Categoria: Economia

  • Gli apicoltori lombardi lanciano l’allarme miele

    L’apicoltura lombarda sta attraversando una crisi profonda, forse la piu’ grave degli ultimi decenni, complici soprattutto le condizioni metereologiche di questa primavera e l’insufficienza dei fondi e delle dotazioni finanziarie a disposizione del settore

    MILANO – A lanciare l’allarme sono stati in Commissione Agricoltura la Presidente di Apilombarda Larissa Meani e il Presidente dell’Associazione Apicoltori Lombardi Claudio Vertuan: le due associazioni rappresentano l’80 per cento degli apicoltori lombardi. “A causa del cambiamento climatico, per la terza volta negli ultimi quattro anni, i nostri apicoltori non solo non hanno potuto produrre miele millefiori primaverile e miele di robinia (acacia), ma hanno dovuto supportare le api ridotte alla fame e impossibilitate a bottinare con abbondanti nutrizioni di soccorso per assicurare la loro sopravvivenza” hanno sottolineato Meani e Vertuan, che hanno ricordato come peraltro l’84 per cento delle specie vegetali e il 76 per cento della produzione alimentare in Italia dipende dall’impollinazione ad opera delle api domestiche e selvatiche.

    Si stima che il danno economico per il solo miele di acacia si attesti quest’anno intorno ai 20 chilogrammi per alveare, che in Lombardia significa oltre 3 milioni di chilogrammi di perdita produttiva.

    In Lombardia al 31 dicembre 2022 erano censiti 8.773 apicoltori che mantenevano 160.555 alveari. I due terzi degli alveari sono allevati da 1.523 imprenditori apistici. Nel 2022 la produzione nazionale di miele e’ stata di circa 24mila tonnellate che corrispondono ad un valore di 144 milioni di euro. A livello regionale la stima produttiva e’ pari a 1.610 tonnellate corrispondenti a un valore di circa 9,6 milioni di euro. “Le produzioni degli ultimi 5 anni sono state altalenanti e nel complesso deficitarie -hanno evidenziato i rappresentanti degli apicoltori-. Il settore ha necessita’ di interventi a breve termine che possano ammortizzare la situazione di crisi delle aziende in attesa di soluzioni future.

    Sono sempre piu’ indispensabili e urgenti nuovi interventi a sostegno dei maggior costi e dei minori guadagni”. Il Presidente della Commissione Agricoltura Floriano Massardi ha assicurato la massima attenzione dell’istituzione regionale nella consapevolezza della gravita’ della situazione, e nei prossimi giorni prendera’ contatto con l’Assessorato regionale per confrontarsi su possibili misure e interventi straordinari da mettere in campo a sostegno dell’apicoltura lombarda.

  • Magenta: Italia Viva con Stefano Viganò pronte all’appuntamento di venerdì sera

    Tornare a parlare di politica, di temi e di idee anche nel nostro territorio: è uno degli obiettivi di Italia Viva.

    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO DA MAGENTA – Dopo l’incontro di lunedì 12/6 ad Abbiategrasso sui temi dell’energia, Venerdì 23 giugno alle ore 21.00 nella sala di Casa Giacobbe in via IV Giugno 80, Magenta, Italia Viva Magentino ed Abbiatense, insieme al gruppo locale di Magenta, organizza un’altra iniziativa che prosegue nella stessa direzione, per ragionare insieme sulla transizione ecologica e sull’economia circolare, tra opportunità e criticità, per il mondo del lavoro, dell’impresa e dell’agricoltura.

    stefano viganò - ticino notizie
    Lo faremo insieme ad Angelo Colombini, già Segretario Confederale CISL, autore di diversi articoli e testi sullo sviluppo sostenibile, le transizioni e le implicazioni sul mondo del lavoro
    concentrando l’attenzione sui lavoratori e sulle lavoratrici e insieme all’On. Maria Chiara Gadda, Deputata del Gruppo Italia Viva – Azione e Vicepresidente della Commissione
    Agricoltura della Camera dei Deputati. Maria Chiara Gadda, che è stata la prima firmataria della Legge 66/2016 sullo spreco alimentare, è altresì, impegnata nella promozione di un’economia circolare che consideri sì la sostenibilità ambientale ma anche quella sociale. Consapevoli che non è più il tempo di una politica ideologica, che pianta delle bandierine
    identitarie, ma di una politica capace di affrontare i temi, cercando soluzioni valide ed efficaci, Italia Viva, nel prossimo autunno, continuerà con l’organizzazione di altre iniziative
    territoriali, sia a livello di Zona Est Ticino, sia nella stessa Città di Magenta con l’obiettivo di informare, ascoltare e confrontarsi con le cittadine e cittadini su temi locali e nazionali. Con vivo piacere, ringraziamo anticipatamente quanti avranno interesse a partecipare all’Evento di cui sopra.

