Autore: Alessandra Branca

  • “HANK” , il Pacta di via Dini ha chiuso la stagione con un omaggio originale a Charles Bukowski

    Un tempo controverso, oggi soltanto celebrato e forse anche un poco dimenticato da quando il tempo ha cominciato ad accelerare catapultandoci in una nuova era impaziente di liberarsi dall’umanità novecentesca, tra il sublime ed il triviale, di quando la vita dettava il tempo delle frasi scritte a mano, riversate su qualunque pezzo di carta, creazione e memoria di vite analogiche trasudanti di casi, talenti ed imperfezioni.

    “Un omaggio a un poeta del Novecento che ha reso la poesia e la prosa quasi indistinguibili”, commenta il regista ed attore Riccardo Magherini. E proprio partendo da questa sorta di indistinguibilità o miscela nasce l’esigenza per questo trio di amici ed artisti di liberare ammirazione, gioco e creatività in uno spettacolo ludico, poliforme, irriverente, poetico ed un po’ patetico, empatico e sarcastico. “Hank per gli amici, Charles Bukowski per la storia”.
    “Hank è come guardare dal finestrino del treno che viaggia, pigro, tra l’umanità. Si vedono uomini e donne attraverso lo sguardo crudele e disincantato di un bambino. Si viene trasportati da quell’umorismo schietto e irriverente, che ci spinge a specchiarci e a ridere di noi stessi. “, descrivono così l’esperienza portata sul parquet del Pacta di via Dini, Magherini Lanni e Palimento. Tra “reading, singing e storytelling” , come lo stesso Bukowski spesso faceva nella sua vita leggendaria tra i bassi fondi di diversi stati USA, lui figlio di immigrati dalla Germania.

    Le musiche dello spettacolo sono originali composizioni del trio composte sul ritmo delle parole del grande scrittore : “HANK è un incontro tra la parola e la musica: molto di quello che ha scritto, sembra quasi portare con sé ritmi, sonorità, colori inconfondibili. Ascoltando bene, viene quasi naturale inventare una canzone, comporre un pezzo” , illustra ancora Magherini che sul palco veste, in maniera che sembra davvero “mimetica” i panni di “Hank” in continuo dialogo (anche canoro) e scambio con i due sodali alla batteria ed alla chitarra, anch’essi comprimari insieme alle note ed alle parole di Bukowski.

    Settantacinque minuti piacevoli, estemporanei, acidi e toccanti. L’amore del trio per questo autore traspare dal gusto autentico capace di attirare il pubblico in questa sospensione di spazio e tempo, da un angolo della stanza di Hank alle strade di quella “America” delle grandi promesse e delle vite invisibili e miserevoli le quali, nella ri-creazione artistica, divengono colori e ritmi di varia umanità su cui aleggia lo spirito – così vivo e credibile grazie all’alchimia del terzetto – dello scrittore naturalizzato statunitense.

    “Charles Bukowski è una mia, una nostra, vecchia frequentazione. Mia, di Nicola Maria Lanni e di Lele Palimento, che sono tornati a farsi ispirare e a comporre e a suonare e cantare, in scena, con me” .

    E dunque “bravi !” a questi tre amici di Bukowski che ci riportano sulle tracce di uno scrittore prolifico al punto da esser totalmente impubblicabile avendo lasciato scatoloni di manoscritti densi di vita e di vite che ancora molto hanno da comunicarci in questo secolo di solitudini digitali.

    Un arrivederci a presto ai tre autori (più uno, “Hank”) di questo pastiche godibilissimo ed intelligente. Lo spazio scenico e la magia del teatro dove le arti si fondono e si ricreano.

    Pacta dei Teatri chiude in questi giorni di giugno con “La créme de la créme”, rassegna dei laboratori di teatro a cura di Pacta e successivamente con il lavoro fatto insieme all’università Statale di Milano durante il laboratorio “Dal testo alla scena: pratica ed estetica dello spettacolo”, proposto dalla prof.ssa di estetica Maddalena Mazzocut-Mis.

    Tutte le info: www.pacta.org

    Alessandra Branca

  • “No other land” premio Oscar per il miglior film documentario, in prima visione al Nuovo di Magenta il 10 giugno.

    “No other land” – miglior film documentario Oscar 2025 e Berlino 2024 in prima visione al Nuovo di Magenta : solo martedì 10 giugno a 3,50 € per tutti. Dall’8 al 10 giugno tutti gli ingressi a prezzo ridottissimo con “Cinema in festa”.

    L’importante film di produzione Norvegia e di registi abitanti nella Cisgiordania in prima visione al Cinema teatro Nuovo Magenta, martedì 10 giugno ore 21:15. Prezzo ridottissimo grazie all’iniziativa “Cinema in festa”, la proiezione verrà seguita dal dibattito in Sala con Marco Invernizzi.

    Masafer Yatta è un agglomerato di venti villaggi al confine sud della Cisgiordania. In questa comunità, che si regge su un’economia di tipo agricolo, alcuni villaggi sono così antichi che conservano ancora alcune grotte, tuttora abitate. Purtroppo, perché le nuove case edificate vengono sistematicamente distrutte dalle ruspe. Il primo ricordo di Basel Adra, che qui è nato nel 1996, è l’arresto di suo padre, mentre protestava contro gli espropri voluti dallo Stato di Israele, che di quel territorio sostiene di aver diritto di fare zona di addestramento militare. Una violenza che va avanti da decenni, e che Basel e altri hanno iniziato a filmare autonomamente, a rischio della propria vita. Per mostrare al resto del mondo, tramite quelle testimonianze video strazianti e inequivocabili, l’ingiustizia e l’oppressione che continuano a subire. Anche Yuval Abraham, giornalista israeliano e amico di Basel, scrive delle demolizioni, sperando di attirare l’attenzione, dentro e fuori la sua nazione. Ma mentre gli israeliani possono muoversi liberamente, gli abitanti di Masafer Yatta non possono lasciare la Cisgiordania. “Non abbiamo un altro posto dove andare”, dice una vicina di Basel, “soffriamo così perché è la nostra terra”.

