Autore: ItalPress

  • Al via produzione della Mini Countryman Electric a Lipsia

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – L’elettrificazione continua nello stabilimento del Bmw Group di Lipsia: quattro mesi dopo l’avvio della produzione della Mini Countryman con motore a combustione, anche la versione completamente elettrica sta uscendo dalle linee di Lipsia. La Mini Countryman Electric rappresenta un passo importante nella transizione del marchio Mini verso la completa elettrificazione entro il 2030 e combina un go-kart feeling elettrificato con una mobilità a zero emissioni locali. E’ disponibile in due varianti completamente elettriche: la Countryman E (150 kW, 204 CV | consumo elettrico 17,4 – 15,7 kWh/100 km | emissioni di CO2 0 g/km) e la più potente Countryman SE ALL4 a trazione integrale (230 kW, 313 CV | consumo elettrico 18,5 – 16,8 kWh/100 km | emissioni di CO2 0 g/km).
    Per consentire la produzione di un massimo di 350.000 unità all’anno – 100.000 in più rispetto al passato – lo stabilimento di Lipsia è stato costantemente aggiornato dal 2018, con ampie aggiunte e aggiornamenti a carrozzeria, verniciatura, assemblaggio e logistica. Il principale motore dell’aumento dei volumi è la Mini Countryman. Nel corso del 2024, la produzione salirà a quasi 500 unità al giorno, oltre ai circa 800 veicoli Bmw che lo stabilimento produce. Inoltre, grazie al suo sistema di produzione flessibile, lo stabilimento di Lipsia è in grado di rispondere rapidamente alla domanda dei clienti, ad esempio aumentando la quota di veicoli completamente elettrici. Un volume di produzione più elevato significa occupazione sicura e fino a 900 dipendenti in più solo nella produzione di veicoli. Entro la fine del 2024, lo stabilimento di Lipsia impiegherà circa 7.000 dipendenti Bmw. L’orario di lavoro dovrà essere adattato in tutte le tecnologie, con turni notturni nell’assemblaggio che inizieranno per la prima volta a settembre di quest’anno e la produzione di automobili 24 ore su 24 in tre turni. Con il lancio della Mini Countryman Electric, tutte e tre le fasi del processo di produzione delle batterie ad alta tensione Gen 5 sono ora rappresentate nello stabilimento del Bmw Group di Lipsia: rivestimento delle celle, produzione dei moduli e assemblaggio delle batterie. Le operazioni in tutte e tre le fasi stanno attualmente aumentando, con cinque linee di rivestimento delle celle, tre linee di produzione dei moduli e due linee di produzione delle batterie ad alta tensione.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa Mini –

  • Sarri vuole una Lazio coraggiosa “Nulla è impossibile”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo essere coraggiosi e determinati. Sarà una partita durissima, consapevoli delle difficoltà e questo ci deve dare spirito di sacrificio, ma nel calcio nulla è impossibile. Dobbiamo presentarci belli incazzati, non emozionati”. Così Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, nella conferenza stampa che anticipa il match di ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco. “Noi ci auguriamo di ottenere la qualificazione ma non sarà semplice. Hanno una qualità smisurata e grande facilità a trovare il gol, hanno tanti giovani di altissimo livello qualitativo e non ci preoccupiamo di un singolo, ma del livello totale. Noi dobbiamo lottare e morire nella fase difensiva ma dobbiamo anche avere il coraggio di fargli male. Spero che i nostri tifosi possano andare a casa meno delusi rispetto a come eravamo tutti venerdì sera”, il riferimento alla gara persa col Milan. “Abbiamo fatto una grande partita, non abbiamo sofferto estremamente neanche in inferiorità numerica, anzi siamo andati vicino al gol prima della beffa – sottolinea a riguardo Sarri – Non eravamo mai stati in difficoltà, abbiamo mandato giù un boccone estremamente amaro e speriamo che questa delusione si trasformi in energia positiva. Firenze è stato solo un incidente di percorso? Giocando ogni 3 o 4 giorni ogni tanto paghiamo. Non abbiamo pagato il primo tempo con il Bologna e a Firenze siamo arrivati spenti. Fare queste partite ci fa bene dal punto di vista dell’esperienza e per diventare una squadra mentalmente competitiva ogni due ore bisogna fare un percorso. E noi non lo siamo ancora. Abbiamo sempre gli stessi difetti ma ho sensazioni positive”, prosegue. Poi una riflessione sul calcio italiano che “ha passato un periodo di difficoltà, ma se guardo le partite dei vari campionati non mi sembra che la Serie A sia peggiore degli altri. Siamo un gradino sotto la Premier ma non sotto gli altri. Il livello medio delle nostre squadre non ha nulla da invidiare agli altri”.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Usa 2024, Corte Suprema “accelera e rallenta” per Trump e Biden teme il Super Martedì

