match di Berna -. In campionato lo Young Boys non è partito benissimo, ma adesso è tornato l’allenatore dello scorso anno e hanno vinto e giocato una grande gara contro il Lucerna che era prima in classifica nel campionato svizzero. Sarà una partita difficile e bisognerà affrontarla nel modo giusto”, dice Inzaghi che individua un’altra possibile difficoltà. “Siamo venuti ad allenarci qui perchè si gioca sul campo in erba sintetica e abbiamo preferito lavorare qui per abituarci – dice il tecnico nerazzurro -. Non avremo a disposizione Acerbi, Cahalanoglou, Asllani e Buchanan, poi ci saranno da valutare le condizioni di quelli che hanno giocato domenica e da verificare elementi come Zielinski che ieri si è allenato parzialmente con noi, dando buone sensazioni”. Tornando a Bisseck, anche lui ha parlato del sintetico: “Un qualcosa di nuovo, ma siamo una squadra molto forte e giocheremo come sempre, siamo ben preparati e scenderemo in campo per vincere”, spiega il tedesco che sulle assenze e sul turnover, taglia corto: “Noi siamo l’Inter, siamo una grande squadra ed è normale che non tutti possano giocare sempre, l’importante è farsi trovare pronti così come facciamo tutti noi, siamo tutti felici di giocare per questa squadra e ci prepariamo al meglio”.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Toti “La mia colpa è aver fatto il governatore, non rinnego nulla”

    Toti “La mia colpa è aver fatto il governatore, non rinnego nulla”

