Autore: ItalPress

  • Valditara “Progetto contro la violenza sulle donne avanti senza garanti”

    Valditara “Progetto contro la violenza sulle donne avanti senza garanti”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Dal momento che la scuola italiana ha bisogno di serenità e non di polemiche, ho deciso di non attivare l’incarico di garanti del progetto ‘Educazione alle relazionì a suor Monia Alfieri, Paola Concia e Paola Zerman. Rinnovo loro i ringraziamenti per la disponibilità e la generosità dimostrate. Il progetto ‘Educare alle relazionì andrà avanti senza alcun garante. Nel suo svolgimento concreto si continuerà il dialogo con le associazioni rappresentative dei genitori, dei docenti e degli studenti”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Il maschilismo e la violenza contro le donne sono temi seri e importanti che stanno a cuore a questo governo – afferma -. Non casualmente è stato approvato dal Parlamento un disegno di legge a prima firma Roccella che si intitola “Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”. E non casualmente si è siglato il 22 novembre fra i Ministri delle Pari opportunità e della Famiglia, della Cultura, dell’Istruzione e del Merito un protocollo d’intesa per promuovere nelle scuole il contrasto alla violenza contro le donne. Il mio progetto ‘Educare alle relazionì dà una risposta che attua questo indirizzo e che tiene conto delle tante sensibilità di cui è composto il Paese e il Parlamento. Non parla dunque in alcun modo di educazione sessuale, di educazione all’affettività, o di cultura gender”.
    “Costituisce, su base volontaria, fuori dal curriculum scolastico, gruppi di discussione fra i giovani, moderati da un docente appositamente formato da Indire, per contrastare mentalità e atteggiamenti che generano discriminazione, sopraffazione e violenza verso le donne – evidenzia Valditara -. Insomma serve a far riflettere i giovani su un tema decisivo per il grado di civiltà della nostra società. Si prevede anche il coinvolgimento delle associazioni rappresentative dei genitori.
    Fa parte più in generale di una scuola che educhi al rispetto verso ogni persona. Sono gli studenti stessi ad essere protagonisti, non sono lezioni dalla cattedra”. Secondo il ministro “la presenza dei garanti aveva semplicemente lo scopo di sostenere questa iniziativa. La loro diversità culturale era proprio un messaggio forte per significare che nel contrasto alla violenza contro le donne dobbiamo essere tutti uniti, partendo da iniziative concrete, di buon senso, non estremiste, nè tanto meno ideologiche. Era un tentativo di unire mondi molto distanti fra loro per un fine socialmente importante”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Cop28, ricostruzione post sisma 2016 modello di sostenibilità e sviluppo

