Che la vita fosse breve e piena di dolore lo sapevamo già. E tanto per stare in tema, stamattina presto, quando ci siamo alzati per prepararci ad andare al corteo del 25 aprile, abbiamo notato in sala che la borsa della moglie e il mio borsello erano rovesciati, con portafogli aperti e carte sparpagliate, tutto in un angolino della sala dove di notte si infiltra un pertugio di luce proveniente dalla illuminazione pubblica della Via Fredda.
Sgomento corro in cortile e vedo che entrambe le finestre hanno due buchetti (probabilmente fatti con un trapano a mano per non fare rumore) per infilarci dentro un attrezzo e ruotare la maniglia e permettere così l’apertura dall’esterno. Ma la certezza dell’effrazione è stata confermata da una porta laterale completamente spalancata. Sono entrati di lì e saliti al primo piano dell’abitazione hanno cominciato a rovistare fino a quando hanno trovato un po’ di soldi. Non hanno esagerato però, non hanno rubato alcun pezzo d’argento, seppure fossero a portata di mano, e non hanno spaccato niente. Hanno prelevato i soldi, chiuso i cassetti…. mancava solamente un biglietto di ringraziamento.
Non avevamo mai subito un furto nel secolo in cui noi e i nostri avi hanno vissuto in questa abitazione della Via Fredda. C’è sempre una prima volta. Abbiamo fatto le nostre riflessioni e ipotizzato chi possa essere stato, non sicuramente un turbighese! Diffondiamo la notizia se non altro per far sapere che bisogna stare sempre più attenti in questo mondo di ladri!
Autore: Giuseppe Leoni
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Ladri in casa mentre marito e moglie dormono
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Le memorie di Rosetta: la storia della Via dove ha vissuto nel Novecento
Questa è la storia di Rosetta Pastori (1912-2003) di Angelo (1873-1957) e di Giomeni Giuseppina (1879-1957). Il padre Angelo faceva il postino, ma svolgeva anche un servizio di segretario comunale. Si sposò nel 1936 con Mombrini Angelo e non ebbe figli. Faceva la sarta-pellicciaia e abitava in Via Corridoni, 3. E’ stata la nipote, Graziella Pastori a fornirci la foto e alcune notizie biografiche della zia.
Non sapevamo chi fosse la ‘Rosetta’ quando abbiamo trovato il suo scritto – datato 23 maggio 1995 – in un vecchio libro che ci è stato regalato recentemente da un turbighese. “Ricordi e nostalgia della vecchia Turbigo – Via Novara n. 6” è il titolo di un fascicoletto di sei pagine griffate, scritte fitte fitte. Si tratta di memorie del paese nel Novecento che ci hanno subito intrigato e convinti come siamo che – se le ha scritte – è perché voleva che fossero tramandate. Noi lo facciamo anche perché abbiamo attraversato gli stessi luoghi che riteniamo siano più importanti delle persone che li hanno vissuti. Lo scritto è interessante perché segna il passaggio in paese della civiltà contadina in quella industriale.IL MUNICIPIO, LE SCUOLE…“Finita la via Allea, a sinistra c’è il Viale che porta alla stazione ferroviaria; c’erano le Scuole Elementari, poi si girava l’angolo ed ecco la mia via Novara, come la ricordo io (al tempo non c’era la Circonvallazione e l’asse longitudinale del paese era la Via Novara, oggi Via Roma, ndr).
A sinistra il palazzo del Municipio; un cancello, qualche portoncino; a destra un bel cortile: era la casa del Ciacera c’era anche il forno, in quel negozio, molto spesso cambiavano prestinaio; mi ricordo però uno degli ultimi, perché aveva una figlia che frequentava la scuola con me, si chiamava Annunciata Zanzottera.
Torniamo sul lato di sinistra, dove c’era un salone, fuori ai lati della porta d’ingresso due lampade che alla sera, quando erano accese, sembrava festa. Sul vetro della porta d’entrata c’era la scritta ‘Caffè Ristorante’ ed era gestito prima dal signor Carlo, detto Councon e da sua moglie signora Savina. In seguito fu gestito dalla signora Domenica e suo marito Giulio Brioschi. Subito dopo quella bella porta luminosa c’era un piccolo negozio di ‘Sale e Tabacchi’ gestito dalla signora Carlotta e Pepin Scavizzi”.
