Categoria: Economia

  • Indagine Tecnocasa: in cinque anni, a Milano, prezzo immobili +43%

    Indagine Tecnocasa: in cinque anni, a Milano, prezzo immobili +43%

    MILANO Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, negli ultimi cinque anni i prezzi della citta’ di Milano sono aumentati del 43,2 per cento, contro una media delle metropoli dell’8,8 per cento. Il capoluogo lombardo ha dunque staccato le altre citta’ con un aumento dei valori che ha interessato, in particolare, le zone periferiche che hanno registrato un rialzo del 50,3 per cento. I prezzi elevati delle zone centrali e semicentrali hanno comportato negli anni uno spostamento degli acquisti verso le zone periferiche, motivo per cui queste ultime hanno sperimentato un rialzo dei valori. “A determinare questo trend – spiega Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – anche la ricerca di spazi esterni e metrature piu’ ampie, caratteristiche piu’ facili da trovare nelle zone periferiche e a prezzi piu’ accessibili. Tra le macroaree della citta’ che hanno performato meglio della media cittadina se ne evidenziano tre in particolare: Fiera-San Siro, Bovisa-Sempione e Lodi- Corsica”.

    A consentire questo risultato hanno contribuito diversi fattori, tra cui primo fra tutti gli interventi di riqualificazione in corso sul territorio meneghino. Fiera-San Siro e’ la macroarea che ha segnalato l’aumento dei prezzi piu’ importante con +59,2 per cento. I quartieri maggiormente interessati al recupero dei valori sono stati San Siro (+64,7 per cento) e San Siro Capecelatro (76,5 per cento), dove a fare la differenza e’ stato l’arrivo della metropolitana lilla, anni fa, che ha determinato una maggiore domanda sia di acquisto sia di affitto, avendo migliorato i collegamenti con il resto della citta’, in particolare con i due piu’ importanti poli direzionali di City Life e Porta Nuova. Inoltre, la presenza di prezzi piu’ contenuti rispetto a quartieri piu’ semicentrali ha attirato la domanda di chi ha una bassa disponibilita’ di spesa.

    A seguire tra le macroaree che si sono rivalutate c’e’ quella di Bovisa-Sempione (+55,8 per cento) in cui diversi quartieri hanno ben performato negli ultimi anni con aumenti di prezzo significativi. Tra questi ci sono Comasina (+85,7 per cento) che deve l’aumento solo ai suoi prezzi piu’ bassi che hanno attirato la domanda di chi ha poca disponibilita’ di spesa o dai piu’ costosi quartieri confinanti, Bovisa (80 per cento) che sta subendo una rivalutazione alla luce di diversi interventi di riqualificazione in essere e che subisce la vicinanza dell’intervento dello Scalo Farini che sta richiamando investitori nella zona. Per lo stesso motivo si registra un incremento del 75 per cento per il quartiere Farini; si aggiunge poi la saturazione del mercato di Isola che ha spinto gli acquirenti verso il confinante quartiere Farini. Infine, segnaliamo la macroarea di Lodi-Corsica (+48,4 per cento) che ha dalla sua la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana che sta facendo sentire in maniera importante i suoi effetti cosi’ come i progetti per le Olimpiadi Invernali. L’area di Forlanini (+62,8 per cento) deve il buon andamento sia alla vicinanza a Santa Giulia dove sorgeranno alcune strutture per le prossime Olimpiadi, ma soprattutto all’arrivo della metropolitana 4. I prezzi bassi hanno stimolato sia la domanda di prima casa sia quella per investimento.

  • Coldiretti, è caro zucchero: +43%

    Coldiretti, è caro zucchero: +43%

    Con un balzo del +43% a far segnare il maggior incremento dei prezzi nel carrello è lo zucchero con oltre 4 pacchi su 5 che arrivano dall’estero. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sui dati Istat sull’inflazione ad agosto.

