Autore: ItalPress

  • “C’è ancora domani” si aggiudica il Biglietto d’Oro 2023

    “C’è ancora domani” si aggiudica il Biglietto d’Oro 2023

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi è il film italiano più visto dell’anno, con oltre un milione di spettatori e un incasso che ha già superato i 7 milioni di euro, conquistando così il “Biglietto d’Oro”. Il premio, che viene assegnato dall’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) al film che ha venduto più biglietti da dicembre 2022 a novembre 2023, verrà consegnato alle prossime Giornate Professionali di Sorrento il 30 novembre presso la Sala Sirene dell’Hilton Sorrento Palace.

    Foto: ufficio stampa Fosforo

    (ITALPRESS).

  • Renantis e BlueFloat Energy rafforzano il team con 4 nuovi ingressi

    Renantis e BlueFloat Energy rafforzano il team con 4 nuovi ingressi

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    MILANO (ITALPRESS) – Renantis e BlueFloat Energy, che dal 2021 attraverso una partnership paritetica stanno sviluppando 6 progetti eolici offshore galleggianti al largo delle coste della Puglia, della Calabria e della Sardegna, rafforzano il team con 4 nuovi ingressi: Michela Sinesi, Luca Del Pozzo, Michela Presta e Mjriam Biscotti. L’ampliamento e il rafforzamento della squadra, che proseguirà nei prossimi mesi, risponde all’esigenza di far fronte alle molteplici sfide che una tecnologia all’avanguardia nel settore delle rinnovabili come l’eolico offshore galleggiante, rappresenta su più fronti: tecnico, regolatorio, legislativo, commerciale, comunicazione, rapporti istituzionali e con gli stakeholder e il territorio. Sfide che Renantis e BlueFloat Energy sono decise ad affrontare dotandosi di un team sempre più strutturato e organico.
    In particolare, i nuovi ingressi riguardano le aree della Comunicazione & Stakeholder Engagement: Luca Del Pozzo guiderà a livello nazionale e locale la strategia integrata di Comunicazione esterna, Rapporti con i media, Affari Istituzionali e Rapporti con gli stakeholder per i progetti eolici offshore in Italia. Laurea in filosofia e giornalista pubblicista, ha un’esperienza di oltre 20 anni in ambito Relazioni esterne e Comunicazione, maturata in primarie aziende internazionali e nazionali del settore energetico, tra cui Shell e Terna.
    A livello regionale Michela Presta gestirà i rapporti con gli stakeholder locali con focus particolare sul Meridione e sulla Puglia. Laureata in comunicazione, ha un’esperienza di più di 20 anni nella comunicazione istituzionale e d’impresa in diversi settori, con una forte specializzazione in quello dell’energia avendo ricoperto per 8 anni il medesimo ruolo per la realizzazione del gasdotto TAP, Trans Adriatic Pipeline.
    Si rafforza anche l’area del Consenting & Permitting con l’ingresso di Mjriam Biscotti e Michela Sinesi, che seguiranno in particolare i procedimenti autorizzativi ambientali, di costruzione ed esercizio e di ottemperanza per i progetti eolici offshore in Italia. Mjriam Biscotti, ingegnere, ha un’esperienza ventennale nello sviluppo e permitting di infrastrutture energetiche, maturata nel settore del gas naturale (Eni ed Edison). Michela Sinesi, ingegnere ambientale, ha un’esperienza di 15 anni nello sviluppo, autorizzazione e costruzione di impianti eolici onshore e di autorizzazioni ambientali di impianti eolici offshore in Italia, maturata nel Gruppo wpd.
    “I nostri progetti eolici offshore galleggianti stanno entrando in una fase avanzata, che richiede sempre più nuove competenze e professionalità. Siamo fortemente motivati a rafforzarci in ogni settore per la realizzazione di impianti che porteranno benefici al sistema energetico italiano e ai territori che li ospiteranno – ha commentato Ksenia Balanda, direttore generale Eolico marino Italia partenariato Renantis-BlueFloat Energy -. Con l’ingresso di Mjriam, Luca, Michela Presta e Michela Sinesi il team acquisisce professionalità di lunga e comprovata esperienza nel settore del permitting, della comunicazione e degli affari istituzionali, del rapporto con gli stakeholder. A loro i nostri migliori auguri di buon lavoro”.