LA CORTE FABBRICA…Eccoci di nuovo sul lato destro, un grandissimo caseggiato a tre piani che si chiamava ‘La Fabbrica’, ai lati di questo cortile c’erano le stalle che servivano per mucche, cavalli, maiali, ogni sorta di animali che servivano ai contadini; sopra alle stalle i fienili. Entrando dal cancello che dava sulla strada appariva la facciata di questo grande caseggiato. In mezzo al cortile c’era il pozzo molto bello, aveva come un parapetto a cupola in ferro battuto, tutto a riccioli e curve sapienti, la carrucola con la fune che serviva per attaccare il secchio e attingere l’acqua. Intorno a questo pozzo c’erano delle vasche di sasso che i contadini riempivano d’acqua per abbeverare gli animali. C’erano anche le letamaie, non si vedevano perché erano scavate una vicina all’altra, tre al lato destro del cancello e tre al lato sinistro. Non si vedevano, ma si sentivano e alle volte qualcuno ci cascava.
IL CINEMA ‘IRIS’…“E torniamo sulla sinistra della Via Novara. Dopo il ‘Caffè Ristorante’ (Balot’s, oggi) e il tabacchino c’era come una strada cieca, in fondo c’era un grande locale che non serviva granché allora. Bonomi Giacomo ci fece un salone, che fu battezzato ‘Cinema Iris’. Non mi ricordo bene, ma credo fosse il 1918-19 e quello fu il primo cinema di Turbigo.
Ecco la bottega del falegname, quello che faceva le botti, le brente, le carriole, faceva e riparava i carretti che servivano ai contadini per i lavori nei campi. Il cognome era Cavaiani, il nome non lo ricordo, ma tutti lo chiamavano, senza offesa, con Pischen, sua moglie era la sciura Palmira (1), la levatrice del Comune, come si diceva allora la Comà che ha fatto nascere anche me il 9 febbraio 1912. Non la ricordo bene, avevo 3 o 4 anni quando la sciura Gaetana (2) venne a fare la Cumà in paese perché la sciura Palmira, molto giovane ancora, dopo una brevissima malattia era morta.
L’UFFICIO POSTALE…Dopo la bottega del Pischen ecco quella del Gaetan barbé e sua moglie la Pina Bilet, avevano 5 o 6 figli, ma non sto a nominarli. Ecco che sono arrivata alla bottega che frequentavo volentieri: quella della Maria del Lùcia che era il prestinaio, ma oltre al pane in quel botteghino c’erano cioccolato, anisit, tiramola, millagust e tante altre golosità.
Eccoci al portone centrale dal quale si entrava in un cortile che non so descriverlo: quando giocavo con la mia amica Lisa, del Ciech Bilet, loro vi abitavano ed erano pratici in quel labirinto, di quei dentro e fuori dai rigagnoli, io non li seguivo, avevo paura.
Subito dopo il portone ecco il negozietto di Nestina Langé, passamaneria, pizzi, fazzoletti…poi la casa del Baldissar (Baldassare Pedroli) che faceva il calzolaio e con sua moglie Virginia gestiva l’ufficio postale. Avevano tre figli: Giuseppina, Giovanni e Clelia che voleva mangiare solo la minestra della mamma Pina. Mio padre che era il postino del paese per il suo lavoro doveva dipendere dall’Ufficio Postale, così le due famiglie erano abbastanza unite: mia mamma e Virginia erano anche confidenziali.
Dopo l’Ufficio Postale ecco la Tugnela Ramola, la sua bottega di salumeria, vendita di vino e una piccola ‘Osteria della Posta’. Poi il portone che dava nel cortile in cui abitava il Meta e la moglie Rosetta, la figlia Licia e altri ancora che non ricordo bene”.
