Categoria: Economia

  • Ente Risi: ‘L’Europa volta le spalle al riso: un trilogo al veleno affossa la tutela nazionale”

    Ente Risi: ‘L’Europa volta le spalle al riso: un trilogo al veleno affossa la tutela nazionale”

    L’epilogo amaro del trilogo di lunedì 1° dicembre tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione Ue sulla clausola di salvaguardia per il settore risicolo è un sonoro schiaffo in faccia ai produttori europei, in particolare quelli italiani, cuore della risicoltura comunitaria.

    Il risultato? Una “clausola-fantasma”, un paravento istituzionale che espone il nostro settore ad una concorrenza sleale ed insostenibile, confermando che la Commissione e il Consiglio privilegiano cinicamente i Paesi in via di Sviluppo (Cambogia e Myanmar) a discapito della produzione interna, fiore all’occhiello del Made in Italy, dell’Europa e dell’agricoltura di qualità.

    Il settore risicolo, che in Italia concentra oltre il 50% della produzione Ue, attendeva da mesi questo negoziato cruciale sul Regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate).

    L’obiettivo era chiaro: ottenere una clausola di salvaguardia automatica che scattasse realmente al superamento di volumi di importazione insostenibili, sospendendo i dazi zero concessi a Paesi Terzi.

    Nonostante l’evidente distorsione di mercato causata dall’invasione di riso asiatico, il trilogo si è concluso con un accordo che è una vera e propria beffa.

    Il meccanismo di salvaguardia concordato prevede uno scatto solo al superamento di 387.000 tonnellate di importazioni (una cifra calcolata sulla media decennale con un generoso surge del 45%) e con un TRQ l’anno successivo, rendendo lo strumento praticamente attivabile a danni già avvenuti.

    La soglia concordata (si è partiti con un negoziato in cui il Consiglio chiedeva un quantitativo di 750.000 tonnellate) è talmente alta da rendere lo strumento di salvaguardia quasi impossibile da attivare, consentendo alle importazioni a dazio zero di inondare il nostro mercato prima che si possa correre ai ripari. Si difendono Paesi Terzi, spesso meno attenti ai nostri standard ambientali e sanitari, senza preoccuparsi delle migliaia di posti di lavoro nella filiera risicola nazionale.

    L’amara sconfitta è stata sancita dal voto contrario dei gruppi politici ECR ed EPP, ai quali è dovuto il nostro grazie, che hanno cercato di contrastare questa posizione inefficace. Questa presa di posizione politica è incomprensibile e dimostra una sconcertante miopia nei confronti delle filiere agricole europee, sacrificando la qualità e la sostenibilità europea sull’altare di accordi commerciali non equilibrati.

    Il settore risicolo europeo non merita un’Europa così ambigua, debole e, in ultima analisi, dannosa.

    Nonostante l’esito catastrofico del trilogo, è imperativo non arrendersi. La battaglia per la difesa del riso europeo non è ancora definitivamente conclusa. Il testo scaturito dal negoziato dovrà ora superare due snodi cruciali all’interno del Parlamento europeo.

    Il testo negoziato dovrà prima essere approvato dalla Commissione per il Commercio Internazionale (INTA). È qui che i parlamentari europei dovranno esercitare la massima pressione per respingere o tentare di modificare ulteriormente l’accordo. La Commissione INTA ha la possibilità di mandare un segnale forte, bocciando questo “compromesso” al ribasso.

    L’ultima trincea sarà la Plenaria del Parlamento europeo. L’intero organo legislativo si esprimerà sull’accordo raggiunto. Sebbene il Parlamento abbia ceduto nel trilogo, il voto in Plenaria resta la sola ed ultima possibilità per i deputati di smentire le decisioni prese con Consiglio e Commissione.

    Un rifiuto del testo in Plenaria obbligherebbe l’Ue a tornare al tavolo delle trattative. È un’opportunità per ottenere una vera clausola di salvaguardia, con soglie che scattino molto prima dell’attuale volume concordato e che impediscano la speculazione.

    La filiera risicola europea attende ora da INTA e dalla Plenaria un segnale forte ed inequivocabile: l’Europa deve dimostrare di essere ancora disposta a difendere la sua produzione di qualità ed il suo settore agricolo strategico.

