Autore: Adnkronos

  • BingX sulle maglie da allenamento del Chelsea

    BingX sulle maglie da allenamento del Chelsea

    (Adnkronos) – La conclusione di importanti accordi di sponsorizzazione rappresenta un ingrediente essenziale per il rilancio del settore fintech. È solo tenendo conto di queste premesse che l’ultima iniziativa di BingX acquisisce valore. La piattaforma sarà infatti Official Training Wear Partner del Chelsea, sodalizio calcistico che milita nella massima serie inglese. Il logo di BingX comparirà così sulle divise da allenamento di una delle squadre più amate dagli appassionati, con l’obiettivo di raggiungere il volume di affari dei principali competitor. —economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Aptos lancia il suo nuovo wallet cripto

    Aptos lancia il suo nuovo wallet cripto

    (Adnkronos) – Il riscatto del settore fintech non può non passare per un potenziamento delle sue infrastrutture. È sulla strada di una maggiore efficienza che si incammina Aptos, che ha recentemente annunciato il lancio del suo nuovo wallet cripto. Aptos Connect è un servizio moderno che si distingue per il carattere innovativo del suo sistema di sicurezza. Per accedere al wallet, infatti, agli utenti sarà sufficiente un account Google. L’addio ai moduli di sicurezza hardware potrebbe segnare un punto di non ritorno per la comunità degli investitori. —economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Chainlink, nuovo accordo con Fidelity e Sygnum

    Chainlink, nuovo accordo con Fidelity e Sygnum

    (Adnkronos) – Una più stretta integrazione tra finanza tradizionale e DeFi consentirebbe alle piattaforme del settore fintech di guadagnare una maggiore credibilità e un allargamento del bacino della clientela. È in questo quadro che si inserisce la recente iniziativa di Chainlink, che ha annunciato un accordo con Fidelity e Sygnum, due importanti operatori finanziari. Obiettivo della partnership, sbloccare i flussi informativi in entrata e in uscita, attirando nuovi investitori. In particolare, agli asset tokenizzati on-chain sarà garantita una circolazione più rapida ed efficiente. —economia/fintechwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Donne e vino, il 94% usa l’identità del territorio: l’indagine

