Autore: ItalPress

  • Il Papa non partecipa alla Via Crucis “per conservare la salute”

    Il Papa non partecipa alla Via Crucis “per conservare la salute”

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    ROMA (ITALPRESS) – Papa Francesco non ha partecipato al Colosseo alla Via Crucis del Venerdì Santo. Il pontefice avrebbe dovuto presiedere il rito, per il quale ha scritto anche le meditazioni, dal titolo “In preghiera con Gesù sulla via della croce”. La decisione è stata presa “per conservare la salute in vista della Veglia di domani e della Santa Messa della domenica di Pasqua”, fanno sapere dal Vaticano. Il Papa segue la Via Crucis da Casa Santa Marta.
    “Come reagisco alla follia della guerra, a volti di bimbi che non sanno più sorridere, a madri che li vedono denutriti e affamati e non hanno più lacrime da versare? Tu, Gesù, hai pianto su Gerusalemme, hai pianto sulla durezza del nostro cuore. Scuotimi dentro, dammi la grazia di piangere pregando e di pregare piangendo”, scrive il Pontefice nella meditazione sull’ottava stazione “Gesù incontra le donne di Gerusalemme”.

    – Foto Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Valditara “Più risorse per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri”

    Valditara “Più risorse per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Nelle scuole delle periferie delle grandi città del Nord e anche di Roma, dove ci sono forti percentuali di alunni stranieri, c’è un rendimento complessivo inferiore alla media. Noi dobbiamo includere, dobbiamo integrare”. Lo dice il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ai microfoni del Tg1, in merito alla sua proposta di tetto del
    20% di alunni stranieri nelle classi.
    A chi ritiene che con questa proposta si possano creare classi-ghetto, Valditara risponde così: “Al contrario, le classi-ghetto sono quelle a maggioranza di stranieri”.
    Per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano agli alunni stranieri, “stiamo prevedendo in questo grande piano che stiamo studiando risorse importanti, e anche una preparazione ad hoc per docenti che devono essere valorizzati”, spiega il ministro.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Usa 2024, il deja vù del 1968 incombe su Biden, Trump e Kennedy