    Regia: Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor
    Sceneggiatura: Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor
    Fotografia: Rachel Szor
    Montaggio: Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor
    Musiche: Julius Pollux Rothlaender
    Nazionalità: Norvegia
    Durata: 92
    Info, biglietti online ed approfondimenti : https://www.teatronuovo.com/primevisioni.asp?VIEW=PV1&prog=980

    In programmazione come prima visione della fine settimana (6-9 giugno) : “Lilo & Stitch” – dall’8 giugno a €3,50 per “Cinema in festa”.

    Dal 17 giugno al 23 luglio 2025 avrà luogo la rassegna “Cinema Estate” : ogni martedì e mercoledì un bel film a 3,50€ – Tutte le info : www.teatronuovo.com

  • Rossini, Bellini e Schubert con l’Orchestra “Cantelli” di Novara al Lirico di Magenta

    Rossini, Bellini e Schubert con l’Orchestra “Cantelli” di Novara al Lirico di Magenta

    Durante la stagione intitolata al “tempo” ed al suo significato musicale classico, l’appuntamento del 14 marzo scorso ha rappresentato una tappa di leggerezza rispetto al cartellone della stagione di Totem, con la gradita visita dell’organico dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara.

    Ospiti graditi del teatro magentino, i ragazzi dell’eccellente istituto musicale piemontese, a pochi chilometri dalla nostra cittadina, ci hanno accompagnato alla scoperta (o riscoperta) di alcuni dei momenti di maggiore espressività e ricchezza compositiva di inizio Ottocento. Programma sintetico ma intenso e coinvolgente, guidato dalla bacchetta decisamente “magistrale” di Nicola Paszkowski, insegnante di Direzione al Cantelli ma egli stesso direttore di orchestra di lunga e ricca carriera.

    Si è “ragionato” (con le orecchie, s’intende!) sul concetto di “orchestrazione sinfonica” e delle forme che questa assunse ad inizio Ottocento (quindi nel primo romanticismo) soprattutto ad opera (la parola è calzante!) di due nomi italiani, popolari ed amati tutt’oggi : Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini. Il Maestro Paszkowski con i suoi giovani orchestrali hanno dispiegato un paio di ventagli finemente decorati tra accenti brillanti o più lirici, varietà cromatiche vivaci e grandiose piuttosto che solenni o raccolte.

    Avvolti dal tappeto sonoro dei bravi ragazzi del “Cantelli”, gli spettatori hanno potuto gustare le due orchestrazioni sonore tratte dalla “Semiramide” di Rossini (1823) e dalla “Norma” (1831) di Bellini. Abbiamo potuto così apprezzare dal vivo dell’esecuzione i diversi accenti delle due opere – eccellenze del melodramma italiano – nelle due differenti “ouverture” al dramma; ouverture che altro non sono poi che “sinfonie d’opera” .
    Nel caso di “Semiramide” abbiamo apprezzato il carattere vivace ed in crescendo, l’orchestrazione ricca e virtuosistica; nella “Norma” la scrittura raffinata ed intensamente espressiva introduce l’atmosfera solenne dell’opera (come si legge nelle chiarissime note di sala).

    Al termine di questi due capisaldi dell’orchestrazione d’opera, eseguiti fluidamente e brillantemente dall’Orchestra, ecco “apparire” dal palco del Lirico le note dal sapore più malinconico, drammatico e dialettico di quella “Incompiuta” schubertiana (genere “sinfonia orchestrale”) entrata ormai in una sorta di “leggenda” della storia musicale classica romantica. La sinfonia n. 8 in Si minore di Franz Schubert, infatti, rimase sconosciuta sino al 1865 quando venne eseguita per la prima volta a Vienna dopo ben quaranta anni dalla morte del giovane compositore.
    Due soli movimenti più l’abbozzo di un terzo (mai completato; in genere le sinfonie ne contano quattro, come sappiamo). “L’ Incompiuta è pervasa da un sentimento profondamente espressivo e malinconico, tipico dello stile tardo di Schubert”, leggiamo nelle note di Sala. E così è.

    Non soltanto bello il programma della serata; ma anche suggestivo ed istruttivo nella sua inusualità. Un piacere ascoltare l’Orchestra del Cantelli !
    “Un ringraziamento speciale al direttore Nicola Paszkowski, alla direttrice del Conservatorio prof.ssa Alessandra Aina e al vicedirettore maestro Gianni Biocotino” – sottolinea la presidente di Totem, Antonella Piras plaudendo l’intero organico dei ragazzi del Cantelli.

    L’Orchestra, ” l’espressione più completa delle scuole strumentali ” del Conservatorio novarese, si esibisce presso l’auditorium “Olivieri” dello stesso conservatorio, al Teatro Coccia di Novara, al Civico di Vercelli, al Teatro sociale di Busto Arsizio, ed altre sedi. Tra le esecuzioni ci piace senz’altro sottolineare quella della favola di “Pierino ed il lupo” di Prokofiev con la voce recitante di Enrico Beruschi : qualcosa di molto confacente proprio lo stile “totemino”.

    In attesa di un ritorno sul palco magentino, salutiamo i ragazzi e gli insegnanti del “Cantelli”, notando come il nostro Belpaese sia stato culla di geni musicali che attraversano il tempo ed han fatta la “scuola” dei generi musicali in tutta Europa. Nel solco di tanto talento, gli istituti musicali del presente, pubblici e privatistici, insieme per crescere custodendo il nostro importante patrimonio musicale.

    Alessandra Branca.

  • Travolti da Brahms… e dai suoi esecutori!

    Travolti da Brahms… e dai suoi esecutori!

