Autore: Arabella Biscaro

  • A Lonate Pozzolo domenica la 27^ Rievocazione della Battaglia di Tornavento

    A Lonate Pozzolo domenica la 27^ Rievocazione della Battaglia di Tornavento

    Un salto indietro nel tempo, nel lontano 1636, quello che questo fine settimana vivranno i territori di Lonate Pozzolo perché venerdì 27, sabato28, domenica 29 Giugno sono stati organizzati eventi ed iniziative legati alla Battaglia di Tornavento.

    La tre giorni storica culminerà domenica nel pomeriggio con la 27^ Rievocazione della Battaglia di Tornavento, organizzata dai “Cavalieri del Fiume Azzurro” Confraternita Culturale Enogastronomica e il Gruppo Storico “Tercio de Saboya”, unico evento della provincia di Varese e tra i più importanti della Regione Lombardia.

    “Un traguardo impensabile all’inizio della Nostra Avventura iniziata nel lontano 1996 – racconta Franco Bertoni, il Gran Maestro dei Cavalieri del Fiume Azzurro -, questo ci rende orgogliosi del risultato e rende onore a tutti gli Storici che hanno lavorato per riportare alla luce dagli archivi, sparsi in tutta Europa, le fonti che narrano i fatti di questo importante evento, che ha inciso profondamente nello svolgersi della Guerra dei Trent’anni 1618-1648, che ha sconvolto tutte le Nazioni coinvolte”, un periodo dimenticato e sottovalutato dagli Storici moderni, ma riportato all’onore della conoscenza al pubblico, tramite molteplici pubblicazioni di Storici locali, come Giandomnico Oltrona Visconti, Franco Bertolli, e dal canadese Gregory Hanlon docente alla Sorbona a Parigi. In particolare, a Oltrona Visconti che già dagli anni ’60 ha scovato notizie nell’archivio Arcivescovile di Milano, domenica sarà dedicata una targa nella sala principale della Dogana Austro-ungarica di Lonate Pozzolo, oggi Centro Parco del Ticino a Tornavento.

    Il programma prevede venerdì 27 giugno alle ore 21.00 la proiezione di filmati degli esordi dell’associazione a Lonate Pozzolo in sala civica presso il monastero S.Michele e la presentazione dell’ultima opera dell’artista e Cavaliere Giorgio Bernasconi detto “il Picasass di Vegonno”, a ricordo dell’evento, una scultura in marmo di Candoglia di eccezionali misure.

    A seguire la nomina dei nuovi Cavalieri ad Honorem, cerimonia tradizionale che rende onore a Personaggi che hanno contribuito, col loro lavoro, a far conoscere I Cavalieri del Fiume Azzurro.

    Sabato 28 giugno con i Rievocatori già presenti, partendo dall’accampamento che sarà allestito presso la Vecchia Dogana austro-ungarica già sede decentrata del Parco del Ticino, passeggiata sul principale luogo storico dove sono rinvenuti i reperti
    Domenica alle ore 11,00 in piazza Parravicino, piccola scaramuccia, a rappresentare i primi scontri tra le truppe spagnole e le franco-sabaude, in attesa della Rirvocazione con i Gruppi storici ingaggiati nelle Regioni Lombardia, Liguria, Piemonte, prevista per le ore 15.30.

    “Tutto questo è stato possibile finora solo col supporto delle Istituzioni: Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comune di Lonate Pozzolo e Parco del Ticino, che col Patrocinio rendono prestigiosa la Rievocazione – conclude Bertone -. Un ringraziamento particolare a tutto il pubblico, che ogni anno è presente sempre più numeroso, questo a sottolineare anche la valenza storica dell’evento. Un pensiero che sempre sottolineiamo: lo spirito che anima tutte le Rievocazioni è la passione per la conoscenza della Nostra Storia, sia nei lati positivi che come nel nostro caso i lati negativi, assolutamente non siamo fautori o incitatori alla violenza”. La Rievocazione della Battaglia di Tornavento è stata inserita nel 2023 nella “Mappatura Nazionale della Rievocazioni Storiche” istituita dal Ministero della Cultura.

