Autore: Giuseppe Leoni

  • I cognomi dei bergamaschi che arrivarono a Turbigo per lavorare un secolo fa…

    I cognomi dei bergamaschi che arrivarono a Turbigo per lavorare un secolo fa…

    TURBIGO. Avevamo preso spunto dal fatto che Pierbattista Pizzaballa (madre Tadini), francescano, patriarca latino di Gerusalemme, recentemente nominato Cardinale da Papa Francesco è nato nel 1965 a Cologno al Serio, paese natale anche di Pierluigi Albricci, parroco di Turbigo dal 2012 al 2021. Questa notizia aveva ‘dato il la’ al nostro censimento locale.
    SAPEVAMO che tanti bergamaschi, un secolo fa, arrivarono a Turbigo per lavorare nel Cotonificio Valle Ticino e nella Rossari&Varzi. Così abbiamo invitato su FB i bergamaschi-turbighesi a segnalare la loro antica provenienza. E i risultati non sono mancati. Ecco i cognomi dei ‘bergamaschi’:
    TURBIGHESI-BERGAMASCHI. Leoni, Caldara, Bolognesi, Carchen, Merizio, Pelucchi, Fadigati, Moretti, Nozza, Maver, Bonavera, Riva, Brusetti, Sangalli, Marchetti, Bani, Cavalleri, Solivardi, Landini, Facheris, Donzelli, Pastori, Gorla, Carminati.

    DIDA Don Pierbattista Pizzaballa, francescano, patriarca latino di Gerusalemme (recentemente nominato cardinale da Papa Francesco, in una foto scattata a Cologno) dove la guerra di questi giorni lo ha costretto a rientrare frettolosamente. E’ nato nel 1965 a Cologno al Serio, paese natale di tanti progenitori dei turbighesi d’oggidì

  • I bergamaschi arrivarono a Turbigo un secolo fa per lavorare nel Cotonificio Valle Ticino

    I bergamaschi arrivarono a Turbigo un secolo fa per lavorare nel Cotonificio Valle Ticino

    TURBIGO – Una telefonata da una parente ci informa che un ‘nostro’ paesano è stato nominato, l’altro giorno, Cardinale da Papa Francesco. Si chiama Pierbattista Pizzaballa (madre Tadini), francescano, patriarca latino di Gerusalemme. E’ nato nel 1965 a Cologno al Serio (BG) dov’è nato anche Pierluigi Albricci, parroco di Turbigo dal 2012 al 2021. E’ stata questa chiamata a darci motivo della seguente riflessione.
    Sono tanti i ‘turbighesi’ che hanno radici bergamasche. La migrazione è avvenuta circa un secolo fa, grazie al direttore generale, appunto ‘bergamasco’, del Cotonificio Valle Ticino, tale Uberto Gennaro che avviò la ‘chiamata’ in massa dei suoi paesani (i cui figli, dei figli, sono ancora qui) per soddisfare le esigenze di produzione del Cotonificio.
    Difatti, agli inizi del Novecento il CTV si trovava in un momento di grande espansione con undici stabilimenti e 4500 i dipendenti: due filature erano a Turbigo e Vittuone, mentre altre tessiture bei paesi limitrofi.
    Alla ‘chiamata’ di Uberto Gennaro i bergamaschi, grandi lavoratori, risposero. Arrivarono a Turbigo e si insediarono nella ‘Curt Fabrica’ (attuale piazza ‘Madonna della Luna’, allora Via Roma, 4) e nella ‘Corte del Gray’ (attuale palazzo de Cristoforis, sede municipale, dove andarono ad abitare una trentina di famiglie, al numero 15 di Via Roma, tra cui anche chi scrive).
    I bergamaschi incrociarono in paese le famiglie dai tipici cognomi turbighesi (Cavaiani, Garavaglia, Cedrati, Colombo…) alle quali, nel panorama sociale, si aggiunsero i Leoni, Caldara, Bolognesi, Carchen, Merizio, Pelucchi, Fadigati, Moretti, Nozza, Maver, Bonavera, Riva, Brusetti, Sangalli, Marchetti e altri ancora. Sono cognomi rintracciati nel nostro archivio mentale, ma ci piacerebbe che qualcuno ne aggiungesse altri.

    DIDA Nel cimitero civico, al limitare del primo Campo, sulla destra, compare la tomba del direttore generale del Cotonificio Valle Ticino, Uberto Gennaro (1871-1946), che fu l’artefice della ‘chiamata’, ma anche uno dei fondatori della Scuola Materna-Ente Morale turbighese

  • Il parco del palazzo De Cristoforis aveva un approdo sul Naviglio?

