Autore: ItalPress

  • Dieci esemplari limited edition per la Suzuki Hayabusa

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    TORINO (ITALPRESS) – Suzuki Hayabusa compie 25 anni. Era infatti il 1998 quando la sua prima generazione apparve sul mercato, rivoluzionando per sempre il mondo delle moto sportive.
    Profondamente diversa da qualsiasi altra moto vista prima di allora, Hayabusa creò la categoria delle hypersport e alzò l’asticella delle prestazioni a livelli mai raggiunti in precedenza da una moto di serie. Oggi la terza generazione continua a svettare nel panorama mondiale delle due ruote e celebra l’anniversario della progenitrice con la serie speciale 25th Anniversary. La versione dedicata al 25esimo anniversario sarà venduta in tutto il mondo e si distingue, dall’attuale versione, per la particolare livrea bicolore, che abbina il nero e un arancione in stile racing. Anche i registri tendicatena e le flange dei dischi freno richiamano con la loro finitura le sovrastrutture, enfatizzando la cura maniacale delle finiture, tipica dei prodotti di lusso giapponesi. Questa trova espressione anche nell’aspetto della catena della trasmissione finale e nelle incisioni presenti sul corpo del silenziatore di scarico, nel logo 25th Anniversary e nello stemma tridimensionale Suzuki applicato al serbatoio del carburante. A completare la livrea è la copertura per la sella del passeggero.
    Suzuki Hayabusa 25esimo anniversario si candida a diventare un “pezzo” da collezione non solo per i cultori del modello ma per tutti coloro che desiderano una moto dalle performance impareggiabili, con il meglio della tecnologia e un’immagine esclusiva. In Italia, la versione dedicata al 25esimo anniversario sarà venduta solo online in 10 esemplari e i 10 appassionati che vorranno acquistarla potranno scegliere il loro numero preferito da 1 a 10. La consegna della moto avverrà da ottobre 2023 in base all’ordine di prenotazione insieme ad un certificato prodotto da Suzuki Italia, riportante il telaio della moto e il numero seriale. Suzuki Hayabusa 25esimo anniversario sarà ordinabile online, sul sito dedicato dal 20 luglio 2023 ore 13,00.
    “Hayabusa è la portabandiera per Suzuki e ha diversi estimatori in tutto il mondo. Vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine a questo modello, che arriva a celebrare il suo 25° anniversario e che in questi anni è stato tanto amato.
    Ho guidato personalmente il prototipo dell’attuale terza generazione e sono orgoglioso di dire che noi, il team Suzuki, possiamo proporre oggi la migliore moto del momento. Hayabusa continuerà ad evolversi e siamo sicuri che avrà sempre molti fan appassionati” commenta il Presidente, Toshihiro Suzuki.

    foto: ufficio stampa Suzuki Italia

    (ITALPRESS).