    Lo zucchero – sottolinea la Coldiretti – è un ingrediente presente in circa l’85% dei prodotti alimentari realizzati a livello industriale, con un effetto valanga sui prezzi di gran parte degli alimenti trasformati sugli scaffali. A fronte di un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate, l’Italia ha una produzione di appena 150mila tonnellate, ridotta drasticamente a causa dei cambiamenti climatici con la chiusura di 17 zuccherifici su 19 negli ultimi venti anni. Al secondo posto nella classifica degli aumenti c’è invece l’olio di oliva che registra un balzo dei prezzi del 37%. In questo caso l’Italia è il secondo produttore mondiale, ma negli ultimi anni i raccolti si sono fortemente ridimensionati tanto che le importazioni dall’estero sono pari a più del doppio della produzione tricolore, per la grande maggioranza provenienti dalla Spagna. Ed è proprio la Penisola iberica a sconvolgere il mercato mondiale, con il balzo delle quotazioni, per il raccolto praticamente dimezzato a causa dell’andamento climatico anomalo. Aumentare la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, investendo in innovazione e tecnologia, rappresenta una “scelta importante”. L’opportunità offerta dal Pnrr per l’agroalimentare italiano – evidenzia ancora Coldiretti – va nella direzione auspicata di “raffreddare”. Gli accordi di filiera per sostenere la produzione in settori cardine sono “un’occasione unica che non va sprecata” per crescere e garantire una più equa distribuzione del valore.

  • Consorzio Est Sesia: siccità? Sfruttare meglio Lago Maggiore

    Consorzio Est Sesia: siccità? Sfruttare meglio Lago Maggiore

    NOVARA Sfruttare meglio il Lago Maggiore, coordinandosi per rispondere alle sfide attuali. E’ l’auspicio formulato dal presidente del consorzio irriguo Est Sesia, Camillo Colli, concludendo un incontro organizzato a Novara dagli agricoltori novaresi e della Lomellina, gli utenti della rete dei canali gestita dal Consorzio.

    Secondo il presidente, “sia la politica, sia tutti i regolatori, devono imparare a coordinarsi meglio. Non possiamo piu’ permetterci di lasciare inutilizzata l’acqua nel grande bacino che serve territori ampi e diversi. Dobbiamo imparare a essere flessibili, perche’ le sfide a cui siamo chiamati a rispondere sono davvero difficili. I ghiacci diventano sempre piu’ marginali, il cambiamento climatico sempre piu’ pressante, e l’esposizione alla mancanza di acqua sempre piu’ frequente”. “Chi si occupa di gestire la risorsa idrica – ha concluso il presidente Colli – deve quindi prepararsi a rispondere, in maniera veloce ed efficiente, a imprevisti sempre piu’ frequenti”.

  • Arriva settembre: stangata bollette?

    Arriva settembre: stangata bollette?

    Il caro bollette potrebbe continuare a pesare sulle tasche degli italiani. Dopo i primi due trimestri del 2023 in cui sono stati applicati gli sconti voluti dal governo per calmierare i prezzi, il timore è che da settembre, con la fine degli aiuti, si torni a pagare le tariffe di luce e gas a prezzo pieno. Cosa succederà dunque da qui ai prossimi mesi? Facciamo chiarezza.

    Addio ai bonus, da ottobre si rischia la stangata
    Il decreto bollette bis ha prorogato fino a settembre gli sconti sulle bollette di luce e gas, estendendo di fatto il bonus sociale per il terzo trimestre del 2023. Ma cosa accadrà dal primo ottobre? Al momento non ci sono certezze che gli aiuti saranno rinnovati, e senza un rifinanziamento delle misure si rischia un aumento consistente delle tariffe energetiche. Le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme dati i probabili elevati rincari.

    Anche se negli ultimi mesi le quotazioni del gas hanno subito un calo dopo i picchi raggiunti nel 2022, i prezzi si mantengono comunque su livelli elevati, ben al di sopra della media storica. E fintanto che le commodity energetiche rimarranno su valori così alti, sarà difficile ipotizzare un ritorno ai prezzi “normali” delle bollette.

    Le mosse del governo per abbassare i prezzi
    Per evitare un salasso da qui ai prossimi mesi, il governo sta valutando le possibili mosse da mettere in campo.

