Autore: ItalPress

  • Renault annuncia otto nuovi veicoli

    Renault annuncia otto nuovi veicoli

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Renault è la Marca di auto francesi più venduta al mondo, con il 43% delle vendite sui mercati internazionali, ossia 634.124 unità nel 2022. Sempre nello stesso anno, la metà della Top 10 dei mercati più importanti di Renault era extraeuropeo: Brasile (2°), Turchia (4°), India (5°), Corea del Sud (8°) e Colombia (9°). A livello di produzione, Renault è da tempo presente in varie regioni del mondo, con un alto livello di integrazione locale. Fin dagli anni 1950, Renault ha capito quanto fosse importante produrre localmente, vicino ai propri clienti. Ad esempio, dal 1955, lo stabilimento Santa Isabel, situato a Còrdoba in Argentina, produce veicoli destinati soprattutto al mercato sudamericano. Renault vanta rapporti storici e fedeli con una rete di oltre 4.000 concessionari extraeuropei. La Marca ha rafforzato la sua presenza sui mercati internazionali con tre centri di ingegneria e quattro centri design, di cui uno in Brasile. Oggi sono 35.000 i dipendenti di talento che lavorano per la Marca Renault al di fuori dell’Europa.
    Renault non si limita ad aprire un nuovo capitolo a livello internazionale. C’è un vento nuovo che soffia, generato dalla Renaulution, grazie al lancio di otto nuovi prodotti entro il 2027. Quest’offensiva, in cui Renault ha investito 3 miliardi di euro, consentirà alla Marca di migliorare la performance in queste regioni storiche di fondamentale importanza. Renault punta a raddoppiare, nel 2027, il fatturato unitario per veicolo venduto al di fuori dell’Europa rispetto al 2019. Come ha fatto in Europa, la Marca bilancerà il mix dei segmenti anche a livello internazionale, grazie all’offensiva basata su cinque nuovi prodotti dei segmenti C e D. Nel frattempo, consoliderà anche le sue posizioni sul segmento B, con la commercializzazione di Kardian prevista per l’anno prossimo in America Latina e Marocco. Un altro punto chiave del piano, noto come International Game Plan 2027 della Marca Renault, è la riduzione delle emissioni di CO2 dei futuri veicoli, che avverrà innanzitutto grazie all’ibridazione della futura gamma di prodotti, ma anche al lancio commerciale dei modelli E-Tech Electric in vari Paesi extraeuropei, proprio come è accaduto per Mègane E-Tech Electric già lanciata in Brasile e Turchia. Renault intende, infatti, vendere un veicolo su tre in versione ibrida o elettrica al di fuori dell’Europa entro il 2027.
    ‘Mentre il rinnovamento dei nostri prodotti porta i suoi frutti in Europa, ci accingiamo a rendere la Marca più mondiale e redditizia. Renault passa quindi all’offensiva sui mercati internazionali con il lancio di otto nuovi veicoli entro il 2027, basati su un numero ridotto di piattaforme, condivise tra le varie regioni, in modo da consolidare le nostre sinergiè ha dichiarato Fabrice Cambolive, CEO della Marca Renault. Per essere ancora più competitiva e rafforzare al massimo le sinergie a livello internazionale, Renault adatterà il suo catalogo avvalendosi della nuova piattaforma modulare a vocazione mondiale del Gruppo Renault. Questa piattaforma, che sarà assemblata in quattro regioni industriali (America Latina, Turchia, Marocco e India) e che dispone di un’architettura regolabile e flessibile, consente di variare diversi parametri: Lunghezza dei veicoli, tra i 4 e i 5 metri. Passo, con 4 possibili misure da 2,60 a 3 metri; 3 unità posteriori, con 3 lunghezze diverse. Energia e nuovi gruppi motopropulsori, per una maggiore efficienza nei consumi e nelle emissioni di CO2: termici, flex fuel (E85), GPL, mild hybrid advanced 48v, full hybrid, il tutto con trazione anteriore o integrale.
    Questa piattaforma super-flessibile permetterà di offrire ai clienti carrozzerie e silhouette molto diverse. Per apprezzare tutto lo spettro dei veicoli basati sulla nuova piattaforma del Gruppo Renault, basta dare un’occhiata a Kardian, il SUV compatto del segmento B, e a Niagara Concept, il pick-up dotato di nuova tecnologia di motorizzazione E-Tech hybrid 4×4. La nuova piattaforma potrà contare anche su un’architettura elettrica ed elettronica di ultima generazione, compatibile con tutte le normative attuali e del prossimo futuro. ‘L’architettura stessa della nuova piattaforma modulare del Gruppo Renault è estremamente flessibile e competitiva. Ci consentirà di offrire ai nostri clienti, in tutto il mondo, modelli che vantano grande valore, efficienza e tecnologie pertinenti. E’ una risorsa che ci consente di distinguerci e passare all’offensiva mondiale, grazie ad una gamma di veicoli diversificati. Questi prodotti proporranno un design fedele alla nuova identità della Marca Renault, tecnologie di motorizzazione adatte alle esigenze individuali e a basso consumo di carburante e prestazioni che promuovono il piacere di guida, il comfort e una vita a bordo di alto livello, tutti elementi che fanno parte integrante del DNA della nostra Marcà dice Bruno Vanel, VP Renault Brand, Product Performance
    La piattaforma CMA – Compact Modular Architecture – nasce dalla partnership siglata tra il Gruppo Renault e Geely Holding Group nel 2022. Fungerà da base per i veicoli alto di gamma destinati ai segmenti D ed E, nelle versioni a trazione anteriore ed integrale, dotati in particolare di motorizzazioni ibride. Questi veicoli saranno progettati dal centro di ingegneria di Seul e prodotti presso lo stabilimento di Busan. Il primo veicolo di Renault Korea Motors sviluppato su questa piattaforma sarà presentato alla fine del primo semestre 2024.
    Con Niagara Concept, Renault apre un nuovo capitolo della sua storia sui mercati internazionali, portando una ventata di aria fresca e modernità. Dotata di fortissima personalità, linee esuberanti e decisamente moderne, questa concept-car preannuncia lo stile della futura gamma di veicoli Renault basata sulla nuova piattaforma modulare del Gruppo Renault. Niagara Concept è, al tempo stesso, robusta e potente, sofisticata e ricca di tecnologie. Invita al viaggio senza limiti.
    Con le sue curve generose e i dettagli cesellati, incarna i valori di Renault e riflette il suo nuovo linguaggio stilistico, al contempo emozionale e tecnologico. La calandra è tanto robusta quanto contemporanea, scolpita come una forma minerale con un esclusivo effetto 3D. Riporta la scritta Renault per esteso con una finitura di tipo ‘pixel art’, che trae fortemente ispirazione dalla cultura pop. La firma luminosa, a forma di sopracciglia, è vivace, espressiva e decisamente tecnologica. Con il frontale dotato di prominenti ski di protezione, l’altezza libera dal suolo accentuata, le sospensioni a corsa lunga e ampi angoli di dosso all’anteriore e al posteriore, Niagara Concept mostra subito tutto il suo potenziale per affrontare le condizioni stradali più estreme. Racchiude anche i codici più eloquenti del mondo dei pick-up. Il frontale è verticale e imponente, con un carattere possente. Le spalle larghe accompagnano i contorni della parte superiore della scocca, evidenziando la robustezza del veicolo. Nella parte posteriore, il tetto spiovente seguito dall’inclinazione pronunciata del montante del finestrino conferiscono dinamicità e sportività.
    Niagara Concept è ricoperta con un camouflage che si ispira alle linee e ai motivi del logo della Marca. La veste grafica sottolinea la versatilità del veicolo: il verde rimanda all’avventura, il giallo alla sportività, il grigio chiaro alla tecnicità, il tutto su uno sfondo nero che evoca potenza. ‘Incarna lo stile della futura gamma internazionale di Renault. Robusta e potente, con linee marcate ed esuberanti, questa concept-car sperimentale è anche sofisticata e ricca di tecnologie. Per viaggi senza limitì dice Gilles Vidal, VP Renault Design. Basata sulla nuova piattaforma super-flessibile del Gruppo Renault, Niagara Concept offre un ottimo comfort di guida. Ha una motorizzazione efficiente, grazie alla tecnologia E-Tech Hybrid 4×4 e ad un duplice adattamento tecnico: da una parte, il passaggio alla motorizzazione mild hybrid advanced (48 v) nella parte anteriore e, dall’altro, un motore elettrico supplementare a livello di retrotreno. Niagara Concept è quindi un modello a trazione integrale, ottimizzato per le prestazioni da fuoristrada. Questa motorizzazione permette di compiere la metà dei percorsi quotidiani in modalità 100% elettrica, con una significativa riduzione delle emissioni di CO2. Renault Niagara Concept preannuncia i futuri modelli di serie internazionali che saranno lanciati entro il 2027.

