Autore: ItalPress

  • Mattarella “Sulla strage di Bologna la verità completa è un dovere”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Le immagini della stazione di Bologna, la mattina del 2 agosto 1980, ci hanno restituito un’umanità devastata da una ferocia inimmaginabile, da un terrore che ambiva a pretendersi apocalittico. Il ricordo di quelle vittime è scolpito nella coscienza del nostro popolo. Una ferita insanabile nutre la memoria dell’assassinio commesso. Nel giorno dell’anniversario la Repubblica si stringe ai familiari e alla comunità cittadina con sentimenti di rinnovata solidarietà”.
    Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel giorno della commemorazione della srage di Bologna di 43 anni fa. “Siamo con loro, con le vite innocenti che la barbarie del terrorismo ha voluto spezzare, con violenza cieca, per l’obiettivo eversivo e fallace di destabilizzare le istituzioni della democrazia. L’Italia – aggiunge – ha saputo respingere gli eversori assassini, i loro complici, i cinici registi occulti che coltivavano il disegno di far crescere tensione e paura”.
    Il capo dello Stato sottolinea poi come “è servita la mobilitazione dell’opinione pubblica. E’ servito l’impegno delle istituzioni. La matrice neofascista della strage è stata accertata nei processi e sono venute alla luce coperture e ignobili depistaggi, cui hanno partecipato associazioni segrete e agenti infedeli di apparati dello Stato. La ricerca della verità completa è un dovere che non si estingue, a prescindere dal tempo trascorso. E’ in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche. La città di Bologna, sin dai primi minuti dopo l’attentato, ha mostrato i valori di civiltà che la animano.
    E con Bologna e l’Emilia-Romagna, l’intera Repubblica avverte la responsabilità di difendere sempre e rafforzare i principi costituzionali di libertà e democrazia che hanno fatto dell’Italia un grande Paese”, conclude Mattarella.
    (ITALPRESS).
    -foto Quirinale-

  • Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

    Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

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    REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna. Secondo i dati forniti dal Consorzio nella conferenza stampa di presentazione della 57a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (4-7 agosto), nel 2022 la produzione in montagna della Dop più amata e più premiata al mondo è stata pari a 846.000 forme, con un aumento del +10,5% rispetto al 2016. Crescita a doppia cifra (+14%) anche per la produzione di latte, sempre nello stesso lasso di tempo, con oltre 404.000 tonnellate. Inoltre, il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, progetto lanciato dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, ha superato nel 2021 le 225.000 forme certificate, con un aumento del +26,6% sul 2016.
    Un chiaro segnale che la politica di rilancio e valorizzazione per stimolare la produzione del Parmigiano Reggiano in montagna sta invertendo una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Infatti, nel decennio 2000-2010 nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. Deficit che è stato azzerato dal 2014 ad oggi grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sconti specifici per i produttori e i caseifici ubicati in zone di montagna e il bacino “montagna” per le quote latte.
    Nel 2022, dunque, più del 21% della produzione totale si è concentrata negli 81 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano oltre 900 allevatori per una produzione annuale di 4,03 milioni di quintali di latte. Ciò ha reso possibile il mantenimento di un’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici: l’età media dei produttori si è abbassata dai 57 anni di media prima del 2016 ai 30-40 di oggi. Questo segnale manifesta la fiducia che i giovani pongono nel Parmigiano Reggiano, un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per sostenere la dorsale appenninica emiliana grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.
    “La produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “La differenza di una Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine e benessere per chi in quella zona vive e lavora. Se non ci fosse la nostra Dop, in quei comuni non ci sarebbero neanche le scuole, perchè se non ci fosse un senso economico nel coltivare quei territori, non ci sarebbe neanche lo sprone ad abitarli. Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità della dorsale appenninica emiliana: è infatti il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale, oltre 846.000 forme, concentrata in ben 81 caseifici. Per il Consorzio, sono proprio il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli e continuare a essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
    Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio, “preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della produzione nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo. Le aree di montagna da un lato soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma dall’altro la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse per tutta la comunità locale. Ecco perchè è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire”.
    E’ proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che da venerdì 4 a lunedì 7 agosto si terrà la 57a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina: quattro giorni di eventi, spettacoli, degustazioni e concerti pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben 40 i caseifici di montagna che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Si riconfermano inoltre anche per il 2023 gli speciali abbinamenti di Parmigiano Reggiano con i vini Spergola del territorio e con i vini della Valpolicella, ospiti d’onore di un connubio di sapori che unisce due eccellenze dell’enogastronomia italiana.
    L’appuntamento più atteso della Fiera è l’11a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano, lunedì 7 agosto alle ore 20:00 in piazza IV Novembre, nella quale i caseifici competeranno con forme di 24 e di 40 mesi, che saranno giudicate da una giuria di esperti APR (Assaggiatori Parmigiano Reggiano). Ci sarà inoltre la tradizionale gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, sino ad arrivare a punte che devono avvicinarsi il più possibile al chilo di peso l’una. E’ una gara che mira sia alla bellezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop più amata e più premiata del mondo.
    “E’ una grande soddisfazione essere arrivati alla 57a edizione di questa fiera unica nel suo genere”, ha dichiarato Stefano Costi, sindaco di Casina. “La quattro giorni di quest’anno si conferma un punto di riferimento per il settore, con ben 40 caseifici partecipanti, ovvero la metà del comprensorio di montagna. Per noi questa è un’occasione irrinunciabile per far conoscere sia il nostro territorio, sia il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”. Come amministrazione, per noi la Dop non ha solo un immenso valore finanziario, essendo la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento di una comunità in zone altrimenti a rischio abbandono”.
    Prossimo appuntamento il 3 settembre, con il Palio di Gonzaga, in provincia di Mantova.
    – foto ufficio stampa Parmigiano Reggiano –
    (ITALPRESS).

  • Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

    Parmigiano Reggiano, cresce la produzione in montagna

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    REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano si conferma il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna. Secondo i dati forniti dal Consorzio nella conferenza stampa di presentazione della 57a Fiera del Parmigiano Reggiano a Casina (4-7 agosto), nel 2022 la produzione in montagna della Dop più amata e più premiata al mondo è stata pari a 846.000 forme, con un aumento del +10,5% rispetto al 2016. Crescita a doppia cifra (+14%) anche per la produzione di latte, sempre nello stesso lasso di tempo, con oltre 404.000 tonnellate. Inoltre, il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, progetto lanciato dal Consorzio nel 2016 per dare maggiore sostenibilità allo sviluppo di quest’area della zona di produzione e offrire ai consumatori garanzie aggiuntive legate all’origine e alla qualità del formaggio, ha superato nel 2021 le 225.000 forme certificate, con un aumento del +26,6% sul 2016.
    Un chiaro segnale che la politica di rilancio e valorizzazione per stimolare la produzione del Parmigiano Reggiano in montagna sta invertendo una tendenza alla decrescita che aveva colpito il comparto fino al 2014. Infatti, nel decennio 2000-2010 nei territori di montagna della zona di origine si è assistito alla chiusura di 60 caseifici, con una riduzione del 10% di produzione del latte. Deficit che è stato azzerato dal 2014 ad oggi grazie all’avvio del Piano di Regolazione Offerta che, tra le altre misure, ha previsto sconti specifici per i produttori e i caseifici ubicati in zone di montagna e il bacino “montagna” per le quote latte.
    Nel 2022, dunque, più del 21% della produzione totale si è concentrata negli 81 caseifici di montagna sparsi tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno, che impiegano oltre 900 allevatori per una produzione annuale di 4,03 milioni di quintali di latte. Ciò ha reso possibile il mantenimento di un’agricoltura in zone altrimenti abbandonate e ha contribuito allo sviluppo di una società modernamente agricola e di un paesaggio riconoscibile e apprezzato sia dai suoi abitanti, sia dal circuito del turismo di qualità. Altro segnale positivo è rappresentato dai cambiamenti generazionali all’interno dei caseifici: l’età media dei produttori si è abbassata dai 57 anni di media prima del 2016 ai 30-40 di oggi. Questo segnale manifesta la fiducia che i giovani pongono nel Parmigiano Reggiano, un’attività preziosissima dal punto di vista sociale per sostenere la dorsale appenninica emiliana grazie al lavoro nelle foraggere e in caseificio.
    “La produzione nelle zone di montagna è da sempre una delle caratteristiche salienti del Parmigiano Reggiano”, ha affermato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. “La differenza di una Dop rispetto a tante altre realtà economiche è che l’attività non può essere delocalizzata, e pertanto il fatturato diventa automaticamente “reddito” per la zona di origine e benessere per chi in quella zona vive e lavora. Se non ci fosse la nostra Dop, in quei comuni non ci sarebbero neanche le scuole, perchè se non ci fosse un senso economico nel coltivare quei territori, non ci sarebbe neanche lo sprone ad abitarli. Il Parmigiano Reggiano contribuisce a fortificare l’economia e a preservare l’unicità della dorsale appenninica emiliana: è infatti il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con più del 21% della produzione totale, oltre 846.000 forme, concentrata in ben 81 caseifici. Per il Consorzio, sono proprio il territorio e la comunità che lo abita il bene più prezioso e il nostro intento è quello di impegnarci sempre di più per preservarli e continuare a essere un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
