Categoria: Economia

  • Isabella Tovaglieri: direttiva aria, ‘Europa vuole chiudere la Lombardia’

    Isabella Tovaglieri: direttiva aria, ‘Europa vuole chiudere la Lombardia’

    STRASBURGO “Con l’approvazione della direttiva sulla qualità dell’aria, un’Europa sempre più miope e masochista ha deciso di chiudere la Lombardia, il bacino padano e le regioni più avanzate dell’Unione, che trainano l’Italia e l’intera economia europea, creando un danno colossale in termini strategici e di sviluppo. Per ottemperare alla nuova normativa, che introduce limiti ancora più stringenti per le concentrazioni degli inquinanti, le aree con caratteristiche morfologiche peculiari, caratterizzate da presenza di montagne e assenza di ventilazione, dovrebbero tornare all’era preindustriale: nella pianura padana il 75% delle attività produttive dovrebbe chiudere, tre quarti dei veicoli in circolazione dovrebbero fermarsi, mentre 6 impianti di riscaldamento su 10 dovrebbero rimanere spenti.

    La nuova eco-follia europea è stata varata nonostante la protesta trasversale delle regioni europee governate anche da partiti progressisti, e nonostante il grande impegno della Lombardia per salvaguardare la salute umana, che negli ultimi 15 anni ha portato alla riduzione del 40% delle concentrazioni annue di biossido di azoto e di polveri sottili.

    Come per la direttiva casa green, ora la palla passerà al tavolo delle trattative con i governi nazionali. La posizione dell’Italia è chiara: come fatto con il Piemonte, difenderemo il diritto al lavoro, alla mobilità e alla salute, tutelando l’ambiente con buonsenso e pragmatismo, lontani dall’ecologismo ideologico caro alle sinistre che governano a Bruxelles e che tentano in ogni modo di compromettere il futuro dell’Europa”.

    Lo dichiara Isabella Tovaglieri (Lega), membro della Commissione Industria ed Energia del Parlamento europeo.

  • Attività storiche lombarde: al via il tour itinerante con l’Assessore Guidesi per la loro premiazione. Sono 52 nel Milanese

    Attività storiche lombarde: al via il tour itinerante con l’Assessore Guidesi per la loro premiazione. Sono 52 nel Milanese

    In Lombardia sono 400 quelle che riceveranno la benemerenza, oggi la prima tappa del ‘tour’

    MILANO – É partita da Milano la seconda edizione dell’evento ‘itinerante’ di premiazione delle Attività storiche riconosciute da Regione Lombardia. ”In questa stagione – ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, promotore della manifestazione che si è svolta a Palazzo Lombardia – a livello lombardo, abbiamo riconosciuto più di 400 attività storiche, 52 per Milano e il suo territorio. Esercizi commerciali e artigianali che rappresentano un presidio sociale e sono fondamentali per la nostra filiera economica. Regione continuerà a sostenerli non solo col premio, ma con gli strumenti di sostegno”.

    Insieme all’assessore Guidesi hanno consegnato il ‘marchio identificativo’ dedicato a negozi, locali e botteghe artigiane che hanno svolto la propria attività senza interruzioni per un periodo non inferiore a 40 anni, l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, e il presidente della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Carlo Sangalli.

    ”Un’iniziativa – ha sottolineato Guidesi – per ribadire il nostro grazie a chi contribuisce a fare grande la Lombardia. Queste realtà sono il cuore pulsante del tessuto economico lombardo che, in tutti questi anni, nonostante le difficoltà, sono state in grado di resistere e innovare. Commercianti e artigiani che rappresentano anche un presidio sociale delle Comunità: un orgoglio per tutta la Lombardia”. ”Spesso – ha proseguito Guidesi – si tratta di esercizi a conduzione familiare: storie di persone che, generazione dopo generazione, vincono la sfida quotidiana del lavoro e sanno restare competitivi. A loro va il ringraziamento di Regione Lombardia, per quello che hanno fatto e per quello che faranno”.