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    MILANO (ITALPRESS) – “La mia colpa è aver fatto il governatore” e di “aver avuto un modello che poi ha portato anche dei risultati”. Lo ha detto Giovanni Toti, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, in occasione dell’uscita del suo libro, “Confesso: ho governato. Dal ponte Morandi alla rinascita della Liguria: un modello contro l’ipocrisia politica”. “Non vuole essere un pamphlet di accuse contro i magistrati – che pure, a mio modo, di vedere hanno sbagliato – ma vuole essere invece un’analisi attenta di che cosa la politica, con un gigantesco meccanismo ipocrita, dal 1993 a oggi ha rinunciato ad essere in questo Paese”, ha spiegato. I magistrati, in un’inchiesta durata quattro anni di intercettazioni e pedinamenti, mettono in discussione un modello di governo” perchè “io non sono accusato di aver preso un euro per aver fatto i fatti miei, perchè gli atti che abbiamo concesso sono legittimi” e “i finanziamenti sono tracciati, nè tantomeno di aver nascosto chi mi dava una mano a fare politica: io e i miei collaboratori siamo accusati di aver costruito un meccanismo che anche solo potenzialmente essere un asservimento della funzione agli interessi di qualche impresa” e questi interessi, “peraltro non espressi, anche solo potenzialmente nell’ordinamento italiano possono essere un reato”, ha sottolineato.
    “Non rinnego nulla di quello che ho fatto, anzi: tutto quello che hanno scoperto tramite un sistema di spionaggio molto sofisticato – e immagino anche molto costoso e invasivo della mia vita – lo avrei serenamente confessato, l’abbiamo scritto nero su bianco. Quei contributi di cui sono accusato stanno nei bilanci della fondazione Change e del comitato Toti, in entrata e in uscita: sono pubblici”. Toti ha poi trovato un accordo con la procura per patteggiare una condanna a 2 anni e un mese per i reati di corruzione impropria e finanziamento illecito dei partiti con “1550 ore di lavori pubblica utilità, neanche una condanna penale: la montagna ha partorito effettivamente un topolino, se pensiamo a 4 anni di intercettazioni, di pedinamenti e di filmati nel mio ufficio della Regione per produrre questo. Ho patteggiato innanzitutto per mettere in sicurezza quello che abbiamo fatto questi 9 anni: la magistratura stessa, nella proposta di patteggiamento, ammette che gli atti che abbiamo prodotto e i soldi che abbiamo preso erano legittimi e impegnati nell’attività politica e che quindi nessuno si è arricchito alle spalle dei liguri e questo era importante anche per garantire la continuità amministrativa. La seconda ragione per cui ho patteggiato è che secondo me in quell’aula di giustizia sarebbe andata in scena una pessima commedia e chi ha scritto il copione sarebbe rimasto ancora una volta a guardare da fuori, perchè noi ci saremmo accapigliati per un decennio”.
    Oggi “la politica ha un problema serio”, quello del finanziamento ai partiti. “La storia che si pone oggi è una storia che la politica italiana non ha voluto sciogliere: abbiamo tolto il finanziamento pubblico ai partiti e si è deciso che i privati avrebbero sovvenzionato come negli Stati Uniti, però poi nello stesso tempo si sono inventati reati come l’asservimento della funzione, che quello che io ho patteggiato”, ha ricordato. Il Terminal Rinfuse al centro dell’inchiesta di Genova, “che oggi sembra una miniera d’oro del Klondike, era fallito: Spinelli era l’unico imprenditore che aveva rilevato i 200 dipendenti che ci lavoravano e chiedeva al porto di avere una proroga di quella concessione per poter continuare a lavorare. Era qualcosa di doveroso, ma per il solo fatto che fosse uno dei finanziatori del mio movimento – uno delle molte centinaia – evidentemente i magistrati hanno interpretato malevolmente” il suo interesse, ma “altro non hanno fatto che applicare delle leggi che il parlamento ha votato”. Le leggi “non le hanno scritte il procuratore di Genova o il procuratore di Palermo che sta processando Salvini: hanno applicato delle norme del legislatore”. Per Toti, “sono anni che noi stiamo adattando la nostra legislazione a quell’ipocrisia di base per cui la politica ha deciso che debba essere giudicata non più degli elettori ma da qualche Corte di Giustizia”. La riforma di Nordio sulla giustizia “viene presa come un auspicio, non come un’opera legislativa. Per rimediare, serviranno anni: c’è bisogno di una riforma della Costituzione e dell’impianto legislativo”. In questi mesi, sulla vicenda che ha coinvolto Toti, la politica si è divisa “tra l’indifferenza e l’ostilità. La parte sinistra non la prendo manco in considerazione”, mentre il centrodestra “continua a sottovalutare il tema dei temi e fa Consigli dei ministri straordinari solo quando diventa deflagrante. Quello che a me è dispiaciuto è che, per la prima volta, l’inchiesta ligure fa un passo oltre: i magistrati hanno scritto nero su bianco che per un amministratore pubblico il pregiudizio di una procura pesa di più del giudizio degli elettori, finchè non ti dimetti non hai via d’uscita”, ha sottolineato.
    “Quello che ha scritto la magistratura mi preoccupa: non è possibile che una regione venga squartata per via di una procura senza nessun riequilibrio e senza che la politica dica nulla. Penso che sia una grave sottovalutazione”. Nei prossimi giorni in Liguria si terranno le elezioni regionali. Il candidato del centrodestra, Marco Bucci, “è una persona che ha lavorato bene”, eredita quella “rivoluzione liberale che noi abbiamo provato a fare in Liguria in modo molto deciso e che ha convinto molti cittadini e ha ovviamente portato a giganteschi successi al centrodestra. Credo davvero che possa fare la differenza”. Il candidato del centrosinistra, Andrea Orlando, “è un dirigente politico che viene dalla storia del Pd, ma la sta perdendo anche sotto la spinta di altri movimenti con cui è alleato”.

