Autore: ItalPress

  • Sarà derby Sinner-Sonego agli Us Open, impresa Bronzetti

    Sarà derby Sinner-Sonego agli Us Open, impresa Bronzetti

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    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Flushing Meadows si colora d’azzurro. Sarà derby italiano al secondo turno degli Us Open fra Jannik Sinner e Lorenzo Sonego: esordio in scioltezza per entrambi gli azzurri sul cemento newyorkese. L’altoatesino, sesta testa di serie, si è sbarazzato per 6-3 6-1 6-1 del tedesco Yannick Hanfmann, numero 54 del mondo, in quello che è stato – per numero di giochi ceduti – il suo miglior match in uno Slam. “Sono soddisfatto, credo di aver giocato una partita molto positiva – assicura Sinner – Sia fisicamente sia tennisticamente in campo mi sentivo molto bene”. Ora, dall’altra parte delle rete, ci sarà l’amico Sonego, convincente (6-3 6-4 6-2) contro l’americano Nicolas Moreno De Alboran, al debutto in un Major: “Ha un gran servizio e un gran dritto quindi era importante neutralizzarlo. Ho risposto benissimo e più in generale ho applicato alla perfezione la tattica giusta. E’ andata come volevo farla andare”.
    Quello fra Sinner e Sonego sarà il terzo confronto nel circuito: gli altri due, entrambi in questa stagione, hanno visto l’altoatesino imporsi prima sul veloce di Montpellier e poi sull’erba di Halle. “Non sarà facile – ammette Sonego – E’ un giocatore in forma e in fiducia, arriva da un ottimo periodo. Cercherò di dargli fastidio e farlo giocare nel peggior modo possibile”. Ma Sinner – nove derby vinti su nove – non si fida: “Sono contento di giocare con lui, è un ottimo tennista ed è migliorato molto. E’ un lottatore, serve bene, spinge il dritto e sul rovescio è migliorato moltissimo. Sarà una partita difficile ma è importante giocarle”. Ma buone notizie arrivano anche dalle donne: dopo la grande rimonta di Martina Trevisan su Yulia Putintseva, nella notte italiana arriva l’impresa di Lucia Bronzetti, che per la prima volta in carriera batte una Top20: sovvertito il pronostico con Barbora Krejcikova, testa di serie numero 12, vincitrice del Roland Garros 2021 e in passato numero 2 Wta: 6-4 7-6(3) per la 24enne riminese. “E’ la giocatrice più forte che abbia mai battuto – dice emozionata in conferenza stampa – e anche se nell’ultimo periodo non era in formissima è pur sempre una campionessa e bisogna batterla. Sento di aver giocato molto bene e soprattutto di aver tenuto i nervi saldi quando lei mi ha ripreso nel punteggio”. Prossimo ostacolo la giovane tedesca Eva Lys, proveniente dalle qualificazioni e numero 143 del mondo. Fra i big, resta in campo appena un’ora il campione uscente Carlos Alcaraz (lo spagnolo conduceva 6-2 3-2 prima che Dominik Koefper fosse costretto a ritirarsi), Daniil Medvedev lascia appena due giochi (6-1 6-1 6-0) all’ungherese Attila Balazs, avanza anche Rublev, bene Zverev (possibile rivale del vincente di Sinner-Sonego agli ottavi), Dimitrov rimonta due set e piega lo slovacco Molcan dopo 4 ore e 38 minuti di gioco: se la vedrà ora con Murray, che ha centrato la vittoria numero 200 in uno Slam.
    Fra le donne, destino opposto per due delle semifinaliste della scorsa edizione: Aryna Sabalenka si sbarazza della belga Maryna Zanevska per 6-3 6-2, fuori invece a sorpresa Caroline Garcia, battuta 6-4 6-1 dalla cinese Yafan Wang, numero 114 del mondo. Finisce subito anche l’Us Open – il 24esimo disputato in carriera – di Venus Williams, campionessa nel 2000 e nel 2001 e finalista in altre due occasioni, regolata con un doppio 6-1 dalla belga Minnen.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Sarà derby Sinner-Sonego agli Us Open, impresa Bronzetti

