Categoria: Economia

  • TN dal Mondo con Matteo Cerri da Londra con la sua ITS ITALY per il rilancio dei piccoli borghi italiani

    Matteo Cerri e’ un investitore londinese co-founder di ITS ITALY. Nata nel 2020 ha facilitato oltre 5 milioni di euro d’investimenti, di cui quasi 2 grazie al crowdfunding su ITS Lending, ha stretto accordi con 62 Comuni in 15 Regioni, avviato progetti in 14 località.
    “Crediamo che la riqualificazione urbana dei piccoli borghi non possa passare solo dalla compravendita immobiliare, ma che siano necessarie anche delle iniziative a sostegno delle imprese locali e dei cittadini. Il nostro approccio infatti è a 360°, e parte proprio dai servizi alle persone, dalla promozione del turismo e dall’attenzione alla sostenibilità ambientale”

  • Coldiretti. Nasce il Manifesto contro il cibo sintetico con 39 associazioni

    Coldiretti. Nasce il Manifesto contro il cibo sintetico con 39 associazioni

    Inizia il cammino in Parlamento del disegno di legge che vieta produzione, commercializzazione e importazione di prodotti alimentari realizzati in laboratorio e si rafforza il sostegno alla nuova normativa. Trentanove sigle hanno firmato unite il Manifesto in favore della cultura del cibo di qualità e contro quello artificiale e di laboratorio. Mentre si lavora sul fronte scientifico per capire gli effetti sulla salute di questi nuovi prodotti.

    ROMA – Acli, AcliTerra, Adusbef, Anpit, Asi, AssoBio, Centro Consumatori Italia, Cia, Cna, Città del Vino, Città dell’Olio, Codacons, Codici, Consulta Distretto del Cibo, Ctg, Coldiretti, Demeter, Ecofuturo, Ewa, Federbio, Federparchi, Fipe, Fondazione Qualivita, Fondazione Una, Fondazione UniVerde, Globe, Greenaccord, Gre, Italia Nostra, Kyoto Club, Lega Consumatori, Masci, Movimento Consumatori, Naturasi, Salesiani per il sociale, Slow food Italia, Unpli, Wilderness, sono le sigle che, in occasione dell’incontro promosso dal responsabile Ambiente della Coldiretti, Stefano Masini, con chiarezza e varie motivazioni si sono espresse decisamente contro l’ingresso nel nostro Paese di carne, pesce, latte e formaggi sintetici. Al vertice, oltre ai rappresentanti delle sigle firmatarie, hanno partecipato con il sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro, parlamentari e professori universitari.

    La Coldiretti per prima ha acceso la luce su una tematica che – ha spiegato il segretario generale Vincenzo Gesmundo in apertura dei lavoro – si voleva mantenere oscura. Qui – ha detto Gesmundo – riferendosi alle associazioni e movimenti che hanno firmato il Manifesto, c’è un mondo che esprime idee e con il quale siamo accomunati dalla battaglia contro gli Ogm. Il segretario generale di Coldiretti ha parlato di una lotta dura e per questo “vogliamo affidarci agli scienziati italiani”. Coldiretti ha già coinvolto numerose università e quello su cui punteranno gli studi è il microbiota, per verificare l’impatto che i cibi realizzati in provetta avranno sui diversi miliardi di microrganismi presenti nel tubo digerente.

    Gesmundo ha anche evidenziato che le cellule nel bioreattore vengono nutrite con gli ormoni vietati nell’Unione europea e in Italia da più di 30 anni. Ha rispedito al mittente le accuse di oscurantismo piovute in questi mesi sulla posizione assunta dalla Coldiretti che ha avuto il merito di aver acceso la luce sul tema che ancora oggi molti, anche nell’ambito della Ue, non conoscono. Ha citato tra gli altri gli allevatori francesi ma anche alcuni parlamentari europei. E infine una difesa della zootecnia “la forma più avanzata di presidio del territorio”. Ancora una volta una scesa in campo mossa solo dall’impegno a preservare il bene comune senza battaglie autoreferenziali o corporative.

    Masini ha ribadito come il contrasto al cibo sintetico sia una battaglia di civiltà per garantire cibo di qualità a tutti e poi – ha aggiunto- Il cibo prodotto con stampanti 3 D non rallegra.

    Un tema dunque assai complesso e che pone molti interrogativi. Sulla salute innanzitutto, ma anche sul futuro dell’agricoltura e sulla concezione stessa della vita e della gestione dei territori. Se non si contrasta la diffusione di queste produzioni si arriverà a cancellare la Dieta mediterranea che dura da secoli e non solo in Italia, ma nel mondo. Quanto poi alle accuse rivolte alla carne, dalla sicurezza alimentare all’inquinamento.

