Autore: ItalPress

  • Primo ko per l’Italbasket ai Mondiali, vince la Repubblica Dominicana

    Primo ko per l’Italbasket ai Mondiali, vince la Repubblica Dominicana

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MANILA (FILIPPINE) (ITALPRESS) – Arriva la prima sconfitta per l’Italia ai Mondiali di basket. Allo Smart Araneta Coliseum di Quezon City, gli azzurri di Pozzecco sono stati battuti per 87-82 dalla Repubblica Dominicana nel secondo impegno del gruppo A.
    La partenza è illusoria: con Polonara sugli scudi, il parziale azzurro è di 12-0 e i caraibici mettono a segno i primi punti dopo 3 minuti. Qualcosa però si inceppa nel meccanismo azzurro: il primo quarto si chiude avanti, ma Andres Feliz diventa un pericolo vero per Datome e compagni. Gara in equilibrio ma sul finire del secondo quarto arriva il secondo tecnico per coach Pozzecco, espulso sul 37-31 azzurro. L’Italia si smarrisce, Liz firma il primo vantaggio dominicano (38-37), gli azzurri comunque chiudono il primo tempo avanti 39-38. La Nazionale caraibica riparte meglio e con le triple di Towns, Feliz e Liz mette la freccia, dominando anche a rimbalzo: si va al riposo sotto di 13: 69-56 per la squadra di Garcia. Sembra esserci poca storia al rientro, i caraibici accumulano triple su triple e un vantaggio vicino ai 20 punti, ma calano d’intensità e l’Italia ha un sussulto finale guidata da Spissu. Non basta: finisce 82-87. Dopo il successo sull’Angola, l’Italia – al primo ko nel 2023 – cade e sarà decisiva l’ultima gara del girone, martedì contro i padroni di casa delle Filippine.

    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Extraprofitti, Tajani “Escludere i titoli di Stato e le piccole banche”