    Per il secondo anno consecutivo, dunque, per volontà dell’assessore Guidesi e grazie alla proficua collaborazione con le Camere di Commercio, le premiazioni avvengono direttamente nei territori provinciali. Quello di Milano è stato il primo di 12 eventi. Prossimo appuntamento il 20 settembre a Como. ”Il riconoscimento – ha evidenziato presidente della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Carlo Sangalli – premia attività che producono benessere e, attraverso il loro ruolo storico, contribuiscono a costruire la memoria collettiva. Mai come ora le attività commerciali e artigianali hanno un grande valore sociale e sono indispensabili per la vivibilità, la sicurezza e l’attrattività dei territori. La collaborazione tra Camera di Commercio e Regione Lombardia – ha proseguito Sangalli – consente inoltre di attuare bandi e misure concrete a sostegno degli esercizi di vicinato”.

    Presenti alla cerimonia Alfredo Zini, presidente Club Imprese storiche, Confcommercio Lombardia; Andrea Painini, vicepresidente Confesercenti Lombardia; Gianni Barzaghi, vicepresidente Confartigianato Lombardia; Stefano Binda, segretario generale Cna Lombardia; Marco Accornero, segretario generale Claai Lombardia; Mauro Sangalli, segretario Casartigiani Lombardia; e il consigliere regionale, Riccardo Pase. ”Il riconoscimento – ha detto Comazzi – gratifica attività che sono punto di riferimento per i cittadini e che rappresentano l’identità, la cultura e la storia di Milano e del suo territorio. Esempi di abnegazione, voglia di fare e capacità imprenditoriale. Ringrazio l’assessore Guidesi per aver organizzato l’iniziativa”.

  • ..la replica di Federconsumatori a Ryanair: facile fare i liberisti così..

    ..la replica di Federconsumatori a Ryanair: facile fare i liberisti così..

    “Le parole pronunciate in conferenza stampa dal Ceo di Ryanair Michael O’Leary e dal country manager per l’Italia Mauro Bolla sono gravissime e confermano quanto Federconsumatori nazionale e Federconsumatori Sicilia afferma da tempo. C’è qualcosa che non va nell’algoritmo di prenotazione delle compagnie aeree”.

    Lo scrivono in una nota l’associazione nazionale e quella della Sicilia, specificando che non si sta “parlando delle presunte discriminazioni tra chi ha una marca di smartphone e chi ne ha un’altra, ma del funzionamento di base dell’algoritmo stesso, che sembra uscito da un libro di economia di inizio 1800”. “O’Leary lo ha detto chiaramente: ‘Non abbiamo altro algoritmo che questo. Se il volo si riempie, diminuisci i posti economici, se il volo non si riempie, aumenta i posti economici’. Un principio chiaro e limpido, che applica le regole classiche dell’economia e in particolare il rapporto tra offerta e domanda nella generazione dei prezzi, senza però calarle nella realtà dei fatti. Una realtà che, nel caso della Sicilia, non prevede alcuna concorrenza”, prosegue Federconsumatori. “Mentre per andare tra Roma e Milano un consumatore può scegliere tra aereo (scegliendo tra diverse compagnie), treno e automobile via autostrada, riuscendo comunque a viaggiare a prezzi ragionevoli in giornata, per fare lo stesso viaggio da Trapani a Orio al Serio quel consumatore ha solo l’opzione aereo, e solo con Ryanair. E’ facile fare i liberisti, quando hai tutto il mercato. In alcune zone d’Italia quello di Ryanair è un vero e proprio monopolio”.

    “Ma se proprio vogliamo fare gli economisti classici e ultraliberisti”, aggiunge l’associazione, “allora O’Leary ci spieghi quali extra-costi ci sono in Sicilia, solo e soltanto durante le feste comandate, per giustificare una crescita del prezzo di un volo da 30 euro a 300 euro. Quando va bene. Ci spieghi, l’ultraliberista O’Leary, se è normale che chi ha ottenuto il diritto di esercitare la propria attività economica di vettore aereo per una determinata tratta, in base ad una precisa normativa nazionale ed europea di assegnazione, possa poi minacciare di abbandonare tale tratta quando non ha più modo di spremere i viaggiatori di quella tratta fino all’ultima goccia di sangue. Ci spieghi, poi, come è possibile che una tratta diventi antieconomica se il vettore non può aumentare il prezzo oltre il 200% della tariffa media di quel volo”.

