Categoria: Economia

  • Terzo Valico: Rixi, 6 ottobre primo treno su quadruplicamento binari nodo Genova

    Terzo Valico: Rixi, 6 ottobre primo treno su quadruplicamento binari nodo Genova

    “Dal 6 ottobre sarà attivato il quadruplicamento dei binari sulla linea ferroviaria, parte integrante del Terzo Valico dei Giovi, che prosegue così il suo percorso di realizzazione.

    Il nuovo collegamento sarà utilizzato da 18 treni Intercity sulla tratta Savona/Ventimiglia – Milano/Levante ligure e da alcuni convogli merci, senza variazioni nei tempi di percorrenza”.Così il viceministro al Mit Edoardo Rixi a margine di un sopralluogo tecnico sull’opera a Genova. “Il principale beneficio – sottolinea – sarà la separazione dei flussi di traffico in ingresso e uscita dal nodo di Genova, con maggiore regolarità della circolazione e riduzione dei disagi in caso di eventuali anomalie. Un intervento che migliorerà la gestione del traffico ferroviario, libererà progressivamente la linea costiera a vantaggio dei treni regionali e consentirà di aumentare puntualità e qualità del servizio per cittadini e merci”.

    “Inoltre, con l’attivazione del Terzo Valico e il completamento del nodo di Genova, sarà possibile garantire collegamenti diretti tra il porto di Voltri e Milano, rafforzando la competitività logistica del nostro territorio”, ha concluso.

  • Come risparmiano gli italiani: meno smartphone, più seconda mano

    Come risparmiano gli italiani: meno smartphone, più seconda mano

    Gli italiani vivono all’insegna del risparmio che è il driver primario per il 42% degli italiani. Lo sottolinea l’anteprima digitale del ‘Rapporto Coop 2025-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani’ presentata a Milano secondo cui a essere messa in discussione è l’essenza stessa della società dei consumi, per cui sembra oramai arrivato il tempo del deconsumismo.

    Se è vero che nel 2024 la spesa complessiva delle famiglie italiane è cresciuta del +0,5% rispetto a cinque anni fa, oltre la metà è assorbita dalle spese obbligate (abitazione, utenze domestiche, trasporti e cibo) e non si discostano da queste voci le intenzioni di acquisto per i prossimi 12-18 mesi.

    Al posto del piacere del possesso, l’Italia di oggi scopre il vero valore nelle esperienze di vita, acquista solo le cose indispensabili, ama il second hand e ripara gli oggetti piuttosto che sostituirli. E anche quando torna a spendere in acquisti tecnologici (16,5 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi, +1,2% su base annua) lo fa privilegiando l’utilità alla gratificazione; tra i top ten delle vendite spiccano gli apparecchi per la cura dentale e una miriade di elettrodomestici piccoli o grandi che siano (dalle friggitrici alle macchine da caffè all’aspirapolvere).

    All’opposto si riducono gli acquisti di prodotti dell’elettronica di consumo (gli acquisti annui di smartphone si riducono di 2 milioni di unità rispetto al 2022).

  • Lavanderia ‘La Tinozza’ festeggia 25 anni di attività

    Lavanderia ‘La Tinozza’ festeggia 25 anni di attività

    Lo scorso 4 settembre, lavanderia La Tinozza ha celebrato un traguardo importante: 25 anni di attività al servizio della comunità. Fondata nel 2000, l’attività si è distinta fin dall’inizio per la professionalità, l’attenzione ai dettagli e la cura dedicata ai capi dei propri clienti.

    Era infatti il 4 settembre 2000 che la neo diciottenne Silvia Miglio, con coraggio e tanti progetti, ha aperto per la prima volta le porte del negozio di piazza Kennedy a Magenta. Poi negli anni il negozio di via IV giugno, l’ingresso del fratello Francesco nell’attività e infine il punto vendita di Bernate Ticino, paese d’origine di Silvia. Nel corso di questo quarto di secolo, La Tinozza è diventata un punto di riferimento non solo per i cittadini di Magenta, ma anche per i paesi limitrofi, grazie a un’offerta che unisce tradizione artigianale e soluzioni moderne. Dalla pulizia a secco al lavaggio ad acqua, dalla sanificazione dei tessuti delicati fino ai servizi dedicati alle aziende, la lavanderia ha saputo rinnovarsi, introducendo macchinari di ultima generazione e pratiche eco-sostenibili, sempre con l’obiettivo di offrire un servizio efficiente e rispettoso dell’ambiente.