    Sarà derby Sinner-Sonego agli Us Open, impresa Bronzetti

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    NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Flushing Meadows si colora d’azzurro. Sarà derby italiano al secondo turno degli Us Open fra Jannik Sinner e Lorenzo Sonego: esordio in scioltezza per entrambi gli azzurri sul cemento newyorkese. L’altoatesino, sesta testa di serie, si è sbarazzato per 6-3 6-1 6-1 del tedesco Yannick Hanfmann, numero 54 del mondo, in quello che è stato – per numero di giochi ceduti – il suo miglior match in uno Slam. “Sono soddisfatto, credo di aver giocato una partita molto positiva – assicura Sinner – Sia fisicamente sia tennisticamente in campo mi sentivo molto bene”. Ora, dall’altra parte delle rete, ci sarà l’amico Sonego, convincente (6-3 6-4 6-2) contro l’americano Nicolas Moreno De Alboran, al debutto in un Major: “Ha un gran servizio e un gran dritto quindi era importante neutralizzarlo. Ho risposto benissimo e più in generale ho applicato alla perfezione la tattica giusta. E’ andata come volevo farla andare”.
    Quello fra Sinner e Sonego sarà il terzo confronto nel circuito: gli altri due, entrambi in questa stagione, hanno visto l’altoatesino imporsi prima sul veloce di Montpellier e poi sull’erba di Halle. “Non sarà facile – ammette Sonego – E’ un giocatore in forma e in fiducia, arriva da un ottimo periodo. Cercherò di dargli fastidio e farlo giocare nel peggior modo possibile”. Ma Sinner – nove derby vinti su nove – non si fida: “Sono contento di giocare con lui, è un ottimo tennista ed è migliorato molto. E’ un lottatore, serve bene, spinge il dritto e sul rovescio è migliorato moltissimo. Sarà una partita difficile ma è importante giocarle”. Ma buone notizie arrivano anche dalle donne: dopo la grande rimonta di Martina Trevisan su Yulia Putintseva, nella notte italiana arriva l’impresa di Lucia Bronzetti, che per la prima volta in carriera batte una Top20: sovvertito il pronostico con Barbora Krejcikova, testa di serie numero 12, vincitrice del Roland Garros 2021 e in passato numero 2 Wta: 6-4 7-6(3) per la 24enne riminese. “E’ la giocatrice più forte che abbia mai battuto – dice emozionata in conferenza stampa – e anche se nell’ultimo periodo non era in formissima è pur sempre una campionessa e bisogna batterla. Sento di aver giocato molto bene e soprattutto di aver tenuto i nervi saldi quando lei mi ha ripreso nel punteggio”. Prossimo ostacolo la giovane tedesca Eva Lys, proveniente dalle qualificazioni e numero 143 del mondo. Fra i big, resta in campo appena un’ora il campione uscente Carlos Alcaraz (lo spagnolo conduceva 6-2 3-2 prima che Dominik Koefper fosse costretto a ritirarsi), Daniil Medvedev lascia appena due giochi (6-1 6-1 6-0) all’ungherese Attila Balazs, avanza anche Rublev, bene Zverev (possibile rivale del vincente di Sinner-Sonego agli ottavi), Dimitrov rimonta due set e piega lo slovacco Molcan dopo 4 ore e 38 minuti di gioco: se la vedrà ora con Murray, che ha centrato la vittoria numero 200 in uno Slam.
    Fra le donne, destino opposto per due delle semifinaliste della scorsa edizione: Aryna Sabalenka si sbarazza della belga Maryna Zanevska per 6-3 6-2, fuori invece a sorpresa Caroline Garcia, battuta 6-4 6-1 dalla cinese Yafan Wang, numero 114 del mondo. Finisce subito anche l’Us Open – il 24esimo disputato in carriera – di Venus Williams, campionessa nel 2000 e nel 2001 e finalista in altre due occasioni, regolata con un doppio 6-1 dalla belga Minnen.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Autonomia, Calderoli “Nel 2024 la mia riforma sarà legge”

    Autonomia, Calderoli “Nel 2024 la mia riforma sarà legge”