    Donne e vino, il 94% usa l’identità del territorio: l’indagine

    (Adnkronos) – Sono donne, producono vino e lo fanno per lo più preservando l’identità del territorio di competenza. Questo è quanto è emerso dall’indagine ‘Donna, vino e salvaguardia dell’identità culturale dei territori del vino’, condotta da Marta Galli, direttrice dell’Osservatorio sustainable wine business and enogastronomic tourism, presentata a Firenze in occasione del 35esimo anniversario dell’associazione nazionale delle Donne del vino.  Il 94% si avvale del territorio e della sua identità per la filiera produttiva di una delle bevande più apprezzate dagli italiani, volo al prodotto, imbottigliato e servito a tavola. Si tratta di un traguardo che prova a superare le difficoltà relative ad alluvioni e maltempo che hanno colpito diverse zone italiane nell’ultimo anno, causando danni ingenti oltre che il divario di genere nei settori lavorativi più noti, compreso appunto quello enogastronomico.  
    Resistenza, ripartenza e caparbietà hanno dimostrato quanto le ‘Donne del vino’, così come l’intera produzione messa in standby a causa proprio dei disagi dovuti al maltempo, abbiano fatto fronte comune per la salvaguardia del patrimonio vitivinicolo italiano.  L’osservatorio ha condotto la ricerca attraverso un’analisi qualitativa. Si è trattato, infatti, di un questionario inviato a oltre 230 socie tra produttrici, ristoratrici, commercianti, consulenti e sommelier di tutta Italia.  I risultati del rapporto, ha commentato la presidente nazionale delle Donne del vino Daniela Mastroberardino sono "un segno di speranza in un Paese dove le alluvioni vengono amplificate da un eccessivo sfruttamento del suolo e i 'non luoghi' sono sempre più diffusi".  "L'indagine ha portato alla luce un aspetto ancora inesplorato dell'attività di chi produce, vende o fa consumare il vino – ha evidenziato Donatella Cinelli Colombini, delegata delle Donne del vino toscane -: l'attitudine a conservare l'identità e la cultura locale per usarla nello storytelling delle bottiglie". Circa la metà (il 44,7%) delle donne che hanno un’impresa in tale mondo ha ripristinato edifici preesistenti e per farlo ha usato soprattutto imprese del posto (56,1%). Il dato di maggior valore è sicuramente quello relativo alla quasi totalità delle partecipanti all’indagine che ha sottolineato la necessità di restaurare le costruzioni antiche piuttosto che costruirne nuove. La storia locale, in altre parole, ripaga e lo fa con un prodotto che in tutto il mondo ci viene invidiato.  È ‘I numeri del vino’ a riassumere i dati Istat sulla produzione dello scorso anno. In sintesi, è emerso un quadro generalmente positivo, nonostante il calo del 3% sul 2021, ma sopra al 4% degli ultimi 10 anni.  A subire un forte incremento sono stati propri gli IGT rossi con un +12% della produzione. IGT, infatti, sta a significare Indicazione Geografica Tipica, ed è una delle cinque denominazioni presenti in Italia (DOP, DOC, DOCG, IGP) utilizzate per indicare i migliori vini da tavola sul mercato comunitario: zona e tecniche di produzioni sono alla base di tali criteri.  Il vino esportato, invece, è pari a 5 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2023, un andamento considerevole, ma in tendenza negativa, simile agli altri paesi. Un dato che non scoraggia se si pensa al riconoscimento ricevuto dalla rivista americana Wine Spectator, secondo cui il miglior vino del mondo 2023 è un Brunello di Montalcino.  Nonostante le donne siano custodi dell’identità del territorio e della produzione enogastronomica che ne consegue, i dati Istat riportano che le imprese italiane del vino condotte da donne sono circa un terzo del totale e nella maggior parte dei casi si tratta di piccole o medie imprese, la cui produzione agricola utilizzata per scopo vitivinicolo è il 21% del totale complessivo nazionale. L’interesse per questo settore, da parte delle donne, è in aumento e rappresentano circa il 30% dei sommelier nazionali.  A sostegno di una maggior adesione delle donne alla catena vitivinicola nazionale c’è appunto l’Associazione Nazionale le Donne del vino che promuove il ruolo delle donne nella società e nel lavoro di settore; le collega tramite rete sociale a iniziative condivise, formazione e viaggi istruttivi e propone la voce e la visione femminile alle istituzioni e organizzazioni del vino italiane ed estere. Obiettivi che guardano alla sfera sociale dei tre pilastri della sostenibilità, che insieme a quello economico e a quello ambientale, necessitano ancora di grande lavoro nel nostro territorio. La sostenibilità come valore etico nella filiera è un valore etico che, non ancora abbastanza, è stato riconosciuto come propulsore di innovazioni in tal senso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Svelati i primi 4 vini subacquei prodotti in Molise da ‘LeProfondità