    Per Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio, “preso atto dei risultati raggiunti con il consolidamento della produzione nelle zone dell’Appennino, ora la sfida è riuscire a rafforzare il valore commerciale del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e promuoverne il valore aggiunto, per avere un posizionamento nel mercato che riesca a rendere sostenibile tale produzione nel tempo. Le aree di montagna da un lato soffrono di condizioni svantaggiate e maggiori costi di produzione, ma dall’altro la permanenza di una solida produzione agricola-zootecnica rappresenta un pilastro economico e sociale di interesse per tutta la comunità locale. Ecco perchè è fondamentale che il Consorzio abbia messo in campo interventi che mirano alla diffusione e valorizzazione del Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, e che continui a farlo anche nei prossimi anni a venire”.
    E’ proprio per valorizzare e promuovere il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” che da venerdì 4 a lunedì 7 agosto si terrà la 57a Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina: quattro giorni di eventi, spettacoli, degustazioni e concerti pensati per tutti, adulti e bambini, per portare nel comune dell’Appennino reggiano arte e divertimento, e soprattutto l’eccellenza produttiva locale. In particolare, saranno ben 40 i caseifici di montagna che parteciperanno alla Fiera per presentare i propri “gioielli”, offrendo a tutti i visitatori degustazioni con la possibilità di acquisto. Si riconfermano inoltre anche per il 2023 gli speciali abbinamenti di Parmigiano Reggiano con i vini Spergola del territorio e con i vini della Valpolicella, ospiti d’onore di un connubio di sapori che unisce due eccellenze dell’enogastronomia italiana.
    L’appuntamento più atteso della Fiera è l’11a edizione del Palio del Parmigiano Reggiano, lunedì 7 agosto alle ore 20:00 in piazza IV Novembre, nella quale i caseifici competeranno con forme di 24 e di 40 mesi, che saranno giudicate da una giuria di esperti APR (Assaggiatori Parmigiano Reggiano). Ci sarà inoltre la tradizionale gara di taglio della forma: sotto gli occhi dei giudici e del pubblico, i mastri casari si sfideranno nel tagliare una forma in porzioni sempre più piccole, sino ad arrivare a punte che devono avvicinarsi il più possibile al chilo di peso l’una. E’ una gara che mira sia alla bellezza del taglio, sia alla bravura nella porzionatura manuale della Dop più amata e più premiata del mondo.
    “E’ una grande soddisfazione essere arrivati alla 57a edizione di questa fiera unica nel suo genere”, ha dichiarato Stefano Costi, sindaco di Casina. “La quattro giorni di quest’anno si conferma un punto di riferimento per il settore, con ben 40 caseifici partecipanti, ovvero la metà del comprensorio di montagna. Per noi questa è un’occasione irrinunciabile per far conoscere sia il nostro territorio, sia il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”. Come amministrazione, per noi la Dop non ha solo un immenso valore finanziario, essendo la colonna portante dell’economia di montagna e una delle principali attrazioni per il turismo, ma anche e soprattutto sociale, dato che dà un contributo fondamentale al mantenimento di una comunità in zone altrimenti a rischio abbandono”.
    Prossimo appuntamento il 3 settembre, con il Palio di Gonzaga, in provincia di Mantova.
    – foto ufficio stampa Parmigiano Reggiano –
    (ITALPRESS).

  • Calderone “Tuteliamo più fragili, qualcuno soffia su disagio sociale”