    Maria Caramelli dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Piemonte ha sostenuto che dopo “mucca pazza” la carne è il prodotto alimentare più sicuro e controllato in assoluto. Ha detto che il modello della carne in provetta è quello dell’ingegneria dei tessuti, una pratica medica eccellente, ma per fare colture cellulari – ha aggiunto – servono almeno nella prima fase gli antibiotici. E va sempre utilizzato il siero fetale di vitello anche quando si realizza della carne di pollo, mentre per un altro processo della lavorazione si deve far ricorso a prodotti del maiale. Insomma nello spezzatino di pollo di laboratorio servono innesti di altri animali. Caramelli ha anche lanciato l’allarme sull’orientamento dell’Efsa di accorciare i tempi di approvazione dei novel food in cui potrebbe rientrare la carne sintetica. Ha infine sfatato due luoghi comuni e cioè che le produzioni sintetiche salvaguardino il pianeta e evitino sofferenze agli animali. Nel primo caso ha affermato che la lavorazione della carne “coltivata” impatta sul riscaldamento più di quella “vera”, nel secondo ha sostenuto che per prelevare il feto dalla vacca l’operazione non è indolore. Ma a preoccupare è soprattutto la tecnologia poco conosciuta e coperta da brevetti e dunque per Felice Adinolfi, professore di economia all’Università di Bologna, trattandosi di un prodotto non chiaro bisogna partire dalla definizione legale e serve un apparato regolatorio. Tutti hanno convenuto sulla necessità di un approfondimento scientifico che sia in grado di motivare bene il principio di precauzione che è alla base del disegno di legge del Governo. Un altro elemento chiave è di carattere sociale ed etico e riguarda il ruolo degli agricoltori e degli allevatori e la loro integrazione con il territorio di cui sono i principali difensori. Anche per la funzione strategica che l’agricoltura sostenibile può svolgere nell’azione per affrontare i cambiamenti climatici.

  • Boom dei prezzi auto, ma perché?

    Gli aumenti dei prezzi delle auto, che raggiungono fino al 13% in soli 2 anni, stanno creando difficoltà sul mercato, influenzato dalla crisi di approvvigionamento dei componenti e dall’aumento dei costi dell’energia.

    Prezzi delle auto alle stelle: cosa sta succedendo?
    Il mercato dell’auto sta vivendo un periodo ricco di difficoltà, innescato 3 anni fa dalla pandemia del Covid-19. Le catene di approvvigionamento dei componenti sono entrate in crisi, causando ritardi nelle fabbriche e nelle consegne. A questo si è aggiunta la guerra in Ucraina e la conseguente aumento del prezzo del gas, che ha portato a un aumento dell’inflazione e delle tariffe dell’energia, con inevitabili ripercussioni sui prezzi delle auto nuove, in costante crescita.

    Per comprendere meglio la situazione attuale, Assoutenti ha condotto uno studio che mette a confronto i listini praticati dalle case automobilistiche. Nel corso di dieci anni, il prezzo medio per acquistare un’auto nuova in Italia è arrivato a 26.000 euro, con un incremento del 44,4% in 10 anni. A marzo, secondo gli ultimi dati Istat, si è osservato un incremento del +6,1% nei prezzi delle auto nuove rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Anche il mercato dell’usato è stato influenzato da questa situazione complessa. L’allarme per i lunghi tempi di attesa per le auto ordinate è stato lanciato da diversi portatori di interesse in Italia; in alcuni casi, l’attesa ha superato i 12 mesi. Di conseguenza, molte persone si stanno orientando verso il mercato dell’usato per acquistare o sostituire un’auto. A causa di questa crescente domanda, i prezzi delle auto usate hanno subito un’impennata, registrando un aumento medio del 24% nel 2022. Federcarrozzieri (associazioni dei carrozzieri italiani) sostiene che questa tendenza non si sia invertita e nei primi tre mesi del 2023 l’aumento dei prezzi ha sfiorato il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    13% in più in 24 mesi: i prezzi di listino a confronto
    Secondo Assoutenti, facendo un confronto tra i prezzi di listino di Aprile 2021 con Aprile 2023, si possono evincere questi incrementi dei prezzi per diverse auto:

