Categoria: Economia

  • La pizza “Perfetta” di Federica e Mattia: un sogno che si realizza. Perché chi non sogna…

    In principio fu il panettone… L’esordio di un grande appassionato di panificazione e lievitazione, che nella vita (professionale) faceva e fa altro, ma che insieme alla sua compagna di vita ha realizzato un sogno.

    Da qui nasce PERFETTA, la nuova pizzeria gourmet di via Volta a Magenta. Andiamo a scoprirla…

    Magenta – Siamo stati in via Volta 60 (a due passi dalla sede di Confcommercio e dal centro cittadino), dove Mattia Milazzo e Federica Romani hanno coronato una grande aspirazione tramutandola in realtà: Perfetta nasce da lì. Da una smisurata passione.

    L’IDEA
    Quando è cominciato tutto?
    “Beh, anzitutto siamo stati e siamo consumatori di pizza buona, abbiamo girato parecchio e fatto corsi che ci hanno introdotto a questo magnifico mondo: la panificazione e la lievitazione, un settore che sta crescendo vorticosamente segnando il wine and food”, ci hanno detto Mattia e Federica, seduti a uno dei loro bei tavoli interni al locale, che nasce tuttavia prettamente come locale da asporto.

    “Il passo successivo fu con gli amici: una battuta, fai una pizza così buona… Mattia nel 2017 cominciava già a sfornare, e la prima cosa che produsse… fu panettone. Magari lo faremo a Natale, vediamo. Le mani in pasta le abbiamo da tanti anni”.

    Nella vita Federica fa la farmacista e Mattia si occupa di web e comunicazione conducendo un’avviata agenzia con sede proprio a Magenta. “Il cibo se buono influisce molto sulla salute, quindi…” In effetti non fa una piega. Con loro, a bordo di questa nuova avventura condotta da giovani preparati e appassionati (degli Under 40 dinamici e attivi, quanto bisogno ce n’è) ci sono anche Andrea Bianchi e Alessandro Pappani.

    L’idea di aprire una pizzeria matura nel 2022, si lavora sul modello e i dettagli, arriva il business Plan, la scelta degli ingredienti e come comunicarli (i ragazzi sono del mestiere, si vede e sono assai bravi: efficace il claim “Non è la solita pizza.”).

    L’opportunità di aprire in via Volta arriva a fine febbraio, i ragazzi cercavano “una location centrale e ben servita”. Perfetta ha aperto i battenti venerdì 12 maggio e venerdì 26 maggio, dalle 18 alle 21 ci sarà l’inaugurazione: accorrete numerosi, perché la pizza è davvero da non perdere.

    Quanto alle materie prime, ‘primo’ segreto di una grande pizza, Mattia e Federica hanno scelto le farine di Molino Pasini, abbinati a ingredienti e topping di qualità per guarnirle al meglio.

    IL MENU
    Ci saranno 10 pizze fisse più le stagionali, insomma “niente funghi ad agosto”. Giusto! A mezzogiorno spazio alla pizza in teglia di tipo romana, la sera pizza tonda da asporto, ci sarà possibilità di consumare in loco ma l’obiettivo principale è recapitare la pizza a casa.

    “proponiamo un prodotto che se scaldato è buonissimo anche il giorno successivo”

    Assieme alla pizza sono proposti diversi vini (intelligentemente scelti), pensati proprio in abbinamento alla pizza e a temperatura adeguata, scelti da esperti sommelier.

    “Nei prossimi mesi abbiamo diverse idee ‘in forno’; ci piacerebbe proporre dei veri aperipizza, assieme a serate di degustazione di pizza, puntanto su quello che è il nostro target: il livello medio alto”. Assieme alle pizze, oltre a ottimi vini (non perdetevi il Rosato altoatesino, provare per credere) ci sono anche le (ottime) birre artigianali di Zona Mosto, che nasce a Rho. “Quello della pizza um mondo in fortissima evoluzione. Consolidare questa impresa e dare forma ai nostri sogni è ad oggi il nostro sogno”, ci dicono all’unisono.