    Svelati i primi 4 vini subacquei prodotti in Molise da ‘LeProfondità

    (Adnkronos) – Il 20 ottobre 2023 segna una data storica per la start–up Cobalto: la presentazione al pubblico e la degustazione esclusiva dei primi quattro vini subacquei del Molise prodotti da ‘LeProfondità’, la più grande cantina subacquea italiana. L’evento al Porto Turistico Marina di San Pietro a Termoli. Il progetto -tutto molisano e tutto al femminile-, che si occupa di ricerca e sviluppo di metodi per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con tecniche sperimentali ed innovative, è stato voluto fortemente da due amiche Lucia Criscolo e Sandra Palombo, quest’ultima amministratore unico della Cobalto e già imprenditrice nel settore del luxury food. Un primato, frutto di studio, innovazione e ricerca nel campo del cantinamento nelle profondità del mare, durato tre anni ed annunciato già nel mese di luglio scorso, dopo un ultimo panel di assaggio da parte degli enologi ed esperti, subito accolto con interesse e curiosità nel mondo enologico nazionale ed internazionale. Sono stati quindi presentati i primi quattro vini al mondo riemersi dal mare del Molise. ‘Aplysia’ Falanghina del Molise doc, ‘Umbrella’ Tintilia del Molise Rosato doc, ‘Turritella’ Tintilia del Molise Rosso doc, ‘Cancellariidae’ Linea Premium – Tintilia del Molise doc, questi i vini da record che, in serie e quantità limitata, hanno acquisito ed amplificato valori e caratteristiche tali da rendere la loro degustazione un’esperienza sensoriale unica ed esclusiva. Nasce così una filiera interamente made in Molise che valorizza le qualità e le caratteristiche del vino molisano collocandolo in un target di prestigio.  Ma cosa caratterizza questo tipo di affinamento del vino lasciato raffinare ad oltre 4 miglia dalla costa termolese ad una profondità di 38 metri? La risposta è nelle parole di Sandra Palombo. “Dopo mesi di maturazione nel buio delle profondità marine con temperatura e pressioni costanti, cullati dalle correnti del mare Adriatico al largo di Termoli, i nostri vini hanno acquisito e amplificato valori e caratteristiche tali da rendere la loro degustazione un'esperienza sensoriale unica ed esclusiva. Infatti, la profondità di immersione genera una pressione sul tappo verso l’interno della bottiglia. A quella profondità si creano le condizioni di climatizzazione naturale con la temperatura dell’acqua che subisce poche variazioni stagionali, inoltre le correnti sottomarine generano un dondolio che favorisce un’integrazione degli elementi tale da garantire un’armonicità degustativa". "Questa originalità dimostra il nostro modo di essere -dichiara Francesco Roberti Presidente della Regione Molise- persone piene di coraggio che si danno da fare, che fanno parlare di sé anche fuori dai confini. Una regione piccola, ma che ha un cuore immenso. Quando mi trovo a confrontarmi con altri governatori d'Italia, hanno un po' di invidia: qui c'è ancora umanità, ci sentiamo comunità, ci sono valori, ma anche l'ambiente e il clima fanno la differenza. Una regione dove si investe nei prodotti tipici e qualità dell'ambiente che fa la differenza. Avete coraggio da vendere e noi saremo al vostro fianco".  —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Borgogna, nel 2022 fatturato da record

    Borgogna, nel 2022 fatturato da record

    (Adnkronos) – Secondo gli ultimi dati diffusi dal BIVB, Bourgogne Wine Board, associazione senza scopo di lucro per la difesa e la promozione delle competenze uniche dei mestieri dell'enologia, del négoce e della viticoltura, le esportazioni di vino della Borgogna hanno raggiunto nel 2022, dopo una vendemmia storicamente bassa nel 2021, un fatturato record di oltre 1,5 miliardi di euro per l'equivalente di 90 milioni di bottiglie. Dopo un anno sostenuto dall'aumento dei consumi grazie alla fine della pandemia e agli incentivi governativi, i volumi dei vini della Borgogna esportati nel 2022 sono tornati a crescere come nel 2015. Sebbene i volumi delle esportazioni siano diminuiti del 12% rispetto al 2021, hanno comunque superato i dati del 2020 del 3%. Un successo proseguito con il fatturato record di 1,5 miliardi di euro nel 2022, che rappresenta un significativo aumento del 13% rispetto all'anno precedente. Dopo un’annata con rese piuttosto basse come la 2021, la 2022 si è confermata la più abbondante dal 2018 con 1,748 milioni di ettolitri prodotti, in crescita del 22% rispetto alla media delle cinque annate precedenti. L'esportazione di 92 milioni di bottiglie da 75 cl nel 2022 è stata dominata principalmente dalle tre regioni chiave, che rappresentano il 76% dei volumi di esportazione e il 73% delle entrate. Adnkronos – Vendemmie
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  • Arriva il decreto per il riconoscimento dei Consorzi IG a tutela dei distillati italiani

    Arriva il decreto per il riconoscimento dei Consorzi IG a tutela dei distillati italiani