  • Confindustria Lombardia: crisi demografica e carenza di competenze. Le strategie delle imprese lombarde

    Confindustria Lombardia: crisi demografica e carenza di competenze. Le strategie delle imprese lombarde

    Si è svolto ieri a Milano l’evento “Internazionalizzazione e capitale umano la Lombardia e la sua filiera tecnico professionale protagonisti nel mondo”, organizzato da Confindustria Lombardia, con il patrocinio di Regione Lombardia e in collaborazione con Assolombarda e Confindustria Bergamo.

    L’incontro ha approfondito gli impatti che la crisi demografica e la carenza di competenze avranno sulla società e in particolare sul sistema produttivo lombardo, delineando possibili soluzioni in linea con il modello di sviluppo regionale e all’interno di un quadro nazionale ed europeo, rappresentato dalla cornice del Piano Mattei.

    Solamente per il periodo 2025-2029 si stima un fabbisogno per i settori privati di circa 617mila lavoratori stranieri, e l’industria con 245mila unità rappresenterà il 40% della domanda complessiva. La Lombardia è la regione dove si prevede la necessità di oltre 146mila lavoratori, il 24% del totale nazionale[1].

    Partendo da questi presupposti che rimodelleranno il mercato del lavoro regionale, durante l’incontro sono state messe in luce buone pratiche di integrazione dei lavoratori stranieri nella filiera tecnico-professionale e il ruolo centrale delle imprese e delle istituzioni nella creazione di percorsi formativi e opportunità.

    “Le dinamiche demografiche e la carenza di competenze rischiano di mettere in crisi il nostro modello competitivo. La chiave per far fronte a questa sfida è la collaborazione tra imprese, istituzioni regionali e enti di formazione come gli ITS finalizzata alla creazione di un contesto ottimale, dal punto di vista lavorativo, di housing e integrazione. Inoltre, per Confindustria Lombardia, la cornice fornita dal Piano Mattei e la sua declinazione regionale, con la costruzione di rapporti bilaterali con Paesi strategici e la collaborazione con le istituzioni, rappresenta un’opportunità che le imprese lombarde sono già pronte a cogliere” ha affermato il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini nel suo intervento.

    Intervenendo nella tavola rotonda, la presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati, ha dichiarato che “anche la nostra provincia è pesantemente investita da una prospettiva di declino demografico che sta mettendo a rischio il futuro del nostro territorio e del suo tessuto produttivo, radicato nell’innovazione e integrato nelle filiere globali, la cui competitività è strettamente connessa alle competenze tecniche e professionali delle persone. Di qui il nostro impegno per metterci in sintonia con le giovani generazioni, contribuire al rafforzamento della filiera formativa e aiutare le imprese ad essere più attrattive. In questo quadro – prosegue Giovanna Ricuperati – è diventato pressante immaginare anche progetti internazionali per facilitare l’arrivo qualificato di giovani, come il percorso ITS Tecnologie per la Vita di Bergamo, diventato un modello per il bando nazionale del Piano Mattei, che ha portato sul nostro territorio 70 studenti etiopi ed egiziani, prossimamente coinvolti in percorsi di stage nelle nostre aziende. Elemento strategico è inoltre il progetto “Live in Bergamo” a cui sta lavorando la nostra Associazione, attraverso la creazione di un fondo immobiliare, con l’obiettivo di coniugare rigenerazione urbana, risposte ai fabbisogni delle imprese e promozione di una reale integrazione sociale. Una qualità abitativa adeguata, infatti, è condizione imprescindibile per accogliere chi cerca nel nostro territorio nuove opportunità di lavoro e, più in generale, di vita”.

    Sempre nel corso della tavola rotonda, Giulia Castoldi, vicepresidente vicaria di Assolombarda, ha sottolineato che “gli scenari demografici, caratterizzati da un invecchiamento della popolazione e da tassi di natalità in calo, impongono serie riflessioni legate al mercato del lavoro e alla competitività dei nostri territori – ha dichiarato la vicepresidente vicaria di Assolombarda, Giulia Castoldi -. Già oggi, le imprese avvertono l’elevato mismatch tra competenze necessarie e profili professionali ma, in prospettiva, la riduzione della forza lavoro necessita di nuove strategie per sostenere la crescita economica. Attrarre giovani e lavoratori, anche stranieri, attraverso politiche di formazione e inclusione, per colmare i gap occupazionali e favorire la diversità, diventa quindi una priorità. Come Assolombarda, siamo impegnati per sostenere questa epoca di transizione. Promuoviamo, con forza, lo sviluppo degli ITS Academy, oltre che la sempre più stretta collaborazione tra istituzioni formative e imprese, potendo anche contare sull’attenzione e sul sostegno delle politiche promosse da Regione Lombardia: una sinergia funzionale ad attrarre e realizzare investimenti trasformativi e a rafforzare le leve locali di sviluppo”.