    “Festeggiare 25 anni di attività è un’emozione enorme – dichiara Silvia – Questo traguardo è frutto della fiducia che i nostri clienti ci hanno dimostrato giorno dopo giorno e del lavoro costante che abbiamo portato avanti con passione e dedizione. La prima persona che desidero ringraziare è Francesco, colonna portante de La Tinozza, senza la quale tutto questo non sarebbe possibile. Altro pilastro, e non solo della mia attività, è la mia mamma Rita, fan numero uno da molto prima che alzassi la saracinesca. Il mio grande grazie va poi alle nostre dipendenti – continua poi Silvia – perché è anche in mano loro è il segreto del nostro successo. E infine, grazie a tutti i nostri clienti e fornitori che ogni giorno scelgono di darci fiducia. Guardiamo al futuro con entusiasmo, pronti a continuare ad evolverci e ad offrire sempre il meglio”.

    Per celebrare questo importante anniversario Silvia ha invitato clienti, fornitori e tutta la sua famiglia, che non manca di ringraziare, in particolare il marito Marco e il figlio Federico, lo scorso 4 settembre per un brindisi in centro a Magenta. Presente anche il sindaco Luca Del Gobbo e l’assessore al commercio Stefania Bonfiglio, che hanno riconosciuto e premiato il valore imprenditoriale dell’attività. Una serata di festa e gratitudine.

  • Assolombarda: “Costo dei dazi fino a 23 miliardi per l’Italia, subito un piano UE”

    Assolombarda: “Costo dei dazi fino a 23 miliardi per l’Italia, subito un piano UE”

    Assolombarda organizza il “Forum della competitività” e chiama a raccolta imprese e istituzioni a Palazzo Gio Ponti per una riflessione unitaria e strategica sugli effetti dei profondi cambiamenti in atto sullo scenario globale: dai dazi alle crescenti tensioni geopolitiche, dalla trasformazione dei modelli di globalizzazione alla transizione ambientale e digitale, fino al ritorno delle guerre commerciali voluto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al recente vertice di Tianjin. Un contesto complesso, che genera incertezza e sfide senza precedenti per cittadini e imprese.

    Questi temi sono stati al centro dell’evento “Competitività e nuove sfide globali: Clean Industrial Deal, autonomia strategica e dazi”, promosso da Assolombarda in collaborazione con A2A. Un appuntamento di confronto di alto livello, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sistemica sul futuro dell’industria italiana ed europea e sulla capacità del nostro continente di definire una traiettoria autonoma, riaffermando il proprio ruolo da protagonista nello scenario economico e politico mondiale.

    Ad aprire i lavori sono stati Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, e Roberto Tasca, Presidente di A2A.

    “Ci troviamo di fronte a uno scenario geopolitico estremamente complesso, che richiede risposte straordinarie – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda –. L’accordo sui dazi con gli Stati Uniti ha ridotto l’incertezza, ma non le preoccupazioni: il rischio è che le nostre esportazioni subiscano un calo. Secondo stime, l’impatto sull’Italia è previsto fra 9 e 6,7 miliardi di euro – pari all’1,1% dell’export globale italiano -, mentre per Confindustria la perdita potrebbe raggiungere i 23 miliardi. Sul territorio milanese, questi dati si uniscono alla flessione delle costruzioni, attesa al -1,5% per il 2025. Inoltre, c’è il rischio che i prodotti europei vengano sostituiti su mercati strategici. Per questo diventa vitale, per le imprese, rafforzare i rapporti con nuove aree di crescita come l’India, il Golfo Persico, l’Australia, il Canada e il Mercosur: solo quest’ultimo ha un mercato con un bacino di 720 milioni di consumatori. Le conseguenze dei dazi imposti dall’amministrazione USA e gli esiti del recente vertice di Tianjin rappresentano cambiamenti epocali, che mettono in discussione la forza dell’Occidente e pongono l’Europa in una posizione di forte debolezza. Se la competizione tecnologica è la nuova geopolitica, in questa partita l’Europa non sta giocando. L’unico modo per tornare in gioco è fare un piano europeo per investire subito grandi risorse in innovazione e soprattutto IA, che è la tecnologia del prossimo secolo. Serve un’Europa unita, con politica e imprese impegnate nella stessa direzione per salvaguardare la nostra competitività “.