    – foto ufficio stampa Renantis –
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  • Accordo Gruppo San Donato e Generali Italia per una rete di Smart Clinic

    Accordo Gruppo San Donato e Generali Italia per una rete di Smart Clinic

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    MILANO (ITALPRESS) – Gruppo San Donato e Generali Italia annunciano la stipula di un accordo per la realizzazione di un network di strutture sanitarie che si svilupperà sull’intero territorio italiano. Questo nuovo modello sarà basato su un ecosistema integrato sanità privata-assicurazione. Questa nuova rete di Smart Clinic, nella quale confluiranno le dieci già operative in Lombardia del Gruppo San Donato, sarà una risposta innovativa da un lato alla crescente richiesta di cure della popolazione e, dall’altro, al progressivo passaggio a una sanità basata su servizi di cura personalizzati e con standard elevati. La salute oggi rappresenta la priorità dell’82% degli italiani ed è uno degli obiettivi fondamentali del Pnrr che prevede investimenti per 20 miliardi di euro entro il 2026, a supporto del Ssn. In un Paese che oggi conta circa 4 milioni di cittadini non autosufficienti e 1,5 milioni di over 65 con gravi difficoltà nella cura della persona, la collaborazione tra pubblico-privato, l’attenzione al territorio e la svolta digitale si confermano ancor più fondamentali per il futuro del sistema sanitario.
    Questo nuovo modello di sviluppo mira a rendere facilmente disponibili su tutto il territorio le migliori competenze e tecnologie per la diagnostica e la prevenzione, assicurando elevati standard di qualità ospedaliera e garantendo la continuità dei percorsi di cura, grazie alla stretta connessione con le strutture ospedaliere del Gruppo San Donato. Alla base del progetto, la volontà di fornire un contributo concreto alle sfide del Paese, offrendo a tutti i cittadini accessibilità ed eccellenza dei servizi.
    Le smart clinic offriranno a tutti gli utenti un’esperienza in grado di coniugare la qualità clinica e diagnostica, la focalizzazione su prevenzione e benessere, l’applicazione di tecnologie avanzate. Un modello innovativo di accesso a un’offerta completa di prestazioni ambulatoriali, per garantire al cliente una smart health experience a 360 gradi attraverso l’impiego della tecnologia, l’aggiornamento in real time di risultati e terapie e il rinnovo delle prescrizioni tramite accesso digitale. Inoltre, grazie alla partnership, Generali Italia potrà offrire ai propri clienti un accesso privilegiato alle prestazioni delle smart clinic, sia in termini di migliori tariffe che di esperienza, grazie a processi digitali integrati per semplificare le fasi di ricerca, prenotazione e presa in carico della prestazione.
    “GKSD e Gruppo San Donato lavorano insieme per la creazione di valore in ambito sanitario – ha detto Kamel Ghribi, presidente GKSD Investment Holding -. Il nostro modello di “one company” risponde a un’unica visione e a un’unica missione: lo sviluppo di partnership strategiche per creare nuove soluzioni per la sanità. Le nostre competenze sono sempre più richieste anche all’estero, per rafforzare la qualità dei servizi sanitari offerti sia al settore pubblico che privato, nelle economie emergenti e sviluppate”.
    “La Salute è al centro del nostro Piano Lifetime Partner 24: Driving Growth – ha sottolineato Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia -. E con questa operazione vogliamo entrare direttamente nell’erogazione di prestazioni sanitarie focalizzandoci sulle aree della Prevenzione e del Benessere, attraverso lo sviluppo di una proposta innovativa per il panorama italiano basata sui principi della vicinanza al territorio, dell’elevata qualità sanitaria e dell’accessibilità. Una proposta rivolta non solo ai nostri clienti, ma a tutti i cittadini italiani a cui vogliamo offrire una risposta concreta al crescente bisogno di prevenzione. Lo facciamo al fianco di un partner strategico di assoluto prestigio, come il Gruppo San Donato, ovvero insieme al leader italiano della sanità privata”.
    “Siamo fieri di essere il primo gruppo ospedaliero al fianco di Generali in un progetto che ci consente di mettere a disposizione di tutti i cittadini italiani la nostra competenza, attraverso una rete completa di servizi sanitari ambulatoriali, dove qualità clinica e diagnostica si focalizzano sulla cura, la prevenzione e il benessere – ha commentato Francesco Galli, presidente del Comitato Strategy and Operations del Gruppo San Donato -. Vogliamo accompagnare i nostri pazienti in un’esperienza che sia smart in tutte le sue fasi, dall’accesso alle cure al ritiro del referto, avvalendoci delle migliori tecnologie che ci consentono di erogare prestazioni sempre più personalizzate”, ha concluso Galli.
    Francesco Bardelli, Chief H&W and Connected Business Development Officer di Generali Italia e Ceo di Generali Welion ha commentato: “Il settore Salute è sempre più strategico e sta crescendo molto anche in termini di volumi. Dopo la pandemia, le persone hanno posto la salute in cima alla lista delle priorità. Per rispondere a queste rinnovate esigenze, abbiamo di recente rinnovato la nostra organizzazione in ambito Health&Welfare. Questa partnership con il Gruppo San Donato completa ulteriormente la nostra offerta e la nostra strategia finalizzata a rendere accessibile la sanità ad elevati standard a una platea sempre più ampia di persone”.
    La nuova società sarà partecipata da Gruppo San Donato con il 51%, la sua controllata GKSD con il 9%, mentre Generali Italia deterrà il restante 40%. Una partnership strategica al servizio del Paese che si basa sul solido know-how di due gruppi leader nei rispettivi settori: quello della sanità, con il Gruppo San Donato, primo gruppo sanitario italiano, che cura nelle sue 58 sedi oltre 5,4 milioni di pazienti all’anno e quello assicurativo, con Generali Italia, l’assicuratore n°1 in Italia con circa 12 milioni di clienti e una rete presente su tutto il territorio.