    (Adnkronos) – Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha approvato il nuovo regolamento per la tutela delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose. Il provvedimento era atteso dal settore dal 2016 e permetterà la valorizzazione e la tutela anche di questo comparto di eccellenza nonché la salvaguardia dei diritti degli operatori. “È dal 2016 che il settore aspettava questo provvedimento. Oggi con questo regolamento, dopo sette anni, gli operatori del comparto potranno procedere con la costituzione di Consorzi ad hoc per valorizzare questi prodotti di eccellenza e tutelare le IG”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.  “I distillatori di grappa sono felici per questo risultato che darà maggiore slancio al distillato di bandiera che merita la giusta visibilità sui mercati internazionali. Il Consorzio Nazionale Grappa è già pronto a raccogliere la sfida, rappresentando la maggior parte della produzione”, evidenzia Sebastiano Giovanni Caffo Presidente Consorzio Nazionale Grappa. “Fin dal 2016 la nostra Associazione si è fatta portatrice dell’esigenza di dare ai Consorzi delle bevande spiritose le stesse funzioni assegnate ai Consorzi di Tutela dei Vini e del settore agroalimentare. Siamo lieti che il presente Governo abbia dato attuazione a questo importante passo. Ora il Consorzio Nazionale Grappa e gli altri Consorzi delle bevande spiritose a Indicazione Geografica, finalmente dispongono delle procedure per poter chiedere l’ambito riconoscimento”, afferma Cesare Mazzetti Presidente del Comitato Acquaviti di AssoDistil. Conclude Sandro Cobror direttore di AssoDistil: “Questo non è un traguardo, ma un importante punto di partenza indispensabile per costruire un nuovo percorso di successo”. Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Tour asiatico Giappone e Corea del Sud, opportunità e dinamismo

    Tour asiatico Giappone e Corea del Sud, opportunità e dinamismo

    (Adnkronos) –

    Il recente tour asiatico ha rappresentato il primo passo per la creazione di nuove opportunità di business.

     Sì, la presenza di B.Connected in Giappone e Corea del Sud, insieme alla partecipazione di alcuni produttori italiani, ha permesso incontri business con potenziali clienti. Le consideriamo missioni fondamentali che permettono la presentazione dell'azienda e dei suoi prodotti oltre lo sviluppo delle vendite e del brand. 

    Quali sono le novità di entrambi i mercati?

     Le sintetizzerei in due parole. Per il Giappone parlerei di dinamismo, per la Corea del Sud di opportunità. 

    Giappone=dinamismo, cosa intendi?

     Il mercato giapponese è un mercato rimasto nei secoli sempre fedele a sé stesso; è difficile entrarvi ma paradossalmente è difficile persino uscirne. Si è caratterizzato fino al 2019-2020 da una condizione commerciale di staticità, con pochi spazi di inserimento. La pandemia, ma soprattutto il post pandemia, ha cambiato le carte in tavola offrendo all’export mondiale un paese completamente diverso con la possibilità di nuove connessioni. Ad esempio, in termini quantitativi l’Italia ha superato il record di export verso il Giappone (anno di riferimento 2019): abbiamo così recuperato e superato i valori positivi raggiunti prima della crisi pandemica.  

    Nuove opportunità?

     Il nostro obiettivo è portare lontano il valore dell’agroalimentare italiano e farlo conoscere agli importatori di tutto il mondo. Durante la permanenza in Giappone abbiamo notato vivacità, un nuovo fermento e un piacevole dinamismo. Sono tutti elementi che oggi caratterizzano e definiscono il mercato giapponese, aspetti fondamentali rispetto alla condizione di staticità che lo ha qualificato e distinto per decenni. I rapporti e i legami duraturi e ben consolidati tra produttori e importatori, si sono fatti via via meno intensi lasciando spazi di ingresso per nuove realtà. Il Giappone è sicuramente un’opportunità da non perdere. 