    Perfetta è presentissima sui social e ovunque serva, nel web. Colori accattivanti, grafica emotivamente calda, azzeccata, tanta passione che trasuda da grafiche e pagine social.

    Esiste una pagina Facebook, ma per ordinare si può cercare Perfetta su JustEat, Deliveroo e le altre piattaforme. A questo link tutte le pizze e le possibilità di prenotazione. Le pizze vengono consegnate a Magenta, Corbetta, Marcallo, Robecco e Boffalora.

    Alcune pizze per ingolosirvi? Perfetta, Cantabrica, Crudo 24, Norman, Carbonara… La pizza ‘romana’ di mezzodì che abbiamo assaggiato e ha fatto centro (e crunch….). I ragazzi hanno puntato davvero alto.

    UN MONDO CHE CAMBIA
    La pizza non è più quella di una volta, questo lo sappiamo ormai. Si può avere nostalgia di tutto, delle torte della nonna e dei sapori di una volta. Difficilmente della pizza: sarà che scriviamo questo articolo da Milano, ma oggettivamente parlando, la pizza è migliorata in modo radicale negli ultimi 10 anni – da Nord a Sud, e persino all’estero.

    La pizza è parte della nostra identità, uno dei cibi più amati e consumati del mondo, rito sociale ancora prima che gastronomico che tutti osserviamo più o meno di frequente. Uscire a mangiare una pizza è come vedersi per un caffè, uno stile di vita, ma se prima era sinonimo di occasione-economicamente-non-impegnativa, oggi mangiare una pizza ha la stessa valenza di andare al ristorante.

    La ‘gourmettizzazione della pizza’ è arrivata inesorabile insieme a quella della cucina e degli hamburger, iscrivendo le pizzerie a tutti gli effetti fra i locali di ricerca (e di tendenza) da segnare in agenda e in cui fare un’esperienza gastronomica di tutto rispetto.

    La direzione intrapresa da Federica e Mattia è esattamente questa, e il fatto che arrivi da giovani e dinamici imprenditori è un incredibile valore aggiunto. Magenta e tutto l’est Ticino hanno assoluto bisogno di ragazzi e ragazze così. In bocca al lupo da tutti noi, team di Perfetta!

  • Ecco le 5 auto elettriche più vendute in Italia

    L’elettrificazione del trasporto su strada: un cambiamento epocale nell’industria automobilistica. L’industria energetica trarrà notevoli benefici dall’implementazione rapida dell’elettrificazione nel settore dei trasporti su strada. Secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, entro la fine del decennio saranno risparmiati cinque milioni di barili di petrolio al giorno.

    L’agenzia prevede anche un aumento del 35% delle vendite di veicoli elettrici. Quest’anno, il settore dei veicoli elettrici sperimenterà un notevole boom, con una vettura su cinque venduta nel 2023 che sarà elettrica.

    Il recente rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) stima che le vendite di veicoli elettrici raggiungeranno i 14 milioni di unità, con una quota di mercato globale prevista all’18% rispetto al 4% del 2020.

    L’elettrificazione rapida del trasporto su strada avrà quindi un impatto significativo sull’industria energetica, riducendo notevolmente la domanda di petrolio entro la fine del decennioe incidendo sul prezzo del gas, considerato il consumo mondiale di petrolio che supera attualmente i 100 milioni di barili al giorno.

    Analizziamole ora le auto elettriche che stanno trainando questo notevole incremento delle vendite

    Elettriche al comando: Le 5 auto più vendute globalmente nel primo trimestre 2023
    1. Tesla domina la classifica delle vendite di auto elettriche Q1 2023
    Tesla si conferma come il produttore automobilistico leader nel mercato delle auto elettriche nel primo trimestre del 2023. Con un totale di 422.873 unità vendute, Tesla rappresenta il 23,6% delle vendite totali. Rispetto al primo trimestre del 2022, Tesla registra una crescita del 2%. L’azienda mantiene la sua posizione di rilievo grazie alla sua reputazione consolidata e alla popolarità dei suoi modelli di auto elettriche.