    foto: ufficio stampa Renault Group Italia

    (ITALPRESS).

  • La Lazio crolla a Rotterdam, il Feyenoord vince 3-1

    La Lazio crolla a Rotterdam, il Feyenoord vince 3-1

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – La Lazio esce sconfitta dal De Kuip di Rotterdam, il Feyenoord non lascia diritto di replica e vince 3-1 nella terza giornata di Champions League. L’eroe della serata è Gimenez, autore di una doppietta, nel mezzo la rete di Zerrouki a fine primo tempo, poi il gol della speranza di Pedro su rigore nel finale. L’attaccante argentino, naturalizzato messicano, si conferma l’incubo dei romani: tre incroci e cinque gol. Sin dall’avvio di partita la squadra di Sarri soffre e rischia, sarebbe anche già sotto di un gol al 25′ se il Var non avesse annullato l’autogol di Hysaj per fuorigioco di Gimenez. L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è da incubo. Al 31′ Gimenez ha più fortuna e, con l’errore in disimpegno di Casale, segna l’1-0. Il Feyenoord reclama un calcio di rigore ma si consola presto con il raddoppio. Al 47′ Steng serve Zerrouki che di prima intenzione firma il 2-0. L’unica palla gol biancoceleste è di Luis Alberto. La Lazio soffre ancora nella ripresa sulla chance divorata di Peixao e del solito Gimenez, Sarri cala l’asso Castellanos: staffetta annunciata con Immobile, al rientro da titolare dopo l’infortunio.
    L’argentino ha subito una grande occasione, che avrebbe potuto sfruttare meglio. Finalmente all’ora di gioco si inizia a vedere la Lazio eppure è il Feyenoord a sfiorare il tris con Hartman. Lo trova al 74′ con la doppietta di Gimenez, dopo il miracolo di Provedel su Timber. Sembra il gol che chiude la partita. Ma i biancocelesti ritrovano speranza all’83’ con il calcio di rigore segnato da Pedro, guadagnato da Castellanos per fallo di Lopez. Nel finale le parate di Bijlow mantengono le distanze e la squadra di Slot sale a quota 6 nel girone, superando proprio la Lazio ferma a 4 punti. Prima sconfitta in Champions per la squadra di Sarri, che adesso dovrà battere gli olandesi all’Olimpico.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Messina “Da Intesa Sanpaolo piano da 1,5 mld contro le disuguaglianze”