    “Delle due una”, sottolinea l’associazione, “o Ryanair viaggia in perdita per gran parte dell’anno, rifacendosi poi nei periodi di picco di domanda, oppure guadagna tutto l’anno e straguadagna durante i picchi. Vorremmo capire, chiudendo il libro di economia di 120 anni fa e aprendo gli occhi, in quale mondo crede di vivere Michael O’Leary e se crede davvero che i siciliani siano tutti così ‘idioti’ da non vedere che la sua azienda li ricatta alla luce del sole ad ogni Pasqua, Natale e Ferragosto”. Federconsumatori ribadisce poi la proposta fatta da tempo sia a livello regionale che nazionale e che va ben oltre quanto previsto dal DL Asset, e cioè che “si faccia una programmazione ad alto livello che risolva il problema alla radice, aumentando l’offerta di voli mesi prima dei picchi di domanda, e non quando gli aerei sono già saturi per la gioia degli algoritmi di Ryanair e delle altre compagnie aeree”. “I pendolari, gli studenti universitari e gli altri siciliani che tornano a casa per le ferie non sono l’eccezione, ma la regola. Così come in uno Stato democratico del 2023, e non del 1800, dovrebbe essere la regola che 5 milioni di cittadini abbiano accesso ad una mobilità dal prezzo ragionevole”, conclude l’associazione

  • Ryanair: 10 nuove rotte da Malpensa e Bergamo

    Ryanair: 10 nuove rotte da Malpensa e Bergamo

    MALPENSA “La buona notizia è che ci saranno più rotte da Milano, dove continuiamo a crescere e a investire, ma a causa del decreto idiota fatto dal governo saranno tutte internazionali, non domestiche”.

    Così il ceo group di Ryanair, Michael O’Leary ha presentato in conferenza stampa a Milano l’operativo invernale della compagnia aerea, che si amplia con dieci nuovi collegamenti per Belfast, Bruxelles, Cluj, lasi, Kaunas, Lanzarote, Lublino, Rovaniemi, Tenerife e Tirana, oltre ad un aumento delle frequenze su altre 30 rotte, tra cui Alicante, Barcellona, Malaga, Marrakech, Valencia e Vienna. Ryanair a Milano potenzierà anche la flotta, con due nuovi B737, uno a Bergamo e uno a Malpensa, portando così a 30 il totale degli aeromobili della compagnia sul capoluogo lombardo. Saliranno di 60 unità i posti di lavoro offerti a piloti, personale di cabina e ingegneri dalla compagnia aerea, che in Lombardia impiega oltre 1.000 persone. A Milano Ryanair serve 120 rotte, trasportando oltre 17 milioni di passeggeri all’anno da/per i due aeroporti in cui opera (Bergamo e Malpensa).

    “Mentre incrementiamo le rotte internazionali da/per Milano quest’inverno, la crescita interna italiana è messa a repentaglio dal decreto illegale del governo che limita la libertà delle compagnie aeree di fissare tariffe aeree basse. La legge europea garantisce alle compagnie aeree la libertà di fissare i prezzi più bassi o più alti, e nessun decreto italiano può limitare questa normativa”, dice O’Leary, che all’Adnkronos conferma però l’obiettivo già annunciato nei mesi scorsi di raggiungere entro il 2035 il traguardo dei cento milioni di passeggeri all’anno in Italia. “Ci puntiamo ancora, perché il tetto dei prezzi si applica solo ai voli domestici per Sicilia e Sardegna, mentre per la maggior parte il nostro gruppo lavora su rotte internazionali da e per l’Italia. Il tetto ai prezzi, che neanche il governo sa spiegare come funzionerà, non avrà alcun effetto su di noi”, sostiene O’Leary.