    2. BYD mostra una solida performance nelle vendite di auto elettriche
    BYD si posiziona al secondo posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 264.300 unità vendute, BYD rappresenta il 14,7% delle vendite totali. L’azienda registra una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Grazie alla sua strategia focalizzata sulle auto elettriche e alla continua innovazione tecnologica, BYD continua a dominare il mercato delle vetture elettriche.

    3. Il Gruppo Volkswagen mantiene una solida presenza nel settore delle auto elettriche
    Il Gruppo Volkswagen si posiziona al terzo posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 133.933 unità vendute, rappresenta il 7,5% delle vendite totali. Nonostante una crescita più modesta del 1,7% rispetto all’anno precedente, il Gruppo Volkswagen mantiene una solida presenza nel mercato delle auto elettriche grazie alla sua vasta gamma di modelli e alla reputazione consolidata nel settore automobilistico.

    4. SAIC affronta una diminuzione nelle vendite di auto elettriche
    SAIC si colloca al quarto posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 133.269 unità vendute, rappresenta il 7,4% delle vendite totali. Tuttavia, l’azienda registra una diminuzione del 3,3% rispetto all’anno precedente. Nonostante questa flessione, SAIC continua a essere un attore rilevante nel mercato delle auto elettriche, con una solida presenza e una vasta gamma di modelli.

    5. Geely-Volvo si posiziona tra i principali produttori di auto elettriche
    Geely-Volvo si colloca al quinto posto nella classifica delle vendite di auto elettriche nel primo trimestre 2023. Con un totale di 102.018 unità vendute, rappresenta il 5,7% delle vendite totali. Nonostante una modesta percentuale di crescita, Geely-Volvo si conferma come uno dei principali produttori di auto elettriche grazie all’innovazione tecnologica e alla qualità dei suoi veicoli.

    La corsa verso l’elettrico: le tendenze di vendita e le proiezioni per il futuro
    La Cina, l’Europa e gli Stati Uniti sono i principali mercati per le vendite di auto elettriche, con la Cina in testa con il 60% delle vendite globali. La Cina è anche leader nella produzione di batterie e componenti per auto elettriche. Secondo l’AIE, le vendite di auto elettriche raggiungeranno il 60% delle vendite nelle tre principali regioni grazie a normative ambientali più rigorose. Nell’Unione Europea, si prevede che i veicoli a motore termico scompariranno entro il 2035. Ci sono segnali positivi anche in altri paesi, come l’India e l’Indonesia, dove le vendite di auto elettriche sono triplicate l’anno scorso. Fatih Birol, direttore dell’AIE, prevede che lo sviluppo rapido delle auto elettriche porterà a una trasformazione storica nell’industria automobilistica globale, riducendo la domanda di petrolio di almeno cinque milioni di barili al giorno entro il 2030.

    La rivoluzione elettrica: vendite record e trasformazione dell’industria automobilistica
    L’era dell’elettrico è in pieno sviluppo nel settore automobilistico. Le vendite di auto elettriche stanno raggiungendo nuovi record, con un picco previsto quest’anno secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia. Tesla si conferma come il produttore leader, seguito da BYD. La Cina, l’Europa e gli Stati Uniti sono i principali mercati per le vendite di auto elettriche. Le normative ambientali stringenti sfavoriscono l’industria petrolifera a favore di quella elettrica con l’adozione di veicoli elettrici. Si prevede che entro il 2035 i veicoli a motore termico scompariranno nell’Unione Europea. Anche le colonnine per le auto elettriche sono in rapida espansione e innovazione, Wallbox di Enel-X ad esempio, permette di attrezzarsi con speciali prese da muro per la propria casa. Il rapido sviluppo delle auto elettriche sta portando a una trasformazione storica nell’industria automobilistica globale e ridurrà il consumo di gas e la dipendenza dal petrolio.

