Categoria: Economia

  • Rdc, il ministro Calderone: ‘Spesi molto male 25 miliardi di euro’. Del resto, è un’idea dei Cinque Stelle..

    Rdc, il ministro Calderone: ‘Spesi molto male 25 miliardi di euro’. Del resto, è un’idea dei Cinque Stelle..

    ROMA “Sono stati spesi molto male 25 miliardi, visto che hanno prodotto solo sussidi senza alcun miglioramento della situazione occupazionale. Per dare assistenza ai fragili non c’era bisogno di erogare sussidi a pioggia anche a chi è in condizioni di lavorare”.

    Così la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, in un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’.”Abbiamo applicato l’articolo 1 della nostra Carta Costituzionale che fonda la nostra Repubblica sul lavoro. E non sul sussidio”, sottolinea inoltre Calderone, per la quale “così la legge 85 ha invertito il paradigma esistente da troppi anni. Non si deve attendere che lo Stato ti dia un sussidio, ma bisogna rendersi parte attiva per cercare lavoro”.

    Nel 2022 sono stati spesi per il Reddito e la pensione di cittadinanza 7,99 miliardi. È quanto emerge dagli Osservatori Inps sulla misura di contrasto alla povertà secondo i quali nell’anno hanno avuto accesso ad almeno una mensilità del sussidio 1.685.161 famiglie per 3.662.803 persone coinvolte e 551,11 euro medi di assegno. Il Sud e le Isole hanno avuto il maggior numero di famiglie coinvolte con 1.040.957 famiglie con almeno una mensilità (il 61% del totale di quelle con il sussidio) , 2.399.875 persone coinvolte (il 65,5% del totale) e 583,27 euro medi per l’assegno.

    Il numero di famiglie beneficiarie scende rispetto al 2021
    Nel Nord hanno avuto nel corso del 2022 almeno una mensilità di Reddito o pensione di cittadinanza 372.317 famiglie per 728.507 persone coinvolte (480,28 euro l’assegno medio) mentre nel Centro hanno avuto almeno una mensilità di sussidio 271.887 famiglie per 534.421 persone coinvolte (512,18 euro l’assegno medio). La Regione con più famiglie con almeno una mensilità è la Campania con 353.795 famiglie, un numero vicino a quello dell’intero Nord, 877.115 persone coinvolte e un assegno medio più alto della media ( 617,16). Oltre 300mila famiglie hanno avuto almeno una mensilità anche in Sicilia (306.561). Nel 2021 il numero delle famiglie con almeno una mensilità del sussidio era stato comunque più alto anche a causa delle ricadute econ

  • Magenta, nuova piazza Mercato: l’incontro in Confcommercio per fare il punto

    MARTEDI’ 1 AGOSTO 2023 IL SUMMIT PRESSO LA SEDE CONFCOMMERCIO

    Si è svolta martedì pomeriggio alle 16:00 una importante riunione che la Confcommercio Territoriale di Magenta e Castano Primo ha inteso organizzare con gli operatori ambulanti del mercato comunale di Magenta al fine di partecipare loro quanto previsto dal progetto di riqualificazione della Piazza Mercato voluto dalla Amministrazione Comunale di Magenta.

    Un intervento questo che interesserà grandemente le numerose attività presenti nell’area dedicata ai banchi non alimentari avendo il Comune già provveduto anni fa a porre in essere un intervento similare per quanto attiene alla “area del mercato” dedicata agli imprenditori del comparto alimentare.

    Il progetto che, smaltite tutte quelle che sono le fasi amministrative riguardanti anche l’assegnazione di incarico allo svolgimento dei lavori di cantierizzazione, dovrebbe prendere avvio nei prossimi mesi di fine Ottobre/inizio Novembre per una durata complessiva di circa tre mesi vedendo pertanto la definitiva conclusione intorno ai primi mesi del 2024. Un intervento questo che accanto a quelle che sono le evidenti proiezioni di interesse sul mercato comunale comprenderà anche una serie di misure e restyling finalizzate configurare la Piazza Mercato non solo come un’area nella quale appunto dare corpo all’edizione settimanale del mercato comunale ma come una vera e propria nuova Piazza nella quale la Città di Magenta possa beneficiare di una vera e propria nuova “Piazza nella Piazza” .