    Il concerto di sabato 1 marzo nella stagione di Classica musicale di Magenta.

    Scintillante l’esecuzione al pianoforte di Andrea Molteni, vibrante la direzione di Ernesto Colombo.

    Siamo nel cuore della stagione musicale in corso al Teatro Lirico di Magenta. Una stagione, questa 2024/2025, partita davvero “Mahler” con l’impegnativa quanto sublime Sinfonia n 9 in Re maggiore; sbarcata poi per una sosta, come in qualcheduna delle “ville di delizia” che caratterizzano il nostro territorio sul Naviglio Grande, con gli “Archetti virtuosi”; ed eccoci al primo di marzo con una immersione sonora nella “barriera corallina” delle composizioni del grande autore amburghese.

    La stagione è dedicata alla riflessione sul “tempo”, come sappiamo. Il tempo dell’essere umano, il tempo del cosmo, il tempo della storia della nostra gloriosa musica classica, i tempi delle partiture. Il tempo come un mare musicale tutto da esplorare e da cui cogliere meraviglie.

    In fondo, volendo semplificare, Johannes Brahms non fa che questo. Compositore tardo romantico, coevo di autori che già trasformano il materiale sonoro classico (basti pensare a Wagner), l’amburghese riesce con mirabile arte ad intessere la struttura classica con trame innovative, accenti espressivi liberi in un ordito tradizionale sempre molto delineato.

    Spazio ai soli degli strumenti delle sezioni orchestrali (i legni, i timpani, gli archi) i quali si propongono sia come voci a levarsi qua e là nel dipanarsi delle partiture d’insieme sia come voci introduttive dei temi (in genere due) che l’orchestra andrà a sviluppare.

    Il tutto nella proposta di due differenti composizioni. La serata si apre infatti con il Concerto n. 2 (1881) per pianoforte ed orchestra op. 83. Un concerto di intensità e ricchezza straordinarie; potente negli accenti, pieno di grazia nei momenti sospesi di lirismo.

    Una struttura mobile, varia, ricca e, vorremmo suggerire, autocosciente. Quattro tempi (anziché i tre canonici) per dar vita ad Allegri (appassionati o graziosi), all’Andante di rara bellezza; intensità, ritmica, originalità. Assoli di corno, violoncello e, certamente, il pianoforte.

    Riconosciuto come una delle opere più impegnative di tutti i tempi per il pianoforte solista, questo concerto possiede un tale spessore da sembrare già esso una sinfonia, come rilevano gli studiosi.
    Brahms mantiene la libertà espressiva delle sezioni orchestrali in una sorta di duetti con il pianoforte, di richiami e di risposte. Il compositore dimostra di saper innovare e coinvolgere pur nella forma virtuosistica e classica che non intende disconoscere ma irrorare di nuova linfa espressiva.

    Il pubblico del Teatro Lirico di Magenta ha la fortuna di poter ascoltare esecuzioni mirabili e giovani musicisti tra i migliori e richiesti a livello internazionale. Andrea Molteni è certamente tra questi e lo ha dimostrato a suon di note in questo travolgente e felice concerto brahmsiano. Movimento, tensione e luminosità, le mani del pianista fanno sembrare facile qualunque intreccio virtuosistico; “facile” nel senso di brillante, scorrevole, accattivante, ricco di espressione.

    Lo stesso vale per l’insieme delle orchestre. Le quali hanno nuovamente dimostrato l’alto livello di preparazione e capacità espressiva nella seconda parte della serata, quella dedicata alla sinfonia (questa sì!) n. 1 in Do Minore.

    L’autore di Amburgo pare abbia “riflettuto” per oltre venti anni prima di pubblicare questa composizione. Il peso dei grandi prima di lui, l’Olimpo della composizione sinfonica “classica” e romantica (Mozart, Beethoven): come porsi di fronte alla perfezione ed alla maestosità ?
    Alla fine questa prima sinfonia (1876) “sbanca” nella storia della musica, andando a raccogliere e reinterpretare proprio quelle caratteristiche senza tempo (al punto che venne chiamata “la decima di Beethoven”, definizione in verità fuorviante).
    Classici quattro movimenti, anche in questo caso (come nel concerto per pianoforte) con qualche variazione (“licenza d’autore”) nei contenuti di ciascuno. Variazioni e citazioni : a nessuno sarà sfuggito l’incipit della imponente “Quinta” beethoveniana proposto sin in apertura da timpani ed archi. Non male per “uno” (Brahms) che non si azzardava a confrontarsi con quei “fratelli maggiori” ! Citazione, omaggio, dichiarazione stilistica e tematica di appartenenza.
    Ritmi appassionati, accenti drammatici, energici ed epici sempre modulati da momenti di lirismo virtuoso e mai pedante.
    La meraviglia dei soli, in particolare nel secondo movimento con l’andante introdotto dalla soavità dell’oboe (a qualcuno piace l’oboe!), del duetto di clarino e violino solisti.

    Ecco come si innova rimanendo nel solco di chi ha forgiato e reso sublime la forma sinfonica.
    Non possiamo qui descrivere nei dettagli i movimenti, invitiamo all’ascolto.

    Possiamo solo ribadire quanto l’opportunità che la Città di Magenta e l’associazione Totem offrono al pubblico del Teatro Lirico di godere di tanta bellezza e nel contempo conoscere la musica classica (in quanto classica… sempre giovane!) è da cogliere ad occhi chiusi (ed orecchie aperte).

    Un pensiero al maestro Lorenzo Passerini il quale, pur impossibilitato a dirigere il concerto, ha voluto presenziare, salutare ed illustrare il cartellone. Da parte sua saluti alle orchestre, al pubblico ed il ringraziamento al maestro Ernesto Colombo co-direttore della Orchestra Vivaldi, per aver accettato l’onere della sostituzione. Un onere risolto brillantemente. Al maestro Passerini ed alla di lui famiglia l’affetto e l’augurio per un felice superamento del momento difficile. Lo aspettiamo sempre sul podio del Teatro Lirico.

