Autore: ItalPress

  • Arriva al cinema “Shukran”, film di Pietro Malegori con Shahab Hosseini

    Arriva al cinema “Shukran”, film di Pietro Malegori con Shahab Hosseini

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Nella Siria dilaniata dalla guerra civile, con il popolo che insorge contro il regime di Assad, un cardiochirurgo infantile si troverà di fronte alla decisione più difficile della sua vita.
    “Shukran”, opera prima del regista Pietro Malegori, è basato su una storia vera ed è tratto dall’omonimo libro di Giovanni Terzi edito da Piemme Mondadori. Girato in Puglia con il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia a valore su risorse del POC Puglia 2014-2020 e in associazione con Intesa Sanpaolo, arriva al cinema l’8, il 9 e il 10 luglio con Eagle Pictures.
    Il film vede protagonista un cast internazionale: Shahab Hosseini, premiato a Cannes come miglior attore protagonista per “Il cliente”, Camelia Jordana, Cesar nel 2018 come migliore attrice esordiente, insieme a, tra gli altri, Husam Chadat, Slimane Dazi e all’italiano Antonio Folletto. Camelia Jordana inoltre, disco di platino in Francia, canta un brano all’interno del film.
    Le musiche sono di Serena Menarini ed Alessandro Branca per Human Touch Music, la fotografia è curata da Tommaso Fiorilli, nominato agli Oscar con “L’insulto”.
    “Shukran”, che in italiano vuol dire “grazie”, è prodotto da Guia Invernizzi Cuminetti ed Emanuele Berardi per Addictive Ideas, insieme a 3 Marys Entertainment, Frame by Frame e Rosebud Entertainment Pictures.
    Presentato in anteprima ad “Alice nella città” nel 2023, sarà nei cinema in lingua originale, in arabo e inglese, con sottotitoli italiani.

    – Foto: Ufficio stampa “Shukran” –

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  • Intesa Sanpaolo, 10 miliardi di nuovo credito per il turismo