    Coordinatore Italia Viva Magenta
    Stefano Viganò

  • Energia solare dallo spazio? Ecco il progetto

    Un rivoluzionario progetto dell’istituto Caltech promette di trasportare energia solare dallo spazio alla Terra, aprendo prospettive straordinarie per l’energia rinnovabile. Il prototipo del progetto Space Solar Power (SSPP), chiamato MAPLE, ha dimostrato con successo la trasmissione di energia wireless dallo spazio.

    Questo innovativo sistema, basato su trasmettitori a microonde, potrebbe generare un’energia otto volte superiore rispetto ai tradizionali pannelli solari terrestri. L’iniziativa potrebbe democratizzare l’accesso all’energia e portare benefici a regioni remote o colpite da conflitti o disastri.

    Caltech rivoluziona l’energia solare con il progetto SSPP
    Un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) ha sviluppato il rivoluzionario progetto Space Solar Power Project (SSPP) con l’obiettivo di trasportare energia solare dallo spazio alla Terra. Il prototipo del SSPP, chiamato MAPLE (Microwave Array for Power-transfer Low-orbit Experiment), è stato lanciato con successo in orbita dimostrando la trasmissione di energia wireless dallo spazio alla Terra. Il 3 marzo, MAPLE ha dimostrato in modo eclatante la possibilità di sfruttare una fornitura illimitata e costantemente disponibile di energia solare grazie ai trasmettitori di potenza a microonde flessibili e leggeri. L’iniziativa ha raggiunto importanti traguardi attraverso:

    L’assemblaggio dei pannelli solari

    La ricerca di celle solari efficienti

    La trasmissione dell’energia solare tramite microonde.

    Il lancio di successo del prototipo MAPLE a bordo di un Falcon 9 della SpaceX a gennaio ha segnato un passo significativo nel progetto Caltech Space Solar Power Project (SSPP), aprendo nuove prospettive per l’energia solare spaziale sulla Terra.

    Pannelli solari spaziali: energia otto volte superiore grazie al Caltech
    Grazie all’innovativa tecnologia sviluppata dal Caltech, i pannelli solari spaziali potrebbero generare un’energia otto volte superiore rispetto a quelli tradizionali sulla Terra. Questo sistema di trasferimento energetico wireless potrebbe anche democratizzare l’accesso all’energia, portando benefici alle regioni remote, colpite da conflitti o disastri.

    È grazie ad un recente esperimento condotto dal Naval Research Laboratory (NRL) degli Stati Uniti che si è dimostrata la possibilità di trasmettere energia wireless su una distanza di un chilometro, aprendo così nuove prospettive per un futuro alimentato interamente da energie rinnovabili.

    Tuttavia, il successo del progetto SSPD dipende dalla realizzazione di impianti di dimensioni considerevoli, in grado di garantire un flusso costante di trasmissione di energia solare. Questa sfida tecnologica e finanziaria richiede:

    Costruzione di enormi impianti di ricezione a terra

    Cattura delle microonde trasmesse dallo spazio.

    Sebbene l’orbita geostazionaria sia considerata la posizione preferita per i pannelli solari in orbita, la sua grande distanza dalla Terra presenta sfide nella trasmissione energetica. Pertanto, sono state prese in considerazione alternative come:

    Orbite più basse

    Utilizzo di più impianti ridotti per garantire una trasmissione multipla verso la Terra.

    MAPLE, parte del progetto Caltech Space Solar Power (SSPP) e uno dei tre esperimenti principali all’interno del prototipo spaziale SSPD-1, dimostra l’impegno e l’importanza del team del Caltech nel promuovere l’energia solare spaziale come una fonte sostenibile ed efficiente per il nostro pianeta. Attraverso le prove condotte, MAPLE ha dimostrato:

    Capacità di trasmettere energia wireless nello spazio

    Conversione dell’energia in elettricità a corrente continua (CC)

    Successo nell’alimentare con successo una coppia di LED, dimostrando la fattibilità della trasmissione di energia wireless nello spazio.

    Verso un futuro energetico sostenibile: il potenziale dell’energia solare
    L’energia solare rappresenta attualmente meno del 4% della produzione globale di elettricità, nonostante il 13% dell’energia rinnovabile provenga dal sole. C’è quindi un ampio margine di crescita. Le fonti rinnovabili più utilizzate sono:

    Energia idroelettrica

    Energia eolica

    Queste fonti costituiscono ancora la maggior parte della produzione energetica sostenibile. Tuttavia, per affrontare la crisi climatica, è essenziale puntare al 100% di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2029, ma attualmente solo il 14% dell’energia mondiale proviene da tali fonti. Perciò, sono necessari sforzi significativi per raggiungere questo ambizioso obiettivo.

    La produzione di energia solare sta crescendo rapidamente grazie all’incremento della consapevolezza ambientale e all’azione climatica. Questa forma di energia rinnovabile sfrutta la luce del sole per generare elettricità pulita, ma ci sono ancora sfide da affrontare.