    Messina “Da Intesa Sanpaolo piano da 1,5 mld contro le disuguaglianze”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Oggi ho potuto esporre al Consiglio di Amministrazione della Banca il nostro programma a contrasto delle disuguaglianze e a favore dell’inclusione finanziaria educativa e sociale, un programma di 1,5 miliardi di euro negli anni tra il 2023 e il 2027 considerando gli importi destinati alle iniziative e quelli relativi ai costi delle strutture a supporto delle iniziative stesse. Intesa Sanpaolo è una delle banche più solide a livello europeo: è la forza del nostro bilancio, unita alla sensibilità di Intesa Sanpaolo e delle sue persone nei confronti delle comunità in cui opera, a permettere la realizzazione del principale programma per il sociale promosso nel Paese da un soggetto privato”. Lo ha annunciato Carlo Messina ceo di Intesa Sanpaolo. “La nostra attenzione, la nostra sensibilità nei confronti della comunità non nascono oggi; sono parte essenziale delle radici del nostro gruppo. Nell’ultimo decennio abbiamo articolato in maniera sempre più ampia il nostro programma a favore dell’inclusione finanziaria, educativa e sociale; in particolare tra il 2018 e il 2022 il programma ha raggiunto una dimensione pari a 1 miliardo di euro. Del forte aumento delle disuguaglianze nel paese e del nostro programma parleremo domani, nel corso nella giornata organizzata a Brescia, la città dove troverà sede la nostra nuova unità organizzativa “Intesa Sanpaolo per il Sociale”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Netanyahu “Ci stiamo preparando per l’invasione di terra a Gaza”

    Netanyahu “Ci stiamo preparando per l’invasione di terra a Gaza”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – “Ci stiamo preparando per un’invasione di terra a Gaza. Non posso dare al momento ulteriori dettagli, il tempismo sarà deciso in base al consenso”. A dirlo il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio alla nazione. “Ci sono circa 200 ostaggi nelle mani di Hamas, stiamo facendo tutto il possibile per riportarli a casa”, ha aggiunto.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Neoplasie linfoproliferative, studi su impatto e gestione del paziente