    Intesa Sanpaolo, 10 miliardi di nuovo credito per il turismo

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    TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo presenterà il 9 luglio a Taormina le nuove misure dedicate allo sviluppo dell’industria turistica, vitale per l’economia italiana e meridionale, per affiancare la crescita delle imprese del settore e cogliere le opportunità previste da PNRR e iniziative ministeriali.
    La prima banca italiana rinnova il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, di cui 3 miliardi destinati alle aziende del Mezzogiorno, che si aggiungono a circa 9 miliardi di liquidità già erogati al comparto dal 2020. Questo nuovo intervento a favore delle imprese turistiche si inserisce tra le leve previste nel programma “Il tuo futuro è la nostra impresa” della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, che destina 120 miliardi di euro fino al 2026 per gli investimenti delle aziende italiane e dedica un sostegno specifico al Turismo e all’Agribusiness, settori strategici per l’economia del Paese.
    Proprio il rapporto esistente tra Banca, imprese turistiche e aziende agroalimentari – con queste ultime attraverso la Direzione Agribusiness, rete commerciale loro dedicata – concorre a far emergere nuove sinergie e potenzialità tra questi settori, con filiere sempre più complementari. Secondo le analisi di SRM su dati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano relative allo scorso anno, in Italia i turisti enogastronomici rappresentano il 58% del totale, dato in crescita rispetto al 45% registrato nel 2019.
    Ricerca di qualità, esperienza distintiva e servizi aggiuntivi emergono come elementi comuni di competitività e molte imprese agroalimentari ed enogastronomiche crescono attraverso un’offerta di prodotti collegata a percorsi identitari, culturali e di territorio facilmente coniugabili alla ricettività turistica.
    Il plafond di 10 miliardi di euro incentiverà nuovi investimenti in chiave Transizione 5.0, competitività sostenibile ed efficientamento energetico lungo tre assi: riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell’offerta e digitalizzazione del modello di servizio.
    Le misure messe in campo dal Gruppo saranno illustrate nella splendida cornice dei Giardini Naxos nel corso di un convegno in cui, per Intesa Sanpaolo, interverranno Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori, Gaetano Miccichè, chairman Divisione IMI Corporate & Investment Banking e chairman International Subsidiary Banks Division, e Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia, cui sarà affidata l’apertura dei lavori. Il contributo di Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, evidenzierà le prospettive di crescita del settore turistico. A seguire, in una tavola rotonda si confronteranno Rosario Di Maria, presidente Cantine Ermes, Nicola Fiasconaro, amministratore Fiasconaro, Costanza Giotti, presidente Gruppo Luxury Private Properties, Andrea Mangia, chief financial officer Gruppo Mangiàs, e Pasqualino Monti, amministratore delegato ENAV e presidente Autorità Portuale di Palermo.
    Cultura, ambiente, mare, identità, socialità, stile di vita, accoglienza ed enogastronomia rendono la destinazione Italia quasi unica nel panorama competitivo internazionale in tema di attrazione turistica.
    Dall’analisi di SRM – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, si evidenzia, non a caso, che nella classifica europea per numerosità di arrivi e presenze turistiche totali, il nostro Paese si posiziona al 4° posto con 133,6 milioni di arrivi, mentre sale al 3° posto se si considerano i giorni di presenza, ben 447,1 milioni.
    Nel contesto nazionale, il Mezzogiorno esprime poco meno del 20% di arrivi e presenze. L’attrattività turistica si trasforma in una ricchezza economica rilevante per l’economia del Paese. Si stima che nel 2024 il settore turistico possa generare un valore aggiunto di circa 103,6 miliardi di euro, con un contributo al Pil del 5,9% che arriva al 10,8% se si include anche l’impatto indiretto ed indotto. Il 24% del Pil turistico nazionale è prodotto nel Sud Italia. Nello specifico, si rileva, per quest’area, un valore aggiunto turistico di 24,9 miliardi di euro, il 6,4% del Pil, che sale all’11,6% se si considera l’impatto complessivo. Pertanto, il Mezzogiorno si caratterizza per una maggiore specializzazione economica in questo settore rispetto al resto del Paese.
    Significativa è anche la sua valenza sociale. In termini di occupazione, il settore turistico italiano impiega oggi quasi 1.300.000 lavoratori con circa 200.000 aziende che hanno almeno un dipendente. Al Sud si concentra il 26,4% dell’occupazione turistica nazionale (ben 340.585 addetti) ed il 31% delle imprese (60.936). Il turismo può contare su una forza lavoro sostanzialmente giovane (circa il 58,7% dei dipendenti ha meno di quarant’anni e il 36,2% meno di 30) e in prevalenza femminile (52,3%).
    Intesa Sanpaolo ha intensificato il supporto alle imprese turistiche durante e dopo la pandemia, venendo in aiuto alle migliaia di aziende in estrema difficoltà dopo le chiusure forzate: garantita liquidità attraverso un’iniziativa straordinaria di moratorie estese fino a 36 mesi, accogliendo oltre 70.000 richieste di sospensione di pagamenti per un debito residuo di oltre 8,4 miliardi, di cui circa il 26% nel Mezzogiorno.