    Usa 2024, Corte Suprema “accelera e rallenta” per Trump e Biden teme il Super Martedì

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (ITALPRESS) – Quando vuole la Corte Suprema sa come accelerare le sue decisioni: a 24 ore dal Super Martedì elettorale (si vota alle primarie in 15 stati per i repubblicani e 16 per i democratici), ha rilasciato la sentenza che permette a Trump di rientrare da candidato anche alle primarie nel Colorado, dove fra poche ore si vota.
    La Corte Suprema del “Mountain State” aveva escluso l’ex presidente lo scorso 19 dicembre basando la sua sentenza sulla sezione 3 del 14° emendamento della Costituzione, che vieta a coloro che in precedenza hanno ricoperto incarichi pubblici ma in seguito si sono impegnati o hanno favorito un’insurrezione, di assumere incarichi federali. Secondo la denuncia contro Trump, il 45esimo presidente avrebbe intenzionalmente organizzato e incitato una folla violenta ad attaccare il Congresso degli Stati Uniti nel tentativo di impedire il conteggio dei voti elettorali espressi a favore di Biden.
    Lunedì mattina invece tutti e 9 giudici supremi (quindi non solo i 6 nominati da presidenti repubblicani, ma anche le tre donne liberal nominate da presidenti democratici) hanno deciso a favore di Trump bocciando la decisione della Corte Suprema del Colorado e di conseguenza, bocciando anche le decisioni già avvenute in altri stati (Maine e Illinois) di escludere Trump.
    I giudici supremi hanno deciso che nessuno dei 50 stati può escludere un candidato a causa del 14esimo emendamento se prima non ci sia stata una decisione al riguardo da parte del Congresso.
    La decisione della Corte era aspettata, infatti se fosse stata differente avrebbe creato il caos sulle elezioni presidenziali americane. Inoltre alla lettura “letterale” del 14esimo Emendamento, più che impedire la “candidatura”, si concentra sull’entrata in carica (“hold any office”). Cioè, se il caos avverrà dopo un’eventuale vittoria elettorale di Trump, potrebbe accadere al momento del suo insediamento, soprattutto se in uno dei processi penali l’ex presidente fosse condannato rendendo palese il reato di “insurrezione”.
    Ed è qui, su un altro processo potenzialmente molto più decisivo per le sorti di Trump, che la Corte deve ancora decidere: verificare se sia immune da procedimenti giudiziari con l’accusa di aver complottato per ribaltare i risultati delle elezioni del 2020.
    Per questa decisione il calendario della Corte si sta sviluppando con “sospetta” lentezza rispetto al caso del Colorado. I giudici hanno impiegato 16 giorni dopo la richiesta d’urgenza di Trump in merito all’immunità decidendo di fissare le discussioni sette settimane dopo, a partire dal 22 aprile. Nel frattempo la Corte ha mantenuto in sospeso il processo preparato dal procuratore speciale Jack Smith, che originariamente sarebbe dovuto partire il 4 marzo.
    Ora per il Colorado la Corte è stata puntualissima e ha deciso entro un mese dall’udienza delle argomentazioni. Una volta fissate a fine aprile le udienze per il processo in cui Trump è stato incriminato dal procuratore Smith, potrebbe arrivare alla decisione a fine maggio. Su questa decisione è previsto che Trump perda – è già stata forte la sorpresa quando la Corte ha preso in considerazione il caso, perché è effettivamente ridicolo poter sostenere che da presidente Trump “possa sparare a chiunque sulla Quinta Avenue” senza dover rispondere penalmente – e secondo un tentativo di calendario previsto dai maggiori media americani, dopo i procedimenti preliminari, il processo stesso potrebbe aprirsi a fine settembre, a sole poche settimane dalle elezioni di novembre. Una corsa contro il tempo che Trump vorrebbe rallentare il più possibile e che i giudici supremi – almeno quelli da lui nominati – in questa fase hanno dato segnali di volerlo aiutare. Ma potrebbero questi posticipare la loro decisione a tal punto da demolire quello che rimane della “neutralità” e quindi credibilità della Corte Suprema?
    Il conto alla rovescia che si conclude il 5 novembre va avanti e il Super Martedì si preannuncia giornata trionfante per Trump, favorito in tutti gli stati dove si vota e che potrebbe martedì notte far gettare la spugna all’ex sua ambasciatrice all’ONU Nikki Haley in caso di bruciante sconfitta, ovvero se il suo consenso scendesse sotto il 20% (ma intanto l’ex governatrice della Sud Carolina domenica ha vinto la sua prima corsa nel distretto di Columbia della capitale Washington).
    A differenza di Trump, che canta già vittoria sui suoi social, il Presidente Joe Biden deve attendere con una certa apprensione il super martedì che coinvolge stati fondamentali come California e Texas (si voterà anche in Alabama, Alaska, Arkansas, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Utah, Vermont e Virginia e i democratici anche nel territorio americano di Samoa e il caucus in Iowa). Infatti il cosiddetto voto di protesta “uncommited” esploso in Michigan la settimana scorsa (quasi il 14%), potrebbe avere effetti contagiosi, soprattutto negli stati con grandi campus universitari di giovani arrabbiati con la politica della Casa Bianca che ha finora impedito con i veti all’ONU di imporre un cessate il fuoco a Israele su Gaza. Non è un caso che la vice presidente Kamala Harris, a poche ore dal super Tuesday, si è espressa con forza a favore del cessate il fuoco e “sgridando” Israele per aver ostacolato il flusso degli aiuti umanitari per i civili palestinesi. Mentre Giorgia Meloni era seduta sorridente venerdì accanto a Joe Biden nell’ufficio ovale, la politica estera era ormai diventata una zavorra per la rielezione del 46esimo presidente degli USA. Senza il supporto di quella fascia di elettori sotto i trent’anni che risultarono determinanti per la vittoria di 4 anni fa, Biden non avrebbe chance nella sfida con Trump, così come contro qualsiasi altro sfidante.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Spazio, 50 milioni di investimenti nel Fucino