    Extraprofitti, Tajani “Escludere i titoli di Stato e le piccole banche”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna rivedere la norma affinchè non crei problemi al nostro sistema economico-finanziario e non ci siano ricadute sulle prossime aste per i titoli di Stato”. Così, in merito alla tassa sugli extraprofitti delle banche, in un’intervista al Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che si dice “preoccupato”. “Parto da un principio: è giusto che le banche in questo momento siano chiamate a dare un contributo – spiega -. Su questo sono d’accordo, mentre come Forza Italia siamo in disaccordo sul metodo con il quale è stata introdotta. Ora però bisogna scrivere bene la norma affinchè produca un effetto positivo sui conti dello Stato senza creare problemi al nostro sistema economico-finanziario e al bilancio dello Stato. Una delle preoccupazioni è legata al fatto che si tassano i rendimenti dei titoli di Stato invece di incentivare le banche a questi titoli. Poichè sono oltre 400 miliardi quelli detenuti dalle banche (sono il secondo detentore per dimensioni dopo la Banca d’Italia) rischiamo che ci siano ricadute sulle prossime aste, perchè gli istituti di credito potrebbero non essere invogliati a partecipare”. Ed aggiunge: “Intendiamo presentare emendamenti in Parlamento per correggere 4 punti. Dobbiamo tutelare le banche di piccole dimensioni che non possono essere messe sullo stesso piano delle banche più grandi. Bcc e Popolari rischiano di pagare in proporzione di più degli istituti più grandi. E questo anche per un tema legato al trattamento prudenziale, perchè le realtà più piccole adottano i modelli standard mentre quelle più grandi adottano modelli interni che danno maggiori possibilità di mitigare l’impatto della tassazione”. “Altro aspetto da modificare – prosegue – è la parte inerente l’aggravio di tassazione sui titoli di Stato, escludendoli. Poi l’introduzione della deducibilità di questa tassa, non consentita dalla norma, e l’indicazione che l’imposta è una tantum”.
    Rispetto alla manovra “dobbiamo stabilizzare le misure per la riduzione del cuneo fiscale fino al 31 dicembre – dichiara Tajani -. L’altro tema importante sono le pensioni. Abbiamo portato fino a 600 euro le minime, ma l’obiettivo è arrivare a mille a fine legislatura. I fondi si possono reperire, c’è anche il contributo della lotta all’evasione. Lì si possono recuperare anche oltre 10 miliardi”. Sulla ratifica del Mes “vediamo cosa accadrà quando arriverà in aula. Ero favorevole all’uso del Mes sanitario. Ho perplessità sul nuovo regolamento, perchè la struttura del meccanismo di stabilità non è sottoposta ad alcun controllo nell’Ue. Anche se penso che alla fine il Mes non lo userà nessuno”. Ed in merito alle privatizzazioni, sottolinea Tajani: “Non intendo svendere le infrastrutture pubbliche. La mia proposta prevede un progetto che aumenti la privatizzazione e le liberalizzazioni nel settore dei servizi, a fronte di un controllo severo da parte dello Stato. La Cdp, ad esempio, potrebbe avere una partecipazione di riferimento ed esprimere la figura del presidente nei cda. Nel caso dei porti, ad esempio, ci sono già molte banchine in mano ai privati. Si tratta di affidare in concessione la gestione, mentre la linea di indirizzo sarebbe comunque statale e i beni resterebbero di proprietà pubblica. L’obiettivo è creare più efficienza e ridurre l’impiego di denaro pubblico”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Extraprofitti, Tajani “Escludere i titoli di Stato e le piccole banche”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna rivedere la norma affinchè non crei problemi al nostro sistema economico-finanziario e non ci siano ricadute sulle prossime aste per i titoli di Stato”. Così, in merito alla tassa sugli extraprofitti delle banche, in un’intervista al Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che si dice “preoccupato”. “Parto da un principio: è giusto che le banche in questo momento siano chiamate a dare un contributo – spiega -. Su questo sono d’accordo, mentre come Forza Italia siamo in disaccordo sul metodo con il quale è stata introdotta. Ora però bisogna scrivere bene la norma affinchè produca un effetto positivo sui conti dello Stato senza creare problemi al nostro sistema economico-finanziario e al bilancio dello Stato. Una delle preoccupazioni è legata al fatto che si tassano i rendimenti dei titoli di Stato invece di incentivare le banche a questi titoli. Poichè sono oltre 400 miliardi quelli detenuti dalle banche (sono il secondo detentore per dimensioni dopo la Banca d’Italia) rischiamo che ci siano ricadute sulle prossime aste, perchè gli istituti di credito potrebbero non essere invogliati a partecipare”. Ed aggiunge: “Intendiamo presentare emendamenti in Parlamento per correggere 4 punti. Dobbiamo tutelare le banche di piccole dimensioni che non possono essere messe sullo stesso piano delle banche più grandi. Bcc e Popolari rischiano di pagare in proporzione di più degli istituti più grandi. E questo anche per un tema legato al trattamento prudenziale, perchè le realtà più piccole adottano i modelli standard mentre quelle più grandi adottano modelli interni che danno maggiori possibilità di mitigare l’impatto della tassazione”. “Altro aspetto da modificare – prosegue – è la parte inerente l’aggravio di tassazione sui titoli di Stato, escludendoli. Poi l’introduzione della deducibilità di questa tassa, non consentita dalla norma, e l’indicazione che l’imposta è una tantum”.
    Rispetto alla manovra “dobbiamo stabilizzare le misure per la riduzione del cuneo fiscale fino al 31 dicembre – dichiara Tajani -. L’altro tema importante sono le pensioni. Abbiamo portato fino a 600 euro le minime, ma l’obiettivo è arrivare a mille a fine legislatura. I fondi si possono reperire, c’è anche il contributo della lotta all’evasione. Lì si possono recuperare anche oltre 10 miliardi”. Sulla ratifica del Mes “vediamo cosa accadrà quando arriverà in aula. Ero favorevole all’uso del Mes sanitario. Ho perplessità sul nuovo regolamento, perchè la struttura del meccanismo di stabilità non è sottoposta ad alcun controllo nell’Ue. Anche se penso che alla fine il Mes non lo userà nessuno”. Ed in merito alle privatizzazioni, sottolinea Tajani: “Non intendo svendere le infrastrutture pubbliche. La mia proposta prevede un progetto che aumenti la privatizzazione e le liberalizzazioni nel settore dei servizi, a fronte di un controllo severo da parte dello Stato. La Cdp, ad esempio, potrebbe avere una partecipazione di riferimento ed esprimere la figura del presidente nei cda. Nel caso dei porti, ad esempio, ci sono già molte banchine in mano ai privati. Si tratta di affidare in concessione la gestione, mentre la linea di indirizzo sarebbe comunque statale e i beni resterebbero di proprietà pubblica. L’obiettivo è creare più efficienza e ridurre l’impiego di denaro pubblico”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Minniti “Cambiare la Bossi-Fini e un Piano europeo per l’Africa”

