Categoria: Economia

  • Regione Lombardia, via libera all’assestamento di bilancio

    MILANO Via libera dal Consiglio regionale della Lombardia all’assestamento di bilancio 2023-2025. “Il provvedimento approvato dall’Aula – commentano il presidente Attilio Fontana e il vicepresidente, con delega al Bilancio, Marco Alparone – nonostante le difficoltà economico-finanziarie che riguardano ogni settore della nostra vita quotidiana, riesce a garantire un’invarianza della pressione fiscale, con importantissimo riflessi sui cittadini e sulle imprese, portando avanti gli obiettivi contenuti nel programma di governo regionale”.

    “Risorse – spiega Alparone – destinate ad ambiti strategici ed essenziali come la sanità, la famiglia, le infrastrutture per la mobilità e l’ambiente”. In particolare, sono stati stanziati 100 milioni di euro per l’edilizia sanitaria, in modo da garantire continuità agli interventi di ammodernamento tecnologico degli ospedali lombardi. Un importante sforzo è stato posto in essere per la realizzazione del Sistema Viabilistico Pedemontano Lombardo, con uno stanziamento di 606 milioni per la realizzazione di un’opera strategica per il territorio regionale. Guardando specificatamente ai singoli interventi, una rilevanza particolare assumono i 2,5 milioni di euro per inclusione scolastica studenti disabili. Assegnati, poi, oltre 9 milioni nel triennio per i contratti di formazione specialistica in ambito sanitario. E, ancora, risorse per 1,2 milioni destinati alla promozione culturale e 800 mila euro alle associazioni combattentistiche. Infine, da rilevare, che sono state incrementate le risorse destinate al fondo sanitario per 263 milioni, così da garantire gli standard di eccellenza del sistema sanitario lombardo. “Dobbiamo essere orgogliosi delle azioni che Regione Lombardia ha messo in campo – ha aggiunto il vicepresidente Alparone – nella consapevolezza che si possa fare ancora di più e meglio, dedicando ancor più tempo ad ascoltare maggioranza e opposizione per costruire insieme un bilancio di previsione condiviso e aderente alle esigenze dei cittadini e delle imprese”. “In questo assestamento – ha proseguito Alparone – abbiamo posto attenzione anche a tutte quelle piccole variazioni di bilancio che ci permettono di finanziare azioni che mettono al centro il capitale umano”. “Siamo convinti – ha chiosato il vicepresidente guardando anche alla situazione climatica di questi ultimi giorni – che non si possano fare né rivoluzioni ‘green’, né scelte strategiche di sostenibilità, se prima non abbiamo formato il capitale umano che deve fare quelle rivoluzioni”. Infine, il vicepresidente Alparone ha voluto ricordare che l’agenzia di rating Moody’s nei giorni scorsi ha classificato l’affidabilità creditizia della Lombardia con Baa2, mentre l’Italia si ferma al Baa3. “Avere un rating migliore di quello del nostro Paese – ha concluso – significa che tutto quello che noi facciamo in Lombardia ha una credibilità nel mondo che è superiore a quello dello Stato italiano. E non lo diciamo noi. Significa che la Lombardia cresce grazie al contributo delle sue imprese, alle sue università anch’esse molto competitive nel ranking internazionale. Potremmo andare avanti con altri complimenti, ma preferiamo proseguire il nostro percorso attraverso l’esercizio dell’ascolto e del confronto che è diventato il faro che guida la nostra azione di governo con un obiettivo chiaro e preciso: soddisfare i bisogni dei cittadini lombardi”

  • Ente Nazionale Risi: i pericoli del riso indiano

    Dopo uno stop durato dieci anni, nell’estate del 2022 la Commissione europea ha ripreso i negoziati con l’India per la definizione di un accordo di libero scambio.

    L’India è il maggiore esportatore mondiale di riso e nei negoziati precedenti aveva avanzato la richiesta di prevedere diversi contingenti di importazione a dazio zero che, se fossero concordati negli attuali negoziati, ridurrebbero ulteriormente lo spazio commerciale per il riso Lungo B comunitario, già ridottosi a seguito delle continue concessioni daziarie da parte dell’Unione europea ai maggiori esportatori mondiali di riso.