    L’esperimento spaziale MAPLE ha dimostrato la sua robustezza nel sopravvivere e operare con successo nello spazio, superando le aspettative. Ha affrontato temperature estreme e l’esposizione alla radiazione solare, dimostrando la sua affidabilità e adattabilità. Il successo di MAPLE nel trasmettere energia verso la Terra apre nuove prospettive per l’energia solare spaziale come possibile fonte energetica per soddisfare le nostre necessità terrestri.

    Il progetto Caltech Space Solar Power ha dimostrato con successo la trasmissione di energia solare dallo spazio alla Terra. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’energia rinnovabile e democratizzare l’accesso all’energia. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare. Quali ostacoli dovranno essere superati per implementare con successo questa tecnologia? Quali potrebbero essere gli impatti sul nostro ambiente e sulla società?

    Fonte: Studio ProntoBolletta

  • Le scuole di Cuggiono in visita alla diga del Panperduto

    CUGGIONO/SOMMA LOMBARDO – Quest’anno la Settimana della Bonifica e della Irrigazione, almeno per il Consorzio, ha esteso eccezionalmente la sua durata oltre il termine ufficiale del 21 maggio in considerazione del maltempo che il mese scorso ha sconvolto l’originaria pianificazione delle iniziative, con l’annullamento di un evento organizzato sul Canale Villoresi nell’Altomilanese. Agli inizi di giugno il Presidente di ETVilloresi Alessandro Folli e il Direttore Generale Valeria Chinaglia hanno così accolto a Panperduto quasi un centinaio di bambini, tutti frequentanti le classi V della scuola primaria di Cuggiono (MI).

    I ragazzi, con gli insegnanti e il loro Sindaco Giovanni Cucchetti (nella foto sotto con Folli e Chinaglia), grazie anche al supporto delle bravissime guide di Panperduto, sono stati accompagnati alla scoperta del sito, della sua importanza idraulica ma anche delle sue attrattive turistico-fruitive. Tra queste il Giardino dei Giochi d’acqua, dove i bambini hanno potuto sperimentare divertenti attività tra il ludico e il didattico. La visita ha previsto anche la navigazione all’interno del bacino e lungo un tratto di Ticino a bordo di una imbarcazione elettrica, a seguito della recente riattivazione del servizio, che si sta rivelando molto gradito al pubblico. La storia del Consorzio e la presentazione delle sue attività hanno suscitato grande interesse nei piccoli visitatori, dimostratisi estremamente sensibili anche ai temi della sostenibilità e del rispetto degli equilibri ambientali.

  • “She leads”, con più donne al comando innovazione e Pil +12%

    Ecco libro Sole 24ore-4.Manager. Cuzzilla: Agire su rinnovi contrattuali

    MILANO – Colmare il divario tra donne e uomini in ogni ambito della vita privata e pubblica consentirebbe di avere una crescita del Pil del 12%. Ma i dati sono ancora poco confortanti: una donna su due è inoccupata, mentre tra i manager e donne sono appena il 28% e la maternità è ancora un ostacolo alle carriere. Lontana anche l’equità retributiva, con uno scarto del 13% rispetto ai colleghi uomini. Per questo prende forma il libro edito dal Sole 24 Ore “She Leads: la parità di genere nel futuro del lavoro”, scritto da Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager e 4.Manager insieme con Andrea Catizone, Avvocata sui diritti della persona e delle discriminazioni e a cura della giornalista Silvia Pagliuca. Il volume, promosso da 4.Manager, associazione bilaterale Confindustria-Federmanager e presentato ieri a Milano nella sede del Gruppo 24 Ore, indaga le ragioni del gender gap denunciando le fragilità attuali ed evidenziando le possibili vie di miglioramento per una ‘rivoluzione possibile’, per diffondere una cultura aziendale più equa e inclusiva.

    “Gender gap- spiega Silvia Pagliuca, giornalista curatrice di She Leads- significa vivere in un Paese in cui il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi in Europa, il 50,8%, in cui a 5 anni dalla laurea le donne guadagnano il 20% in meno rispetto ai colleghi uomini di pari livello, in cui essere madri è un ostacolo alla realizzazione della carriera. La percentuale di occupazione tra i 25 e i 49 anni passa, infatti, dal 72% per le donne senza figli al 53% per le donne che hanno un figlio under 6. E ovviamente c’è un impatto anche in termini di reddito: i salari lordi annuali delle mamme lavoratrici sono inferiori di 5.700 euro rispetto alle lavoratrici che non sono mamme”.

    Parlando di posizioni manageriali, inoltre, i dati dell’Osservatorio 4.Manager mostrano come quelle femminili siano ferme al 28% del totale, quota che si riduce al 19% se consideriamo le posizioni regolate da un contratto da dirigente. Il ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione, invece, è rivestito solo per il 12,2% da donne, percentuale che si abbassa all’11,9% tra gli amministratori delegati. Eppure la ‘diversity’ fa bene, in termini di produttività, sostenibilità, innovazione e benessere della forza lavoro. Ad esempio, le imprese a conduzione femminile presentano un punteggio più alto sul grado di digitalizzazione rispetto alle imprese a conduzione prioritaria o esclusiva maschile.