    Auto

    Da €

    A €

    Aumento %

    Audi Q8 e-tron Sportback

    75.500

    82.200

    8.90%

    Nissan Micra IG-T 92 Acenta

    17.415

    18.950

    8.80%

    Renault Clio 100 Gpl

    19.050

    21.250

    11.50%

    Seat Arona 1.0 TG1 90 CV (metano)

    20.100

    22.750

    13.20%

    Mazda2 1.5 M Hybrid 90 CV

    18.300

    20.300

    10.90%

    Dacia Spring Electric

    19.900

    21.450

    7.80%

    Audi A6 Avant sport business

    59.500

    64.670

    8.70%

    Cupra Formentor 2.0 TDI

    33.100

    37.700

    13.90%

    Skoda Octavia Executive

    29.900

    33.400

    11.70%

    Da questo breve confronto, si evince come l’incremento dei prezzi delle auto più utilizzate nel panorama europeo, sia aumentato in misura variabile sebbene si tratti sempre di una variazione di migliaia di euro.

    Cosa dicono i connsumatori? Il 50% degli italiani sono scoraggiati
    L’Osservatorio Auto di Findomestic ha rilevato che nonostante l’aumento dei costi, la maggioranza degli automobilisti italiani (68%) non vuole rinunciare all’auto. Questo è anche dovuto al fatto che l’Italia non risulta avere una rete di trasporti alternativi ben sviluppata in tutte le zone. Infatti, il 45% considera le autovetture indispensabili per gli spostamenti quotidiani, mentre il 40% la utilizza anche per viaggi e tempo libero. Tuttavia, tra i dati più interessanti è stato osservato che metà degli intervistati teme di non potersi permettere un’auto nuova e lamenta costi sempre più elevati. Inoltre, il 55% degli automobilisti italiani reputa i costi di gestione dell’auto elevati, in linea con la media internazionale. La principale causa di preoccupazione sono i costi della benzina, diesel e gpl., ma circa il 70% degli intervistati ha adottato strategie per ridurne l’impatto economico. Per quanto riguarda gli spostamenti quotidiani, il 45% degli italiani non rinuncia mai all’auto, mentre circa la metà utilizza anche mezzi pubblici o mezzi a due ruote.

    Tuttavia, l’Italia è uno dei paesi con il minor utilizzo del car sharing a livello mondiale. Per i weekend e le vacanze, il 38% degli italiani usa sempre l’auto, mentre altri paesi come la Francia e la Germania ne fanno un uso più frequente (circa 50% ciascuno). Cina, Messico, Spagna e Turchia hanno invece valori di gran lunga inferiori raggiungendo anche il 18% per la Cina.

  • Agricoltura. Stagione irrigua in corso: il confronto con le associazioni di categoria

    Mercoledì 21 giugno si è tenuto presso la sede centrale del Consorzio, a Milano, un incontro richiesto da Confagricoltura con il Presidente Alessandro Folli, il Vice Presidente Alessandro Rota, alcuni Consiglieri di ETVilloresi e il Direttore Generale Valeria Chinaglia.

    MILANO – I temi trattati hanno riguardato, in particolare, le problematiche legate alle rogge alimentate dal Naviglio Martesana, non comprese nel reticolo di competenza del Consorzio, attraverso le quali avviene il vettoriamento dell’acqua irrigua ai consorziati. Per superare le criticità di queste rogge nel trasporto e nella distribuzione delle acque si è ribadita l’importanza dell’attuazione del regolamento per l’unione alla bocca approvato dal Consorzio e dell’attivazione dell’irrigazione jemale, sia per la ricarica della falda e la rivitalizzazione dei fontanili che per il mantenimento dell’efficienza delle rogge stesse. Si è condivisa inoltre la strategicità del progetto esecutivo di riqualificazione del Canale Villoresi e di quello di bacinizzazione del Naviglio Martesana, quali interventi indispensabili per far fronte alla carenza idrica e ai cambiamenti climatici.

  • Bar Vulcano: dove la qualità e i prodotti a KM zero sono di casa

    Bar Vulcano: dove la qualità e i prodotti a KM zero sono di casa

    MAGENTA – Nel cuore di Magenta, in piazza Formenti, davanti al Palazzo Comunale, sorge il Bar Vulcano di Cristian Messa. Una sfida imprenditoriale che Cristian porta avanti ormai da otto anni con grande dedizione. Il locale aperto nel 2015, dopo che Cristian, originario di Albairate, aveva già avuto precedenti esperienze, con un suo bar in quel di Santo Stefano Ticino tra il 2007 e il 2014.