    All’appuntamento per Confcommercio erano presenti il Presidente cav. Luigi Alemani, il Vice Presidente Emiliano Masperi e il Direttore Dott. Simone Ganzebi, mentre per l’Amministrazione Comunale sono intervenuti il Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici, Enzo Tenti, l’Assessore alle Politiche per il Commercio Dott.ssa Stefani Bonfiglio accompagnati dai consulenti incaricati dal Comune alla progettazione dell’intervento gli Architetti dello Studio AMS.

    “E’ stato quello di ieri un passaggio molto importante e soddisfacente per le molte imprese ed attività ambulanti che sono intervenute alla nostra riunione – evidenzia il Presidente Confcommercio, Luigi Alemani – per il quale ringrazio l’Amministrazione Comunale per l’immediata diponibilità garantitaci nell’organizzare questa occasione nella quale abbiamo avuto modo non solo di verificare ulteriormente quanto abbiamo già preventivamente analizzato con l’Amministrazione Comunale, che abbiamo sin da subito condiviso, ma soprattutto portare a conoscenza delle imprese ambulanti associate e non quanto la nostra Confcommercio ha immediatamente partecipato al Comune a doverosa loro attenzione e valorizzazione delle loro attività commerciali intendendo, in questo senso, intraprendere un percorso condiviso che possa condurre alla realizzazione di un mercato comunale che torni ad essere un vero riferimento nel territorio e si riappropri dell’importanza che questo mercato merita. Ovviamente per raggiungere questi obiettivi abbiamo anche chiesto che a corollario del progetto di riqualificazione vengano anche adottati tutti i necessari ed opportuni interventi finalizzati a garantire il rispetto delle regole sul mercato e in questi termini i giusti parametri di attenzione e qualità che le nostre imprese associate sono in grado di offrire”.

    Nel corso della partecipata riunione sono stati diversi gli interventi da parte degli operatori ambulanti presenti che hanno presentato numerose richieste di chiarimento alle quali i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale hanno offerto i necessari e desiderati chiarimenti non mancando anche di fornire le necessarie delucidazioni circa quelle che saranno le fasi che interesseranno le imprese nel corso dello svolgimento del cantiere che imporranno il posizionamento dei banchi nelle vie immediatamente limitrofe all’area interessata dai lavori.

    “Sarà un progetto di riqualificazione che evidentemente comporterà, seppure temporaneamente, degli oggettivi disagi alle imprese del mercato ed ai numerosi imprenditori associati che rappresentiamo – sottolinea il Vice Presidente Confcommercio, Emiliano Masperi, nella sua veste anche di Vice Presidente dell’Associazione APECA – in riferimento ai quali sono però sicuro che potremo, essendo io stesso un operatore del mercato comunale di Magenta, fare squadra ed intraprendere un cammino condiviso tra Amministrazione Comunale, imprenditori del mercato e la nostra Confcommercio utile a dare corpo ad un nuovo mercato di qualità. Ovviamente sono molti gli scenari e sviluppi che potremo anche definire in collegato a questa riqualificazione quale ad esempio una revisione del regolamento del mercato comunale ovvero rinnovate modalità di accesso al mercato stesso garantendo una opportuna e corretta possibilità di posteggio e in questi termini agevole frequentazione a tutti coloro che vorranno visitare questo nuovo mercato, superando definitivamente comportamenti che ormai non possono essere più accettati recando, infatti, danno a tutti quegli operatori che indirizzano il massimo impegno qualità e passione in ogni edizione del mercato”.