    Neoplasie linfoproliferative, studi su impatto e gestione del paziente

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – In occasione della XVI edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment (SiHTA), ha avuto luogo il simposio promosso da BeiGene, azienda biotecnologica globale, dal titolo ‘Il burden economico della Macroglobulinemia di Waldenstrom (MW) e della Leucemia Linfatica Cronica (LLC) e stima del potenziale impatto organizzativo legato alla gestione multidisciplinare dei pazientì. Al simposio interattivo sono intervenuti Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria e Microeconomia, Direttore EEHTA-CEIS, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergatà e Presidente SiHTA, ed Eugenio Di Brino, Co-founder & Partner di Altems Advisory, Università Cattolica del Sacro Cuore, sull’impatto di queste malattie onco-ematologiche sul Servizio Sanitario Nazionale e quanto sia fondamentale ottimizzare la presa in carico dei pazienti anche tramite l’implementazione di Team multidisciplinari.
    Entrambe le neoplasie linfoproliferative rientrano nella categoria dei linfomi non Hodgkin: la Macroglobulinemia di Waldenstrom (WM), un raro tumore del sangue, colpisce ogni anno circa 250 persone in Italia, rappresentando circa il 2% di tutti i linfomi non-Hodgkin ed ha in genere una progressione lenta dopo la diagnosi. La Leucemia Linfatica Cronica (LLC), una delle forme di leucemie più frequenti negli adulti, è una neoplasia spesso indolente che si sviluppa lentamente. Pertanto, molti pazienti potrebbero non aver bisogno di un trattamento immediato. Circa due terzi dei pazienti affetti richiedono, alla diagnosi o in un momento successivo, il trattamento con una terapia sistemica e la maggior parte di essi viene sottoposta a più di una linea di trattamento.
    Queste patologie sono quindi malattie dalle caratteristiche croniche, che interessano perlopiù soggetti anziani, e che di frequente quindi si associano anche a numerose comorbidità, che ne rendono la presa in carico particolarmente più complicata.
    Proprio su questi aspetti si è soffermato lo studio presentato da Eugenio Di Brino, che ha analizzato il possibile impatto che un approccio multidisciplinare avrebbe rispetto all’attuale modello di gestione dei pazienti affetti da queste patologie.
    L’analisi, che ha preso in considerazione 4 Centri ematologici italiani, ha permesso di identificare le maggiori criticità esistenti nel percorso di cura dei pazienti affetti dalle patologie in esame: per la Macroglobulinemia di Waldenstrom l’assenza di armonizzazione dei criteri diagnostici e di uniformità dei criteri di eleggibilità ai trattamenti disponibili, e la mancanza di omogeneità sul territorio nazionale; per la Leucemia Linfatica Cronica la mancanza di studi di confronto diretto tra i diversi trattamenti disponibili, che complica la scelta terapeutica ottimale, la variabilità nelle risposte al trattamento e l’influenza di fattori logistici, come l’accessibilità delle strutture sanitarie ai pazienti.
    Si evince quindi come tali patologie necessitino di una maggiore attenzione e sensibilizzazione. Data la loro cronicità e complessità risulta anche di fondamentale importanza valutarne l’impatto economico sociale che è quanto ha realizzato il Professor Francesco Saverio Mennini attraverso l’analisi di dati di costi diretti sanitari e indiretti sostenuti oggi in Italia, per la gestione di queste patologie tratti da fonti nazionali appropriate.
    Nel complesso, l’analisi ha stimato una media di 7.568 pazienti ospedalizzati ogni anno per le patologie considerate, con la maggioranza dei pazienti ricoverati con LLC (87%) contro il 13% della WM. Il peso economico totale stimato per le due patologie è pari ad oltre 317,5 milioni annui corrispondente ad una media per paziente di oltre 41 mila (con circa 256 milioni annui dovuti alla LLC e circa 62 alla WM). La principale voce di spesa rappresentata dai costi diretti è pari all’82% della spesa complessiva, mentre i costi indiretti rappresentano il 18% e derivano dalle prestazioni previdenziali e assistenziali erogate ai pazienti, anche attraverso indennità di accompagno e invalidità, che comportano un aggravio di costi sociali, ad esempio per le ore di lavoro perse da parte del paziente stesso, trattandosi di pazienti anziani ma spesso ancora in età lavorativa o da parte dei caregiver che li affiancano.
    ‘L’analisi dei costi sostenuti attualmente per queste malattie onco-ematologiche ha rivelato un quadro significativamente impattante sul Sistema Sanitario Nazionale, mettendo in evidenza la necessità di una ottimizzazione nella gestione di questi pazienti – ha commentato il Professor Mennini – Anche grazie alla disponibilità di terapie sempre più avanzate, per questo tipo di malattie onco-ematologiche si può iniziare a parlare di cronicizzazione, per cui è fondamentale poter garantire una presa in carico ottimale di questi pazienti, sia per garantire loro un miglioramento della qualità di vita sia per assicurare la sostenibilità del sistema con adeguato utilizzo delle risorse a disposizionè.
    La ricerca di ALTEMS condotta dal professor Di Brino è andata proprio ad indagare come l’approccio di un team multidisciplinare permetta di ottimizzare gli esiti dei pazienti e gli aspetti organizzativi ed economici in questo setting di patologie. Le motivazioni principali che valorizzano l’implementazione del lavoro in un team strutturato per la diagnosi e la presa in carico di questi pazienti vanno nella direzione di migliorare alcune delle criticità sopra elencate, come ad esempio, poter arrivare ad una valutazione accurata dei pazienti essendo in età avanzata, armonizzare i criteri diagnostici e uniformare quelli di eleggibilità ai trattamenti, migliorare i processi di logistica, la gestione degli eventi avversi e la collaborazione tra i professionisti sanitari.
    L’analisi ha valutato, attraverso l’ascolto dei professionisti sanitari dei 4 Centri coinvolti nell’indagine, quale potrebbe essere l’organizzazione ottimale per la gestione di questi pazienti in un approccio multidisciplinare, con un team in cui l’ematologo è affiancato da altri specialisti come cardiologo, neurologo, farmacista ospedaliero, geriatra, ma anche figure di supporto come il farmacologo, il nefrologo, il radiologo e il reumatologo. Questo permetterebbe sicuramente di seguire meglio il paziente nell’intero percorso di cura ma anche di supportare l’ematologo, che spesso nella pratica clinica si ritrova ed essere solo nella gestione di questi pazienti, che hanno tutta una serie di comorbidità associate da gestire nel modo migliore.
    Sono state identificate alcune modalità di funzionamento del team per poter efficientare il lavoro, come la programmazione di riunioni una volta al mese con la discussione di 10 casi clinici. Tutti gli specialisti dovrebbero prepararsi alla riunione effettuando un pre-reading dell’agenda che si andrà a discutere (impiegando circa 30 min) e con una tempistica media di discussione per ciascun caso di 12 minuti. Si è stimato un valore annuo di costo orario di circa 58.000 euro per il lavoro di un tumour board, che risulta essere il 6% delle risorse economiche del personale sanitario investite. Il maggior peso è rivestito dalla fase di preparazione della riunione, che può però essere migliorato efficientando i canali di comunicazioni esistenti, ad esempio un’unica mail o piattaforme di condivisione clinica.
    Nell’analisi sono anche stati ipotizzati alcuni indicatori utili per misurare la performance del Team multidisciplinare così strutturato sugli esiti di salute come la risposta al trattamento, l’aderenza terapeutica, il tempo di diagnosi, il numero di accessi al pronto soccorso e l’incidenza di complicanze.
    ‘Dall’analisi di Altems Advisory è emerso che destinando una piccolissima quota parte delle risorse in termini di tempo del personale sanitario all’applicazione dei team multidisciplinari si può migliorare notevolmente la gestione del paziente, apportando notevoli benefici non solo all’outcome delle terapie ma anche benefici in termini di efficienza organizzativa per le strutture sanitarie – ha affermato Eugenio Di Brino, Co-Founder & Partner di Altems Advisory, spin-off dell’Università Cattolica – Sicuramente un altro fattore di miglioramento per la presa in carico di questi pazienti è il poter favorire l’integrazione tra ospedale e territorio, data la sempre più elevata tendenza alla cronicizzazione per questi pazienti, grazie alle nuove terapie disponibili. Il sistema deve farsi quindi trovare pronto per agevolare questa integrazione, affinchè si eviti che una gestione non controllata delle cronicità abbia negativi impatti sull’intero sistemà.
    Alla luce delle analisi condotte emerge quindi l’importanza di prioritizzare patologie onco-ematologiche come la Macroglobulinemia di Waldenstrom e la Leucemia Linfatica Cronica e dare la giusta centralità ai pazienti affetti da queste patologie, che sono spesso già fragili a causa dell’età avanzata e delle patologie associate, attraverso l’implementazione di un percorso di cura ottimale, ed omogeneo sul territorio nazionale.
    -foto xl3-
    (ITALPRESS).