    Cristian che gestisce il bar paninoteca insieme ad Alessia – anche lei un’esperienza alle spalle con il suo Piccolo Bar sempre a Magenta – e alla compagna Emanuela, con l’altra collaboratrice Angelica, è dal 2000 che è in questo settore. Ha frequentato diversi corsi di formazione tra cui quello di Bartender perché ama stare al passo coi tempi e, soprattutto, ama il suo lavoro.

    Sin dall’inizio ha puntato sulla qualità dei prodotti. Sulla loro freschezza e genuinità, facendo in modo che chi sceglie il Bar Vulcano può notare subito la differenza rispetto a chi invece punta più su prodotti standardizzati.

    I prodotti a “Marchio Parco del Ticino” sono stati fin dall’inizio un ‘must’, un autentico valore aggiunto per Cristian e il suo staff. Così come l’ampia scelta di piadine e panini preparati per il mezzogiorno o per un sostanzioso aperitivo, dove i taglieri la fanno da padrone. Per Cristian da questo punto di vista il percorso per la ricerca della qualità non si ferma mai. I palati più gourmet possono scegliere anche tra il Salame d’Oca e, più di recente, anche la prelibata Oca Sforzesca di Vigevano nella Lomellina. Autentiche goloserie che possono essere acquistate anche in confezioni regalo molto carine.

    Il cotto, così come il crudo e la bresaola non mancano mai. Per questo periodo estivo, inoltre, Cristian ha lanciato il tagliere iberico che sembra incontrare i favori della clientela. Salame e prosciutto, Pata Negra, alici….. Altre stuzzicherie per il nostro palato. A tal proposito, non manca una vasta scelta di calici per innaffiare al meglio questi taglieri. Ma Cristian da buon barman ama dilettarsi anche su questo fronte.

    Il Bar Vulcano è in Piazza Formenti a Magenta. Orari: dal Lunedì al Mercoledì dalle 7,00 alle 15,30, nei Giovedì d’Estate dalle 7,00 alle 24,00, il Venerdì e Sabato dalle 7,00 alle 20.30 e la Domenica dalle 8,00 alle 14,00. Numero di telefono: 0236738743.

    Nel 2016, in occasione del Giugno Magentino, realizzò il Cocktail della Battaglia, rigorosamente a base di ingredienti franco piemontesi. Una proposta che all’epoca incontrò i favori della clientela e di cui lui va molto orgoglioso.
    Infine, per cercare di superare al meglio il difficile periodo del Covid, da buon imprenditore, ha usato un po’ di fantasia. Tant’è che ha attivato accanto al bar, un distributore automatico aperto H24 ,di bibite, snack, brioche e anche prodotti a KM zero del Parco.

    “Naturalmente – commenta Cristian – non è stato un periodo facile. Ma ci siamo inventati di tutto per resistere. Adesso il locale è tornato alla normalità e siamo felici, al pari di tanti altri commercianti e colleghi, di poter guardare al futuro con rinnovato ottimismo”. C’è tanto fermento e parecchia voglia di fare: Cristian e la squadra del Bar Vulcano vogliono continuare a viziare al meglio i loro clienti.

  • Gli apicoltori lombardi lanciano l’allarme miele

    L’apicoltura lombarda sta attraversando una crisi profonda, forse la piu’ grave degli ultimi decenni, complici soprattutto le condizioni metereologiche di questa primavera e l’insufficienza dei fondi e delle dotazioni finanziarie a disposizione del settore

    MILANO – A lanciare l’allarme sono stati in Commissione Agricoltura la Presidente di Apilombarda Larissa Meani e il Presidente dell’Associazione Apicoltori Lombardi Claudio Vertuan: le due associazioni rappresentano l’80 per cento degli apicoltori lombardi. “A causa del cambiamento climatico, per la terza volta negli ultimi quattro anni, i nostri apicoltori non solo non hanno potuto produrre miele millefiori primaverile e miele di robinia (acacia), ma hanno dovuto supportare le api ridotte alla fame e impossibilitate a bottinare con abbondanti nutrizioni di soccorso per assicurare la loro sopravvivenza” hanno sottolineato Meani e Vertuan, che hanno ricordato come peraltro l’84 per cento delle specie vegetali e il 76 per cento della produzione alimentare in Italia dipende dall’impollinazione ad opera delle api domestiche e selvatiche.

    Si stima che il danno economico per il solo miele di acacia si attesti quest’anno intorno ai 20 chilogrammi per alveare, che in Lombardia significa oltre 3 milioni di chilogrammi di perdita produttiva.