  • Cybersecurity, 14 Pmi venete su 100 hanno subito attacchi hacker

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    MARGHERA (VENEZIA) (ITALPRESS) – L’86% delle Piccole e medie imprese del Veneto adotta strumenti digitali per supportare l’attività aziendale. Il 14% di queste stesse aziende ha subito attacchi da parte di hacker negli ultimi 4 anni.
    Sono dati che fanno pensare, quelli contenuti nel rapporto Cyber Index PMI Veneto realizzato da Generali e Confindustria, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Il rapporto è stato presentato all’avvio del roadshow partito proprio dal Veneto per diffondere e promuovere la cultura della gestione dei cyber risk tra le aziende di piccole e medie dimensioni.
    “Come Partner di Vita delle persone in ogni momento rilevante, mettiamo a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza per contribuire in maniera concreta a diffondere tra le imprese la cultura della cyber sicurezza e sensibilizzare circa l’importanza dell’adozione di adeguati sistemi di protezione, oltre a sistemi assicurativi innovativi – spiega Marco Oddone Chief Marketing & Distribution Officer di Generali Italia -. Diamo il via al roadshow sul territorio con Confindustria, mettendo a disposizione la nostra esperienza e la consulenza di valore della nostra Rete. Lo facciamo in Veneto, un territorio ad alta densità imprenditoriale e rappresentativo del tessuto industriale italiano di PMI, oltre che luogo per noi molto importante perchè parte integrante della storia di Generali”.
    Per Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria e Vice Presidente di Confindustria, “nello scenario attuale, che vede le imprese impegnate in una duplice transizione digitale e sostenibile, investire sulla sicurezza informatica è una vera e proprio leva di competitività. Secondo i dati Istat di gennaio 2023, il maggiore ricorso al lavoro da remoto, che nel 2022 ha coinvolto oltre 7 imprese su 10, ha influito sull’aumento della quota di imprese con almeno 10 addetti che dispongono di misure, pratiche o procedure di sicurezza informatica. Parliamo del 48,3% di imprese contro il 34,4% nel 2019. Tuttavia, la forte incidenza di PMI nel tessuto produttivo del Paese comporta un’ampia diffusione di misure di sicurezza meno sofisticate, evidenziando un divario rilevante tra le grandi imprese e le PMI – prosegue -. Basti pensare che solo il 35,3% delle PMI fa una valutazione di rischio informatico, contro il 74,6% delle imprese con almeno 250 dipendenti e che solo il 14,4% delle imprese di minore dimensione ha stipulato un’assicurazione contro gli incidenti informatici rispetto al 45,1% delle imprese più grandi. Le PMI si dimostrano mediamente meno preparate dal punto di vista tecnologico, con meno competenze interne capaci di sopperire a tale mancanza e, a fronte quindi di rischi maggiori, anche meno assicurate. Proprio per questo, per promuovere una digitalizzazione di successo del sistema produttivo italiano è necessario agire lungo due direttrici: sicurezza e autonomia nell’offerta e diffusione di una domanda basata sulla conoscenza anche dei rischi. E la collaborazione che stiamo portando avanti con Generali costituisce uno dei tasselli fondamentali di questa strategia che vede tutti gli attori in campo lavorare insieme per sostenere le imprese in una transizione sicura e sostenibile”.
    “La sicurezza digitale non è più un optional ma un tema fondamentale per assicurare il pieno sviluppo delle nostre Pmi nella transizione digitale e per tutelare gli asset produttivi e informativi delle aziende, sempre più esposti agli attacchi informatici. La limitata presenza di specialisti del settore Ict resta un punto debole delle nostre Pmi. Per quanto riguarda il Nord Est, la quota di imprese che ha competenze specifiche al suo interno si attesta al 14,8%, leggermente superiore alla media nazionale, contro il 21% della media Ue-27 – sottolinea Gian Nello Piccoli, Presidente Gruppo IT di Confindustria Veneto Est -. Quanto alla decisione di investire in formazione Ict e nell’uso di misure e procedure sulla sicurezza informatica, si riscontrano ancora ritardi. Come Confindustria Veneto Est abbiamo fatto convintamente da apripista a uno strumento come il “Cyber Index”, che consente alle Pmi di acquisire consapevolezza sul loro grado di maturità nel riconoscere e gestire la minaccia cyber. L’obiettivo che ci siamo dati è alzare sempre più il livello di prevenzione e ampliare il numero di imprese che già è maturo nella protezione digitale, supportando le imprese, le filiere e l’intera supply chain soprattutto nella formazione su questi temi”.
    Sono 158 le PMI venete che hanno partecipato alla survey per monitorare lo stato di consapevolezza delle loro organizzazioni aziendali sui rischi cyber, 90 di esse sono piccole imprese mentre 68 sono medie. Di queste, il 66% delle aziende intervistate opera all’estero, il 27% è fornitore di multinazionali o imprese sopra i 1.000 dipendenti, il 16% ha relazioni con la PA, il 10% opera in Paesi con instabilità geopolitica, il 6% vede il coinvolgimento di infrastrutture critiche nella filiera e il 4% ha sedi o impianti all’estero. Di queste, ben l’86% ha dichiarato di fare ricorso all’utilizzo di strumenti digitali per supportare la propria attività produttiva e il 14% ha subito violazioni negli ultimi 4 anni.
    Nell’ottica di aumentare la conoscenza su temi di cyber security e di attacchi informatici per le imprese, sono iniziati oggi gli incontri di formazione e workshop su base territoriale, con la collaborazione del partner tecnico Vodafone Business. Gli esperti di Generali e la rete agenziale coinvolgono, con la loro consulenza di valore, le imprese associate a Confindustria, per garantire una maggior consapevolezza dei rischi legati alla crescente digitalizzazione e per proteggere le imprese dal crimine informatico. Dopo questa prima tappa, il roadshow proseguirà nel corso dell’anno a Torino, Genova, Milano, Perugia e Bologna.
    Nel corso dell’evento è intervenuto Enrico Caruso, Head of Cyber Insurance Underwriting (SME&Retail) di Generali Global Corporate & Commercial. Caruso si è focalizzato sulla necessità di aumentare la consapevolezza della propria esposizione al cyber risk in Italia, sull’uso corretto degli strumenti tecnologici come primo strumento di difesa, e sul ruolo che svolgono gli assicuratori nel proteggere il patrimonio dei propri clienti.