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    ROMA (ITALPRESS) – «Nella maggioranza c’è un accordo blindato: l’autonomia la porto a casa. A inizio 2024 prevedo sarà legge. E il testo Casellati sulla forma di governo ho contribuito a scriverlo». Lo dice, in un’intervista a Repubblica, Roberto Calderoli, Ministro per gli affari regionali e le autonomie. “Anche il mio ministero – aggiunge – parteciperà alla riduzione della spesa, anche se è senza portafoglio. Abbiamo il Fondo per i Comuni di montagna, però il taglio lo faremo in modo che ai Comuni e alle Regioni vadano le stesse quantità di soldi». Poi precisa: “Chi l’ha detto che i Livelli essenziali delle prestazioni debbano costare di più? Nessuno li ha mai definiti, quindi nessuno è in grado di quantificarne il costo. Se si usano fabbisogni standard la razionalizzazione e la responsabilità può addirittura portare alla riduzione della spesa, con grande gioia di Giorgetti. Se poi dovessero costare di più, e non credo, le leggi di bilancio provvederanno a finanziarli”.
    Calderoli non si sente isolato: “Sapevo che era un percorso tutto in salita perchè da 22 anni e da 5 legislature nessuno ha mai cavato un ragno dal buco sull’autonomia differenziata. Ma per la prima volta, ora si è affrontato l’argomento degli argomenti: i livelli essenziali di prestazione, anche questi previsti in Costituzione. Lo Stato è puntuale nel dirti cosa pagare, ma non nel dirti quali sono i diritti civili e sociali garantiti a tutti. L’autonomia può solo migliorare e non peggiorare le condizioni del Sud”.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Autonomia, Calderoli “Nel 2024 la mia riforma sarà legge”

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    ROMA (ITALPRESS) – «Nella maggioranza c’è un accordo blindato: l’autonomia la porto a casa. A inizio 2024 prevedo sarà legge. E il testo Casellati sulla forma di governo ho contribuito a scriverlo». Lo dice, in un’intervista a Repubblica, Roberto Calderoli, Ministro per gli affari regionali e le autonomie. “Anche il mio ministero – aggiunge – parteciperà alla riduzione della spesa, anche se è senza portafoglio. Abbiamo il Fondo per i Comuni di montagna, però il taglio lo faremo in modo che ai Comuni e alle Regioni vadano le stesse quantità di soldi». Poi precisa: “Chi l’ha detto che i Livelli essenziali delle prestazioni debbano costare di più? Nessuno li ha mai definiti, quindi nessuno è in grado di quantificarne il costo. Se si usano fabbisogni standard la razionalizzazione e la responsabilità può addirittura portare alla riduzione della spesa, con grande gioia di Giorgetti. Se poi dovessero costare di più, e non credo, le leggi di bilancio provvederanno a finanziarli”.
    Calderoli non si sente isolato: “Sapevo che era un percorso tutto in salita perchè da 22 anni e da 5 legislature nessuno ha mai cavato un ragno dal buco sull’autonomia differenziata. Ma per la prima volta, ora si è affrontato l’argomento degli argomenti: i livelli essenziali di prestazione, anche questi previsti in Costituzione. Lo Stato è puntuale nel dirti cosa pagare, ma non nel dirti quali sono i diritti civili e sociali garantiti a tutti. L’autonomia può solo migliorare e non peggiorare le condizioni del Sud”.
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  • Sicob “Contro l’obesità estendere la chirurgia metabolica”