    All’incontro, moderati dal giornalista de Il Sole 24 ore Luca Orlando, sono intervenuti il Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Regione Lombardia, Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Lombardia, Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo, Giulia Castoldi, Vicepresidente vicaria con delega alle Imprese familiari Assolombarda, Alessandro Mele, Vicepresidente, Rete ITS ITALY, Giuseppe Nardiello, Presidente, ITS Nuove Tecnologie della Vita, Don Marco Perrucchini, Direttore Generale AFP Patronato San Vincenzo.

  • Neve: indagine Altroconsumo, skipass più cari del 4%,  fino a 86 euro al giorno

    Neve: indagine Altroconsumo, skipass più cari del 4%, fino a 86 euro al giorno

    La stagione invernale deve ancora entrare nel vivo, ma per gli appassionati di sci si conferma un trend ormai consolidato: i prezzi degli skipass continuano a salire. Secondo l’ultima indagine condotta da Altroconsumo su 44 stazioni sciistiche dell’arco alpino e appenninico – con un focus anche su alcuni comprensori esteri oltreconfine come Sankt Moritz, Zermatt e Chamonix – il costo medio del biglietto giornaliero aumenta del 4% rispetto allo scorso anno.

    L’incremento risulta ancora più evidente quando si guarda al ticket da cinque giorni, tipico di chi sceglie la settimana bianca: qui la crescita arriva al +4,4%, in accelerazione rispetto al +3,8% registrato nella stagione 2023-2024. L’indagine prende in considerazione le tariffe applicate nei periodi di massima affluenza – Natale, Capodanno, Carnevale e festività – quando i prezzi toccano il picco.

    Il giornaliero resta il titolo più acquistato da sciatori occasionali e famiglie in gita sulla neve. Nei 37 comprensori italiani analizzati, il prezzo varia da un minimo di 36 euro (a Champorcher, in Valle d’Aosta) fino a un massimo di 86 euro nel comprensorio Dolomiti Superski, uno dei più estesi e frequentati.

    A incidere sui bilanci sono però soprattutto le uscite di gruppo: una famiglia di tre adulti spende mediamente 188 euro al giorno solo per accedere agli impianti di risalita – seggiovie, funivie e skilift – mentre nelle località più costose la cifra può arrivare a 260 euro. Costi che non includono il noleggio dell’attrezzatura, le lezioni o il pranzo in rifugio, elementi che possono far lievitare ulteriormente il budget.

    La situazione risulta ancora più onerosa oltreconfine: a Zermatt, con la possibilità di sconfinare sulle piste del comprensorio di Cervinia, il costo giornaliero può toccare i 370 euro, confermandosi uno dei paradisi dello sci più esclusivi e costosi al mondo.

    Un quadro che evidenzia come sciare, pur restando una delle attività invernali più amate, stia diventando per molte famiglie un lusso da programmare con attenzione.

  • Volo a Natale, quanto mi costi: fino a 800 euro

    Volo a Natale, quanto mi costi: fino a 800 euro

    Anche quest’anno le festività di Natale saranno caratterizzate dal caro-aerei, con i prezzi dei voli che schizzano alle stelle nei giorni a ridosso delle
    festività. E non andrà meglio per chi si sposterà in treno o in
    auto, considerato che anche i biglietti ferroviari hanno
    raggiunto livelli elevati e che i listini dei carburanti stanno
    registrando un deciso rialzo nelle ultime settimane.

    Lo afferma Assoutenti, che spiega: “Chi si appresta in questi
    giorni ad acquistare un biglietto partendo il 24 dicembre e
    tornando il 6 gennaio, spende un minimo di 505 euro per andare
    da Torino a Palermo e ritorno, e ben 492 euro per volare da Pisa
    a Catania. Da Torino a Catania, nelle stesse date, servono 422
    euro, che scendono a 411 euro da Milano a Palermo, stesso prezzo
    della tratta Verona-Palermo.

