Autore: ItalPress

  • Gentiloni al Meeting di Rimini “Ue ha dato risposta forte alle crisi”

    Gentiloni al Meeting di Rimini “Ue ha dato risposta forte alle crisi”

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    RIMINI (ITALPRESS) – “L’Europa è assente? Alle quattro crisi – la pandemia, l’invasione russa dell’Ucraina, il cambiamento di modello energetico e l’inflazione – tutto sommato ha dato una risposta abbastanza forte”. Lo ha detto il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, al Meeting di Rimini.
    “Faccio solo due esempi: il primo sono questi famosi eurobond, le emissioni di debito comune europeo. Se parlava un pò con il sorriso sulle labbra da una ventina d’anni, certo, ci è voluta una pandemia, ma noi li abbiamo fatti”. Il secondo esempio, aggiunge Gentiloni, “è l’invasione russa dell’Ucraina che ha visto una risposta europea insufficiente sul piano della capacità diplomatica, però straordinaria come unità tra i Paesi europei”. Putin “era convinto di poter contare su un’Unione europea debole e divisa”.
    Per Gentiloni “scommettere sull’Europa e sulla sovranità europea non è assolutamente ridimensionare il ruolo di un Paese come l’Italia, anzi: penso che i veri patrioti sono anche i veri europeisti. Non possiamo essere europeisti part-time”.
    “Quando sento l’inno di Mameli, quando vedo vincere i nostri atleti alle Olimpiadi, quando vedo un tricolore sinceramente mi commuovo e al tempo stesso penso che abbiamo bisogno di più Europa. I veri patrioti oggi sono europei”, ha aggiunto.
    “Il processo per prendere decisioni a livello europeo è abbastanza faticoso, i compromessi sono necessari. Per fare un compromesso bisogna tener conto sia delle diverse ispirazioni politico-culturali, sia degli interessi nazionali. E’ una grande scuola di democrazia e di compromesso, ma alla fine le decisioni si prendono”, ha sottolineato Gentiloni.
    “Tutto sommato questo meraviglioso esperimento dell’Unione Europea ha funzionato, non sputiamo nel piatto che abbiamo costruito in questi decenni perchè è una macchina di democrazia, di libertà e di pace che funziona”, ha proseguito.
    “Chiedere ai Paesi membri di aumentare i loro contributi è una delle cose più impopolari che l’Unione Europea può fare: quello che dovremmo fare è gradualmente metterci nella condizione di avere un ‘tesorò unico”, ha spiegato il commissario europeo.
    “Se pensiamo di andare avanti con l’Unione Europea a 35 senza fare passi in avanti verso un tesoro europeo, secondo me ci illudiamo”, ha sottolineato. “Se l’Unione Europea vuole stare nei tempi che cambiano deve aumentare la propria ambizione. Più forza all’Unione Europea significa anche più forza alla sua capacità di espansione di democrazia e di libertà”, ha aggiunto Gentiloni.
    A margine del Meeting, l’ex premier ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano di commentare le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo il quale il Patto di Stabilità costringe gli Stati nazionali a politiche di corto respiro. “Penso che il nuovo Patto di Stabilità abbia in realtà l’impulso a lavorare sul medio e lungo periodo, infatti parliamo di un piano pluriennale di quattro o addirittura sette anni che i diversi Paesi devono presentare alla Commissione nelle prossime settimane, cioè adesso – ha detto Gentiloni -. Quindi penso che sia una prospettiva di lungo periodo. La collaborazione con il ministro Giorgetti è sempre stata ottima. Abbiamo lavorato insieme molto bene, ha avuto un ruolo importante nella definizione del nuovo Patto di Stabilità rappresentando l’Italia e sostenendolo a nome dell’Italia”.
    Per il commissario europeo “l’Italia ha avuto dei buoni livelli di crescita. Noi abbiamo più di altri Paesi da tenere insieme la necessità di spingere la crescita e la necessità di controllare il debito pubblico. Se c’è un punto su cui l’Italia è particolarmente esposta è quello del debito pubblico che, dopo quello greco, è il più alto dell’Unione Europea e, a differenza di quello greco, non ha ancora imboccato come deve imboccare nei prossimi 10 anni una via sicura di graduale riduzione”.