    Le richieste dell’India devono essere rigettate non solo perché questo paese gode dell’esenzione del dazio per 8 varietà di riso semigreggio Basmati, ma anche perché nel 2022 sul portale del sistema di allerta comunitario RASFF sono risultate ben 42 notifiche sul riso importato dall’India (28% del totale delle notifiche sul riso), a causa della presenza di agrofarmaci (thiamethoxam, triciclazolo, carbendazim e clorpirifos) il cui impiego non è consentito nell’Unione europea.

    Non più tardi di un paio di mesi fa nell’ambito del Comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (SCOPAFF) non è passata la proposta della Commissione europea di innalzare il livello massimo di residuo del triciclazolo dall’attuale valore di 0,01 mg/kg allo 0,09 mg/kg per il solo riso d’importazione. Ora la Commissione dovrà passare dal Comitato d’appello e, se dovesse ottenere la maggioranza qualificata, potrà adottare la proposta che rappresenterebbe un’autentica beffa per la filiera risicola comunitaria perché nell’Unione europea rimarrebbe il divieto dell’utilizzo del triciclazolo per la coltivazione del riso, mentre il riso di importazione, in particolare quello indiano, godrebbe di un limite di 0,09 mg/kg.

    Non è da trascurare anche il fatto che a settembre 2020 l’India ha inoltrato alla Commissione europea la richiesta per il riconoscimento dell’IGP “Basmati”.

    In punto di diritto la richiesta indiana doveva addirittura essere considerata irricevibile, ma sta di fatto che, invece, è ancora operativa e, qualora riuscisse ad andare in porto, verrebbe presa in considerazione negli attuali negoziati con il rischio più che concreto di un accesso illimitato nel mercato dell’Ue a dazio zero per il riso IGP Basmati indiano.

    “Mentre i nostri risicoltori devono rispettare divieti e regole strette per l’uso di agrofarmaci, ci troviamo come sempre a dover contrastare la miopia della Commissione europea che dovrebbe difendere le produzioni Ue. La filiera risicola europea ha da sempre sostenuto la necessità di una reciprocità di regole circa l’impiego di fitofarmaci. Imbarazzante sarebbe il riconoscimento di una IGP sul Basmati utilizzando un termine generico, senza legami con il territorio, che è esattamente equivalente al Basmati di origine pakistana e che potrebbe, a fine percorso del negoziato di libero scambio, originare un’esenzione dal dazio per quantitativi illimitati”, così si è espresso il dott. Paolo Carrà, Presidente dell’Ente Nazionale Risi.