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    ROMA (ITALPRESS) – Tutelare la qualità dell’ambiente, migliorare le condizioni di vita economica e sociale dei cittadini, contrastare la crisi energetica grazie ai risparmi sulla bolletta elettrica, e favorire con la transizione ecologica il rientro delle famiglie nelle loro case e la ripresa dell’attività economica delle imprese nei territori interessati dalla ricostruzione post sisma 2016-2017. Saranno questi i temi al centro del convegno “Appennino centrale: ricostruire e riparare adattando ai cambiamenti climatici” che si svolgerà al padiglione Italia alla Cop28 di Dubai e che vedrà la partecipazione tra gli altri del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Commissario Straordinario del Governo per Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, l’inviato Speciale per i cambiamenti climatici per il Governo italiano, Francesco Corvaro.
    Il modello di ricostruzione dei territori dell’Appennino centrale colpiti dalla sequenza sismica avvenuta nel 2016-17 tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria viene riconosciuto come una best practice che risponde alla sfida dello sviluppo sostenibile, mentre sono già evidenti i segni dei cambiamenti climatici in atto, e dei nuovi rischi idrogeologici che minacciano tutte le aree interne del Paese, e quindi anche l’area colpita dalla sequenza sismica di Amatrice- Visso-Norcia.
    Il cratere si estende per circa 8 mila chilometri quadrati, comprende 138 Comuni e 575.000 abitanti. La ricostruzione post sisma mira alla salvaguardia del capitale umano, sociale e naturale, attraverso un approccio inedito rispetto al passato: ricostruire innovando. Non viene dunque più perseguito il principio del “com’era, dov’era” che spesso si è rivelato inadeguato rispetto alle reali esigenze della ricostruzione. Oggi vi è la possibilità di rinnovare profondamente il patrimonio edilizio in modo che risponda prioritariamente a due principi che guardano già al domani: sicurezza e sostenibilità. L’obiettivo è trasformare la montagna dell’Appennino centrale in un hub di innovazione e di capacità di adattamento rispetto ai mutamenti in atto per gli anni a venire, dotato di quei servizi e di quelle infrastrutture (materiali e digitali) che inducano le persone a restare, tornare o ripopolare quei territori.
    Una strategia, quella promossa dal Commissario Castelli, che muove da una premessa: l’antropizzazione è amica dell’ambiente. La presenza dell’uomo, in forme e modalità che siano in equilibrio con l’ambiente circostante, si rivela fondamentale – da millenni in queste aree del Paese – per contrastare la fragilità dei territori e per preservare la ricca biodiversità che si è sviluppata.
    C’è un nemico silenzioso della resistenza di fronte alle criticità provocate dal cambiamento climatico: lo spopolamento. La crisi demografica – con i tassi di denatalità sempre più consistenti – si incrocia aggravandola, con la crisi climatica e ambientale.
    La resilienza delle comunità di questi territori passa attraverso politiche che favoriscano la vita sociale ed economica: dobbiamo ricreare un posto dove vivere.
    “Un posto dove vivere” è infatti il titolo dell’instant book digitale (download gratuito) che il commissario Guido Castelli ha scritto per fornire un contributo che possa raccontare e condividere il percorso condotto in quest’ultimo anno della ricostruzione; un percorso che ha consentito di trasformare il cantiere dell’Italia Centrale in un laboratorio involontario di buone prassi di sostenibilità di fronte ai mutamenti climatici in atto.
    “Il contrasto allo spopolamento è la prima azione di opposizione alla crisi climatica. Combattere la crisi demografica vuol dire assicurare sui territori fragili una presenza vigile, attiva e responsabile dell’uomo – aggiunge Castelli – e questo vuol dire, nel caso della ricostruzione post-sisma, non limitarsi a riedificare gli immobili, ma vuol dire stimolare l’impresa, farsi carico dei più fragili, promuovere e sostenere le realtà sociali che danno vita alle comunità. La ricostruzione, così come il contrasto agli effetti della crisi climatica non può nascere da una visione ideologica, bensì pragmatica, come ha ribadito la premier Giorgia Meloni nel suo intervento a Dubai – un approccio operoso e operativo per rendere questi territori un posto dove vivere”.
    Al convegno organizzato a Dubai, nel corso degli eventi di Cop28, prenderanno parte amministratori locali, esperti in materia ambientale, energetica e di promozione turistica: tutti concorrenti alla costruzione di un modello virtuoso di mitigazione e adattamento che possa essere trasferito ad aree omogenee del Mediterraneo.
    Nell’Appennino centrale le comunità di cittadini, imprese e amministratori si stanno misurando concretamente con le azioni di mitigazione e adattamento attraverso un impegnativo e complesso processo che prevede uno straordinario sforzo della Struttura Commissariale di gestione della governance, di supporto tecnico e di crescita culturale. La valenza di questo lavoro è accresciuta dalle caratteristiche del territorio interessato, montano e mediterraneo, che rappresentano un hot spot climatico tra i più importanti dell’area la cui vocazione economica e sociale è strettamente intrecciata con le risorse naturali. Raccontare questa esperienza e confrontarsi con le indicazioni che emergeranno dalla COP 28 sarà estremamente importante per la struttura Commissariale Sisma 2016.
    Sarà possibile seguire l’evento al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=4-c- Rds4yeI

    – foto ufficio stampa Commissario per Ricostruzione sisma 2016 –
    (ITALPRESS).