    In Lombardia al 31 dicembre 2022 erano censiti 8.773 apicoltori che mantenevano 160.555 alveari. I due terzi degli alveari sono allevati da 1.523 imprenditori apistici. Nel 2022 la produzione nazionale di miele e’ stata di circa 24mila tonnellate che corrispondono ad un valore di 144 milioni di euro. A livello regionale la stima produttiva e’ pari a 1.610 tonnellate corrispondenti a un valore di circa 9,6 milioni di euro. “Le produzioni degli ultimi 5 anni sono state altalenanti e nel complesso deficitarie -hanno evidenziato i rappresentanti degli apicoltori-. Il settore ha necessita’ di interventi a breve termine che possano ammortizzare la situazione di crisi delle aziende in attesa di soluzioni future.

    Sono sempre piu’ indispensabili e urgenti nuovi interventi a sostegno dei maggior costi e dei minori guadagni”. Il Presidente della Commissione Agricoltura Floriano Massardi ha assicurato la massima attenzione dell’istituzione regionale nella consapevolezza della gravita’ della situazione, e nei prossimi giorni prendera’ contatto con l’Assessorato regionale per confrontarsi su possibili misure e interventi straordinari da mettere in campo a sostegno dell’apicoltura lombarda.

  • Magenta: Italia Viva con Stefano Viganò pronte all’appuntamento di venerdì sera

    Tornare a parlare di politica, di temi e di idee anche nel nostro territorio: è uno degli obiettivi di Italia Viva.

    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO DA MAGENTA – Dopo l’incontro di lunedì 12/6 ad Abbiategrasso sui temi dell’energia, Venerdì 23 giugno alle ore 21.00 nella sala di Casa Giacobbe in via IV Giugno 80, Magenta, Italia Viva Magentino ed Abbiatense, insieme al gruppo locale di Magenta, organizza un’altra iniziativa che prosegue nella stessa direzione, per ragionare insieme sulla transizione ecologica e sull’economia circolare, tra opportunità e criticità, per il mondo del lavoro, dell’impresa e dell’agricoltura.

    stefano viganò - ticino notizie
    Lo faremo insieme ad Angelo Colombini, già Segretario Confederale CISL, autore di diversi articoli e testi sullo sviluppo sostenibile, le transizioni e le implicazioni sul mondo del lavoro
    concentrando l’attenzione sui lavoratori e sulle lavoratrici e insieme all’On. Maria Chiara Gadda, Deputata del Gruppo Italia Viva – Azione e Vicepresidente della Commissione
    Agricoltura della Camera dei Deputati. Maria Chiara Gadda, che è stata la prima firmataria della Legge 66/2016 sullo spreco alimentare, è altresì, impegnata nella promozione di un’economia circolare che consideri sì la sostenibilità ambientale ma anche quella sociale. Consapevoli che non è più il tempo di una politica ideologica, che pianta delle bandierine
    identitarie, ma di una politica capace di affrontare i temi, cercando soluzioni valide ed efficaci, Italia Viva, nel prossimo autunno, continuerà con l’organizzazione di altre iniziative
    territoriali, sia a livello di Zona Est Ticino, sia nella stessa Città di Magenta con l’obiettivo di informare, ascoltare e confrontarsi con le cittadine e cittadini su temi locali e nazionali. Con vivo piacere, ringraziamo anticipatamente quanti avranno interesse a partecipare all’Evento di cui sopra.

    Coordinatore Italia Viva Magenta
    Stefano Viganò

  • Energia solare dallo spazio? Ecco il progetto

    Un rivoluzionario progetto dell’istituto Caltech promette di trasportare energia solare dallo spazio alla Terra, aprendo prospettive straordinarie per l’energia rinnovabile. Il prototipo del progetto Space Solar Power (SSPP), chiamato MAPLE, ha dimostrato con successo la trasmissione di energia wireless dallo spazio.

    Questo innovativo sistema, basato su trasmettitori a microonde, potrebbe generare un’energia otto volte superiore rispetto ai tradizionali pannelli solari terrestri. L’iniziativa potrebbe democratizzare l’accesso all’energia e portare benefici a regioni remote o colpite da conflitti o disastri.

    Caltech rivoluziona l’energia solare con il progetto SSPP
    Un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) ha sviluppato il rivoluzionario progetto Space Solar Power Project (SSPP) con l’obiettivo di trasportare energia solare dallo spazio alla Terra. Il prototipo del SSPP, chiamato MAPLE (Microwave Array for Power-transfer Low-orbit Experiment), è stato lanciato con successo in orbita dimostrando la trasmissione di energia wireless dallo spazio alla Terra. Il 3 marzo, MAPLE ha dimostrato in modo eclatante la possibilità di sfruttare una fornitura illimitata e costantemente disponibile di energia solare grazie ai trasmettitori di potenza a microonde flessibili e leggeri. L’iniziativa ha raggiunto importanti traguardi attraverso:

    L’assemblaggio dei pannelli solari

    La ricerca di celle solari efficienti

    La trasmissione dell’energia solare tramite microonde.