    – foto xa7/Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Il Milan ufficializza l’arrivo di Christian Pulisic

    Il Milan ufficializza l’arrivo di Christian Pulisic

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    MILANO (ITALPRESS) – Christian Pulisic è ufficialmente un giocatore del Milan. Il club rossonero ha reso noto “di aver acquisito a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Christian Mate Pulisic dal Chelsea. Lo statunitense ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027, con diritto di opzione a favore del club per il prolungamento fino al 30 giugno 2028. Nato a Hershey (USA) il 18 settembre 1998, cresce nei settori giovanili americani, prima di trasferirsi in Europa nel 2015, al Borussia Dortmund. Con i gialloneri debutta in prima squadra nel gennaio 2016 e totalizza 127 presenze e 19 reti, vincendo 1 Coppa di Germania. Nel gennaio 2020 passa al Chelsea, con cui colleziona 145 presenze e 26 gol, conquistando 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea e 1 Mondiale per Club.
    Pulisic vanta 60 presenze e 25 gol con la Nazionale degli Usa, con cui ha vinto 2 Concacaf Nations League. Christian Pulisic vestirà la maglia numero 11″.
    – Foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Adecco, Malacrida “Collaborazione pubblico-privato può essere virtuosa”

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    ROMA (ITALPRESS) – “In questi anni ci sono state varie proposte per incentivare la collaborazione tra pubblico e privato, tra agenzie per il lavoro e i Centri per l’impiego. Io sono molto favorevole, è determinante che il legislatore ascolti realmente chi tutti i giorni è sul mercato del lavoro e ha il polso della situazione sui bisogni reali. Sicuramente per collaborare con i Centri per l’impiego ci vuole un aggiornamento riguardo a determinate attività, a determinate modalità di interazione”. Lo ha detto Andrea Malacrida, amministratore delegato di Adecco, intervistato da Cesare Damiano per il Focus Lavoro & Welfare dell’agenzia Italpress.
    “Il lavoro somministrato ha avuto una progressione importantissima. Adecco è stata storicamente leader di mercato. Oggi gestiamo circa 60 mila persone, presso 12 mila aziende clienti. Un osservatorio importante del mercato del lavoro, in crescita negli ultimi anni in maniera significativa. Il 2023 è abbastanza in linea con gli anni precedenti, che hanno vissuto un rimbalzo post-Covid, tante attività da riprendere, da completare, però sicuramente c’è una novità: una difficoltà reale nel reclutamento di determinate figure, che se prima erano legate a professionalità dell’ingegneria o operai specializzati, oggi si allarga a professionalità anche più entry level”. Sulla formazione offerta da Adecco ai lavoratori Malacrida dice che “ogni anno il gruppo investe in formazione circa 30 milioni di euro per formare, rispetto ai desiderata del mercato, parte dei nostri 60 mila lavoratori, di cui la metà assunta a tempo indeterminato. Il nostro compito è garantire una continuità lavorativa a queste professionalità, che non sempre vengono confermate all’interno delle medesime aziende, quindi devono essere riadattate al mercato. E questo lo si fa attraverso i processi di formazione. Qualche settimana fa abbiamo lanciato un progetto unico nel mercato del lavoro italiano: premiare una buona parte di questi 30mila lavoratori assunti a tempo indeterminati da Adecco e assegnati presso le nostre aziende clienti, con un bonus di 100 euro in busta paga, laddove conseguano un attestato di un corso di formazione di almeno 15 ore, in materie digitali o linguistiche. Quindi noi crediamo molto alla formazione, che peraltro è propedeutica a completare il livello di occupabilità dei singoli lavoratori”.
    Sul welfare aggiunge: “Il lavoro somministrato è un istituto che ormai ha più di venticinque anni, che nel corso del tempo è stato completato con benefit e valorizzazioni per quanto riguarda il welfare aziendale che credo sia impareggiabile rispetto alle aziende tradizionali. Oggi un lavoratore somministrato può accedere ad un mutuo nonostante abbia una assunzione a tempo determinato, può accedere a un’assistenza sanitaria e previdenziale”
    Infine sulla ‘settimana cortà “dobbiamo essere molto concreti e pragmatici. In linea di massima io – dice Malacrida – sono molto favorevole alla sperimentazione, dobbiamo tener conto però dei bisogni e delle aspettative dei lavoratori ma anche dell’esigenza di produttività e dei risultati aziendali”.

    – foto Italpress –

    (ITALPRESS).

  • Izaguirre vince la 12^ tappa del Tour, Vingegaard leader

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    BELLEVILLE-EN-BEAUJOLAIS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ion Izaguirre trionfa in solitaria nella dodicesima tappa del Tour de France 2023, la Roanne – Belleville-en-Beaujolais di 169 chilometri. Il corridore basco ha piazzato l’attacco decisivo a circa 30 chilometri dal traguardo: anticipato il gruppetto guidato da Thibaut Pinot, con Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies) che ha vinto la volata per il secondo posto su Matteo Jorgenson (Movistar Team). E’ stata una frazione in cui si sono visti ritmi folli e tantissimi scatti sin dall’inizio, ci sono voluti circa 80 chilometri per far sì che la fuga di giornata andasse in porto: alla fine si è imposta la Cofidis, non cambia nulla invece per quanto riguarda la maglia gialla. Jonas Vingegaard – arrivato a 4’14” – resta leader della corsa a 17″ da Tadej Pogacar (UAE Team Emirates). Domani si torna a salire nella Chàtillon-sur-Chalaronne – Grand Colombier di 137,8 chilometri, con l’arrivo in salita che può determinare ancor di più la classifica generale.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS)