    Mosse del Governo

    Descrizione

    Conferma sconti 4° trimestre

    Confermare anche per il quarto trimestre gli sconti sulle bollette, attingendo da un “tesoretto” di 10 miliardi che deriverebbe dell’extra gettito IVA generato proprio dai rincari energetici

    Taglio oneri di sistema in Legge Bilancio

    Nella prossima legge di Bilancio si studiano interventi strutturali per ridurre l’impatto degli oneri di sistema che gravano sulle bollette, responsabili di quasi il 20% degli importi fatturati ogni mese

    Sul fronte europeo, il governo italiano spinge per l’introduzione di un price cap, un tetto al prezzo del gas sui mercati all’ingrosso. Una misura che consentirebbe di abbattere i costi del metano e di conseguenza limitare l’impatto a valle sulle bollette dell’energia. Non sarà facile convincere i paesi contrari, ma l’Italia sta creando un fronte sempre più ampio di alleati per arrivare a questa soluzione. Un price cap potente ed efficace sarebbe l’unico modo per normalizzare davvero le tariffe di luce e gas.

    Insomma, i prossimi mesi si preannunciano ancora difficili sul fronte energetico. Ma con gli interventi giusti è possibile evitare ai cittadini il salasso che deriverebbe dalla fine degli aiuti contro il caro bollette. Bisogna agire in fretta e con strumenti adeguati, sia a livello nazionale che europeo, per proteggere famiglie e imprese dai rincari fuori controllo dell’energia.

    Altre voci di spesa in aumento da settembre
    Non ci sono solo le bollette energetiche a gravare sui budget familiari. Con l’arrivo dell’autunno bisognerà fare i conti anche con i rincari di molti altri beni e servizi. Le associazioni di consumatori prevedono incrementi per:

    il materiale scolastico;

    i libri di testo;

    le assicurazioni auto;

    le tariffe bancarie;

    le rate dei mutui, a causa del rialzo dei tassi deciso dalla BCE.

    Senza contare poi il carrello della spesa: se i prezzi di pane, pasta e verdura dovessero continuare la corsa al rialzo, sarebbero dolori per le tasche degli italiani. Ecco perché diventa cruciale varare quanto prima il paniere anti-inflazione voluto dal governo Meloni, che potrebbe portare ad un abbattimento del 10% sui listini di alcuni beni primari per le famiglie.

    Le critiche delle associazioni: misure ancora insufficienti

    Ma le associazioni di consumatori giudicano ancora insufficienti gli interventi messi in campo dall’esecutivo. Serve un taglio strutturale degli oneri di sistema che gravano sulle bollette, dicono. E parallelamente una riforma della tassazione che alleggerisca il carico fiscale sulle famiglie, ancora troppo elevato nonostante gli sgravi degli ultimi anni. Senza contare che molte imprese energivore rischiano di chiudere i battenti se non saranno rinnovati gli aiuti contro il caro-bollette. Insomma, il nuovo governo si trova davanti a sfide complesse per evitare la stangata d’autunno. E i tempi sono strettissimi per agire.

  • Coldiretti, è sempre caro frutta e verdura: prezzi +20%

    Coldiretti, è sempre caro frutta e verdura: prezzi +20%

    L’inflazione pesa sulle famiglie con la frutta che registra al consumo un aumento del 9,4% che per la verdura sale al 20,2%, con i prezzi che triplicano dal campo alla tavola e i produttori agricoli che chiedono un prezzo minimo che copra almeno i costi di produzione come prevede la legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni.

    E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat sull’andamento dell’inflazione ad agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che registra un aumento per l’alimentare del 9,8%.Con l’aumento esponenziale dei costi di produzione in campagna e l’andamento climatico anomalo che ha decimato i raccolti, con tagli della produzione per caldo, siccita’ e maltempo che quest’anno vanno dal 30% per pesche e nettarine al 63% per le pere, secondo la Coldiretti. Occorre garantire agli agricoltori un compenso adeguato per evitare l’abbattimento dei frutteti in una situazione in cui l’Italia – sottolinea la Coldiretti – ha dovuto dire addio a oltre 100 milioni di piante di frutta fresca in Italia negli ultimi quindici anni con la scomparsa che riguarda tutte le principali produzioni, dalle mele alle pere, dalle pesche alle albicocche, dall’uva da tavola alle ciliegie, dalle arance alle clementine con drammatici effetti sui consumi nazionali e sul clima, l’ambiente, il paesaggio e la salute degli italiani.