L’ALTALENA NEL MIO CORTILE DI VIA NOVARA, 6…Ora però torno sul lato destro della Via Novara, al numero 6, il mio cortile. Chissà se riesco a descriverlo bene come lo vedo nei miei ricordi. Il portone era l’unico accesso che ci permetteva di entrare nel cortile, però le mura di questo caseggiato non erano a filo della strada, erano in dentro di 4 o 5 metri o più e in quello spazio c’erano quattro gelsi (i muron) due a destra e due a sinistra del portone, quelli di sinistra servivano al Tano faré perché oltre al fabbro faceva anche il maniscalco, metteva i ferri ai buoi che i contadini facevano lavorare nei campi, ferrava i cavalli e asinelli e per fare questo tagliava e bruciava lo zoccolo delle bestie. Era molto bravo il Tano faré ma anche i suoi figli lavoravano con lui. Io li vedevo perché avevo l’abitudine di sedermi su uno di quei sassoni che stavano ai lati del portone e servivano da sedile, uno era quasi sempre occupato da me. Quando si entrava dal portone a sinistra ci abitava la mia famiglia e quella di mio zio Giovanni. A destra vi abitò per diversi anni Gep Ranzan (Giuseppe Ranzani) lui e i suoi figli Guido, Togn e Mario facevano i pescatori di sassi bianchi del Ticino, lavoro che allora era molto redditizio e per questo lavoro occorrevano cavalli e carri. Il mio cortile era molto grande: in mezzo al cortile ci stavano 4 gelsi a distanza ben regolata e i ragazzi più grandi giocavano al pallone, a ‘Bandera’, a ‘Lemù’. Nel mio cortile venivano tanti ragazzi, amici dei miei fratelli e dei miei cugini. In tutta la Via Novara era l’unico cortile così spazioso, qualche volta però la mamma o mio zio Giovanni perdevano la pazienza e allora! Però la tregua durava poco, anche se pioveva non ci si bagnava perché in tutta la larghezza dell’abitato c’era un gran porticato largo forse 5 metri e noi quando pioveva o nevicava si stava là fuori a vedere quanta acqua o neve cadeva dal cielo. Potevano giocare come volevano perché c’era una bella altalena: l’avevano fatta i miei fratelli per i più piccoli: la più piccola di tutta la combriccola ero io, intrigante, sempre a dar fastidio ai grandi.
DON LUIGI DE CRISTOFORIS…Dal mio cortile, torniamo sulla strada. Dopo l’officina del fabbro veniva il ‘Bar bottiglieria’. Nel salone d’entrata c’era uno specchio che occupava quasi tutta la parete. Su questo specchio era dipinto un tralcio di rose: sembravano vere e quando mia mamma mi mandava a fare qualche compera ci andavo con piacere, proprio per guardare quelle magnifiche rose sullo specchio. (Naturalmente ho cercato, mentre descrivevo questo salone di rivivere la meraviglia che mi faceva quel ramo di rose così appiccicate allo specchio: ci sono riuscita perché, mentre le descrivevo io le vedevo!).
Dopo il ‘Caffè Sport’ o ‘Bar bottiglieria’, di proprietà dei Ramola, ecco che la strada si restringe e arriva il forno della Teresa e del Vermondo: ricordo le loro figlie Annetta e Teresa che vestivano sempre elegantemente.
Poi ecco la cartoleria Gasloli aperta solamente al sabato e mezza giornata alla domenica. Subito dopo la cartoleria una bella casetta ben fatta, io direi anche elegante (attualmente è il Panificio Bove, ndr). Era la casa della sciura Amalia, la maestra, molto importante, molto autoritaria, molto anche voluminosa, era una Dama della Croce Rossa. Era l’amica del nobile Don Luigi de Cristoforis dal quale aveva avuto in regalo la bella casetta e anche un f. (queste cose le dicevano a denti stretti i grandi, ma anche i bambini di allora erano intelligenti e malignetti e capivano anche quello che i grandi non volevano che capissero).
Ho conosciuto Don Luis come pure Donna Maria sua moglie: era bellissima e anche Lui, Don Luis, era un bell’uomo, con barba ben curata, due bei baffoni rivolti all’insù, come li aveva mio zio Giovanni.
LA BOTTEGA DEL GUGLIELMO…Ora torno al centro di Via Novara sul lato sinistro. Dirimpetto all’officina del Tano faré ecco la bottega della Caterina del Guglielmo, frutta, verdura e tanti figli. Guglielmo, il marito era un tipo irascibile (…) e mia mamma quando sentiva che stavano litigando attraversava la strada, andava in quella bottega e cercava di calmarli, ma non sempre ci riusciva.
Poi ecco la famiglia Cavaiani, il Pin Rusin faceva il sarto e barbiere; poi arriva la casa del Zepo Dincen (Rudoni) era il fattore del Tatti, lui aveva il compito di controllare e dirigere i lavori dei contadini che lavoravano per il padrone Paolo Tatti (sindaco dal 1863 al 1913, ndr) che era proprietario di buona parte del paese.
LA SALA DA BALLO: IL VIA VAI…Dopo l’abitazione del Zapo Dencin (Rudoni) c’erano delle abitazioni per i contadini. Vi abitava anche la Delaide Strascera che sapeva leggere il destino delle carte da gioco, perciò le signorine andavano da lei che con 50 centesimi o 1 lira sapevano se il loro moroso le amava o le tradiva (io ero troppo piccola, ma anche quando fui grande non ho mai creduto alle carte).