  • Un sacerdote, una storia, un libro. Carlo Nosotti racconta don Celestino Zetta

    Un sacerdote, una storia, un libro. Carlo Nosotti racconta don Celestino Zetta

    Una giornata davvero particolare per Don Celestino Zedda quella 27 febbraio del 1901 quando a Milano venne traslata dal cimitero Monumentale nella Casa voluta per i musicisti, la salma del grande compositore Giuseppe Verdi. Tra il pubblico c’era lui, alzatosi all’alba e arrivato da Pontevecchio con il ‘Gamba de legn’. Una macchina fotografica portatile come pochissime se ne vedevano all’epoca per immortalare uno dei momenti più importanti della storia milanese. Dalla foto scattata dal sacerdote inizia tutto il percorso che Carlo Nosotti racconta ricostruendo la vita dell’uomo e del sacerdote milanese intrecciata a quella dei parrocchiani magentini come descritto e documentato nel libro “Le radici dell’Edera: Fedeltà e Rinascita nel cuore di un sacerdote. Vita di don Celestino Zetta, coadiutore, giornalista, fotografo (1872–1921)”, edito da La Memoria del Mondo.

    Così, con quello scatto fotografico, don Celestino Zedda entra nella storia. “Un plauso a Carlo Nosotti, giovane studioso di storia locale, cosa che non esiterei a definire un miracolo”, lo aveva presentato poco prima Carlo Morani. “Già relatore per l’Università del Magentino – come ha ricordato il presidente Giuseppe Rescaldina, – Nosotti rappresenta una rarità”.

    Martedì sera a Casa Giacobbe, dunque, grazie al libro è stata un’occasione per riscoprire le radici di una figura sacerdotale ricca di passione, impegno e spiritualità vissuta e profusa anche nel nostro territorio. Subito dopo l’ordinazione nel Duomo di Milano, infatti, don Zetta era arrivato nel 1896 come coadiutore a Pontevecchio di Magenta, dove rimase per otto anni imprimendo una svolta pastorale, sociale e culturale nelle vite dei suoi parrocchiani.

    Grande la passione di Nosotti per la storia locale che lo porta “per archivi e cimiteri” e grande la passione del sacerdote per il giornalismo. Don Zetta aveva una grande capacità di raccontare e descrivere e l’autore della biografia si sofferma su un documento: è la descrizione del cimitero di Magenta che per chi, magentino, legge oggi diventa uno sguardo e un saluto ai propri antenati. Perché il sacerdote appare molto preparato sulla cultura e la storia cittadina, ma esprime anche una competenza artistica di alto livello.

    Tra foto e documenti, la narrazione segue gli spostamenti del sacerdote, che nel 1904 è trasferito a Carpiano prima di tornare nella sua natia Milano in zona Brera, dove muore all’età di 49 anni.
    Presenti a Casa Giacobbe per questo evento contenuto nel programma del Giugno Magentino, anche l’assessore Maria Rosa Cuciniello e il presidente del consiglio Luca Aloi, oltre a numerosi giovani che, come aveva sottolineato il presidente Pietro Pierrettori, “rappresentano la ricchezza indispensabile della storia e dell’associazionismo del territorio e che Pro Loco Magenta sostiene nelle loro iniziative”.

  • Alla scoperta dell’Isola Blu, tra bellezza e tecnologia

    Alla scoperta dell’Isola Blu, tra bellezza e tecnologia

    A breve ci sarà anche un nutrizionista a completare l’offerta dei servizi e delle consulenze, ma intanto ci si concentra sulla presentazione delle novità all’open day del centro estetico Isola Blu di via Novara a Magenta, dal 19 al 21 giugno.
    E a TG Imprese di Ticino Notizie il nuovo appuntamento parla proprio di bellezza e salute del viso, della pelle, del corpo con un focus sull’estetica avanzata di “Opera a 4 Tecnologie”.

    Ospite della nuova puntata è Loredana Falappi da trent’anni nel settore e ci accompagna proprio alla scoperta delle nuove metodologie nell’estetica.