    “Garantire competitività e fronteggiare le sfide globali comporta una chiamata all’azione concreta e la necessità di un approccio sistemico in grado di creare, nel Paese e in Europa, alleanze trasversali tra pubblico e privato capaci di moltiplicare le opportunità per il settore industriale e guidare le transizioni” – commenta Roberto Tasca Presidente di A2A -. “Le imprese hanno l’occasione e la responsabilità di governare i processi trasformativi che interessano i territori in cui operano. Un esempio concreto è l’opportunità creata dai data center: strutture strategiche la cui crescita può rendere la digitalizzazione una risorsa condivisa se accompagnata da una visione chiara. L’Italia si colloca al 13° posto mondiale in questo settore, con Milano e la Lombardia che si posizionano tra le aree emergenti a livello europeo. Oggi oltre la metà delle richieste di connessione alla rete elettrica risulta concentrata in questa regione. Dai data center può arrivare un contributo alla decarbonizzazione dei centri urbani: recuperando il calore generato è possibile fornire energia termica a oltre 800.000 famiglie grazie alle reti di teleriscaldamento. Una soluzione che abbiamo già sperimentato a Brescia e che presto implementeremo a Milano. A2A, con le sue infrastrutture e le sue competenze, è pronta a fare la propria parte per trasformare una necessità tecnologica in un’opportunità di sviluppo sociale, ambientale ed economico”.

    Il keynote speech è stato affidato a Joseph Stiglitz, Economista e Premio Nobel per l’Economia, con l’intervento dal titolo «The world is facing a reality check: how to rethink global competitiveness».

    A seguire, l’analisi di Alessandra Ghisleri, Sondaggista e Direttrice di Euromedia Research, secondo cui le imprese che sapranno leggere i segnali del cambiamento, investire in innovazione e diversificare le proprie attività saranno le più preparate ad affrontare le sfide future. Tra le aree di investimento citate da Ghisleri, l’IT e l’AI si confermano i settori con buoni investimenti:

    Secondo l’International Business Report (Ibr), L’IT resta l’area di investimento principale in cui il 68% dei leader aziendali globali (63% in Europa e 52% in Italia) prevede di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi. L’IA, invece, rappresenta la categoria dove si concentreranno maggiormente gli investimenti.

    ISTAT conferma questo trend l’adozione di soluzioni IA che è passata dal 5% al 8,2% delle imprese con almeno 10 addetti dal 2023 al 2024. Le grandi imprese sono più propense (1 su 3 già utilizza IA) rispetto alle PMI, dove il gap persiste rispetto alla media UE del 13,5%.

    La prima parte dell’evento è stata completata dagli interventi di Paolo Gentiloni, già Commissario Europeo per l’Economia; Mario Monti, Senatore a vita; Mario Nava, Direttore Generale DG EMPL, Commissione Europea.

    Al centro del dibattito, le conseguenze dei fenomeni globali sull’economia europea: dal Clean Industrial Deal agli effetti delle nuove normative per le imprese, dalla riconfigurazione delle catene del valore tra reshoring e protezionismo alla sicurezza energetica, fino agli strumenti finanziari e regolatori a sostegno dell’innovazione industriale nei settori ad alta intensità energetica e tecnologica. Particolare attenzione è stata dedicata alle politiche commerciali statunitensi e al loro impatto sulle esportazioni europee, sulla concorrenza internazionale e sulla stabilità globale.

    Nella seconda parte, una tavola rotonda ha visto confrontarsi alcuni tra i più autorevoli leader dell’industria italiana, con l’obiettivo di stimolare un confronto aperto su strumenti, priorità e modelli in grado di affrontare le sfide che il continente e il tessuto produttivo si trovano oggi ad affrontare. Ne hanno discusso Sergio Dompé, Executive President Dompé Farmaceutici; Nico Losito, Vicepresidente Technology IBM Italia; Emma Marcegaglia, Presidente e AD Marcegaglia Holding; Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale A2A; Veronica Squinzi, AD e Direttore dello Sviluppo Globale Mapei; Marco Tronchetti Provera, Vicepresidente Esecutivo e CEO Pirelli.

    A concludere l’evento, l’intervista ad Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

  • Casa, guida alla geografia dell’acquisto. A Milano servono 147 anni di risparmi

    Casa, guida alla geografia dell’acquisto. A Milano servono 147 anni di risparmi

    A Roma e Milano servono rispettivamente 101 e 147 anni di risparmi per avere i soldi necessari per comprare casa, oppure 58 e 111 anni per l’anticipo per il mutuo.