    – foto ufficio stampa Gruppo San Donato –
    (ITALPRESS).

  • Difesa, Crosetto “Molto lontani da obiettivo 2% del Pil”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Le spese per il settore della difesa hanno un valore strategico per il sistema Paese, e l’impegno finanziario nel triennio 2023-25 è di 25 miliardi di euro attraverso il Documento programmatico pluriennale per la Difesa”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni riunite, Difesa della Camera e Affari Esteri e Difesa del Senato.
    “Siamo molto lontani dall’obiettivo del 2% del Pil per le spese per la difesa – ha aggiunto -. Questo resta un obiettivo impossibile per il 2024 e, ad essere sinceri, anche per il 2028”.
    “Il deterioramento del quadro di sicurezza internazionale ha portato alla luce una serie di carenze che gravano sul nostro sistema difesa, come la ridotta capacità del sistema industriale di fronteggiare l’improvvisa richiesta di armamenti – ha detto ancora Crosetto -. C’è la necessità di sviluppare e sostenere un sistema di elevato contenuto di innovazione tecnologica”.
    “L’adattamento all’innovazione è fondamentale per essere competitivi dove giocheranno un ruolo strategico l’attitudine degli Stati e delle organizzazioni a percepire rapidamente i cambiamenti”, ha aggiunto.
    “La Difesa è obbligata ad avviare un profondo processo di rinnovamento, che comporterà l’adozione di scelte che hanno bisogno di sostegno politico e finanziario”, ha sottolineato Crosetto, per il quale “è importante agire sulla componente umana, sia per migliorare l’operatività e la capacità di combattimento, sia per offrire agli uomini e alle donne della difesa una professionalità per poter realizzarsi al servizio del Paese – ha aggiunto – la strategia che si sta adottando è volta a raggiungere l’equilibrio tra le dotazioni organiche del personale e le esigenze personali”. Per il ministro Crosetto “nel contesto attuale si ravvisa l’esigenza di superare definitivamente l’obiettivo di contrazione di volume degli organici introdotto dalla legge 244 del 2012, che trovava la sua ratio in un contesto geopolitico oggi completamente anacronistico”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Virus respiratorio sinciziale, al via campagna informativa