  • Festival Franciacorta in Cantina 2023

    Festival Franciacorta in Cantina 2023

    (Adnkronos) – Sabato 16 e domenica 17 settembre torna il Festival Franciacorta in Cantina nella sua quattordicesima edizione. Il terzo weekend di settembre sarà dedicato dunque alla celebrazione a tutto tondo di Franciacorta: due giorni consacrati alla conoscenza non solo del vino, ma anche dei segreti più reconditi di una regione che ha dedicato tutta sé stessa all’enogastronomia e all’ospitalità di alto livello. Tra le iniziative proposte non mancheranno le visite in cantina con degustazione, le cene di gala, e i pic-nic nelle vigne e le degustazioni verticali di Franciacorta di annata. Le cantine aderenti al Festival Franciacorta in cantina: Abrami Elisabetta – Alberelle di Luca Dabeni Zefferino – Antica Fratta – Barboglio de Gaioncelli – Bariselli Gabriella – Barone Pizzini – Bellavista – Berlucchi Guido – Bersi Serlini – Boccadoro – Bonfadini – Bosio – Ca’ del Bosco – Camilucci – Caruna – Castel Faglia Monogram – Castello Bonomi Tenute in Franciacorta – Castello di Bornato – Castello di Gussago La Santissima – Castelveder – Cavalleri – Clarabella – Colline della stella di Andrea Arici – Contadi Castaldi – Corte Aura – Corte Fusia – Derbusco Cives – Due Gelsi – Ferghettina – Fratelli Berlucchi – I Barisèi – Il Dosso – La Costa di Ome – La Fiòca – La Fiorita – La Manèga – La Montina – La Riccafana di Riccardo Fratus – La Torre – Lantieri de Paratico – Le Cantorìe – Le Marchesine – Majolini – Marchesi Antinori Tenuta Montenisa – Marzaghe – Massussi Luigi – Mirabella – Monte Rossa – Monzio Compagnoni – Mosnel – Muratori – Pietraluce – Plozza Ome – Priore – Quadra – Ricci Curbastro – Romantica Franciacorta – Ronco Calino – San Cristoforo – Santus Franciacorta – Spensierata – Tenuta Ambrosini – Tenuta Martinelli – Tenuta Moraschi – Terre d’Aenòr – Turra – Uberti – Ugo Vezzoli Franciacorta – Vigna Dorata – Villa Franciacorta.  Se invece siete amanti dello sport e delle esperienze adrenaliniche di certo troverete quello che fa per voi: passeggiate a cavallo, tour in bicicletta e cacce al tesoro tra i vigneti sono solo alcune delle proposte tra cui potrete scegliere. E siccome, si sa, l’appetito vien mangiando e la sete vien bevendo, i ristoratori franciacortini saranno pronti a sollevare da ogni fatica i propri ospiti, accompagnandoli per incredibili itinerari gastronomici a base di prodotti tipici della tradizione del territorio accompagnati dai Franciacorta nelle loro diverse tipologie ed espressioni. Nell’anno in cui Brescia e Bergamo sono state onorate del titolo di Capitale italiana della Cultura, la Franciacorta farà conoscere l’immenso patrimonio secolare su cui fonda le proprie basi. I musei del territorio saranno pronti ad accogliere un pubblico nazionale ed internazionale, con il supporto di diverse guide turistiche disponibili ad organizzare tour personalizzati, e i Tour in Bus, che quest’anno torneranno con un format innovativo, proporranno pacchetti composti da visite in cantina e in siti di interesse storico e cultuale con partenze da Rovato, Brescia, Bergamo e Milano sia nella giornata di sabato che nella giornata di domenica. Non resta che navigare nel sito per trovare le esperienze o i pacchetti più adatti. Rispondendo alle semplici domande che appariranno sullo schermo una volta atterrati sul sito si verrà indirizzati su un itinerario adatto alle proprie passioni ed esigenze, oppure si potranno scoprire singolarmente le iniziative più accattivanti. Per maggiori informazioni: info@festivalfranciacorta.wineAdnkronos – Vendemmie
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  • Luglio 2023, migliora l’economia della Lombardia: PIL +1,5%, Consumi +1,6%, Investimenti +3,1%

    Volano export e occupazione, ma nel 2024 la crescita sarà contenuta

    Numeri delle province lombarde: Milano la migliore per imprese attive (+3%), Varese per le imprese artigiane (+2,9%), per le esportazioni Lodi (+89%) e Sondrio (+53%).
    CNA Lombardia: “Il motore dell’economia lombarda è tornata a correre, ma le preoccupazioni non mancano. Occhio di riguardo per le province più in difficoltà”

    MILANO/ECONOMIA – L’economia lombarda è tornata a correre nel 2023 raggiungendo e superando quelli che erano i risultati ottenuti prima della pandemia, nel 2019. Questa fase è tuttavia travagliata dai costi delle materie prime, dall’inflazione sui generi di prima necessità, dai crescenti tassi di interesse. Tra i tanti indicatori presi in considerazione a luglio 2023 a spiccare ci sono le proiezioni relative a PIL (+1,5%), consumi (+1,6%) e Investimenti (+3,1%).

    Le previsioni di crescita del 2024, invece, restano pur sempre positive, ma con numeri più contenuti e leggermente inferiori alle aspettative: nel 2024 il PIL lombardo dovrebbe crescere dell’1%, i consumi dell’1,6%, mentre gli investimenti dovrebbero calare dello 0,2% anche a causa dell’aumento dei tassi di interesse e l’irrigidimento delle condizioni di accesso al credito.

    Sono questi alcuni dei dati forniti da CNA Lombardia nel Terzo Focus sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi. Dalla ricerca emerge come il PIL della Lombardia nel 2023 dovrebbe crescere del +1,5%, in miglioramento rispetto alle stime di aprile (+1,1%), ampiamente superiore al livello del 2019, con un incremento in quattro anni di 4,9 punti percentuali. Mentre per il 2024 si prospetta un PIL regionale ancora in crescita (+1%), anche se in misura più contenuta rispetto al dato del 2023.

    Arrivano buone notizie anche sul fronte dei consumi delle famiglie, che nel 2023 dovrebbero crescere dell’1,6%: si osserva, pertanto, un netto miglioramento rispetto alle stime di aprile (+0,9%), raggiungendo i livelli pre-pandemici (+0,1% rispetto al 2019). Per il 2024 si profila una ulteriore crescita dei consumi in Lombardia (+1,4%), di poco inferiore ai valori del 2023.