    406 euro è il prezzo di un biglietto a/r da Milano a Catania. A seconda della compagnia scelta e dell’orario del volo, i biglietti di andata e ritorno
    possono arrivare a superare quota 800 euro, come nel caso del
    collegamento Milano Linate-Catania che raggiunge il record di
    841 euro”.

    Tariffe proibitive anche sul fronte dei treni: “per un
    viaggio di andata sabato 20 dicembre con collegamenti AV,
    servono almeno 199 euro per la tratta Torino-Reggio Calabria,
    185 euro da Milano a Reggio Calabria, 183 euro da Torino a
    Lecce, 153 euro da Milano a Lecce, 167 euro da Genova a Reggio
    Calabria”
    . Altra nota dolente quella dei carburanti: chi si
    sposta in auto dovrà fare i conti con i rialzi dei listini alla
    pompa registrati nelle ultime settimane.
    Un fenomeno quello del caro-voli “che rappresenta una forma
    di odiosa speculazione sulla pelle dei consumatori, e che
    nonostante le indagini dell’Antitrust e i proclami della
    politica non ha ancora trovato una soluzione”, commenta il
    presidente Gabriele Melluso. (

  • Milano al primo posto per ricchezza in Italia, però bocciata in sicurezza

    Milano al primo posto per ricchezza in Italia, però bocciata in sicurezza

    Prima per ricchezza e consumi, ma anche per affari e lavoro, Milano è penultima per la sicurezza.

    E’ una fotografia in chiaro scuro quella del capoluogo lombardo scattata dalla 36esima edizione della qualità della vita del Sole 24 Ore, indagine lanciata nel 1990 per misurare i livelli di benessere nei territori italiani e i cui risultati sono
    presentati oggi sulle pagine del quotidiano.

    Nella top ten, tutta settentrionale, Milano guadagna quattro
    posizioni piazzandosi all’ottavo posto della classifica guidata
    da Trento, che ha scalzato dal primo posto Bergamo, vincitrice
    nel 2024 e ora quinta. Cremona, Lecco e Monza Brianza si
    piazzano rispettivamente al 14esimo, 15esimo e 16esimo posto,
    perdendo nove, una e dodici posizioni. Risale di sette posizioni
    Sondrio, che è 23esima, mentre tutte le altre province lombarde
    perdono terreno: Como scivola di 14 posizioni al 25esimo posto,
    Brescia – la città più sostenibile d’Italia secondo la
    classifica del Sole 24 Ore – è 28esima (-8). Seguono Mantova,
    34esima con 11 posizioni in meno, Varese 41esima (-19), Lodi
    50esima (-21) e Pavia 56esima (-13).

    Rimane dunque forte il divario tra Nord e Sud: una spaccatura geografica che, in 36 edizioni della Qualità della vita, non ha accennato a sanarsi, nonostante i
    punti di forza del Mezzogiorno nella demografia, nel clima, nel
    costo della vita decisamente più accessibile, e i fondi (inclusi
    quelli del Pnrr) che negli anni hanno contribuito a dare una
    spinta alle imprese e al Pil di questi territori.

    Le ultime 22 classificate, infatti, continuano a essere province meridionali.
    L’indagine fotografa il benessere nelle province italiane con
    90 indicatori divisi in sei categorie: ricchezza e consumi;
    affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e
    salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.
    Le classifiche di tappa si confermano sei: Milano vince in
    Ricchezza e consumi; Milano mantiene la sua leadership in Affari
    e Lavoro; Brescia mantiene la leadership in Ambiente e servizi;
    Bologna è leader in Demografia, salute e società; Oristano guida
    la classifica di Giustizia e sicurezza; Trieste si conferma la
    migliore per Cultura e tempo libero.
    Una menzione a parte va a Siena che vince la quinta edizione
    della Qualità della vita delle donne, un indice sintetico basato
    su 14 parametri (tra cui tasso di occupazione, imprese
    femminili, amministratrici donne di imprese e di entri locali,
    quota di laureate, gap retributivo e occupazionale, competenza
    numerica e alfabetica non adeguata) che va poi a confluire nella
    classifica generale, nella categoria Demografia, salute e
    società.

  • Moody’s, rating di Regione Lombardia superiore a quello italiano

    Moody’s, rating di Regione Lombardia superiore a quello italiano

    Il rating della Regione Lombardia passa da Baa2 a Baa1 con outlook stabile. Lo comunica Moody’s, una delle più importanti agenzie internazionali specializzata nella valutazione finanziaria, evidenziando come, “a seguito dell’innalzamento del rating sovrano del Governo italiano a Baa2, anche quello della Regione Lombardia abbia scalato una posizione”.