    Usa 2024, il deja vù del 1968 incombe su Biden, Trump e Kennedy

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Le elezioni per la Casa Bianca del 2024 assomigliano sempre più, per atmosfere e analogie storiche, a quelle “spartiacque” del 1968. Allora trionfò il repubblicano Richard Nixon, un esperto politico veterano della Casa Bianca, per due anni vice di Eisenhower che aveva perso nel 1960 per un pugno di voti le elezioni contro John Kennedy. Nixon si prese la rivincita nel nel ’68, sconfiggendo il democratico Hubert Humphrey, vice del presidente Lyndon Johnson. Quest’ultimo, che all’inizio delle corsa non aveva dato segnali di voler rinunciare al potere, al primo test delle primarie del New Hampshire, superò solo di misura il “pacifista” e sconosciuto senatore del Minnesota Eugene McCarthy. Così pochi giorni dopo, in una scioccante diretta tv, Johnson annunciò agli americani di rinunciare a quello che sarebbe potuto essere un terzo mandato (LBJ era stato confermato presidente nel ’64 dopo essere subentrato come vice di Kennedy, assassinato a Dallas nel 1963). Quelle elezioni del 1968 ribaltarono il metodo in cui fino ad allora agli americani erano stati imposti dai maggiori partiti i loro candidati per contendersi la presidenza. L’attuale sistema elettorale presidenziale delle primarie strutturato come è adesso, infatti iniziò a prendere forma proprio nel 1968. Prima, erano gli apparati dei partiti che sceglievano il “nominato” alla presidenza alle convenzioni politiche nazionali. Anche se avvenivano delle elezioni primarie prima, questi apparati spesso ne ignoravano le sentenze escogitando con le loro manovre e alleanze come scegliersi il candidato preferito durante le Convention. Dopo il 1968, cambiò tutto: sia i democratici che i repubblicani, non poterono più ribaltare i risultati delle elezioni primarie senza tener conto degli equilibri dei delegati arrivati dalle primarie.
    Nel 1968 gli Stati Uniti erano un paese profondamente spaccato, con manifestazioni pacifiste ma altre anche violente, sulla lotta per i diritti civili e contro la guerra in Vietnam. Venivano assassinati i leader di quei movimenti, come Martin Luther King, Malcom X fino al senatore Robert F. Kennedy, ex ministro della Giustizia nell’amministrazione del fratello John. Dopo la rinuncia del suo “nemico” Johnson, RFK aveva rotto ogni indugio ed era entrato nella corsa per la Casa Bianca per contendere a McCarthy e Humphrey la nomination democratica. Kennedy, una volta appartenente all’ala moderata del partito democratico, da senatore dello Stato di New York si era trasformato in un leader per i diritti civili e aveva dichiarato guerra alla estrema povertà, oltre a promettere una pace giusta per il Vietnam. Nella stessa notte della sua vittoria alle primarie della California, il 5 giugno 1968 Kennedy fu ferito mortalmente da colpi sparati a distanza ravvicinata nei corridoi di un albergo di Los Angeles e di cui fu ritenuto colpevole solo un giovane rifugiato palestinese, Sihran Sihran (ancora oggi in carcere), nonostante i colpi captati dalle registrazioni e che colpirono oltre al senatore altri suoi collaboratori, fossero superiori a quelli che la pistola impugnata da Shiran avesse potuto sparare.
    Come sta avvenendo nel 2024 con Biden, allora il presidente in carica Johnson pur avendo ottenuto degli importanti risultati politici (la “Great society” e il “Civil Rights Act”) restava impopolare per via della recrudescenza della guerra in VietNam che per la prima volta mostrava immagini di massacri di civili negli schermi delle tv americane. Robert F. Kennedy, che entrò in quella corsa presidenziale del ’68 solo dopo la rinuncia di Johnson, è il padre dell’attuale candidato alla presidenza Robert F. Kennedy Jr. Anche RFK jr. aveva tentato nel 2023 di candidarsi nelle file del Partito democratico sfidando apertamente il presidente Biden, ma poi ha rinunciato optando per la candidatura da indipendente, lasciando così a quest’ultimo di conquistare indisturbato la nomination del partito. Ma se l’81enne Biden, come Johnson, avesse rinunciato a ricandidarsi? Probabile che RFK jr sarebbe rimasto in corsa nelle primarie del partito di suo padre e suo zio. Intanto alle primarie democratiche del ’24 il voto di protesta degli “uncommitted” (coloro che ancora non vogliono scegliere) è rimasto alto, in alcuni stati con punte del 15%, un segnale di grave pericolo per la tenuta della “coalizione’ che dovrebbe rieleggere Biden. Anche in questo, come avvenne per Johnson, la maggiore causa della protesta, soprattutto dei giovani americani, è un conflitto all’estero: quello tra Israele e i palestinesi.