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    ROMA (ITALPRESS) – “In relazione alle misure di superamento del reddito di cittadinanza, le misure introdotte da questo Governo con il decreto Lavoro, in particolare l’assegno di inclusione e il supporto per la formazione e il lavoro, sono volte a tutelare le persone e i nuclei con fragilità, nonchè a sostenere i soggetti, di età compresa tra i 18 e i 59 anni, appartenenti a nuclei vulnerabili nella ricerca di un’occupazione”. Lo ha detto il minisro del Lavoro, Marina Calderone, rispondendo a un’interrogazione al question time alla Camera. “Con riferimento alla sospensione del reddito di cittadinanza per chi ha già fruito di 7 mensilità e dei riflessi del nuovo impianto normativo, alcune regioni hanno evidenziato di aver già avviato una proficua collaborazione con le sedi territoriali dell’Inps” ha aggiunto. “Per quanto riguarda, invece, i nuclei in condizione di fragilità particolare, i servizi sociali hanno già avviato la fase della valutazione multidimensionale successiva alla presa in carico, avvenuta, sin dai primi giorni del mese di luglio, per 88.000 soggetti. Successivamente questa platea, dopo una fase transitoria nella quale continuerà a percepire il reddito di cittadinanza fino al 31 dicembre 2023, beneficerà, senza alcuna interruzione, dell’assegno di inclusione, a partire da gennaio 2024”, ha spiegato il ministro. “Il decreto Lavoro dispone che i percettori di reddito di cittadinanza non attivabili al lavoro, per i quali venga comunicata la presa in carico da parte dei servizi sociali entro il termine di 7 mesi e, comunque, non oltre il 31 ottobre, potranno continuare a fruire del beneficio fino al 31 dicembre 2023”, ha osservato Calderone. “Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali è concentrato con attenzione ed estrema scrupolosità. Questo Governo, attraverso l’incentivo al lavoro e il sostegno necessario ai nostri concittadini più fragili, impiega ogni ora del suo tempo per contrastare e ridurre quel disagio sociale su cui qualcuno soffia, cercando di costruire dissenso”, ha concluso.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Buffon lascia il calcio “Ti ho dato tutto”

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    PARMA (ITALPRESS) – “Finisce qua. Mi hai dato tutto. Ti ho dato tutto. Abbiamo vinto insieme”. Così sui social, Gianluigi Buffon, dà il suo definitivo addio al calcio giocato, all’età di 45 anni. L’estremo difensore campione del mondo nel 2006 aveva un altro anno di contratto con il Parma, il club in cui ha iniziato e chiuso una carriera che, oltre alla maglia della Nazionale, lo ha visto indossare qeulle di Juventus e Psg.
    “Oggi rendiamo onore al ritiro del leggendario portiere Gigi Buffon. Nel corso della sua illustre carriera, che non ha eguali, Gigi ha dimostrato un’abilità senza pari, una determinazione implacabile e una passione incrollabile dentro e fuori dal campo”. Così il presidente del Parma, Kyle Krause, commentando l’addio al calcio di Buffon. “Il Parma Calcio porge le sue più sentite congratulazioni a un vero campione e amico – prosegue Krause -. Gli saremo sempre grati per il suo contributo vitale alla grande storia di questo club e della nostra comunità.
    Il Parma Calcio sarà sempre la sua casa”.
    Nel suo futuro possibile un ruolo all’interno della Nazionale azzurra.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Buffon lascia il calcio “Mi hai dato e ti ho dato tutto”

    Buffon lascia il calcio “Mi hai dato e ti ho dato tutto”

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    PARMA (ITALPRESS) – “Finisce qua. Mi hai dato tutto. Ti ho dato tutto. Abbiamo vinto insieme”. Così sui social, Gianluigi Buffon, dà il suo definitivo addio al calcio giocato, all’età di 45 anni. L’estremo difensore campione del mondo nel 2006 aveva un altro anno di contratto con il Parma, il club in cui ha iniziato e chiuso una carriera che, oltre alla maglia della Nazionale, lo ha visto indossare qeulle di Juventus e Psg.
    “Oggi rendiamo onore al ritiro del leggendario portiere Gigi Buffon. Nel corso della sua illustre carriera, che non ha eguali, Gigi ha dimostrato un’abilità senza pari, una determinazione implacabile e una passione incrollabile dentro e fuori dal campo”. Così il presidente del Parma, Kyle Krause, commentando l’addio al calcio di Buffon. “Il Parma Calcio porge le sue più sentite congratulazioni a un vero campione e amico – prosegue Krause -. Gli saremo sempre grati per il suo contributo vitale alla grande storia di questo club e della nostra comunità.
    Il Parma Calcio sarà sempre la sua casa”.
    Nel suo futuro possibile un ruolo all’interno della Nazionale azzurra.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Papa “Il mondo ha bisogno di vera Europa e suo ruolo di paciere”