    Virus respiratorio sinciziale, al via campagna informativa

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    MILANO (ITALPRESS) – L’arrivo dell’autunno apre le porte alla stagione del Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), un virus molto comune che infetta almeno una volta quasi tutti i bambini entro i 2 anni di età e rappresenta la prima causa di bronchiolite e polmonite nel primo anno di vita. Un virus su cui è ancora scarsa la conoscenza da parte delle famiglie se si considera che la metà dei genitori afferma di non conoscere l’RSV.
    In occasione della RSV Awareness Week, organizzata dalla European Foundation for the care of Newborn Infants, torna la campagna di Sanofi Together Against RSV che si propone di fornire tante informazioni utili alle famiglie, per consentire loro di affrontare in modo corretto il virus respiratorio sinciziale nei più piccoli. L’iniziativa gode del patrocinio delle società scientifiche SIP (Società Italiana di Pediatria), SIN (Società Italiana di Neonatologia), SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) e, da quest’anno, anche di FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) ed è stata realizzata in stretta collaborazione con il network FattoreMamma, fortemente impegnato nella comunicazione di nozioni utili e affidabili ai genitori. Essa nasce proprio dalla necessità di accrescere la consapevolezza dei neogenitori su questo virus a circolazione stagionale. Per farlo si sono, quindi, volute utilizzare forme di comunicazione a più livelli sviluppate in modo da raggiungere un’ampia audience.
    Mario Merlo, General Manager Sanofi Vaccini Italia, sottolinea:
    ‘Dopo il successo dello scorso anno, siamo orgogliosi di poter dare seguito – con il prezioso sostegno di SIN, SIP, FIMP e SItI e la collaborazione di FattoreMamma – a questo progetto, necessario per colmare un’esigenza di informazione dei neogenitori, dando loro gli strumenti per muoversi su un terreno ancora troppo sconosciuto e sottovalutato come l’RSV. Oltre alle attività di sensibilizzazione, il nostro impegno è costante su più fronti. I nostri investimenti in ricerca e sviluppo ci permetteranno di mettere presto a disposizione anche in Italia una soluzione concreta ad un bisogno di sanità pubblica per cui finora non esisteva risposta. Parallelamente, la costante collaborazione con tutti gli attori del mondo sanitario e le Istituzioni, intende realizzare un cambio di paradigma nella prevenzione, creando le condizioni necessarie per favorire l’accesso sul territorio di nuove strategie di immunizzazione come gli anticorpi monoclonali. Questo andrà a beneficio della salute di tutti i bambini nel loro primo anno di vità.
    L’avvio della campagna 2023 è legato al grande successo dell’iniziativa del 30 settembre e 1° ottobre scorso in cui bambini e genitori sono stati coinvolti, attraverso attività ludiche e interattive nell’area della Biblioteca degli Alberi a Milano, in un percorso alla scoperta dell’RSV e dei comportamenti da adottare per prevenire e combattere il virus. Together Against RSV prende forma attraverso diversi mezzi, in primis, online con il sito dedicato www.togetheragainstrsv.it che raccoglie e propone, in modo semplice e divulgativo, tutte le informazioni utili su cosa sia l’RSV, i sintomi ad esso collegati, i consigli sulle precauzioni e molto altro. Ma non solo, la campagna coinvolge, sui canali social, diverse mamme influencer insieme alla pediatra Valentina Paolucci (@ladottoressadeibambini) per guidare i genitori alle corrette informazioni per la salute dei propri figli. Infine, sul territorio, si prevede la distribuzione di materiali informativi negli ambulatori pediatrici e nei centri vaccinali.
    Per Luigi Orfeo, Presidente SIN, Società Italiana di Neonatologia, ‘l’RSV rappresenta la principale causa di infezioni respiratorie e la seconda causa di morte entro il primo anno di età dei bambini. Può avere, inoltre, un impatto a lungo termine e infatti i bambini che risultano affetti da bronchiolite da RSV nei primi mesi di vita hanno un rischio più alto di sviluppare asma nel corso dell’infanzia. E’ importante aumentare la consapevolezza dei neogenitori così che possano conoscere i comportamenti da adottare per prevenirlo e riconoscere presto i sintomi, in modo che sappiano quando può diventare necessario chiedere assistenza medica. I neonatologi sono già pronti ad accompagnare tutti i neonati e i loro genitori in questo percorso di consapevolezza e prevenzione dell’RSV fin dalla nascità.