    “CNA Lombardia tiene costantemente monitorato lo stato di salute dell’economia regionale e a questo giro vediamo segnali positivi – afferma il Presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini -. Se guardiamo al 2019 come anno di riferimento prima della pandemia, indicatori altamente positivi come gli investimenti ci dicono che il motore dell’economia è tornato a correre. Diciamo che anche indicatori che erano ancora in pesante ristagno rispetto al 2019, vedono ora segnali di graduale consolidamento nel medio lungo periodo, ad esempio i consumi, che sono tornati in sostanziale parità rispetto alla fase pre-pandemica.”

    Bene anche gli investimenti in Lombardia, destinati a consolidarsi anche nel 2023, seppure ad un tasso di crescita più moderato: infatti, per l’anno in corso, è atteso un +3,1% rispetto al 2022ì e osservando il periodo 2019-2023, si delinea un incremento degli investimenti di oltre 24%. Tuttavia, l’aumento dei tassi di interesse e l’irrigidimento delle condizioni di accesso al credito impattano negativamente sulle prospettive di crescita degli investimenti nel 2024 (-0,2%).

    A pesare sulla crescita resta sempre l’inflazione che a giugno 2023 in Lombardia fa registrare un +6% rispetto allo stesso mese del 2022, con prezzi mediamente cresciuti del +7,9% nel primo semestre. A giugno 2023 la dinamica dei prezzi è guidata dai beni energetici (+9,8%) e da alimentari e bevande (+9,7%).
    “Le preoccupazioni però non mancano – afferma Bozzini -. Come l’inflazione che si va gradualmente normalizzando ma gli effetti della stretta della BCE sono ancora molto lenti. Per questo crediamo che la Banca Centrale debba riflettere molto bene sul mix costi/benefici prima di alzare ancora i tassi da qui a settembre. Se guardiamo ai tassi di interesse per società non finanziarie fino ad importi di 1 milione di euro, abbiamo registrato una variazione di 3,3 punti rispetto al maggio del 2022. Ecco, proprio questo tipo di segnali rischia di farci arrivare in affanno al 2024.”

    Restando sui numeri, si rafforza inoltre il trend positivo delle imprese: a giugno 2023 il numero di imprese attive in Lombardia risulta superiore al livello pre-pandemico di fine 2019 (+0,5%). rispetto a dicembre 2019, il numero di imprese attive in Lombardia è aumentato di quasi 4.500 unità. Tale trend è dovuto soprattutto ai servizi (+10,2%) e all’edilizia (+1,4%): si osservano, invece, segni negativi nel commercio-turismo (-4,6%), nel manifatturiero (-7,2%) e nell’agricoltura (-4,7%).

    Timidi segnali di ripresa dall’artigianato: a giugno 2023 si registra una leggera inversione di tendenza (+0,4%) del numero di imprese. Ancora in sofferenza il trend relativo al periodo dicembre 2019-giugno 2023 con le imprese artigiane in calo del 3,2%.

    Sul fronte dell’occupazione in Lombardia, nel primo trimestre 2023, la tendenza è positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,2%): a fronte dei progressi significativi dei settori industria (+3,4%) e commercio, alberghi, ristoranti (+8,5%), si osserva una contrazione dell’agricoltura (-4,5%). Inoltre rispetto al periodo pre-covid (primo trimestre 2019), nella Regione si registrano 15mila occupati in più (+0,3%): il dato racchiude trend divergenti, che oscillano dal +16,5% delle costruzioni al -15,5% dell’agricoltura.

    Come l’occupazione, anche le esportazioni lombarde segnano una netta accelerata nell’ultimo periodo, con il primo trimestre 2023 che registra una crescita del +8% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. La fase di crisi del 2020 è dunque ormai alle spalle: con riferimento al primo trimestre, tra il 2019 e il 2023, il valore delle esportazioni regionali è aumentato del 33%. Sempre nel primo trimestre 2023 i comparti manifatturieri evidenziano un incremento del valore delle esportazioni del +33% rispetto al 2019, soprattutto per i comparti dell’agroalimentare (+52%) e della metallurgia-metalli (+42%).