    Salute e Medicina: scopri gli aggiornamenti di oggi su ticinonotizie.it

    NAPOLI (ITALPRESS) – L’obesità, patologia o fattore di rischio? Di sicuro va considerata una delle condizioni tra le più diffuse in Italia e nel mondo, con quasi la metà degli italiani in sovrappeso e il 10%, una persona su dieci, clinicamente obesa nel nostro Paese. E’ poi una condizione che genera malattie: diabete tipo 2 per quasi il 60% dei casi, cardiopatia ischemica nel 21% dei casi e fino al 42% di alcuni vengono ricondotti all’obesità che causa, nei pazienti più gravi – di classe III – una riduzione dell’aspettativa di vita tra i 10 e i 15 anni. A queste si aggiunge la maggior predisposizione a forme tumorali quali ad esempio al colon e, nelle donne, all’endometrio, ma anche a neoplasie epato-bilio-pancreatiche, neoplasie linfoproliferative e cancro al seno post menopausale. E’, infine, una condizione complessa, che richiede un approccio multidisciplinare ed un percorso del paziente capace di integrare supporto psicologico e psichiatrico, terapia farmacologica, corretto regime alimentare e, ove indicato, l’intervento chirurgico. Se n’è parlato a Napoli durante il congresso della SICOB – Società italiana di chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (29-30 agosto).
    ‘Tutti i dati in nostro possesso dimostrano che l’obesità è una malattia in sè stessa e come tale va riconosciuta sia dallo Stato che dalla società – dichiara il professor Giuseppe Navarra, responsabile del centro di eccellenza di chirurgia bariatrica e direttore delll’UOC Chirurgia Generale ad indirizzo oncologico del Policlinico G. Martino di Messina e presidente eletto SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche -. Questo significa capire che i malati d’obesità non hanno colpa della loro condizione. L’obesità non è un vizio, ma è il prodotto di diversi fattori, molti dei quali stiamo progressivamente isolando e comprendendo: dai processi cerebrali che regolano in maniera alterata la sensazione di sazietà alle tante disfunzioni nell’assorbimento dei nutrienti. Accettare l’obesità come patologia significa riconoscere l’impatto gravissimo delle sue conseguenze – con malattie croniche e tumori – ma anche prepararsi a garantire quelle cure alle quali i pazienti hanno diritto: dai nuovi farmaci all’accesso ai circa 130 Centri Chirurgici multidisciplinari certificati e regolati. A tutto questo, SICOB continuerà a dare particolare attenzione fornendo assistenza ai soci nell’affrontare problematiche di tipo medico-legale e alla comunicazione dell’obesità come patologia e della chirurgia metabolica e bariatrica come possibile soluzione, nei casi indicati. Inoltre, ci dedicheremo alla revisione dei criteri di accreditamento tanto dei centri che dei chirurghi e ad implementare uno strumento eccezionale di monitoraggio degli esiti della chirurgia. Mi riferisco al Registro di cui SICOB si è dotata tra i primi al mondo, e che proprio per tale motivo necessita di una profonda e continua revisione. L’inesauribile mole di dati raccolti sarà poi oggetto di analisi e comunicazione dei dati alla comunità scientifica sotto la regia di un comitato scientificò.
    La chirurgia dell’obesità (o chirurgia metabolica e bariatrica) è, infatti, per quella parte di pazienti con BMI – body mass index superiore a 30, la cura più efficace per l’obesità, portando alla riduzione di fino al 70 per cento del peso in eccesso. E’ una chirurgia sicura – con il tasso di complicanze più basso dell’intero spettro chirurgico (0,05 per cento) e i cui effetti positivi si protraggono nel tempo. Purtroppo, è, ancora, una chirurgia cui si ricorre molto raramente – l’1% – rispetto al bisogno effettivo. Gli interventi sono aumentati sì del 300 per cento negli ultimi dieci anni, toccando i circa 30mila all’anno, ma coloro che potrebbero, potenzialmente ed effettivamente, trarne beneficio si stima superino i 3 milioni, ovvero il 50 per cento delle persone con obesità, in Italia circa 6 milioni.