    “Ridurre i divari di genere e essere protagonisti di un cambiamento- commenta Stefano Cuzzilla, Presidente 4.Manager e Federmanager- oggi non è solo auspicabile ma necessario. Dobbiamo diffondere una cultura d’impresa più inclusiva. E’ ormai nei fatti, le imprese che hanno una governance mista sono più competitive e aperte all’innovazione. Uno dei punti importanti su cui soffermarsi è il rinnovo dei contratti di lavoro. Devo dire che la lungimiranza di Federmanager e Confindustria hanno permesso di fare dei passi in avanti che hanno un profondo significato sociale, oltre che contrattuale. Uno tra tutti aver diviso, anche formalmente, la malattia dalla tutela della maternità e paternità. Continuerò a lavorare perché siano superati quegli ostacoli che alimentano le asimmetrie di genere nel mondo del lavoro. Continuerò a lavorare per soluzioni di welfare integrativo e di conciliazione vita lavoro, oltre che alla promozione della salute e della genitorialità. Non possiamo continuare a tenere in panchina una parte così importante del capitale umano”.

    Ma il problema della disuguaglianza di genere è presente anche nelle istituzioni pubbliche. “I dati statistici relativi alla presenza delle donne in magistratura- spiega Francesca Nanni, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Milano- dimostrano che tra i magistrati in ruolo, il 27% circa dei direttivi, il 45% circa dei semidirettivi e il 58% dei magistrati con funzioni ordinarie sono donne. La percentuale di donne con incarichi direttivi sale, se guardiamo ai soli uffici giudicanti, al 33,9% contro il 31% dello scorso anno, mentre, per quanto attiene a quelli requirenti, soltanto nel 23% dei casi un magistrato donna ha responsabilità di comando. Tale squilibrio vale anche per gli incarichi semidirettivi, che sono assegnati a donne nel 48,7% dei casi fra i giudicanti, e soltanto nel 33% delle volte negli uffici requirenti”.

    Oggi, però, sono sempre di più gli strumenti che il legislatore mette in campo per raggiungere la parità di genere. In questo, sta giocando un ruolo cruciale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che promette di generare un aumento dell’occupazione femminile del 4% entro il 2026. Il Parlamento Europeo, inoltre, ha lavorato affinché entro la metà del 2026, tutte le grandi società quotate riservino alle donne almeno il 33% del totale dei posti di amministratore. In Italia, invece, la novità più rilevante è la Certificazione della parità di genere, con cui le imprese potranno valutare il proprio impegno in termini di capitale umano ottenendo importanti benefici. Le imprese, infatti, potranno godere di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali che sarà determinato in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa. Entro giugno 2026, si stima che almeno 800 Pmi potranno essere certificate e circa 1.000 aziende riceveranno le agevolazioni fiscali.

    “La Certificazione sulla parità di genere- sottolinea l’avvocata Andrea Catizone- fa uscire dal cono d’ombra il tema della gender equality perché fornisce alle imprese una serie di strumenti per cambiare la cultura aziendale sui temi della diversità e dell’inclusione. Oggi si è capito che l’assenza delle donne dal mondo del lavoro crea un disvalore per l’intero paese. Con la certificazione, invece, si è voluto dare alle imprese dei meccanismi premiali che possano introdurre una serie di azioni che ne modifichino la modalità di approccio rispetto al lavoratore, all’orario di lavoro, all’organizzazione delle progressioni di carriera, al linguaggio che viene utilizzato e a come si gestiscono i rapporti dentro le imprese”.

    Un esempio di come la Certificazione sulla parità di genere incida sulle politiche aziendali viene proprio dal Gruppo 24 Ore. “Il Sole 24ore- spiega infatti Mirja Cartia d’Asero, Amministratrice Delegata Gruppo 24 Ore- è il primo media ad aver acquisito la certificazione di parità di genere già a dicembre scorso e di questo siamo particolarmente fieri. Non lo abbiamo fatto come un punto di arrivo ma come un punto di partenza: è come fare le analisi del sangue, ci siamo misurati sulle tematiche principali come la parità di genere in azienda a tutti i livelli, anche quelli apicali, il gender pay gap, e altre iniziative che favoriscano la possibilità di dedicare il proprio tempo con determinazione sia all’avanzamento professionale per tutte le donne, sia nei momenti di maternità sapendo di poter tornare in un ambiente sano che aspetta a braccia aperte la lavoratrice che torna. Abbiamo previsto contributi di mille euro per ogni nuovo nato contribuendo quindi alla retta degli asili nido, iniziative sulla mobilità urbana e tante altre, ad esempio la formazione interna”.