  • L’Europarlamento chiede agli Stati più impegno per salvare i migranti

    L’Europarlamento chiede agli Stati più impegno per salvare i migranti

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    ROMA (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha adottato, per alzata di mano, una risoluzione (non legislativa) che chiede ai Paesi Ue e a Frontex di fornire una capacità sufficiente in termini di navi, attrezzature e personale dedicato alle operazioni di ricerca e soccorso e un approccio più proattivo e coordinato per salvare efficacemente le vite in mare. Gli Stati membri dovrebbero inoltre utilizzare appieno le navi gestite dalle Ong. Secondo i deputati, “dovrebbe essere istituita una missione SAR globale dell’Ue, attuata dalle autorità degli Stati membri e da Frontex. Il Parlamento condanna fermamente il contrabbando e il traffico criminale, ribadendo che percorsi sicuri e legali, in particolare attraverso il reinsediamento, sono il modo migliore per evitare le vittime in mare. I deputati propongono inoltre di diffondere maggiori informazioni sui pericoli di questa rotta ai cittadini dei Paesi terzi. Chiedono inoltre alla Commissione di presentare delle proposte per condizionare i finanziamenti ai Paesi terzi alla cooperazione nella gestione dei flussi migratori e nella lotta contro i trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri di migranti”.
    La risoluzione chiede alla Commissione di fornire informazioni complete su tutti i tipi di sostegno che l’UE e i suoi Stati membri forniscono alle guardie di frontiera e costiere dei Paesi terzi, tra cui Libia, Turchia, Egitto, Tunisia e Marocco. Poichè le persone soccorse dovrebbero essere sbarcate solo in un luogo sicuro, i deputati “esortano la Commissione e le autorità nazionali a valutare le accuse di gravi violazioni dei diritti fondamentali da parte della guardia costiera libica e a porre fine a tale cooperazione se tali violazioni sono provate”.

    – foto: Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Gruppo San Donato, completata la semplificazione dell’assetto societario