    – Foto Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Duello Mercedes-McLaren in Olanda, Ferrari indietro

    Duello Mercedes-McLaren in Olanda, Ferrari indietro

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    ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – Termina anche la seconda sessione di prove libere sul circuito di Zandvoort, per il Gran Premio d’Olanda. Scomparsa la pioggia, è il sole a prendersi la scena metereologica delle Fp2, con folate di forte vento che restano però costanti su gran parte del tracciato ma che non hanno impedito ai piloti di girare e raccogliere dati in vista della giornata di sabato. E’ di George Russell il miglior tempo della seconda sessione, fatto segnare dalla sua Mercedes in 1’10″702. Subito dietro la McLaren di Oscar Piastri, distante soli sessantuno millesimi, con Hamilton che piazza l’altra Mercedes terza sulla griglia dei tempi. In una sessione interrotta a poco più di quindici minuti dal semaforo verde per via della bandiera rossa causata dal fuoripista della Haas di Nico Hulkenberg, fanno notizia i problemi accusati dalla Ferrari di Carlos Sainz. Lo spagnolo è stato infatti costretto ad abbandonare le seconde libere per un guasto di rilievo alla trasmissione e al cambio della sua monoposto, con i meccanici del box della Rossa già a lavoro per sistemare la macchina in vista delle Fp3 del sabato. Solo nona, infine, l’altra Ferrari di Charles Leclerc, in evidente difficoltà di set-up rispetto agli altri piloti dei top team.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Arriva “We pray”, il nuovo singolo dei Coldplay

    Arriva “We pray”, il nuovo singolo dei Coldplay

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il nuovo singolo dei Coldplay, “We pray”, esce in tutto il mondo. Il brano vede la partecipazione della rapper britannica Little Simz, della superstar nigeriana
    dell’afrobeats Burna Boy, del fenomeno R&B palestinese-cileno Elyanna e dell’argentina Tini.
    Il singolo – che è stato presentato in anteprima dal vivo nel set da headliner di Glastonbury 2024 – è disponibile per l’acquisto in formato EcoCD e 12″ riciclato, con cinque versioni del brano.
    La “TINI version” sarà pubblicata sui siti di streaming/download il 6 settembre, mentre la “Elyanna version” sarà disponibile dal 20 settembre. La “Live at Glastonbury” è un’esclusiva dei formati fisici.
    We pray è il secondo brano estratto dall’imminente nuovo album della band, Moon Music, in uscita il 4 ottobre 2024.
    L’album stabilisce nuovi standard di sostenibilità, con ogni LP realizzato al 100% con bottiglie di plastica riciclate (nove bottiglie per disco).
    Il Music Of The Spheres World Tour dei Coldplay, iniziato nel marzo 2022 e che finora ha venduto più di 10 milioni di biglietti, è attualmente all’Ernst Happel Stadion di Vienna. A giugno, la band ha rivelato che il tour ha prodotto finora il 59% in meno di emissioni di CO2 rispetto al precedente tour negli stadi del 2016/17, superando l’obiettivo iniziale di una riduzione del 50%. Hanno inoltre rivelato che sono già stati piantati 9 milioni di alberi (e un altro milione sarà piantato entro la fine dell’anno).

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Naufragio nel palermitano, recuperato il corpo di Hannah Lynch

    Naufragio nel palermitano, recuperato il corpo di Hannah Lynch

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    PALERMO (ITALPRESS) – E’ stato recuperato e trasportato a terra dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco il corpo di Hannah Lynch, la figlia diciottenne del magnate britannico, Mike Lynch, il cui corpo è stato recuperato ieri. Si tratta dell’ultima dispersa del naufragio del superyacht Bayesian, affondato al largo di Porticello, nel Palermitano, nella notte tra domenica e lunedì.
    Così adesso sono sette i corpi recuperati dagli speleosub che si sono calati a una profondità di circa 50 metri, nel mare di Porticello, dove si trova adagiato il veliero.
    – foto ufficio stampa Vigili del Fuoco –
    (ITALPRESS).