C’erano dei locali rustici, ma che avevano l’apertura sulla strada. Allora ci fu chi pensò di fare qualcosa che potesse rallegrare la gioventù e così, dopo il ‘Cinema Iris’ ecco che la famiglia Ranzani fece una bella sala ‘Caffè Gelateria’, ma quel che più faceva scandalo era che si fece anche una ‘Sala da ballo’ che fu subito battezzata ‘Il Via Vai’! Vi potevano entrare solo le persone che avevano oltre 20 anni e quelle che ne avevano meno stavano fuori sulla strada, ballavano e si divertivano come o forse più di quelli che erano in sala.
Dopo il ‘Caffè’ e la ‘Sala da Ballo’ c’era il botteghino che vendeva zoccoli, spolette di filo per cucire, frutta e verdura.
Eccoci di nuovo sulla destra della Via Novara. Dopo la casa della signora Amalia c’era un caseggiato di proprietà Cedrati: il padre e il figlio Natale facevano i prestinai e il loro pane era il migliore del paese.
Veniva poi l’ultimo caseggiato. Mia mamma mi diceva che era del Giacomot, io però ricordo che vi abitò per tanti anni la Cumà, la sciura Gaetana. Quella casa era molto bella, aveva due bei balconi e un cancello molto bello, ma ciò che mi attirava l’attenzione erano delle pitture che c’erano come cornice sul muro, prima che cominciava il tetto. Le guardavo perché mia mamma diceva: ‘Vedi quella faccia è la tale, quell’altro vicino che ha la gobba è il tale ed erano persone che conoscevo anch’io, ma che non ricordo più i loro nomi o nomignoli. Quelle pitture erano state fatte dal fratello gemello del Giacomot, il Carlin del Bias (Carlo Bonomi).
In quella casa c’era il negozio della Pina Badona e suo marito Anselmo. Vendevano della tela, grembiuli confezionati, cappelli da uomo e da donna. Era un bel negozio, sul bancone di vendita troneggiavano dei bei vasi di vetro che contenevano confetti, anisit, millegusti. La Pina e mia mamma erano molto amiche perciò quando spendevo il mio palancon (10 centesimi) la Pina era abbondante nel fare il mio cartoccio!
CIAO BAMBINA! NON SEI STATA CAPITA…MA CE L’HAI FATTA…Torno a sinistra per descrivere l’ultimo tratto di Via Novara. Dopo il botteghino di roba mista, ecco la casa di Donna Maria, qualche locale, una porta, una finestra, un tratto di muro, la stradicciola un po’ in salita si allarga per dare spazio al portone d’entrata. Facevano da cornice due piante di robinia che a primavera inoltrata i grappoli di fiori bianchi mandavano un profumo così forte che lo si sentiva per tutta la via. Erano belle quelle piante, stavano bene, mettevano allegria.
Il portone in legno della villa De Cristoforis (attuale palazzo municipale, ndr) era quasi sempre chiuso. Quando lo aprivano si vedeva l’entrata ben curata, le aiuole in fiore, anche il selciato era bello, di sassi bianchi e neri messi con maestria, che figuravano delle grandi foglie. Dopo questo spazio incominciava la strada in discesa, tutta in selciato, che portava al Naviglio. Qualche passo ancora, ecco, mi fermo qui. A destra vedo la ‘Trattoria della Pesa’ del Cicoon Pidola alle mie spalle la Madonna davanti a me la strada con quella polvere che quando camminavo a piedi nudi sembrava cipria.
Seguendo i miei ricordi vedo il ponte sul Naviglio, come era allora, molto pittoresco e vicino a lui, come per proteggerlo, la grande, la magnifica secolare quercia: come era bello sedersi sul parapetto del ponte e godere della sua ombra!
Un poco più in là, a sinistra, una piccola casa, con un piccolo porticato che le dava un aspetto un po’ autoritario: la Gareta, così la chiamavano.
ADESSO… c’è un po’ di foschia e i miei occhi si appannano, allora mi giro un po’ a sinistra, guardo giù e vedo una bambina con la sua mamma che scendono verso il Naviglio, è così bella, delicata, e tenera questa immagine che non vorrei si cancellasse dai miei ricordi!…
’Ciao bambina! Non sei stata capita…ma ce l’hai fatta!’