    – Foto Italpress –

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  • Ettorre “Medaglie e tanti giovani, vela azzurra in salute”

    Ettorre “Medaglie e tanti giovani, vela azzurra in salute”

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    ROMA (ITALPRESS) – Il bilancio del quadriennio olimpico per la Federazione Italiana Vela, ormai in archivio dopo i Giochi di Parigi 2024, è “estremamente positivo, non solo per il risultato assoluto delle Olimpiadi e delle due medaglie d’oro, con l’unico titolo italiano, quello di Tita e Banti nel Nacra 17, che si è ripetuto dopo Tokyo, ma anche per la prestazione eccezionale di tutta la squadra azzurra. La trasferta di Marsiglia (dove si sono disputate le gare olimpiche, ndr) per la vela italiana è stata incredibile, con tanti giovani che stanno venendo fuori e tanti piazzamenti vicini al podio che ci fanno ben sperare per il percorso verso Los Angeles 2028”. A parlare, in un’intervista nella sede romana dell’Agenzia di stampa Italpress, è il presidente della FIV Francesco Ettorre, reduce da un’estate ‘caldissimà che ha ribadito la forza della vela tricolore. “Tanti giovani si stanno avvicinando al nostro sport, l’emulazione e i personaggi sono importanti – ha aggiunto il dirigente abruzzese, candidato per il terzo mandato di presidente federale all’Assemblea elettorale FIV del prossimo 14 dicembre – Il fatto di avere atleti che conquistano medaglie internazionali è di sprono, così come l’Americàs Cup che ci ha aiutato tantissimo nella divulgazione del messaggio. Una vela molto estrema e spettacolare che ha interessato tanti media e questo ha fatto bene al nostro movimento”. Tanti i giovani che si avvicinano ad uno sport che non è da considerare elitario o più costoso di altri: “Grazie al grande supporto dei club, la fase di avvicinamento alla vela ha un accesso facilitato. Oggi un corso di vela di 7-8 giorni non costa più di quello di un’altra disciplina sportiva. E’ evidente che poi ci sono mezzi, barca, trasferte, ma ciò è comune anche in altri sport… I numeri ci danno ragione, stanno aumentando anche nella parte giovanile e ciò vuol dire che il movimento è sano e in grande crescita negli ultimi 7-8 anni. Questo significa speranza per il futuro e consapevolezza che il lavoro fatto in questi anni, sia per la squadra che per il mondo della scuola di vela, sta funzionando”. Ettorre si sofferma poi sul rapporto, sempre più stretto, tra la vela e il mondo paralimpico: “Il nostro fiore all’occhiello sono la Para sailing Academy, progetto a costo zero che gira per l’Italia da tre anni, e la Foil Academy, in accordo con Luna Rossa. La vela dopo Rio è uscita dalla Paralimpiadi ma questo non ci ha frenato, anzi, ci ha dato uno stimolo in più per creare un progetto anche in attesa di rientrare nel mondo paralimpico. Adesso è importante avere tanti giovani che si stanno avvicinando, offrire tante opportunità ed una vela davvero inclusiva”. Tornando ad un autentico fenomeno mediatico e sportivo come l’Americàs Cup, New Zealand ha appena conquistato la sua terza edizione di fila e Luna Rossa ha di nuovo fatto sognare i tanti appassionati azzurri. In tanti sognano che prima o poi questo trofeo sbarchi anche in Italia: “E’ la speranza di tutti gli appassionati, di chi ama questo sport e la competizione più antica al mondo. E’ difficilissimo poterla vincere, l’hanno visto anche gli inglesi in finale (con Ineos, ndr), ma la speranza c’è sempre grazie a Patrizio Bertelli e a tutto il team di Luna Rossa che da anni offre a tanti giovani un’opportunità quest’anno ancora più ampia, perchè sono stati vinti i titoli Women e Youth. E questo dà la dimensione di quello che è il movimento della vela italiana: su quelle barche c’erano tutti atleti che provengono dalle nostre squadre, dal mondo giovanile o addirittura dalle classi olimpiche, in un naturale percorso che porta i giovani verso quella che è la competizione più antica. Il sogno di tutti è vederla un giorno in Italia – ha concluso Ettorre – ma dobbiamo comprendere la difficoltà di arrivare a vincere un trofeo del genere”.
    – Foto Italpress –
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  • Jovanotti, quattro nuovi appuntamenti del Palajova all’Arena di Verona