    Spazio, 50 milioni di investimenti nel Fucino

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    L’AQUILA (ITALPRESS) – Nascerà nel Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, del Gruppo Leonardo, uno dei tre nuovi centri di controllo della costellazione di satelliti europea “Iris 2” per le connessioni Internet. Ad annunciarlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che ha visitato il centro, nel corso dell’evento organizzato da Telespazio e Leonardo. “Sono qui per constatare che questo che è un grande centro spaziale italiano, il più importante teleporto per uso civile al mondo e per visionare personalmente dove sarà insediato il nuovo centro di controllo che nella scorsa settimana è stato definito in sede europea e che nei prossimi giorni sarà ufficialmente annunciato dalla Commissione europea. Si allarga quindi la nostra base spaziale con un nuovo significativo investimento, che in termini di risorse significa circa 50 milioni e, in termini di occupazione, parliamo di 200 posti di lavoro. In sede europea siamo riusciti a ottenere che il principale teleporto, per quanto riguarda la nostra nuova costellazione Iris 2, sia quello del Fucino”, queste le parole del ministro. Il centro Telespazio raddoppierà con nuove stazioni di controllo; il passo successivo, secondo Urso, deve essere obbligatoriamente una legge che regoli l’attività nello spazio: “Oggi è diventata necessaria perchè nello spazio vanno anche i privati e quindi c’è bisogno di regole. Lo è tanto più in Italia perchè, nei prossimi anni, potrebbe diventare uno dei principali Paesi dai quali partiranno turisti nello spazio. La legge è già in cantiere e prevista nella manovra economica”.
    Ad ulteriore testimonianza dell’importanza che lo spazio sta assumendo all’interno del panorama italiano ci sarà “la prima ministeriale del G7, che si svolgerà a Verona il 14 marzo, e che sarà proprio sull’industria e sullo spazio – ha proseguito il ministro -. Questo perchè questi temi sono diventati fondamentali per quanto riguarda la sicurezza dell’Occidente, e sarà un’occasione per confrontarsi con le altre grandi democrazie occidentali”.
    “Per Leonardo il futuro dello spazio è nei servizi. IRIS2 significa anni di lavoro ma anche proseguire un posizionamento strategico del centro spaziale del Fucino e delle competenze italiane”, afferma Franco Ongaro, Chief space business officer di Leonardo, che aggiunge: “Stiamo ultimando la preparazione del nostro piano industriale che presenteremo il 12 marzo in cui per la prima volta lo spazio occupa una parte importante”.
    -foto spf-
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  • Top Manager Reputation. Messina, Orcel e Armani sul podio a febbraio