Ora i sogni e i ricordi sono finiti. Mi giro e ciò che stava alla mia sinistra ora è alla mia destra e viceversa. La strada, il ponte sono alle mie spalle: guardo, cerco dove sono le piante di sciscit? che ne succhiavano i fiori? Sì, c’è ancora la villa De Cristoforis ma non ha più l’attrazione. La nobiltà che aveva l’hanno pasticciata, ora la chiamano Villa Gray (che per farla più volgare qualcuno la chiama Villa Grey!) che brutto: per me è e sarà sempre la casa della Donna Maria.
Dove sono la casa del Giacomot e tutto quello che c’era? Però da dove guardo vedo ancora, ma si sta cancellando come nella nebbia, l’osteria del Ramola, al Tano faré, i due gelsi, un portone…il numero 6 di Via Novara. Ma dov’è la via Novara? La Bettola? Non c’è più è stata sopraffatta dalla Via Roma…(3)
FINE. In questo mio scritto ci saranno sicuramente degli errori, ma c’è tanto sentimento, amore e nostalgia.”
Rosetta, 23 maggio 1995
NOTE
1 – “PALMIRA PIVA, l’esposta che diventò levatrice”, moglie di un Cavaiani della Via Novara (Pischen) è stata raccontata recentemente da Carlo Azzimonti e Patrizia Morbidelli in una pubblicazione
2 – PALMIRA PIVA morì nel 1917 e venne sostituita da MARIA GAETANA ALMASIO che abitò in Via Fredda, 4. Il Capitolato del Comune prevedeva che abitasse in un ‘sito centrico’ che presentasse sulla porta un mezzo facile di chiamata. Si tratta del ‘campanello’ di cui esistono ancora le tracce sull’attuale porta di entrata…
3 – La Rosetta, nata all’inizio del Novecento a Turbigo in Via Novara (attuale Via Roma), aveva registrato nel suo archivio mentale i cambiamenti e li ha scritti. Oggi, del suo cortile, accessibile dal di dietro, attraverso una trasversale di Via Tatti, è rimasto un viottolo che conduce a quella che fu il cortile della sua infanzia (con l’altalena) del quale sono rimasti solo alcuni lacerti pericolanti.DIDASCALIE – Lo sposalizio di Rosetta (17 ottobre 1936)
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Alice in gara alle ‘Olimpiadi di Italiano’
Alice Bot, diciassette anni, frequentante il quarto anno del liceo delle ‘Scienze Umane’ al ‘Bellini’ di Novara – ma abitante a Turbigo – si è qualificata per partecipare alle “Olimpiadi di italiano” che sono iniziate oggi, 18 aprile, a Ercolano. Gareggerà con altri 45 alunni selezionati provenienti da tutta Italia. Lei si è qualificata prima assoluta in Piemonte (ma ha un piede in Lombardia) e noi turbighesi le facciamo gli auguri.
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La fine di un’epoca: 1999-2004
Da vecchio cronista abbiamo frequentato la sala consiliare di Robecchetto per vent’anni e diligentemente appuntato tutto quanto si decideva nella massima assise. In particolare, abbiamo seguito da vicino le amministrazioni Ottolini e Misci e qui ne riportiamo ‘memoria’ visto il particolare momento politico che ha registrato la sfiducia al sindaco Braga (2 aprile 2024).
1999 – LE ELEZIONNI AMMINISTRATIVE
1 – OTTOLINI Franco, sindaco; 2 – Garberi Fabrizio, vice sindaco; 3 – Braga Giorgio, assessore; 4 – Almagno Nicoletta, assessore; 5 – Miramonti Enrica, assessore; 6 – Clementi Pier Luigi, assessore;
7 – Baratta Annalisa, assessore; 8 – Piloni Valentino, consigliere; 9 – Langé Marta, consigliere di maggioranza; 10 – Edres Housain, consigliere di maggioranza; 11 – Merli Fulvio, consigliere di maggioranza; 12 – Ciocca Gianluigi, consigliere di maggioranza; 13 – Silanos Claudio consigliere di minoranza;14 – Amadio Aldo consigliere di minoranza; 15 – Ottolini Pietro consigliere di minoranza; 16 – Masé Emilia, consigliere di minoranza; 17 – Passerini Sandro sostituito a metà legislatura da Borsa Silvano.2004 – LE ELEZIONNI AMMINISTRATIVE
Si presentarono quattro liste: ‘Il Ponte’ con Fabrizio Garberi; ‘Cavanò’ con Emilia Masè; ‘Lega Nord’ con Pietro Ottolini; ‘Più centro e più destra’ con Alfonso Gaiera. Vince Garberi con 1578 voti (53,32%)