    Fonte: studio ProntoBolletta

  • Giorni storici a Boffalora: Vetropack ‘accende’ i forni, l’ex Saffa rivive

    BOFFALORA Sono giorni storici per Boffalora ma in realtà tutto il Magentino. L’area ex Saffa, per quasi un secolo principale polo industriale del territorio, torna a vivere: la Vetropack, difatti, ha ‘acceso’ i forni.

    La prestigiosa multinazionale nel settore del vetro nata in Svizzera ha infatti raggiunto una fase cruciale con l’avvio dei forni nel suo nuovissimo stabilimento. Dopo un anno e mezzo di intenso periodo di costruzione, l’impianto industriale si prepara ad accendere i suoi forni per dare inizio alla produzione.

    Prima di avviare il processo di riscaldamento, Vetropack ha eseguito una rigorosa fase di controllo dei nuovi forni di Boffalora sopra Ticino, confermandone il perfetto funzionamento; il primo forno è stato acceso lunedì 22 maggio, seguirà a breve distanza l’accensione del secondo.

    Il piano prevede una progressiva attivazione delle macchine formatrici e l’avvio sequenziale della produzione, in base alle fasi di messa in servizio; i lavori nell’area continueranno nei prossimi mesi, mentre l’inaugurazione ufficiale dello stabilimento è prevista per ottobre 2023.

    Recentemente, il Sindaco Sabina Doniselli, accompagnata dal Parroco Don Luigi Lazzati, ha visitato lo stabilimento e ha voluto benedire i forni e gli ambienti di lavoro in vista dell’avvio dei forni. “Siamo estremamente orgogliosi – ha detto il Sindaco Doniselli – di essere protagonisti di un’importante rinascita industriale, di un progetto di riconversione di un’area dismessa e di una rigenerazione che avrà un impatto positivo sul futuro di Boffalora e dell’intera area del Magentino”.

    Vetropack è entusiasta di raggiungere questa tappa significativa e guarda con fiducia al futuro, continuando a investire nella produzione di vetro di alta qualità e nel contribuire alla crescita economica e sociale della regione.

    Dopo anni di duro lavoro, che tutti hanno potuto verificare visiviamente passando dal cantiere, si ottiene quindi l’agognato risultato. Cui si aggiunge la bonifica integrale della porzione adibita a nuovo stabilimento di Vetropack, che in termini ambientali ha ovviamente un ulteriore, strategico rilievo.

  • Maltempo: “Cia, bene decreto governo. Servono più risorse per indennizzi, stima danni agricoli supera 2 miliardi di euro”

    Il presidente Fini a Palazzo Chigi per l’emergenza Emilia-Romagna. Governo tempestivo su primi interventi, serve legge speciale per settore con aiuti maggiori e zero burocrazia

    ROMA – Risorse importanti, interventi tempestivi e burocrazia snella. Sono questi i passaggi chiave per portare l’Emilia-Romagna fuori dall’emergenza, a partire dal settore agricolo, devastato dal maltempo, con danni che già superano i 2 miliardi di euro. A ribadirlo Cia-Agricoltori Italiani, in occasione del Consiglio dei ministri dedicato con il via libera al decreto contenente le prime misure di sostegno alle aree alluvionate.

    “Ringraziamo il Governo per la rapidità e l’operatività dimostrata oggi -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, intervenendo a Palazzo Chigi al tavolo con la premier Giorgia Meloni, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e le parti sociali-. Mai come ora, bisogna agire in fretta e fare squadra per aiutare famiglie e imprese a ripartire. Fondamentale, quindi, lo stanziamento annunciato di 2 miliardi, con misure come lo stop a tasse e contributi fino al 31 agosto, l’istituzione di un commissario unico e il contributo a fondo perduto per le imprese esportatrici danneggiate”.

    Per quanto riguarda l’agricoltura, però, “gli indennizzi previsti alle aziende per 175 milioni di euro devono essere solo il primo passo -ha aggiunto Fini-. Il settore primario è completamente in ginocchio, con perdite destinate a salire ancora quando campi e stalle saranno bonificati. Tra frutteti e vigneti sommersi, allevamenti e serre allagate, il conto sarà salato per i nostri agricoltori, che alla mancata produzione dovranno sommare i danni infrastrutturali, quelli ad esempio per macchinari, attrezzature e reimpianti”.