    Il lancio di successo del prototipo MAPLE a bordo di un Falcon 9 della SpaceX a gennaio ha segnato un passo significativo nel progetto Caltech Space Solar Power Project (SSPP), aprendo nuove prospettive per l’energia solare spaziale sulla Terra.

    Pannelli solari spaziali: energia otto volte superiore grazie al Caltech
    Grazie all’innovativa tecnologia sviluppata dal Caltech, i pannelli solari spaziali potrebbero generare un’energia otto volte superiore rispetto a quelli tradizionali sulla Terra. Questo sistema di trasferimento energetico wireless potrebbe anche democratizzare l’accesso all’energia, portando benefici alle regioni remote, colpite da conflitti o disastri.

    È grazie ad un recente esperimento condotto dal Naval Research Laboratory (NRL) degli Stati Uniti che si è dimostrata la possibilità di trasmettere energia wireless su una distanza di un chilometro, aprendo così nuove prospettive per un futuro alimentato interamente da energie rinnovabili.

    Tuttavia, il successo del progetto SSPD dipende dalla realizzazione di impianti di dimensioni considerevoli, in grado di garantire un flusso costante di trasmissione di energia solare. Questa sfida tecnologica e finanziaria richiede:

    Costruzione di enormi impianti di ricezione a terra

    Cattura delle microonde trasmesse dallo spazio.

    Sebbene l’orbita geostazionaria sia considerata la posizione preferita per i pannelli solari in orbita, la sua grande distanza dalla Terra presenta sfide nella trasmissione energetica. Pertanto, sono state prese in considerazione alternative come:

    Orbite più basse

    Utilizzo di più impianti ridotti per garantire una trasmissione multipla verso la Terra.

    MAPLE, parte del progetto Caltech Space Solar Power (SSPP) e uno dei tre esperimenti principali all’interno del prototipo spaziale SSPD-1, dimostra l’impegno e l’importanza del team del Caltech nel promuovere l’energia solare spaziale come una fonte sostenibile ed efficiente per il nostro pianeta. Attraverso le prove condotte, MAPLE ha dimostrato:

    Capacità di trasmettere energia wireless nello spazio

    Conversione dell’energia in elettricità a corrente continua (CC)

    Successo nell’alimentare con successo una coppia di LED, dimostrando la fattibilità della trasmissione di energia wireless nello spazio.

    Verso un futuro energetico sostenibile: il potenziale dell’energia solare
    L’energia solare rappresenta attualmente meno del 4% della produzione globale di elettricità, nonostante il 13% dell’energia rinnovabile provenga dal sole. C’è quindi un ampio margine di crescita. Le fonti rinnovabili più utilizzate sono:

    Energia idroelettrica

    Energia eolica

    Queste fonti costituiscono ancora la maggior parte della produzione energetica sostenibile. Tuttavia, per affrontare la crisi climatica, è essenziale puntare al 100% di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2029, ma attualmente solo il 14% dell’energia mondiale proviene da tali fonti. Perciò, sono necessari sforzi significativi per raggiungere questo ambizioso obiettivo.

    La produzione di energia solare sta crescendo rapidamente grazie all’incremento della consapevolezza ambientale e all’azione climatica. Questa forma di energia rinnovabile sfrutta la luce del sole per generare elettricità pulita, ma ci sono ancora sfide da affrontare.

    L’esperimento spaziale MAPLE ha dimostrato la sua robustezza nel sopravvivere e operare con successo nello spazio, superando le aspettative. Ha affrontato temperature estreme e l’esposizione alla radiazione solare, dimostrando la sua affidabilità e adattabilità. Il successo di MAPLE nel trasmettere energia verso la Terra apre nuove prospettive per l’energia solare spaziale come possibile fonte energetica per soddisfare le nostre necessità terrestri.

    Il progetto Caltech Space Solar Power ha dimostrato con successo la trasmissione di energia solare dallo spazio alla Terra. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’energia rinnovabile e democratizzare l’accesso all’energia. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare. Quali ostacoli dovranno essere superati per implementare con successo questa tecnologia? Quali potrebbero essere gli impatti sul nostro ambiente e sulla società?