    In Italia, nell’ultima stagione 2022/2023, più del 50% delle sindromi simil-influenzali nei bambini di età <2 anni è stato causato da RSV. Inoltre, nelle ultime stagioni di RSV, si è registrato un tasso ancora più elevato anche per i ricoveri pediatrici causati dal virus, rispetto agli anni di pandemia o pre-pandemia. In particolare, nel 2021 il 73,5% delle ospedalizzazioni per bronchiolite erano causate da RSV e la maggior parte degli ospedali (64%) ha dovuto aumentare i posti letto per trovare spazio ai tanti casi inattesi di bronchiolite da RSV.
    La stagione dell’RSV va solitamente di pari passo con la stagione influenzale. E così anche in Italia, dove la circolazione dell’RSV inizia solitamente tra ottobre-novembre, registra il suo picco tra dicembre-febbraio, e si conclude tra marzo-aprile, per una durata complessiva solitamente di circa 5 mesi.
    ‘La prevenzione – afferma Annamaria Staiano, Presidente SIP, Società Italiana di Pediatria – è una leva fondamentale per evitare il diffondersi di un virus così comune come quello dell’RSV. Ad oggi, quello che possono fare i genitori è informarsi sui mezzi di trasmissione del virus e sugli accorgimenti da prendere per proteggere i propri figli. L’RSV si trasmette attraverso tosse, starnuti, contatto fisico con persone o superfici; per evitare che si diffonda è quindi necessaria l’adozione di precauzioni quali l’utilizzo di fazzoletti monouso, il lavaggio frequente delle mani, l’uso della mascherina se raffreddati e l’evitare contatti con altri bambini o adulti che presentano sintomi da raffreddamentò.
    Parallelamente alle campagne di informazione come Together Against RSV, sono proprio i pediatri a svolgere un ruolo di prima linea per aumentare la conoscenza e la consapevolezza tra i neogenitori nei confronti di questo virus, oltre a essere un punto di riferimento nella gestione della malattia.
    Antonio D’Avino, Presidente FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, afferma: ‘Noi pediatri di libera scelta ci impegniamo con passione e costanza nell’educazione sanitaria delle famiglie e nel loro accompagnamento lungo tutto il percorso di crescita dei figli. Data l’ancora scarsa conoscenza del RSV, è utile che i genitori dei bambini più piccoli sappiano come riconoscere questa malattia e che, alla comparsa dei primi sintomi, siano consapevoli della necessità di fare subito una visita pediatrica, favorendo così una diagnosi precoce ed evitando il rischio di ospedalizzazionè.
    ‘L’RSV – dice Roberta Siliquini, Presidente SItI, Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – è un agente patogeno che colpisce quasi tutti i bambini entro i primi due anni di vita e che, se trascurato, può impattare in modo pesante sulla loro salute. La lotta contro l’RSV deve quindi essere considerata un lavoro di squadra: pediatri, operatori sanitari sul territorio, aziende, devono tutti contribuire nel fare informazione tra le famiglie, e non solo, attraverso delle strategie di comunicazione efficace ma al tempo stesso autorevole. Un ulteriore tassello importante è il coinvolgimento dei centri vaccinali e le strutture di sanità pubblica dove i neogenitori si recano per le prime vaccinazioni, necessarie ai loro piccoli, soprattutto nei primi mesi di vità.
    Facendo leva su linguaggi e canali immediati, la campagna Together Against RSV si propone di informare in modo scientificamente autorevole un ampio pubblico di famiglie e neogenitori, coinvolgendo tanti interlocutori con l’obiettivo di proteggere i più piccoli. Parallelamente, negli ultimi mesi è cresciuta nella comunità della sanità pubblica la consapevolezza rispetto alla necessità di un nuovo approccio alla prevenzione dell’RSV che preveda un concetto più allargato di immunizzazione, contemplando anche gli anticorpi monoclonali, al fine di portare non solo a una riduzione di complicazioni cliniche importanti ma anche a vantaggi in termini economici e di equità di accesso alla prevenzione a livello territoriale, alleviando il carico fisico ed emotivo che l’RSV rappresenta ancora oggi per le famiglie. Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV 2023-2025), recentemente approvato, ha previsto l’inclusione di soluzioni innovative come gli anticorpi monoclonali, come strumento di profilassi.
    -foto Agenzia Fotogramma –
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  • Lo stile di vita mediterraneo il miglior modello per vivere più a lungo