  • Lombardia, danni maltempo: Regione proroga segnalazione dei danni al 21 agosto

    Lombardia, danni maltempo: Regione proroga segnalazione dei danni al 21 agosto

    MILANO Regione Lombardia ha fissato per il 21 agosto la scadenza per raccogliere le segnalazioni di danni alle aziende agricole a seguito del maltempo che ha interessato diverse province nei giorni scorsi. Lo comunica l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi

    “Abbiamo deciso – dichiara Alessandro Beduschi – di concedere alle organizzazioni agricole più tempo rispetto ai 20 giorni stabiliti dalla normativa per completare le procedure di ricognizione dei danni, particolarmente complesse in quanto non si è trattato di un unico evento atmosferico, bensì di fenomeni che si sono susseguiti in modo non uniforme e con notevole intensità su territori diversi”.

    Con una comunicazione inviata a Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri, l’Assessorato ha ribadito che le segnalazioni di danni devono pervenire presso gli uffici competenti delle sedi territoriali di Regione Lombardia e della Provincia di Sondrio. Completata questa prima fase, seguita dalle ispezioni e perizie dei tecnici regionali presso le aziende colpite, sarà possibile disporre del quadro completo delle stime dei danni, per procedere alla richiesta formale di stato di calamità al Governo.

    “Uniformare questa scadenza – conclude l’assessore Beduschi – permetterà di poter contare su dati precisi per sostenere le nostre aziende, colpite in questa fase cruciale della stagione, in molti casi con danni irreversibili per le colture in campo”.

  • Milano e Lombardia, vola il consumo di mandorle (+15%)

    Milano e Lombardia, vola il consumo di mandorle (+15%)

    ESTATE, MILANO E LOMBARDIA: RECORD PER PASTA, BISCOTTI E FORMAGGI AD ALTO VALORE PROTEICO (+50%), BOOM ANCHE PER BEVANDE VEGETALI (+20%)

    SALUTE E BENESSERE PROTAGONISTE ANCHE NEL SETTORE ALIMENTARE

    MILANO I prodotti dedicati alla salute e al benessere fanno registrare un vero e proprio boom anche nel settore alimentare. A rilevarlo è l’Osservatorio dei ‘Supermercati Il Gigante’ (gruppo della grande distribuzione che conta una settantina di punti vendita nel Nord Italia la maggior parte dei quali in Lombardia) evidenziando come quest’estate per i milanesi e i lombardi sia caratterizza da un incremento complessivo degli acquisti del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, si registra una fortissima escalation dei prodotti ad alto valore proteico (in particolare pasta, biscotti e formaggi) che fanno segnare un incremento del 50%. Crescite importanti anche per yogurt (+12%) e integratori (+10%). Richiestissime, poi, le bevande vegetali e a base di avena, riso e soia (+20%). E, ancora, le confezioni di frutta secca con particolare attenzione per le mandorle (+15%)”Questa categoria alimentare, fino a poco tempo fa considerata di nicchia – spiega Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione del gruppo ‘Il Gigante’ – sta diventando sempre più richiesta e comune, anche tra i non sportivi. Soprattutto negli ultimi giorni le vendite di questi prodotti fanno registrare un’ulteriore decisa impennata in particolare tra le persone che ad agosto non andranno in vacanza”.

  • Un italiano su tre NON può permettersi le vacanze

    In Italia, più di un terzo dei lavoratori, il 30,75% per la precisione, non può permettersi una vacanza a causa di problemi economici. La situazione non è migliore in Europa, dove l’estate perde il suo calore: su 38 milioni di lavoratori, uno su cinque non riuscirà a partire per le ferie.

    In Italia e in Europa le ferie diventano un lusso
    L’ultimo report di Eurostat ha portato alla luce un’amara realtà: il 19,5% del totale dei lavoratori non può concedersi una settimana di riposo fuori casa, a causa dell’aumento dei costi delle vacanze, particolarmente dei pacchetti turistici. Il prezzo medio di un pacchetto di almeno 4 notti ha raggiunto i 2.967 euro, marcando un significativo incremento rispetto al 2018. L’Italia non fa eccezione, con un costo medio di 1.319 euro, considerato eccessivo per molte famiglie. La situazione appare ancor più fosca considerando che in 14 Stati su 27 dell’UE, il costo di una vacanza supera lo stipendio mensile di un lavoratore con salario minimo.