    Per buona parte dell’ortofrutta italiana solo dopo mesi avviene la liquidazione ai produttori ai quali – spiega la Coldiretti – vengono peraltro addebitate sia le contestazioni sul livello qualitativo che tutte le inefficienze e gli errori di chi sta a valle della filiera. A partire – continua la Coldiretti – dall’aumento dei costi di benzina e gasolio con l’88% delle merci che viaggia su gomma e la logistica che arriva ad incidere attorno ad 1/3 dei costi di produzione della frutta e verdura in Italia per il gap infrastrutturale del Paese.Il risultato è un preoccupante calo dei consumi di frutta e verdura che sono diminuiti dell’8% nei primi tre mesi del 2023 secondo elaborazioni Coldiretti su dati CsoItaly. Il brusco calo – sottolinea la Coldiretti – ha fatto scendere il consumo individuale sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure fresche per persona, da mangiare in più volte al giorno, raccomandato dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per una dieta sana.

  • Peste suina, Regione Lombardia: servono più fondi per abbattimento cinghiali

    Peste suina, Regione Lombardia: servono più fondi per abbattimento cinghiali

    MILANO L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha incontrato ieri a Roma il Ministro Francesco Lollobrigida, per discutere sull’emergenza PSA-Peste Suina Africana. Sullo stesso tema si è inoltre tenuta una seduta della Commissione Politiche Agricole che ha coinvolto tutte le Regioni per discutere del ‘Piano straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali’ e delle ‘Azioni strategiche per l’Elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle Zone di Restrizione da PSA’, presentati dal Commissario straordinario Vincenzo Caputo.

    “Ho rappresentato al Ministro – dichiara l’assessore Beduschi – tutta la preoccupazione della Lombardia, che pesa per oltre il 50% sul patrimonio suinicolo nazionale e che oggi è prima linea nella lotta alla PSA, con la presenza di alcuni focolai in allevamenti della provincia di Pavia. Serve creare una filiera della biosicurezza che coinvolga tutti, dal più piccolo allevatore alle grandi industrie di trasformazione, fino agli enti di governo”.

    Nel pomeriggio si è tenuto inoltre un incontro con tutti i maggiori rappresentanti della filiera e delle associazioni agricole, alla quale ha preso, tra gli altri, parte anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto

    L’assessore Beduschi ha ribadito la necessità di seguire due strade principali. “Vanno aumentate – afferma l’assessore lombardo – le catture di cinghiali che diffondono il virus e per questo ho chiesto al Ministro di aiutarci a potenziare queste attività, utilizzando l’esercito e la protezione civile, ma anche valorizzando il ruolo dei cacciatori, prevedendo anche inediti sistemi di incentivazione”. “Altrettando importanti – prosegue Beduschi – sono le attività di biosicurezza per creare barriere attorno ai nostri allevamenti per le quali servono risorse straordinarie”.

    “I Ministri – conclude l’assessore Beduschi – mi ha assicurato tutta la vicinanza del Governo anche attraverso stanziamenti di nuove risorse, uomini e mezzi, nella consapevolezza che mettere in sicurezza gli allevamenti lombardi significa salvare un settore cardine per l’economia agricola nazionale che rischierebbe di perdere 60 milioni di euro al mese”.

  • Agognate (Novara), inaugurato nuovo polo logistico da 300mila metri quadrati

    Agognate (Novara), inaugurato nuovo polo logistico da 300mila metri quadrati

    NOVARA Trecentomila metri quadrati di strutture logistiche di ultima generazione, capaci di movimentare traffico merci – tra ferroviario e stradale – da e per decine di destinazioni internazionali: è la nuova, grande sfida industriale inaugurata ieri ad Agognate, alle porte di Novara, nel nuovo terminal della Intermodaltrasporti, l’impresa della famiglia imprenditoriale Fiorini, basata a Ferentino (Frosinone), che l’ha realizzato in sinergia con il Gruppo Fs Italiane attraverso Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Mercitalia Logistics.