  • Case, i dati dei notai: calano mutui e quindi vendite, Milano -3,74%

    MILANO Nel primo bimestre le compravendite di fabbricati abitativi sono calate del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2022, con un andamento diversificato sul territorio: alcune province presentano variazioni positive come Torino (+3,26%), Bologna (+2,88%), Bari (+1,14%) e Palermo (+2,11%) mentre in altre si registrano flessioni come Milano (-3,74%), Verona (-1,45%), Roma (-2,09%), Firenze (-5,28%), Napoli (-14,9%).

    E’ quanto emerge dalla rilevazione del Consiglio Nazionale del Notariato, sulla base dei dati statistici Notarili. In particolare, il Notariato ha presentato una prima ricognizione effettuata in 9 grandi citta’ italiane in merito alle seguenti tipologie di atti: mutui, surroghe, compravendite di fabbricati abitativi. Le citta’ in esame sono Roma, Milano, Napoli, Bari, Bologna, Torino, Palermo, Verona, Firenze. Dal campione emerge in tutte le citta’ un calo delle compravendite nel mese di febbraio 2023, tranne a Torino dove le transazioni sono addirittura maggiori rispetto al mese di gennaio. Nello stesso periodo dell’anno sul fronte dei mutui si rileva un calo medio del 23,56%, ben piu’ alto rispetto al calo delle transazioni immobiliari. Nonostante alcune province, come Verona, mostrino a gennaio una quasi stazionarieta’ della richiesta di mutui (-0,5%), tutte le citta’ subiscono un calo a due cifre, che a Napoli in particolare e’ pari a piu’ di un terzo rispetto al bimestre 2022 (-35,4). Va segnalato inoltre che la fascia di eta’ che ha subito la riduzione minore e’ quella degli under 36 probabilmente in considerazione delle agevolazioni fiscali in vigore fino a fine dicembre 2023 per l’acquisto della prima casa e l’estensione del fondo prima casa all’80% in scadenza il prossimo 30 giugno. Sul calo medio nazionale del numero delle persone fisiche che hanno contratto un mutuo, pari a – 21,15%, la fascia di eta’ 18-35 anni si ferma a – 19,3% rispetto al -20,11% degli under 45, -22,36% degli under 55 e -25,67% under 65 fino al picco del -33,3% della fascia 66-75 anni.

  • Turismo, Confesercenti vede un’estate rosa: 212 milioni di presenze, stranieri +9.6%

    MILANO Nonostante le incertezze meteo di giugno, per il turismo si prevede un’estate calda: nel trimestre estivo il sistema ricettivo italiano dovrebbe registrare 212,8 milioni di presenze, circa 12,5 milioni in più rispetto all’estate 2022 (+6,2%).

    A trainare la crescita, ancora una volta, i turisti stranieri (+9,6%). È quanto emerge dall’indagine di Assoturismo-Confesercenti, realizzata dal Centro studi turistici di Firenze, su un campione di 1.492 imprenditori della ricettività in Italia. “Previsioni positive, che potrebbero anche migliorare: la sensazione di tutto il comparto è che i valori ritorneranno oltre i livelli pre-Covid grazie alle partenze di coloro che ancora non hanno programmato il viaggio”, sottolinea l’indagine, “per la domanda straniera, la ripresa è già arrivata. Il crollo scatenato dalla pandemia è stato recuperato, e quest’estate ci saranno più turisti stranieri rispetto al pre-Covid. Si prevedono infatti per il trimestre oltre 101,2 milioni di presenze straniere, il +9,6% rispetto allo scorso anno e un valore più alto (+0,9%) anche di quello registrato nell’estate 2019. Gli incrementi più significativi sono stati segnalati per i flussi tedeschi – presenti in tutte le aree e tipologie di offerta, ma soprattutto nelle località dei laghi – francesi, svizzeri, olandesi, britannici, austriaci e belgi. Tra i mercati extraeuropei aumentano soprattutto i visitatori Usa: l’interesse dei turisti americani è orientato prevalentemente verso le città/centri d’arte e le aree rurali e della collina”.