  • A Chicago Kamala Harris “processa” Trump nell’interesse del popolo americano

    A Chicago Kamala Harris “processa” Trump nell’interesse del popolo americano

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    CHICAGO (USA) (ITALPRESS) – Forza e compassione in difesa dei diritti e la libertà del popolo americano insidiati da Donald Trump. Si riassume così il discorso di Kamala Harris di giovedì sera, durato 40 minuti, con cui la vicepresidente ha accettato la nomination democratica alla presidenza degli USA e chiuso la Convention di Chicago in una cascata di applausi e palloncini. Un discorso quello di Harris che ha alternato appelli all’unità ma anche accuse all’ex presidente Trump di essere un “uomo poco serio” ma il cui ritorno alla Casa Bianca avrebbe conseguenze “molto serie” per gli USA e i suoi cittadini.
    “Con queste elezioni, la nostra nazione ha una preziosa, fugace opportunità per superare l’amarezza, il cinismo e le battaglie divisive del passato”, ha detto Harris, promettendo anche lei di voler essere la presidente di tutti gli americani, come aveva già fatto Joe Biden nel 2020.
    Sfoderando la sua esperienza di pubblico ministero, Harris ha denunciato punto per punto Trump, accusandolo di avere le aspirazioni di un tiranno che avrebbe colpito i valori democratici del Paese se fosse rientrato alla Casa Bianca.
    “Immaginate cosa farebbe se gli restituiamo il potere – ha detto alzando la voce Harris -. Considerate il suo intento esplicito di liberare gli estremisti violenti che hanno aggredito gli agenti delle forze dell’ordine al Campidoglio. Il suo intento esplicito di incarcerare giornalisti, oppositori politici e chiunque Trump consideri un nemico. Il suo intento esplicito di schierare le nostre forze armate in servizio attivo contro i nostri stessi cittadini”.
    Poi, ricordando la recente decisione della Corte Suprema sull’immunità presidenziale, Harris ha avvertito: “Immaginate cosa sarebbe Donald Trump senza alcun guardrail”.
    Più volte, ha paragonato la sua visione a quella di Trump, per mettere in risalto come il suo avversario vorrebbe solo favorire i ricchi mentre lei taglierà le tasse alla classe media, o accusandolo di aver bloccato un disegno di legge bipartisan sui confini mentre lei lo sosterrà e lo firmerà immediatamente da presidente; ma soprattutto Harris ha accusato Trump di cercare di vietare l’aborto in tutta la nazione mentre lei proteggerà la libertà di scelta delle donne. Nel ricordare come Trump è stato l’artefice della larga maggioranza conservatrice nella Corte Suprema che ha compromesso le leggi federali sull’interruzione della gravidanza, Harris ha esclamato: “In poche parole, sono impazziti”, riferendosi sia ai giudici che a Trump e scatenando un forte boato nell’arena dell’Union Center affollata oltre ogni ordine di posti, con tutti i delegati che hanno riportato in alto i cartelli con su scritto “Kamala”.
    Harris nella prima parte del suo discorso ha ripreso la sua biografia e quella della sua famiglia, descrivendo la sua infanzia con sua madre e sua sorella in “un quartiere operaio abitato di vigili del fuoco, infermieri e operai edili”. Harris ha cercato così anche di sottolineare la differenza dall’esperienza avuta da Trump, cercando invece di far notare come lei fosse cresciuta tra gente comune, e quindi ne conosce i problemi perché li ha vissuti, al contrario del candidato scelto dai repubblicani, che “non ha mai capito nulla della vita concreta della classe media”.
    Kamala ha spiegato che il desiderio di voler diventare un pubblico ministero le venne quando una compagna di liceo le aveva confidato di essere stata abusata sessualmente dal patrigno. “Mia madre mi ha insegnato che di fronte a una ingiustizia, bisogna sempre darsi da fare”. Dopo aver protetto la sua amica accogliendola a vivere con la sua famiglia, Kamala intraprese quegli studi per diventare procuratrice.
    Quando iniziò a lavorare in quella professione che tanto aveva desiderato intraprendere, Harris ha ricordato che “ogni giorno in aula, con orgoglio davanti a un giudice ripetevo queste cinque parole: Kamala Harris, for the people (per il popolo)”.
    Harris ha affrontato nel suo discorso la guerra a Gaza, una spina nel fianco dell’unità del partito democratico e che per tutta la settimana ha generato continue manifestazioni di protesta fuori dalla Convention.
    “Il presidente Biden ed io stiamo lavorando per porre fine a questa guerra in modo tale che Israele sia al sicuro, gli ostaggi vengano rilasciati, la sofferenza a Gaza finisca e il popolo palestinese possa realizzare il proprio diritto alla dignità, alla sicurezza, alla libertà e all’autodeterminazione” ha detto Harris. C’era stata la richiesta da parte di alcuni deputati del partito di far parlare sul palco, proprio nella serata finale, un esponente di chi protestava per Gaza, ma ciò non è avvenuto.
    La decisione probabilmente porterà al partito democratico degli strascichi, ma Harris ha cercato di compensare accentuando – anche col tono della voce – la sua dichiarazione sul diritto dei palestinesi ad avere sicurezza e l’auto-determinazione e liberando così il più forte applauso della serata da parte del pubblico della convention.
    La politica estera ha dato comunque l’opportunità a Harris di presentarsi agli elettori come una futura “Commander-in Chief” determinata, che terrà forte e unita l’alleanza della NATO, in contrasto con Trump che flirta con gli autocrati “perché anche lui punta ad esserlo”, ha detto convinta Harris. “Non mi prostrerò a tiranni e terroristi, come il nord coreano Kim Jong-un, che infatti fa il tifo per Trump”, ha detto a un certo punto Harris.
    Poi anche un appello agli elettori affinché mandino alla Casa Bianca chi difende i valori e la democrazia americana contro chi vorrebbe eliminarli.
    “America, mostriamoci a vicenda e al mondo chi siamo e cosa rappresentiamo: libertà, opportunità, compassione, dignità, equità e infinite possibilità”. Quindi Kamala Harris, nata nel 1964 “da due immigrati”, due studenti stranieri che si erano conosciuti in California – padre jamaicano studioso di economia e madre dell’India venuta in America per “scoprire la cura del cancro” – punta decisa a diventare la prima donna presidente degli USA.
    A quel popolo degli Stati Uniti al quale ha detto da Chicago che in tutta la sua carriera ne ha sempre difeso gli interessi, ha promesso: “Sarò un presidente che ci unisce attorno alle nostre più alte aspirazioni. Un presidente che guida e ascolta. Che è realistica, pratica, di buon senso e combatterà sempre per gli interessi del popolo americano”.