    Minniti “Cambiare la Bossi-Fini e un Piano europeo per l’Africa”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “La visione del presidente Sergio Mattarella e quella di Giorgia Meloni non sono in conflitto strategico”. Così, sul tema dell’immigrazione, in un’intervista a la Repubblica, l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti che, in merito all’appello del Capo dello Stato al rispetto della Costituzione, dell’accoglienza e del pluralismo, letto da sinistra come un richiamo al governo, spiega: “Il tema è da affrontare con profondità e solennità per provare a dargli seguito. Ma prima va capito”. Secondo Minniti non è corretto parlare di emergenza, così come fa il governo: “Come dice il presidente Mattarella, no. E dunque questo è il modo peggiore per affrontarlo. Come scrive Peter Frankopan, in The earth transformed, il tema dell’immigrazione e del cambiamento climatico accompagna i popoli dall’inizio dell’umanità. E quindi è ragionevole pensare che nei prossimi 20 anni sarà addirittura centrale”. “Se è strutturale non c’è muro che tenga – aggiunge -. Serve un cambio di paradigma. Anche perchè si è capito che la crescita non può fare a meno dell’ ‘individuo-massà: la Cina ancora paga la politica del figlio unico. Lo squilibrio demografico che porta all’immigrazione deve essere percepito come opportunità. E comunque neanche il dittatore più spietato può impedire un sogno”. “Tra i muri e i flussi illimitati ci deve essere una prospettiva diversa. E in questo momento si apre uno spiraglio importante. Io lo vedo”, dichiara Minniti, secondo cui “le evidenze, pur nelle differenze, ci sono. Il governo ha aumentato i flussi regolari, e bene ha fatto. E tutti, nel rapporto con la realtà, sono profondamente cambiati. Il che non è banale perchè questo Paese deve evitare di precipitare in un conflitto traumatico, e di tensione sociale, sull’immigrazione”.
    “I numeri – sottolinea Minniti – sono impegnativi e quindi occorre una responsabilità condivisa”. “Credo che si potrebbero fare due cose – aggiunge -. La prima è cambiare la legge Bossi-Fini che ormai è percepita da tutti come superata. Non lo dico ideologicamente. Lo direi anche se si chiamasse Minniti-Minniti. Cambiarla sarebbe un bel modo per rendere concreto l’appello di Mattarella”. Minniti pensa che il governo sia favorevole, anche perchè “lo ha già fatto triplicando i flussi regolari. E’ chiaro che deve cambiare anche il sistema di accoglienza”.
    Inoltre, secondo l’ex ministro “l’accordo con l’Anci, stipulato nel 2017, per un’accoglienza diffusa invece che in grandi centri, andrebbe rilanciato. Sarebbe importante per una maggiore integrazione. E integrazione e sicurezza sono due facce della stessa medaglia. Vedo non dispiacerebbe anche a importanti esponenti di centrodestra come il presidente del Veneto Luca Zaia. Condivisioni da valorizzare”. Ed allora, secondo Minniti “perchè non promuovere un dibattito in Parlamento, magari aspro, per decidere assieme come cambiare la Bossi-Fini? Concentrato su due punti: l’effettiva utilizzazione delle quote di ingresso legale e far entrare il tema dell’accoglienza diffusa nella legge. Arrivare a un punto comune sarebbe un piccolo capolavoro democratico sulla scia dell’appello di Mattarella. E sarebbe un bel segnale nei confronti dell’Ue nel momento in cui dobbiamo chiedere qualcosa di importante”. “L’Europa sta rischiando di perdere l’Africa e sarebbe un disastro per lo squilibrio demografico e per la sicurezza del pianeta. C’è il problema del Niger, il Mali, la guerra civile in Sudan, la decisione di portare a 11, con l’Iran, i Paesi del Brics. L’Ue deve occuparsene subito. Non può aspettare le prossime elezioni. Il nuovo governo sarà fra 14 mesi di questi tempi un’eternità”. Un monito che Minniti rivolge “a tutti. Non ci possiamo permettere il ‘vediamo come vanno le Europee e poi si decide la strategià. Dopo è tardi”. “Penso che l’Italia debba promuovere un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo europei – propone -. Al centro il tema dei rapporti con l’Africa. E all’ordine del giorno un piano per la stabilizzazione, la crescita economica e la prosperità dell’Africa con risorse importanti e immediatamente utilizzabili”. Ed alla domanda se non è il piano Mattei di Giorgia Meloni, risponde: “Vede che le visioni non sono così distanti? In questo ambito si potrebbero aprire canali legali di immigrazione gestiti dalle ambasciate e dalla nostra rete consolare. E ai migranti in attesa fare corsi di italiano di conoscenza del nostro Paese e di formazione”. “Parliamo di costruire con l’Africa, e quindi insieme all’Unione Africana e all’Onu, un patto per la gestione legale di flussi migratori. Con la condizione di una lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani e l’impegno ai rimpatri immediati di chi entra illegalmente. Oggi l’Italia ha un’opportunità: una visione alta proposta dal presidente della Repubblica, non distante da quella proposta dal presidente del Consiglio, si tratta di coinvolgere pienamente il Parlamento. Questa è la vera forza della democrazia”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Minniti “Cambiare la Bossi-Fini