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    MILANO (ITALPRESS) – Sono stati presentati oggi a Milano il nuovo assetto societario, la corporate governance, i dati del bilancio consolidato 2022 e i progetti futuri del Gruppo San Donato, alla presenza del presidente Angelino Alfano e dei vice presidenti Kamel Ghribi e Paolo Rotelli. Gruppo San Donato si conferma leader della sanità italiana con 5,4 milioni di pazienti trattati nell’ultimo anno, in 54 strutture sanitarie (di cui 18 ospedali), con più di 7.000 medici, con 5.566 posti letto e 18.240 collaboratori complessivi di cui il 60% sono donne. Questi numeri testimoniano il ruolo strategico che GSD svolge nel mantenimento di un Sistema Sanitario Nazionale universalistico, nel quale la medicina più avanzata è accessibile a tutti.
    Si avvia a conclusione il percorso intrapreso tre anni fa per snellire e riorganizzare l’assetto societario del GSD. Le parole chiave sono: resilienza, sostenibilità, semplificazione, efficienza e trasparenza. Il nuovo assetto è il frutto di una migliore identificazione delle attività caratteristiche e del ruolo delle varie entità del GSD, al fine di ottenere una semplificazione operativa e, di conseguenza, una maggiore efficienza gestionale e finanziaria.
    Velca S.p.A., presieduta da Angelino Alfano e con vice presidenti Kamel Ghribi e Paolo Rotelli, partecipata al 100% dalla Papiniano S.p.A, diventa la holding alla quale fanno capo tutte le società operative, con un ruolo in divenire di direzione e coordinamento, per affrontare in modo più omogeneo un mercato sempre più ampio e complesso. Successivamente, la denominazione della holding cambierà da Velca S.p.A. a Gruppo San Donato S.p.A.
    La governance interna si arricchisce di un organo consultivo: nasce il nuovo Ethic and Legal Advisory Committee, con competenze trasversali a tutte le società operative del GSD. Il comitato sarà presieduto da Giovanni Salvi, ex Procuratore Generale della Corte di Cassazione, e avrà il compito di supportare il GSD con opinioni e pareri relativi a materie sensibili, di natura etica e legale.
    ‘Il Gruppo San Donato guarda al futuro, seguendo una bussola costruita su poche parole chiave: resilienza, sostenibilità, semplificazione, efficienza, trasparenza. A queste cinque parole si ispirano i nostri comportamenti, le nostre scelte e le nostre strategie per il futurò, afferma Paolo Rotelli, vice presidente di Velca S.p.A., presidente di Ospedale San Raffaele.
    Si consolida la presenza del GSD nell’area Middle East e Nord Africa, che rappresenta la nuova frontiera per la sanità italiana, per costruire e gestire nuovi ospedali esportando il know-how italiano e stringere accordi per la gestione di pazienti stranieri, nelle strutture del GSD.
    La sanità è e rimane il core business. GKSD Investment Holding, in un’ottica di one company, valorizza il know-how del GSD affiancando altre competenze, quali l’engineering, l’edile, l’energy, la consulenza strategica ed è in grado di fornire servizi di altissima qualità, divenendo di fatto il motore delle attività internazionali.
    In particolare, si ricorda che il recente accordo con il governo iracheno, ritenuto di interesse strategico per l’economia nazionale, ha favorito la firma del MOU tra GKSD e Gruppo San Donato, con SACE, per la realizzazione di opere in diversi settori ad alto impatto sociale, nonchè per incoraggiare gli scambi commerciali tra Italia e Iraq nel loro complesso.
    Di seguito, i principali accordi sottoscritti e in via di sottoscrizione. Iraq: gestione di un ospedale da 500 posti letto nella città di Najaf; costruzione di quattro ospedali a Bassora, dell’Ospedale Militare a Bagdad e di due Smart Clinic, una a Bassora e una a Bagdad; accordo di cooperazione per la gestione di pazienti iracheni presso gli ospedali del GSD; Egitto: gestione dell’ospedale pubblico, Sheikh Zayed Hospital de Il Cairo; progettazione, costruzione e gestione di due Smart Clinic, una a Il Cairo e una a Il Cairo New Capital; Arabia Saudita: consulenza al governo saudita per la definizione dei requisiti relativi al Population Health Management e per la governance e i modelli organizzativi per la riforma del loro sistema sanitario;
    partecipazione al programma di public private partnership per la costruzione e gestione di ospedali e strutture di riabilitazione pubbliche; realizzazione di una Smart Clinic a Riad; Libia: accordo per la gestione di pazienti libici negli ospedali GSD;
    consulenza strategica per migliorare il servizio sanitario con trasferimento di know-how; gestione di un ospedale a Tripoli;