  • “Ehi, che succede?” Cabriole e tanta gioia per lo spettacolo di fine anno al CinemaTeatroNuovo

    “Ehi, che succede?” Cabriole e tanta gioia per lo spettacolo di fine anno al CinemaTeatroNuovo

    “Un’esplosione di gioia, freschezza e vitalità, per una serata davvero da ricordare!” Queste le parole del direttore artistico Paola Ranzini alla fine dello spettacolo della scuola Cabriole – Teatro della Verità, venerdì 13 giugno al CinemaTeatroNuovo.
    “Ehi, che succede?” è la domanda con cui Judi è una ragazza intraprendente (e impertinente) e si avvicina a uno studioso di musica un po’ ingenuo, ma molto carino. La faccia tosta di Judi, unita a un premio in denaro, quattro borse identiche e un gioco di ladri e spie, ha dato vita a uno spettacolo divertente e dinamico, portato in scena da oltre cinquanta piccoli allievi che si sono cimentati con la danza, il teatro e il canto.

    Gli allievi che si sono esibiti hanno un’età compresa tra i cinque e i 13 anni e abitano in diversi comuni del territorio: Magenta, Marcallo, Mesero, Inveruno, Cuggiono, Bernate Ticino, Casorezzo, Buscate, Ossona, Arconate e Vittuone. Tutti insieme con le rispettive passioni e competenze, che hanno dato vita alla narrazione ricca di colpi di scena in una coinvolgente successione di quadri scenici.
    Quello che è arrivato in platea è stato un carico di energia gioiosa collettiva.

    Sugli applausi finali la bella comunicazione sull’imminente novità, come ha spiegato ancora Paola Ranzini: “La scuola ha intrapreso il procedimento per essere riconosciuta dal MIM, ai fine di offrire un’offerta formativa più ampia e più specifica anche per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, oltre alla proposta ampia e variegata per gli studenti già in essere”.

    La scuola Cabriole nasce nel 2003 proprio sotto la direzione artistica di Paola Ranzini.
    e ben presto ai corsi di ModernJazz e propedeutica alla danza da lei curati, si affianca l’insegnamento di altre discipline come la Danza Classica, l’Hip Hop e il Tip Tap. L’offerta formativa è completata dalle proposte di Teatro e di Canto, rendendola una vera e propria scuola di Musical grazie all’alta professionalità dei docenti.
    E venerdì 27 giugno sempre al CinemaTeatroNuovo ci sarà lo spettacolo di fine anno del gruppo degli allievi adulti dei corsi di Teatro, Danza moderna e Tip tap.

  • “Io ti vedo”. La radio va a scuola e la scuola fa radio “per recuperare la capacità di guardare l’altro”.

    “Io ti vedo”. La radio va a scuola e la scuola fa radio “per recuperare la capacità di guardare l’altro”.

    Tra i contenuti della web radio RadioSp30 dai primi di giugno c’è “Io ti vedo”, una puntata speciale legata all’Istituto Comprensivo “Carlo Fontana” perché racconta un’esperienza particolare di insegnanti che seguendo un corso imparano a realizzare un programma e conoscono un nuovo modo per fare narrazione nella didattica. Sono dieci i docenti che per dieci ore hanno seguito nel mese di maggio il corso dal titolo “Podcast e web radio” per la formazione del personale scolastico per la transizione digitale nelle scuole statali, secondo il D.M. 66/2023.

    “Il cammino educativo non è possedere qualcosa ma sperimentare qualche cosa interiorizzarlo e trasformarlo in una competenza, qualcosa che è nostro per sempre. Perché tutto questo possa avvenire, bisogna saper guardare ascoltare e soprattutto rispettare il tempo che il crescere e saper educare richiede e sono tempi estremamente lenti”, ha puntualizzato in trasmissione il Dirigente Scolastico Davide Basano.

    Gianluigi Mussi il docente formatore e Michele Volgarino il tutor d’aula hanno spiegato come fare didattica narrativa con la web radio per “coinvolgere i ragazzi nello studio di alcune discipline, grazie all’uso di tecniche narrative diverse. I docenti hanno progettato dei lavori per una produzione di podcast di storia e altre discipline, con il format dell’intervista e altre rubriche. Nella fase di progettazione hanno poi conosciuto il programma Speaker e sono stati illustrati i vari metodi di produzione di podcast e la strumentazione necessaria. Infine, hanno progettato, divisi in gruppi, una puntata di una trasmissione radiofonica”, ha spiegato Volgarino.