e un Piano europeo per l’Africa”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “La visione del presidente Sergio Mattarella e quella di Giorgia Meloni non sono in conflitto strategico”. Così, sul tema dell’immigrazione, in un’intervista a la Repubblica, l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti che, in merito all’appello del Capo dello Stato al rispetto della Costituzione, dell’accoglienza e del pluralismo, letto da sinistra come un richiamo al governo, spiega: “Il tema è da affrontare con profondità e solennità per provare a dargli seguito. Ma prima va capito”. Secondo Minniti non è corretto parlare di emergenza, così come fa il governo: “Come dice il presidente Mattarella, no. E dunque questo è il modo peggiore per affrontarlo. Come scrive Peter Frankopan, in The earth transformed, il tema dell’immigrazione e del cambiamento climatico accompagna i popoli dall’inizio dell’umanità. E quindi è ragionevole pensare che nei prossimi 20 anni sarà addirittura centrale”. “Se è strutturale non c’è muro che tenga – aggiunge -. Serve un cambio di paradigma. Anche perchè si è capito che la crescita non può fare a meno dell’ ‘individuo-massà: la Cina ancora paga la politica del figlio unico. Lo squilibrio demografico che porta all’immigrazione deve essere percepito come opportunità. E comunque neanche il dittatore più spietato può impedire un sogno”. “Tra i muri e i flussi illimitati ci deve essere una prospettiva diversa. E in questo momento si apre uno spiraglio importante. Io lo vedo”, dichiara Minniti, secondo cui “le evidenze, pur nelle differenze, ci sono. Il governo ha aumentato i flussi regolari, e bene ha fatto. E tutti, nel rapporto con la realtà, sono profondamente cambiati. Il che non è banale perchè questo Paese deve evitare di precipitare in un conflitto traumatico, e di tensione sociale, sull’immigrazione”.
    “I numeri – sottolinea Minniti – sono impegnativi e quindi occorre una responsabilità condivisa”. “Credo che si potrebbero fare due cose – aggiunge -. La prima è cambiare la legge Bossi-Fini che ormai è percepita da tutti come superata. Non lo dico ideologicamente. Lo direi anche se si chiamasse Minniti-Minniti. Cambiarla sarebbe un bel modo per rendere concreto l’appello di Mattarella”. Minniti pensa che il governo sia favorevole, anche perchè “lo ha già fatto triplicando i flussi regolari. E’ chiaro che deve cambiare anche il sistema di accoglienza”.
    Inoltre, secondo l’ex ministro “l’accordo con l’Anci, stipulato nel 2017, per un’accoglienza diffusa invece che in grandi centri, andrebbe rilanciato. Sarebbe importante per una maggiore integrazione. E integrazione e sicurezza sono due facce della stessa medaglia. Vedo non dispiacerebbe anche a importanti esponenti di centrodestra come il presidente del Veneto Luca Zaia. Condivisioni da valorizzare”. Ed allora, secondo Minniti “perchè non promuovere un dibattito in Parlamento, magari aspro, per decidere assieme come cambiare la Bossi-Fini? Concentrato su due punti: l’effettiva utilizzazione delle quote di ingresso legale e far entrare il tema dell’accoglienza diffusa nella legge. Arrivare a un punto comune sarebbe un piccolo capolavoro democratico sulla scia dell’appello di Mattarella. E sarebbe un bel segnale nei confronti dell’Ue nel momento in cui dobbiamo chiedere qualcosa di importante”. “L’Europa sta rischiando di perdere l’Africa e sarebbe un disastro per lo squilibrio demografico e per la sicurezza del pianeta. C’è il problema del Niger, il Mali, la guerra civile in Sudan, la decisione di portare a 11, con l’Iran, i Paesi del Brics. L’Ue deve occuparsene subito. Non può aspettare le prossime elezioni. Il nuovo governo sarà fra 14 mesi di questi tempi un’eternità”. Un monito che Minniti rivolge “a tutti. Non ci possiamo permettere il ‘vediamo come vanno le Europee e poi si decide la strategià. Dopo è tardi”. “Penso che l’Italia debba promuovere un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo europei – propone -. Al centro il tema dei rapporti con l’Africa. E all’ordine del giorno un piano per la stabilizzazione, la crescita economica e la prosperità dell’Africa con risorse importanti e immediatamente utilizzabili”. Ed alla domanda se non è il piano Mattei di Giorgia Meloni, risponde: “Vede che le visioni non sono così distanti? In questo ambito si potrebbero aprire canali legali di immigrazione gestiti dalle ambasciate e dalla nostra rete consolare. E ai migranti in attesa fare corsi di italiano di conoscenza del nostro Paese e di formazione”. “Parliamo di costruire con l’Africa, e quindi insieme all’Unione Africana e all’Onu, un patto per la gestione legale di flussi migratori. Con la condizione di una lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani e l’impegno ai rimpatri immediati di chi entra illegalmente. Oggi l’Italia ha un’opportunità: una visione alta proposta dal presidente della Repubblica, non distante da quella proposta dal presidente del Consiglio, si tratta di coinvolgere pienamente il Parlamento. Questa è la vera forza della democrazia”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • La Roma cade 2-1 al Bentegodi, Verona a punteggio pieno