    La stagione intanto corre e settimana prossima, venerdì 14 marzo, ospiteremo l’Orchestra del Conservatorio “Cantelli” di Novara diretta dal maestro Nicola Paszkowski.
    Mentre sabato 12 aprile, chiusura con “Bach & Bruckner” , di nuovo con il maestro Colombo e “le nostre” due orchestre Città di Magenta e Vivaldi.
    Eh sì… il tempo scorre, scandisce, sospende, porta lontano ma a volte ritorna. Poi, sarà di nuovo Pasqua.

    Alessandra Branca

    Foto Luciano Milan- Ph per Totem Magenta

  • Archetti virtuosi, archetti “tosti”:  la serata “da camera” del 15 al Lirico di Magenta

    Archetti virtuosi, archetti “tosti”: la serata “da camera” del 15 al Lirico di Magenta

    Al centro della stagione di classica al Lirico di Magenta, dedicata al “tempo”, Totem pone la sua pietra miliare: giovanissimi musicisti “di cantera”, si direbbe nel calcio, e virtuosi “figli d’arte”, ossia figli degli insegnanti della scuola Totem. Il passaggio di generazione è pienamente avvenuto. La storia dell’associazione magentina che ha fatto della formazione classica una “mission” ormai intergenerazionale segna una nuova importante tappa.

    Quando si parla di “tempo” ci si può riferire agli intervalli di pentagramma, alle epoche musicali con le precipue caratteristiche, ad un tempo in movimento tra secoli che fa la storia della musica; e ci si può riferire anche ai frutti che le buone piante del nostro territorio hanno portato con pazienza, lavoro, entusiasmo e fiducia nella vita che si rinnova.

    Anche il programma presentato nella serata di sabato 15 febbraio si distingue come un momento “topico” in questa parabola di concerti Stagione 2025. La Direzione di Totem ci ha abituati, con garbo e capacità, a saggiare correnti e stili vari, diversi, in dialogo. Ma, naturalmente la preminenza delle proposte, la musica che tutti noi “orecchiamo” ed identifichiamo come “la classica”, rimane “quel secolo” che vide i grandissimi autori e le altrettanto grandi sinfonie divenute patrimonio comune.

    Per questa occasione “giovanissima” la scaletta ci propone come una sosta, in questo lungo e vasto navigare in mezzo a mari cangianti ed impegnativi, in una caletta deliziosa, un angolo di riposo e riflessione sul percorso.
    Quando nasce il gusto per le sonate e le scritture per strumenti soli (prevalentemente gli archi) su accompagnamenti d’ensemble? Quando dalla forma studiata e geometrica che vuol comunicare essenzialmente la perfezione di un mondo preordinato, cominciano a prendere passo accenti più individuali ed emozioni interiori ?

    Ce lo raccontano, con i propri strumenti, proprio questo manipolo di virgulti ; giovani amanti dei giardini cameristici che con preparazione e sensibilità davvero notevoli ci aprono finestre sul “prima” e sul “dopo” la centralità delle grandi sinfonie romantiche.

    Mettendo “in contrappunto” i primi passi che grazie alla scuola napoletana la musica occidentale ha compiuto verso il futuro dispiegamento romantico (ma ancora in piena musicalità barocca settecentesca) con gli epigoni del tardo romanticismo che già muovevano il pentagramma verso un superamento della imponente musicalità narrativa romantica.

    Grazie ad autori (oggi misconosciuti ai non addetti od appassionati) come Fiorenza e Tartini, dalla corte napoletana al resto di Europa, vanno affermandosi i concerti “per violoncello” in veste “da camera”. In un tessuto armonico e melodico ben inquadrato dalla caratteristica tripartizione in tre tempi legati tra loro, ecco apparire i primi estri, le preziosità, contrasti ed accordi virtuosi, fili d’oro in drappi cromatici di rara delizia.

    Di questa prima parte si sono fatti abili e gradevolissimi interpreti i ragazzi del Doricus Ensemble : due violini (Michele Alziati, Riccardo D’Ariano), una viola (Silvia Rossi), violoncello (Alessandra Giovannoli) contrabbasso (Anaïs Lauwaert) e clavicembalo (sì, sul palco del Lirico c’era il clavicembalo suonato da Gioele Cantalovo); solista, il violoncello di Andrea Alziati.
    La musica scorre lieve e coinvolgente; molto bravi !

    A coda dei due concerti Alziati ha omaggiato il pubblico con un bis di “tarantelle a violoncello solo” di Giulio De Ruvo, unite da un intermezzo con l’orchestra creato dallo stesso Alziati “prendendo temi da tarantelle popolari”, dichiara.

    Nella seconda parte di serata l’ensemble lascia posto ai duetti tra violini e pianoforte; dai concerti alle sonate da camera.
    A dispiegare le partiture di Franck, Ravel e poi Serastase, le coppie formate dalla violinista Kristel Kraja con il maestro Umberto Ruboni e dalla pianista Beatrice Distefano con il violinista Federico Nogarotto.
    Per sapere quanta strada “virtuosa” abbiano già compiuto questi giovani vi invitiamo a consultare i curricula nelle note di Sala.

    L’avvicendamento stesso delle coppie di esecutori sul palco (nel frattempo al clavicembalo si è sostituito il pianoforte) sottolinea come in una danza di corte lo scambio tra brani virtuosi di fine ottocento e le prime partiture di sonate dal carattere già novecentesco.