1 – GARBERI Fabrizio, sindaco; 2 – Braga Giorgio, vice sindaco; 3 – Ottolini Franco, assessore; 4 – Baratta Annalisa, assessore; 5 – Langé Marta, assessore; 6 – Piloni Valentino; 7 – Edres Housain, assessore; 8 – Iseni Enzo, consigliere di maggioranza; 9 – Barbaglia Maria Catia, consigliere di maggioranza, 10 – Marangoni Marco, consigliere di maggioranza; 11 – Armensi Vittoriana, consigliere di maggioranza; 12 – Ciocca Gianluigi, consigliere di maggioranza; 13 – Silanos Claudio consigliere di minoranza;14 – Amadio Aldo consigliere di minoranza; 15 – Ottolini Pietro consigliere di minoranza;16 – Chiodini Francesca, consigliere di minoranza;17 – Masé Emilia consigliere di minoranza. Problemi ‘politici’ portarono alla fine anticipata della legislatura e della stagione che aveva visto, come regista, l’ingegner Franco Ottolini, socialista. Le dimissioni del sindaco Garberi portarono al primo Commissariamento del Comune.2006 – LE ELEZIONNI AMMINISTRATIVE’ANTICIPATE’
Si presentarono tre liste: ‘Il Ponte’ con candidato sindaco Giorgio Braga; ‘Il Fontanile’ (Lega Nord) con Pietro Ottolini e ‘Insieme per Crescere’ con Maria Angela Misci. Vinse Misci con 600 voti di vantaggio rispetto a ‘Il Ponte’.
1 – MISCI Maria Angela, sindaco; 2 – Foieni Alessandro, vice sindaco di Malvaglio; 3 – Iseni Enzo, assessore; 4 – Vignati Luisa, assessore; 5 – Marangoni Marco, assessore; 6 – Langè Patrizia assessore; 7 – Barbaglia Catia, assessore: 8 – Zardoni Matteo, consigliere di maggioranza; 9 – Colombo Ermano, consigliere di maggioranza; 10 – De Dionigi Mauro, consigliere di maggioranza; 11 – Bossi Stefano, consigliere di maggioranza; 12 – Ferrari Gabrio, consigliere di maggioranza;13 – Braga Giorgio, consigliere di minoranza;14 – Edres Housain, consigliere di minoranza;15 – Merli Fulvio, consigliere di minoranza; 16 – Miramonto Enrica Maria, consigliere di minoranza che prese il posto di Franco Ottolini in Consiglio; 17 – Ottolini Pietro, consigliere di minoranza.
Una delle prime iniziative dell’Amministrazione Misci (delibera n. 15 del 17 luglio 2006) fu la revoca della deliberazione del Consiglio Comunale n. 61 del 4 novembre 2004 avente come oggetto: “Adozione della Variante Generale al Piano Regolatore Vigente”. Tutte le aspettative si si erano avviate con la nuova Variante furono azzerate, tra le quali il recupero di Induno (campo da golf).2011 – LE ELEZIONNI AMMINISTRATIVE
Lo scarto tra ‘Insieme per Crescere’ (1715 – 64%) e ‘Liberi’ (910-34%) raddoppiò rispetto alla consultazione elettorale del 2006 (1575 voti ñ 51,96%) che aveva mandato all’opposizione gli uomini della lista de ‘Il Ponte’ (che nelle elezioni del 2011 cambiò denominazione in ‘Liberi’), dopo le dimissioni del sindaco Garberi e il commissariamento del Comune.
1 – MISCI Maria Angela, sindaco, riconfermata; 2 – Alessandro Foieni, vicesindaco; 3 – Matteo Zardoni, consigliere di maggioranza, poi sostituito da Mauro De Dionigi); 4 – Davide Luigi Scalzo, consigliere di maggioranza; 5 – Maria Catia Barbaglia, consigliere di maggioranza; 6 – Enzo Iseni, consigliere di maggioranza; 7 – Giuseppe Stimolo, consigliere di maggioranza; 8 – Giuliano Piloni, consigliere di maggioranza; 9 – Ermano Colombo, consigliere di maggioranza; 10 – Ruggero Galimberti, candidato Sindaco di ‘Liberi’, consigliere di minoranza; 11 – Giorgio Braga, consigliere di minoranza; 12 – Nijmi Edres, consigliere di minoranza; 13 – Valentino Piloni, consigliere di minoranza.2016 – LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
La lista ‘Civitas’ con 1265 voti (48,86%) vince le elezioni, battendo ‘’Insieme per Crescere’ che conta 1083 voti (41,83%). E’ presente anche una lista dei Movimento 5 Stelle.