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    VERONA (ITALPRESS) – L’Hellas Verona sorprende la Roma e vince 2-1 nel match dello stadio Marc’Antonio Bentegodi, grazie alle reti siglate da Ondrej Duda e Cyril Ngonge; inutile la marcatura giallorossa di Houssem Aouar. La squadra scaligera, dunque, si porta al comando della classifica con 6 punti insieme al Milan, mentre i giallorossi restano fermi ad un solo punto. Gli uomini guidati da Marco Baroni si rendono protagonisti di un ottimo avvio di partita, trovando il gol del vantaggio dopo appena 3′ con Duda, che si avventa su una corta respinta di Rui Patricio e deposita in rete a porta sguarnita. I giallorossi reagiscono e al 16′ vanno vicini al pareggio con una bella giocata del capitano Lorenzo Pellegrini, che calcia di poco a lato. Cristante colpisce una clamorosa traversa, mentre al 28′ Dybala viene fermato in uscita da Montipò. Al 41′ il Var cancella un rigore ai capitolini poichè Hongla non commette fallo di mano. In pieno recupero Duda lancia Ngonge, che si presenta a tu per tu con Rui Patricio e firma il raddoppio: all’intervallo il punteggio recita 2-0 in favore dei gialloblù. Nella ripresa Josè Mourinho decide di fare subito tre cambi mandando in campo Spinazzola, El Shaaray ed Aouar, ma qualche minuto più tardi perde Zalewski per infortunio; al suo posto entra Karsdorp. Al 56′ le scelte del tecnico portoghese iniziano a pagare poichè Houssem Aouar si avventa su un pallone vagante e con un colpo di testa mette a segno il gol che riapre la contesa. La partita diventa molto nervosa e il direttore di gara Doveri è costretto ad estrarre diversi cartellini, tra i quali anche il rosso diretto ad Hien per fallo su Belotti dopo un consulto al Var. Nonostante la traversa di Pellegrini su punizione all’85’, il Verona si difende e porta a casa il suo secondo successo in altrettante partite stagionali.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • La Roma cade 2-1 al Bentegodi, Verona a punteggio pieno