    Prestiti in crescita: quando le vacanze costano caro
    Il desiderio di evasione e riposo ha però spinto molte famiglie a ricorrere a prestiti. Nel secondo trimestre di quest’anno, la domanda di prestiti finalizzati alle vacanze ha registrato un aumento del 83,3% rispetto al periodo precedente, rappresentando l’2,2% del totale dei prestiti erogati. Questo dato disegna un quadro preoccupante della situazione economica italiana: un cittadino su tre è costretto a rinunciare alle vacanze o a indebitarsi per concedersi qualche giorno di riposo. Allarmanti le stime della Confederazione europea dei sindacati (Ces) che indicano che 38 milioni di lavoratori europei non avranno la possibilità di godersi una vacanza quest’anno.

    Non solo caro vacanze: aumenta il prezzo del carburante e della luce
    L’aumento del prezzo medio di un pacchetto vacanze non è l’unica sfida che stanno affrontando i cittadini italiani: oltre a questo devono far fronte anche ad un incremento dei prezzi dei carburanti e delle bollette della luce.

    Per quanto riguarda l’energia, l’ARERA ha stimato che la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2022 e il 30 settembre 2023) sarà di circa 1.150 euro, +7,3% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

    La benzina self-service ha raggiunto la cifra massima di 1,88 euro al litro e 0,78 per il GPL, superando il valore dell’anno precedente prima dell’applicazione dello sconto sulle accise.

    Le scorte ridotte di prodotti raffinati negli Stati Uniti e la chiusura di alcune raffinerie in Europa, Stati Uniti e Asia hanno contribuito all’aumento del prezzo dei carburanti. Inoltre, l’interruzione del taglio delle accise dal 1° gennaio 2023 ha portato a un aumento generalizzato dei prezzi. In questo contesto, risparmiare diventa ancora più difficile e fondamentale, soprattutto per coloro che stanno pianificando di andare in vacanza.

    Tasse ai super profitti e aumenti salariali: La Risposta della Ces
    La situazione critica ha portato la Ces a lanciare un appello all’Unione Europea e ai governi nazionali: è urgente porre fine alla crisi del costo della vita attraverso l’adozione di tasse straordinarie sui super profitti e aumenti salariali adeguati per ripristinare il potere d’acquisto dei lavoratori.

    La sfida è complessa, ma non si può ignorare il diritto al riposo e al divertimento, diritto fondamentale per la qualità della vita e per il benessere sociale. Le vacanze non possono e non devono diventare un lusso per pochi.

    Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/caro-vacanze-2023/

  • Inflazione: il 53% degli italiani riduce consumo luce, 51% le attività di svago

    MILANO L’aumento dei prezzi sta costringendo quasi 6 italiani su 10 (il 57%) a ridurre le risorse destinate allo shopping, il 53% a ridurre i consumi di energia elettrica, il 51% a ridurre le spese per attività culturali e di svago, il 44% a ridurre i consumi di gas.