    Certo non sono gli Stati Uniti ad aver bombardato le città di Gaza piene di civili uccidendone oltre 30mila (dei soli corpi ritrovati), o a impedire ai camion con aiuti anche americani di raggiungere la popolazione – per metà composta da minorenni – affamata, ma Biden viene ritenuto “complice” del governo Netanyahu in questa guerra ormai bollata, non solo da chi protesta nelle strade ma anche nei forum internazionali, come un “genocidio”. Perché i giovani americani accusano la Casa Bianca di esserne complice? Perché continua e fornire armi a Israele e per aver impedito per mesi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di approvare una risoluzione sul cessate il fuoco e, quando una risoluzione è stata finalmente approvata questa settimana (con 14 voti a favore e la sola astensione degli USA), di affondarla dichiarando pubblicamente di non considerarla “binding” (vincolante), dando un segnale di via libera a Israele per continuare a bombardare. Intanto, questa settimana, dopo aver scelto come sua vice la giovane avvocato e imprenditrice miliardaria della Silicon Valley, Nicole Shanahan (che fino a ieri dava i suoi soldi al partito democratico), RFK jr sembra avere tutte le carte in regola per essere un “terzo incomodo” competitivo tra gli sfidanti Joe Biden e Donald Trump. Come nel 1968 lo fu anche l’ex governatore dell’Alabama George Wallace tra Humphrey e Nixon.
    Però Wallace, nei toni dei suoi comizi e nelle idee razziste che proponeva al blocco di elettori che attraeva (uomini bianchi con scarso livello di istruzione) assomiglia molto più al candidato “repubblicano” Donald Trump che a RFK jr. Infatti l’ex presidente, il primo della storia USA ad essere sotto processo penale, seppur ha vissuto già nelle stanze dei bottoni per quattro anni, continua a presentarsi come il candidato “anti-establishment”, unico in grado di drenare la palude (“drain the swamp”): nel linguaggio come nelle idee, sembra l’erede di Wallace. Tornando alla situazione internazionale, il 2024 assomiglia al 1968 anche per un altro conflitto, ancora più pericoloso per le sorti del mondo: quello tra la NATO e la Russia. Infatti poco prima delle convention repubblicane e democratiche del 1968, i carri armati sovietici entrano a Praga. Cosa avverrebbe alle convention dell’estate 2024 di Milwaukee e di Chicago se i carri armati russi entrassero a Kiev? Proprio giovedì, a New York, la campagna elettorale per la riconferma di Joe Biden ha cercato di mostrare la forza della sua coalizione e l’unità del suo partito, presentando il candidato con affianco gli ex presidente Barack Obama e Bill Clinton, organizzando una serata di raccolta fondi che ha superato la cifra record di 25 milioni di dollari. Con alcune delle singole donazioni anche di 500 mila dollari, è apparso sì un successo “finanziario”, ma che rispecchia una coalizione ben diversa da quella rappresentata dalle “micro donazioni” via internet che elesse nel 2008 alla Casa Bianca il primo candidato afro americano della storia.
    Ecco quindi che alla serata nel centro di Manhattan che “dona” 25 milioni di dollari alla campagna per Biden, sono spuntati sia fuori che dentro, coloro che protestano con le bandiere della Palestina contro il presidente per la guerra a Gaza. Coalizione democratica forte e unita perché raccoglie 25 milioni in una notte? Altra coincidenza: nel 1968, la Convention democratica si tenne a Chicago, nella stessa metropoli dove il partito di Biden si ripresenta ad agosto per siglare la sua nomination. Nel 1968 quella convention rimase famosa nella storia americana non per aver dato la nomination – perdente – al vice di Johnson, Humphrey, ma per i sanguinosi scontri tra la polizia e i movimenti politici anti guerra del Vietnam, che oltre a mettere a ferro e fuoco Chicago, certificarono la frantumazione della coalizione democratica spianando la strada della vittoria a Richard Nixon. Anche Trump ha i suoi guai, ci sono ben 5 processi legali, soprattutto quelli con accuse penali gravissime per aver aiutato un’“insurrezione” cercando di negare ai cittadini americani il diritto costituzionale al voto, che potrebbero compromettere la sua nomination alla convention di luglio a Milwaukee o comunque la vittoria finale a novembre. Ma per la convention che attende Biden a Chicago, soprattutto se le crisi internazionali resteranno di tale gravità o addirittura peggiorassero, potrebbe apparire lo spettro di quella di 56 anni fa.
    Nel 1968, i candidati a sfidarsi alle elezioni di novembre per la presidenza finirono per essere tre: Nixon, Humphrey e Wallace. Il candidato dei repubblicani prevalse, ma anche gli altri due vinsero stati e milioni di voti che mostrarono quanto spaccato fosse il paese. Tra otto mesi potrebbero essere ancora tre i candidati a competere: Kennedy, Biden e Trump. Chi resta favorito oggi, potrebbe non più esserlo il 5 novembre.