    – foto: Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Kamala Harris accetta la candidatura Dem “Sarò la presidente di tutti”

    Kamala Harris accetta la candidatura Dem “Sarò la presidente di tutti”

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    CHICAGO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Kamala Harris ha accettato la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti.
    Una lunga ovazione al suo ingresso e una pioggia di palloncini rossi, bianchi e blu dopo il suo discorso. Kamala Harris al centro del palco della convention democratica a Chicago pronuncia il discorso di una nomination definita “storica” da molti americani e promette: “Sarò la presidente di tutti”.
    “Nell’unità c’è la nostra forza”, afferma Harris, “mostriamo al mondo chi siamo, e cioè il Paese delle libertà, delle opportunità e di possibilità senza fine”. Nel suo discorso anche riferimenti alla sua storia personale e i punti principali di quello che sarà il suo programma. “Questa elezione non è solo la più importante delle nostre vite, è una delle più importanti nella vita della nostra nazione”, evidenzia la candidata dem. Poi l’attacco al suo avversario: “Per molti versi, Donald Trump è un uomo non serio – afferma -, ma le conseguenze del suo ritorno alla Casa Bianca sono estremamente gravi”. E aggiunge: “wère not going back”, non torneremo indietro.
    Sul Medio Oriente, Harris afferma di essere per “il diritto di Israele di difendersi e mi assicurerò – sottolinea – che abbia le possibilità di farlo” ma “allo stesso tempo ciò che è accaduto a Gaza negli ultimi 10 mesi è devastante”. “Il presidente Biden e io stiamo lavorando per porre fine a questa guerra”, assicura.
    Infine le altre questioni estere. “Voglio che l’America e non la Cina vinca la competizione” per guidare il mondo. E l’impegno a “stare fermamente con l’Ucraina” e nella Nato.
    – foto Ipa –
    (ITALPRESS).