    “Anche il numero di turisti italiani continua a crescere, sebbene più lentamente”, sottolinea l’indagine di Confesercenti, secondo la quale “per l’estate si prevede un aumento del +3,3%, con oltre 111,6 milioni di presenze stimate, ancora il -1,2% rispetto al 2019. Dunque, per la prossima estate dovrebbe ridursi sensibilmente la differenza tra le due componenti del mercato: la quota della domanda italiana è stimata al 52,4%, contro il 47,6% della domanda estera (i valori del 2019 erano rispettivamente 52,9% e 47,1%)”. Per il settore alberghiero le aspettative di crescita si attestano al +6,4%, trainate dal +10,7% di richieste giunte dai mercati esteri. Prenotazioni in crescita anche per il settore extralberghiero, con un +5,9%; ancora determinanti sono le richieste degli stranieri, stimate al +8,4% rispetto al 2022. “Durante il periodo estivo la crescita del mercato sarà avvertita in tutte le aree del Paese, anche se non in maniera uniforme. Infatti, l’andamento migliore è stato segnalato dagli imprenditori del Nord Ovest e del Sud/Isole, sostenuto grazie alle prenotazioni dei turisti stranieri rispettivamente del +14,8% e del +16,2%. Valori altrettanto positivi sono stati segnalati dagli imprenditori del Centro e del Nord Est, anche questi trainati dalle richieste della domanda straniera”, sottolinea l’indagine, aggiungendo che “i risultati migliori del periodo sono attesi per le imprese ricettive delle città d’arte/centri minori, con una crescita stimata del +8,3%. Per l’estate la crescita stimata degli italiani è del +5,7%, mentre le presenze straniere aumentano del +9,7%. Cresce anche il grado di internazionalizzazione delle città, borghi e centri minori, che ospiteranno prevalentemente stranieri (64,5% del totale). Per le località dei laghi e le aree rurali e di collina la variazione attesa è del +7,8%. In crescita anche il movimento turistico delle località marine e montane, rispettivamente con il +5,9% e il +6,6%. Abbastanza positiva anche la percezione delle imprese che operano nelle località termali e ad ‘altro interesse’, con una crescita stimata rispettivamente del +3,5% e del +3,4%”.

  • Coldiretti: 25 milioni di italiani fanno la spesa ‘dal contadino’

    MILANO Sono circa 25 milioni gli italiani che hanno acquistato cibo dai contadini, trainati da una nuova sensibilita’ verso i cibi salutari ma anche dalla volonta’ di recuperare un contatto diretto con chi coltiva i prodotti che portano in tavola.

    E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Censis, diffusa in occasione della giornata mondiale della gastronomia sostenibile promossa il 18 giugno dalle Nazioni Unite per mettere al centro l’importanza di un’alimentazione che rispetti l’ambiente e che si avvalga di ingredienti biologici a chilometro zero, senza sprechi.

    L’Italia – spiega Coldiretti – e’ il Paese della Ue con la piu’ estesa rete organizzata di mercati contadini con 15.000 agricoltori coinvolti in circa 1.200 farmers market di Campagna Amica per un fatturato nazionale della filiera corta con vendita diretta che raggiunge i 6 miliardi di euro all’anno. Un sistema organizzato da nord a sud del Paese che – continua l’associazione degli agricoltori – non ha solo un valore economico ma anche occupazionale ed ambientale. Un primato riconosciuto a livello mondiale dove Campagna Amica si e’ fatta promotrice della World Farmers Markets Coalition di cui fanno parte realta’ di tutti i continenti come Usa, Australia, Giappone, Canada, Cile, Ghana, Inghilterra, Danimarca e Norvegia con il coinvolgimento di 250 mila agricoltori e loro famiglie. Le vendite dirette con gli acquisti a km zero tagliano anche del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali secondo l’Ispra e garantiscono un contributo importante alla lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici che provocano danni e vittime in tutto il mondo. E’ stato calcolato infatti che – sottolinea la Coldiretti – un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per piu’ di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto aereo. “Il successo dei farmers market e’ frutto della legge italiana che premia la multifunzionalita’ dell’agricoltura e che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilita’ ambientale e sociale” afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini

  • Aree interne della Lombardia: 7mila euro di reddito in meno

    I centri minori rappresentano il 3,6% della popolazione totale della regione (355.741) e al loro interno l’artigianato pesa per il 29,8%. Dal PNRR stanziati 13,6 milioni di euro

    Giovanni Bozzini, Presidente CNA Lombardia: “Valorizzare le autonomie locali”

    Il reddito medio di un abitante delle Aree Interne della Lombardia è di oltre 7.000 euro in meno rispetto a quello degli abitanti dei poli urbani e in dieci anni le stesse Aree Interne hanno perso il 2,8% delle imprese e il 4,1% della popolazione.

    Sono questi alcuni dei dati presentati da CNA Lombardia con la ricerca del Centro Studi Sintesi sull’andamento dell’economia regionale, in particolare nelle Aree Interne, ovvero una parte preponderante del territorio italiano che si connota per un’organizzazione spaziale fondata su “centri minori”, spesso di piccole dimensioni che, in numerosi casi, sono in grado di garantire ai residenti solo una limitata accessibilità ai servizi essenziali.

    Tra le aree interne e i cosiddetti poli vi è dunque un divario netto ed evidente, che comprende reddito pro capite e allo stesso modo calo demografico della popolazione e delle imprese, pesando inevitabilmente anche sull’artigianato che occupa il 29,8% nelle stesse zone.