    Ecco perché “noi chiediamo una legge speciale per l’agricoltura -ha evidenziato il presidente di Cia- con stanziamenti adeguati e strumenti straordinari per assicurare il salvataggio e la continuità delle filiere agricole locali, ricorrendo anche al Fondo di solidarietà Ue e al Pnrr. Accanto a misure di massima semplificazione amministrativa e procedurale per tutti gli iter della ricostruzione”. Solo così, ha concluso Fini, “si può recuperare uno dei motori più produttivi e strategici dell’Emilia-Romagna”.

  • Intelligenza Artificiale: arriva la nuova unità di Brembo Solutions

    Brembo entra nel campo dell’intelligenza artificiale con una nuova unità Brembo Solutions che offre alle imprese, non solo quelle del settore automotive, soluzioni digitali per favorire l’adozione di processi più agili e innovativi.

    LOMBARDIA – “Brembo Solutions rappresenta un altro importante pezzo del puzzle della nostra strategia, che ci vede diventare un solution provider anche al di fuori del nostro settore di riferimento – spiega Daniele Schillaci, amministratore delegato di Brembo – Abbiamo deciso di rispondere a un’evidente esigenza sul mercato, mettendo a disposizione di tutte le imprese che vogliono migliorare la loro efficienza e competitività l’esperienza di Brembo nell’innovazione digitale”.
    Brembo Solutions sviluppa soluzioni su misura per imprese di diversi settori, dal tessile all’alimentare dal siderurgico alla grande distribuzione, alla moda con un approccio che il gruppo definisce ‘AI Doing’, ovvero “applicazioni avanzate di intelligenza artificiale per garantire la massima qualità dei prodotti e aumentare l’efficienza produttiva, oltre che lo sviluppo di modelli, basati su metodologie di data science, per favorire decisioni data-driven”.

  • Regione Lombardia, 2.2 milioni contro la peste suina

    MILANO Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, di concerto con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, stanzierà 2,2 milioni di euro per finanziare – attraverso un bando – l’acquisto di recinzioni per gli allevamenti suini, come opera di prevenzione contro l’insorgenza della PSA (Peste Suina Africana), trasmissibile dalla fauna selvatica e in particolare dai cinghiali.

    “Si tratta – dichiara Alessandro Beduschi – di una prima azione di difesa a tutela degli allevamenti di suini, che oltre a rappresentare una delle principali filiere per l’economia agricola lombarda, alimentano molte delle più famose specialità Dop italiane. Basti pensare che con quasi 4,4 milioni di capi, il patrimonio suinicolo della nostra regione pesa per quasi il 50% sull’intero comparto nazionale”.

    La PSA è una malattia virale che colpisce i suini, non trasmissibile all’uomo, ma che causa pesanti perdite per il settore, in quanto i regolamenti europei precedono come misura di salvaguardia l’abbattimento dei capi negli allevamenti in cui ne viene accertata l’insorgenza. La presenza del virus è stata rilevata in cinghiali ritrovati nelle province di Alessandria, Genova e Savona.

    “Le recinzioni aziendali – prosegue l’assessore Beduschi – possono rappresentare uno degli strumenti per contenere l’espansione geografica del virus, consentendo alle imprese agricole di poter proseguire la loro attività in piena sicurezza. Il bando, in uscita nel mese di giugno, sarà strutturato indicando tre fasce di priorità, suddividendo i territori in base al rischio di trasmissione.

    L’investimento oggetto di contributo dovrà avere un costo complessivo minimo di 3.000 euro e massimo di 30.000 euro per ciascun codice di allevamento attivo, con una spesa massima di 100.000 euro per ogni singolo imprenditore beneficiario.

    “Il provvedimento – conclude l’assessore Beduschi – precede una serie di misure per monitorare e contrastare la PSA, che presenteremo nelle prossime settimane grazie a un lavoro svolto in stretto raccordo con l’assessore Bertolaso, cui fa capo il servizio di veterinaria, oltre che con il Commissario straordinario nominato dal Governo, Vincenzo Caputo”.