    Tra le misure destinate al settore, le soluzioni di finanziamento S-Loan che prevedono un meccanismo di incentivi economici alle imprese che investono e realizzano obiettivi ESG. Intesa Sanpaolo ha inoltre aderito al fondo tematico per il turismo tramite Equiter, con risorse amministrate dalla BEI per conto del MEF e indirizzate alle imprese. Il Gruppo infine prevede soluzioni di noleggio operativo per avviare programmi di ammodernamento delle strutture, consentendo quindi di preservare l’equilibrio finanziario delle PMI.
    “Come banca di riferimento dei principali settori del Paese, rinnoviamo il nostro sostegno all’industria turistica, la cui crescita è determinante per rafforzare strutturalmente l’economia italiana – afferma Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo (nella foto) -. Il percorso intrapreso in questi ultimi anni dalle imprese del comparto verso sostenibilità, digitalizzazione e innalzamento degli standard qualitativi delle strutture mostra risultati incoraggianti e deve proseguire con maggior intensità e diffusione, grazie al potenziale delle filiere del mondo enogastronomico. Intesa Sanpaolo mette a disposizione 10 miliardi di euro per incentivare nuovi investimenti, accompagnare i passaggi generazionali di queste aziende, favorendone anche la crescita dimensionale. Il nostro obiettivo, in linea con le direttrici del PNRR, è accelerare i processi di transizione per agevolare una proposta di ospitalità più efficiente per i bilanci delle imprese e di maggiore salvaguardia per il turismo e per l’ambiente”.
    La filiera turistica sta affrontando nuove e importanti sfide. Crisi geopolitiche, effetti climatici estremi, aumento dei costi e forte attenzione alla sostenibilità. In un contesto quindi di un “Turismo che Cambia e si Innova” quest’anno il Rapporto SRM evidenzia quanto sia rilevante puntare su un sistema d’offerta improntato su: diversificazione, delocalizzazione, destagionalizzazione, digitalizzazione e dimensione d’impresa. Le 5D che possono preservare e rafforzare la competitività turistica dei territori.
    Di seguito una fotografia del turismo nel Mezzogiorno: 86,1 milioni di notti trascorse (19% dell’Italia), 3,5 giorni di permanenza media, 76,8% di stagionalità (presenze nei mesi estivi), 38,9% di presenze straniere (ancora in piena fase di recupero post covid). Un’offerta negli alberghi – in termini di posti letto – pari al 28,8% dell’Italia (sale al 37,9% nei 4 e 5 stelle) e del 23,1% in strutture extra-alberghiere. Un valore aggiunto pari a 24,9 miliardi di euro (24% del Paese). Nel 2024 si prevede nel Mezzogiorno il pieno recupero delle presenze turistiche. Rispetto al 2019 il dato è stimato in crescita del 2,8% per un totale di quasi 89 milioni di notti trascorse. Proseguirà, con forte intensità, la ripresa della domanda internazionale che si stima in crescita del 4,5% rispetto al 2023 superando pienamente il periodo pre-covid (105,4% rispetto al valore 2019).
    Il turismo meridionale nel contesto europeo: ben posizionato ma con ampi margini di miglioramento.
    Dall’analisi su 98 regioni dell’area UE4 (Italia, Spagna, Francia e Germania) tre regioni del Sud (Sardegna, Campania e Puglia) sono tra le prime 30, e la Sicilia è trentunesima, per livello di competitività turistica e ben 6 comunque sono sopra la media europea. Ci sono spazi per crescere sia in termini quantitativi che qualitativi.
    Emerge la necessità di migliorare ed ampliare la connessione internazionale e l’accessibilità del territorio.
    Nel Sud l’obiettivo deve essere un turismo che offra destinazioni sempre più diversificate e di qualità al fine di favorire la destagionalizzazione, la delocalizzazione e l’impatto economico sul territorio. Borghi, aree interne, zone di prossimità dei grandi attrattori turistici possono essere destinazioni di qualità (per la loro storia, per le loro tradizioni e il buon cibo) utili anche per ridurre gli effetti negativi ed i disagi derivanti dai fenomeni di congestionamento. L’offerta turistica legata alla cultura, all’enogastronomia, all’ambiente ed al turismo business può essere una combinazione vincente anche al Sud: il moltiplicatore delle presenze di un’offerta così “integrata” è infatti superiore a quello monotematico ad es. di tipo balneare (156€ rispetto a 128,2€ di valore aggiunto per ogni notte trascorsa).
    In questo contesto sempre più dinamico e sfidante, aumenta la consapevolezza delle imprese che investire è l’unica via per competere. Dalla survey di SRM, emerge che circa il 77% delle imprese turistiche del Sud nell’ultimo triennio ha effettuato investimenti (in Italia il 76%). Grande attenzione in particolare alla qualità dei servizi e della recettività (il 56% delle imprese intervistate ha rinnovato gli arredi e ampliato i servizi ricettivi).
    Si guarda inoltre al futuro. Le imprese stanno comprendendo la sfida della digitalizzazione e della sostenibilità (ESG): 4 imprese su 10 nel Sud (25% in Italia) hanno investito su tali obiettivi che ad oggi nel solo Mezzogiorno si stimano essere pari a 300 milioni di euro. Le imprese indicano un’ulteriore crescita di tali investimenti nel prossimo triennio di circa il 2%. Infine, semplificazione burocratica (37%), politiche per il decoro urbano (28%), diversificazione dell’offerta (27%) ed una gestione più efficiente dei servizi pubblici (24%) sono le principali priorità che le imprese del Sud pongono alla governance pubblica per favorire la competitività del territorio.

    – Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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  • A Gaza i combattimenti più pesanti dall’inizio della guerra

    A Gaza i combattimenti più pesanti dall’inizio della guerra

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – I residenti di Gaza City affermano che stanno assistendo questa mattina ad alcuni dei combattimenti più pesanti dall’inizio della guerra innescata dall’assalto di Hamas il 7 ottobre su Israele. L’esercito israeliano ha inviato colonne di carri armati nella città da diverse direzioni, dicono i residenti. Il Servizio civile di emergenza di Gaza afferma di ritenere che ci siano state vittime nelle aree orientali di Gaza, ma le squadre di emergenza non sono state in grado di raggiungerle a causa delle offensive in corso nei sobborghi di Tel Al-Hawa, Sabra, Daraj, Rimal e Tuffah. L’IDF ha affermato che l’operazione è stata lanciata in seguito alla segnalazione dell’intelligence delle infrastrutture di Hamas e della Jihad islamica palestinese nell’area. In particolare l’IDF afferma di aver lanciato un’operazione a Tel al-Hawa a Gaza City. L’esercito israeliano fa sapere che sta operando anche presso il quartier generale dell’UNRWA nell’area, dove l’IDF aveva precedentemente trovato importanti infrastrutture di tunnel di Hamas e ucciso e catturato numerosi uomini armati. L’IDF afferma di avere informazioni sulle nuove attività e infrastrutture di Hamas e della Jihad islamica nella città di Gaza, compresi depositi di armi e stanze di detenzione e interrogatorio utilizzate dai gruppi terroristici. All’inizio dell’operazione, l’IDF afferma di aver avvertito i civili, aggiungendo che avrebbe aperto un corridoio umanitario affinché i palestinesi potessero lasciare l’area.

    – Foto Ipa Agency –

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  • In Francia vince la sinistra, Le Pen terza. Si dimette il premier Attal

    In Francia vince la sinistra, Le Pen terza. Si dimette il premier Attal

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Successo per le sinistre riunite nel Nuovo Fronte Popolare, guidato da Jean-Luc Melenchon, nel secondo turno delle elezioni legislative in Francia con una “forchetta” tra 172 e 192 seggi. A seguire Ensemble, la coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron. Rensemblement National, l’estrema destra di Marine Le Pen, vincitrice al primo turno la settimana scorsa, si fermerebbe a un massimo di 152 seggi. Alle urne si è recato circa il 67% dei francesi. E il primo ministro, Gabriel Attal, ha annunciato le dimissioni.
    “Abbiamo ottenuto un risultato che ci dicevano sarebbe stato impossibile – ha detto Melenchon -. E’ un enorme sollievo per gran parte del Paese. Il popolo ha votato secondo coscienza”. “La volontà del popolo deve essere rigorosamente rispettata. Nessun accordo sarebbe accettabile – ha sottolineato Melenchon -. La sconfitta del Presidente della Repubblica e della sua coalizione è chiaramente confermata. Il presidente deve inchinarsi e accettare la sua sconfitta”. Emmanuel Macron “deve chiedere al Nuovo Fronte Popolare di governare”.
    “Il blocco di centro è vivo”: ad affermarlo l’entourage del presidente Macron. Il presidente invita “alla prudenza”, perchè i risultati “non rispondono alla domanda su chi dovrà governare”.
    “Ci tengo a ringraziare gli elettori, il Rassemblement national ha ottenuto oggi la percentuale più alta di tutta la sua storia”, così Jordan Bardella, presidente di Rn. “Purtroppo, le alleanze del disonore privano i francesi di una politica di ripresa – ha aggiunto -. Questa sera, gli accordi elettorali gettano la Francia tra le braccia dell’estrema sinistra di Jean Luc Melenchon”. E Marine Le Pen: “La nostra vittoria è soltanto rimandata. Ho troppa esperienza per essere delusa per un risultato in cui raddoppiamo il numero dei nostri deputati”.
    “Inizia un’era nuova, dovrò accettare che esistono tre blocchi e nessun blocco sparirà. Questo ha detto il popolo francese. Questa sera, il gruppo politico che ho rappresentato in questa campagna elettorale non ha la maggioranza: domani mattina presenterò le mie dimissioni al Presidente della Repubblica”: ad annunciarlo il primo ministro francese, Gabriel Attal.