    A Firenze ne occorrono quasi 96, a Bologna oltre 85. In molte città il tempo medio per raggiungere la cifra è superiore a una vita intera: lo rivela lo studio I giovani e la casa 2025 di Ener2Crowd, la società benefit Ener2Crowd, piattaforma ed app numero uno in Italia per gli investimenti ESG.

    Ma c’è una via d’uscita. Con gli investimenti sostenibili di Ener2Crowd i tempi crollano: bastano 29 anni (media nazionale), invece dei 57 calcolati senza alcun supporto finanziario. Con gli investimenti ESG, in alcune province italiane addirittura il mutuo non serve più o si riduce a pochissimi anni.

    «Il crowdinvesting sostenibile non è solo finanza: è un mezzo per ridare futuro alle nuove generazioni. Oggi un giovane a Milano impiegherebbe quasi un secolo e mezzo per comprarsi casa. Con Ener2Crowd, invece, può farcela in pochi anni, investendo in progetti green che generano benefici per sé e per la collettività» spiega Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore della piattaforma.

    UN’ALTERNATIVA PER GIOVANI E FAMIGLIE

    La ricerca mostra che con 2 anni di investimenti ESG su Ener2Crowd, reinvestendo i rendimenti stimati al 9% lordo annuo, i giovani riescono a costruire un capitale di anticipo in tempi sostenibili. Da lì, il mutuo diventa accessibile e molto più breve.

    IL MESSAGGIO

    Ener2Crowd non solo accorcia i tempi per comprare casa, ma trasforma il risparmio in energia rinnovabile, riduzione di CO2 e valore sociale. Un doppio beneficio: per i giovani e per il Pianeta.

    GEOGRAFIA DELL’ACQUISTO

    In ben 48 province bastano solo 2 anni di investimenti ESG e poi un mutuo a completare per una durata media di 18,2 anni: si parte ad esempio da 3,7 anni di mutuo a Crotone per arrivare a 30 anni a Belluno, Ferrara o Rovigo.

    Nella stragrande maggioranza delle altre province, basta aumentare a 5 anni l’investimento ESG o, in alternativa, ridurre leggermente la metratura dell’immobile, puntando sugli 80 metri quadrati, per rendere il mutuo accessibile entro una durata di 30 anni.

    Se poi si opta per un appartamento più piccolo, intorno ai 40 metri quadrati, sempre con un previo investimento ESG biennale, si rendono accessibili anche i contesti territoriali più difficili come Firenze (20,9 anni di mutuo), Milano (5,6 anni) e Roma (4,2 anni).

    Nel ranking Ener2Crowd si scende poi notevolmente anche a Bolzano (2,8 anni), Bologna (1,9 anni), Monza e Brianza (1,4 anni), Venezia (1,2 anni), Torino (1,2 anni), Siena (1,2 anni), Pisa (1,2 anni), Lucca (1,1 anni), Savona (1 anno), La Spezia (1 anno), Trento (0,8 anni), Brescia (0,4 anni), Bergamo (0,4 anni), Rimini (0,2 anni) e Genova (0,1), mentre in tutte le altre province e città metropolitane non c’è neanche bisogno del mutuo.

    Senza investimenti e senza mutuo, ci vorrebbero 147,5 anni a Milano, 101,2 anni a Roma, 95,7 anni a Firenze, 89,9 anni a Bolzano, 85,5 anni Bologna, 83,3 anni a Monza e Brianza, 82,4 anni a Venezia, 82 anni a Lucca, Siena e Pisa, 81,7 anni a Torino, 80,9 anni a Savona e La Spezia, 80,2 anni a Trento, 78,7 anni a Brescia e Bergamo, 77,6 anni a Rimini, 76,9 anni a Genova, 75,6 anni a Trieste.

  • Lunedì nero:  quattro incidenti mortali sul lavoro in un solo giorno

    Lunedì nero: quattro incidenti mortali sul lavoro in un solo giorno

    È un lunedì di sangue quello che si è consumato oggi in Italia, con una nuova drammatica sequenza di incidenti sul lavoro che hanno provocato quattro vittime e diversi feriti.