  • L’allarme degli artigiani lombardi: mancano giovani panettieri, elettricisti, saldatori…

    MILANO Non ci sono più sufficienti risorse umane per garantire il futuro dell’artigianato italiano e lombardo.

    Il sistema regionale dell’Istruzione e Formazione Professionale, che solo in Lombardia registra 77mila studenti iscritti (20% stranieri, 45% donne) riesce a immettere sul mercato del lavoro ogni anno circa 24mila giovani, di fronte ad una domanda di tecnici e artigiani che per il settore, solo in Lombardia, è pari ad oltre 250mila persone. E non sempre i ragazzi che terminano il percorso formativo, secondo le imprese, risultano pronti per affrontare il mondo del lavoro: un aspetto che contribuisce ad ampliare ulteriormente la forbice del mismatch tra i giovani e le aspettative delle 233.402 aziende artigiane lombarde (e 1.290.000 circa italiane), costringendole a rinunciare ad ulteriori opportunità di sviluppo o semplicemente a non proseguire l’attività. Anche in Lombardia, del resto, sono oramai quasi introvabili gli artigiani dei mestieri tradizionali. Le imprese cercano falegnami, carpentieri, fabbri, idraulici, installatori, sarti e ricamatori, elettricisti, saldatori, orafi, riparatori, muratori, tappezzieri, meccanici, panettieri, autisti, esperti di trasformazione alimentare, calzolai, vetrai, parrucchieri, ottici.

    Ed è fortissima anche la richiesta di addetti alla logistica e all’ospitalità, come è elevata la ricerca di artigiani 4.0, capaci di unire tecnologia, digitalizzazione e creatività, e di giovani competenti e appassionati ai temi della sostenibilità e alle energie rinnovabili applicati alla micro e piccola impresa. Una domanda, in questo caso, solo in parte placata dallo sviluppo dei nuovi Its. Alle imprese artigiane più fortunate servono almeno 6 mesi per trovare i giovani disponibili e ritenuti sufficientemente preparati, senza parlare del tempo e delle energie investite per la formazione sul campo. “Qualunque cambio di rotta proveremo a definire a partire da oggi, avrà bisogno di almeno 6/7 anni per garantire i primi risultati utili ma il sistema artigiano non ha più tempo – commenta Stefano Fugazza, presidente di Unione Artigiani Milano e Monza-Brianza – le nostre imprese sono agli ultimi minuti dei tempi supplementari: non c’è più ricambio generazionale, i titolari sono sempre più anziani, i giovani imprenditori artigiani under 30 sono calati in Italia del 40% negli ultimi cinque anni. Eppure, si tratta di mestieri anche ben pagati e che offrono grandi opportunità, forse ancora troppo poco conosciute. Il risultato è che oggi i centri di formazione non riescono a conquistare le nuove generazioni”. Osserva Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro penalizza i nostri giovani e danneggia l’economia”.

  • Trecate, il 28 maggio Sfila il commercio in musica

    TRECATE Appuntamento, il prossimo 28 maggio, con la prima edizione dell’evento organizzato dall’assessorato al Commercio. <<”Sfila il commercio in musica” – commentano il sindaco Federico Binatti e l’assessore Fortunata Patrizia Dattrino – è la prosecuzione dell’iniziativa organizzata lo scorso anno in occasione dei saldi. Quest’anno abbiamo voluto un appuntamento che non riguardasse un aspetto particolare dell’attività commerciale cittadina, ma la valorizzazione della qualità che rappresenta la costante dei negozi trecatesi, fondamentali per il tessuto sociale cittadino, punti di riferimento oltre che servizi per la nostra realtà e che vanno, pertanto, sostenuti in un momento economico non semplice. Ecco, dunque, “Sfila il commercio in musica”, un riflettore acceso sugli esercizi locali, una grande vetrina promozionale e un momento di svago e divertimento per il pubblico, che sarà coinvolto e invitato a conoscere in presa diretta il meglio e tutte le novità offerte dai negozi cittadini. L’obiettivo è quello di far diventare questa manifestazione un appuntamento tradizionale per la città>>.