    Fonte: Studio ProntoBolletta

  • Le scuole di Cuggiono in visita alla diga del Panperduto

    CUGGIONO/SOMMA LOMBARDO – Quest’anno la Settimana della Bonifica e della Irrigazione, almeno per il Consorzio, ha esteso eccezionalmente la sua durata oltre il termine ufficiale del 21 maggio in considerazione del maltempo che il mese scorso ha sconvolto l’originaria pianificazione delle iniziative, con l’annullamento di un evento organizzato sul Canale Villoresi nell’Altomilanese. Agli inizi di giugno il Presidente di ETVilloresi Alessandro Folli e il Direttore Generale Valeria Chinaglia hanno così accolto a Panperduto quasi un centinaio di bambini, tutti frequentanti le classi V della scuola primaria di Cuggiono (MI).

    I ragazzi, con gli insegnanti e il loro Sindaco Giovanni Cucchetti (nella foto sotto con Folli e Chinaglia), grazie anche al supporto delle bravissime guide di Panperduto, sono stati accompagnati alla scoperta del sito, della sua importanza idraulica ma anche delle sue attrattive turistico-fruitive. Tra queste il Giardino dei Giochi d’acqua, dove i bambini hanno potuto sperimentare divertenti attività tra il ludico e il didattico. La visita ha previsto anche la navigazione all’interno del bacino e lungo un tratto di Ticino a bordo di una imbarcazione elettrica, a seguito della recente riattivazione del servizio, che si sta rivelando molto gradito al pubblico. La storia del Consorzio e la presentazione delle sue attività hanno suscitato grande interesse nei piccoli visitatori, dimostratisi estremamente sensibili anche ai temi della sostenibilità e del rispetto degli equilibri ambientali.

  • “She leads”, con più donne al comando innovazione e Pil +12%

    Ecco libro Sole 24ore-4.Manager. Cuzzilla: Agire su rinnovi contrattuali

    MILANO – Colmare il divario tra donne e uomini in ogni ambito della vita privata e pubblica consentirebbe di avere una crescita del Pil del 12%. Ma i dati sono ancora poco confortanti: una donna su due è inoccupata, mentre tra i manager e donne sono appena il 28% e la maternità è ancora un ostacolo alle carriere. Lontana anche l’equità retributiva, con uno scarto del 13% rispetto ai colleghi uomini. Per questo prende forma il libro edito dal Sole 24 Ore “She Leads: la parità di genere nel futuro del lavoro”, scritto da Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager e 4.Manager insieme con Andrea Catizone, Avvocata sui diritti della persona e delle discriminazioni e a cura della giornalista Silvia Pagliuca. Il volume, promosso da 4.Manager, associazione bilaterale Confindustria-Federmanager e presentato ieri a Milano nella sede del Gruppo 24 Ore, indaga le ragioni del gender gap denunciando le fragilità attuali ed evidenziando le possibili vie di miglioramento per una ‘rivoluzione possibile’, per diffondere una cultura aziendale più equa e inclusiva.

    “Gender gap- spiega Silvia Pagliuca, giornalista curatrice di She Leads- significa vivere in un Paese in cui il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi in Europa, il 50,8%, in cui a 5 anni dalla laurea le donne guadagnano il 20% in meno rispetto ai colleghi uomini di pari livello, in cui essere madri è un ostacolo alla realizzazione della carriera. La percentuale di occupazione tra i 25 e i 49 anni passa, infatti, dal 72% per le donne senza figli al 53% per le donne che hanno un figlio under 6. E ovviamente c’è un impatto anche in termini di reddito: i salari lordi annuali delle mamme lavoratrici sono inferiori di 5.700 euro rispetto alle lavoratrici che non sono mamme”.

    Parlando di posizioni manageriali, inoltre, i dati dell’Osservatorio 4.Manager mostrano come quelle femminili siano ferme al 28% del totale, quota che si riduce al 19% se consideriamo le posizioni regolate da un contratto da dirigente. Il ruolo di presidente del Consiglio di amministrazione, invece, è rivestito solo per il 12,2% da donne, percentuale che si abbassa all’11,9% tra gli amministratori delegati. Eppure la ‘diversity’ fa bene, in termini di produttività, sostenibilità, innovazione e benessere della forza lavoro. Ad esempio, le imprese a conduzione femminile presentano un punteggio più alto sul grado di digitalizzazione rispetto alle imprese a conduzione prioritaria o esclusiva maschile.