  • Mattarella “Corruzione altera vita persone e mercati, combattere piaga”

    Mattarella “Corruzione altera vita persone e mercati, combattere piaga”

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    ROMA (ITALPRESS) – “La corruzione altera la vita delle persone e attacca i diritti di ciascuno, corrode le fondamenta della società, mina lo Stato di diritto, altera i mercati. Combattere questa piaga – che riguarda tutti i Continenti – è un dovere delle Istituzioni e, al tempo stesso, un impegno etico e civile delle forze sociali, delle comunità, dei cittadini”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione. “La Giornata internazionale contro la corruzione, proclamata dalle Nazioni Unite, si celebra nel ventesimo anniversario della Convenzione ONU contro la corruzione, che ha dato carattere universale a questa battaglia di civiltà e progresso, fornendo strumenti giuridici nuovi ai Paesi, rafforzando la collaborazione tra magistrature e forze di polizia, sostenendo misure comuni di prevenzione – aggiunge -. E’ un’occasione importante per rilanciare il valore del contrasto al crimine e dell’affermazione della legalità”. “La scuola, la cultura, lo spirito civico possono fare molto – dice ancora il Capo dello Stato -. Legalità e onestà sono condizioni imprescindibili per una crescita giusta e sostenibile”. Di contro, la corruzione, i flussi illeciti di denaro, l’evasione fiscale tolgono ingenti risorse alla società in tutte le sue articolazioni – conclude Mattarella -. Pace, Giustizia e Istituzioni forti sono obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Traguardi globali che interessano il futuro stesso del Pianeta e la sua sostenibilità. Ognuno è chiamato a fare la propria parte”.(ITALPRESS).

    Foto: Agenzia Fotogramma

  • Incendio all’ospedale di Tivoli, quattro vittime e 200 pazienti evacuati

    Incendio all’ospedale di Tivoli, quattro vittime e 200 pazienti evacuati

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    TIVOLI (ROMA) – Sono quattro i pazienti dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli morti, dopo l’incendio sviluppatosi nella tarda serata di ieri in un locale tecnico e poi propagatosi in tutta la struttura. Circa duecento le persone evacuate. Le fiamme sono state spente, le terapie intensive riattivate, mentre i pazienti sono stati trasportati in altre strutture sanitari, mentre i meno gravi in una palestra della zona.(ITALPRESS).

    Foto: Vigili del Fuoco

  • Juventus-Napoli 1-0, decide un gol di Gatti

    Juventus-Napoli 1-0, decide un gol di Gatti

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    TORINO (ITALPRESS) – Juventus nuovamente in testa alla Serie A almeno per una notte. Nell’anticipo della 15esima giornata di campionato, i bianconeri hanno superato 1-0 il Napoli all’Allianz Stadium di Torino. Un successo firmato Gatti che ha permesso alla squadra di Allegri di tornare in testa al campionato, in attesa di vedere cosa farà domani l’Inter con l’Udinese, e di tornare al successo contro i campani dopo un digiuno di quattro gare (3 sconfitte e 1 pareggio). Gara subito vivace e Napoli più intraprendente nel primo tempo. La squadra di Mazzarri si è presentata dalle parti di Szczesny con maggior insistenza di quanto quella di Allegri abbia fatto dal lato opposto del campo. Un tiro-cross di Di Lorenzo al 7′ aveva spaventato il portiere bianconero chiamandolo alla parata a terra, ma le grandi chance erano arrivate al 27′ e al 38′: la prima con Kvaratskhelia che, servito da Osimhen, aveva provato a scavalcare Szczesny con un pallonetto finito alto, mentre la seconda era capitata ancora sui piedi di Di Lorenzo che a botta sicura aveva trovato la mano di richiamo del portiere polacco. Nei primi 45 minuti una Juventus piuttosto confusa ci ha invece provato solamente al 18′ quando Vlahovic, servito dalla sinistra da Chiesa, ha calciato a botta sicura un calcio di rigore in movimento murato da Natan e sulla ribattuta McKennie ha tentato la rovesciata trovando però la respinta del portiere Meret in uscita. Partenza decisamente più forte per i padroni di casa in avvio di ripresa: dopo soli quattro minuti dalla ripresa del gioco era stato Vlahovic a stampare la palla sul palo servito da McKennie ma l’arbitro Orsato aveva fermato il tutto per fuorigioco dell’americano, mentre al 6′ nulla ha fermato Gatti che servito sul secondo palo da un cross dalla sinistra di Cambiaso ha sovrastato Rrahmani e con un colpo di testa ha messo la sfera alle spalle di Meret. Al 25′ gol annullato a Osimhen che, servito da Politano su un rinvio sbagliato di Szczesny, era però finito in fuorigioco. Unico sussulto di un Napoli che nel finale ha cercato di aumentare la spinta andando però a sbattere contro il muro eretto dalla difesa bianconera.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Doppio argento europeo Razzetti, argento Quadarella nei 1500