    La Roma cade 2-1 al Bentegodi, Verona a punteggio pieno

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    VERONA (ITALPRESS) – L’Hellas Verona sorprende la Roma e vince 2-1 nel match dello stadio Marc’Antonio Bentegodi, grazie alle reti siglate da Ondrej Duda e Cyril Ngonge; inutile la marcatura giallorossa di Houssem Aouar. La squadra scaligera, dunque, si porta al comando della classifica con 6 punti insieme al Milan, mentre i giallorossi restano fermi ad un solo punto. Gli uomini guidati da Marco Baroni si rendono protagonisti di un ottimo avvio di partita, trovando il gol del vantaggio dopo appena 3′ con Duda, che si avventa su una corta respinta di Rui Patricio e deposita in rete a porta sguarnita. I giallorossi reagiscono e al 16′ vanno vicini al pareggio con una bella giocata del capitano Lorenzo Pellegrini, che calcia di poco a lato. Cristante colpisce una clamorosa traversa, mentre al 28′ Dybala viene fermato in uscita da Montipò. Al 41′ il Var cancella un rigore ai capitolini poichè Hongla non commette fallo di mano. In pieno recupero Duda lancia Ngonge, che si presenta a tu per tu con Rui Patricio e firma il raddoppio: all’intervallo il punteggio recita 2-0 in favore dei gialloblù. Nella ripresa Josè Mourinho decide di fare subito tre cambi mandando in campo Spinazzola, El Shaaray ed Aouar, ma qualche minuto più tardi perde Zalewski per infortunio; al suo posto entra Karsdorp. Al 56′ le scelte del tecnico portoghese iniziano a pagare poichè Houssem Aouar si avventa su un pallone vagante e con un colpo di testa mette a segno il gol che riapre la contesa. La partita diventa molto nervosa e il direttore di gara Doveri è costretto ad estrarre diversi cartellini, tra i quali anche il rosso diretto ad Hien per fallo su Belotti dopo un consulto al Var. Nonostante la traversa di Pellegrini su punizione all’85’, il Verona si difende e porta a casa il suo secondo successo in altrettante partite stagionali.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Poker Milan a San Siro, Torino battuto 4-1