    Il parco del palazzo De Cristoforis aveva un approdo sul Naviglio?

    TURBIGO – In principio il parco del palazzo de Cristoforis era più vasto ed aveva un approdo sul Naviglio Grande. Era noto che il sedime era stato ridotto, una prima volta, alla fine dell’Ottocento per permettere il passaggio della ferrovia Novara-Seregno e, una seconda volta, negli anni Sessanta del secolo scorso per la costruzione dei quattro condomini delle cosiddette ‘Case Enel’. Ma dell’esistenza di uno sbocco sul Naviglio nessuno aveva mai scritto anche se, per la verità, il ‘nostro’ palazzo non è entrato nei testi ecumenici che raccontano la storia delle ville del Naviglio Grande.
    LA NOVITA’ – Nella serata del 6 ottobre 2023, durante la presentazione della tesi di laurea magistrale di Federica Lucca, coadiuvata nella sua esposizione da Giorgio Calloni, è apparsa un’immagine d’inizio Ottocento, conservata all’Istituto Geografico Militare, dove si vede chiaramente che l’appendice sud del parco aveva uno sbocco sulla riva sinistra del Naviglio Grande, più o meno all’altezza della prima centrale termoelettrica. Un approdo, come avevano tutte le ‘Ville di delizia’ nate nel Sei-Settecento, tutte rigorosamente affacciate al Naviglio Grande, la secolare via di comunicazione verso Milano.
    IL PROGETTO – L’illustrazione della tesi – che parla del restauro e valorizzazione del giardino – è partita proprio dalle ‘Ville di delizia’ (come villa Clerici a Castelletto di Cuggiono anch’essa recentemente oggetto di una tesi) per approdare al progetto che, tra l’altro, vede l’utilizzazione dell’acqua del Naviglio per irrigare il restaurato giardino, al punto da far zampillare le tre fontane esistenti. Un sogno…ma è proprio questa la strada da perseguire per raggiungere grandi risultati.

  • Don Federico Landi, primo barone di Turbigo

    Don Federico Landi, primo barone di Turbigo

    Ieri sera, 5 ottobre 2023, su ‘TC Telecolor’, emittente di Parma, è andato in onda un bel do-cumentario sulla fortezza militare dei Landi di Bardi (Parma) e la valle del Ceno (oltre ad un flash sul cavallo Bardigiano), sapientemente illustrata da uno storico locale, Giuseppe Beppe Conti.
    La storia di questa nobile famiglia – che ha un addentellato anche a Turbigo in quanto man-tenne il potere feudale in loco per due secoli – inizia nel Cinquecento con Agostino ( in seguito avvelenato a Milano), nominato principe dall’imperatore Carlo V, al quale fu assegnato il feudo imperiale di Bardi. L’investitura prevedeva noblesse oblige la realizzazione di una for-tezza.
    BARDI il toponimo è longobardo e il primo insediamento sullo sperone-masso risale al VII secolo e, in seguito, si succedettero diverse costruzioni fino alla realizzazione della fortezza mili-tare. Lo scontro secolare con i Farnese (Pier Luigi fu ucciso da un Landi) e la vicenda della so-rella di Federico, Maria, che sposò nel 1595 il Signore di Monaco, Ercole Grimaldi, a sua volta finito sgozzato. Fu un questo frangente che don Federico Landi organizzò una spedizione nel Principato di Monaco per salvare i tre figli della sorella, il principino Onorato e le due sorelline, che furono portati a Bardi (o a Turbigo) dove vissero felici e contenti.
    IL BARONE DI TURBIGO. Nel novembre 2007 il dottor Riccardo De Rosa, ritenuto uno dei maggiori studiosi di Bardi e dei Landi (attualmente abita a Turbigo), in una serata in Biblioteca illustrò la figura di don Federico Landi, feudatario di Turbigo dal 1591, ma anche reggente dell’ ‘Stato Landi’ comprendente, oltre alla Val di Taro, Compiano e Begonia. ll professore esordì illustrando quali furono le strategie familiari e di potere di questo antico casato piacentino, di fede ghibellina sin dai tempi di Federico II, la cui presenza in Turbigo è stata ricostruita attraverso la consultazione dell’Archivio di Famiglia depositato a Roma.
    Don Federico Landi, ‘primo barone di Turbigo’ – si legge nei documenti – personaggio al quale lo studioso ha dedicato una dettagliata biografia. Proprietario di vaste proprietà in paese, tra cui il Castello e l’osteria al segno dell’Annunciata, (possedeva molte proprietà allodiali anche ad Ossona), Riccardo De Rosa tratteggiò la figura del ‘nostro’ barone che aveva sposato una gentildonna genovese con la quale non andava d’accordo e quindi si insediò nel castello turbighese (1615). Qui crebbero due suoi figli naturali, mentre l’unica figlia ‘ufficiale’, Polissena Maria – alla morte del padre nel 1661 – si vide recapitare il testamento con l’impegno a mantenere i due fratellastri.
    IL GEMELLAGGIO. L’idea di un gemellaggio tra Turbigo e Bardi, proposto una ventina di anni fa, non ha trovato il consenso sperato. Per cui, noi appassionati di storica locale, restiamo in attesa di tempi migliori sperando che il fantasma che aleggia nelle stanze della fortezza possa aiutarci. Infatti, la leggenda narra che due innamorati… Soleste, figlia del conte Landi e Morvello si aggirino ancora nelle stanze della fortezza in attesa di ricongiungersi…