    ‘I dati sono inequivocabili – spiega il dottor Giuseppe Maria Marinari responsabile U.Op. Chirurgia Bariatrica all’IRCCS Humanitas di Milano -. Secondo uno studio condotto dall’Università dello Utah su 22mila pazienti obesi per 40 anni, la mortalità di coloro che si erano sottoposti a chirurgia metabolica e bariatrica si è rivelata decisamente inferiore a quella delle persone con obesità non operate. A loro volta, i pazienti operati hanno una probabilità di morte inferiore del 16 per cento in assoluto e del 29 per cento per le malattie cardiache, del 43 per cento per tumore, e del 72 per cento per il diabete. La chirurgia dell’obesità va estesa ai pazienti per i quali è indicata, perchè ha un impatto diretto e sostanziale sia sulla qualità di vita che sull’aspettativa di vità.
    ‘Bisogna sfatare un pregiudizio che ancora oggi persiste – si inserisce il Professor Marco Antonio Zappa, attuale Presidente SICOB – e cioè che la chirurgia metabolica e bariatrica possa essere considerata un intervento di tipo estetico volto a soddisfare i capricci del paziente, ‘colpevolè di essere una persona con obesità. Questo approccio trascura invece i tantissimi fattori che portano all’obesità quali predisposizione genetica, traumi psicologici, problematiche culturali. Manca la consapevolezza del fatto che si tratta di una malattia per la quale l’intervento si può rivelare un vero salva-vita. Non a caso l’obesità patologica è spesso definita il cancro del terzo millennio. Se non ci fosse l’obesità avremmo il 12% di tumori in meno nell’uomo e il 13,5% nella donna. Per questo tutti questi fattori fanno dell’obesità una malattia gravissima, la seconda causa di morte al mondo. Ma fino a quando continueremo a considerarla un problema estetico di cui il paziente è responsabile, non ne verremo mai fuorì.
    ‘Non si pensi, però, – riprende e ribadisce Marinari – che la chirurgia metabolica e bariatrica sia una bacchetta magica per il dimagrimento oppure per l’aspetto estetico. Al contrario, è un intervento che richiede assoluta consapevolezza e assistenza. Non va bene per tutti e bisogna sapere dire di no ai pazienti, facendo anche capire che l’intervento bariatrico farà venire meno non solo lo stimolo ma anche l’interesse e la gratificazione del cibo: un elemento importante e decisivo nell’equilibrio emotivo della persona. Il paziente affetto da obesità è, infatti, una persona spesso fragile perchè reduce, quando si presenta al chirurgo, da molti anni di tentativi falliti di dimagrire. Quello di cui abbiamo bisogno, dunque, è un’umanizzazione delle cure ma, alla luce del vasto bacino di pazienti che avrebbero bisogno dell’intervento, abbiamo bisogno anche di un’urgente razionalizzazione delle risorse. L’adozione del protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) in chirurgia metabolica e bariatrica è la chiave per raggiungere entrambi gli obiettivi: attraverso una serie di procedure standardizzate, superando pratiche tradizionali ma poco efficaci della chirurgia e avendo cura di includere le aspettative, le priorità e i feedback dei pazienti nel percorso di cura, l’applicazione del protocollo ERAS riduce, di fatto, i tempi di ospedalizzazione migliorando l’esperienza del paziente e permettendo di curare più persone con le stesse risorsè.
    ‘La grande diffusione della chirurgia metabolica e bariatrica – conferma il professor Marco Raffaelli, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Endocrina e Metabolica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – è stata resa possibile negli ultimi 20 anni dalla definitiva affermazione della chirurgia laparoscopica, cioè la tecnica mininvasiva che, attraverso piccole incisioni e l’utilizzo di microcamere, permette di effettuare interventi chirurgici complessi con ripresa più rapida e ridotte complicanze rispetto alle tecniche del passato. L’introduzione delle piattaforme robotiche ci ha poi permesso di fare un importante passo in più. L’uso dei robot chirurgici nella cura dell’obesità è particolarmente indicato in alcuni casi, i più complessi, (grandi obesi, re-interventi) e permette di ridurre in maniera significativa il numero degli interventi necessari a raggiungere un livello di performance ottimale, rendendo molto più rapida la curva di apprendimento. L’impiego di programmi AI – Intelligenza Artificiale, inoltre, potrà nel prossimo futuro avvicinarci al traguardo di una medicina dell’obesità personalizzata, aiutando il chirurgo nell’esecuzione dell’intervento. E’, comunque, da sottolineare che la scelta del percorso terapeutico più adeguato va inserita nella prospettiva di una valutazione multidisciplinare di ogni singolo paziente che tenga conto della sua individuale unicità, in termini di abitudini alimentari, aspetti psicologici e comorbidità’.