  • Rho Fiera Milano: Calzature, torna il Micam dal 17 al 20 settembre

    Rho Fiera Milano: Calzature, torna il Micam dal 17 al 20 settembre

    Oltre 1.000 brand in fiera, il meglio della produzione italiana ed estera

    RHO MILANO FIERA – Micam Milano, il salone internazionale della calzatura torna dal 17 al 20 settembre 2023 a fieramilano (Rho) con la sua 96esima edizione. “Qualità, sostenibilità, innovazione e attenzione ai giovani sono come sempre i driver della manifestazione”, sottolinea una nota. I marchi presentati sono 1024 di cui 520 italiani e 504 internazionali provenienti da oltre 30 nazioni, al primo posto la Spagna con oltre 100 aziende. Il mercato, sempre dinamico, continua a offrire occasioni di riflessione per tutto il settore: Micam “sarà ancora una volta il momento più importante d’incontro e confronto tra professionisti”.
    “Micam – spiega la presidente Giovanna Ceolini – guida la ripresa del settore calzaturiero nazionale e gioca un ruolo chiave per l’affermazione delle nostre aziende che hanno bisogno del supporto fieristico per affermarsi e svilupparsi nei mercati internazionali. Auspico che la manifestazione possa ancora una volta confermarsi quale insostituibile occasione di business e volano di un comparto dalla grande rilevanza in termini economici ed occupazionali. Con oltre 3.700 aziende e più di 72.000 addetti questo segmento produttivo è uno dei pilastri assoluti del sistema moda”. “Come da tradizione inoltre – ha aggiunto – ricordo che Micam è un faro acceso sulle nuove tendenze a partire dalla sostenibilità che non è più un trend di breve periodo ma un fattore chiave nelle decisioni d’acquisto del cliente. Un paradigma che, insieme alla digitalizzazione, sta trasformando l’industria calzaturiera accompagnandola nel futuro”.

    Il talento dei giovani sarà come sempre al centro di Micam grazie alle tante iniziative per emergenti e startup che puntano a promuoverlo e a farlo scoprire agli operatori. A partire dall’area dedicata agli Emerging Designers che ospiterà 12 creativi selezionati da un’apposita giuria provenienti da tutto il mondo.
    I 12 Emerging Designers di quest’anno sono: Belledonne Paris, (Francia) con la collezione Sporty chic, Bonamaso’ (Spagna) con la collezione Save the planet, Caplait (Francia) con la collezione Folkart, Daniela Uribe (Colombia) con la collezione Heartbreak, Judy Mazzotti (Italia) con la collezione Squid game, Minacapilli (Svizzera) con la collezione Sex and the City, Mosca Shoes (Argentina) con la collezione Cowgirl, Pierini Calzature (Italia) con la collezione Elite, Room (Brasile) con la collezione Bauhaus, Socque (Francia) con la collezione Come together, Tachino Chie (Giappone) con la collezione Savile Row, Ubac (Francia) con la collezione Jump. L’area Italian Start Up, al padiglione 1, sarà dedicata alle eccellenze nascenti.
    In collaborazione con Startupbootcamp e grazie al supporto di Ice e Maeci, le startup presentate saranno: Blockvision, CDCStudio, Dotzero e Sneaknit. Sempre i giovani saranno i protagonisti il 18 settembre della sfilata finale del Mittelmoda Fashion Award, il concorso che ogni anno sceglie e premia le creazioni dei giovani studenti di moda e design provenienti da tutto il mondo. Quest’anno, a margine della sfilata, sarà presentata fuori concorso la calzatura più votata della Micam Capsule, proposta in anteprima a PLUG-MI, il festival dell’Urban Culture, punto di ritrovo delle sottoculture giovanili, concluso pochi giorni fa a Milano. Tra le tante iniziative, si conferma Future of Retail, lo spazio dedicato alle idee innovative che cambieranno il punto vendita. In quest’edizione particolare attenzione è rivolta alla tecnologia 3D e alle sue potenzialità per incrementare il business dei retailer.

  • Imprese: Buzzella (Confindustria Lombardia), export da 163 miliardi nel 2022

    Imprese: Buzzella (Confindustria Lombardia), export da 163 miliardi nel 2022

    L’export per le imprese lombarde rappresenta “una fetta importante del lavoro”.

    MILANO – In Lombardia, “se guardiamo i dati dell’anno scorso abbiamo avuto 163 miliardi di export, tra beni e servizi, su circa 400 miliardi di Pil della Regione. Quindi essere forti sull’export, soprattutto con una domanda interna abbastanza stagnante, diventa un aspetto fondamentale”. Lo ha detto il Presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella, a margine di un evento organizzato da Confindustria Lombardia e Assolombarda. Il riposizionamento delle imprese “e’ fondamentale perche’ abbiamo di fronte due transizioni, una digitale e una green” ha spiegato Buzzella. Le aziende lombarde “hanno in buona parte gia’ fatto un pezzo del percorso, ora va completato. Abbiamo bisogno di tre cose pero’. La prima e’ un flusso costante di materie prime a prezzi competitivi, la seconda e’ un prezzo dell’energia competitivo e la terza riguarda il capitale umano” ha concluso il presidente di Confindustria Lombardia.