    – Foto Library of Congress –

    (ITALPRESS).

  • Da BMW un programma di formazione per conducenti veicoli blindati

    Da BMW un programma di formazione per conducenti veicoli blindati

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – BMW da oltre quarant’anni definisce gli standard nello sviluppo e nella produzione di veicoli blindati per la sicurezza che combinano l’esperienza di guida tipica del marchio con i più elevati standard di sicurezza. I conducenti professionisti hanno bisogno di conoscenze e competenze speciali per poter sfruttare appieno il potenziale di questi veicoli blindati, dotati di funzioni speciali rilevanti per la sicurezza, nell’uso quotidiano. Queste vengono insegnate nei corsi di formazione sui veicoli di sicurezza BMW. Con l’attuale portafoglio di veicoli speciali e i corsi di formazione intensiva per i loro conducenti sotto la guida di istruttori esperti, BMW ha creato una gamma completa di prodotti di sicurezza su misura da un’unica fonte.
    I programmi di formazione sono pensati per i conducenti professionisti che desiderano migliorare le proprie capacità di gestione dei veicoli di protezione speciale, per essere preparati al meglio ad affrontare situazioni estreme. Il centro di formazione di Groß Dòlln, nei pressi di Berlino, è uno dei più rinomati centri di prova e di ispezione per la sicurezza dei veicoli in Europa. L’ex aeroporto militare, dove le autorità addestrano anche i loro servizi di emergenza, è stato trasformato in un centro di guida all’avanguardia nel 2002 ed è ora il luogo perfetto per le lezioni teoriche e le esercitazioni di guida del BMW Security Vehicle Training.

    foto: ufficio stampa Bmw Group Italia

    (ITALPRESS).

  • Tudor “Ho visto giocatori orgogliosi. Immobile? Ci conto”

    Tudor “Ho visto giocatori orgogliosi. Immobile? Ci conto”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Ho visto giocatori orgogliosi, non siamo da 9° o 10° posto. Vogliono fare meglio, con il tempo capiremo come. Bisogna vedere come reagiranno alla lunga, con il tempo. Qui ci conosciamo tutti da poco, si vedrà con il tempo, con le difficoltà vere, quello che uscirà fuori dalle persone”. Igor Tudor non fa promesse ma è convinto che questa Lazio possa sicuramente crescere rispetto a quanto visto finora. Il tecnico croato farà domani il suo esordio, all’Olimpico contro una Juve che rappresenta una fetta importante del suo passato. “Non credo al destino – ribatte – Le sensazioni sono positive, si cerca sempre di vincere e gioire con la squadra. Con loro ho giocato 7-8 anni della mia vita dove mi sono costruito non solo come giocatore, ma anche come persona. Sono grato a loro perchè mi hanno fatto diventare quello che sono ora. E’ una gara contro un avversario importante, è la prima ed è normale ci sia emozione”. Tudor si aspetta una “gara particolare perchè arriva dopo la sosta e prima di un’altra sfida (sempre con i bianconeri in Coppa Italia martedì, ndr). Il calcio è cambiato, ora ci sono 5 sostituzioni e si può cambiare metà squadra. Anche io devo capire, sono tutti tornati tutti senza problemi e questo è importante. Il problema è che sono arrivati ieri o il giorno prima e abbiamo potuto lavorare poco. Con gli altri abbiamo lavorato di più, i ragazzi si sono messi a disposizione, abbiamo fatto una settimana di buon lavoro”. Ma cosa chiede Tudor alla Lazio? “Dobbiamo avere la cattiveria di voler fare gol, c’è da crederci – insiste – Abbiamo parlato tanto, noi vogliamo andare a prendere la palla alta ma c’è anche da correre verso la nostra porta. Momento più importante della mia carriera? Non esiste questa cosa qua. C’è una partita bella da giocare, da provare a vincere. Oggi penso a caricare la squadra, a fare le cose giuste. C’è un bel clima nello spogliatoio, ho già detto ai ragazzi che devono avere coraggio e di giocare senza pensieri”. Un capitolo a parte lo merita il capitano, Immobile, rimasto a Formello perchè escluso dalle ultime convocazioni di Spalletti. “L’ho visto molto bene, motivato e penso che lui tenga molto alla Nazionale – prosegue Tudor – Io penso che dipenda solo da lui, abbiamo parlato di questo, i prossimi sono due mesi che possono essere importanti. I gol li ha sempre fatti e li farà, ci conto tanto ed è un ragazzo con qualità calcistiche e umane. Sono convinto che sarà molto importante per noi”. Anche se arrivato da poco, Tudor sta cercando già di lasciare la sua impronta: “Ogni squadra deve essere lo specchio dell’allenatore. C’è da vincere, fare bene e essere tosti da subito facendo le cose che vogliamo. Sono tre anni che la squadra fa sempre le stesse cose e Sarri era un allenatore forte che ha trasmesso le sue idee. Questo un pò ci penalizza e dobbiamo essere attenti a come fare le cose. Il modulo è importante ma non così tanto”.
    – foto Ipa Agency –
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  • Tusk “Guerra pericolo reale, siamo in un’era prebellica”