    – foto: Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • In Francia sinistra avanti dopo le prime proiezioni, Le Pen terza dietro Macron. Melenchon “Pronti a governare”. Si dimette il primo ministro Attal

    In Francia sinistra avanti dopo le prime proiezioni, Le Pen terza dietro Macron. Melenchon “Pronti a governare”. Si dimette il primo ministro Attal

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Le sinistre riunite nel Nuovo Fronte Popolare, guidato da Jean-Luc Melenchon, sono in testa nelle prime proiezioni del secondo turno delle elezioni legislative in Francia con una “forchetta” tra 172 e 192 seggi. A seguire Ensemble, la coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron (150-170 seggi). Rensemblement National, l’estrema destra di Marine Le Pen, vincitrice al primo turno la settimana scorsa, si fermerebbe a un massimo di 152 seggi. Alle urne si è recato circa il 67% dei francesi.

    “Abbiamo ottenuto un risultato che ci dicevano sarebbe stato impossibile – ha detto Melenchon -. E’ un enorme sollievo per gran parte del Paese. Il popolo ha votato secondo coscienza”, ha aggiunto. “La volontà del popolo deve essere rigorosamente rispettata. Nessun accordo sarebbe accettabile – ha sottolineato Melenchon -. La sconfitta del Presidente della Repubblica e della sua coalizione è chiaramente confermata. Il presidente deve inchinarsi e accettare la sua sconfitta”. Emmanuel Macron “deve chiedere al Nuovo Fronte Popolare di governare”.

    “Il blocco di centro è vivo”: ad affermarlo l’entourage del presidente Macron. Il presidente invita “alla prudenza”, perchè i risultati “non rispondono alla domanda su chi dovrà governare”.

    “Ci tengo a ringraziare gli elettori, il Rassemblement national ha ottenuto oggi la percentuale più alta di tutta la sua storia”, così Jordan Bardella, presidente di Rn. “Purtroppo, le alleanze del disonore privano i francesi di una politica di ripresa – ha aggiunto -. Questa sera, gli accordi elettorali gettano la Francia tra le braccia dell’estrema sinistra di Jean Luc Melenchon”.

    “Inizia un’era nuova, dovrò accettare che esistono tre blocchi e nessun blocco sparirà. Questo ha detto il popolo francese. Questa sera, il gruppo politico che ho rappresentato in questa campagna elettorale non ha la maggioranza: domani mattina presenterò le mie dimissioni al Presidente della Repubblica”: ad annunciarlo il primo ministro francese, Gabriel Attal.

    – foto: Ipa Agency –
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  • Iran, Sequi “Pezeshkian riformista ma con gli ayatollah la libertà resta lontana”

    Iran, Sequi “Pezeshkian riformista ma con gli ayatollah la libertà resta lontana”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – “L’elezione del riformatore Pezeshkian a presidente della Repubblica Islamica dell’Iran è il segnale di un nuovo vento di libertà o piuttosto una impietosa illusione? Nessuna delle due cose. La domanda da porsi è un’altra”. Inizia così l’analisi dell’ambasciatore Ettore Sequi sulle elezioni in Iran. “La domanda da porsi – prosegue nel suo intervento al quotidiano ‘La Stampa’ – è se Pezeshkian abbia o meno la possibilità di realizzare almeno in parte le proposte del suo programma elettorale o sia destinato a diventare un utile strumento del regime per tentare di compattare una opinione pubblica disillusa, una mano di vernice fresca per celare le crepe nei muri scrostati di un sistema politico impopolare”. Secondo Sequi la gente è tornata alle urne spinta dalla paura di una vittoria del ‘falco’ Jalili, e “in questa elezione hanno avuto un ruolo importante i giovani, duramente colpiti dal regime nelle loro aspirazioni”.
    In campagna elettorale Pezeshkian “si era espresso a favore di negoziati con gli Stati Uniti” su diritti civili e alleggerimento delle sanzioni, ma “in questa agenda riformatrice Pezeshkian avrà alcuni importanti ostacoli: innanzitutto il Parlamento, saldamente controllato da conservatori e radicali. Poi la Guida Suprema Khamenei, che gestisce direttamente le questioni più importanti, come la politica estera o il nucleare. Infine i Sepah Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione”. Per l’ambasciatore resterà a Pezeshkian “la possibilità di influire sui temi dell’economia e dei diritti sociali”. Gli obiettivi strategici dell’Iran è prevedibile che non cambieranno: tra questi, “estendere l’influenza nella regione, scacciare gli Stati Uniti dal Medio Oriente, indebolire Israele”. Al contempo è possibile che “a tale continuità sostanziale si possa accompagnare una minore aggressività retorica. Analoga continuità è prevedibile all’interno”.
    “Non si devono dunque riporre attese messianiche o irrealistiche nella presidenza Pezeshkian – conclude Sequi -. La realizzazione di parte del suo programma sarà funzione della sua capacità di mediazione con gli altri, ostici e riluttanti, snodi del regime”.