  • Sempre di meno quelli che acquistano un’auto nuova: boom del noleggio veicoli elettrici e ibridi

    Sempre di meno quelli che acquistano un’auto nuova: boom del noleggio veicoli elettrici e ibridi

    Il settore del noleggio veicoli nel primo semestre dell’anno ha registrato una crescita del +47% di immatricolazioni con una flotta circolante che ha superato 1 milione e 300mila veicoli e la conferma di un ruolo chiave nella diffusione di veicoli a basse o zero emissioni allo scarico.

    MILANO – Il settore rappresenta infatti il 34% delle nuove vetture elettriche e il 63% dei veicoli ibridi alla spina (Phev). Sono dati che emergono dall’analisi semestrale sulla mobilità pay per use condotta da Aniasa, l’Associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Dopo i primi positivi segnali nella Legge Delega, le imprese italiane attendono finalmente un alleggerimento del peso fiscale sui costi di mobilità che continuano a penalizzarle rispetto ai diretti competitor di altri Paesi europei. Il settore del noleggio veicoli ha immatricolato nei primi sei mesi dell’anno 308.950 veicoli, il 33% dei totali nuovi messi sulle strade italiane: 1 veicolo nuovo su 3 è a noleggio, per una crescita del 47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una flotta che tocca la cifra record di 1 milione e 300mila unità.
    Di questi 1.197.000 sono noleggiati a lungo termine da aziende, pubbliche amministrazioni e privati (con partita Iva o solo codice fiscale) e 135.000 presi in locazione a breve termine per esigenze turistiche o di business.   La top ten dei modelli di auto più noleggiati nei primi 6 mesi dell’anno vede i modelli Stellantis nelle posizione di vertice con Panda (1° posto), Ypsilon (3°), 500 (4°), Renegade (5°) e 500 X (8°). Al secondo posto Dacia Sandero e, nella seconda parte della classifica delle migliori 10, Yaris Cross, T-Roc, Duster e Captur.  
    Tra i segmenti di clientela si distinguono i privati, con e senza partita Iva, che hanno scelto di non acquistare la vettura, ma di prenderla a noleggio per 1 o più anni: hanno raggiunto le 163.000 unità, circa il 14% del totale veicoli in flotta.
    Le aziende si confermano clientela consolidata dei noleggiatori (detengono il 76% dei mezzi a nolo in circolazione) e il restante 10% è nelle mani delle pubbliche amministrazioni.  
    In crescita nel semestre, non senza criticità, il noleggio a breve termine ha evidenziato una decisa crescita, non senza criticità che non è stato ancora colmato il gap nei volumi rispetto al pre-pandemia. Il settore ha perso quasi 1 noleggio su 5 (-17,5% vs 2019), ma prosegue la fase di recupero, avviando a graduale soluzione le difficoltà di approvvigionamento dei veicoli registrate negli anni scorsi, come evidenzia anche la nuova riduzione dei prezzi per noleggio (scesi del 9,4% rispetto allo scorso anno). Positivi tutti gli altri indicatori: il giro d’affari (+21% vs 2019) e i giorni di noleggio (+4%), si rafforza la flotta (+1%) e si allungano le durate dei noleggi (+26%). 
    “L’avanzata della mobilità a noleggio nel nostro Paese segue da diversi anni un trend inarrestabile”, ha dichiarato il presidente Aniasa, Alberto Viano. “L’accelerazione del ricambio non può che passare da una maggiore diffusione delle forme di mobilità pay-per-use. L’occasione per spingere su questo acceleratore è offerta dalla imminente Legge di Bilancio che, riprendendo anche quanto previsto dalla Legge Delega fiscale, potrebbe finalmente alleggerire la pressione tributaria sulla mobilità delle aziende italiane, aumentando il livello di deducibilità dei costi connessi alle auto a bassissime o zero emissioni. Un risultato, atteso da anni, che porrebbe le imprese nazionali sullo stesso livello delle loro competitor europee”-

  • Milano, saldi estivi: -15% sul 2022

    Milano, saldi estivi: -15% sul 2022

    MILANO Saldi estivi a Milano a due velocità, ma comunque con un andamento inferiore alle aspettative: il bilancio complessivo è di un -15% delle vendite rispetto ai saldi estivi del 2022. E’ quanto emerge dalle rilevazioni della Rete associativa vie di Confcommercio Milano e di FederModa Milano.