    “Siamo in una lunga fase di consolidamento del rimbalzo post-pandemico, in un trend positivo in cui via via su un crescente numero di fattori siamo già oltre i valori del 2019 – spiega il Segretario di CNA Lombardia Stefano Binda -. Questa fase è tuttavia travagliata dai costi e dai prezzi delle materie prime e dei generi di prima necessità (siamo a circa il + 10%), dai crescenti tassi di interesse”.

    Il Terzo Focus sull’andamento dell’economia regionale, fornito da CNA Lombardia e realizzato dal Centro Studi Sintesi ha puntato l’attenzione anche sull’andamento economico dell’intero territorio provinciale lombardo. A giugno 2023 Milano risulta essere la provincia che ha aumentato di più il numero di imprese attive, +3% rispetto al 2019. A seguire Brescia (+1,7%), Varese (+1,4%) e Monza e Brianza (+0,5%). In calo invece nell’ordine le provincie di Mantova (-6,8%), Sondrio (-4,1%), Cremona (-3,6%), Pavia (-3,4%), Lodi (-3,2%), Lecco (-2,3%), Bergamo (-1,3%), Como (-0,5%).

    Per quanto riguarda, invece, le imprese artigiane l’unica provincia con un saldo positivo dicembre 2019-giugno 2023 è Varese che ha registrato una crescita del 2,9%. Tutte le altre province hanno un saldo decisamente negativo a partire da Mantova (-10,1%), Cremona (-6,5%), Pavia (-6,4%), Lodi (-5,4%), Sondrio (-4,9%), Bergamo (-4,4%), Lecco (-4,3%), Como (-4,2%), Monza e Brianza (-3,5%), Milano (-2,6%), Brescia (-0,6%).

    Segnali positivi da tutte le province sul fronte delle esportazioni nel periodo dicembre 2019-marzo 2023 con Lodi che compie il balzo più evidente con un +89%. Seguono in ordine di crescita Sondrio (+53%), Monza e Brianza (+46%), Cremona (+38%), Lecco (+35%), Milano (+34%), Bergamo (+33%), Brescia (+32%), Pavia (+22%), Varese (+21%), Mantova (+21%), Como (+18%).

    “Mentre è incoraggiante notare come la provincia di Varese abbia registrato una crescita del 2,9% delle imprese artigiane rispetto al 2019, non possiamo ignorare la sfida che stanno affrontando altre zone della regione – commenta il Presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini -. In particolare, la “Bassa Lombardia”, con le province di Mantova, Cremona, Pavia e Lodi che hanno subito una riduzione delle imprese artigiane del 10,1%, 6,5%, 6,4% e 5,4%. Numeri che mostrano la necessità di prestare particolare attenzione a queste realtà, poiché la crisi economica ha colpito duramente le imprese artigiane di queste province. È fondamentale creare un ambiente favorevole affinché queste aziende possano contribuire al tessuto produttivo locale, operando a stretto contatto con le istituzioni e le comunità locali. Una cooperazione volta a sostenere e promuovere il settore artigiano e la micro e piccola impresa in tutte le province, incoraggiando l’innovazione e la formazione, rendendo disponibili opportunità di finanziamento e agevolazioni fiscali per le imprese che desiderano investire nel futuro e proteggendo il patrimonio di competenze artigiane che caratterizza la nostra regione.”

  • Raccortubi e Cta, a Marcallo nasce il nuovo gruppo leader di tubi in acciaio inox

    Grugliasco- Marcallo Il Gruppo CTA – Commerciale Tubi Acciaio (“CTA”) – uno dei principali player nel settore della fornitura e commercializzazione di prodotti in acciaio, destinati ai mercati della Chimica e Petrolchimica, Raffinazione, Gas Processing, Power Generation e Nucleare, con un fatturato 2022 di 202,5 milioni di euro – acquisisce il 100% del Gruppo Raccortubi, produttore e fornitore di materiale piping in acciaio inox e leghe speciali, attivo da molti anni a Marcallo con Casone sotto la guida della famiglia Pentericci.

    L’operazione suggella l’alleanza strategica e la fruttuosa collaborazione già avviata nel 2020 e rafforza il posizionamento di entrambe le realtà, creando un nuovo Gruppo leader nel settore di riferimento, con consolidata presenza internazionale, specialmente nell’area Middle East, Asia, Africa, Sud America ed Europa. Già azionista di Raccortubi con una quota del 28% dal 2020, oggi con l’acquisizione del 100% CTA potenzia ulteriormente la propria presenza sul mercato dell’acciaio inossidabile, integrando la fase di produzione di Raccortubi al tradizionale core business di commercializzazione.