    Doppio argento europeo Razzetti, argento Quadarella nei 1500

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    OTOPENI (ROMANIA) (ITALPRESS) – Tre argenti e un bronzo rappresentano il bottino azzurro al termine della quarta giornata degli Europei di nuoto in vasca corta in svolgimento all’Aquatics
    Complex di Otopeni, in Romania. Grazie a questo bottino, l’Italnuoto si porta a dodici medaglie complessive. Alberto Razzetti è stato il protagonista di giornata con un doppio argento, seguito con la stessa medaglia da Simona Quadarella, mentre il bronzo è stato vinto da Lorenzo Mora. Razzetti è secondo nei 200 misti, migliorando il podio di Kazan 2021 quando fu bronzo. Il 24enne primatista italiano (1’51″54) nuota in 1’53″09. Vince lo scozzese di Glasgow e vice campione olimpico Duncan Scott in 1’50″98, con il lituano Danas Rapsys terzo in 1’53″49. Dopo più di un’ora, l’azzurro si presenta sui blocchi per la finale dei 200 farfalla, non accusa la stanchezza e concede il bis, prendendosi un altro argento, dopo aver tenuto testa fino dieci metri dalla conclusione allo svizzero Noè Ponti – oro nei 100 con record europeo – che si impone in 1’49″71. L’azzurro e campione uscente tocca in 1’50″10. “I 200 misti non sono venuti per niente bene; ho sbagliato qualcosa nel passaggio tra dorso e rana e poi mi sono scomposto nello stile libero, strappando un pò – racconta il ligure – I 200 farfalla invece li ho nuotati come volevo. Credo che senza la finale all’inizio avrei potuto anche vincerli”.
    Dopo quello negli 800, arriva l’argento anche nei 1500 per Simona Quadarella. L’azzurra ha chiuso in 15’37″05, preceduta dalla francese Anastasiia Kirpichnikova in 15’20″12, bronzo per
    l’ungherese Ajna Kesely in 15’51″34.
    Lorenzo Mora, da parte sua, tocca in 50″04 nei 100 dorso, come il romeno Andrei Ungur, con un passaggio in 12″92 nell’ultimo venticinque che lo fa risalire di due posizioni: per l’azzurro fin qui un europeo magico, nel quale è già stato oro con la 4×50 mista e terzo nei 50 dorso.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Perché troppi americani sostengono il “dittatore” Trump