    – foto Italpress –
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  • Keys si fa male e si ritira, Paolini ai quarti di Wimbledon

    Keys si fa male e si ritira, Paolini ai quarti di Wimbledon

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    LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Continua il momento d’oro di Jasmine Paolini, che approda per la prima volta ai quarti di Wimbledon. La 28enne di Bagni di Lucca, mai oltre il primo turno sull’erba londinese e finalista all’ultimo Roland Garros, approfitta del ritiro di Madison Keys, numero 12 del seeding e lo scorso anno ai quarti, sul 6-3 6-7(6) 5-5 a favore dell’azzurra dopo due ore e 23 minuti di gioco.
    La Paolini, settima testa di serie, nel secondo parziale era stata brava a rimontare da 1-5 annullando due set-point prima di cedere al tie-break (8-6), dove l’americana era riusciuta a pareggiare i conti al secondo tentativo. Un contraccolpo che non abbatte la numero uno azzurra, che nel terzo e decisivo set si ritrova sotto di due break ma li recupera, complice anche l’infortunio della rivale. La Keys infatti, andata a servire per il match sul 5-2, sull’ultimo scambio si fa male e deve ricorrere al medical time-out per un problema alla coscia sinistra che di fatto la condiziona nella fase decisiva del match, fino al ritiro fra le lacrime. “Sono dispiaciuta per lei, vincere così è brutto – il commento di Jasmine – Abbiamo giocato un bel match, molto duro, con tanti alti e bassi. Da un lato sono felice, dall’altro sono triste per la mia rivale. Spero però che il pubblico si sia divertito”. Alla Paolini il merito di non aver mai mollato. “Sono rimasta concentrata, lei è una campionessa, ha giocato un grande tennis, era difficile rimandare la palla dall’altro lato, ma alla fine sono qui”. Sulla strada della tennista toscana ora un’altra statunitense: la vincente del derby a stelle e strisce fra Coco Gauff ed Emma Navarro.
    – foto Ipa Agency –
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  • Martin cade nel finale, Bagnaia vince il Gp di Germania

    Martin cade nel finale, Bagnaia vince il Gp di Germania

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    SACHSENRING (GERMANIA) (ITALPRESS) – Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo) ha vinto il Gran Premio di Germania, in scena sul tracciato del Sachsenring, conquistando così la leadership del mondiale. Il pilota campione del mondo ha tagliato il traguardo con un margine di circa quattro secondi, dopo aver approfittato della clamorosa caduta di Jorgen Martin all’inizio dell’ultimo giro, quando lo spagnolo era ancora in testa. Per Bagnaia si tratta del quarto trionfo consecutivo nelle gare lunghe: ora il piemontese può godersi in campionato un vantaggio di dieci punti su Martin. Il podio viene completato dalle Ducati Gresini dei fratelli Marquez: Marc chiude secondo, mentre Alex arriva terzo. Cinque Ducati nelle prime cinque posizioni: Enea Bastianini (Ducati Lenovo) e Franco Morbidelli (Ducati Prima Pramac) sono rispettivamente quarto e quinto. Nell’ordine, completano la top ten Oliveira, Acosta, Bezzecchi, Binder e Raul Fernandez.
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  • Il cardinale Ruini ricoverato in terapia intensiva al Gemelli

    Il cardinale Ruini ricoverato in terapia intensiva al Gemelli

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    ROMA (ITALPRESS) – Il cardinale Camillo Ruini è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Avrebbe accusato un malore nel tardo pomeriggio di ieri. Probabilmente si tratta di un infarto. In serata è stato trasferito nel reparto Rianimazione all’ospedale romano.
    Il cardinale Camillo Ruini è vigile e collaborante e le sue condizioni cliniche sono al momento stabili. Lo fanno sapere dal Policlinico Gemelli di Roma, dove il porporato si trova ricoverato.
    “Nella tarda serata di ieri – si legge in una nota riguardante le sue condizioni cliniche – il Cardinale Camillo Ruini e’ stato ricoverato d’urgenza presso il Policlinico Gemelli per un dolore toracico. In considerazione dell’età avanzata e della storia clinica del Cardinale, si è reso necessario il ricovero in Terapia intensiva cardiologica. Il paziente è vigile e collaborante e le sue condizioni cliniche sono al momento stabili. Prosegue il monitoraggio e le terapie”.