    A livello economico, l’acquisizione permetterà di raggiungere alla nuova realtà ricavi previsionali a fine 2023 pari a 265,7 milioni di euro, EBITDA di 20,2 milioni di euro ed un Risultato netto di 8,5 milioni. Risultati ancora più significativi di quelli raggiunti da Gruppo CTA nel 2022, chiuso con crescita economica e volume di vendita record: fatturato di 202,5 milioni di euro, volumi di vendita pari a 67.000 tonnellate, EBITDA di 17,0 milioni di euro. Ai risultati economici del 2022 si sommano poi quelli di business, che hanno visto il rafforzamento nell’area degli Stati Arabi, significativi investimenti per aumentare la disponibilità di magazzino, da sempre punto di forza di CTA ed un’attenzione particolare ad alcuni ambiti promettenti, come idrogeno e rinnovabili. Marco Pollastrini, CEO di Gruppo CTA, ha così commentato: “Dall’acquisizione di una società che ha già un posizionamento distintivo ed ha alle spalle una storia di sviluppo di rilievo derivano una serie di responsabilità che Gruppo CTA è in grado di gestire, e nuove importanti opportunità. Infatti, l’unione dei due Gruppi dà la possibilità di attuare delle sinergie che consentiranno di affrontare le sfide poste dal mercato internazionale nei prossimi anni. Ora guardiamo al futuro e a tutte le opportunità che ci riserva, con un focus particolare sui mercati in via di sviluppo ad alto potenziale, come le energie rinnovabili”. Luca Pentericci, CEO di Raccortubi, ha dichiarato: Sono felice di aver portato il Gruppo Raccortubi ad una posizione di eccellenza a livello mondiale: un partner riconosciuto per la serietà e l’affidabilità. Tuttavia, le nuove sfide e i repentini cambiamenti macroeconomici e geopolitici impongono un peso specifico sempre più importante. Con questo in mente, abbiamo accolto con piacere l’opportunità di creare un Gruppo insieme a CTA, come pochi al mondo per gamma di prodotti, competenze, presenza capillare in vari continenti e con una produzione di raccordi integrata”. CTA è stata assistita da Cesare Tocchio, managing director di CDI Global Italy, in qualità di advisor finanziario, dagli avvocati Andrea Accornero e Paolo Guarneri dello studio legale associato Simmons&Simmons, in qualità di advisor legale e dai dottori commercialisti dott. Romagnoli e dott. Gilardi dello Studio BGR Tax and Legal. Raccortubi è stata assistita da PwC Deals in qualità di financial advisor con un team M&A composto dal Partner Raffaele Perrone e dal Manager Giacomo Nava; da PwC TLS in qualità di legal advisor con un team composto dagli avvocati Stefano Cancarini, Federico Magi e Carlotta Clerici; e dal Dott. Marco Finetti dello Studio Finetti Professionisti Associati.

    Gruppo CTA – Commerciale Tubi Acciaio è leader europeo nella fornitura di materiali in acciaio inossidabile. Fondata nel 1959 a Grugliasco dalla famiglia imprenditoriale Pollastrini, oggi CTA è tra le prime aziende nel settore di riferimento, con una capacità di movimentazione annua di circa 200.000 tonnellate e oltre 30.000 tonnellate a magazzino che rappresentano il valore aggiunto del “just in time” richiesto dai clienti. Attualmente, il Gruppo opera attraverso 5 sedi operative e 2 magazzini in Italia, ai quali si aggiungono 7 uffici in tutto il mondo, con un team altamente qualificato composto da oltre 160 risorse. Raccortubi Group, fondato nel 1949 dalla famiglia Pentericci, produce e fornisce materiali per applicazioni critiche, quali impianti chimici, petrolchimici, trattamento acque, cantieri navali, impianti di produzione di fertilizzanti e piattaforme offshore attraverso la sua rete di distribuzione globale. Fornisce tubi, raccordi a saldare di testa e flange in acciaio inossidabile austenitico, duplex, super duplex, 6Mo, leghe di nichel e titanio, dai punti di distribuzione in Italia, Brasile, Dubai, Singapore e Regno Unito, costantemente riforniti dalla produzione interna di raccordi a saldare di testa presso lo stabilimento produttivo italiano, Tecninox Srl.