    Sono queste, in sintesi, le principali evidenze che emergono dal report FragilItalia, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, in base ai risultati di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione, per testarne le opinioni relative al tema “Inflazione e consumi”. Per gli enti curatori dello studio, si tratta di una tendenza destinata a proseguire nell’immediato futuro, con il 57% che si vedrà costretto a ridurre o evitare le spese in divertimenti, il 52% le cene fuori e i viaggi, il 48% i prodotti in delivery, il 47% i piatti pronti.I risultati del sondaggio confermano come l’inflazione sia una “tassa” che impatta in modo più pesante sui ceti più deboli. Nel ceto popolare, infatti, la riduzione dello shopping interessa il 74% degli italiani (contro il dato medio del 57%), quella del consumo di energia elettrica il 71% (contro il 53%), quella delle spese per attività di svago il 66% (contro il 51%) e quella del consumo di gas il 56% (contro il 44%). È comunque da evidenziare come, rispetto alla precedente rilevazione (del settembre 2022), a livello medio complessivo calino, rispettivamente di 10 e di 12 punti percentuali, le quote di chi ha dovuto ridurre i consumi di energia elettrica e di gas, sottolinea lo studio.“L’impatto dell’incremento dei costi e dei prezzi nell’ultimo anno è stato forte e ha aumentato le diseguaglianze nel nostro Paese” -commenta Simone Gamberini, presidente di Legacoop- “e per quanto il Paese abbia resistito, sia dal lato della produzione sia dei consumi, gli aumenti hanno colpito i bilanci delle famiglie in modo asimmetrico, penalizzando i ceti più fragili per i quali incidono maggiormente i consumi essenziali quali energia, mutui, alimentari. Mentre vediamo rientrare, anche se lentamente, l’emergenza energetica, dobbiamo però richiamare l’esigenza di tutelare e sostenere i livelli della domanda”

  • Borgogna, nel 2022 fatturato da record

    Borgogna, nel 2022 fatturato da record

    (Adnkronos) – Secondo gli ultimi dati diffusi dal BIVB, Bourgogne Wine Board, associazione senza scopo di lucro per la difesa e la promozione delle competenze uniche dei mestieri dell'enologia, del négoce e della viticoltura, le esportazioni di vino della Borgogna hanno raggiunto nel 2022, dopo una vendemmia storicamente bassa nel 2021, un fatturato record di oltre 1,5 miliardi di euro per l'equivalente di 90 milioni di bottiglie. Dopo un anno sostenuto dall'aumento dei consumi grazie alla fine della pandemia e agli incentivi governativi, i volumi dei vini della Borgogna esportati nel 2022 sono tornati a crescere come nel 2015. Sebbene i volumi delle esportazioni siano diminuiti del 12% rispetto al 2021, hanno comunque superato i dati del 2020 del 3%. Un successo proseguito con il fatturato record di 1,5 miliardi di euro nel 2022, che rappresenta un significativo aumento del 13% rispetto all'anno precedente. Dopo un’annata con rese piuttosto basse come la 2021, la 2022 si è confermata la più abbondante dal 2018 con 1,748 milioni di ettolitri prodotti, in crescita del 22% rispetto alla media delle cinque annate precedenti. L'esportazione di 92 milioni di bottiglie da 75 cl nel 2022 è stata dominata principalmente dalle tre regioni chiave, che rappresentano il 76% dei volumi di esportazione e il 73% delle entrate. Adnkronos – Vendemmie
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  • Arriva il decreto per il riconoscimento dei Consorzi IG a tutela dei distillati italiani

    Arriva il decreto per il riconoscimento dei Consorzi IG a tutela dei distillati italiani

    (Adnkronos) – Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha approvato il nuovo regolamento per la tutela delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose. Il provvedimento era atteso dal settore dal 2016 e permetterà la valorizzazione e la tutela anche di questo comparto di eccellenza nonché la salvaguardia dei diritti degli operatori. “È dal 2016 che il settore aspettava questo provvedimento. Oggi con questo regolamento, dopo sette anni, gli operatori del comparto potranno procedere con la costituzione di Consorzi ad hoc per valorizzare questi prodotti di eccellenza e tutelare le IG”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.  “I distillatori di grappa sono felici per questo risultato che darà maggiore slancio al distillato di bandiera che merita la giusta visibilità sui mercati internazionali. Il Consorzio Nazionale Grappa è già pronto a raccogliere la sfida, rappresentando la maggior parte della produzione”, evidenzia Sebastiano Giovanni Caffo Presidente Consorzio Nazionale Grappa. “Fin dal 2016 la nostra Associazione si è fatta portatrice dell’esigenza di dare ai Consorzi delle bevande spiritose le stesse funzioni assegnate ai Consorzi di Tutela dei Vini e del settore agroalimentare. Siamo lieti che il presente Governo abbia dato attuazione a questo importante passo. Ora il Consorzio Nazionale Grappa e gli altri Consorzi delle bevande spiritose a Indicazione Geografica, finalmente dispongono delle procedure per poter chiedere l’ambito riconoscimento”, afferma Cesare Mazzetti Presidente del Comitato Acquaviti di AssoDistil. Conclude Sandro Cobror direttore di AssoDistil: “Questo non è un traguardo, ma un importante punto di partenza indispensabile per costruire un nuovo percorso di successo”. Adnkronos – Vendemmie
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  • Tour asiatico Giappone e Corea del Sud, opportunità e dinamismo