  • Puskas beffa la Fiorentina nel finale: 3-3 al Franchi

    Puskas beffa la Fiorentina nel finale: 3-3 al Franchi

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    FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina si caccia in un incubo, ne
    esce e alla fine rovina tutto. Il film della gara di andata dei
    play-off di Conference League racconta di una formazione viola che va sotto di due gol, rimonta, ribalta il punteggio e nei minuti finali si vede pareggiare dalla Puskas Akademia che così potrà dire di aver portato a casa la pelle contro un avversario tanto prestigioso. Per il passaggio del turno deciderà la gara di andata in Ungheria di giovedì prossimo. L’inizio partita è shock per i padroni di casa che nel giro di 2′ si ritrovano sotto di due reti. All’8′ Kayode commette un ingenuo fallo in area su Nagy, rigore che proprio il numero 25 ungherese realizza con un destro molto angolato. Il raddoppio nasce su un assist di Puljic che serve Soisalo che buca una difesa gigliata completamente in bambola. Ci mettono un pò gli uomini di Palladino a riorganizzarsi. Serve attendere il 42′ per registrare la traversa di Bianco con un destro da fuori area, poi Sottil accorcia prima dell’intervallo con una conclusione da dentro l’area.
    E’ il segnale che dà la scossa e la rimonta gigliata al 22′ della ripresa è completata quando al tredicesimo angolo della Fiorentina, Martinez Quarta sorprende Pecsi. Sette minuti più tardi il 3-2 di Moise Kean subentrato dopo l’intervallo al posto di uno spento Beltran. Un super intervento di De Gea, titolare a oltre 400 giorni di distanza dall’ultima volta, a 10′ dalla fine, su conclusione di testa di Pisek, sembra quello risolutivo per consegnare la vittoria a Quarta e compagni, ma al 90′ Golla fa esultare i trecento supporter ungheresi al Franchi, trafiggendo per la terza volta la porta viola.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Usa, Pelosi “Harris? Per vincere continui a mostrare se stessa”

    Usa, Pelosi “Harris? Per vincere continui a mostrare se stessa”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    CHICAGO (USA) (ITALPRESS) – A poche ore dal discorso conclusivo che Kamala Harris terrà a Chicago e che chiude la Convention Democratica, l’ex speaker del Congresso Nancy Pelosi, durante un’intervista con “Politico”, ha detto che per conquistare la Casa Bianca, si deve essere sempre se stessi e seguire i propri valori. Rispondendo alla domanda se Kamala Harris fosse una californiana liberal (cioè di sinistra) o una democratica più moderata (come è Pelosi), la italoamericana che è stata l’artefice del “cambio in corsa” convincendo (o costringendo?) Joe Biden a rinunciare alla nomination in favore della sua voce, ha risposto: “Negli Usa si vince la presidenza se si riesce a mostrare se stessi e seguendo sempre i propri valori, come sta facendo Kamala. Poi però la politica che si può fare alla fine la determina il Congresso che si ha”, ha aggiunto.