    Composizioni relativamente brevi ma decisamente impegnative in cui gli archetti oltre che virtuosi necessitano di partecipazione, sensibilità e perfino di una certa grinta, personalità. Hanno da essere “tosti” (cit !) oltre che abili.
    E questi ventenni hanno dimostrato di esserlo e senza alcuna incertezza. I due violini solisti come i due pianoforti meravigliosamente in intesa reciproca, ci hanno deliziati con gli accenti e le melodie della meravigliosa sonata in là maggiore di Cesar Franck (1886); con le due diverse partiture di Maurice Ravel (Sonata in Sol maggiore, 1923-27 circa; Tzigane del 1922); con la “Carmen Fantasy” (1882) di Pablo de Sarastase.
    Una meraviglia !

    Un ascolto, quello di tutta la proposta di serata, davvero piacevole, fresco ed agile. “La classica è giovane”, il motto di Antonella Piras presidente di Totem Magenta: ogni volta dal palco del Lirico ne abbiamo sorprendenti (poiché davvero bravi) e piacevoli (poiché davvero comunicativi) conferme.

    Molti applausi a tutti gli esecutori, il pubblico non accennava ad andarsene, lasciateci un regalino, un bel ricordino ancora.
    E così ci siamo infine tutti deliziati con un bis d’eccezione, entrambi i violini di Kraja e Nogarotto accompagnati dal pianoforte del davvero bravo maestro Ruboni nell’opera 33 di Pablo de Sarasate “Navarra”.
    …Olè !

    Piacevolissima serata, ascolti di nicchia, il virtuosismo e la giovinezza della “camera” e della “cantera” totemina. Noi, c’eravamo.

    L’appuntamento è per il 1 di marzo, quando ci ritufferemo nella composizione sinfonica del periodo tardo romantico con un autorone, il buon Johannes Brahms e le sue sinfonie n. 2 e n. 1 eseguite dalle formazioni ormai a tutti note e care delle Orchestre “Città di Magenta” e “Antonio Vivaldi”.
    Solista al pianoforte Andrea Molteni, direttore d’orchestre Lorenzo Passerini.

    Dalla direzione di Totem dicono di starci preparando una serata straordinaria. I numeri (ed i nomi) ci sono. Non rimane che prenotare la propria poltroncina al Lirico di Magenta e cominciare a sintonizzare le orecchie.

    Alessandra Branca

  • “Fra la via Emilia ed il West” – Concerto del 1984 a Bologna di Guccini al CinemaTeatro Nuovo di Magenta. Solo il 5 dicembre

    “Fra la via Emilia ed il West” – Concerto del 1984 a Bologna di Guccini al CinemaTeatro Nuovo di Magenta. Solo il 5 dicembre

    ll 21 giugno 1984 Bologna venne invasa da oltre 160 mila fan accorsi per assistere a quello che per l’epoca si rivelò essere un evento musicale senza precedenti: il concerto per celebrare i vent’anni di attività musicale di Francesco Guccini.

    Sul palco in Piazza Maggiore, a festeggiare con lui, si avvicendarono grandi amici e colleghi come Lucio Dalla, Paolo Conte, Nomadi con Augusto Daolio, Pierangelo Bertoli e moltissimi altri.

    https://youtu.be/KsbLy0FcHMM

    RESTAURATO DALLA CINETECA BOLOGNESE il documento diviene un film evento che Cinema Teatro Nuovo di Magenta è lieto di offrire al proprio pubblico IL 5 DICEMBRE 2024 in doppia proiezione , pomeridiana (alle 15:30) e serale (21:15).

    TUTTE LE INFO, ACQUISTO BIGLIETTI ONLINE (senza commissioni) ED IL TRAILER :

    https://www.teatronuovo.com/evento2.asp?VIEW=EV2&prog=44

    PREZZI INGRESSO IN SALA :
    Intero € 10,00
    Ridotto € 8,00
    riservato ai possessori della tessera “AMICI del CTN” e “CARTA GIOVANI NAZIONALE”, giovani fino a 26 anni e over 65

    A cura di Alessandra Branca

  • Il tempo, l’uomo, la musica. La Nona di Mahler al Teatro Lirico di Magenta

    Il tempo, l’uomo, la musica. La Nona di Mahler al Teatro Lirico di Magenta

    “La musica sveglia il tempo”, dice Daniel Baremboim. Il tempo è invisibile, è inodore, non è udibile. Eppure, senza di esso, non esisterebbe la musica; che lo impiglia tra le battute dello spartito rendendolo visibile, udibile, percepibile ed addirittura eseguibile! Uno strano effetto, poi, quello dell’insieme, perché alla fine di tutta questa fatica per scrivere, suonare e mostrare il tempo, rimane invece una sensazione di “senza… tempo” !

    Al tema del “Tempo”, cosa sia, come ci avvolga ed accompagni, come ci lasci invece “nudi” davanti all’imperscrutabile; a questa dimensione, Totem ha voluto dedicare la stagione musicale 2024-25, dopo un anno di pausa forzata dovuta ai doverosi lavori di messa in sicurezza del bel teatro Lirico. Perché la musica, suonata ed ascoltata dal vivo, è davvero una esperienza di risveglio : fuori e dentro il tempo.

    Dove ci eravamo lasciati ? (per chi vuole)

    … Ci eravamo lasciati all’estasi dei “Poemi Sonori”, programma dell’appuntamento del 29 aprile 2023, con la bacchetta fulminante del direttore Lorenzo Passerini, la meraviglia dei musicisti delle Orchestre Vivaldi e Città di Magenta; con l’incredibile emozione del violoncello di Enrico Graziani che ci ha commossi e stupefatti sia come ‘solo’ di orchestra sia nel bis ‘insieme’ ai colleghi violoncellisti: un gioiello poco noto, “Adoration” di Florence Price. Perle che il pubblico del Lirico può scoprire grazie agli spazi musicali che l’associazione culturale magentina “Totem – La tribù delle Arti” ci propone in un crescendo di cultura, abilità e complessità artistiche.