  • Tajani “La protezione degli italiani a Gaza è una priorità”

    Tajani “La protezione degli italiani a Gaza è una priorità”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “La protezione dei cittadini italiani a Gaza è una nostra priorità. Nella Striscia sono presenti 14 connazionali, di cui 7 con passaporto italiano e 7 con doppio passaporto italiano e palestinese. Con loro ci sono anche cinque familiari palestinesi che fanno parte del gruppo per il quale stiamo lavorando”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel question time alla Camera. “Siamo in costante contatto con loro” e “lavoriamo per farli uscire da Gaza non appena se ne presenterà la possibilità: la nostra ambasciata al Cairo sarà pronta ad accoglierli dall’altra parte del valico di Rafah”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Scossa di terremoto di magnitudo 4.2 in provincia di Rovigo

    Scossa di terremoto di magnitudo 4.2 in provincia di Rovigo

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Un terremoto di magnitudo ML 4.2 è avvenuto in provincia di Rovigo, a ad un km ad est di Ceneselli ad una profondità di 8 km. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma. La scossa è stata avvertita anche in altre città del Veneto e in Emilia Romagna.

    Foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • Intesa Sanpaolo, in Sardegna il “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”

    Intesa Sanpaolo, in Sardegna il “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    CAGLIARI (ITALPRESS) – E’ approdato in Sardegna il “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato all’innovazione digitale delle aziende artigiane, del commercio, del turismo e della ristorazione, partito da Torino il 21 settembre scorso. Una delegazione della Direzione regionale guidata da Stefano Cappellari ha fatto visita all’azienda sarda premiata: l’Edilizia Balia di Carbonia. Si tratta di una piccola impresa a conduzione familiare, attiva nel commercio al dettaglio di materiali edili, ferramenta, idraulico ed elettrico, che ha saputo dare un’impronta digitale al proprio business, dalla promozione social alle vendite online.
    L’edilizia, come tutti i vincitori, ha ricevuto una targa di merito e l’opportunità di essere affiancata in un percorso di visibilità e sviluppo, che comprende l’offerta di servizi su misura e formazione.
    “Digitalizziamo” vuole infatti far emergere le piccole eccellenze presenti nelle città e nei centri minori che rappresentano la più tipica anima imprenditoriale dei territori italiani L’iniziativa si inquadra nelle attività previste dal piano nazionale Crescibusiness, lanciato dal Gruppo guidato da Carlo Messina a fine 2022 per sostenere proprio questa tipologia di aziende, tra le più colpite dagli effetti della crisi energetica e dell’impatto inflattivo. Sono stati stanziati 5 miliardi di euro per progetti di digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo dell’attività commerciale, oltre al rimborso delle commissioni sui micropagamenti POS, con ampio anticipo rispetto a tutti gli altri operatori.
    L’Edilizia Balia è tra le 120 aziende selezionate in tutta Italia sulla base di oltre 2000 candidature.
    Sono state scelte in virtù di una digitalizzazione dei processi interni, dei canali di vendita, della comunicazione di attività promozionali, delle iniziative di fidelizzazione, per la presenza web e social o per la digitalizzazione dei sistemi di pagamento e dei rapporti bancari.
    Grazie al supporto dei partner del programma: Alkemy, Cerved, Deloitte, Nexi e Visa, le aziende selezionate saranno supportate da Intesa Sanpaolo anche nel perseguimento di obiettivi in chiave ESG. La svolta digitale svolge un ruolo importante anche nel ridurre l’impatto ambientale. Il minore utilizzo della carta, i servizi a distanza, i pagamenti digitali sono infatti determinanti nel semplificare e contenere i processi impattanti.
    Per Stefano Cappellari, Direttore Regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo, “con questa iniziativa abbiamo voluto dare un segnale di attenzione ad un universo variegato e molto importante per l’economia del territorio, quello delle micro e piccole imprese. Siamo usciti simbolicamente dalla filiale per avvicinarle nella loro quotidianità, ma è solo il primo passo di un rapporto che continuerà nel tempo per costruire assieme un futuro, anche con il supporto del digitale. In Sardegna i nostri gestori seguono circa 24.600 micro e piccole aziende. Le loro storie sono esemplari, per questo abbiamo voluto raccontarne alcune che siano di stimolo per tutti. Il messaggio è che usando bene le grandi potenzialità del digitale si può recuperare competitività, crescere e creare nuova occupazione”.

    – foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
    (ITALPRESS).