    DIDA – Una mappa di Turbigo nei primi anni dei Seicento fatta eseguire da don Federico Landi, principe della val di Taro. Lo stemma dei Landi compare in alto a destra con all’interno l’aquila bicipite, (stemma imperiale degli Asburgo) e il simbolo dell’ordine caval-leresco del toson d’oro

  • Turbigo, riconoscimenti civici agli anziani: Ernestina è la ‘regina’ (101 anni)

    Turbigo, riconoscimenti civici agli anziani: Ernestina è la ‘regina’ (101 anni)

    TURBIGO – La ‘Festa d’Autunno’, organizzata dall’Assessorato ai Servizi Sociali, vede il tradizionale appuntamento con chi è riuscito a superare la terza età per puntare al secolo di vita. Tante le donne, ma non tutte hanno presenziato e anche i pochi uomini che ce l’hanno fatta a tagliare il traguardo sono rimasti a casa. Ecco i nominativi:
    I NOVANTENNI
    1- BARBIERI Caterina Maria; 2 – BIANCHI GINA (foto); 3 – BOSCO Giuseppina; 4. – COLOMBO CARLA; 5 – CORBETTA Luigia; 6 – DE RIVI Giovanna; 7 – GIUDICI Maria; 8 – MONTICELLI Giovanna; 9 – ORILIERI Bice Lucia; 10 – STEFANIN Anna; 11 – STEFANONI Costantina; 12 – AIROLDI Francesca; 13 – ANTONELLO Lelio; 14 – CAPELLETTI Maddalena; 15 – DE MARTINES Antonia; 16 – FERRI Antonio, già assessore comunale; 17 – MEAZZA Angela; 18 – MODOLO Giovanna; 19 – PADOAN Cesare; 20 – RUGGERI Sergio; 21 – SESINI Attilio.
    OLTTRE I NOVANTENNI
    Nella realtà turbighese si contano anche cinque 95enni: 1 – GARASCIA Teresa (foto); 2 – GRASSI Giuseppe, già elettricista; 3 – MERLOTTI Maria Luisa; 4 – VAI Luigia; 5 – VAVASSORI Antonia e una ultra centenaria PASTORI Ernestina (foto)

    DIDA Ernestina Pastori (101 anni); Teresa Garascia (95 anni); Gina Bianchi (90 anni)

  • Carlo De Cristoforis: “Qui si fa l’Italia o si muore!”

    Carlo De Cristoforis: “Qui si fa l’Italia o si muore!”