    Perché troppi americani sostengono il “dittatore” Trump

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (ITALPRESS) – Cosa succederebbe se Donald Trump fosse rieletto alla Casa Bianca? La presidenza degli Stati Uniti non è un “business” che debba preoccupare soltanto gli americani. Almeno dal 1945, gli Stati Uniti sono la “nazione indispensabile” del pianeta. Per sciogliere certi nodi e contenere i maggiori pericoli internazionali – come il cambiamento climatico, la riconversione energetica, le migrazioni di massa, la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente – non si può far a meno del coinvolgimento e leadership americana.
    In un celebre libro, scritto agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, Paul Kennedy, storico inglese che insegnava a Yale, sostenne che gli USA, come tutte le grandi potenze mondiali che avevano gestito “imperi”, erano destinati al declino e quindi ad essere sostituiti. La tesi di quel fortunato saggio chiamato “Ascesa e declino delle grandi potenze” è che gli “imperi” devono dedicare nel loro budget una percentuale sempre crescente alla spesa militare e non riuscendo più a contenerla, falliscono…
    Scritto oltre 30 anni fa – tempo troppo breve per “scomunicare” il saggio storico di Kennedy – si ha la tentazione di chiedersi se quello che sta accadendo agli Stati Uniti sia un segnale del loro decadimento. Non perché il “fallimento” sia di tipo economico-finanziario – al contrario secondo certi dati, l’economia americana continua ad avere una buona “performance” – ma di tipo istituzionale.
    Secondo l’accusa in un tribunale federale che sta processando Trump, il 6 gennaio 2021, il Congresso veniva assalito da una folla inferocita che credeva alla menzogna delle “elezioni truccate” in favore di Joe Biden, perché era stata organizzata e aizzata dal 45esimo presidente. Oltre a queste terribili accuse, arrivano le recenti dichiarazioni dello stesso Trump, che non smentiscono ma anzi confermano i sospetti che con il suo ritorno alla Casa Bianca, voglia instaurare una dittatura (solo per un giorno? Per la Prof. Ruth Ben-Ghiat, storica della NYU esperta di regimi dittatoriali, non sono mai esistiti i dittatori a scadenza di 24 ore…). Nonostante tutto ciò, circa il 60% degli elettori repubblicani vuole Trump per la “nomination” del partito.
    Quindi o questi elettori del GOP non credono alle stesse dichiarazioni del loro candidato preferito e, seppur abbia dei progetti “eccentrici” per governare, sono convinti che con la sua rielezione Trump non assassinerebbe la democrazia americana; oppure questa maggioranza di elettori del GOP credono che gli USA abbiano bisogno di una dittatura per risolvere i loro problemi e non soccombere alle sfide mondiali (che loro percepiscono nelle masse di migranti alle frontiere lasciate “aperte”, alla tecnologia informatica che nel mercato del lavoro li mortifica rispetto ai guadagni delle élite, nel tenersi lontani dai conflitti mondiali con un rinnovato “isolamento” americano).