    Lo stile di vita mediterraneo il miglior modello per vivere più a lungo

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    ROMA (ITALPRESS) – Non più solo la “dieta mediterranea”, ma in ottica sempre più omnicomprensiva e multifattoriale, è lo “stile di vita mediterraneo” nel suo complesso ad essere indicato come la miglior soluzione per vivere più a lungo e in salute. Ne sono convinti gli oltre duecentocinquanta esperti e stakeholder internazionali presenti a Toledo, in occasione della prima edizione del congresso “Lifestyle, Diet, Wine & Health” – appena organizzato da Foundation for Wine and Nutrition Research (FIVIN) insieme a Wine Information Council (WIC) – per i quali la combinazione di dieta mediterranea (ricca di frutta, verdura e cereali integrali, poco sale e zuccheri aggiunti, oltre a un consumo moderato del vino) e corrette abitudini di vita, che includano giusto riposo, esercizio fisico (anche moderato) e socialità, si associa a un rischio ridotto di mortalità generale, oltre che per cancro e malattie cardiovascolari (CDVs).
    Focus del congresso è stato proprio un confronto multidisciplinare sul consumo moderato del vino in relazione alle implicazioni sulla salute, che ha preso in esame non solo i corretti stili di vita, ma anche altri fattori ugualmente incidenti, come abitudini alimentari, ambiente in cui si vive e longevità, che hanno portato a rimarcare la validità dello stile di vita mediterraneo.
    Tematiche che, in Italia, hanno trovato immediata approvazione e consenso da parte dell’Istituto per la Ricerca su Vino Alimentazione e Salute (IRVAS), nuovo soggetto scientifico, nato con la mission di promuovere e facilitare la diffusione della conoscenza e dell’informazione di temi riguardanti la Dieta mediterranea e il consumo moderato e consapevole di vino, in rapporto ad una corretta alimentazione, alla salute e al benessere della popolazione, anche salvaguardando e valorizzando la cultura del territorio.
    “L’obiettivo del congresso di Toledo è stato quello di presentare alla comunità scientifica internazionale i dati clinici più aggiornati sulla correlazione tra stile di vita, alimentazione, vino e salute – commenta la professoressa Laura di Renzo, Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università Tor Vergata di Roma e membro del Comitato Scientifico IRVAS -. E proprio sulla base di tali evidenze scientifiche, lo “stile di vita mediterraneo” è stato definito come il miglior modello al mondo per vivere più a lungo e in salute, in quanto è ben più di un regime alimentare, poichè privilegia comportamenti come la convivialità a tavola, la regolare attività fisica quotidiana, il riposo, il consumo di alimenti di stagione legati alle tradizioni locali e, in quest’ambito, anche un consumo moderato del vino. Il vino, ricordiamolo sempre, è un’alchimia di proprietà uniche, con una composizione ricca e originale in termini di polifenoli e antiossidanti e vanta un’associazione protettiva per le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e i disturbi neurologici”. “Un consumo di vino rosso da basso a moderato, ovvero 1 o 2 bicchieri al giorno, ai pasti e in abbinamento ad alimenti ad azione antinfiammatoria tipici della dieta mediterranea, come cereali integrali, olio extra vergine di oliva, frutta, verdura, legumi, noci, contribuisce a spegnere i processi ossidativi, alla base di molte patologie, grazie anche all’effetto somma che risulta proprio dall’abbinamento con questi cibi – aggiunge -. Attenendosi alle dosi consigliate, che sono, per gli adulti, due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne, un consumo moderato di vino è assolutamente compatibile, quindi, con uno stile di vita sano e attivo che permetta di vivere più a lungo e meglio”.
    Il congresso di Toledo si è concluso sottolineando l’importanza di comunicare la scienza in modo obiettivo, facile da capire e imparziale, dando così ai consumatori la possibilità di compiere scelte informate sulla base delle più recenti evidenze scientifiche. A questo proposito, è stata presentata “Lifestyle Matters”, dichiarazione che mira a dare voce agli scienziati che in tutto il mondo svolgono attività di ricerca in maniera accurata, affidabile e corretta nell’ambito delle correlazioni tra stile di vita e rischi per la salute, al fine di ottenere una visione equilibrata delle prove scientifiche. raggiungere una valutazione equilibrata delle prove scientifiche.
    “Riuscire a comunicare ai consumatori le evidenze scientifiche sui corretti stili di vita, anche alimentari, in relazione ai possibili effetti sulla salute in modo obiettivo, comprensibile e imparziale è fondamentale per promuovere scelte sempre più consapevoli, anche in relazione al consumo moderato del vino – precisa il presidente IRVAS, professor Luigi Tonino Marsella -.
    Questo è l’obiettivo della dichiarazione ‘Lifestyle Matters’ già firmata da oltre trenta scienziati di fama internazionale e che anche IRVAS, Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute, sottoscrive in pieno perchè interpreta molto bene la mission che il nostro Istituto si è data. E da Toledo arrivano anche nuovi interessanti contributi scientifici che approfondiremo e sui quali svilupperemo il nostro lavoro nei prossimi mesi”.

    – foto di Jill Wellington da Pixabay –
    (ITALPRESS).

  • Migranti, Schlein “L’accordo con l’Albania viola le norme internazionali”

    Migranti, Schlein “L’accordo con l’Albania viola le norme internazionali”

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    ROMA (ITALPRESS) – “L’accordo con l’Albania mi sembra in violazione con le norme del diritto internazionale e del diritto europeo. Mi sembra che Giorgia Meloni sia disponibile a inventarsi qualsiasi cosa pur di non fare l’unica cosa che deve fare: convincere anche i suoi alleati nazionalisti europei a condividere le responsabilità sull’accoglienza, perchè è questo che chiedono i trattati europei. Non lasciare sola l’Italia e gli altri paesi che si trovano ai confini ma cambiare delle norme che bloccano in Italia tutte le persone che riescono ad arrivarci”.
    Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, ospite a Radio Capital, dove ha parlato anche della situazione in Medio Oriente. “Noi alla manifestazione di sabato andremo in piazza solo con le bandiere del Partito Democratico e con le bandiere della pace. La nostra condanna degli attacchi terroristici di Hamas è stata netta e immediata, e oggi chiediamo di riprendere un percorso di pace, di fermare i bombardamenti sui civili”.
    Secondo Schlein, inoltre, “è il secondo anno di fila che il governo di Giorgia Meloni inverte una tendenza che con la pandemia aveva finalmente visto crescere i fondi per la sanità pubblica, le liste di attesa si stanno allungando”. “Il modello su cui spinge il governo, è quello che chi ha il portafoglio gonfio può saltare la fila andando direttamente dal privato, chi non è in condizione di farlo, come le persone povere, sta rinunciando a curarsi. Servono molte più risorse sulla sanità pubblica e sbloccare assunzioni”, ha concluso.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Fienga (Cisco) “Le aziende sono sempre più attente alla sostenibilità”

    Fienga (Cisco) “Le aziende sono sempre più attente alla sostenibilità”