    Il programma di Sala di quella memorabile serata (Enescu, Strauss e Shostakovic), a voler guardare, dopo un anno e mezzo, ci ricollega, come percorrendo un ‘tunnel temporale’, al primo appuntamento con la stagione in corso. Sono diversi gli elementi che accomunano.

    Sabato 16 novembre il concerto inaugurale della Stagione sinfonica di Magenta 2024/2025.

    “Mahler”

    L’epoca storico-musicale, a grandissime linee, è quella della contemporaneità, quando gli autori cominciavano a riflettere e lavorare sulla “scomposizione” delle forme romantiche e le nuove domande di “senso”, soggettivo e non, che, con il finire del XIX secolo e dei suoi pilastri storico-esistenziali, emergevano per poi esplodere prepotentemente in una realtà europea in preda ad enormi mutamenti di cui ancora oggi possiamo valutare la portata. Ancora oggi, terminato anche il XXI secolo, siamo di fronte ad un analogo fragore… .

    Dall’esplorazione musicale del tardo romanticismo (tecnicamente, “modernismo”) alla nostra contemporaneità la questione del rapporto tra l’uomo ed il tempo non cessa di interrogare e frugare il fondo della nostra coscienza: individuale e collettiva.

    Da “nona” (di Shostakovic) a “nona” (di Mahler), eccoci di nuovo al punto. Eccoci di fronte al mistero del tempo e del senso dell’esistenza umana: sulla terra, nel cosmo?

    Sabato sera al Lirico l’Orchestra Vivaldi con L’Orchestra Città di Magenta (orchestre “in residenza”), diretti dal maestro Maurizio Agostini (curriculum di eccellenza), ci hanno condotti oltre la soglia del contingente, del transeunte, inglobandoci nei movimenti sonori, quattro, creati da Gustav Mahler tra il 1909 ed il 1910, con i quali il maestro si congedava dalla vita quasi a volerne riassumere la irregolare, quanto ineluttabile, parabola. La propria ed universalmente quella di tutti. Una parabola fatta di contraddizioni, di momenti aurei od oscuri; di meraviglie e di frenesie, di armonia e di caos, di dramma e di requie. Tutto questo attraversiamo con la sinfonia, in tutto questo – l’esistenza in mundo – ci diamo da fare inseguendo il tempo ed i modi della storia.

    Mahler ripercorre il tempo dell’uomo, si confronta con il “finito”, ciò che è finito, e guarda oltre esso.

    Nel primo, sublime, movimento, forme di grazia e bellezza, come frammenti sonori emergenti dall’oscurità, ninfee, che svaniscono e si trasformano in suoni altri, turbamenti, perdite, attraversati dal tempo e dalla coscienza che esso stesso genera. Tutto è cristallino quanto labile, reminescente. La memoria della bellezza e la coscienza della sua caducità, corruttibile come tutto ciò che avviene in terra.

    Il silenzio in cui si chiude questo prima parte lo ritroveremo protagonista nell’ultima. Veniamo immessi quindi in una seconda età, secondo movimento, fatto di accenni di danze, marce, di slanci giovanili (tratti dai materiali popolari e tradizionali, come usavasi nel romanticismo) che presto si tramuteranno in stridore, in caricature delle forme sonore. Lo sguardo retrospettico non può non marcare l’illusione fino a rappresentarne, terzo movimento, il lato grottesco, quello del del “mondo”, dell’affanno vorticoso, realtà beffarda, che ci costruiamo o cui siamo costretti; che ci travolge ed impiglia come in una rete – uno spazio delimitato e turbolento – dentro la quale perdiamo il senso primigenio, forse anche la percezione, di una vita più profonda ed ampia che “batte il tempo” con ritmo nascosto.

    Il quarto movimento, l’ultimo, è in verità ‘il cuore’ della Nona sinfonia in Re maggiore. Qui tutto è placato; tutto si è consumato, siamo al “finito”. Le note divengono rarefatte, dialogano intensamente con il silenzio. Quando il battito rallenta, dove ci troviamo? In quale spazio temporale? Il tempo ci attraversa o siamo noi stessi fatti di tempo? Esistiamo oltre di esso?

    Di sicuro, l’arte sa contenere questa sostanza sconosciuta; dando forma all’informe anche quando la forma si storce o si cancella.

    Ed ecco il viaggio biologico, filosofico ed estetico di Gustav Mahler . Ottanta minuti e quattro movimenti in cui gli elementi compositivi ed orchestrali, nelle forme tipiche romantiche, vengono manipolati e sottoposti ad ardue prove di maestria e durante i quali siamo attraversati da molteplici sentimenti.

    Reminescenza, bellezza, l’illusione dell’armonia, la sua perdita, il distorcersi delle forme, il loro frammentarsi; dall’ironia al sarcasmo, al rifugio nel ritmo primordiale, nell’unica forma perfetta fatta di silenzio.

    Dall’arpa al clarinetto, dal corno alle campane, legni e timpani, archi, ottoni e percussioni. L’Orchestra dà il meglio di sé, sottoposta – con percepibile impegno di energie fisiche ed emotive – ai repentini cambi e complessi registri della partitura.

    Sotto la guida del maestro Maurizio Agostini (esperienza, curriculum e sensibilità di eccellenza, date un occhio alle note di sala) gli strumentisti hanno profuso abilità ed energie donandoci questo viaggio mozzafiato nella grande riflessione di un genio sull’orlo dell’infinito.

    La musica classica è davvero “classica” : tratta di qualcosa il cui valore non termina, non finisce. Continua a generare ed accogliere o risvegliare il nostro bisogno di comprendere, esprimere, sentire.

    Ci piace sottolineare qui anche l’introduzione all’opera, dal palco, a cura di Matteo Vercelloni (violoncellista dell’orchestra): in una manciata di minuti parole sublimi quanto la musica stessa che poi avremmo ascoltato.