    “Abbiamo individuato quest’area come la più idonea per lo sviluppo che desideravamo dare alle attività della nostra azienda sin dal 2016”, ha spiegato Giorgio Fiorini, amministratore delegato di Intermodaltrasporti, fondata nell’87 dal padre Pietro, che gestisce con le sorelle Alessandra e Francesca, “e da allora abbiamo seguito un percorso coerente e serrato di progettualità, investimenti e sinergie che oggi ci conduce ad un passo avanti molto importante che riteniamo possa generare valore per il Sistema Paese e per la crescita quantitativa e qualitativa della logistica sostenibile, in piena coerenza con le linee di sviluppo strategico dettate dalle autorità europee”. Il nuovo terminal di Agognate esprime tutte queste potenzialità: incrocia due dei nove corridoi europei TEN-T ed è quindi stato ritenuto sostenibile anche a livello europeo a seguito del completamento dei lavori e con l’apertura a terzi della stazione ferroviaria virtuale già avvenuta a marzo 2023. Dispone di 2 magazzini di 11.000 metri quadrati ciascuno, di cui uno raccordato con binario interno; di un raccordo ferroviario con 7 binari e 2 aste di manovra, collegato con la linea ferroviaria Novara-Biella; di quattro gru semoventi, 2 loco-trattori, 45.000 metri quadrati di aree completamente a servizio della logistica integrata multimodale delle merci e 75.000 metri quadrati di piazzali a servizio dei binari per il carico-scarico dei treni e dei trailer stradali. “Vogliamo intensificare le partnership con gli operatori di altri settori di trasporto e con i clienti in ambito intermodale – ha commentato l’amministratore delegato di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis – per andare verso lo switch modale valorizzando la catena end to end della logistica e avendo sempre come faro la salvaguardia ambientale e lo sviluppo dei territori. Il Polo Logistica del Gruppo FS, attraverso le sue società, è in grado di realizzare, per Intermodal Trasporti, servizi per collegare il terminal di Agognate con il centro sud Italia e con i principali Paesi europei attraverso tutti i valichi alpini (via Francia, via Svizzera e via Austria). Questi collegamenti si sviluppano proprio sui principali corridoi della rete TEN-T, in particolare quello Mediterraneo, quello Reno-Alpi. Grazie alla rete di infrastrutture e di terminal del Gruppo, siamo anche in grado di offrire soluzioni alternative da e per i terminal limitrofi, garantendo continuità lungo la catena logistica”. L’hub di Agognate, diventato stazione merci dal 1° marzo 2023, forte di un posizionamento strategico anche come possibile retroporto di interesse per Genova, lo scorso anno ha già movimentato e gestito 200.000 tonnellate di merci. Intermodaltrasporti – come ha sottolineato con un comunicato il Comune di Novara – continua a lavorare al potenziamento infrastrutturale di questo terminal, da portare a termine entro il 2025, che prevede l’ampliamento dei piazzali fino a 100.000 metri quadrati e l’aggiunta di quattro binari ai tre già attivi, di cui uno da 740 metri che consentirà l’ingresso di treni dal dimensionamento europeo. Tutto ciò è stato reso possibile dall’efficace la collaborazione con il Gruppo Fs, oltre che dall’incisivo e lungimirante supporto finanziario del gruppo Unicredit. “La nuova realtà – ha rimarcato Giorgio Fiorini – assicurerà nel medio-lungo periodo all’intera area ferroviaria un notevole incremento di valore per effetto dell’avviamento generato dalle innovazioni introdotte e migliorie apportate”. Per Alberto Milotti, vicepresidente dell’associazione europea degli interporti, Europlatform, “gli operatori italiani dell’intermodalità sono visti in Europa come dei primattori e possono contare su sicure prospettive di sviluppo, visti i target europei di sostenibilità”. Un concetto, questo, caro anche a Fabio Doria, top-manager di Unicredit Leasing, partner finanziario della Intermodaltrasporti, che ha sottolineato come la vocazione “alla sostenibilità sociale e ambientale di realtà come questa nata ad Agognate attraggano l’attenzione del mercati finanziari perché concorrono a perseguire gli obiettivi Esg che il sistema si è dato”. Infine Francesca Fiorini, consigliere Intermodal Trasporti e segretario generale di Alis, l’associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, ha ricordato “che il Paese più infrastrutturato e sostenibile che il Pnrr ci consegnerà tra qualche anno avrà bisogno di imprese altrettanto sostenibili e capaci di competere nel mondo facendo sistema tra loro e con il territorio”.