    Papa “Il mondo ha bisogno di vera Europa e suo ruolo di paciere”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Auspico che la Giornata Mondiale della Gioventù sia, per il ‘vecchio continentè, un impulso di apertura universale, cioè un impulso di apertura che lo renda più giovane. Perchè di Europa, di vera Europa, il mondo ha bisogno: ha bisogno del suo ruolo di pontiere e di paciere nella sua parte orientale, nel Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente. Così l’Europa potrà apportare, all’interno dello scenario internazionale, la sua specifica originalità, delineatasi nel secolo scorso quando, dal crogiuolo dei conflitti mondiali, fece scoccare la scintilla della riconciliazione, inverando il sogno di costruire il domani con il nemico di ieri, di avviare percorsi di dialogo, percorsi di inclusione, sviluppando una diplomazia di pace che spenga i conflitti e allenti le tensioni, capace di cogliere i segnali di distensione più flebili e di leggere tra le righe più storte”.
    Così Papa Francesco nel suo intervento nel corso dell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico a Lisbona per la Giornata mondiale della gioventù.
    “Nell’oceano della storia, stiamo navigando in un frangente tempestoso e si avverte la mancanza di rotte coraggiose di pace. Guardando con accorato affetto all’Europa, nello spirito di dialogo che la caratterizza, verrebbe da chiederle: verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo? E ancora, allargando il campo: quale rotta segui, Occidente?”, ha aggiunto. “Io sogno un’Europa, cuore d’Occidente, che metta a frutto il suo ingegno per spegnere focolai di guerra e accendere luci di speranza; un’Europa che includa popoli e persone con la loro propria cultura, senza rincorrere teorie e colonizzazioni ideologiche”, ha concluso il Santo Padre.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Papa “Il mondo ha bisogno di vera Europa e suo ruolo di paciere”

    Papa “Il mondo ha bisogno di vera Europa e suo ruolo di paciere”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Auspico che la Giornata Mondiale della Gioventù sia, per il ‘vecchio continentè, un impulso di apertura universale, cioè un impulso di apertura che lo renda più giovane. Perchè di Europa, di vera Europa, il mondo ha bisogno: ha bisogno del suo ruolo di pontiere e di paciere nella sua parte orientale, nel Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente. Così l’Europa potrà apportare, all’interno dello scenario internazionale, la sua specifica originalità, delineatasi nel secolo scorso quando, dal crogiuolo dei conflitti mondiali, fece scoccare la scintilla della riconciliazione, inverando il sogno di costruire il domani con il nemico di ieri, di avviare percorsi di dialogo, percorsi di inclusione, sviluppando una diplomazia di pace che spenga i conflitti e allenti le tensioni, capace di cogliere i segnali di distensione più flebili e di leggere tra le righe più storte”.
    Così Papa Francesco nel suo intervento nel corso dell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico a Lisbona per la Giornata mondiale della gioventù.
    “Nell’oceano della storia, stiamo navigando in un frangente tempestoso e si avverte la mancanza di rotte coraggiose di pace. Guardando con accorato affetto all’Europa, nello spirito di dialogo che la caratterizza, verrebbe da chiederle: verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo? E ancora, allargando il campo: quale rotta segui, Occidente?”, ha aggiunto. “Io sogno un’Europa, cuore d’Occidente, che metta a frutto il suo ingegno per spegnere focolai di guerra e accendere luci di speranza; un’Europa che includa popoli e persone con la loro propria cultura, senza rincorrere teorie e colonizzazioni ideologiche”, ha concluso il Santo Padre.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Azzurre eliminate dal Mondiale, il Sudafrica la spunta 3-2