    I prossimi appuntamenti della Stagione.

    Il prossimo appuntamento di stagione sarà a dicembre, sabato 21. Dopo una traversata tanto titanica il programma propone un alleggerimento con le belle musiche tratte dal “magico mondo Disney”. Una formula ormai collaudata dalle maggiori orchestre sempre apprezzata dal pubblico e che ben si accompagna al periodo natalizio.

    Pausa a gennaio, si riprende il 15 febbraio con un concerto cameristico, “L’archetto virtuoso”, ricco ed accattivante (musiche di Franck, Ravel, de Sarastase, Fiorenza, Tartini).

    Sabato primo marzo tornerà sul podio il maestro Passerini e ci tornerà con Brahms : concerto per pianoforte ed orchestra in si bemolle maggiore e sinfonia n. 1 in do minore.

    Venerdì 14 marzo concerto sinfonico a cura del conservatorio di Novara con il direttore Nicola Paszkowski.
    Ultimo appuntamento sabato 12 aprile: Bach e Bruckner per vivere il mistero della Pasqua. Orchestre Vivaldi e Città di Magenta, Coro degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano diretto dal maestro Filippo Dadone; sul podio Ernesto Colombo.

    Il programma è consultabile sul sito di Totem Magenta, del Comune, del Teatro Lirico, di Pro Loco e dei media magentini.

    Alessandra Branca

  • ‘L’ombra del vento’ e ‘La simmetria dei desideri’ al ‘Nuovo’ di Magenta

    ‘L’ombra del vento’ e ‘La simmetria dei desideri’ al ‘Nuovo’ di Magenta

    Mercoledì 13 e 27 novembre gli ultimi due, imperdibili, appuntamenti della diciannovesima edizione di TiRaccontoUnLibro di CinemateatroNuovo Magenta.
    L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon e La Simmetria dei Desideri di Eskhol Nievo.

    Siamo a metà percorso per questa 19^ edizione di una delle rassegne più amate dal pubblico del magentino, quella dedicata da Ariel e CinemaTeatroNuovo di Magenta al racconto recitato di romanzi tratti dalla migliore letteratura di ogni tempo.

    “Tra righe e realtà” – Quest’anno il programma ci ha già fatto viaggiare dall’Inghilterra di inizio Ottocento e l’immarcescibile classico di Jane Austen “Ragione e sentimento”, all’Italia contemporanea degli anni Cinquanta con la delicata e struggente storia di Maria Grazia Calandrone “Dove non mi hai mai portata” .

    Mercoledì 13 novembre è in arrivo uno dei romanzi davvero più amati, tradotti e letti in tutto il mondo di un autore, Carlos Ruiz Zafon (1964 – 2020), che ha saputo conquistare non soltanto le classifiche di vendita ma davvero i cuori e le anime dei suoi lettori; diventando, con un pugno di libri, l’autore spagnolo più letto di sempre dopo Cervantes. (L’ombra del vento ha venduto più di due milioni e mezzo di copie. Nel mondo è stato tradotto in più di 34 lingue).

    Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2004, a venti anni di distanza, “l’ombra” delle righe di Zafon non ha lasciato le librerie né l’affezionata memoria dei lettori, insieme agli altri romanzi di questo particolare autore che gioca con il mistero ed il genere gotico per parlarci in verità del rapporto tra noi e la memoria di chi amiamo.

    Ambientato in una Barcellona fumosa, sfocata, veniamo condotti verso il “Cimitero dei Libri dimenticati” insieme a Daniel Sempere, il protagonista, il quale una notte si sveglia e si rende conto di non ricordare più il volto della madre… .Da lì parte la sua ricerca, attraverso l’incontro con personaggi particolari e sempre avvolto da un mistero.

    Per chi non lo avesse letto e per chi ne voglia riassaporare il fascino, vi aspettiamo in via San Martino 19 mercoledì 13 novembre. Con Crocevia dei Viandanti, una delle quattro compagnie che di edizione in edizione danno vita alle pagine sul palco del Nuovo, e con la introduzione della prof.ssa Viviana Maltagliati. A seguire, il “clàsico” incontro conviviale per scambiarsi commenti emozioni e chiacchiere con “dolcetto e goccetto” offerti dalla Sala.

    Appuntamento assolutamente in sintonia con la stagione, qualche posto ancora disponibile; per informazioni, online o telefonando al Botteghino durante gli orari di apertura. Posti non occupati entro le 21:15 vengono ri-assegnati. Tel. 0297291337.

    https://www.teatronuovo.com/libro.asp?VIEW=LI&prog=220

    Mercoledì 27 novembre ultimo appuntamento della rassegna. La compagnia ARIEL racconterà l’autore israeliano Eskhol Nevo ed il suo “La simmetria dei desideri”.

    Nevo si è conquistato un posto di rilievo tra i narratori contemporanei grazie alla capacità di sguardo nelle pieghe più intime dell’animo e delle relazioni. Questo suo romanzo del 2010 ed è ambientato nel 1998, quando quattro “amici di sempre”, quattro trentenni, si trovano per guardare insieme i Mondiali di calcio. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.

    Nevo è diventato presto uno degli autori amato non solo in patria ma in tutto il mondo; in particolare in Italia, grazie anche al suo romanzo Tre piani, pubblicato in Italia nel 2017 e dal quale è stato tratto l’omonimo film di Nanni Moretti presentato a Cannes nel 2021.
    A parlarci dell’opera prima della narrazione a cura di Ariel, la professoressa Federica Franchi.

    https://www.teatronuovo.com/libro.asp?VIEW=LI&prog=221

    Ricordiamo che “Ti Racconto Un Libro” è una rassegna originale ideata dall’Associazione culturale Ariel e prodotta da CtN Magenta; gode del patrocinio del Comune di Magenta ed è realizzata in collaborazione con le due librerie magentine “Il Segnalibro” e “La Memoria del Mondo”, le quali, sino alla fine dell’anno, offrono uno sconto sugli acquisti in libreria per i possessori di biglietto “TRUL 2024”. La rassegna fa inoltre parte del circuito diocesano TEATRI IN RETE .