    Tunisia: accordo triennale con il Ministero della Salute tunisino per inserire circa 100 infermieri all’anno negli ospedali del GSD. Al momento ne sono stati inseriti 28; accordo con la cassa nazionale CNAM per la presa in carico di pazienti tunisini, presso gli ospedali del GSD.
    ‘Vogliamo preparare il futuro rafforzando la presenza in Italia ed espandendo quella all’estero. Un futuro che vedrà sempre di più realizzato il modello di “one company” attraverso cui le società che si occupano dei settori “non core” contribuiscono alla creazione di valore per il Gruppo, rispondendo a un’unica visione e a un’unica missionè, dichiara Kamel Ghribi, presidente GKSD e vice presidente Velca S.p.A.
    L’Assemblea dei Soci della Papiniano S.p.A. ha approvato il bilancio consolidato 2022 e la Relazione di gestione. Il giro d’affari consolidato è pari a circa 1.88 miliardi di euro, in aumento di circa il 7% rispetto allo scorso anno (1.76 miliardi circa nel 2021), a testimonianza della ottima ripresa dell’attività sanitaria con il risolversi della pandemia COVID, (al netto dei rimborsi COVID, nel 2022 il valore dei ricavi è cresciuto di oltre l’11%).
    I costi della produzione sono aumentati in maniera più che proporzionale rispetto all’aumento dei ricavi e questo ha generato un peggioramento del Margine Operativo Lordo di circa euro 10 milioni (155 milioni nel 2022 rispetto a 165 milioni nel 2021). Tale risultato sconta la forte riduzione dei rimborsi COVID da 72 milioni nel 2021 a 2 milioni nel 2022 e il significativo impatto dell’inflazione, con un incremento netto dei costi relativi all’energia di 30 milioni di euro rispetto al 2021. Al netto di tali effetti, il MOL organico nel 2022 sarebbe raddoppiato rispetto al 2021. Il Gruppo ha inoltre proseguito con il proprio importante piano di investimenti (nel corso del 2022 sono stati spesi circa euro 230 milioni), senza accumulare ritardi nei principali cantieri. In particolare, come previsto, il nuovo Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio è stato aperto ad agosto 2022.
    GSD: il futuro attraverso le scelte. Partnership pubblico privato: un modello da perseguire GSD ha appena avviato un’importante collaborazione per la gestione della cardiochirurgia pediatrica dell’Arnas Civico di Cristina Benfratelli di Palermo, rendendo concreta la riapertura del reparto chiuso da ormai 12 anni. La settimana scorsa sono stati eseguiti i primi due interventi, in collaborazione con il team dell’IRCCS Policlinico San Donato, guidato dal cardiochirurgo Alessandro Giamberti. Il progetto, presentato dal GSD e approvato da Regione Sicilia, ha consentito l’arrivo a Palermo, dall’estero, di alcuni specialisti italiani altamente qualificati che andranno a comporre il nuovo team chirurgico che sarà in grado di raggiungere in breve tempo una totale autonomia clinica e organizzativa. In questo modo, il nuovo reparto si candida a diventare un centro di riferimento per tutto il Centro-Sud Italia, evitando così a molte famiglie i costosi e faticosi viaggi della speranza. ‘Questo è il modello che Gruppo San Donato intende perseguire per il futuro – spiega il Gruppo -. Promuovere la partnership pubblico privata (PPP) con lo scopo di rendere più efficiente e sostenibile il SSN e assicurare una migliore qualità delle cure ai nostri concittadini a minor costo per lo Stato. Un grande Gruppo al servizio di una grande città: una Student House per Milano Abbiamo definito un ambizioso progetto per la città di Milano: la riqualificazione e conversione dell’edificio del vecchio Istituto Ortopedico Galeazzi a Bruzzano, che avrà una nuova vita, trasformandosi in una Student House dotata di camere singole, mini appartamenti e di tutti i servizi a supporto, che ospiterà fino a 450 studenti. Il progetto nasce dalla considerazione della crescente necessità di posti letto per studenti, in una città come Milano, che ha sempre di più una forte vocazione universitaria. Inoltre, il nuovo edificio consentirà anche il rilancio della zona adiacente, che ha sofferto del recente trasferimento dell’ospedale nel Mind District’.
    Per la Student House investimento previsto 50/60 milioni di euro, tempi di realizzazione: due anni dall’autorizzazione a costruire; numero camere: 450; numero appartamenti: 70.
    ‘Il Gruppo è stato resiliente negli anni duri e bui della pandemia: ha sofferto come tutti, ma ce l’ha fatta e ha offerto assistenza e prestazioni indispensabili ai cittadini italiani, dimostrando ancora una volta di essere parte essenziale del Servizio Sanitario Nazionale – conclude Angelino Alfano, presidente di Velca S.p.A -. Il Gruppo, in quegli anni, non si è fermato, non ha bloccato gli investimenti e ha costruito il nuovo Ospedale Galeazzi. Oggi, dopo gli anni difficili della pandemia, siamo pronti a nuove sfidè.