    Obiettivo principale del laboratorio finanziato con fondi PNRR è stato quello di utilizzare i new media come uno strumento di educazione sociale, civile, alla legalità e all’intercultura, realizzando programmi di formazione sociale, come quello di RadioSp30 dove Volgarino è autore e speaker di “I care”, la trasmissione che parla di istruzione ed educazione incontrando persone che vivono nel mondo della Scuola.
    La puntata è online:

  • AFIDAMP ha premiato la fedeltà e l’impegno di Roberto Galli

    AFIDAMP ha premiato la fedeltà e l’impegno di Roberto Galli

    In occasione di ISSA PULIRE 2025, la più importante manifestazione fieristica dedicata alla pulizia professionale, che ha confermato il suo ruolo di riferimento internazionale per il settore con la partecipazione di 421 espositori, 52 in più rispetto al 2023, con una significativa presenza di 169 nuovi espositori, 21.020 presenze provenienti da 101 Paesi, AFIDAMP ha assegnato i prestigiosi premi Best Member e Senior Member. Questi riconoscimenti celebrano l’eccellenza e l’impegno dei professionisti del settore nell’ambito dell’attività associativa.

    Tra le numerose premiazioni dell’associazione fabbricanti e distributori di forniture tecnologiche per la pulizia professionale è spiccata quella per Erremme, l’azienda di Roberto Galli, che promuove anche la cultura del cleaning.
    A consegnare i premi sono stati il Presidente di AFIDAMP Francesco Pasquini e il Direttore Stefania Verrienti che ha sottolineato come essere parte di AFIDAMP non significhi solo appartenere a un’associazione, ma condividere una visione, contribuire con passione alla crescita del settore e sentirsi parte di una comunità viva, dove il valore del singolo si moltiplica grazie all’impegno collettivo.

    Proprio come ha fatto Roberto Galli, coordinatore del gruppo distributori di AFIDAMP, che abbiamo intervistato a fiera conclusa: “Sono orgoglioso di aver ricevuto il premio, è un bel riconoscimento. Sono in associazione da vent’anni e, per citare Gaber, è un’associazione in cui ‘la libertà è partecipazione’. Infatti, c’è una logica del dare in modo incondizionato e poi si riceve e il premio è stato un bell’effetto wow!”

    Alla domanda sull’impegno, risponde: “Tutte le persone sedute a quei tavoli meritavano il premio perché l’associazione ha lo scopo preciso di divulgare la cultura del pulito come bene imprescindibile per la salute pubblica. L’associazione è coinvolgente e il desiderio di divulgazione diventa contagioso”. Forte del suo motto “progettate e vivere il pulito”, l’imprenditore varesino aggiunge: “Ecco perché per me il tempo per l’associazione è formativo e costruttivo”.

    AFIDAMP è l’unica realtà che da oltre quarant’anni riunisce le diverse anime della filiera della pulizia professionale in Italia. Ne fanno parte produttori, importatori e distributori di prodotti, macchinari, carta e attrezzature, oltre ad altri organismi settoriali, uniti per tutelare e promuovere un settore che rappresenta una bandiera del Made in Italy nel mondo. La cerimonia è stata l’occasione per assegnare uno speciale riconoscimento pubblico a Rosa Draisci, Direttore del Centro di Ricerca Sostanze Chimiche dell’Istituto Superiore di Sanità, per la sua costante e costruttiva collaborazione con l’associazione. Draisci è stata nominata AFIDAMP Ambassador e affiancherà l’Ambassador Giulio Guizzi.

  • Storia e Moda, un legame lungo quasi due secoli

    Storia e Moda, un legame lungo quasi due secoli

    “Come Proloco siamo orgogliosi di presentare uno studio significativo per il contenuto” e che persegue “uno degli obiettivi della Pro Loco nella direzione dei giovani”, ha detto Pietro Pierrettori, presidente della Pro Loco Magenta alla presentazione in Casa Giacobbe della pubblicazione: “Magenta 1859 – Dalla Battaglia alla passerella: l’influenza della Storia sulla moda”, scritto da Chiara Del Gobbo.

    Studentessa del terzo anno del corso di laurea in Moda e Industrie Creative presso l’Università IULM di Milano, Chiara Del Gobbo (vedi anche la video intervista) ha spiegato prima il legame storico tra i due mondi e poi si è addentrata nella spiegazione delle modalità con cui sono nati alcuni capi di abbigliamento o come l’aristocrazia ad esempio sceglieva gli abiti. E tutto ruota attorno ad un periodo molto denso di scoperte e di eventi in Europa e in particolare in Francia e Italia, quello tra il 1850 e il 1861: battaglie per l’Indipendenza, scoperte nella chimica rivoluzione nel mondo della moda.