    – foto xo9/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • A Patty Pravo il Women in Cinema Award

    A Patty Pravo il Women in Cinema Award

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – A Patty Pravo il Women in Cinema Award ideato da Angela Prudenzi, Claudia Conte e Cristina Scognamillo, un riconoscimento nato con l’obiettivo di valorizzare e rendere omaggio al talento delle donne. Le premiate e i premiati sono scelti tra le eccellenze del cinema e delle arti a esso vicine, testimoni in grado di rappresentare le diverse culture e i differenti modi di raccontare e far rivivere storie e personaggi. Particolare attenzione è riservata anche alle personalità impegnate in attività legate al sociale.
    L’appuntamento è il 3 settembre, durante la Mostra del Cinema di Venezia, presso l’Italian Pavilion che ospiterà la premiazione della IX edizione del Premio. In quella occasione Patty Pravo annuncerà un nuovo progetto che la vedrà protagonista insieme alla Eagle Pictures.
    L’Academy di Women In Cinema Award (WiCA), composta da giornaliste e critiche cinematografiche impegnate da tempo nell’ambito del cinema e del costume e della cultura, ha deciso di insignire Patty Pravo del Premio per celebrare “l’indiscusso talento artistico e la straordinaria sensibilità”.
    Il WiCA rende omaggio “all’impegno costante di Patty Pravo nella lotta per i diritti delle donne e per la loro autodeterminazione, proponendo un modello femminile libero da stereotipi e pregiudizi. La carriera di Patty Pravo – si legge in una nota – è stata segnata da una forte attenzione ai temi della libertà e dell’emancipazione femminile, valori che ha saputo trasmettere con grande intensità attraverso la sua arte e la sua musica. Il WiCA non solo ne riconosce il contributo come artista, ma celebra anche il suo legame speciale con il cinema internazionale. La voce unica e le memorabili canzoni sono state spesso scelte per accompagnare e arricchire momenti indimenticabili di numerosi film d’autore e non solo, rendendoli ancora più straordinari”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Pirelli, oltre 500 omologazioni su pneumatici Elect

    Pirelli, oltre 500 omologazioni su pneumatici Elect

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Sono oltre 500, dal lancio nel 2019 a oggi, le omologazioni ottenute da Pirelli su pneumatici Elect, contraddistinti da un pacchetto di tecnologie che valorizzano le specificità delle auto elettriche e ibride plug-in. Un traguardo che conferma la leadership dell’azienda nel segmento EV: sette Case auto su dieci nei segmenti premium e prestige hanno scelto i pneumatici Pirelli dedicati a Bev e Phev.
    “Le auto elettriche sono molto diverse dalle tradizionali vetture con motore a combustione interna e necessitano di pneumatici specifici. Il numero di omologazioni ottenute da parte dei principali costruttori conferma la validità della strada che abbiamo scelto di seguire, cioè l’offerta di una tecnologia che può essere adattata al veicolo, al pneumatico scelto e alla stagionalità”, ha detto Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli. “Gli strumenti di sviluppo più moderni, come la virtualizzazione e l’intelligenza artificiale, ci consentono di progettare prodotti sempre più in linea con le richieste tecniche e prestazionali delle vetture EV”, ha aggiunto.
    Sono diversi i vantaggi per gli automobilisti che guidano con pneumatici Pirelli Elect, a partire dall’autonomia delle batterie. Grazie a una resistenza al rotolamento ridotta, questi pneumatici permettono di avere fino a 50 km di percorrenza in più, che si traduce in un risparmio sulle ricariche fino a 150 euro all’anno. Inoltre, i Pirelli Elect sono caratterizzati da una maggiore aderenza, grazie a mescole innovative, per gestire l’elevata coppia dei motori elettrici e da strutture rinforzate per far fronte ai carichi delle auto EV. Due elementi che contribuiscono a ridurre l’usura del pneumatico fino al 20%.
    La tecnologia Elect offre anche un comfort acustico all’interno dell’abitacolo migliorato fino al 20%, così da valorizzare la silenziosità data dalla mancanza del motore a combustione.
    La tecnologia Pirelli Elect, che ha debuttato sui P Zero della prima generazione di Porsche Taycan, è integrata oggi in un numero sempre crescente di pneumatici delle principali famiglie di prodotto Pirelli. Prima tra tutte proprio la gamma P Zero ma anche la gamma Scorpion ma è presente su una crescente percentuale di pneumatici invernali (22%) e all season (17%).
    (ITALPRESS).
    -Foto: ufficio stampa Pirelli-