    Tusk “Guerra pericolo reale, siamo in un’era prebellica”

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – “Non voglio spaventare nessuno, ma la guerra non è più un concetto del passato. E’ reale, è già iniziata più di due anni fa. La cosa più preoccupante è che ogni scenario è possibile. E’ la prima volta dal 1945 che ci troviamo in una situazione del genere. So che sembra devastante, soprattutto per i più giovani, ma dobbiamo abituarci mentalmente all’arrivo di una nuova era. E’ l’era prebellica. Non sto esagerando. Sta diventando ogni giorno più evidente”. Lo dice il premier polacco, Donald Tusk, in un’intervista a Repubblica. “Il nostro obiettivo principale deve essere quello di proteggere l’Ucraina dall’invasione russa e di tutelare la sua indipendenza e integrità. Il destino dell’Ucraina è soprattutto nelle nostre mani. Non mi riferisco alla sola Polonia o all’Ue, ma all’intero Occidente” aggiunge. “Non c’è motivo per cui gli europei non debbano rispettare un principio fondamentale e spendere almeno il 2% del Pil per la difesa. Il punto di partenza è questo. Noi spendiamo il 4%, ma è anche vero che la nostra situazione è più complessa di quella della Spagna o dell’Italia. Il 2% del Pil, però, deve essere considerato unmust. Non capisco chi lo mette in discussione. Possiamo discutere di Eurobond per la difesa e di un maggiore coinvolgimento della Bei” conclude Tusk.(ITALPRESS).

    Foto: Agenzia Fotogramma

  • Enrique Iglesias, arriva l’album in studio “Final (Vol. 2)”

    Enrique Iglesias, arriva l’album in studio “Final (Vol. 2)”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ uscito in digitale, in versione CD e LP “Final (Vol. 2)”, il nuovo album di Enrique iglesias. Questa nuova produzione non solo segna una pietra miliare nella sua incredibile carriera, ma rappresenta anche un’innovativa fusione di generi che conquisterà milioni di fan in tutto il mondo.
    “Final (Vol. 2)”, il dodicesimo album in studio di Enrique Iglesias, è uno straordinario esempio di contaminazione di generi musicali fondendo brillantemente elementi di pop, cumbia, bachata, ska, dembow e country in 10 brani. L’album include collaborazioni con artisti del calibro di Miranda Lambert, Maria Becerra, Yotuel, Belinda ed El Alfa, che testimoniano la duratura influenza e il rispetto di Enrique Iglesias nel panorama musicale, capace di unire talenti di generi e culture diverse.