    Tra le innovazioni degli ultimi 5 anni figurano anche nuovi approcci chirurgici per il trattamento sia dell’obesità che del reflusso gastroesofageo. ‘L’obesità – racconta il professor Stefano Olmi, Responsabile della Unità Operativa di Chirurgia Generale e Oncologica, Centro di Chirurgia Laparoscopica avanzata e Centro di Chirurgia dell’obesità presso il Policlinico San Marco a Zingonia – Bergamo – aumenta il rischio di molte altre patologie in comorbidità. Oltre ai già citati diabete e tumori – del colon, endometrio e mammella in particolare – vanno contati anche ipertensione arteriosa, apnee notturne e dolori articolari. L’intervento chirurgico non risolve solo il problema del peso, ma anche le comorbilità associate. Non fa eccezione il reflusso gastro-esofageo, patologia associata a circa il 30 per cento degli obesi oltre che quella che pone più difficoltà dal punto di vista chirurgico. Il reflusso, infatti, è peggiorato dall’obesità ma, al contempo, preclude l’esecuzione di alcuni degli interventi bariatrici. E’, inoltre, spesso sottovalutato nelle diagnosi, ma può portare a forme sintomatiche gravi e dolorose se trascurato. La soluzione che abbiamo sviluppato più di 5 anni fa – continua Olmi – è stata quella di associare l’intervento di plastica anti-reflusso (secondo la tecnica di Rossetti o Nissen) all’intervento di riduzione del volume dello stomaco (sleeve gastrectomy). Fondamentale premessa di questo percorso virtuoso è l’attenzione diagnostica per il reflusso attraverso gastroscopia, PH metria e manometria esofagea. L’associazione delle due tecniche chirurgiche permette al paziente obeso di perdere peso, risolvere comorbidità e non avere più problemi legati al reflusso gastro-esofageò.
    L’innovazione nella chirurgia metabolica e bariatrica passa anche attraverso la metodologia e lo sviluppo delle linee guida. ‘La chirurgia italiana in questo ambito è una delle più influenti e rispettate al mondo – spiega il professor Maurizio De Luca, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale di Rovigo e vicepresidente SICOB – e la nascita sia della Federazione mondiale che europea delle società scientifiche di chirurgia bariatrica (IFSO) deve molto all’azione di un luminare italiano come Nicola Scopinaro, recentemente scomparsò.
    ‘Il XXXI Congresso Nazionale della SICOB è un evento senza precedenti perchè si accompagna al XXVI Congresso Mondiale dell’IFSO – annuncia il presidente del Congresso, professor Mario Musella Ordinario di Chirurgia generale e Responsabile U.O.C. Chirurgia generale ad indirizzo Bariatrico ed Endocrino Metabolico A.O.U. Federico II di Napoli -. Avremo quindi l’opportunità di valutare quanto il peso scientifico raggiunto dalla SICOB, una delle Società fondatrici dell’IFSO, non abbia nulla da invidiare alle eccellenze internazionali riunite a Napoli a fine agosto per il Congresso Mondiale della Chirurgia dell’Obesità IFSO. Noi come SICOB evidenzieremo, tra le altre cose, l’importanza sociale della chirurgia metabolica e bariatrica perchè il nostro scopo è restituire ai pazienti uno status di salute ottimale e una ritrovata qualità di vita. In noi, i pazienti ripongono tutte le loro aspettative e la volontà di cambiare la propria esistenza, maturata dopo anni di dubbi, di sofferenze, di isolamento. Per questo motivo noi li ‘prendiamo in caricò dando loro una nuova motivazione e fornendo loro percorsi chiari, sicuri e codificati. E’ importante, infatti, ricordare che non si tratta di procedure banali, ma di interventi chirurgici importanti, che vengono eseguiti in base a protocolli nazionali e internazionali precisi. Desidero sottolineare infine che la chirurgia non è per tutti ma viene scelta, dopo molte valutazioni ed esami, da team multidisciplinarì.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Telefonata Meloni-Saied “Rafforzare la lotta alla migrazione illegale”