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    ROMA (ITALPRESS) – Analizzare l’impatto dell’attività, fissare un obiettivo e stabilire una roadmap: sono questi i “semplici passi” per seguire un percorso di sostenibilità. Lo ha detto, in un’intervista all’agenzia Italpress, Angelo Fienga, Director Sustainable Solutions di Cisco, la multinazionale statunitense specializzata nella fornitura di apparati di networking e “impegnata nella sostenibilità da tantissimi anni. Un paio di anni fa abbiamo dichiarato il nostro obiettivo di ‘net zerò: Cisco si è impegnata per riportare a zero le emissioni entro 2040”, fissando “una roadmap che permetterà di raggiungere questo obiettivo” attraverso una serie di passi. “Il primo è l’attenzione ai prodotti: entro il 2025 tutti i nostri prodotti saranno realizzati con i criteri di circolarità, già in fase di progetto. Il secondo elemento, molto importante, è avere una ‘supply chain’ sostenibile, con dei fornitori che abbiano degli obiettivi e una roadmap per raggiungerli. Il terzo elemento imprescindibile è avere dei programmi: nel 2018 abbiamo firmato il pledge a Davos in cui ci siamo impegnati a raccogliere il 100% dei nostri prodotti ovunque nel mondo, gratuitamente per il cliente, per riportarli e ridare loro una seconda, una terza o una quarta vita: questo vuol dire impegnarsi in sostenibilità”.
    Come tutte le aziende, anche “l’IT consuma energia: l’IT Footprint è ridurre il più possibile questo impatto. Qualunque apparato elettronico utilizza energia”, ma “lo può fare in maniera mirata e sempre più efficace. Poi l’IT ha la possibilità di ridurre il consumo energetico e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse: questo vuol dire impattare un 15-20% delle emissioni globali”, spiega.
    Far passare questi messaggi alle aziende “è sempre meno difficile, sia per la situazione contingente che abbiamo in Europa e nel resto del mondo, sia perchè molte aziende hanno degli obiettivi di sostenibilità e sono sempre più attente a come impegnano e utilizzano le risorse: offrire delle soluzioni che permettano l’ottimizzazione diventa sempre più importante”, le aziende “sono sempre più ricettive”. La sostenibilità però “non riguarda solo l’ambiente, ma anche la qualità della vita: l’intelligenza artificiale oggi può aiutare”, permettendo “un lavoro più facile a chi per esempio lavora da casa, attraverso strumenti che garantiscano sicurezza, ma anche capacità di lavorare in maniera più efficace”.

    – foto Italpress –
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  • Meloni “Il premierato? Lavoriamo per un ampio consenso in Parlamento”

    Meloni “Il premierato? Lavoriamo per un ampio consenso in Parlamento”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Il Parlamento è sovrano. Abbiamo sottoposto un’ipotesi di riforma che rispetta la sensibilità diffusa delle forze politiche e degli italiani, ma se poi le Camere decideranno di apportare modifiche che reputa migliorative ne prenderemo atto”. A dirlo il premier Giorgia Meloni in un’intervista al quotidiano “Il Messaggero”, parlando della riforma del presidenzialismo. “Noi lavoreremo affinchè in Parlamento questa riforma abbia il più ampio consenso possibile e raggiunga la maggioranza dei due terzi. Ma se non ci riusciremo, saranno gli italiani ad esprimersi con il referendum – aggiunge -. Noi ci limiteremo a spiegare come, secondo noi, questa riforma possa essere in grado di migliorare il futuro della Nazione. Gli italiani decideranno cosa sia meglio e se andrà fatta o meno. Noi siamo solo uno strumento per realizzare quello che loro ci hanno detto di fare un anno fa. Gli italiani hanno e avranno sempre l’ultima parola”.
    Dicendosi “fiera” di un Governo che “ha la forza e la serietà per varare una legge di bilancio che guarda all’interesse della Nazione”, Meloni si sofferma anche sulla guerra in Medio Oriente evidenziando che “sono inquietanti i segnali di antisemitismo ai quali stiamo assistendo in Italia e in Europa. Non consentiremo nessuna forma di discriminazione, violenza o intimidazione nei confronti dei cittadini di religione ebraica. L’attenzione da parte di tutto il nostro sistema di sicurezza è massima”. E sull’accordo firmato ieri con Edi Rama per la realizzazione di due centri d’accoglienza italiani per i migranti in Albania, Meloni spiega che “abbiamo informato la Commissione europea senza che questo comportasse criticità. Anzi, io credo che possa diventare un modello di collaborazione tra Paesi Ue e Paesi extra-Ue sul fronte della gestione dei flussi migratori”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
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  • Netanyahu “Israele avrà la responsabilità della sicurezza a Gaza”