  • Trecate: il 9 settembre torna l’agrimercato di ‘Campagna Amica’ in piazza Cavour

    Trecate: il 9 settembre torna l’agrimercato di ‘Campagna Amica’ in piazza Cavour

    Torna, il prossimo 9 settembre, l’Agrimercato di prodotti freschi, di stagione e a chilometro zero di “Campagna Amica”, iniziativa promossa dall’assessorato all’Agricoltura. <

  • Siccita’: Anbi, le piogge ristorano i bacini del Nord, purtroppo no in Umbria e Lazio

    Siccita’: Anbi, le piogge ristorano i bacini del Nord, purtroppo no in Umbria e Lazio

    Se sono bastate poche ore di abbondanti piogge per riportare sopra media i grandi bacini del Nord Italia, non sono sufficienti settimane per superare l’agonia idrica del lago Trasimeno, che si protrae da mesi, ne’ per assicurare confortanti livelli agli specchi lacustri del Lazio: e’ questa la fotografia della nuova fase climatica, che si sta registrando lungo lo Stivale alla fine di un Agosto da temperature record. A farla emergere e’ il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

    “Ancora una volta sono i dati a confermare l’urgente necessita’ di infrastrutture idrauliche, capaci di calmierare le esigenze idriche di un Paese alla merce’ della crisi climatica. Noi non possiamo che ricordare le centinaia di progetti cantierabili, messi a disposizione dai Consorzi di bonifica ed irrigazione lungo l’intera Penisola”, commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue). I recenti eventi meteo estremi si sono verificati soprattutto a NordOvest, dove il Piemonte Occidentale ha visto oltre 100 millimetri di pioggia in 3 giorni (mm. 122 a Cesana), provocando ampie frane e l’esondazione di numerosi corsi d’acqua (torrente Ripa, rii Dusset e Fosse); nel Novarese, oltre 100 millimetri di pioggia si sono registrati in sole 24 ore. Tutti i fiumi piemontesi hanno visto salire i livelli di portata fino a 10 volte da un giorno all’altro: la Scrivia e’ passata da 1,19 metri cubi al secondo a 19,5; il Tanaro e’ salito da 10 a 100; il Pesio da 2,9 a 20,8; l’Agogna da 1,9 a 7,5; il Cervo da 4,6 a 87,1.

    Cio’ e’ accaduto dopo settimane di deficit pluviometrico soprattutto sul Piemonte meridionale ed occidentale con punte di oltre l’80% sui bacini dei fiumi Orba, Stura di Demonte e Maira. In Valle d’Aosta si segnala l’andamento del torrente Lys, tornato ad una portata rassicurante (mc/s 4,70) dopo le apprensioni della piena, in cui ha toccato i 42 metri cubi al secondo. In Liguria, un nubifragio impressionante si e’ abbattuto su Genova, dove in sole 8 ore sono caduti fino a 210 millimetri di pioggia; il resto della regione e’ stato caratterizzato da piogge diversificate, che hanno rivitalizzato i fiumi (il Magra e’ ora 1 metro e mezzo sopra la media del periodo), accompagnate da raffiche di vento, che hanno toccato i 140 chilometri all’ora. Nubifragi di grande intensita’, con venti sferzanti (sfiorati i km/h 100), si sono verificati anche in Lombardia (registrati quasi 80 millimetri di pioggia in 36 ore sull’hinterland milanese, ma oltre mm. 300 in 48 ore alla stazione di Campodolcino, sull’Alpe Motta) con preoccupanti sbalzi di portata per i fiumi: la crescita del fiume Adda ha toccato i 430 metri cubi al secondo, ma notevoli picchi di piena hanno riguardato anche Brembo (mc/s 300 ), Ticino (mc/s 433), Seveso (mc/s 36) e numerosi torrenti minori. Lo stato delle riserve idriche attualmente si attesta a -21% rispetto alla media del periodo. Fra grandi laghi del Nord, il Maggiore, sul cui bacino sono caduti 250 millimetri di pioggia, e’ cresciuto di oltre m. 1,30, arrivando oggi all’85,4% di riempimento; anche gli invasi di Como e d’Iseo tornano sopra di livelli medi del periodo, mentre cresce pure il Benaco, che oggi e’ riempito per il 72,1% della sua capacita’.