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    ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Repubblica di Tunisia, Kais Saied. “Al centro dei colloqui – si legge in una nota di Palazzo Chigi – le relazioni bilaterali e la gestione dei flussi migratori alla luce della emergenza che continua a colpire entrambi i Paesi. Si è convenuto sulla necessità di continuare ad aumentare gli sforzi a tutto campo per rafforzare la lotta contro la migrazione illegale”. Il presidente Meloni ha assicurato “il costante sostegno alle Autorità tunisine da parte italiana e nel contesto europeo”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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    Telefonata Meloni-Saied “Rafforzare la lotta alla migrazione illegale”

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    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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  • Opel Vivaro protagonista al Caravan Salon 2023 di Dusseldorf

    Opel Vivaro protagonista al Caravan Salon 2023 di Dusseldorf

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Anche quest’anno Opel partecipa al Caravan Salon 2023 di Dùsseldorf (dal 25 agosto al 3 settembre) e presenta il suo flessibile Vivaro, nello Stand D42 di Stellantis, Padiglione 16. Lo spazioso furgone, infatti, è il veicolo base perfetto per allestire un camper, come dimostreranno direttamente in fiera diversi specialisti dell’allestimento.
    Con il Vivaro sarà possibile scegliere tra due diverse lunghezze: “M” (4,95 metri) e “L” (5,30 metri). La versione più cortapresente a Dùsseldorf è configurata nella versione due posti e offre spazio e capacità di carico variabili, in grado di soddisfare ogni esigenza. Le porte scorrevoli manuali su ciascun lato del veicolo consentono di entrare e uscire facilmente dall’abitacolo, mentre i vetri laterali e posteriori oscurati proteggono da sguardi indiscreti. Gli interessati possono scegliere tra l’Opel Vivaro Electric a batteria, a zero emissioni locali, con 100 kW/136 CV (batteria da 50 o 75 kWh), e le efficienti motorizzazioni turbodiesel da 1.5 e 2.0 litri con potenze da 75 kW/102 CV a 130 kW/177 CV.

    – Foto: ufficio stampa Opel –
    (ITALPRESS).

  • Autonomia, Calderoli “Basta fake news, serve confronto sereno”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Non me l’aspettavo, è stata gradita questa solidarietà, mi auguro che sia il presupposto per toni di confronto più pacifici e non di clima di scontro totale come invece si è verificato fino ad oggi, basandosi su fake news, su contenuti che non ci sono nella legge”. Lo dice al Tg1 il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, in merito alla solidarietà bipartisan in seguito alla lettera di minacce ricevuta riguardo al ddl sull’autonomia differenziata.
    “Minacce ne sono arrivate frequentemente anche in passato, ma è la prima volta che si parla di mafia e quando uno si firma mafia un pò di riflessioni te le accende”, spiega Calderoli, che alla domanda se ce l’abbia con il Sud risponde così: “Assolutamente no. Ce l’ho con il Sud quando vedo tante potenzialità sprecate, quello veramente mi dà fastidio. Oggi non si sa dove vanno a finire i soldi, quindi nessuno risponde di niente”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Autonomia, Calderoli “Basta fake news, serve confronto sereno”

    Autonomia, Calderoli “Basta fake news, serve confronto sereno”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Non me l’aspettavo, è stata gradita questa solidarietà, mi auguro che sia il presupposto per toni di confronto più pacifici e non di clima di scontro totale come invece si è verificato fino ad oggi, basandosi su fake news, su contenuti che non ci sono nella legge”. Lo dice al Tg1 il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, in merito alla solidarietà bipartisan in seguito alla lettera di minacce ricevuta riguardo al ddl sull’autonomia differenziata.
    “Minacce ne sono arrivate frequentemente anche in passato, ma è la prima volta che si parla di mafia e quando uno si firma mafia un pò di riflessioni te le accende”, spiega Calderoli, che alla domanda se ce l’abbia con il Sud risponde così: “Assolutamente no. Ce l’ho con il Sud quando vedo tante potenzialità sprecate, quello veramente mi dà fastidio. Oggi non si sa dove vanno a finire i soldi, quindi nessuno risponde di niente”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

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