    Jovanotti, quattro nuovi appuntamenti del Palajova all’Arena di Verona

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Annunciati oggi quattro nuovi appuntamenti con Palajova, il nuovo show di Lorenzo Jovanotti che debutterà a Pesaro il prossimo 4 marzo: lo spettacolo sarà all’Arena di Verona il 15, 16, 18 e 19 maggio prossimi. I biglietti saranno disponibili in prevendita, sui circuiti Ticketone e Ticketmaster, a partire dalle ore 14:00 di domani, mercoledì 23 ottobre.
    L’opening act di tutti i Palajova è affidato ad Axell, artista senegalese – dal 2021 nel roster dell’etichetta discografica Sto Records – tra i nomi di spicco del panorama urban di nuova generazione. Il tour è prodotto da Trident Concerts.

    foto: ufficio stampa Goigest

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  • Gasperini “Contro il Celtic per un altro salto di qualità”

    Gasperini “Contro il Celtic per un altro salto di qualità”

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    BERGAMO (ITALPRESS) – “Queste ultime due vittorie hanno dato una svolta alla classifica, ma questa è un’altra competizione. I punti iniziano a essere più pesanti nella terza giornata, abbiamo già l’opportunità di consolidare anche in Champions una classifica migliore”. Lo ha dichiarato il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini durante la conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Celtic. “Mi auguro come sempre una partita di calcio bella e piacevole – ha sottolineato il mister nerazzurro – Poi c’è sempre una componente agonistica che deve stare nei limiti del regolamento, ma sono due squadre abituate. Il Celtic è una squadra abituata a giocare per vincere, ha dei giocatori veloci, dovremo fare un’ottima gara per cercare di vincere questa partita”. “Retegui? Abbiamo già detto di tutto e di più. Può fare ancora di più, può crescere ancora – ha proseguito Gasperini – Scopriamo la nostra collocazione ogni anno attraverso l’evoluzione, l’inserimento di nuovi giocatori. Difficilmente riusciamo a dare seguito alla stagione precedente, scopriamo il tutto giocando, sicuramente dobbiamo crescere e migliorarci ogni volta. Quest’anno siamo sulla stessa lunghezza d’onda, siamo partiti con qualche risultato così, ma quello negativo è stato col Como. A Torino abbiamo fatto una buona partita, la Champions è la competizione che ci aiuta a migliorare anche in campionato. Se abbiamo spessore e capacità di crescita – ha concluso il mister orobico – – le gare come domani ci aiutano a fare salti di qualità”. “I 50 gol in carriera in Serie A? Cerco sempre di fare il bene della squadra, quando arriva un traguardo storico è sempre bello soprattutto guardando la lista dei giocatori che sono tutti attaccanti. Non ho obiettivi personali, penso sempre alla squadra e a fare sempre il meglio – le parole in conferenza del centrocampista dell’Atalanta e della nazionale croata Mario Pasalic – La nuova Champions? Nel calcio ogni partita ha la sua storia, devi essere al 100% per affrontare tutto. Anche adesso, dopo il Celtic dovremo pensare solo al Verona e ripartire subito”.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Al via G7 Sviluppo, Tajani “Cooperazione strumento di pace”

    Al via G7 Sviluppo, Tajani “Cooperazione strumento di pace”