    “Il ritardato avvio dei saldi in una data, 6 luglio, infrasettimanale, ha fortemente compromesso le prime giornate dei saldi – ricorda Gabriel Meghnagi, presidente della Rete associativa vie di Confcommercio Milano – con cadute fino al 50% in confronto al precedente anno. Ma anche l’inflazione e le effettive capacità di spesa hanno contribuito al risultato non positivo dei saldi impedendo di recuperare appieno quanto perso inizialmente”. “Sono andati meglio – prosegue Meghnagi – i negozi delle vie con la presenza di turisti. Conti più pesanti, invece, per le altre zone della città, anche in aree commerciali del medio-centro”. L’andamento insoddisfacente dei saldi estivi ha riguardato un po’ tutto il territorio. “Al di là di alcune vie commerciali, dei luoghi turistici e degli eventi – rileva il presidente di FederModa Milano Andrea Colzani – abbiamo sofferto il verificarsi dei numerosi aspetti negativi che stanno influenzando l’andamento dell’economia italiana in questi mesi e che si sono verificati in un momento importante per molte imprese della moda quale, appunto, quello dei saldi estivi.

    Benché in alcune zone di Milano ed area metropolitana si sia quindi lavorato, all’aumento del numero di scontrini non è purtroppo corrisposto, per i nostri associati, quello dei fatturati”. Quasi archiviata ormai l’estate e con la completa riapertura dell’attività lavorativa cittadina, della stagione fieristica e dei numerosi appuntamenti associativi in programma, FederModa Milano si sta organizzando per sostenere le imprese in quelle sfide che dovranno affrontare nel futuro più immediato: “dall’efficientamento energetico, al processo di digitalizzazione e innovazione, dalla formazione, alla sostenibilità” spiega Colzani.

  • In Lombardia festival contro le fake news sulla carne rossa

    In Lombardia festival contro le fake news sulla carne rossa

    MILANO Sostenere i consumi di carne bovina, garantire la tracciabilità del prodotto e “sfatare le fake news sulla carne rossa”. Sono gli obiettivi del primo Festival della carne rossa lombarda in programma a Castel Goffredo (Mantova) il prossimo 16 settembre.

    Il Festival sarà dedicato ai consumatori, con un menù elaborato dallo chef stellato Alessandro Bianchini e ci sarà anche la biologa nutrizionista Cecilia Valenti, per divulgare le caratteristiche nutrizionali della carne rossa. Ai partecipanti verrà distribuito un questionario per conoscere le abitudini di consumo della carne rossa e i risultati saranno elaborati dall’Università di Verona. “Il Festival è una grande occasione per ribadire che i nostri allevamenti garantiscono ai consumatori un prodotto di qualità e allo stesso tempo dimostrare che in Lombardia la sostenibilità dell’agricoltura è nei fatti e viene fatta conoscere in modo trasparente” ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi durante la presentazione del festival.

    “È la migliore risposta – ha aggiunto – agli attacchi e alle demonizzazioni spesso orchestrati ad arte da chi è interessato a colpire un intero settore fondamentale per la nostra economia”. Gli obiettivi del festival “saranno resi possibili dal Consorzio Lombardo Produttori di Carne Bovina”, una realtà che vanta 346 soci e 432 allevamenti, per un patrimonio zootecnico intorno ai 95.000 capi. “Per ogni singolo ristorante o agriturismo – spiega il presidente del Consorzio, Primo Cortellazzi – verrà rilasciato uno specifico Qr Code che permetterà ai consumatori di conoscere dove l’animale è nato, dove è stato allevato, macellato, come è stato nutrito, oltre alle informazioni sul livello di sostenibilità dell’allevamento e di benessere animale”.

  • Coldiretti: contro il caro spesa torna la ‘cucina povera’ sul 70% delle tavole italiane

    Coldiretti: contro il caro spesa torna la ‘cucina povera’ sul 70% delle tavole italiane

    MILANO Con il caro spesa torna la cucina povera dei piatti anti-spreco preparati in quasi 7 famiglie su 10 (68%), con una svolta green spinta dall’impennata dei prezzi che sta mettendo in difficoltà soprattutto le fasce più disagiate della popolazione.