  • Women Value Company, premiate donne e imprese che guardano al futuro

    Women Value Company, premiate donne e imprese che guardano al futuro

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    NAPOLI (ITALPRESS) – Dopo Firenze, si è svolto a Napoli presso le Gallerie d’Italia il secondo evento conclusivo del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, organizzato dal Gruppo bancario in collaborazione con Fondazione Marisa Bellisario. Presenti 26 aziende provenienti dalle regioni del Centro Sud Italia (Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia). L’iniziativa, giunta quest’anno alla settima edizione, è riconosciuta come categoria speciale del Premio Marisa Bellisario ed è dedicata alla valorizzazione dell’imprenditoria al femminile e delle aziende che investono sull’uguaglianza di genere e sul welfare aziendale.
    Anche quest’anno numerose le candidature pervenute da tutta Italia, oltre 1.200, tra le quali sono state selezionate le due vincitrici del premio nazionale Mela d’Oro Women Value Company Intesa Sanpaolo.
    A queste si sono aggiunte le imprese selezionate per le menzioni speciali in ambito “Donne Innovatrici”, “Donne per l’Estero” e “Donne per il Sociale”.
    Durante l’evento napoletano sono intervenute Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, e Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, oltre all’intervento della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.
    Quest’anno il premio Women Value Company Intesa Sanpaolo ha visto la partecipazione più numerosa dal suo esordio, forte di una sempre maggior sensibilità ai temi dell’inclusione e della valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questo motivo Intesa Sanpaolo e Fondazione Marisa Bellisario hanno voluto organizzare tre momenti di incontro con tutte le 100 aziende vincitrici, oltre a celebrare alcune di esse con una menzione speciale, coerente con le missioni del PNRR ed esempi di eccellenza per cultura aziendale inclusiva, offrendo importanti spunti di riflessione sulle sfide delle strategie aziendali e su misure/strumenti del PNRR per valorizzare l’imprenditoria in rosa.
    Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche emerge come nel 2022 l’Italia si collochi all’ultimo posto tra i paesi europei per tasso di attività femminile (56,4%, 13 punti in meno rispetto alla media UE27). Su questo risultato pesano soprattutto i ritardi delle regioni del Mezzogiorno. Se l’Italia si allineasse al valore medio europeo di attività femminile, significherebbe un incremento di 2,4 milioni nella forza lavoro (+10%), con effetti positivi sulla crescita del PIL. Anche le imprese possono contribuire ad aumentare il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro attraverso una serie di interventi e strategie. Le imprese che hanno aderito a questa edizione di Women Value Company hanno mostrato una forte attenzione alla valorizzazione dei dipendenti con un mix articolato di iniziative, con ai primi posti i temi della formazione e della conciliazione tra vita professionale e famiglia. Spiccano per l’adozione di queste iniziative le imprese a guida femminile. Attenzione al capitale umano e alla sostenibilità emergono come due elementi strettamente correlati: le imprese con un profilo più evoluto per la gestione del capitale umano mostrano una maggior propensione a investire in sostenibilità. Le imprese con un’attenzione maggiore a queste tematiche hanno registrato negli ultimi anni una migliore evoluzione in termini di crescita del fatturato ma anche della produttività del lavoro, a dimostrazione di come il capitale umano ed il suo benessere siano sempre di più un fattore strategico vincente.
    Tematiche al centro degli eventi di Firenze, Napoli e Milano durante i quali avviene l’assegnazione della Menzione speciale – Donne per l’Estero, della Menzione speciale – Donne per il sociale e Menzione speciale – Donne per l’innovazione.
    Gli incontri territoriali seguono la cerimonia nazionale di consegna della «Mela d’Oro» Women Value Company Intesa Sanpaolo avvenuta a Roma in occasione della premiazione della 35^ edizione Premio Marisa Bellisario. Le imprenditrici a cui è stata assegnato il prestigioso riconoscimento sono Nunzia Giunta, Amministratore Delegato di UOMO E AMBIENTE (categoria Piccole Imprese), e a Sabrina Paola Secli, CEO di SPS Manifatture (categoria Medie Imprese).
    La discussione “Donne e imprese che guardano al futuro” dedicata ai temi dell’innovazione, supporto della nuova imprenditoria femminile e difesa della parità di genere al centro delle grandi sfide globali, ha offerto l’occasione per sviluppare il tema della diversity. Non solo in termini di genere ma anche di esperienze, e dato spazio a spunti e riflessioni sulle nuove sfide delle strategie aziendali a partire da sostenibilità, digitalizzazione, innovazione tecnologica, capitale umano e formazione come fattori abilitanti alla crescita delle imprese in particolare al femminile, anche alla luce delle missioni e degli strumenti del PNRR destinati all’inclusione e alla coesione sociale, con l’assegnazione di specifici fondi alle politiche per il lavoro e alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questa ragione, al dibattito è prevista la presenza di imprenditrici che hanno avviato nuove start up innovative, come segnale della capacità di investire in nuove tecnologie orientate in particolare alla sostenibilità, e giovani studentesse che sono pronte ad affrontare nuovi percorsi lavorativi, facendo leva su formazione di alto livello.
    Il prossimo incontro territoriale del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo si svolgerà a Milano il prossimo 22 novembre e sarà dedicato alle 38 imprese selezionate del Nord Italia.
    «Ringrazio ancora una volta Intesa Sanpaolo per aver reso possibile questa splendida iniziativa e le aziende selezionate per il grande contributo che danno all’economia dei loro territori e alla diffusione di una cultura di parità – afferma Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. Il loro modello di gestione ci conferma che investire sulle donne, valorizzare le loro competenze, favorire la loro crescita professionale sono tutte scommesse vincenti. Con Women Value Company premiamo l’impegno, l’equità e la lungimiranza di tante piccole e medie imprese italiane perchè il loro modello di crescita inclusiva e sostenibile diventi un esempio per tutte le nostre realtà produttive».
    «Condividiamo il progetto Women Value Company con Fondazione Marisa Bellisario ormai da sette anni per essere al fianco di imprenditrici orientate all’equità di genere e alla valorizzazione di talento e merito come leve per il successo della loro azienda – sottolinea Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. A questo tipo di PMI è destinato nuovo credito per un miliardo di euro nell’ambito dei finanziamenti previsti dal Gruppo per le imprese, finalizzati a stimolare ulteriormente l’imprenditoria a guida femminile e facilitarne anche l’accesso ai fondi del PNRR per investire in benessere, welfare e formazione dei propri dipendenti».
    Le 100 PMI vincitrici sono per il 70% Piccole Imprese e per il 30% Medie Imprese, distribuite per il 37% nel Nord Italia, il 38% nel Centro e il 25% al Sud. Il 91% ha avviato iniziative volte a conciliare vita professionale e vita personale dei dipendenti (smart working, asili, flessibilità, mensa, permessi, agevolazioni trasporto). L’80% ha attivato iniziative volte ad incrementare il benessere dei dipendenti (premi, benefit, assistenza sanitaria, agevolazioni tempo libero e genitorialità). 15 PMI hanno già ottenuto o fatto domanda per ottenere la certificazione per la parità di genere.
    La VII edizione conferma che investire sulle persone e il loro benessere, sul welfare e sulla formazione genera un contesto favorevole per la crescita dell’impresa e del business: il 96% ha stimato il fatturato in aumento o stabile (YoY); il 62% ha avviato e/o consolidato attività di export e internazionalizzazione; oltre la metà (53%) sono PMI costituite dal 2000 in poi (di cui 19 startup o neoimprese); manifatturiero, sanità, commercio e servizi i settori più rappresentati.
    L’edizione 2023 di Women Value Company è strettamente connessa alle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, nell’ambito degli obiettivi di inclusione, destina azioni e risorse per favorire l’aumento della partecipazione delle donne al mondo del lavoro, in particolare con il supporto all’attività imprenditoriale femminile. Intesa Sanpaolo innalza il plafond a un miliardo di euro di credito per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile e massimizzare il contributo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. La Banca supporta le imprese femminili che avviano una nuova attività o che investono nel rafforzamento della propria impresa, agendo sui filoni quali la digitalizzazione, l’innovazione e l’ampliamento delle competenze.
    La proposta si aggiunge alle soluzioni già esistenti per promuovere investimenti verso gli obiettivi del PNRR e l’imprenditoria femminile, come il finanziamento a medio lungo termine S-Loan Diversity, che premia con una riduzione di tasso gli sforzi delle imprese nella direzione della parità di genere, nello sviluppo di programmi di incremento del welfare, nell’incremento di nuove assunzioni di dipendenti donne: ad oggi sono stati erogati 97 finanziamenti per 120 milioni di euro.

    – Foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Edufin Index, Italia indietro su educazione finanziaria e assicurativa

    Edufin Index, Italia indietro su educazione finanziaria e assicurativa

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Alleanza Assicurazioni, Compagnia del Gruppo Generali, insieme a Fondazione Mario Gasbarri e con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi, School of Management, presenta i risultati della seconda edizione di Edufin Index, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, evento patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
    L’Osservatorio, presentato a Roma e consultabile sul sito https://www.edufinindex.it mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento, evidenziando nel 2023 una maggiore crescita della sfera del ‘saperè rispetto a quella del ‘farè. La ricerca ha indagato le conoscenze finanziarie e assicurative della popolazione, su un campione di 3.700 intervistati, con un focus specifico sulla situazione di alcune categorie individuate nella precedente edizione, come ‘più fragilì sui temi edufin: donne, giovani e nuovi italiani.
    Davide Passero, CEO di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia ha dichiarato: ‘Con l’educazione finanziaria e assicurativa vogliamo contribuire a diffondere maggiore equità sociale e benessere. La seconda edizione di Edufin Index che presentiamo oggi certifica questa correlazione, confermando la necessità di intraprendere azioni concrete per migliorare il quadro complessivo che vede ancora una rilevante parte di popolazione al di sotto dei livelli di sufficienza. Interpretando la nostra responsabilità sociale d’impresa, come Alleanza siamo impegnati nello sviluppo del nostro Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa, pilastro della nostra strategia di sostenibilità, che ha coinvolto oltre 300mila partecipanti in più di 3.500 eventi su tutto il territorio. Consapevoli di questo ruolo, vogliamo creare un ecosistema tra operatori privati, istituzioni e associazioni dei consumatori per rispondere alle differenti situazioni di fragilità finanziaria individuate dal nostro Rapporto, tra cui spiccano le donne, i giovani e i nuovi italianì.
    Il livello medio di Edufin Index nel 2023 cresce leggermente (56 vs 55), ma servono ancora sforzi per raggiungere la soglia del 60 su 100, indicata come sufficienza. In particolare, resta ancora un 10% della popolazione in una condizione di analfabetismo finanziario e assicurativo.
    Pur confermando la necessità di migliorare il livello di educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, l’Osservatorio certifica che nel 2023 è aumentata del 7% la percentuale di popolazione che raggiunge la sufficienza, passando dal 34% del 2022 all’attuale 41%. Questo miglioramento è stato favorito dalla rilevanza data dai media a fattori di contesto e urgenza (scenario inflattivo, aumento dei tassi, crisi belliche etc.) unitamente agli sforzi di sistema da parte delle Istituzioni e delle aziende private per informare e promuovere l’educazione finanziaria e assicurativa.
    La ricerca presenta un’Italia a 5 velocità nell’approccio al mondo finanziario e assicurativo, con una popolazione che si distingue per la varietà di caratteristiche non solo sociodemografiche, ma anche comportamentali, mettendo in luce la correlazione tra determinate attitudini e relativi cluster. Sono stati così identificati e descritti cinque macro-gruppi di italiani sulla base del loro crescente livello di Edufin Index: 1) fragili e disinteressati 2) insicuri ma fiduciosi 3) non curanti e fai da te 4) ottimisti e impavidi 5) colti e composti. Solo gli ultimi due gruppi superano il livello di sufficienza, in un arco d’analisi che da un lato mostra una condizione di fragilità e dall’altro è contrassegnato da un processo virtuoso di costante miglioramento. Nel dettaglio il rapporto mette in rilievo:
    Il Gruppo 1) dei fragili e disinteressati ottiene il livello di Edufin Index più basso (41). E’ composto soprattutto da persone inoccupate o casalinghe/i, con reddito e istruzione bassi, molte donne, molti residenti al Sud e Isole e molti over 65. Rappresentano il 20% della popolazione, dimostrano poco interesse verso i temi finanziari e assicurativi, non si informano, non hanno risparmi e non sono coinvolti nella gestione del budget familiare. Si trovano in una situazione di significativa fragilità finanziaria, hanno elevata avversione al rischio e bassissima capacità di pensare e ragionare grazie ai concetti matematici (numeracy). Un circolo vizioso che non favorisce il miglioramento e l’emancipazione da questa condizione.