    Poker Milan a San Siro, Torino battuto 4-1

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Il Milan cala il poker e supera 4-1 il Torino a San Siro grazie a una prestazione brillante. Sono una doppietta di rigore di Giroud e le reti di Pulisic e Hernandez ad affondare i granata, praticamente mai in partita. I rossoneri prendono in mano il pallino del gioco e al 9′ vanno vicini al vantaggio con una bella girata di sinistro dal limite dell’area che esce alla sinistra di Milinkovic-Savic. I padroni di casa attaccano e passano meritatamente in vantaggio al 33′. Pulisic apre sulla destra per Loftus-Cheek che entra in area, finta il tiro ingannando Milinkovic-Savic e servendo al centro lo stesso Pulisic che a porta vuota sigla l’1-0 e il suo secondo gol in stagione. Il vantaggio dura però poco. Al 36′, Ricci strozza un tiro dal limite che si trasforma in un assist involontario per Schuurs, il quale indovina una bella girata in area con il destro che trafigge Maignan per l’1-1. Gli uomini di Pioli non si scoraggiano e si riversano in attacco. Al 40′, Vojvoda tocca la palla in area con le mani e l’arbitro, dopo un lungo consulto al Var, concede il rigore ai locali. Dal dischetto si presenta Giroud, che spiazza Milinkovic-Savic e firma il 2-0. In pieno recupero arriva il tris. Hernandez chiede e ottiene il triangolo a Leao, entra in area e supera il portiere con un morbido tocco sotto di pregevole fattura. E’ il 3-1 con cui le due squadre vanno al riposo. Al 12′ della ripresa, Pulisic va vicino al poker con un mancino che si alza di poco sopra la traversa. Quattro minuti dopo è Reijnders a sfiorare il 4-1 quando apre troppo il piatto destro su invito al bacio dalla sinistra di Leao. Nella stessa azione, il portoghese viene però atterrato da Schuurs e Mariani assegna un nuovo penalty dopo la revisione al Var. Dagli 11 metri Giroud non sbaglia e sigla così 4-1 e doppietta personale. Il finale è pura accademia e il risultato non cambierà più. Dopo due partite di campionato, il Milan sale così a quota 6 punti e rimane a punteggio pieno.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Poker Milan a San Siro, Torino battuto 4-1

    Poker Milan a San Siro, Torino battuto 4-1

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Il Milan cala il poker e supera 4-1 il Torino a San Siro grazie a una prestazione brillante. Sono una doppietta di rigore di Giroud e le reti di Pulisic e Hernandez ad affondare i granata, praticamente mai in partita. I rossoneri prendono in mano il pallino del gioco e al 9′ vanno vicini al vantaggio con una bella girata di sinistro dal limite dell’area che esce alla sinistra di Milinkovic-Savic. I padroni di casa attaccano e passano meritatamente in vantaggio al 33′. Pulisic apre sulla destra per Loftus-Cheek che entra in area, finta il tiro ingannando Milinkovic-Savic e servendo al centro lo stesso Pulisic che a porta vuota sigla l’1-0 e il suo secondo gol in stagione. Il vantaggio dura però poco. Al 36′, Ricci strozza un tiro dal limite che si trasforma in un assist involontario per Schuurs, il quale indovina una bella girata in area con il destro che trafigge Maignan per l’1-1. Gli uomini di Pioli non si scoraggiano e si riversano in attacco. Al 40′, Vojvoda tocca la palla in area con le mani e l’arbitro, dopo un lungo consulto al Var, concede il rigore ai locali. Dal dischetto si presenta Giroud, che spiazza Milinkovic-Savic e firma il 2-0. In pieno recupero arriva il tris. Hernandez chiede e ottiene il triangolo a Leao, entra in area e supera il portiere con un morbido tocco sotto di pregevole fattura. E’ il 3-1 con cui le due squadre vanno al riposo. Al 12′ della ripresa, Pulisic va vicino al poker con un mancino che si alza di poco sopra la traversa. Quattro minuti dopo è Reijnders a sfiorare il 4-1 quando apre troppo il piatto destro su invito al bacio dalla sinistra di Leao. Nella stessa azione, il portoghese viene però atterrato da Schuurs e Mariani assegna un nuovo penalty dopo la revisione al Var. Dagli 11 metri Giroud non sbaglia e sigla così 4-1 e doppietta personale. Il finale è pura accademia e il risultato non cambierà più. Dopo due partite di campionato, il Milan sale così a quota 6 punti e rimane a punteggio pieno.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Staffetta maschile 4×100 argento mondiale, azzurre quarte

    Staffetta maschile 4×100 argento mondiale, azzurre quarte

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – La staffetta 4×100 maschile ha vinto l’argento ai Mondiali di atletica di Budapest. Roberto Rigali, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Filippo Tortu hanno chiuso in 37″62 dietro agli Stati Uniti, oro in 37″38.
    Quarto posto per le azzurre nella stessa gara: Zaynab Dosso, Dalia Kaddari, Anna Bongiorni e Alessia Pavese hanno chiuso in 42″49. Oro agli Stati Uniti (41″03), argento alla Giamaica (41.21), bronzo alla Gran Bretagna (41.97).
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).