    Un risultato che, commentano da Palazzo Lombardia, oltre a dipendere dai forti legami istituzionali, operativi e finanziari con il Governo centrale, trova motivazioni nei ‘fondamentali’ della Regione, soprattutto per quanto attiene alla solidità economica ed istituzionale dell’Ente.Così come rilevante risulta la solidità fiscale e finanziaria di una Lombardia che conferma un basso profilo del debito e una robusta liquidità. “Ancora una volta – commentano il presidente Attilio Fontana e il vicepresidente, con delega al Bilancio e alle Finanze, Marco Alparone – questa valutazione ribadisce come la nostra Regione sia in assoluto il motore trainante dell’intero Paese”.

    “Gli ottimi risultati ottenuti dallo Stato italiano, grazie a un’attenta gestione finanziaria, e dalla Lombardia, sempre attenta a far ‘quadrare i conti’ – aggiungono – ci spingono a guardare al futuro con ottimismo, con l’obiettivo di contribuire a rendere sempre più solida l’economia del Paese e della nostra Lombardia”.

  • A Legnano la quarta edizione della Fiera del Lavoro

    A Legnano la quarta edizione della Fiera del Lavoro

    Torna a Legnano la Fiera del Lavoro, giunta alla sua quarta edizione, in programma giovedì 4 dicembre, dalle 9.30 alle 16.30, presso il Palazzo Leone da Perego in via Monsignor Eugenio Gilardelli 10.

    L’evento è organizzato da Afol Metropolitana in collaborazione con il Comune di Legnano e riunirà le principali agenzie per il lavoro e gli enti di formazione del territorio. Saranno presenti, infatti, Adecco, Ali, Arbra, Fondazione Clerici, GiGroup, IAL Lombardia, Manpower, Maw, Randstad, Synergie, Umana.

    Durante la giornata, i partecipanti avranno l’opportunità di sostenere colloqui di selezione con le agenzie, gli enti presenti e i recruiter di Afol Metropolitana. Saranno disponibili oltre 500 posizioni aperte in diversi settori e filiere, con particolare attenzione alla distribuzione organizzata (GDO, food e retail), ai profili professionali per aziende meccatroniche e metalmeccaniche, e alle opportunità di lavoro presso l’aeroporto di Milano Malpensa.

    Inoltre gli esperti di orientamento di Afol Metropolitana proporranno ai candidati il percorso “Il tuo lavoro in tre fermate”, un itinerario guidato per accompagnare i partecipanti nella costruzione del proprio profilo professionale. Il percorso si apre con il check del CV, durante il quale gli esperti aiuteranno a valorizzare le competenze e le esperienze del candidato, prosegue con una simulazione del colloquio di lavoro per prepararsi al meglio agli incontri con le aziende e si conclude con uno speed date lavoro, un momento di confronto rapido ed efficace pensato per individuare le opportunità più in linea con il percorso e le aspirazioni del candidato.

    Sarà inoltre possibile ricevere informazioni sulle opportunità di lavoro all’estero proposte dal servizio EURES, parte della rete europea dei servizi pubblici per l’impiego. Spazio anche ai percorsi formativi gratuiti e agli strumenti e incentivi della legge 68/99 dedicati all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Nel corso della mattinata si terranno diverse presentazioni e seminari sulle opportunità di lavoro, orientamento e formazione, con il contributo di importanti aziende del territorio.

    Il PROGRAMMA DELLA GIORNATA

    9:30-10.00 | Accoglienza e registrazione partecipanti

    10:00 – 10:30 | Saluti istituzionali

    10:30 – 11:00 | Focus “Donne e lavoro” a cura di Afol Metropolitana

    11:00 – 12:00 | I profili professionali richiesti. La parola alle aziende

    12:00 -12:30 | La formazione per entrare in azienda

    Durante tutta la giornata si terranno gli speed meeting lavoro, grazie ai quali le aziende avranno l’opportunità di incontrare i candidati che si registreranno e i candidati preselezionati dal servizio di ricerca del personale di Afol Metropolitana. Per partecipare, è possibile iscriversi al form https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=a-eZhE1wPEGrYrspuT6iqbxKinvEG1hBkHWEQCTx_TxUNldLMDJFN0hHNUswVExMOVNMRjFOSzBXNSQlQCNjPTEu&route=shorturl e presentarsi all’evento con il cv salvato su smartphone.