    A Torino, in via Genova, un operaio di 69 anni, di origini egiziane, ha perso la vita precipitando dal cestello di una gru mentre stava cambiando un cartellone pubblicitario a dodici metri di altezza. L’uomo, caduto intorno alle 7.30 per cause ancora da accertare, è morto sul colpo. Un collega di 70 anni, che si trovava ai piedi della gru, è rimasto ferito e trasportato in stato di shock alle Molinette. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Lingotto e gli ispettori dello Spresal. La tragedia richiama alla memoria il crollo del 19 dicembre 2021, quando nello stesso tratto di via Genova tre montatori persero la vita precipitando da 40 metri mentre assemblavano una torre edile.

    Un altro dramma si è consumato a Riposto, nel Catanese: un operaio di 53 anni è precipitato da un’impalcatura mentre lavorava all’ampliamento di capannoni di una ditta di serramenti per edilizia, morendo sul colpo. Anche in questo caso sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, con lo Spresal e il Nil.

    A Monza, in via Mauri, un 48enne è morto all’interno di un’azienda che produce valvole industriali, schiacciato da un macchinario. Inutili i tentativi dei soccorritori: quando l’ambulanza è arrivata, l’uomo era già deceduto.

    Infine, a Roma, un operaio è morto schiacciato da un macchinario sulla banchina del Tevere, all’altezza di piazza Trilussa. Sul posto polizia, scientifica e vigili del fuoco. La dinamica è ancora in fase di ricostruzione.

    Alle tragedie di questa mattina si aggiungono altri due gravi infortuni: a Monza un operaio di 37 anni è precipitato da un’impalcatura per oltre dieci metri, mentre a Monfalcone un 45enne è stato investito da un muletto guidato da un collega in retromarcia.

    «A pochi giorni dal secondo anniversario della strage di Brandizzo, ci troviamo di fronte all’ennesimo lunedì che somiglia a troppi altri: 3 morti e 3 feriti. Una strage silenziosa e quotidiana, che colpisce famiglie, colleghi e l’intera società», ha commentato il presidente nazionale di Anmil, Antonio Di Bella. «Non possiamo più accettare che il dolore e l’indignazione si ripetano ogni giorno senza un cambiamento concreto. Nei primi sette mesi del 2025 – ha aggiunto – l’Inail ha registrato 607 morti sul lavoro, con un aumento del 5,2% rispetto all’anno precedente. Le denunce di infortunio hanno già raggiunto quota 349.444, mentre le malattie professionali sono cresciute del 9,9%, arrivando a 59.857 denunce».

  • Lombardia, 89 vittime sul lavoro da gennaio a luglio

    Lombardia, 89 vittime sul lavoro da gennaio a luglio

    IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI LUGLIO 2025

    “I numeri sono drammatici e raccontano, come purtroppo accade da anni, la storia di una strage che riguarda l’intero Paese, ma si manifesta con maggiore intensità in Lombardia. Ogni giorno, ogni mese e ogni anno, la regione registra il maggior numero di vittime in Italia: a fine luglio sono 89 i decessi. Ci sono però due elementi che attenuano, almeno in parte, la gravità del quadro: la riduzione del numero dei decessi (-12,7% rispetto al 2024) e dell’incidenza di mortalità, che rimane tra le più basse della Penisola. Per questo, anche alla fine di luglio, la Lombardia si colloca in zona gialla”. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, anticipa così l’indagine sulla situazione in Lombardia, sottolineando, oltre alla tragicità dei numeri l’importanza dell’incidenza di mortalità come vero indicatore di sicurezza di una regione.

    IL RISCHIO DI MORTE IN LOMBARDIA, PROVINCIA PER PROVINCIA, A FINE LUGLIO 2025

    Per individuare le aree più fragili d’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino, elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.

    La zona gialla, in cui si trova la Lombardia, è quella che, subito dopo la bianca, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le meno elevate a livello nazionale. A fine luglio 2025, dunque, il rischio di infortunio mortale in Lombardia (14,1 morti per milione di occupati) risulta essere inferiore rispetto alla media nazionale pari a 18,3.

    Per quanto riguarda le incidenze, in Lombardia emergono tre province in zona rossa: Cremona (44,5), Brescia (28,8) e Lecco (27,8). Segue in zona arancione Como (19,0). In zona gialla, invece, troviamo Bergamo (18,1) e Sondrio (13,7). Infine, in zona bianca: Lodi (10,1), Milano (9,1), Monza Brianza (7,5), Mantova (5,5), Varese (5,1) e Pavia (4,2).