    Mancano meno di tre settimane ai Caucus dell’Iowa (a differenze delle primarie dove il voto è segreto, in queste gruppi di cittadini si riuniscono allo stesso giorno e orario, per discutere tra loro e poi stabiliscono a quale candidato vanno le loro preferenze) e meno di un mese dalle primarie del New Hampshire. Trump, rispetto agli altri contendenti repubblicani rimasti, appare imbattibile a meno di una immediata e improbabile “uscita” dalla corsa di tre candidati. Ormai la scelta su chi tenere cade tra il governatore della Florida Ron De Santis e la ex governatrice della Sud Carolina Nikki Haley (i soldi di Wall Street preferiscono l’ex ambasciatrice all’Onu di Trump), per l’arduo incarico di fermare l’ex presidente che vuol diventare 47esimo degli USA.
    Il cosiddetto “establishment” degli Stati Uniti (l’insieme di interessi-poteri economici, politici, giudiziari, mediatici e dell’industria spettacolo di Hollywood) per cercare di fermare la corsa di Trump verso la riconquista della Casa Bianca, aveva posto le sue speranze sulla “via giudiziaria” (sono ben 4 processi contro Trump in cui si prevede di riuscire ad arrivare alle sentenze ben prima delle elezioni). Accorgendosi che nonostante i guai giudiziari i sondaggi nei confronti di Trump continuano a favorirlo – nel 2015, lo stesso Tycoon dichiarò che avrebbe anche “potuto sparare a qualcuno sulla Quinta Avenue e mi voterebbero comunque” – adesso si accelera nella diffusione a tutti gli americani del “programma” che lo stesso candidato già presidente, in ogni comizio elettorale, enuncia pubblicamente ai suoi elettori. Basta ascoltare certe dichiarazioni “vendicative” di Trump, per accorgersi che neanche Mussolini avrebbe prima del suo incarico a capo del governo “rivelato” così tanto. Eppure anche questo mettere in guardia la maggioranza degli americani del mortale pericolo per la loro democrazia, non sembra finora che si abbiano gli effetti sperati su chi resta pronto a rivotarlo.
    Ma chi sta cercando di capire invece le ragioni del perché milioni di americani preferiscono “il pistolero della Quinta Avenue” a qualsiasi altro candidato? Tra i mandarini del Partito democratico, che per ora sembrano confermare Joe Biden – il presidente che a tre anni dalla sua elezione, nei sondaggi ha l’indice di gradimento più basso mai raggiunto da tutti i presidenti eletti dal dopoguerra – nessuno provvede a dare risposte.
    L’anziano senatore del Vermont, Bernie Sanders, da sempre tocca certi temi che hanno fatto la fortuna elettorale di Trump. Per questo da candidato per la nomination democratica alla Casa Bianca nel 2016 e nel 2020, ebbe un eccezionale consenso. Ma lui resta un “indipendente” (per giunta “socialista”) e non correrà più per nessuna nomination.
    Invece, Robert Kennedy jr, figlio di RFK – senatore ucciso nel 1968 mentre cercava di essere eletto alla Casa Bianca – e nipote del 35esimo presidente JFK, ha molti punti nel programma che sembrano simili a quelli di Trump, senza però il condimento degli attacchi alla Costituzione o alle regole della democrazia. Per questo nei sondaggi RFK jr è in testa ai gradimenti degli americani a livello nazionale, anche se al momento, nella scelta di voto, questi lo vedono per ora al terzo posto con circa il 17%, che per un indipendente è un risultato enorme.
    Non sembra che nessuno tra i contendenti per la nomination repubblicana, né chi governa il Partito Democratico, voglia fare quello che serve per battere Trump.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Via libera Ecofin alla revisione del Pnrr, Meloni “Grande risultato”