  • Coldiretti Pavia: timore per il crollo di prezzo del riso

    PAVIA – Non si ferma il crollo dei prezzi del riso. E Coldiretti Pavia ha incontrato i rappresentanti del territorio pavese in Regione Lombardia per affrontare il problema. “Questo calo dei prezzi è inaccettabile – ha sottolineato Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia – Gli agricoltori incassano meno di un euro al chilo mentre le famiglie continuano a pagare più di cinque euro per un pacco di riso”.

    Al vertice sono intervenuti l’assessore Elena Lucchini, il sottosegretario Ruggero Invernizzi e i consiglieri regionali Claudio Mangiarotti, Andrea Sala e Alessandro Cantoni. “Negli ultimi mesi il calo è stato vertiginoso – ha aggiunto la presidente Garavaglia -. Un crollo ingiustificato e inaccettabile, tale da determinare una situazione di emergenza per i risicoltori pavesi, con Coldiretti che ha deciso di disertare le Borse merci in segno di protesta per la strumentale assenza di domanda da parte dell’industria”. Il prezzo riso è crollato mediamente del 30 per cento, con differenze sensibili da varietà a varietà. “Mentre il prezzo del riso italiano crollava, l’import di riso asiatico continuava ad aumentare – ha sottolineato ancora Garavaglia -. Le importazioni sono triplicate dalla Cambogia, quintuplicate dal Vietnam e addirittura aumentate di 50 volte dalla Birmania. Ai rappresentanti pavesi in Regione Lombardia abbiamo chiesto di lavorare insieme a noi per mettere in atto tutte quelle politiche che permettano ai risicoltori di affrontare situazioni problematiche come queste, a partire dalle misure del Piano di Sviluppo Rurale. Noi, intanto, continueremo a lavorare per cercare di costruire nuovi contratti di filiera che permettano agli agricoltori di ricevere un giusto prezzo per il loro prodotto e in grado di garantire un’equa distribuzione del valore lungo tutti gli anelli della catena”

  • Champagne, importanti risultati ottenuti dal Comité Champagne nella difesa della denominazione

    Champagne, importanti risultati ottenuti dal Comité Champagne nella difesa della denominazione

    (Adnkronos) – Gli uffici delegati alla difesa della denominazione Champagne hanno messo a segno importanti risultati. Si è appreso dal Bureau du Champagne che lo scorso aprile il Comité Champagne e l'Amministrazione generale delle dogane belghe hanno distrutto un carico di 2.352 lattine di birra americana con la scritta “The Champagne of Beers”. In seguito al sequestro da parte della dogana belga, il Comité Champagne ha richiesto la distruzione di questi prodotti illeciti. L’operazione è stata effettuata nel massimo rispetto dell'ambiente, assicurando che l'intero lotto fosse riciclato in modo ecologicamente responsabile.  A maggio il Comité Champagne ha inoltre organizzato la distruzione di 34.968 bottiglie di una bevanda analcolica etichettata come "Couronne Fruit Champagne" e proveniente da Haiti. Adnkronos – Vendemmie
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  • A Capri tra panorami, buon cibo in contesti incantevoli e cantine

    A Capri tra panorami, buon cibo in contesti incantevoli e cantine

    (Adnkronos) – Approdare a Capri mette subito di buon umore, perché quest’isola è di una bellezza fuori dal comune. Non sono certo la famosissima Piazzetta, al di là della sua mondanità estrema e del caos che vi regna nei periodi clou, a entusiasmare, né le sue boutique, per quanto lussuose. Capri è meravigliosa per l’arte che racchiude, tra musei ed edifici storici, per i suoi panorami incredibili e per la possibilità di esplorarla a piedi (meglio se con una buona dose di preparazione atletica). Solo per fare alcuni esempi, tra le tante possibilità, vale la pena, con una breve passeggiata proprio dal centro, raggiungere la Certosa di San Giacomo del 1371 e i Giardini di Augusto con le loro terrazze che danno sui Faraglioni, sulla baia di Marina Piccola e sugli strettissimi tornantini di Via Krupp. È semplice anche arrivare al Belvedere di Tragara e qui i Faraglioni vi sembrerà di toccarli. Notevole, ma più impegnativa, anche la passeggiata del Pizzolungo, che dalla Piazzetta porta al suggestivo Arco Naturale. Con una salita più ripida si può arrivare in cima a Monte Tiberio e raggiungere Villa Jovis, la più grande delle dodici ville romane che lo stesso imperatore fece erigere sull'isola. Non lontano da lì, l’elegantissima villa Lysis in stile liberty con i suoi interni sfarzosi.  Non bisogna inoltre dimenticare che i comuni sono due: Anacapri infatti non è meno affascinante, basta ad esempio salire con la seggiovia fino al Monte Solaro, la cima più alta dell’isola con i suoi 589 metri. Oppure ancora percorrere un sentiero panoramico e poi visitare il Museo di Villa San Michele, magnifica dimora del medico e intellettuale svedese Axel Munthe, con lo stupendo belvedere che si affaccia sul Golfo di Napoli. Da qui i più avventurosi potranno scendere lungo l’antica scalinata greco romana che collegava Anacapri e Capri, nota come Scala Fenicia, fino a Marina Grande. Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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  • Arriva agosto e sale il prezzo della benzina. Petrolieri barlafus e sinegiar!