  • Blockchain: Rivoluzionare le Aziende Attraverso la Trasparenza e l’Efficienza

    H1: Blockchain: Rivoluzionare le Aziende Attraverso la Trasparenza e l’Efficienza
    Nel contesto attuale, con la ripresa delle criptovalute dopo la loro performance nel 2022 (il prezzo di bitcoin in dollari al momento si aggira intorno ai $26100), si è ripreso a parlare di blockchain. Tuttavia, il vero impatto di questa tecnologia non si limita alle cripto: è utilizzata nei più disparati ambiti e sta aprendo nuove prospettive per le aziende in tutto il mondo.

    Un esempio concreto proviene da Jaguar Land Rover, un’azienda che ha riconosciuto il potenziale della blockchain. Come abbiamo discusso in un articolo precedente, Jaguar sta utilizzando questa tecnologia per migliorare la tracciabilità nella sua catena di approvvigionamento, garantendo l’autenticità dei componenti e la provenienza dei materiali.

    Uno dei vantaggi che la blockchain offre alle aziende è la trasparenza. La tecnologia registra tutte le transazioni in blocchi crittografati, che sono collegati in modo immutabile. Ciò significa che ogni transazione può essere verificata e tracciata fino alla sua origine, creando un ottimo sistema di controllo. In aggiunta, la blockchain elimina l’intermediazione da molte operazioni, riducendo i tempi e i costi associati. Questo è particolarmente evidente nel settore finanziario, dove le transazioni internazionali possono richiedere giorni e coinvolgere diversi intermediari. Con la blockchain, le transazioni possono essere eseguite quasi istantaneamente e con costi bassissimi. Inoltre, l’automazione dei processi attraverso smart contract contribuisce a migliorare l’efficienza complessiva dell’azienda.
    H2: Settori Aziendali che Traggono Vantaggio dalla Blockchain
    H3: Finanza
    La finanza è uno dei settori che sta sperimentando il maggiore impatto dalla blockchain. La tecnologia sta consentendo pagamenti più rapidi, sicuri ed economici. Istituzioni finanziarie e banche centrali stanno esplorando l’emissione di valute digitali basate su blockchain, che potrebbero rivoluzionare il modo in cui le transazioni vengono effettuate e registrate.

    H3: Catene di Approvvigionamento e Logistica
    La blockchain offre la capacità di registrare ogni passo lungo il percorso di un prodotto, dal produttore al consumatore. Ciò risulta particolarmente utile in settori come quello agroalimentare e per le industrie manifatturiere, dove la provenienza e la qualità dei prodotti sono essenziali.
    H3: Salute
    Consentendo la registrazione sicura e condivisa di informazioni mediche, la blockchain garantisce l’integrità dei dati e semplifica la condivisione tra professionisti sanitari. Nell’industria farmaceutica, la tecnologia può essere utilizzata per tracciare la catena di approvvigionamento dei farmaci e prevenire la contraffazione.
    H2: Sfide e Considerazioni
    Nonostante i vantaggi, la blockchain affronta sfide significative. La scalabilità è una di queste: l’aumento del numero di transazioni può mettere a dura prova la capacità della rete, rallentando il processo e causando congestione. Gli sforzi per migliorare la scalabilità sono in corso, ma è un’area in cui ulteriori sviluppi sono necessari.

    La velocità delle transazioni è un altro aspetto critico: mentre alcune blockchain possono richiedere tempo per confermare le transazioni, è fondamentale per le aziende che le operazioni avvengano in modo rapido ed efficiente. Soluzioni come le blockchain “sidechain” stanno emergendo per affrontare questo problema, consentendo transazioni veloci e a basso costo.

    Le sfide legali non possono essere sottovalutate. Molti settori sono soggetti a leggi e normative rigorose e l’adozione della blockchain deve avvenire in conformità con queste direttive.

    In conclusione, dalla trasparenza e sicurezza alla riduzione dei costi e all’efficienza, i vantaggi della tecnologia blockchain sono tangibili e promettenti. Settori come finanza, catene di approvvigionamento, salute e industrie farmaceutiche stanno sfruttando la potenza della blockchain per migliorare le loro operazioni.

    L’era della trasparenza e dell’efficienza sta solo iniziando e la tecnologia blockchain è al centro di questa trasformazione. Quindi, mentre continuiamo a tenere sotto controllo il prezzo delle criptovalute, ricordiamoci che il vero valore della blockchain risiede nelle opportunità e nei cambiamenti che sta portando alle aziende.