    Da almeno trent’anni – chi scrive – sta cercando di sistemare le tessere del grande mosaico che comprende anche la vita di alcuni giovani De Cristoforis che persero la vita per l’Italia. Spunti presi qua e là, da pubblicazioni ormai introvabili, come la nota che ci ha inviato oggi un appassionato – tramite whatsapp – ben sapendo del nostro interesse e che ci ha dato motivo di un pensiero alla memoria di un ‘uomo di qualità’ (sono così rari). Poi, di questi tempi, dove il termine ‘Nazione’ è ritornato di moda, si è più propensi a dedicare un po’ di tempo a chi ha contribuito a creare l’Italia che viviamo.
    UN EROE (1824-1859), certamente non dimenticato se oggi, mentre piove, un vecchio cronista e qui a ricordare la figura e l’opera di Carlo De Cristoforis ben sapendo che la caserma militare di Como porta il suo nome e il proiettile con cui fu ucciso è conservato al museo lariano.
    Laureatosi nel 1847 a Pavia, l’anno successivo prese parte ai moti del ‘48 (Cinque Giornate di Milano) e fu sempre assiduo nel cospirare contro gli austriaci per amore di patria. Dopo i moti del febbraio 1853, si spostò a Parigi per seguire dei corsi di matematica e, in seguito, frequentò per due anni la scuola di Stato Maggiore. In occasione della guerra di Crimea fu nominato Capitano e scelto per comandare un deposito nella città di York dove imparò l’inglese che gli servì per poter insegnare Scienza Militare all’istituto Pultney di Londra.
    Quando la Nazione chiamò si presentò a Garibaldi il quale gli confermò il grado di Capitano
    dei Cacciatori delle Alpi e varcò il Ticino a Sesto Calende. Alla testa di 120 uomini respinse – nel mattino del 25 maggio 1859 – 300 fanti e 150 cavalli austriaci con due pezzi d’artiglieria sulla strada da Sesto Calende a Somma Lombardo.. Aiutò in questo modo l’avanzata di Garibaldi al quale si ricongiunse a Varese. Il 27 maggio fu scelto per attaccare di fronte il corpo del maresciallo Carlo Urban e una palla lo colpì a morte alla Camerlata. Lo soccorse il fratello Malachia….disperato.
    Carlo de Cristoforis lasciò molti scritti inediti tra cui anche una memoria sulle condizioni dei contadini scritta insieme a Stefano Jacini, il quale la utilizzò per l’elaborazione della sua famosa inchiesta agraria, che fu discussa in Parlamento ed è materia di studio ancor oggi nelle università.

    DIDA 1 – Carlo De Cristoforis; 2 – Monumento a Sesto Calende in memoria del Capitano

  • Il fotografo Belloni

    Il fotografo Belloni

    TURBIGO. Credo sia stato il primo fotografo, per passione, in paese. Mi dissero che lavorava in centrale e abitava in vicolo 3 Giugno 1859. Ricordo solamente che attorno agli anni Ottanta mi chiamò un Signore (forse era il figlio del fotografo che ci ha lasciato in questi gironi all’età di 88 anni) dicendomi di aver rinvenuto molti negativi in bianco e nero delle foto scattate dal padre durante il Ventennio e anche dopo e che – ben sapendo quanto fossi appassionato – me le voleva regalare. E così fu. I negativi erano divisi per argomento e tenuti insieme da un cartoncino marrone chiaro, ripiegato sui quattro lati, che riportava le scritte realizzate con un lapis. Stampai le foto e trovai le immagini di un mondo che non avevo vissuto: come quella che pubblichiamo dove una donna sta lavando – poggiando le ginocchia sull’asse – sulla riva destra del Naviglio in corrispondenza della Vecchia Dogana, accanto ad un cancello che c’è ancora. Lì, allora ci abitavano diverse famiglie e il fabbricato era su due piani.
    In seguito pubblicai una parte consistente delle foto così ottenute nel volume ‘Vecchie Immagini turbighesi’, un’opera che registra il passaggio tra la civiltà contadina e quella industriale. Una raccolta di immagini che è stata ampliata e aggiornata recentemente con le foto degli ultimi trent’anni e che è possibile visionare alla Festa d’in Giò.

  • Sessant’anni di matrimonio tra ‘Massiccio’ e Ombretta!

    Sessant’anni di matrimonio tra ‘Massiccio’ e Ombretta!

    BORGOMANERO – Era il 14 settembre 1963 quando Alessandro Maiocchi e Ombretta Valsesia si unirono in matrimonio a Borgomanero.
    Oggi Massiccio (alias Alessandro Maiocchi) ha 95 anni e Ombretta 80 compiuti il 10 settembre scorso. A entrambi i nostri migliori auguri