    Corea del Sud, una meta commerciale ambita

     Della Corea del Sud ne abbiamo già parlato esaustivamente (link). È un paese giovane che beneficia di un prodotto interno lordo elevato e un basso tasso di disoccupazione. Il mercato sudcoreano offre dunque importanti opportunità per lo sviluppo dell’export mondiale e in particolar modo italiano, divenendo una destinazione commerciale su cui puntare. Sebbene il vino rappresenti ancora un prodotto di nicchia, la Corea del Sud è nel radar di molti produttori. 

    Quali i feedback degli importatori sudcoreani?

     Abbiamo toccato con mano la curiosità e il forte interesse che il paese ha verso la cultura vitivinicola italiana. Ma soprattutto ci siamo resi conto di come denominazioni ben conosciute in Italia, Nero d’Avola, Gavi, Erbaluce di Caluso siano totalmente sconosciute a Seoul e più in generale nel paese. La presenza del vino italiano sul mercato coreano è ancora qualcosa di marginale che vale assolutamente la pena di implementare. La Corea del Sud è dunque una grossa opportunità confermata dal fatto che i vini proposti sono piaciuti. Piacciono in particolar modo i vini passiti e i vini con un residuo zuccherino elevato che ben si abbinano alla cucina coreana caratterizzata da sapori aciduli, salati e piccanti per piatti ricercati a base di riso, carne e verdure. 

    Corea del Sud, “The land of opportunity”?

     Esattamente. La Corea del Sud è proprio “the land of opportunity”. Il consiglio è quindi di avere coraggio: di presentarsi, di raccontarsi, di fare bene. Un supporto importante sul paese arriva anche dall'agenzia ICE, Italian Trade & Investment Agency, e dall’Ambasciata italiana che stanno lavorando in sinergia per la promozione del Made in Italy e in particolar modo del settore vinicolo. Facciamo dunque più informazione e più formazione. Diamo a questo popolo gli strumenti per apprezzare quanto di unico offre il mercato vitivinicolo italiano.

     Adnkronos – Vendemmie
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  • Gary Barlow, Take That, ha lanciato i suoi nuovi vini biologici

    Gary Barlow, Take That, ha lanciato i suoi nuovi vini biologici

    (Adnkronos) – Il cantautore del gruppo musicale pop dei Take That, ha presentato in occasione di un evento esclusivo presso Harvey Nichols a Manchester i nuovi vini biologici sudafricani aggiunti al suo portafoglio di vini biologici più venduti, creato in collaborazione con il distributore di bevande londinese Benchmark Drinks. La gamma che ha già venduto più di un milione di bottiglie dal lancio nel 2021, ed è considerato uno dei brand bio più in rapida crescita nel Regno Unito, ha visto un’impennata del 140% anno su anno. Barlow ha scelto in Sud Africa le migliori uve Sauvignon biologiche, dando vita al Gary Barlow Organic Sauvignon Blanc, un sorso fresco, espressivo e di medio corpo.  Bryan Rodriguez, Buyer dell’Harvey Nichols Wine and Spirits ha affermato: “Siamo orgogliosi e privilegiati nel lavorare con Gary Barlow e con il distributore di vino del Regno Unito Benchmark Drinks, per lanciare vini unici, come gli ultimi Sauvignon Blanc e Sauvignon sudafricani. Non vediamo l'ora di continuare il nostro lavoro con Gary e il team di Benchmark Drinks per offrire ai nostri clienti vini nuovi ed entusiasmanti". Adnkronos – Vendemmie
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  • Cantine con piscina o piscine tra le vigne: il connubio perfetto per l’estate

    Cantine con piscina o piscine tra le vigne: il connubio perfetto per l’estate

    (Adnkronos) – D'estate se la visita in cantina, dopo numerosi assaggi, termina con un aperitivo in piscina, è un’attrazione ancora più grande per turisti e appassionati, soprattutto con le torride temperature di questi ultimi anni. La natura, le vigne e una piscina a disposizione: quanti sceglieranno questo tipo di vacanza dal sapore tutto italiano? E quanto è bello ritrovarsi immersi in vigneti secolari sorseggiando a bordo piscina e i piedi direttamente nell'acqua, il vino prodotto attorno a noi? Un viaggio in tutta Italia in mezzo alle piscine più belle dove il vino la fa da padrone.Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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