    Top Manager Reputation. Messina, Orcel e Armani sul podio a febbraio

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    MILANO (ITALPRESS) – A febbraio il vertice della classifica Top Manager Reputation (www.topmanagers.it), l’osservatorio permanente di Reputation Manager sull’analisi della reputazione online delle figure apicali delle principali aziende in Italia, vede un testa a testa tra due banchieri dal profilo molto diverso. Al primo posto Carlo Messina (82.77), AD di Intesa Sanpaolo, che segna utili record nel 2023 e si contraddistingue per il suo sostegno alle imprese, come gli 8 miliardi erogati al turismo in tre anni. A poca distanza, al secondo, arriva con un balzo di tre Andrea Orcel (80.55), appena riconfermato CEO di Unicredit, nel 2023 ha portato la banca a 8,6 miliardi di utile con un incremento del 50%. Citato anche per iniziative a sostegno di dipendenti e giovani. Resta sul podio Giorgio Armani (78.69), che ha “sfilato” a Sanremo vestendo molti protagonisti del Festival. Quarto l’AD di Eni Claudio Descalzi (78.52) che investe per la decarbonizzazione in Inghilterra, Corea, Kazakistan e Indonesia. Stabile al quinto l’AD di A2A Renato Mazzoncini (75.23), seguito al sesto da Luigi Ferraris di FS (75.09), che sale di uno. Guadagna una posizione anche Pier Silvio Berlusconi (74.84), mentre Brunello Cucinelli (74.58) ne perde quattro e scende all’ottavo. Stabile al nono Matteo Del Fante (72.29), sale di due al decimo Renzo Rosso (71.23) apparso nella lista “Ooom 100: The World’s Most Inspiring People”. Urbano Cairo (70.02) mantiene l’undicesimo posto, seguito da Alessandro Benetton (69.03), Pietro Labriola AD di Tim (68.98), che sale di uno, e John Elkann (68.10). Al quindicesimo troviamo Diego Della Valle (64.62). Al sedicesimo c’è l’AD di Illycaffè Cristina Scocchia (63.97), prima tra le donne in classifica. Francesco Milleri (63.93) sale di uno al diciassettesimo, mentre Miuccia Prada (63.79) scende al diciottesimo. In crescita: Luca de Meo (63.49) che sale di tre al diciannovesimo grazie a record di ricavi e profitti per Renault nel 2023; Stefano Venier (63.46) che ha presentato il piano di Snam al 2027 e sale di quattro al ventesimo. In Top 100 crescite rilevanti di: Philippe Donnet (33°,+9), Benedetto Vigna (37°,+7) Giovanni Ferrero (41°,+8); Ermenegildo Zegna (54°,+10), Carlo Cimbri (62°,+14).

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • L’ultimo saluto a Paolo Taviani, cerimonia laica in Campidoglio