    A cambiare quest’anno è anche la location che ospiterà l’evento: non più piazza Cavour, <>.

    Il programma prevede dalle 17 un aperitivo a cura del gruppo Alpini. Alle 18 si terrà l’esibizione della scuola di danza “Movida danza”. L’inizio della sfilata è previsto per le 19. Contemporaneamente saranno esposte alcune auto da cerimonia. Le attività trecatesi aderenti sono “Come mi vesto”, “Très chic”, “Scacco matto”, “Boutique bijoux”,“Clarissima”, “Cre Art” , “Oasi della bellezza”, “B End P”, piante e fiori “Zorzan” “Ottica Cieffe” e “Babol”.

  • Agricoltura: la Regione aggiorna la disciplina delle deroghe al DMV (Decorso Minimo Vitale) delle acque

    Verso la stagione irrigua, nonostante il maltempo

    LOMBARDIA Nonostante la sensibile attenuazione in atto del deficit idrico a seguito delle piogge verificatesi nelle ultime settimane, Regione Lombardia ha comunque provveduto ad aggiornare la disciplina sulle deroghe al deflusso minimo vitale (DMV). Per agevolare gli agricoltori, i Consorzi di bonifica potranno richiedere deroghe, parziali e temporanee; nel provvedimento regionale approvato vengono specificati l’iter di istruzione e le modalità per effettuare il monitoraggio. Intanto con il Lago Maggiore al 90% circa di riempimento, a metà settimana il Consorzio Villoresi ha aumentato la portata del Canale Villoresi, passato da 25 a 30 mc/s.

  • L’Intelligenza Artificiale, tra rischi e opportunità.  A cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    L’Intelligenza Artificiale, tra rischi e opportunità. A cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    Nel corso della storia umana, abbiamo assistito a innumerevoli scoperte e invenzioni che hanno cambiato il modo in cui viviamo e interagiamo con il mondo che ci circonda. Alcune di queste tecnologie, come il fuoco, sono state “rubate” alla natura, mentre altre sono il frutto dell’ingegno e della creatività umana. Tra queste ultime, l’intelligenza artificiale (IA) occupa un posto speciale, in quanto è stata creata interamente dall’uomo, senza alcun intervento della natura.

    L’intelligenza artificiale ha affascinato e ispirato scienziati e pensatori sin dai suoi albori. Il matematico e logico Alan Turing, che viene dai più considerato come il “padre” dell’intelligenza artificiale, ha posto le basi per l’IA moderna con il suo celebre test di Turing. In un articolo del 1950, “Computing Machinery and Intelligence”, Turing si chiedeva: “È possibile per le macchine pensare?”. Oggi, l’intelligenza artificiale ha superato la semplice capacità di “pensare” in termini meccanici, evolvendosi in un campo di ricerca e sviluppo estremamente avanzato e promettente.
    Questo rapido evolversi della tecnologia ha stimolato un dibattito globale che viene portato avanti oramai da decenni e che ha coinvolto molti dei grandi scienziati e innovatori come Stephen Hawking ed Elon Musk (foto sotto), che, anche recentemente, hanno espresso le loro opinioni e preoccupazioni riguardo all’IA.