    Azzurre eliminate dal Mondiale, il Sudafrica la spunta 3-2

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    WELLINGTON (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – La Nazionale femminile della ct Bertolini esce di scena nella fase a gironi del Mondiale 2023. Di fronte ai quasi 16mila spettatori dello Sky Stadium di Wellington, le azzurre si arrendono per 3-2 al Sudafrica, fallendo così la qualificazione agli ottavi di finale. Italiane in vantaggio all’11’: Dhlamini sgambetta Beccari in area, rigore che Caruso realizza con freddezza. Il Sudafrica reagisce cogliendo un palo con Moodaly al 21′ e pareggiando al 32′ con un brutto errore di Orsi, che infila la sua porta cercando il retropassaggio verso Durante. Le tricolori pareggiano al 33′ il conto dei legni con un colpo di testa di Beccari. Nella ripresa, le azzurre subiscono ancora al 22′, quando il Sudafrica passa sul 2-1 con un sinistro incrociato di Magaia. L’undici di Bertolini però si rimette in carreggiata al 29′ ancora con Caruso, che tocca in rete uno stacco di Girelli per firmare una doppietta. Prima del novantesimo, Girelli si divora la rete del 3-2. Sul 2-2 l’Italia passerebbe ancora, visto che la Svezia non ha problemi contro l’Argentina (2-0), ma nel lungo recupero la selezione di Ellis infila il 3-2 con Kgatlana che condanna l’Italia all’eliminazione e regala al Sudafrica, al suo primo storico successo ai Mondiali, il pass per gli ottavi assieme alla Svezia.
    “Ci dispiace molto, abbiamo lavorato tanto per superare il girone e non ci siamo riuscite”. C’è rammarico ma anche serenità nel tono di voce di Milena Bertolini, la ct della Nazionale femminile costretta a tornare a casa dopo la sconfitta per 3-2 contro il Sudafrica. “Non credo che a questo gruppo mancasse l’intesa, le ragazze stanno bene tra loro – spiega Bertolini ai microfoni di Raisport – E’ invece subentrata un pò di paura, i cinque gol presi contro la Svezia ci hanno tolto delle certezze. Oggi avevamo iniziato bene, poi dopo il nostro autogol c’è stata un pò di paura. L’avversario principale oggi non era il Sudafrica ma noi stesse”. Bertolini, per questo Mondiale, ha rinunciato a qualche veterana per favorire il cambio generazionale: “Sono convinta delle scelte che ho fatto, credo che queste siano le giocatrici migliori e che per questa Nazionale ci sia un futuro”. La ct è in scadenza di contratto ma, sottolinea, “il mio futuro non ha importanza, lo ha quello del movimento, che mi auguro cresca sempre di più. E mi auguro di aver lasciato un’eredità con questa Nazionale”.
    – Foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Azzurre eliminate dal Mondiale, il Sudafrica la spunta 3-2

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    WELLINGTON (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – La Nazionale femminile della ct Bertolini esce di scena nella fase a gironi del Mondiale 2023. Di fronte ai quasi 16mila spettatori dello Sky Stadium di Wellington, le azzurre si arrendono per 3-2 al Sudafrica, fallendo così la qualificazione agli ottavi di finale. Italiane in vantaggio all’11’: Dhlamini sgambetta Beccari in area, rigore che Caruso realizza con freddezza. Il Sudafrica reagisce cogliendo un palo con Moodaly al 21′ e pareggiando al 32′ con un brutto errore di Orsi, che infila la sua porta cercando il retropassaggio verso Durante. Le tricolori pareggiano al 33′ il conto dei legni con un colpo di testa di Beccari. Nella ripresa, le azzurre subiscono ancora al 22′, quando il Sudafrica passa sul 2-1 con un sinistro incrociato di Magaia. L’undici di Bertolini però si rimette in carreggiata al 29′ ancora con Caruso, che tocca in rete uno stacco di Girelli per firmare una doppietta. Prima del novantesimo, Girelli si divora la rete del 3-2. Sul 2-2 l’Italia passerebbe ancora, visto che la Svezia non ha problemi contro l’Argentina (2-0), ma nel lungo recupero la selezione di Ellis infila il 3-2 con Kgatlana che condanna l’Italia all’eliminazione e regala al Sudafrica, al suo primo storico successo ai Mondiali, il pass per gli ottavi assieme alla Svezia.
    “Ci dispiace molto, abbiamo lavorato tanto per superare il girone e non ci siamo riuscite”. C’è rammarico ma anche serenità nel tono di voce di Milena Bertolini, la ct della Nazionale femminile costretta a tornare a casa dopo la sconfitta per 3-2 contro il Sudafrica. “Non credo che a questo gruppo mancasse l’intesa, le ragazze stanno bene tra loro – spiega Bertolini ai microfoni di Raisport – E’ invece subentrata un pò di paura, i cinque gol presi contro la Svezia ci hanno tolto delle certezze. Oggi avevamo iniziato bene, poi dopo il nostro autogol c’è stata un pò di paura. L’avversario principale oggi non era il Sudafrica ma noi stesse”. Bertolini, per questo Mondiale, ha rinunciato a qualche veterana per favorire il cambio generazionale: “Sono convinta delle scelte che ho fatto, credo che queste siano le giocatrici migliori e che per questa Nazionale ci sia un futuro”. La ct è in scadenza di contratto ma, sottolinea, “il mio futuro non ha importanza, lo ha quello del movimento, che mi auguro cresca sempre di più. E mi auguro di aver lasciato un’eredità con questa Nazionale”.
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