    Ha partecipato alla ricerca storica Najadi Living History, “l’Italia e le donne sono le due ragioni per cui abbiamo deciso di portare avanti questa nostra passione, per dire un grazie alle donne che ci hanno preceduto; per noi la storia della moda è la storia dei popoli”, ha spiegato la presidente Arianna Drago”.

    Il lavoro rappresenta, come ha concluso Pierrettori, “un esempio concreto di come la storia locale, se raccontata con passione e rigore, possa essere recepita, rielaborata e restituita in forme nuove, mantenendo viva la connessione tra passato e presente, tra cultura e territorio”. L’associazione avrà così a disposizione la pubblicazione, realizzata con il sostegno di DISA s.p.a. e stampata da Olivares Creative Factory, per le attività divulgative legate alla Storia della Città.

    https://youtu.be/w5huTKocE_g

  • Battaglia di Magenta, la voce dei rievocatori: perché la Rievocazione?

    Battaglia di Magenta, la voce dei rievocatori: perché la Rievocazione?

    Il campo allestito nel parco di villa Naj Oleari e la Rievocazione storica proposta sono “la storia che rivive”, un momento di didattica per piccoli e grandi che vogliono conoscere più da vicino modi di vivere, abiti, dettagli di soldati, dame e persone del popolo di quasi due secoli fa.
    Abbiamo intervistato Milena Tarquinio, Presidente del Carosello Storico 3 Leoni di Somma Lombardo, ma anche Coordinatrice dei Gruppi Storici della Battaglia di Magenta, che dà voce alle centinaia di rievocatori che a Magenta e non solo portano avanti la loro passione “che fa vedere la Storia”, dice e aggiunge: “Anche noi non finiamo mai di studiare e imparare”.

  • Casa Giacobbe diventa multimediale con il liceo Quasimodo

    Casa Giacobbe diventa multimediale con il liceo Quasimodo

    Il risultato di un progetto finanziato dai fondi PNRR.che ha coinvolto una novantina di alunne e alunni del liceo Quasimodo è una Casa Giacobbe multimediale. Giovedì 5 giugno è avvenuta la presentazione dell’attività proposta e concordata con Hi-storia di Stefano Colarelli con Angela Fusillo.
    Ad illustrarlo nelle sue caratteristiche e funzionalità nelle sale del Museo della Battaglia sono stati proprio i ragazzi alla presenza del sindaco Luca Del Gobbo molto interessato, del presidente della Proloco Pietro Pierrettori e della Dirigente Scolastica Donata Barbaglia. “Il progetto è munito di sensori di attivazione di commenti vocali illustrativi; è stato diviso in quattro fasi, una per ciascuna classe appartenente ai quattro diversi indirizzi della scuola, dopo un sopralluogo e l’approfondimento conoscitivo in loco da parte di tutti gli studenti”, hanno spiegato i ragazzi.

    Molto curioso di vedere il risultato si era detto Pietro Pierrettori: “Una riproduzione di Casa Giacobbe dove toccando alcune parti si azionano immagini, filmati, musica: un lavoro davvero interessante. Per un paio di mesi ho fatto informazione a diverse classi insegnanti con il prezioso sostegno di Sergio Spada. Ciascuno ha lavorato in un proprio tema e il risultato è ora qui al Museo, grazie per quello che avere realizzato”.

    Ogni classe ha seguito con l’esperto Stem un laboratorio di dodici ore, che ha dato ai ragazzi la possibilità di sperimentarsi. “Un lavoro condiviso, impegnativo e proficuo. La classe del liceo Classico ha elaborato i testi illustrativo-espressivi, quella del liceo delle Scienze umane ha provveduto alla realizzazione del manufatto, quella del Linguistico alla traduzione in lingue diverse (incluso il Braille), il montaggio di testi e suono è stato riservato alla classe del liceo Musicale”, hanno spiegato le professoresse Stefania Pretese, Paola Vecchi, Elena Castiglioni, Manuela Oddo, Ilaria Nardelli.

    Strumenti e dettagli, dall’ideazione alla realizzazione di un manufatto in stampa 3D al fine di utilizzo. Un mix di immagini, musica, audio per raccontare una delle pagine più importanti della storia dell’Italia verso l’Unità che è passata proprio da Magenta. Il progetto è stato realizzabile grazie alla collaborazione concordata con l’assessorato alla Cultura del Comune di Magenta.