    Hawking ha affermato che “l’IA potrebbe essere la migliore o la peggiore cosa che sia mai accaduta all’umanità. Dobbiamo essere consapevoli dei pericoli e garantire che l’IA sia utilizzata a beneficio di tutti”.
    Anche Elon Musk ha espresso la sua cautela riguardo all’intelligenza artificiale, sottolineando che “dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che il futuro dell’IA sia positivo e benefico per l’umanità”.
    Queste parole sottolineano l’importanza di considerare non solo le potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche le sfide e i rischi ad essa associati.
    Con la rapida evoluzione dell’IA e le sue applicazioni in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, è fondamentale – ad esempio – che ci impegniamo a sviluppare un quadro etico e responsabile per guidare il progresso dell’intelligenza artificiale ed un framework normativo chiaro che garantisca che lo strumento tecnologico sia utilizzato a beneficio dell’umanità nel suo insieme.
    La quantità di volte in cui un cittadino si relaziona ad un’intelligenza artificiale su base quotidiana – dalla ricerca su Google all’applicazione dei filtri alle storie di Instagram passando dall’utilizzo dei navigatori – è, infatti, altissima e spesso nel farlo non se ne rende nemmeno conto. Se proiettate, poi, in un futuro ormai prossimo queste applicazioni sono ancora più interessanti e disruptive.
    Prendiamo ad esempio il settore sanitario. In un recente spot televisivo, TIM mostra il prof. Musumeci, noto cardiochirurgo seduto in prima fila durante il matrimonio della figlia che viene chiamato a intervenire in una operazione importante. Senza scomporsi e senza lasciare la cerimonia, il chirurgo si apparta, svolge la parte centrale dell’operazione e torna a sedere al suo posto, in tempo per sentire le promesse solenni. Questa suggestione, sembra una proiezione di un futuro lontano, ma non lo è. Già oggi, infatti, l’IA ha rivoluzionato l’approccio alla diagnosi e al trattamento delle malattie.
    L’uso di algoritmi sofisticati per analizzare enormi quantità di dati ha, infatti, permesso di identificare schemi e correlazioni deboli che sfuggivano agli occhi umani e, grazie a queste scoperte, siamo stati in grado di sviluppare nuove terapie personalizzate, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita di milioni di persone.
    Un altro esempio significativo è legato all’industria.

    La capacità di interpretare in poco tempo tantissimi dati insieme alla connettività e all’automazione consente di superare lo storico trade-off tra mass-production e personalization e abilita un business model nuovo che consente la mass-personalization per cui è possibile offrire in massa a tutti i consumatori un servizio ritagliato sulle loro esigenze e in cui la domanda è opportunamente prevista consentendo minori tempi di consegna e minori sprechi.
    Tuttavia, nonostante le molte applicazioni e opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, è importante non sottovalutare i rischi ad essa associati. Questi includono la minaccia alla privacy, la rivoluzione del mercato del lavoro con possibili effetti sull’occupazione causata dall’automazione e le potenziali conseguenze di disallineamento tra l’IA e gli obbiettivi che l’umanità si propone.
    Il filosofo e matematico Bertrand Russell, già nel XX secolo, affermava che “ogni aumento del sapere può essere un aumento del potere, ma è anche, inevitabilmente, un aumento della possibilità di danno”. Questa riflessione può essere applicata anche all’IA, poiché questa, come tutte le altre rivoluzioni tecnologiche, può avere sia effetti positivi che negativi sulla società. È nostro dovere come individui e come collettività affrontare questi rischi e lavorare per garantire che l’intelligenza artificiale sia sviluppata e utilizzata in modo etico e responsabile.
    Tra gli strumenti che abbiamo c’è quello dell’opportuna informazione e della diffusione sistematica della data- e digital- literacy che, per chi scrive, è una passione e una missione.

    Contributo a cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    Carlo Nardello
    E’ nato a Roma nel 1964, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio nel 1988 presso la LUISS.

    Oggi è Adj. Professor presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

    Roberto Marseglia

    Si laurea in ingegneria informatica presso l’Università degli Studi di Pavia con lode. Consegue il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia. Durante il dottorato passa un anno di ricerca presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Successivamente lavora per un anno come Visiting Scholar presso UC Berkeley. Rientrato in Italia lavora circa tre anni presso The CMC Labs. Oggi è CEO di Daat Consulting e CEO di Sphaera e assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia. Appassionato di tecnologia e innovazione, è Certified Innovation Manager del MISE. È Junior Fellow di Aspen Istitute Italia ed è stato selezionato per il Future Leaders Program di ISPI. È operativo presso la sede di Milano.