    “Ridurre i divari di genere e essere protagonisti di un cambiamento- commenta Stefano Cuzzilla, Presidente 4.Manager e Federmanager- oggi non è solo auspicabile ma necessario. Dobbiamo diffondere una cultura d’impresa più inclusiva. E’ ormai nei fatti, le imprese che hanno una governance mista sono più competitive e aperte all’innovazione. Uno dei punti importanti su cui soffermarsi è il rinnovo dei contratti di lavoro. Devo dire che la lungimiranza di Federmanager e Confindustria hanno permesso di fare dei passi in avanti che hanno un profondo significato sociale, oltre che contrattuale. Uno tra tutti aver diviso, anche formalmente, la malattia dalla tutela della maternità e paternità. Continuerò a lavorare perché siano superati quegli ostacoli che alimentano le asimmetrie di genere nel mondo del lavoro. Continuerò a lavorare per soluzioni di welfare integrativo e di conciliazione vita lavoro, oltre che alla promozione della salute e della genitorialità. Non possiamo continuare a tenere in panchina una parte così importante del capitale umano”.

    Ma il problema della disuguaglianza di genere è presente anche nelle istituzioni pubbliche. “I dati statistici relativi alla presenza delle donne in magistratura- spiega Francesca Nanni, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Milano- dimostrano che tra i magistrati in ruolo, il 27% circa dei direttivi, il 45% circa dei semidirettivi e il 58% dei magistrati con funzioni ordinarie sono donne. La percentuale di donne con incarichi direttivi sale, se guardiamo ai soli uffici giudicanti, al 33,9% contro il 31% dello scorso anno, mentre, per quanto attiene a quelli requirenti, soltanto nel 23% dei casi un magistrato donna ha responsabilità di comando. Tale squilibrio vale anche per gli incarichi semidirettivi, che sono assegnati a donne nel 48,7% dei casi fra i giudicanti, e soltanto nel 33% delle volte negli uffici requirenti”.

    Oggi, però, sono sempre di più gli strumenti che il legislatore mette in campo per raggiungere la parità di genere. In questo, sta giocando un ruolo cruciale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che promette di generare un aumento dell’occupazione femminile del 4% entro il 2026. Il Parlamento Europeo, inoltre, ha lavorato affinché entro la metà del 2026, tutte le grandi società quotate riservino alle donne almeno il 33% del totale dei posti di amministratore. In Italia, invece, la novità più rilevante è la Certificazione della parità di genere, con cui le imprese potranno valutare il proprio impegno in termini di capitale umano ottenendo importanti benefici. Le imprese, infatti, potranno godere di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali che sarà determinato in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa. Entro giugno 2026, si stima che almeno 800 Pmi potranno essere certificate e circa 1.000 aziende riceveranno le agevolazioni fiscali.

    “La Certificazione sulla parità di genere- sottolinea l’avvocata Andrea Catizone- fa uscire dal cono d’ombra il tema della gender equality perché fornisce alle imprese una serie di strumenti per cambiare la cultura aziendale sui temi della diversità e dell’inclusione. Oggi si è capito che l’assenza delle donne dal mondo del lavoro crea un disvalore per l’intero paese. Con la certificazione, invece, si è voluto dare alle imprese dei meccanismi premiali che possano introdurre una serie di azioni che ne modifichino la modalità di approccio rispetto al lavoratore, all’orario di lavoro, all’organizzazione delle progressioni di carriera, al linguaggio che viene utilizzato e a come si gestiscono i rapporti dentro le imprese”.

    Un esempio di come la Certificazione sulla parità di genere incida sulle politiche aziendali viene proprio dal Gruppo 24 Ore. “Il Sole 24ore- spiega infatti Mirja Cartia d’Asero, Amministratrice Delegata Gruppo 24 Ore- è il primo media ad aver acquisito la certificazione di parità di genere già a dicembre scorso e di questo siamo particolarmente fieri. Non lo abbiamo fatto come un punto di arrivo ma come un punto di partenza: è come fare le analisi del sangue, ci siamo misurati sulle tematiche principali come la parità di genere in azienda a tutti i livelli, anche quelli apicali, il gender pay gap, e altre iniziative che favoriscano la possibilità di dedicare il proprio tempo con determinazione sia all’avanzamento professionale per tutte le donne, sia nei momenti di maternità sapendo di poter tornare in un ambiente sano che aspetta a braccia aperte la lavoratrice che torna. Abbiamo previsto contributi di mille euro per ogni nuovo nato contribuendo quindi alla retta degli asili nido, iniziative sulla mobilità urbana e tante altre, ad esempio la formazione interna”.