    Tutte le info sul sito della Sala:
    www.teatronuovo.com

    A cura di Alessandra Branca

  • “Campo di Battaglia”, l’ultimo film di Gianni Amelio, al Nuovo di Magenta.

    “Campo di Battaglia”, l’ultimo film di Gianni Amelio, al Nuovo di Magenta.

    La programmazione di Prima Visione propone questa settimana l’ultimo lavoro del regista Gianni Amelio ed il suo “Campo di battaglia” con Alessandro Borghi e Federica Rossellini. Pellicola che parla di un medico nelle fila della Prima Guerra Mondiale in Italia e che attraverso le storie di ex compagni universitari e le loro scelte “sul campo” ci mostrerà i risvolti umani ed esistenziali che una guerra sanguinosa porta nella coscienza di tutti. In programmazione da venerdì 19 sera a lunedì 23 settembre.
    https://www.teatronuovo.com/primevisioni.asp?VIEW=PV1…

    Domenica pomeriggio, 22 settembre, proiezione delle ore 16:30, appuntamento per famiglie con “Cattivissimo me 4” : per chi non lo avesse già visto, ultima chiamata per passare il pomeriggio insieme e con humour nella accogliente Sala e dintorni di Cinema teatro Nuovo Magenta.

    https://www.teatronuovo.com/primevisioni.asp?VIEW=PV1&prog=948

    Si ricorda al gentile pubblico che sono valide le convenzioni e le tessere di CTN MAGENTA (a consumo e la tessera AMICI DI CTN 2024/2025 con la quale a soli 5€ di registrazione si ha diritto al ridotto per la programmazione ordinaria di CinemaTeatroNuovo sino a fine agosto 2025)

    Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.teatronuovo.com oppure rivolgersi ai volontari di Botteghino in via San Martino 19 a Magenta oppure chiamando 0297291337.
    Seguiteci anche sui canali social : Facebook, Twitter, Instagram – Gruppo Facebook AMICI DI CTN MAGENTA

  • Settembre, tempo di grande cinema! Dal 12 settembre torna FilmForum di CinemaTeatro Nuovo di Magenta

    Settembre, tempo di grande cinema! Dal 12 settembre torna FilmForum di CinemaTeatro Nuovo di Magenta

    Mentre a Venezia ancora si srotolano i “red carpet” con tante star e maestranze del mondo che fu di celluloide, al Cinema Teatro Nuovo di Magenta tutto è pronto per accogliere voi, il pubblico affezionato, sul proprio tappeto porpora, quello della Sala di via San Martino 19. Dal 1990. Senza soluzione di continuità, decine e decine di film dei più bravi autori mondiali, affermati od emergenti, sono passati sul grande schermo della Sala aderente al circuito diocesano Acec di Milano. Scelti e selezionati con cura dallo Staff di Cinema teatro Nuovo in collaborazione con il critico magentino Marco Invernizzi. Il primo fu Blade Runner, nel 1990, nel 2024 la rassegna inizia con “Il gusto delle cose” di Tran Han Hung. Come da tradizione la rassegna si compone di due parti (“cicli”): la prima tranche, 12 titoli per dodici settimane, dal 12 settembre al 28 novembre 2024. Dopo l’epifania la seconda parte che accompagnerà il pubblico sino alla Pasqua. “Il segreto del successo di questa rassegna sta nella qualità e nella varietà delle pellicole proposte”, spiega Alberto Baroni, direttore della Sala Acec di Magenta sin dalla fondazione. In effetti in oltre tre decenni il pubblico non è mai mancato, con tanti visi che oramai sono di casa e molte facce nuove, anche di giovani e giovanissimi, che continuano a presentarsi in sala.

    “Il cinema è un linguaggio davvero universale ed il cinema di qualità sa toccare, come pochi altri mezzi di comunicazione ed artistici, i temi più vicini alla vita delle persone. Attraverso lo sguardo dei registi da tutto il mondo (e dall’Italia) possiamo capire qualcosa di più di noi stessi e del mondo, dell’umanità, che ci circonda”. CinemaTeatro Nuovo mette a disposizione del pubblico tutti gli strumenti sia per conoscere le trame e le date dei films, sia per gli approfondimenti e, non da ultimo, per poter acquistare i biglietti online o conoscere le convenzioni dedicate.
    INFORMAZIONI UTILI :

    PREZZO DI INGRESSO SCONTATO PER TUTTI PER I PRIMI DUE APPUNTAMENTI
    12 settembre 2024: “Il gusto delle cose” : proiezione serale (ore 21:15) e pomeridiana (ore 15:30). Prezzo di ingresso € 3,50 per tutti grazie all’iniziativa nazionale “Cinema Revolution”. 19 settembre 2024 : al pomeriggio “Fuga in Normandia” ; alla sera “Past lives” : entrambi i film a prezzo di ingresso €3,50 per l’iniziativa nazionale “Cinema in Festa”.

    Prezzo di ingresso usuale: € 6,00 intero serale; € 5,00 ridotto con CTN CARD o convenzionati (vedi info dettagliate sul sito e sulla brochure) Prezzo di ingresso usuale per “FilmForum di Pomeriggio” : € 5,00 intero; € 4,00 ridotto Per consultare iprogrammi: www.teatronuovo.com

    Sono valide le convenzioni e le CTN CARDS (per info vedi sito). Per la presentazione della rassegna con Marco invernizzi : https://youtu.be/oDc3mL_zf7M

    Info e biglietti (senza commissioni): www.teatronuovo.com
    Sul sito www.teatronuovo.com troverete tutte le informazioni

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