    A fine luglio 2025, la Lombardia conta 89 decessi, in diminuzione rispetto ai 102 dello scorso anno (-12,7%). Tra questi, 64 si sono verificati in occasione di lavoro (10 in meno rispetto al 2024) e 25 in itinere (3 in meno dello scorso anno). Purtroppo, nonostante il decremento, la Lombardia resta la regione con il numero più alto di vittime, sia totali che sul lavoro.

    MILANO: PRIMA PROVINCIA DELLA REGIONE PER DECESSI E INFORTUNI TOTALI

    Il più elevato numero di decessi totali è stato registrato in provincia di Milano (23). Seguono: Brescia (17), Bergamo (16), Cremona (9), Como (6), Lecco e Pavia (4), Monza Brianza e Varese (3), Mantova (2), Sondrio e Lodi (1).

    Brescia è in cima alla graduatoria degli infortuni mortali in occasione di lavoro con 16 vittime. Seguono: Milano (14), Bergamo (9), Cremona (7), Como (5), Lecco (4), Monza Brianza (3), Varese (2), Mantova, Pavia, Lodi e Sondrio (1).

    Ed è sempre la provincia di Milano a far registrare il maggior numero di denunce totali di infortunio (21.911), seguita da: Brescia (9.463), Bergamo (7.487), Varese (5.810), Monza Brianza (4.541), Como (3.231), Mantova (2.853), Pavia (2.750), Cremona (2.613), Lecco (2.060), Lodi (1.416) e Sondrio (1.292).

    DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI IN CALO ANCHE A FINE LUGLIO 2025

    Anche alla fine di luglio 2025 le denunce di infortunio totali diminuiscono lievemente rispetto al 2024, passando da 66.445 alle attuali 65.427.

    INFORTUNI PER GENERE E NAZIONALITÀ

    Da gennaio a luglio 2025, sono 23.652 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (18.357 in occasione di lavoro) e 41.775 quelle degli uomini (35.794 in occasione di lavoro). Mentre sono 10 le donne che hanno perso la vita, 5 in occasione di lavoro e 5 in itinere.

    Le denunce dei lavoratori stranieri sono 16.942 su 65.427 (circa 1 su 4), di queste 14.028 sono quelle registrate in occasione di lavoro. Infine, sono 18 i lavoratori stranieri deceduti su un totale di 89. Di questi, 11 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 7 in itinere.

    SETTORE PIÙ COLPITO: L’ATTIVITÀ MANIFATTURIERA SEGUITA DAI TRASPORTI

    Le Attività Manifatturiere, alla fine dei primi sette mesi del 2025, sono in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (9.015). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (3.722), Commercio (3.447), Costruzioni (3.372) e Sanità (3.312).

    COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

    L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

    LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

    La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

    Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.
    Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.
    Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.
    Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.

  • Lombardia, 8mila richieste di bonus per auto e veicoli a basso impatto

    Lombardia, 8mila richieste di bonus per auto e veicoli a basso impatto

    Esaurite le risorse di due misure su tre del bando ‘Rinnova parco veicolare 2025′ promosso dalla Regione Lombardia. La prima, dedicata alle autovetture (linea A), si e’ chiusa infatti anticipatamente dopo che le risorse, pari a 20,7 milioni di euro, sono state interamente esaurite permettendo a circa 8.000 famiglie lombarde di acquistare un nuovo veicolo a basse emissioni.

    Esaurita anche la seconda misura (linea B) dedicata a motocicli, ciclomotori e e-cargobike (per 2 milioni di euro). Resta attualmente ancora aperta la terza (linea C), che prevede un contributo di 500 euro per la sola rottamazione di auto inquinanti. Ad oggi le domande presentate su questa sono 282 e sono ancora disponibili di 359.000 euro. “L’esaurimento dei fondi in tempi cosi’ rapidi – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione – dimostra la grande sensibilita’ dei cittadini lombardi verso la transizione ecologica”.