    – foto xh7/Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Governo, Santanchè “Fare passo indietro? Non capisco per quale motivo”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Fare un passo indietro? Non capisco per quale
    motivo, a oggi non ho ricevuto nessun avviso di garanzia e
    sono assolutamente tranquilla. Sono tante le cose da fare”.
    Lo ha detto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè,
    intervenendo all’assemblea nazionale di Confagricoltura.
    (ITALPRESS).
    – Foto: Agenzia Fotogramma –

  • Import-export via mare italiano aumentato del 66% in 10 anni

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    NAPOLI (ITALPRESS) – Il commercio marittimo globale aumenterà dell’1,8% nel 2023 portandosi a 12,2 miliardi di tonnellate per poi crescere ancora del 3,1% al 2024. Vale circa il 12% del PIL globale. In Italia circa il 40% degli scambi di import-export avviene via mare per 377 miliardi di euro a fine 2022 con un aumento del 66% nel decennio. Sono alcuni dei dati del decimo Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy”, intitolato “Porti, shipping e logistica al centro dei nuovi scenari del Mediterraneo: 10 anni di analisi, dati e riflessioni sulla competitività del settore e sul ruolo dell’Italia”, presentato a Napoli da SRM, Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo.
    Asia sempre più protagonista. Dei primi 20 porti container mondiali, che nel 2022 hanno movimentato 383 milioni di TEU (44% del totale mondiale) 8 sono cinesi e altri 6 asiatici.
    I noli sono tornati quasi in linea con i valori pre-pandemia. Lo Shanghai Containerized Freight Index (SCFI), dopo aver sfondato il picco storico dei 5.000 punti a gennaio 2022, è sceso sotto quota 1.000 a giugno 2023.
    In pieno rilancio il settore delle navi Car Carrier (proxy del mercato automotive).
    Il commercio mondiale di autoveicoli via mare crescerà dell’8% nel 2023 (+3% sul 2019). Le Car carrier ordinate nel 2022 sono 90 contro le 38 del 2021.
    Riguardo al segmento container i primi 10 top carrier del mondo hanno una quota di mercato dell’84% (nel 2012 tale quota era pari al 64%); i primi 4 controllano più della metà della capacità di trasporto globale di container: 58%.
    La flotta di containership di dimensioni superiori ai 15mila TEU, si stima aumenterà del 26%, del 22% e del 12% rispettivamente nel 2023, 2024 e 2025.
    Cresce la regionalizzazione delle rotte. La crescita nel primo semestre del 2023, delle rotte intraregionali del 5,6% in confronto allo stesso periodo del 2022, rispetto alla riduzione delle rotte deep-sea Est-West del 3%, conferma la tendenza della regionalizzazione dello shipping.
    Mediterraneo sempre più centrale con la spinta di Suez. Oltre 23.400 navi sono transitate nel 2022, ed entrate per l’Egitto pari a 8 miliardi di dollari (+ 25% rispetto al 2021). Suez è anche un importante chokepoint (collo di bottiglia) nel commercio alimentare: vi transitano il 14,6% delle importazioni mondiali di cereali e il 14,5% delle importazioni mondiali di fertilizzanti.
    Avanzano gli Alternative Fuels. il 47,7% di tutti gli ordini nei cantieri (in termini di stazza GT) a luglio 2023 è relativo a navi che utilizzano combustibili alternativi (nel 2017 questa quota era solo del 10,7%). Le navi GNL rappresentano il 39%; quelle a metanolo il 5,4%.
    Il mercato globale della digitalizzazione marittima è stato stimato in 157,4 miliardi di dollari nel 2021 e si prevede che raggiungerà i 423,4 miliardi di dollari entro il 2031, con una crescita del 10,7% dal 2022 al 2031 I porti italiani guidano il Paese verso i mercati internazionali. In Italia circa il 40% degli scambi di import-export avviene via mare per 377 miliardi di euro a fine 2022 con un aumento del 66% nel decennio.
    La spinta verso la transizione ecologica e l’utilizzo di fonti alternative, contribuirà in futuro a ridurre la domanda di prodotti petroliferi a vantaggio di forme green. Per il nostro paese molte delle iniziative devono tener conto dell’attività dei porti che possono diventare dei veri e propri “hub energetici” per lo stoccaggio e/o produzione di GNL, biocarburanti, idrogeno. Si stimano 5 anni per fare dell’Italia il ponte Mediterraneo del gas attraverso 7 rigassificatori in prossimità dei porti e 5 gasdotti da sud volti a far transitare circa 50 miliardi di metri cubi di GNL e fino a 90 miliardi di gas (a pieno regime) per un totale di 140 mld.
    L’import-export via mare del Mezzogiorno sul totale del traffico dell’area è pari al 69% contro una quota quasi del 40% dell’Italia. Nel 2022 ha raggiunto 84,4 miliardi di euro con un balzo del 41% sull’anno precedente; si tratta di una performance anche superiore all’Italia (37,6%).
    I porti del Mezzogiorno giocano un ruolo chiave sul comparto “Energy” (petrolio greggio e raffinato). Rappresentano il 48% dei rifornimenti e delle esportazioni petrolifere via mare del Paese ed essendo il terminale di importanti pipeline dal Nord Africa e dall’Asia.
    Il Sud ha una presenza importante del settore Ro-Ro e delle Autostrade del mare (incide nel 2022 per il 51% sul totale Italia), comparto che ha svolto e sta svolgendo un ruolo chiave per lo sviluppo del territorio in quanto mezzo di trasmissione di un trade di prossimità e trasporto di veicoli pesanti sottratti alla strada.
    Questa edizione del rapporto racconta dieci anni di fatti, trend e dinamiche che hanno caratterizzato il settore. Le analisi, infatti, sono tutte realizzate con questa chiave di lettura poichè il centro studi ha inteso razionalizzare tutti i principali accadimenti che hanno impattato su questo grande asset del Paese.
    Il sopraggiungere di crisi energetiche, aumento dei prezzi delle materie prime, pandemie e guerre che ne hanno stravolto gli equilibri e le rotte navali ma anche le nuove sfide e opportunità a cui rivolgere attenzione come la digitalizzazione, la sostenibilità, gli investimenti del PNRR e le nuove dinamiche del canale di Suez.
    SRM ha dedicato la prima parte del volume alle dinamiche congiunturali che confermano il grande rilievo del settore che fornisce un contributo notevole alla nostra internazionalizzazione: 380 miliardi del nostro import-export viaggia via mare ed i nostri porti movimentano mezzo miliardo di tonnellate ed oltre 61 milioni di passeggeri.
    Nella seconda parte i partner internazionali di SRM hanno realizzato analisi di profondità sui principali fenomeni che hanno caratterizzato e stanno caratterizzando il trasporto marittimo: la transizione energetica, casi studio su Paesi specifici e impatto della pandemia di breve e lungo termine.
    La terza parte contiene monografie su temi di grande interesse come la sostenibilità, le supply chain, l’integrazione verticale dello shipping e il settore della pesca per la prima volta entrato a far parte delle analisi per il rilievo che riveste per la nostra economia.
    “Il Rapporto sull’Economia Marittima di SRM è un punto di riferimento per gli operatori, poichè l’economia marittima è un importante settore di analisi e un ottimo angolo visuale per comprendere le dinamiche globali: la Via della Seta cinese, il Raddoppio del Canale di Suez, l’allargamento di Panama – spiega Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo -. Così come le sfide della rotta Artica, la forte crescita del Mediterraneo, il mutato ruolo dei porti, sempre più hub energetici oltre che logistici. Le tematiche presentate oggi rivestono un ruolo fondamentale per il futuro del nostro Paese e dell’Europa, così come per i nuovi assetti di una manifattura alle prese con forme di riorganizzazione logistica delle catene del valore, bisognose di una capacità di analisi ad altissimo livello di specializzazione, come quella garantita da un Gruppo come il nostro”.
    “Il Rapporto di quest’anno riporta analisi e numeri di lungo periodo sui porti, lo shipping e la logistica, comparti che stanno guidando l’economia mondiale, europea e del Paese, lo testimoniano due numeri su tutti – sottolinea Massimo Deandreis, direttore generale SRM -: le imprese italiane esportano ed importano con le navi il 40% delle loro produzioni, il valore aggiunto dell’economia marittima nel nostro Paese supera i 50 miliardi di euro. Un settore che nel Sud trova un’espressione di eccellenza nei settori portuale e armatoriale. Le nuove sfide della sostenibilità della digitalizzazione e dei carburanti alternativi avanzano in modo impetuoso e dobbiamo farci trovare pronti per mantenere ed accrescere la nostra competitività.
    Necessario altresì dare alle ZES piena operatività attirando investimenti anche dall’estero che potranno dare ulteriore linfa al nostro sistema marittimo”.