    Foto: ufficio stampa Parole e d’Intorni

    (ITALPRESS).

  • Covid, 603 nuovi casi e 20 deceduti nell’ultima settimana

    Covid, 603 nuovi casi e 20 deceduti nell’ultima settimana

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    ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana compresa tra il 21 e il 27 marzo 2024 si registrano 603 nuovi casi positivi di Covid, con una variazione di -23,0% rispetto alla settimana precedente, quando furono 783. 20 i deceduti, con una variazione di -23,1% rispetto alla settimana precedente (n: 26). 120.436 tamponi effettuati con una variazione di -6,2% rispetto alla settimana precedente (n: 128.406). Tasso di positività dello 0,5% con una variazione di -0,1% rispetto alla settimana precedente (0,6%). Il tasso di occupazione in area medica al 27/03/2024 è pari al 1,2% (754 ricoverati), rispetto al 1,4% (839 ricoverati) del 20/03/2024. Il tasso di occupazione in terapia intensiva al 27/03/2024 è pari allo 0,3% (25 ricoverati), rispetto allo 0,3% (27 ricoverati) del 20/03/2024.(ITALPRESS).

    Foto: Agenzia Fotogramma

  • Baaring (Sanders) “La tecnologia al servizio della cura dei capelli”

    Baaring (Sanders) “La tecnologia al servizio della cura dei capelli”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Da 40 anni lavoriamo intensamente per migliorare la qualità della vita dei nostri clienti. In questo lungo periodo, ci siamo dedicati al benessere dei capelli degli italiani e alla lotta contro la caduta dei capelli attraverso trapianti. Siamo estremamente orgogliosi dei risultati ottenuti in queste quattro decadi”, ha dichiarato in un’intervista a Italpress Renè Baaring, amministratore delegato del Gruppo Sanders, specializzato nel settore della tricologia, della ricrescita e della cura del capello. Si stima che quasi la metà degli uomini sopra i 50 anni soffra di calvizie, e si registra anche un aumento nei casi tra le donne: “La maggior parte dei nostri clienti sono uomini, rappresentando tra il 65% e il 70% del totale. Le problematiche legate alla caduta dei capelli sono diverse tra uomini e donne; nel caso degli uomini, spesso si ricorre ai trapianti”, ha spiegato Baaring. “Tuttavia, anche molte donne affrontano difficoltà legate alla qualità dei capelli”.
    Sui consigli per mantenere capelli sani e lucenti: “Oggi sappiamo che la salute dei capelli non dipende solo da fattori patologici, ma anche da fattori ambientali, come il nostro stile di vita, il luogo in cui viviamo e la nostra alimentazione”, ha ricordato Baaring. “Attualmente, stiamo sviluppando nuovi prodotti e servizi innovativi che non si limitano al trattamento topico, ma includono anche soluzioni nutrizionali, che hanno un impatto significativo sulla qualità dei capelli”.
    Sul recente ingresso di Sanders nel settore della medicina estetica: “Il nostro impegno principale negli ultimi 40 anni è stato migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti”, ha ribadito Baaring. “Finora ci siamo concentrati sulla tricologia, ma ora stiamo ampliando la nostra attenzione al benessere globale. I capelli hanno un ruolo fondamentale nel benessere psico-fisico di una persona e nell’aumentare la sua qualità di vita. Per rispondere a questa esigenza, abbiamo lanciato il nuovo brand ‘Sanders Skin’ lo scorso anno, dedicato alla medicina estetica per migliorare l’aspetto della pelle, intervenire su determinati inestetismi e favorire il benessere individuale”.
    “Tutti i prodotti e i servizi offerti da noi sono frutto di ricerca e sviluppo interni”, ha aggiunto l’amministratore delegato di Sanders. “Abbiamo brevetti nel settore tricologico e stiamo pianificando nuove iniziative tecnologiche per i prossimi anni. Attualmente, operiamo in 25 centri a livello nazionale e prevediamo di aprire nuove sedi. Lo scorso anno abbiamo inaugurato un centro a Bergamo e nei prossimi mesi ne apriremo un altro a Varese, con ulteriori aperture previste per il 2024”.

    – foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Nas sequestrano due tonnellate tra uova di pasqua e colombe

    Nas sequestrano due tonnellate tra uova di pasqua e colombe

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    ROMA (ITALPRESS) – In occasione del periodo pasquale, i Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha intensificato i controlli sui prodotti tipici.
    Sono emeese violazioni relative alla carente pulizia ed igiene degli ambienti di lavorazione e deposito, alla mancata applicazione delle procedute preventive di sicurezza alimentare, all’omessa tracciabilità dei prodotti ed etichettatura irregolare. In alcuni casi sono stati scoperti ingredienti e semilavorati per dolci scaduti di validità e detenuti in ambienti umidi e con infestazioni di roditori.
    La campagna ha visto coinvolti a livello nazionale i 38 NAS Carabinieri con oltre 840 ispezioni presso laboratori di produzione ed esercizi di vendita dei tradizionali prodotti dolciari, quali uova di cioccolato e colombe, ma anche verificando la correttezza commerciale e igienica delle materie
    prime mediante la preventiva vigilanza alle fasi di produzione e fornitura. Gli esiti conseguiti documentano irregolarità accertate presso 324 strutture ed aziende oggetto di ispezione (pari al 38%), la contestazione di 574 violazioni penali ed amministrative, per un ammontare di 425 mila euro, ed il sequestro di complessive 2 tonnellate di alimenti, per un valore stimato in oltre 267 mila euro. Nel corso degli interventi, sono state individuate, inoltre, anche colombe e uova di cioccolato prodotte industrialmente che, una volta scartate e riconfezionate, venivano vendute come produzione artigianale ad un prezzo superiore. Sono stati 6 i titolari di negozi denunciati all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di tentata frode in commercio, con contestuale sequestro di oltre 300 colombe e uova falsamente dichiarate di “propria produzione”.
    A causa di gravi situazioni igieniche e strutturali sono stati disposti 15 provvedimenti di chiusura o sospensione delle attività commerciali e produttive, stimate in un valore economico
    superiore a 5 milioni di euro.
    In particolare in una pasticceria della provincia di Bergamo sono stati rinvenuti, all’interno del laboratorio, 70 kg di cioccolato e 90 kg di prodotti dolciari con data di scadenza superata, anche da alcuni anni, e con indicazioni non conformi in ordine agli ingredienti usati per la produzione. Contestate violazioni amministrative per un importo di 3.50.
    Presso due laboratori di pasticceria della provincia di Roma, sono stati denunciati i titolari di entrambe le attività per aver posto in commercio prodotti dolciari tradizionali pasquali (colombe e uova di Pasqua) di produzione industriale etichettati e dichiarati come prodotti gastronomici artigianali.
    Presso 2 pasticcerie ed una fabbrica di cioccolato della
    provincia di Caserta, sono stati sequestrati complessivamente 580 kg di prodotti tipici delle festività pasquali, poichè non sottoposti al piano di rintracciabilità alimentare.
    Controllati 2 laboratori di pasticceria ed un’industria alimentare della provincia di Catania, con conseguente sequestro di complessivi 1.415 kg di preparati e basi per prodotti dolciari in parte scaduti, privi di etichettatura e tracciabilità, ed in parte stoccati in un locale/deposito con gravi carenze igienico-sanitarie per presenza di escrementi di roditori.

    – Foto: da video Nas –
    (ITALPRESS).