    L’ultimo saluto a Paolo Taviani, cerimonia laica in Campidoglio

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Cerimonia laica in Campidoglio, dove stamane è giunto il feretro di Paolo Taviani, il regista scomparso il 29 febbraio. Ad accogliere la bara la moglie, Nina Nervi, i figli e tanti colleghi e amici, oltre al sindaco Roberto Gualtieri con la fascia tricolore. La cerimonia si svolge nella sala della Protomoteca.
    “Oggi non deve essere solo una giornata di tristezza per la grave perdita, siamo qui anche per esprimere un sentimento comune di affetto e profonda gratitudine per tutto ciò che Paolo ha donato a noi con la sua arte”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo alla cerimonia funebre del regista Paolo Taviani nella sala della Protomoteca.
    “Un momento pubblico di commiato che gli deve questa città – ha aggiunto -, la prima cosa che mi sento di dire è un enorme grazie per tutte le emozioni che ci avete fatto vivere, Paolo e Vittorio. Opere rimaste nella storia del cinema mondiale”. Il sindaco di Roma ha ricordato: “Da giovane aspettavo con emozioni la nuova uscita di un nuovo film di Paolo e Vittorio”.
    “Paolo era uno della prima linea – ha sottolineato il regista, Marco Bellocchio -. Lo ricordo per noi vivi, non credo ci stia ascoltando seduto su una nuvola. Condivido con i parenti stretti, con i colleghi, con gli amici il grande dolore. Paolo è morto sul lavoro, stava per iniziare un nuovo film e per questo la sua perdita è ancora più dolorosa”. “Con Vittorio ha fatto dei bellissimi film, dei capolavori, lasciandoci una filmografia compatta, unica. Penso vinceranno la prova del tempo”, ha aggiunto.
    “Paolo è stato un riferimento assoluto e constante della terra Toscana, quello che Paolo e Vittorio hanno esportato è stato un salto di qualità della cultura, in lui ricordo la schiettezza, la lucidità del modo di parlare della nostra Toscana”, ha ricordato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, aggiungendo: “Per tutti noi in Toscana è un giorno di lutto, la loro testimonianza ha lasciato il segno”.
    – foto xc3 Italpress –
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  • Ue, Gentiloni “Invertire rotta Green Deal sarebbe miope”

    Ue, Gentiloni “Invertire rotta Green Deal sarebbe miope”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La visione del Green Deal è stata certamente giusta, oggi invertire la rotta sarebbe miope dal punto di vista ambientale, economico e geopolitico”. Così il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, nel corso dell’incontro “Impact Now. Un altro capitalismo è possibile” promosso da Human Foundation. “Il Green deal per noi è un progetto di crescita economica, dobbiamo insistere su questo approccio strategico tenendo insieme il pilastro sociale e ambientale”, aggiunge.
    “Ciò che più frena la crescita è l’incertezza, non possiamo avere l’Europa di Penelope e che fa e disfa le regole ad ogni ciclo elettorale – sottolinea Gentiloni -. Dobbiamo accertarci che la transizione verde sia davvero giusta, serve un equilibrio. L’Ue deve mantenere la propria ambizione a lungo termine ma deve anche essere combinata con buonsenso e solidarietà sociale”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Medio Oriente, progressi verso la tregua a Gaza

    Medio Oriente, progressi verso la tregua a Gaza

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – I mediatori e gli inviati di Hamas hanno fatto “progressi significativi” verso una tregua a Gaza. Lo riferisce la televisione statale egiziana mentre i colloqui al Cairo entrano nel secondo giorno. Egitto, Qatar e Stati Uniti hanno spinto per un cessate il fuoco nella guerra durata quasi cinque mesi tra Israele e Hamas. Israele non ha inviato una squadra negoziale al Cairo dopo aver ricevuto una risposta insoddisfacente da Hamas sull’ultimo quadro elaborato a Parigi lo scorso fine settimana. L’organizzazione palestinese ha rifiutato di rispondere alla richiesta di Gerusalemme di fornire un elenco di ostaggi viventi e di fissare il numero di prigionieri palestinesi che Israele deve rilasciare per ogni ostaggio liberato, ha detto un funzionario israeliano.
    Un anonimo funzionario di Hamas ha dichiarato al “Wall Street Journal” che, sebbene vi siano lenti progressi verso un accordo per un cessate il fuoco temporaneo e un accordo sugli ostaggi, sembra improbabile che venga raggiunto prima dell’inizio previsto del Ramadan, il 10 marzo, e invece potrebbe giungere a buon fine entro la fine del mese, cioè il primo fine settimana del mese sacro musulmano. Funzionari egiziani e del Qatar affermano che non ci sono stati contatti con il leader di Gaza di Hamas, Yahya Sinwar, da almeno una settimana. Ieri Israele non ha inviato una squadra negoziale al Cairo dopo aver ricevuto una risposta insoddisfacente da Hamas sull’ultimo accordo sugli ostaggi concordato a Parigi lo scorso fine settimana.
    L’organizzazione palestinese con sede a Gaza ha rifiutato di rispondere alla richiesta di Gerusalemme di fornire un elenco di ostaggi ancora in vita e di fissare il numero di prigionieri palestinesi che Israele deve rilasciare per ogni ostaggio liberato, ha detto un funzionario israeliano. Funzionari anonimi citati da “Channel 12”, “Ynet” e altri media israeliani hanno detto che Gerusalemme sospetta che Sinwar non abbia intenzione di raggiungere un accordo nei prossimi giorni e spera di intensificare la violenza durante il Ramadan. In un simile scenario, Israele teme un’escalation non solo lungo i confini con Gaza e Libano, ma anche in Cisgiordania, dove la tensione è alta, così come a Gerusalemme, dove gli scontri per il Monte del Tempio e l’accesso ai luoghi sacri sito sono ampiamente attesi.