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    PESCARA (ITALPRESS) – Prende il via oggi a Pescara la riunione dei Ministri dello Sviluppo del G7 (22-24 ottobre 2024), che verrà presieduta dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.
    “Siamo pronti a dare avvio alla terza riunione ministeriale G7 di competenza del Ministero degli Affari Esteri”, ha dichiarato il vice presidente Tajani che ha evidenziato che “la cooperazione allo sviluppo costituisce uno strumento straordinario di pace, crescita e stabilità: temi che abbiamo posto al centro della Presidenza italiana del G7”. “Si tratterà di tre intense e articolate giornate di lavori, che consentiranno di confrontarci sulle sfide globali con i nostri partner del G7, vari Paesi ospiti, il settore privato e le organizzazioni internazionali”, ha concluso il Ministro.
    Riguardo ai temi che verranno affrontati durante la Ministeriale, saranno tre le direttrici principali dei lavori: sicurezza alimentare e sistemi agroalimentari sostenibili; infrastrutture e investimenti sostenibili; salute globale.
    La prima giornata di lavori si aprirà con una Conferenza Umanitaria sulla crisi umanitaria in Medio Oriente, finalizzata a coordinare un’azione congiunta che possa assicurare l’accesso umanitario a Gaza, anche grazie all’iniziativa italiana “Food for Gaza”, e in Libano. Oltre ai G7, saranno presenti rappresentanti dei Paesi della regione (Libano, Israele, Palestina) e degli organismi internazionali UNHCR, UNDP, PAM, FICROSS, IFAD e FAO.
    A fine giornata è previsto un evento del Ministro Tajani con il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, dedicato allo sport come strumento di sviluppo soprattutto in Africa, con la presenza degli atleti Letsile Tebogo e Lorenzo Simonelli.
    Durante la seconda giornata, il Ministro Tajani aprirà una sessione incentrata sul tema della sicurezza alimentare per discutere di sistema alimentari, clima e acqua e malnutrizione infantile, alla quale interverranno anche Uganda e Unione Africana, e un’altra dedicata alle catene del valore del caffè nella quale saranno coinvolti anche i rappresentanti di Paesi produttori, organizzazioni internazionali e del settore privato.
    Il focus si sposterà poi nel pomeriggio su infrastrutture e investimenti globali, con una sessione ad hoc finalizzata a valutare progetti ad alto potenziale trasformativo riguardanti il continente africano, da realizzare in sinergia con il Piano Mattei e il Global Gateway varato dall’UE. Al termine della giornata, il Ministro presiederà un evento dedicato ai missionari italiani, volto a valorizzare il loro contributo allo sviluppo sostenibile delle popolazioni locali e al rafforzamento delle opportunità di istruzione e formazione.
    Nel corso dell’ultima giornata, il Vice Presidente Tajani presiederà una sessione dedicata al tema della salute globale, con la partecipazione anche di GAVI e OMS per un confronto con le principali aziende del settore sanitario, durante il quale si discuterà di investimenti in infrastrutture sanitarie e di miglioramento dell’accesso e distribuzione di strumenti di prevenzione in Africa.
    Negli stessi giorni del G7, verrà allestita a Pescara anche un’installazione dedicata alla campagna #InsiemepergliSDGs del Ministero degli Esteri.
    Giovedì 24 ottobre, al termine dei lavori, si terrà la conferenza stampa conclusiva del Ministro Tajani.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Razzi lanciati dagli Hezbollah sul centro e nord di Israele

    Razzi lanciati dagli Hezbollah sul centro e nord di Israele

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    ROMA (ITALPRESS) – L’esercito israeliano afferma che cinque razzi hanno preso di mira il centro di Israele nell’ultimo sbarramento e altri 15 hanno preso di mira il nord. Si tratta di razzi lanciati dagli Hezbollah dal Libano. Si afferma che alcuni dei razzi sono stati intercettati mentre altri hanno colpito aree aperte. Non ci sono vittime note. Hezbollah conferma di essere dietro l’attacco. Afferma di avere preso di mira la base dell’unità di intelligence militare 8200 situata a Glilot vicino a Tel Aviv. Afferma inoltre di avere preso di mira una “base navale” vicino a Haifa.
    – foto Ipa –
    (ITALPRESS).