    Netanyahu “Israele avrà la responsabilità della sicurezza a Gaza”

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    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Non ci sarà un cessate il fuoco generale senza il rilascio dei nostri ostaggi. Israele avrà la responsabilità generale della sicurezza” sulla Striscia di Gaza “per un periodo indefinito” dopo la fine della guerra contro Hamas. Parlando in un’intervista all’emittente televisiva statunitense “ABC News”, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che “penso che ci assumeremo la responsabilità generale della sicurezza per un periodo indefinito perchè abbiamo visto cosa succede quando non ce l’abbiamo. Quando non abbiamo questa responsabilità in termini di sicurezza, ciò che abbiamo è l’esplosione del terrore di Hamas su una scala che non potremmo immaginare”. Questa posizione è stata espressa nelle ultime settimane da funzionari israeliani a condizione di anonimato, ma ora è Netanyahu a esporla in prima persona. Questo nonostante l’amministrazione degli Stati Uniti di Joe Biden abbia espresso la sua opposizione a questo scenario, avvertendo allo stesso tempo Gerusalemme che è più probabile che si ritroverà impantanata a Gaza se non inizierà a elaborare un piano su chi governerà l’enclave se riuscirà a rimuovere Hamas dal potere.
    Netanyahu evita di rispondere alla domanda se accetterà l’appello del presidente degli Stati Uniti per una pausa umanitaria. Poi indica che accetterebbe un cessate il fuoco se Hamas liberasse tutti i circa 240 ostaggi detenuti a Gaza. “Ci sarebbe un cessate il fuoco a questo scopo, e stiamo aspettando che ciò accada. Finora non è successo”, dice.
    La vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha effettuato nella notte delle telefonate con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed, e il primo ministro del Bahrein, Salman bin Hamad, per discutere della guerra Israele-Hamas. Questo mentre l’amministrazione Biden ha lavorato per espandere il suo ruolo sulla questione nelle ultime settimane. I risultati di entrambe le chiamate della Casa Bianca sono in gran parte identici e includono gli stessi punti di discussione che Washington ha ribadito dall’inizio della guerra, un mese fa.
    In entrambi i colloqui Harris ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione Usa ad aumentare gli aiuti umanitari per Gaza, a proteggere le vite dei civili mentre Israele avanza nella guerra contro Hamas, a respingere le richieste di alcuni in Israele di sfollare forzatamente i palestinesi e a lavorare per una soluzione a due Stati.
    Nella telefonata con il leader emiratino, Harris ha discusso “dell’importanza di scoraggiare le minacce da parte di qualsiasi attore statale e non statale, in particolare coloro che cercano di espandere il conflitto, e il vicepresidente ha condannato i recenti attacchi delle milizie appoggiate dall’Iran in tutta la regione”, si legge in una nota della Casa Bianca.
    Sono proseguiti anche questa notte i raid israeliani su Gaza. Il corrispondente della Tv “Al Jazeera” ha riferito che ci sono stati 10 morti e diversi feriti in un bombardamento israeliano che ha preso di mira una casa a Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Il giornalista ha anche riferito che due persone sono state uccise e diversi feriti nei raid israeliani che hanno preso di mira case nel nord della Striscia di Gaza. Anche se il numero definitivo delle vittime di questi raid non è stato determinato, le immagini mostrano il lavoro delle squadre di soccorso che estraggono i corpi dei morti da sotto le macerie delle case e trasportano i feriti negli ospedali.
    Intanto, gli israeliani celebrano oggi una giornata di lutto per ricordare il primo anniversario dell’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, in cui furono uccise oltre 1.400 persone, la maggioranza delle quali civili, e circa 240 prese in ostaggio. Alle 11 di oggi ora locale (le 10 ora italiana) verrà osservato un minuto di silenzio a livello nazionale e le autorità locali di tutto il Paese ammaineranno la bandiera a mezz’asta. Nel corso della giornata si terranno cerimonie commemorative anche nelle scuole e nelle università. Nel pomeriggio, le persone si riuniranno nelle piazze e in altre zone del centro per accendere candele in memoria dei soldati caduti e dei civili assassinati.
    A Tel Aviv, una cerimonia commemorativa per le famiglie in lutto si terrà a partire dalle 18:30 ora locale all’Heichal HaTarbut, ufficialmente l’Auditorium Charles Bronfman, con un’esibizione dell’Orchestra Filarmonica di Israele. A Gerusalemme, a partire dalle 19:30 si terrà una manifestazione commemorativa e di protesta delle famiglie in lutto. davanti alla Knesset. Al termine della funzione, davanti alla Knesset sarà allestito un accampamento permanente guidato dalle famiglie in lutto che chiedono un nuovo governo, secondo gli organizzatori.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).