    Tour asiatico Giappone e Corea del Sud, opportunità e dinamismo

    (Adnkronos) –

    Il recente tour asiatico ha rappresentato il primo passo per la creazione di nuove opportunità di business.

     Sì, la presenza di B.Connected in Giappone e Corea del Sud, insieme alla partecipazione di alcuni produttori italiani, ha permesso incontri business con potenziali clienti. Le consideriamo missioni fondamentali che permettono la presentazione dell'azienda e dei suoi prodotti oltre lo sviluppo delle vendite e del brand. 

    Quali sono le novità di entrambi i mercati?

     Le sintetizzerei in due parole. Per il Giappone parlerei di dinamismo, per la Corea del Sud di opportunità. 

    Giappone=dinamismo, cosa intendi?

     Il mercato giapponese è un mercato rimasto nei secoli sempre fedele a sé stesso; è difficile entrarvi ma paradossalmente è difficile persino uscirne. Si è caratterizzato fino al 2019-2020 da una condizione commerciale di staticità, con pochi spazi di inserimento. La pandemia, ma soprattutto il post pandemia, ha cambiato le carte in tavola offrendo all’export mondiale un paese completamente diverso con la possibilità di nuove connessioni. Ad esempio, in termini quantitativi l’Italia ha superato il record di export verso il Giappone (anno di riferimento 2019): abbiamo così recuperato e superato i valori positivi raggiunti prima della crisi pandemica.  

    Nuove opportunità?

     Il nostro obiettivo è portare lontano il valore dell’agroalimentare italiano e farlo conoscere agli importatori di tutto il mondo. Durante la permanenza in Giappone abbiamo notato vivacità, un nuovo fermento e un piacevole dinamismo. Sono tutti elementi che oggi caratterizzano e definiscono il mercato giapponese, aspetti fondamentali rispetto alla condizione di staticità che lo ha qualificato e distinto per decenni. I rapporti e i legami duraturi e ben consolidati tra produttori e importatori, si sono fatti via via meno intensi lasciando spazi di ingresso per nuove realtà. Il Giappone è sicuramente un’opportunità da non perdere. 

    Corea del Sud, una meta commerciale ambita

     Della Corea del Sud ne abbiamo già parlato esaustivamente (link). È un paese giovane che beneficia di un prodotto interno lordo elevato e un basso tasso di disoccupazione. Il mercato sudcoreano offre dunque importanti opportunità per lo sviluppo dell’export mondiale e in particolar modo italiano, divenendo una destinazione commerciale su cui puntare. Sebbene il vino rappresenti ancora un prodotto di nicchia, la Corea del Sud è nel radar di molti produttori. 

    Quali i feedback degli importatori sudcoreani?