    Ondata di rialzi questa mattina sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Lo segnala Staffetta Quotidiana spiegando che sono in forte rialzo anche le medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa, con la benzina in ”fai da te” oltre 1,87 euro/litro e il gasolio a 1,72 euro/litro, ai massimi dallo scorso aprile.

    Ripiegano le quotazioni dei prodotti raffinati dopo due forti aumenti consecutivi. Brent ancora sopra gli 82 dollari al barile. Stando alla rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per IP e Q8 registriamo un rialzo di due centesimi al litro su benzina e gasolio. Per Tamoil +1 cent/litro sulla benzina e 2 cent/litro sul gasolio. Le medie dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy elaborate dalla Staffetta vedono la benzina self service a 1,873 euro/litro (+7 millesimi, compagnie 1,880, pompe bianche 1,858), diesel self service a 1,721 euro/litro (+7, compagnie 1,729, pompe bianche 1,704). Gpl servito a 0,701 euro/litro (invariato, compagnie 0,712, pompe bianche 0,688), metano servito a 1,421 euro/kg (-1, compagnie 1,424, pompe bianche 1,419), Gnl 1,244 euro/kg (+1, compagnie 1,255 euro/kg, pompe bianche 1,237 euro/kg). Sulle autostrade la media sale per la benzina self service a 1,944 euro/litro (servito 2,189), gasolio a self service 1,804 euro/litro (servito 2,067), Gpl 0,831 euro/litro, metano 1,539 euro/kg, Gnl 1,312 euro/kg.

  • Elisabetta Abrami: la produttrice che unisce l’Etna e la Franciacorta con “Il vino che viene dalla terra”

    Elisabetta Abrami: la produttrice che unisce l’Etna e la Franciacorta con “Il vino che viene dalla terra”

    (Adnkronos) – Franciacorta ed Etna non sono poi così distanti nella visione accomunante della produttrice Elisabetta Abrami, sessantacinquenne bresciana attiva in campo vitivinicolo da un ventennio. In principio una scia ereditiera di terreni vitati nella culla della spumantistica italiana, poi 10 anni fa la curiosità e la voglia di cimentarsi con la vitalità del vulcano e quella morfologia provante che si imprime nei vini con riconoscibilità e carattere. Un impegno che è diventato presto il consolidamento verso la duplice figura di signora delle colline moreniche di Provaglio d’Iseo e “straniera naturalizzata” del versante Est dell’Etna per Elisabetta Abrami, donna che unisce i due territori tra similitudini e differenze. La sfida vinta in entrambi gli areali è la conduzione in biologico, una scelta che ha lasciato fuori dalla porta della cantina (e dei vigneti) la chimica con tutti i pro e i contro del caso, ponendo necessariamente i presupposti per un – duro – lavoro che va nella direzione dell’interpretazione delle annate e della tipicità dei vitigni. In Franciacorta l’indomabile Pinot Nero e sull’Etna il nobile Nerello Mascalese sono i fieri protagonisti con cui misurarsi giorno dopo giorno, senza mai dare nulla per scontato. La dimensione familiare è un requisito fondamentale per le strutture vitivinicole, tanto al Nord quando al Sud l’esigenza è che tutto rimanga governabile e a portata di mano.  Intanto è in atto anche il passaggio generazionale: ad affiancare Abrami è da poco arrivato il figlio, richiamato da quella vocazione agricola che coinvolge sempre più giovani, Giuseppe Volpato ha concluso gli studi economici e le esperienze all’estero per dedicarsi completamente al vino.Continua a leggere su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)