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  • Il nuovo Presidente di un Iran senza alba

    Il nuovo Presidente di un Iran senza alba

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    di Gianfranco D’Anna
    ROMA (ITALPRESS) – A Teheran il regime islamico veste Pezeshkian. Il riformismo del nuovo Presidente dell’Iran viene considerato una foglia di fico della spietata teocrazia degli Ayatollah da tutti i commentatori. Una trappola per topi, denunciano anzi gli analisti di strategie geo politiche, per i quali il 69 enne cardiochirurgo ed ex ministro della sanità Massoud Pezeshkian, sarà utilizzato per fare uscire allo scoperto e sopprimere, uno ad uno, i gruppi di intellettuali e gli oppositori che da anni tentano disperatamente di coordinare e guidare il fiume incontrollato delle rivolte giovanili e popolari che insanguinano periodicamente le strade e le carceri di Teheran e delle principali città iraniane. Una mossa astuta quella dei vertici del regime islamico che perpetuano la cupa e medievale visione religiosa imposta al paese 45 anni fa dall’autoproclamata guida suprema Ruhollah Khomeyni.
    Dopo la morte in un misterioso incidente aereo dell’ultraconservatore Ebrahim Raisi, che da magistrato aveva fatto impiccare diverse migliaia di oppositori e da Presidente aveva innescato una sorta di competizione fra gli ayatollah su chi fosse più intransigente ed estremista, la scelta di far vincere al ballottaggio il moderato e sedicente riformista Pezeshkian crea una cortina fumogena all’interno e all’esterno dell’Iran. In ambito internazionale perché nonostante lo scetticismo, Europa, Israele e Stati Uniti verificheranno le eventuali differenze della politica estera iraniana, e nel frattempo allenteranno le tensioni che soprattutto con Gerusalemme stavano superando il livello di guardia. In ambito interno perché la presidenza Pezeshkian é in ogni caso ostaggio e strumento della attuale guida suprema del paese, l’Ayatollah Ali Khamenei al quale spetta di decidere quale poteri affidargli e che elegge direttamente o indirettamente i 12 componenti del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione con diritto di veto sulle leggi proposte dal Presidente.
    In Iran tutto il potere, dalle istituzioni agli apparati militari, é incentrato sul ruolo quasi divino e in ogni caso temporale della Guida Suprema. Pur dissentendo dal precedente governo sull’imposizione dell’hijab, senza mai arrivare a chiedere però l’abrogazione dell’obbligo del velo per le donne, ed esprimendo critiche ai conservatori sull’economia, Massoud Pezeshkian é rimasto sempre uno zelante e fedele seguace di Khamenei, ma che per i suoi tiepidissimi tentativi di equidistanza fra le fazioni del regime é stato sostenuto dall’ex Presidente Khatami e dall’ex ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, veri protagonisti degli aneliti del riformismo iraniano. Vane speranze o miraggi sul ruolo del neo Presidente iraniano sono già alla verifica della incandescente situazione al confine libanese fra le milizie Hezbollah, strettamente collegate a Teheran, e l’esercito israeliano pronto all’invasione per interrompere i continui attacchi contro le città dello stato ebraico. Le raffiche delle prime congratulazioni giunte a Pezeshkian da Putin, Xi Jinping dal leader nord coreano e dagli Houthi yemeniti, felicitazioni interessate alle forniture di greggio, di missili e droni, evidenziano che oltre all’immanente onnipresenza del bellicoso fondamentalismo islamico, incubatore e propulsore del terrorismo internazionale, gli ingombranti alleati dell’Iran si attendono la prosecuzione dello stato di guerra non dichiarata con Israele e Stati Uniti e l’accentazione delle tensioni in tutto il Medio oriente.
    A meno di rischiare un’effimera presidenza o, peggio, un tragico incidente, Massoud Pezeshkian sarà costretto a trasformare l’attuale sorriso in un ghigno e a ritrarre la mano dell’impossibile amicizia annunciata. Per quanti anni ancora nessuno a Teheran “Saluterà di nuovo il sole” come recitano i versi struggenti sulla libertà delle donne iraniane scritti dalla scomparsa poetessa Forough Farrokhzad?
    – foto Ipa –
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