  • “Il tempo dimora nel cuore”, parola di Momo al Teatro Lirico con i ragazzi della scuola “Baracca”

    “Il tempo dimora nel cuore”, parola di Momo al Teatro Lirico con i ragazzi della scuola “Baracca”

    È stata una serata magica, che ha insegnato che cos’è il tempo e ha mostrato soprattutto ai grandi quanto le corse contro il tempo facciano perdere se stessi. Tratto da “Momo” di Micael Ende, lo spettacolo è un adattamento teatrale di un’opera attenta e aperta alla realtà e ha affrontato con tecniche proprie del teatro d’ attore la tematica del tempo e l’uso che se ne fa.
    Impostati e diretti dall’attore e regista Simone Migliavacca, i ragazzi hanno interpretato la tematica del tempo di un racconto del 1973, rendendola tanto attuale e originale da sembrare essere scritta ai giorni nostri.

    “Sono commosso e orgoglioso di ciascuno di voi” ha detto il dirigente scolastico dell’IC Fontana Davide Basano nell’applaudire attori, musicisti, costumiste e scenografi. “Ho ammirato il frutto di un lavoro lungo e complesso che ha portato a questa sera, ad un risultato eccellente, più che degno di un palco prestigioso come quello del Teatro Lirico. Spero che questa esperienza riempia la vostra vita”.
    Un ruolo importante è stato affidato anche alla musica che ha accompagnato il pubblico nel dipanarsi dell’intreccio grazie all’ esecuzione dal vivo di alcuni brani di Gianna Nannini eseguiti dall’orchestra della scuola Baracca diretta dal Prof. Luca di Martino, cui si sono aggiunti ex alunni musicisti ed eccellenti soliste perché affezionati all’orchestra della scuola. L’utilizzo del suono, infatti, come forma universale di comunicazione, ha reso l’esperienza inclusiva e ricca di emozioni. “Il tempo è come un profumo che scorre tra le tra noi come musica” recita Momo ad un certo punto.

    “La modernità ci ha insegnato che il tempo è denaro, la società in cui viviamo sembra essere ossessionata dall’idea di ottimizzare e risparmiare il tempo. Ma a quale scopo? Per fare cosa? È la critica a un vivere frenetico, in cui incappano spesso gli adulti senza accorgersene – ha spiegato la coordinatrice del progetto che quest’anno ha compiuto dieci anni, la professoressa Concetta Giaimo. – Una storia che profuma di sogno, di magia come anche di nebbia e di grigiore. Un monito contro una società dedita alle cose materiali, perdendo di vista gli aspetti più umani che rendono la vita veramente speciale.”
    Proprio questo concetto è stato recuperato dall’assessore all’Istruzione Giampiero Chiodini: “Complimenti per il vostro lavoro e il vostro impegno. Momo ha insegnato anche a me una cosa nuova e per questo la ringrazio e vi ringrazio: la vita è una danza a ritmo del tempo.”

    A proposito dei costumi, c’è da segnalare che le alunne delle classi 1^E, 1^I, 2^A, 2^E, 3^B e 3^C della scuola Baracca, guidate dalla professoressa Armanda D’Aniello, hanno dato vita a un coinvolgente laboratorio artistico pomeridiano che ha saputo unire creatività, impegno e spirito di squadra. “Il frutto di questo lavoro è stato la creazione di due costumi completi e numerosi accessori scenici, tutti realizzati con materiali di recupero. Una scelta consapevole e sostenibile, che ha conferito al progetto un ulteriore valore educativo oltre che artistico”, ha aggiunto la docente di arte e immagine.

    “Determinante è stato anche il contributo degli studenti della scuola secondaria di secondo grado “L. Einaudi”, che hanno affiancato con competenza e dedizione le giovani artiste nella progettazione e nella realizzazione di ogni creazione. Un prezioso contributo che ha dato vita a un’opera di scopo didattico che ha offerto molti e importanti spunti di riflessione. Un lavoro figurativo, un’esperienza multidimensionale ha esplorato personaggi e ambienti esaltandone le caratteristiche chiave, assumendone così una significativa rilevanza nella situazione posta in scena.