  • Le borse di studio agli studenti meritevoli e i riconoscimenti civici

    Le borse di studio agli studenti meritevoli e i riconoscimenti civici

    TURBIGO – La tradizionale serata della consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli si è svolta nella serata dell’8 settembre 2023 nel cortile d’onore del palazzo de Cristoforis. C’erano tutti, con amici e parenti, in una serata che ha visto anche la consegna di riconoscimenti civici ai pensionati (e non solo) ‘per i meriti acquisiti nello stato di servizio’. Il tutto arricchito da tanti abbracci, strette di mano e auguri.
    Protagonisti – oltre ai ragazzi – gli amministratori comunali, la dirigente scolastica, tanti turbighesi. Ecco i nomi dei giovani (tra parentesi la valutazione):
    LICENZIATI SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO
    1 – Sara Cagelli (10/10 con lode);
    2 – Letizia Cedrati (9/10);
    3 – Alessandro Crivelli (9/10)
    4 – Nicola Croci (9/10);
    5 – Ismaele Fabris (9/10);
    6 – Alice Guasco (9/10);
    7 – Sofia Guasco (10/10 con lode);
    8 – Maria Omnia Lazarat (10/10);
    9 – Riccardo Nobili (10/10);
    10 – Hajar Nouiyh (10/10);
    11 – Giorgia Serra ((10/10 con lode);
    FREQUENTANTI SCUOLA SECONDARIA 2° GRADO
    1 – Gaia Langé (8,60);
    2 – Usman Shahzad (8,82);
    3 – Lucia Viani (8,69).
    DIPLOMATI SCUOLA SECONDARIA 2° GRADO
    1 – Giulia Baga (98/100);
    2 – Anna Cavaiani (96/100);
    3 – Margherita Caccia (97/100);
    4 – Chiara Galimberti (100/100);
    5 – Davide Meazza (95/100);
    6 – Alessandro Pagano (97/100);
    7 – Francesca Roveda ((100/100 con lode);
    8 – Marco Zoccola (97/100).
    RICONOSCIMENTI CIVICI AI PENSIONATI 2022-2023
    1 – Lorena Garavaglia per gli anni trascorsi nella Scuola Primaria;
    2 – Elena Rita per gli anni trascorsi nella Scuola Primaria;
    3 – Luisa Storni per gli anni trascorsi nella Scuola Secondaria;
    4 – Anna Posillipo per gli anni vissuti nell’Asilo Infantile-Ente Morale;
    5 – Elisabetta Braga dipendente comunale dal 1980.

    Altri ringraziamenti sono stati rivolti alle bibliotecarie ‘in fieri’, ragazze e donne che si sono date da fare nella gestione della Biblioteca: 1 – Giulia Braga; 2 – Eleonora Dall’Oco; 3 – Vittoria Picci; 4 – G. Langé; 5 – Elisa Galimberti; 6 – Ivana Benutti; 7 – Carla Gorla.
    Infine, l’Amministrazione Comunale ha ringraziato Lino Braga per l’impegno profuso in occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica e don Andrea Cartabia che ha lasciato il paese in quanto nominato parroco di Ossona. Un ultimo pensiero è andato ai morti dell’11 settembre 2001, ricordati dai due cipressi accostati posti all’entrata della sede comunale.

  • Via San Maurizio: completata la riqualificazione grazie ad Ecologica Naviglio in collaborazione con gli industriali locali e ‘Fenice’

    Via San Maurizio: completata la riqualificazione grazie ad Ecologica Naviglio in collaborazione con gli industriali locali e ‘Fenice’

    ROBECCHETTO CON INDUNO – Ecologica Naviglio SpA, in collaborazione con le aziende tessili e conciarie socie, nonché Bonaudo SpA e Fenice Srl, ha completato i lavori di riqualificazione della via San Maurizio, un importante tratto stradale situato tra Malvaglio, Castano Primo e Buscate che negli anni è stato interessato da criticità quali buche, asfalto sconnesso e segnaletica orizzontale e verticale da migliorare.
    Il progetto di riqualificazione è legato ai lavori di allaccio fognario di conceria Bonaudo, terminati lo scorso novembre. L’accordo originario con i Comuni prevedeva l’asfaltatura completa del tratto di competenza del Comune di Robecchetto e un’asfaltatura parziale dei tratti di competenza dei comuni di Buscate e Castano Primo. Tuttavia, per superare le problematiche e garantire una maggiore sicurezza e funzionalità alle persone e ai mezzi che transitano sulla via, Ecologica Naviglio ha unito le proprie forze con quelle degli industriali succitati, estendendo la riqualificazione a tutta la tratta. I lavori, che si sono conclusi con la posa della segnaletica verticale, hanno compreso la sostituzione integrale dell’asfalto, la sistemazione delle banchine e il rifacimento della segnaletica orizzontale.
    La riqualificazione della via San Maurizio rappresenta un importante passo avanti in termini di sicurezza e funzionalità di questa arteria stradale fondamentale per il territorio.

    Ecologica Naviglio S.p.A. da quarant’anni gestisce un impianto di depurazione delle acque reflue e dei rifiuti industriali a Robecchetto con Induno, in frazione Malvaglio.
    Indirizzo: via Marsala 33, Robecchetto con Induno (MI) Sito web: https://ecologicanaviglio.it
    Visita virtuale: https://ecologicanaviglio.it/visita-virtuale-impianto-ecologica-naviglio
    Linkedin: https://www.linkedin.com/company/ecologica-naviglio-spa Facebook: https://www.facebook.com/EcologicaNaviglio
    Twitter: https://twitter.com/Eco_LogicaMente