    Le domande di contributo hanno coperto l’intero territorio regionale e la distribuzione tra le province e’ stata: Milano (1.977), Brescia (972), Bergamo (935), Varese (928), Monza (853), Como (589), Pavia (457), Lecco (367), Cremona (322), Mantova (233), Lodi (210) e Sondrio (187). I dati relativi ai tipi di alimentazione richiesti dai cittadini si sono cosi’ suddivise: ibrido (benzina/elettrico) al 71%, benzina al 12%, elettrica al 9% e metano/gpl all’8%. “Il successo dell’iniziativa ci spinge a continuare su questa strada con ancora piu’ determinazione – conclude Maione – la Regione Lombardia continuera’ a investire in politiche che promuovono la sostenibilita’ e diano un supporto concreto ai cittadini”.(

  • Il robot calzolaio che impara guardando e sa improvvisare

    Il robot calzolaio che impara guardando e sa improvvisare

    Insegnare all’Intelligenza Artificiale a imparare nuove azioni semplicemente guardandole e insegnarle anche l’arte dell’improvvisazione, ossia gestire situazioni inattese: è l’ambizioso obiettivo di Alessandra Tafuro, del Politecnico di Milano. I primi passi in questa direzione, addestrando un robot al complesso lavoro di rifinitura delle suole delle scarpe, sono stati presentati in occasione di Automatica.it 2025 a Perugia.

    “L’IA ha fatto enormi progressi in questi anni ma deve ora fare un nuovo passo in avanti, ossia non essere solo esecutore di istruzioni ma avere la capacità di apprendere come gli umani, ossia dell’esperienza, dagli errori e dal semplice guardare quel che fa una persona”, ha detto Paolo Rocco, professore di Automazione e Robotica al Politecnico di Milano e a capo del gruppo di ricerca.

    Proprio in questa direzione va il lavoro portato avanti da Tafuro, che punta a sviluppare queste nuove forme di apprendimento su un braccio robotico capace di rifinire le suole delle scarpe durante la lavorazione, la cosiddetta sbavatura. “Il concetto si riassume in 3 azioni: Learn to see, learn to act, learn to transfer. In sostanza imparare come fare una cosa semplicemente guardando come la fanno gli altri e poi provando e riprovando”.

    Nell’esperimento i ricercatori hanno usato un simulatore, una sorta di mondo virtuale nella quale l’IA ha potuto osservare moltissime volte un’operazione fatta da altri, varie circostanze e da vari punti di vista. Lavoro di addestramento difficile da fare in un contesto reale perché avrebbe richiesto ore e ore di attività con operatori umani. Grazie alle simulazioni l’IA ha potuto osservare decine di casi in pochi minuti e poi provato a sperimentare le sue capacità anche a gestire situazioni impreviste. “Un approccio nuovo – ha concluso Tafuro – che abbiamo voluto ora testare per un tipo specifico di azione, quella della rifinitura delle suole delle scarpe ma che presto potremmo provare in molti altri compiti”.

  • AMAGA, lavoro offresi: si cercano  conducenti con patente C

    AMAGA, lavoro offresi: si cercano conducenti con patente C

    Amaga Spa, società multiservizi del territorio, ha indetto una procedura di selezione pubblica finalizzata alla formazione di una graduatoria utile alla costituzione di rapporti di lavoro a tempo pieno e indeterminato per la copertura della posizione di

    “ADDETTI ALLA RACCOLTA RIFIUTI CON MANSIONE DI CONDUCENTI DI VEICOLI PER I QUALI È RICHIESTA LA PATENTE DI GUIDA CATEGORIA “C”, CQC E CARTA TACHIGRAFICA” – LIVELLO 3B DEL CCNL dei Servizi Ambientali (UTILITALIA)”.

    Si tratta di una importante opportunità occupazionale in un settore strategico per la città, che unisce l’erogazione di un servizio essenziale per la collettività alla valorizzazione delle professionalità degli operatori addetti alla raccolta e al trasporto dei rifiuti.

    Tutti i dettagli, i requisiti richiesti e le modalità di partecipazione sono riportati nell’Avviso di Selezione, disponibile sul sito ufficiale di Amaga Spa, nella sezione AMA Amministrazione trasparente / Reclutamento del personale, al seguente link:
    👉 https://amaga.it/amaga-spa-reclutamento-del-personale/

    Le candidature dovranno essere presentate, secondo le modalità e le tempistiche indicate nell’Avviso, entro e non oltre martedì 23 settembre 2025 alle ore 12.30.

    Amaga invita tutti i soggetti in possesso dei requisiti richiesti a prendere visione dell’Avviso e a presentare la propria candidatura, sottolineando l’importanza di contribuire, attraverso il proprio lavoro, al miglioramento della qualità ambientale e del decoro urbano della comunità.