    “Siamo profondamente preoccupati per le conseguenze negative di questa disparità – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Le Aree Interne, che rappresentano il 3,6% della popolazione totale della regione, svolgono un ruolo vitale nell’economia locale. In particolare, l’artigianato è un settore cruciale che crea posti di lavoro e preserva le tradizioni. Per questo riteniamo necessario un intervento immediato per sostenere le Aree Interne della Lombardia e contrastare la desertificazione economica e demografica che le sta colpendo. Occorre valorizzare le autonomie locali. Il PNRR, con i suoi quasi 14 milioni di euro stanziati per queste zone, può rappresentare un’occasione unica per avviare politiche concrete a sostegno di queste comunità locali, attraverso interventi mirati e strutturali per favorire lo sviluppo imprenditoriale e migliorare l’accesso ai servizi essenziali”

    In Lombardia ben 225 comuni, la cui media abitanti è 1581, figurano tra le Aree Interne (pari al 14,9% del totale) e sono per la quasi totalità ubicati in montagna (97,2%), per una superficie territoriale del 25,6% del totale, con un’estensione di 6.117 kmq. Le aree interne lombarde sono 6 e riguardano: Alto Lago DI Como/Valli del Lario, Lario Intelvese/Lario Ceresio, Valchiavenna, Valcamonica, Valtrompia, Appennino Lombardo/Alto Oltrepo Pavese. Inoltre coinvolgono demograficamente il 3,6% della popolazione totale (355.741 abitanti) caratterizzato da un indice di vecchiaia alto che presenta due persone over 64 ogni under 15.

    Sul fronte delle imprese, nel 2022, sono 38.687 quelle situate nelle Aree Interne della regione, il 3,7% della totalità delle imprese attive in Lombardia, e producono un valore aggiunto di 4,1 miliardi di euro, circa il 2,1% sul totale regionale. I lavoratori, invece, sono 113.313, circa il 2,8% sul totale, e sono così suddivisi: 30,2% nel commercio, alberghi e ristoranti, 29,8% nell’industria, 14,1% nelle costruzioni, 4,3% nell’agricoltura e 21,4% in altri servizi.

    “CNA Lombardia guarda alle aree interne, forte di questa ricerca, come ad un terreno cruciale per comprendere quanto politiche di governo delle naturali tendenze dei mercati possano aiutare a contrastare diseguaglianze materiali e culturali, gap di opportunità e di servizi, mortalità imprenditoriale, crisi sociale e calo demografico”, afferma Stefano Binda, segretario regionale di CNA, che prosegue “per noi la Lombardia deve costruire equilibri armonici tra metropoli, territori ed aree interne, privilegiando un modello intessuto dai valori e dai pilastri di un’economia fatta di imprenditorialità diffusa, cura del territorio, sostenibilità, inclusione sociale. Non dovrebbero più esserci, secondo noi, i cosiddetti “luoghi che non contano”.

    I comuni delle Aree Interne manifestano un livello di spesa corrente pro capite ampiamente superiore a quello di aree più prossime ai poli urbani: in Lombardia l’impegno è di 1041 euro contro una media di 730 euro delle altre aree. Le spese comunali dei territori analizzati sono così suddivise: 37,7% viabilità e territorio, 27% servizi generali, 12,4% istruzione e cultura, oneri vari 8,6%, settore sociale 8% e sviluppo economico 6,3%.

    Anche per questo motivo esiste una politica territoriale volta a migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e a incrementare le opportunità di crescita economica nei territori interni e a rischio marginalizzazione. Si tratta della SNAI (Strategia Nazionale per le Aree Interne) che ha l’obiettivo di invertire l’attuale tendenza di spopolamento delle aree interne. La SNAI è stata definita per la prima volta nell’accordo di partenariato 2014-2020, lo strumento di programmazione nazionale dei fondi strutturali e di investimento europei assegnati all’Italia, ma recentemente, l’accordo di partenariato 2021-27 ha confermato la necessità di dare continuità al sostegno alle Aree Interne.

    Il finanziamento degli interventi avviene mediante i Programmi Operativi Regionali (POR) dei fondi comunitari e con risorse nazionali stanziate dalla legge di stabilità: a valere per il ciclo di programmazione 2014-20, le Aree Interne della Lombardia sono state destinatarie di risorse per circa 81,5 milioni di euro. Il PNRR prevederà investimenti per il potenziamento di servizi e infrastrutture sociali per un valore di 13,6 milioni di euro.

    “È incoraggiante notare che esista una politica territoriale mirata a migliorare la qualità dei servizi e a promuovere l’economia nelle Aree Interne – sottolinea Giovanni Bozzini -. La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) rappresenta un impegno concreto per investire nelle Aree Interne e fornire loro le opportunità di crescita e sviluppo necessarie. È dunque fondamentale garantire finanziamenti adeguati a implementare la SNAI e attuare interventi mirati. Come associazione di categoria, siamo impegnati a collaborare con le istituzioni e le parti interessate per garantire un uso efficace ed efficiente di tali finanziamenti, lavorando insieme per promuovere lo sviluppo sostenibile delle Aree Interne, stimolare l’artigianato locale e creare un ambiente favorevole all’imprenditoria. Solo attraverso una visione integrata e un impegno congiunto possiamo superare le sfide e creare opportunità di crescita per le Aree Interne della nostra Regione.”