  • Prima vittoria del Monza, Verona al tappeto per 3-0

    Prima vittoria del Monza, Verona al tappeto per 3-0

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    VERONA (ITALPRESS) – Al Bentegodi il Monza di Nesta cura finalmente il proprio mal di vittoria e piega per 3-0 l’Hellas Verona. Nel match che chiude l’ottava giornata di Serie A, il mattatore della serata è Dany Mota, autore di una doppietta: il terzo gol porta la firma di Bianco. Prezioso anche il contributo di Turati, più volte miracoloso nello sventare i tentativi avversari. Per i biancorossi si tratta, dunque, del primo successo in campionato. Dall’altra parte, la formazione di Zanetti paga una fase difensiva horror. L’approccio migliore alla gara ce l’ha, dunque, il Monza che passa in vantaggio già dopo nove minuti, grazie alla terza rete stagionale di Dany Mota. L’attaccante portoghese si coordina al volo di destro e non lascia scampo ad un incolpevole Montipò, segnando l’1-0 su assist di Caprari. Gli uomini di Nesta mettono in luce delle buone combinazioni, mandando inizialmente a vuoto il pressing dei padroni di casa. Il Verona, invece, ci mette una ventina di minuti buoni ad ingranare e, al 24′, Ghilardi di testa, su sviluppo di corner, costringe Turati al grande intervento. Al 44′ gli scaligeri vanno nuovamente vicini al pareggio con la conclusione di Tengstedt. Partita molto intensa e vivace anche nella ripresa: nelle fasi iniziali, i due portieri si prendono le luci della ribalta. Prima Turati neutralizza il tiro insidioso di Lazovic, poi Montipò risponde presente sul colpo di testa ravvicinato di Djuric. Gli ospiti si affidano principalmente all’arma del contropiede, provando a punire un Verona impreciso e sbilanciato: su ribaltamento di fronte, al 61′, Kyriakopoulos colpisce l’incrocio dei pali con una grande botta da fuori. Gli scaligeri non ci stanno e continuano ad attaccare con grande veemenza. Con estremo cinismo, però, al 74′ il Monza raddoppia, aiutato dalla pessima fase difensiva del Verona: su rilancio di Turati, Dany Mota raccoglie la spizzata di Djuric e segna tutto solo davanti a Montipò. Da quel momento si spegne definitivamente ogni luce sulla prestazione del Verona, colpito cinque minuti dopo dal 3-0 di Bianco, lucido nell’approfittare della dormita di Faraoni. Il Monza l’ha vinta sul piano tattico, mostrando una maggiore coesione e organizzazione, a differenza di un Verona sprecone sì, ma anche a tratti sfilacciato nei reparti.
    – Foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Albania, Nordio “Sentenza Giustizia Europea non compresa bene”

    Albania, Nordio “Sentenza Giustizia Europea non compresa bene”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Decreto sui paesi sicuri? Nasce da una sentenza della giustizia europea molto complessa ed articolata e chiaramente non è stata ben compresa: oltre a ribadire il principio che è compito degli Stati definire il concetto di Stati sicuri, pone alla fine delle condizioni nel momento in cui la giurisdizione di un paese intenda dare una definizione diversa dello Stato sicuro in relazione a casi specifici”.
    Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al termine del consiglio dei ministri. “Il nocciolo di questa sentenza è che il giudice deve dare una spiegazione in maniera esaustiva delle ragioni per cui per chi chiede la protezione internazionale, quel determinato paese non è ritenuto sicuro” ha aggiunto ” in tutti questi provvedimenti non c’è nessuna prova sulla provenienza, perchè i richiedenti non hanno documenti, il che significa devolvere alla discrezionalità di queste persone la definizione dei parametri di sicurezza del paese dal quale dichiarano di arrivare”. (ITALPRESS).

    Foto: Agenzia Fotogramma