     Abbiamo toccato con mano la curiosità e il forte interesse che il paese ha verso la cultura vitivinicola italiana. Ma soprattutto ci siamo resi conto di come denominazioni ben conosciute in Italia, Nero d’Avola, Gavi, Erbaluce di Caluso siano totalmente sconosciute a Seoul e più in generale nel paese. La presenza del vino italiano sul mercato coreano è ancora qualcosa di marginale che vale assolutamente la pena di implementare. La Corea del Sud è dunque una grossa opportunità confermata dal fatto che i vini proposti sono piaciuti. Piacciono in particolar modo i vini passiti e i vini con un residuo zuccherino elevato che ben si abbinano alla cucina coreana caratterizzata da sapori aciduli, salati e piccanti per piatti ricercati a base di riso, carne e verdure. 

    Corea del Sud, “The land of opportunity”?

     Esattamente. La Corea del Sud è proprio “the land of opportunity”. Il consiglio è quindi di avere coraggio: di presentarsi, di raccontarsi, di fare bene. Un supporto importante sul paese arriva anche dall'agenzia ICE, Italian Trade & Investment Agency, e dall’Ambasciata italiana che stanno lavorando in sinergia per la promozione del Made in Italy e in particolar modo del settore vinicolo. Facciamo dunque più informazione e più formazione. Diamo a questo popolo gli strumenti per apprezzare quanto di unico offre il mercato vitivinicolo italiano.

     Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Caro benzina, in corso il tavolo al Ministero: arriva agosto e i prezzi salgono. Pensa ti…

    ROMA Il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Garante per la sorveglianza dei prezzi terranno una conferenza stampa per fare il punto sulle misure del Governo per monitorare i prezzi medi dei carburanti e tutelare i consumatori, dopo che Assoutenti e altre associazioni hanno lanciato l’allarme sui rincari della benzina, che in modalità servito in autostrada ha superato i 2,5 euro al litro.

    L’incontro, previsto oggi al ministero,è presieduto dal ministro Adolfo Urso, dal sottosegretario Massimo Bitonci e dal garante Benedetto Mineo, che si occuperanno delle attività di trasparenza relative all’esposizione, presso le stazioni di rifornimento, del prezzo medio regionale dei carburanti, obbligatoria dall’1 agosto. Il Mimit intanto ha chiarito che, “in merito a notizie di stampa relative a casi isolati di stazioni di rifornimento di carburante lungo la rete autostradale in cui sono stati rilevati prezzi limiti a 2,5 euro al litro per la ‘benzina senza piombo’ in modalità ‘servito’”, i prezzi medi nazionali di gasolio e benzina sono “sono ben al di sotto dei 2 euro al litro, come rilevato dall’elaborazione settimanale su base giornaliera dei prezzi dei carburanti, effettuata dall’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit”. Il ministero afferma inoltre che questa settimana i prezzi si attestano a valori medi di 1,89 euro al litro per la benzina e di 1,74 euro al litro per il gasolio, “l’attuale crescita del prezzo medio, di circa 0,03 euro al litro nella scorsa settimana, è determinata da quanto si sta osservando nei mercati internazionali, a causa dell’aumento delle quotazioni sia del petrolio sia dei prodotti raffinati”, e dall’inizio del 2023 il “prezzo industriale di benzina e gasolio, al netto quindi della tassazione, in Italia resta stabilmente più basso di quello in Spagna, Germania e Francia”. Assoutenti ha replicato al Mimit che lo studio presentato ieri è relativo esclusivamente ai prezzi massimi rilevati dallo stesso Mimit attraverso il suo osservatorio e ha ribattuto che “lo stesso ministero può facilmente verificare attraverso i numeri del proprio osservatorio che già numerosi distributori in tutta Italia vendono benzina in modalità servito a listini superiori ai 2,2 euro al litro”. Il presidente dell’associazione, Furio Truzzi, rimarca che “sappiamo bene che i prezzi a 2,5 euro al litro sono casi limite, ma non è certo questo il problema”. La questione principale è “la forte salita dei listini dei carburanti alla pompa che si sta registrando in occasione delle partenze estive degli italiani, un fenomeno che puntualmente si verifica ogni anno e incide enormemente sulle tasche dei cittadini che si spostano in auto per raggiungere le località di villeggiatura”. Pensa ti che stran…