1 – GIORGIO Braga, sindaco; 2 – Alessandro Mollica vicesindaco; 3 – Veronica Aggio consigliere di Maggioranza; 4 – Annalisa Baratta consigliere di Maggioranza; 5 – Giacomo Bergamaschi consigliere di Maggioranza; 6 – Gianangelo Gaiera consigliere di Maggioranza; 7 – Edoardo Lego consigliere di Maggioranza; 8 – Daniele Colombo consigliere di Maggioranza;; 9 – Giulia Ravezzani consigliere di Maggioranza; 10 – Giuliano Piloni, candidato sindaco di ‘Insieme per Crescere’ in seguito dimissionario; 11 – Maria Catia Barbaglia in Marchesi consigliere di Minoranza; 12 – Davide Luigi Scalzo consigliere di Minoranza; 13 – Angelo Siviero consigliere di Minoranza;2021 – LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
1 – GIORGIO Braga, sindaco. riconfermato; 2 – Alessandro Mollica, vicesindaco; 3 – Daniele Colombo consigliere di Maggioranza; 4 – Edoardo Lego consigliere di Maggioranza; 5 – Claudia Chiodini consigliere di Maggioranza; 6 – Marta Langé consigliere di Maggioranza; 7 – Sofia De Dionigi consigliere di Maggioranza; 8 – Margarida Maria De Jesus consigliere di Maggioranza; 9- Giacomo Bergamaschi consigliere di Maggioranza;10 – Gabriele Marzorati consigliere di Minoranza; 11 – Francesca Delle Stelle consigliere di Minoranza; 12 – Antonio Seminara consigliere di Minoranza;13 – Andrea Francesco Nobili consigliere di Minoranza.2024 – In un ‘Comunicato stampa’ si dice: “Nella mattinata del 2 aprile 2024, tutti i consiglieri di Minoranza (Andrea Francesco Nobili, Antonio Seminara, Francesca delle Stelle, Gabriele Marzorati) e quattro consiglieri comunali di maggioranza (Claudia Chiodini, Sofia De Dionigi, Marta Langé, Alessandro Mollica) hanno contestualmente rassegnato le loro dimissioni irrevocabili dalla carica di Consiglieri Comunali”. Ciò comporta lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario Prefettizio (Sabrina Pane).
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Sì alla festa del Ramadan
Per la prima volta nella storia locale turbighese si farà la festa per la fine del Ramadan al campetto degli allenamenti dell’Arbusto
La festa del Ramadan si svolgerà nel campo di calcio ‘allenamenti’ posto nelle adiacenze del campo sportivo dell’Unione Sportiva Turbighese. E’ quanto è stato definito nell’incontro in Prefettura tra i rappresentanti della comunità musulmana turbighese e l’Amministrazione Comunale
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La fine dell’Amministrazione Braga-Colombo: Lega e Forza Italia scrivono…
Alla “violenta pugnalata alle spalla” dell’ex sindaco Giorgio Braga, denunciata sul volantino di ‘Civitas’ è seguita l’arrivo della Commissaria Sabrina Pane. Il giorno dopo è arrivata la missiva di ‘Lega’ e ‘Forza Italia’ che augura buon lavoro alla Commissaria e punta l’indice accusatore sulla ex Amministrazione:
”Mettendo fine all’Amministrazione Braga-Colombo diamo inizio ad una nuova stagione che posa rimettere al centro il rispetto delle persone” cosa che sembrerebbe non sia avvenuta nella passata stagione politica. Ma il gioco politico che ci accompagnerà per tutto l’anno a venire porterà alla luce le vere questioni che hanno portato alla fine dell’Amministrazione -

E’ arrivata la Commissaria, il vice Prefetto Sabrina Oane
L’incontro stampa si è svolto sotto il porticato di quella che fu il palazzo Fagnani, oggi sede municipale. L’ex sindaco, Giorgio Braga, non è entrato in Comune dove ormai si è insediata la dottoressa Sabrina Pane, Vice Prefetto Aggiunto, nominata il giorno stesso dello scioglimento del Consiglio Comunale.
Difatti, il 2 aprile 2024, alle ore 8 del mattino, otto Consiglieri comunali (numero che definisce la maggioranza consigliare), quattro di Maggioranza e quattro di Minoranza, hanno protocollato le dimissioni dalla carica comunale. Appena ricevuto la notizia il Prefetto di Milano ha subito nominato la Commissaria che resterà alla guida del Comune del più di un anno, in quanto sono scaduti i termini per poter votare nell’election-day del prossimo 8-9 giugno 2024.