    Il Gruppo 5) dei colti e composti ha il migliore livello di Edufin Index (69). Queste persone hanno un reddito medio/medio alto, sono residenti nel Nord Est, sono diplomati e laureati, in prevalenza dipendenti e coprono la fascia d’età 34-65 anni. Rappresentano il 13% della popolazione, sono protagonisti della propria gestione finanziaria e investono con il supporto degli esperti. Si caratterizzano per un’alta propensione a informarsi e per un senso di sicurezza verso le proprie capacità, beneficiando di un circolo virtuoso che consente loro di continuare a migliorarsi.
    Nel quadro generale, l’Osservatorio evidenzia che permane rilevante il gender gap a livello di alfabetizzazione finanziaria assicurativa: il livello di Edufin Index delle donne arriva infatti a 54 (vs 59 uomini) e si rileva un’alta percentuale di donne (30%) che si trova in una condizione di fragilità finanziaria (vs 23% degli uomini). Anche in tema di gestione del budget familiare in autonomia, il divario rimane ampio: il 65% delle donne non è autonomo (vs 56% uomini). Il gender gap si registra già in famiglia, luogo che per il 25% dei 18-34enni dovrebbe essere fonte principale di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa, ma che vede il 30% delle ragazze – rileva l’indagine – non parlarne mai tra le mura domestiche a fronte del 25% registrato tra i ragazzi. Il ridotto interesse verso l’argomento, la poca autonomia decisionale e la bassa propensione a informarsi sono i principali fattori che spiegano la minore alfabetizzazione finanziaria e assicurativa delle donne. L’insieme di questi fattori comportamentali incide in modo più consistente sul divario tra donne e uomini rispetto a quelli sociodemografici, di reddito e di istruzione. Questa disuguaglianza a livello di educazione finanziaria conferma un quadro più ampio di gender gap a livello Italia che evidenzia una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e anche una disparità di retribuzione.
    Secondo i risultati della ricerca, i giovani (18-34 anni) hanno un’alta propensione a informarsi, in quanto costantemente connessi al mondo digitale. Non dimostrano però particolare interesse ai temi finanziari e assicurativi, sono poco coinvolti nella gestione finanziaria familiare, anche se desidererebbero investire in autonomia. La ricerca conferma il ruolo centrale della famiglia dimostrando che i giovani che hanno un livello più elevato di Edufin Index provengono da contesti domestici con più alto livello di scolarità, discutono spesso di questi temi, svolgono o hanno svolto un lavoro part-time durante gli studi, sono economicamente indipendenti e decidono delle proprie spese.
    Nell’Edufin Index 2023 i ‘Nuovi Italianì rappresentano circa il 9% della popolazione residente in Italia (dati Istat 2023) e nel 2023 rimane invariato e ampiamente sotto la sufficienza il livello di consapevolezza finanziaria e assicurativa (46) sul campione intervistato di circa 300 persone di tre principali comunità (filippina, rumena e sudamericana). E’ una parte di popolazione che, indica il rapporto, per il 60% tende a non risparmiare, a non investire e a non proteggersi. Quando decidono di investire, però, sono più propensi a chiedere il supporto di un professionista rispetto agli italiani (91% vs 80%). Tra coloro che pensano alla protezione assicurativa è l’RC Auto la polizza più comune, seguita dalla polizza infortuni. In generale, nei Nuovi Italiani il livello di alfabetizzazione finanziaria è più alto tra chi è maggiormente integrato e chi parla bene l’italiano (58).
    Alleanza Assicurazioni è impegnata sul fronte di una mission: accrescere l’educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, un ruolo sociale in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu al 2030.
    Alleanza ha avviato dal 2020 un ‘Programma Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativà, articolato in seminari gratuiti che in questi anni hanno registrato oltre 300 mila partecipanti a più di 3.500 eventi, suddivisi tra ‘Protection Day’, ‘Investment Day’ e ‘Previdenza Day’. L’impegno degli eventi sul territorio è stato amplificato con un piano editoriale social, radio e rubriche ad hoc raggiungendo, solo nel 2022, oltre 80 milioni di contatti.
    Attenzione particolare è stata riservata all’alfabetizzazione finanziaria al femminile, coinvolgendo in prima linea le oltre 4.700 Consulenti assicurative della Rete di Alleanza. Il progetto ‘Donne che parlano alle Donnè le ha viste impegnate nella realizzazione di rubriche su tutti i canali on e off line, (radio, settimanali, podcast, incontri sul territorio), promuovendo i principali concetti di educazione finanziaria assicurativa applicati alla quotidianità. Inoltre, sono stati realizzati eventi educativi e masterclass, gli ‘Investment day al femminilè, per accrescere le competenze delle partecipanti sui temi finanziari.
    Anche quest’anno, e per il quarto anno consecutivo, la Compagnia aderisce al ‘Mese dell’Educazione Finanziarià – organizzato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

    – Foto ufficio stampa Generali Italia –

    (ITALPRESS).