  • L’andamento dei mutui in Lombardia nel report di Kiron

    Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.854,6 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a -16,7%, per un controvalore di -2.583,1 milioni di euro.

    La fotografia indica ancora un ridimensionamento nell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del terzo trimestre 2022 (quando la variazione è stata pari a -9,9%) sia del secondo trimestre 2022 (-4,9%). Gli ultimi dodici mesi si sono chiusi con 55.288,8 milioni di euro erogati, con una variazione pari a -9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    LOMBARDIA
    Le famiglie lombarde hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 3.263,8 milioni di euro, che collocano la regione al primo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 25,39%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a -16,2%, per un controvalore di -631,9 milioni di euro.
    Se si osserva l’andamento delle erogazioni sui 12 mesi, e si analizzano quindi i volumi dell’intero anno solare 2022, la regione Lombardia mostra una variazione negativa pari a -9,5%, per un controvalore di -1.451,5 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi ultimi dodici mesi 13.864,6 mln di euro, volumi che rappresentano il 25,08% del totale nazionale.

    PROVINCE DELLA LOMBARDIA
    Nel quarto trimestre 2022 le province della Lombardia hanno evidenziato il seguente andamento.
    La provincia di Bergamo ha erogato volumi per 285,6 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a -18,9%. Nell’ultimo anno, invece, sono stati erogati 1.227,0 mln di euro, pari a -5,7%.

    A Brescia sono stati erogati volumi per 289,1 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a -23,0%. Nei precedenti dodici mesi sono stati erogati 1.288,1 mln di euro (-12,8%).
    La provincia di Como ha erogato volumi per 184,7 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -15,4%. Il 2022 ha evidenziato volumi per 754,6 mln di euro, corrispondenti a -12,6%.
    In provincia di Cremona i volumi erogati sono stati 76,1 mln di euro, con una variazione pari a -23,2%. Nel 2022 sono stati 323 mln di euro, (-8,1% rispetto al 2021).

    In provincia di Lecco sono stati erogati volumi per 75,8 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a -21,2%. Sommando i volumi dei precedenti quattro trimestri, i volumi sono stati 336,5 mln di euro e la variazione -7%.
    Lodi ha erogato volumi per 60,1 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -18,0%. Questi dodici mesi hanno evidenziato volumi per 253,9 mln di euro e una variazione pari a -13,3%.
    La provincia di Mantova ha erogato volumi per 84,9 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +7,5%. L’anno 2022 ha segnalato un totale di 336,9 mln di euro(+5,7%).
    A Milano sono stati erogati volumi per 1.526,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a -17,2%. I quattro trimestri passati, invece, hanno visto un totale 6.585,6 mln di euro (-8,8%).

    La provincia di Monza-Brianza ha erogato volumi per 292,5 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a -7,4% nel trimestre. Nel 2022 stati erogati 1.148,1 mln di euro (-8,3% del 2021).
    In provincia di Pavia i volumi erogati sono stati 112,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a -7,6%. Nei dodici mesi precedenti, invece, sono stati erogati 456,5 mln di euro, pari a -5,1%.
    In provincia di Sondrio sono stati erogati volumi per 32,8 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a -0,3%. Nell’intero 2022, invece, sono stati erogati 116,0 mln di euro (-10,6%).
    Varese ha registrato volumi erogati per 243,8 mln di euro, con una variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a -15,4%. I volumi di questi ultimi dodici mesi sono stati 1.038,4 mln di euro e la variazione è stata pari a -18,1%.

    IMPORTO MEDIO DI MUTUO – LOMBARDIA
    Attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, Kìron Partner ha analizzato la tendenza rispetto all’importo medio di mutuo erogato.
    Nel quarto trimestre 2022 in Lombardia si è registrato un importo medio di mutuo pari a 132.926 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 124.616 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa l’8% in più rispetto al mutuatario medio italiano.

    CONCLUSIONI
    In Italia il contesto macro-politico ed economico condizioneranno l’andamento finanziario delle famiglie. Attualmente, l’impatto sulle operazioni di acquisto immobiliare è neutro e non ha penalizzato un mercato che resta su livelli molti buoni.
    La BCE ha garantito massima attenzione al controllo della spinta inflattiva; inoltre, lo stimolo all’economia che, attraverso il PNRR, sta interessando il nostro Paese ha sicuramente generato interessanti opportunità per chi ha sottoscritto un mutuo.
    Per l’anno corrente Kìron Partner SpA ha già rilevato nei primi due mesi un calo della domanda di circa 20 punti percentuali rispetto al pari periodo del 2021, tenuto conto che in buona parte si riferiscono a operazioni legate alla finalità surroga e sostituzione, ci aspettiamo per il 2023 una riduzione del volume dei mutui di poco inferiore a quella registrata nel 2022.