Giorgio Braga ha consegnato ai cronisti un volantino della lista civica ‘Civitas’ – che vinse le elezioni nel 2016 – che porta come sottotitolo un’invettiva: “E’ stata una pugnalata violenta e inaspettata”.
Poi ha ricordato i sette anni di amministrazione vissuti insieme ai quattro transfughi (tra cui assessori e vicesindaco), accennando al ritiro delle deleghe – avvenuto il 27 marzo scorso – a uno di essi, probabile ‘goccia’ che ha fatto traboccare il vaso della Maggioranza.
Nel lungo comunicato della ‘Civitas’ si parla però di “problematiche sorte tra alcuni componenti della Giunta, ma legate a vicende strettamente personali e delicate” e si aggiunge che proprio nella giornata odierna era prevista una riunione di Maggioranza per cercare di appianare i contrasti. Non si è arrivati in tempo!
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Sfiducia per Braga: a Robecchetto con Induno arriva il Commissario
In un ‘Comunicato stampa’ diffuso poco dopo le 9 si dice: “Nella mattinata del 2 aprile 2024, tutti i consiglieri di Minoranza (Andrea Francesco Nobili, Antonio Seminara, Francesca delle Stelle, Gabriele Marzorati) e quattro consiglieri comunali di maggioranza (Claudia Chiodini, Sofia De Dionigi, Marta Langé, Alessandro Mollica) hanno contestualmente rassegnato le loro dimissioni irrevocabili dalla carica di Consiglieri Comunali”. Ciò comporta lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario Prefettizio.
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Antonio Bonomi: il sentimento nelle facce dei frati ricavate dalle castagne matte
E’ terminato recentemente il restauro in Via Novara di quella che fu l’abitazione del nipote di Carlo Bonomi, il Bunumin. Antonio Carlo Bonomi nacque il 31 luglio 1906 e morì il 26 novembre 1985 e fu pittore, restauratore e intarsiatore. Aveva sposato Drina Braga e non ebbe figli. Oltre alla sua abitazione progettata dallo zio Carlo, ricca di boiserie, di lui rimangono una infinità di opere pittoriche distribuite nelle case dei turbighesi. Sciatore provetto, l’album di famiglia che le nipoti conservano con grande cura, documenta la grande passione per gli sci che aveva costruito con le sue mani.
Ma la peculiarità di questo artista era la capacità di ricavare dalle castagne matte autentici ritratti – cogliendone il sentimento – di quei frati Agostiniani Scalzi che avevano vissuto nel ‘Turbigh in Giò’ per due secoli (1635-1807). Le sue figure, vere opere d’arte, acquistano respiro e continuano a vivere nel loro tempo settecentesco davanti ai nostri occhi. -

Alessandro Fornara, una persona felice di donare
E’ successo a un turbighese – Alessandro Fornara, 52 anni – che il 25 settembre 2018 venne coinvolto in un grave incidente a Galliate, non per colpa sua…e poco mancò che ci rimettesse la vita. Furono i Soccorritori della Croce Rossa, i Vigili del Fuoco che arrivando immediatamente sul posto, gli salvarono la vita.
Alessandro dopo il lungo calvario, attraversato con il sorriso di chi si sentiva miracolato, non dimenticò i tanti medici, infermieri, fisioterapisti… che gli avevano permesso di continuare l’avventura meravigliosa della vita, per cui animato da un grande senso di gratitudine decise – con il conforto della moglie Nicoletta – di donare un’ambulanza alla CRI di Novara.La buona novella non finisce qui. Pensando agli uomini e alle donne che seminano amore, con l’intento di render loro grazie per questo basilare servizio a favore della nostra comunità, Alessandro e Nicoletta hanno deciso di fare il bis, donando un’ambulanza anche alla Croce Azzurra di Buscate che sarà inaugurata domenica 17 marzo 2024.
Chi scrive ha sempre pensato che ‘la riconoscenza non fosse di questo mondo’, perché spesse volte alle promesse non seguono i fatti. In questo caso, invece, è avvenuto l’inverso e l’orgoglio dei genitori ha permesso di rendere noto le generose donazioni del figlio che intende proseguire nello sviluppo del suo giovanile sogno – denominato ‘Progetto 108’ – tutto indirizzato al bene comune.DIDA Un momento della inaugurazione della ambulanza alla CRI di Novara alla quale Alessandro, in seguito, ha aderito come soccorritore Volontario.