    – Foto Ipa Agency –

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  • HPV, Unfer “Il vero ostacolo è la persistenza del virus”

    HPV, Unfer “Il vero ostacolo è la persistenza del virus”

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    ROMA (ITALPRESS) – L’HPV è la più frequente infezione sessualmente trasmissibile e il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo. Nel corso della vita colpisce 4 persone su 5, con un picco di prevalenza nelle giovani donne fino a 25 anni d’età. Nel Report “I numeri del cancro in Italia 2022” AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) emerge che in Italia sono oltre 6.000 i casi di tumore che ogni anno sono riconducibili al Papilloma Virus: si stima infatti che sia responsabile di circa il 97% dei tumori della cervice uterina. La diffusione dell’HPV è quindi un problema rilevante che richiede attenzione immediata.
    “Attualmente, i test di screening e la vaccinazione, che protegge dai ceppi a maggiore aggressività, rappresentano le uniche strategie nella prevenzione dell’HPV. In Italia, la somministrazione del vaccino è fortemente consigliata e offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi dagli 11 anni di età, sebbene la percentuale di persone vaccinate rimanga ancora notevolmente bassa”, ha spiegato il professor Vittorio Unfer, ginecologo e docente di Ginecologia e Ostetricia all’Università UniCamillus di Roma, in occasione della Giornata Internazionale del Papilloma Virus (HPV) che ricorre il 4 marzo e che si propone di favorire la consapevolezza, l’educazione e la prevenzione dei tumori HPV-correlati.
    Dai dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità risulta che, sebbene nell’80% circa delle infezioni si vada incontro a una risoluzione spontanea, nel 20% si assiste a una persistenza che può determinare lo sviluppo di lesioni benigne e maligne. “Il principale ostacolo è rappresentato dalla persistenza del virus, una fase dell’infezione in cui l’HPV si è ormai integrato nel DNA dell’ospite e rimane presente per diversi anni, potenzialmente favorendo lo sviluppo di lesioni precancerose. Questo sottolinea l’importanza cruciale di individuare tempestivamente le alterazioni causate dal virus attraverso esami regolari, come il Pap test”, ha spiegato Unfer.
    Negli ultimi anni, sono stati identificati dei nuovi approcci terapeutici che non solo mirano a debellare l’infezione, ma anche a contrastare la sua persistenza nel tempo. “Da un punto di vista terapeutico non esistono cure contro il papilloma virus. Tuttavia, recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato che l’effetto sinergico di sostanze di origine botanica come l’Epigallocatechina Gallato (EGCG) e di micronutrienti quali Acido Folico, Vitamina B12 in associazione all’Acido Ialuronico a bassissimo peso molecolare può essere un valido aiuto nel ridurre la persistenza del virus”, conclude il professore.

    – foto xi2/Italpress –
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  • Usa, Haley vince le primarie repubblicane a Washington

    Usa, Haley vince le primarie repubblicane a Washington

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    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nikki Haley ha vinto le primarie repubblicane a Washington. L’ex governatrice della South Carolina ha ottenuto il 62,8 per cento, rispetto al 33,3 per cento dell’ex presidente degli Usa Donald Trump. E’ la prima vittoria di Haley nelle primarie repubblicane contro Trump.
    Sul social network Truth, l’ex presidente ha spiegato di essersi “tenuto lontano dalla palude di Washington”. Poi l’attacco a Haley, definita da Trump “un cervello di gallina che ha speso lì tutto il suo denaro, tempo e sforzi”.

    – Foto Ipa Agency –

    (ITALPRESS).