    – foto xc9/Italpress –

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  • Emergenza obesità in Italia, sempre più bambini coinvolti

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    PALERMO (ITALPRESS) – In Italia le persone in eccesso di peso sono più di 25 milioni, 6 milioni sono obese. Un trend in preoccupante ascesa, che coinvolge sempre di più i bambini, specie dopo la pandemia. “Sono dati allarmanti – dice in un’intervista all’Italpress il professor Silvio Buscemi, ordinario di Nutrizione clinica all’Università di Palermo e presidente eletto della Società italiana dell’Obesità per il triennio 2025/2027 -. Nel mondo ci sono circa 700 milioni di persone obese. E’ il risultato di un impatto sfavorevole che il cambiamento dei tempi, delle organizzazioni, dei sistemi di vita hanno avuto sulla nostra salute. L’obesità è ormai una malattia riconosciuta sempre più, non è solo una questione estetica, ma un serissimo problema di salute che, agganciato a tante altre realtà cliniche, come il diabete, le malattie cardiovascolari, i tumori, la sindrome delle apnee ostruttive, si associano a una qualità di vita compromessa, danneggiata, e pertanto richiede una grande attenzione”.
    Secondo Buscemi di obesità si parla un pò troppo poco “come patologia, come malattia”, ma “è indubbio che sia un’emergenza che dobbiamo sicuramente affrontare e farlo nel miglior modo possibile. Idealmente dovremmo ripensare molto spesso alle nostre città, al nostro sistema di vita, di muoverci, di nutrirci. E’ una malattia, una malattia che va prevenuta e curata”.
    Nei casi in cui l’obesità non si riesca a fronteggiare con la sola dieta, “abbiamo delle possibilità diverse, e in primo luogo di tipo farmacologico – sottolinea -. Per questa patologia si stanno liberando prospettive, molteplici trattamenti che si stanno dimostrando molto molto efficaci. Questi si affiancano anche alla chirurgia dell’obesità che, ad oggi, era considerato il trattamento più efficace nei casi in cui ve ne fosse indicazione. Abbiamo la possibilità di seguire molteplici vie, un panorama di scelte che ci consentirà di adattare a ogni paziente la sua cura più adatta”.
    Preoccupa l’obesità infantile. “Che colpisca di più gli adulti è qualcosa su cui dovremmo ricrederci. Abbiamo vari dati che ci dicono che l’obesità infantile è notevolmente rappresentata. Negli ultimissimi anni – osserva Buscemi – c’era stato un trend che ci lasciava ben sperare, ma con il Covid si sono fatti passi indietro. L’obesità infantile è un problema importante perchè i bambini obesi di oggi saranno quasi certamente gli obesi di domani. Ma abbiamo riscontrato nei bambini anche un’elevata frequenza di fegato grosso, di ipertensione e, negli adolescenti, il diabete dell’adulto. E’ una grave emergenza che deve vederci in primo luogo attrezzati a prevenirla. Non solo noi medici, ma il sistema amministrativo, politico, sociale: famiglie e scuole. E anche lì, si è aperta una voragine”. Buscemi evidenzia che “abbiamo fatto delle attività nelle scuole ma, quando vediamo i genitori di questi bambini, vediamo spesso adulti devastati da questa ondata di obesità, che non sono in grado di gestire il problema”.
    Per il professor Buscemi “deve stabilirsi un’alleanza tra le famiglie e la scuola, dobbiamo parlarne e discuterne. Spesso quando facciamo formazione riusciamo ad avere risultati”. Alla presidenza della Sio “punterò molto su questo, sul promuovere la salute, la ricerca e la cultura su un argomento, senza volersi sostituire a nessuno. C’è una maggiore attenzione al problema e anche in Sicilia stiamo cercando di organizzarci al meglio, siamo tra le regioni più virtuose. E’ fondamentale che si metta insieme una rete organizzativa che dia una risposta alle persone che hanno necessità”.

    – foto Italpress –
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