    Via libera Ecofin alla revisione del Pnrr, Meloni “Grande risultato”

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    BRUXELLES (ITALPRESS) – Il Consiglio Ue Ecofin ha approvato, sulla base della valutazione positiva della Commissione europea, 13 Pnrr modificati, compreso quello dell’Italia.
    “Dopo il parere positivo della Commissione europea, il Consiglio ha oggi approvato la revisione del PNRR italiano. Un altro grande risultato del Governo che conferma la serietà e l’efficacia del lavoro svolto in questi mesi. Intendiamo proseguire su questa strada, nella consapevolezza che il successo del nostro Pnrr è nell’interesse della Nazione e dei cittadini”, afferma in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Sarafine vince X Factor 2023

    Sarafine vince X Factor 2023

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – E’ Sarafine a trionfare nella finalissima di X Factor 2023, lo Show Sky Original, prodotto da Fremantle. Si fermano a un passo dalla vittoria, in ordine di classifica, gli Stunt Pilots, Il Solito Dandy, Maria Tomba.
    Sarafine è il nome d’arte di Sara Sorrenti, 34enne calabrese d’esportazione che vive a Bruxelles. Cantautrice dallo stile musicale personalissimo, la sua musica è un mix tra elettronica e pop. Scrive, canta, produce, suona tutto in prima persona, per creare una performance completa e unica. Esibizione dopo esibizione ha saputo conquistare tutti trasportando il palco di X Factor in un club, reinterpretando brani come “Eleanor Rigby” dei The Beatles, “Get Up, Stand Up” di Bob Marley and The Wailers, “Tutto il resto è noia” di Franco Califano fino al suo inedito “Malati di Gioia”.
    Ad aprire la serata è stato il duetto tra la conduttrice Francesca Michielin e il super ospite della serata Gianni Morandi: si sono esibiti sulle note di un classico come “Un mondo d’amore”.
    Morandi poi è tornato sul palco portando un medley di alcuni dei suoi più grandi successi – “Una Vita Che Ti Sogno”, “Se Perdo Anche Te”, “In Ginocchio da Te”, “Apri Tutte Le Porte” – prima di improvvisare “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” e “Scende la pioggia”, tre pezzi leggendari cantati insieme ai tre giudici Dargen, Ambra e Fedez, facendo ballare e cantare tutto il pubblico che lo ha omaggiato con una standing ovation.
    La serata, divisa in 3 manche, è entrata nel vivo, prima con i rispettivi Best Of dei finalisti, poi nella seconda manche con 4 straordinari duetti dove ogni concorrente si è esibito affiancato da un ospite: Sarafine con gli Ofenbach sulle note di “Overdrive”, Maria Tomba con Myss Keta hanno cantato “Pazzeska”, gli Stunt Pilots con Omar Pedrini su “Sole spento” e Il Solito Dandy con Francesco Gabbani su “Viceversa”.
    A chiusura, nell’ultima manche prima del verdetto finale, è arrivato il momento degli inediti, già disponibili sulle piattaforme digitali, pubblicati per Warner Music Italy: Stunt Pilots con “Imma Stunt”; Il Solito Dandy con “Solo tu”, Sarafine con “Malati di Gioia” e Maria Tomba con “Crush”.
    Il gran finale ha visto finalmente lo svelamento della classifica con la proclamazione del vincitore. E una pioggia di coriandoli ha travolto Sarafine e il suo giudice Fedez.

    – Foto ufficio stampa Sky – credit Virginia Bettoja –

    (ITALPRESS).

  • Pioli “Cerchiamo continuità. Quarto posto? Vogliamo di più”

    Pioli “Cerchiamo continuità. Quarto posto? Vogliamo di più”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Mancano ancora troppe partite per poter fare delle classifiche definitive: in campionato non può mancare la continuità ed è quello che stiamo cercando. Domani abbiamo un’altra grande opportunità, bisogna dare continuità: l’obiettivo minimo è arrivare tra le prime quattro, ma vogliamo fare qualcosa in più”. A dirlo Stefano Pioli in conferenza stampa alla vigilia di Atalanta-Milan. Quella bergamasca “lotterà fino alla fine per i primi quattro posti. E’ una squadra completa, ha avuto difficoltà nelle ultime partite ma ha presenza, organizzazione, centrocampisti che segnano, servirà una prestazione di alto livello per poter vincere”, ha aggiunto il tecnico rossonero. “Di Gasperini ammiro la coerenza dal punto di
    vista tattico, il fatto di aver sempre dato identità alle proprie
    squadre, di andare avanti per la sua strada. Non gli ruberei
    niente, ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e le proprie
    idee, ma è un collega che stimo molto”. De Keteleare “ha qualità, è sicuramente un giocatore di prospettiva, e se dovesse giocare domani è da seguire”. Per Rafael Leao “decideremo oggi dopo l’allenamento” se sarà convocato. “Ha raggiunto picchi di intensità buoni”, mentre Simon Kjaer “ha superato il problema muscolare, ma ancora non è pronto”.
    “Io capro espiatorio? No, sono l’allenatore del Milan e come tale ho responsabilità, oneri e onori. Non mi sento nè eroe nè vittima, mi sento uno che cerca ogni giorno di fare un ottimo lavoro e di mettere nelle condizioni la propria squadra di rendere al massimo”. “Okafor? Non rientra domani”

    – foto LivePhotoSport –

    (ITALPRESS).