    E’ quanto emerge dal rapporto della Coldiretti “La spesa green degli italiani, dal bio al km 0 fino al ritorno del piatti poveri antispreco” diffuso in occasione dell’inaugurazione del Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, con il Presidente nazionale Ettore Prandini allo stand C13 padiglione 30 della fiera di Bologna.Con l’inflazione alimentare che è stata pari al 9,8% ad agosto secondo l’ Istat e i rincari che raggiungono addirittura il massimo del 43% per lo zucchero. i cittadini – sottolinea la Coldiretti – adottano comportamenti più responsabili per salvare i bilanci, anche riducendo lo spreco. E le ricette della tradizione popolare con il riutilizzo degli avanzi o di ingredienti di base – spiega Coldiretti – sono l’asse portante della cucina italiana candidata a patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco e spesso sono state riproposte nella loro eccezionale semplicità anche da cuochi e ristoranti di alto livello.Molti dei piatti più tradizionali afferma la Coldiretti – hanno origine proprio dall’esigenza di non sprecare cibo come – prosegue la Coldiretti – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

    Si possono preparare delle ottime polpette – sottolinea la Coldiretti – recuperando della carne rimasta semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per rivitalizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avvolgendole in croccante sfoglia. Senza dimenticare la polenta, cibo di generazioni di italiani, che, quando avanza, può essere fritta e arricchita magari con pezzi di formaggio, oppure il pesce azzurro con le ricette tipiche regionali come le alici scottadito con o senza pan grattato o le sarde in saor con cipolla.Se avanza del pane, si può optare per la classica panzanella mettendo semplici ingredienti presenti in ogni casa, come pomodoro olio e sale per arrivare alla tradizionale ribollita che utilizza elementi poveri come fagiolo, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Anche la frutta – ricorda la Coldiretti – può rivivere se caramellata o diventare marmellata oppure macedonia.Ma la tradizione rurale insegna anche a usare come ingredienti anche quelle parti della preparazione dei cibi che solitamente si gettano. L’acqua della pasta, soprattutto se abbiamo cotto paste ripiene come gli agnolotti, è arricchita dagli amidi e dalle proteine del grano. Si può dunque conservare in frigo per usarla come base per il brodo per risotti, carni, verdure in padella. L’acqua della bollitura delle verdure ha lo stesso utilizzo. I brodi di carne o pesce, ricchi di proteine, possono essere congelati e utilizzati per cotture successive o per minestre.Per aiutare le famiglie ad adottare comportamenti responsabili i cuochi contadini di Campagna Amica hanno elaborato una serie di consigli, attingendo alle numerose ricette antispreco della tradizione della campagna italiana per preparare un pasto completo a “spreco zero” ad alto tasso di risparmio per facilitare la vita quotidiana delle famiglie.

    Ma nonostante la maggiore attenzione a livello sociale, il tema dello spreco alimentare resta rilevante. Nelle case italiane si gettano mediamente a settimana 674,2 grammi di cibo pro capite, secondo Waste Watcher. Spreco che a livello nazionale costa 9,2 miliardi per l’intero anno. In Sudafrica e Giappone si spreca la metà che in Italia (324 e 362 grammi a settimana) mentre in Europa è la Francia il paese più virtuoso con 634 grammi settimanali, Germania e Regno Unito svettano con 892 e 859 grammi. Stati Uniti top-waste, con 1.338 grammi di cibo gettato a settimana.Ogni anno nel mondo viene gettato complessivamente quasi un miliardo di tonnellate di cibo, pari al 17% di tutto quello prodotto, con un impatto devastante sull’ambiente e sul clima, oltre che su un’economia già duramente colpita dall’emergenza Covid, secondo una analisi della Coldiretti su dati Onu. A guidare la classifica degli sprechi sono le abitazioni private – rileva Coldiretti – dove si butta mediamente circa l’11% del cibo acquistato mentre mense e rivenditori ne gettano rispettivamente il 5% e il 2%.

    Un fenomeno che determina anche – precisa la Coldiretti – effetti dirompenti sull’economia, sulla sostenibilità e sul piano ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti. Si stima, infatti, che le emissioni associate allo spreco alimentare rappresentino l’8-10% del totale dei gas serra.“Un problema drammatico dal punto di vista etico oltre che economico contro il quale Coldiretti è impegnata da anni in un’opera di sensibilizzazione dei consumatori attraverso il progetto dei mercati di Campagna Amica per il contenimento degli sprechi con la più grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometri zero che riduce le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.