  • Lombardia, ricavi in crescita per il 70% delle imprese manifatturiere

    Lombardia, ricavi in crescita per il 70% delle imprese manifatturiere

    Le 93mila imprese manifatturiere lombarde mostrano una solida tenuta: nei primi nove mesi del 2025 il fatturato risulta in aumento o stabile per il 70% delle aziende, un dato in linea con la media nazionale. Quasi 6 imprese su 10 dichiarano inoltre di procedere secondo gli obiettivi fissati a inizio anno.

    È quanto emerge dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Nomisma, secondo cui anche il livello di soddisfazione delle aziende continua a crescere: circa il 30% valuta l’andamento dell’ultimo periodo “alto” o “molto alto”.

    Sul fronte degli ordini, un quarto delle imprese lombarde considera il proprio portafoglio adeguato o superiore alle attese. Guardando al futuro, quasi 2 aziende su 10 esprimono un forte ottimismo per il biennio 2026-2027, mentre oltre la metà manifesta una fiducia moderata. A pesare sono le incertezze sulla fine del Piano Transizione 5.0, i nuovi dazi e la persistente difficoltà nel reperire forza lavoro qualificata.

    Il problema del personale resta infatti una costante: 4 imprese su 10 in Lombardia segnalano criticità nel trovare profili adeguati, lamentando carenze sia numeriche che di competenze.

    Il quadro è invece decisamente più positivo sul versante della digitalizzazione: 6 aziende su 10 si dichiarano già a buon livello di maturità digitale o altamente digitalizzate, in coerenza con gli obiettivi di innovazione sostenuti dal Piano 5.0.

    A supporto di questo percorso contribuiscono le competenze interne: oltre l’80% delle imprese lombarde si dice molto, abbastanza o mediamente soddisfatto delle skill digitali del proprio personale, dato perfettamente in linea con la media nazionale.

  • #faiunregaloallatuacitta, il nuovo progetto di Confcommercio Alto Magentino

    #faiunregaloallatuacitta, il nuovo progetto di Confcommercio Alto Magentino

    Con l’approssimarsi delle festività Natalizie che, per moltissime piccole realtà locali costituisce il periodo commercialmente più importante ed appetibile dell’anno, Confcommercio Alto Magentino ha dato corpo ad una nuova iniziativa denominata FAI UN REGALO ALLA TUA CITTA’.

    Il progetto dedicato alle Imprese degli oltre 21 Comuni parte dell’ambito di rappresentanza dell’associazione di Via Volta a Magenta è sostanzialmente incentrato sull’obiettivo di promuovere, sostenere, valorizzare il tessuto dei piccoli negozi ed attività commerciali presenti in ciascuna Amministrazione invitando, in questi termini, ad indirizzare le scelte dei prossimi acquisti e regali di Natale in queste attività che, di fatto, rappresentano una importante leva per la vivibilità, la socialità e non di meno ricchezza di ogni Comune dal più grande al più piccolo.

    “Questa iniziativa, quest’anno riveste un ruolo particolarmente importante, – evidenzia il Presidente di Confcommercio Alto Magentino, Luigi Alemani – in quanto rientrante in quelli che sono i festeggiamenti per gli 80 anni della nostra Organizzazione che ha identificato le proprie basi e costruito da sempre la sua attività di rappresentanza partendo proprio da queste piccole attività presenti in ciascun Comune: Rappresentanza, quella odierna, che sfocia anche nell’attività di tutela di questi Imprenditori senza i quali le città e i piccoli agglomerati cittadini non solo avrebbero un quadro sostanzialmente diverso da quello che oggi illumina anche le piccole piazze e vie ma anche un pericoloso impoverimento di quello che le stesse possono offrire ad una città rischiando di trasformare ogni piccolo centro in uno sterile dormitorio vincolando, in questi termini, necessariamente le potenziali scelte d’acquisto dei residenti verso le grandi città limitrofe, la grande distribuzione organizzata o sempre di più verso le piattaforme di E-commerce”.

    Aderire al progetto di Confcommercio Alto Magentino è davvero semplice, infatti tutte le Imprese interessate devono esclusivamente contattare la Segreteria dell’Associazione la quale promuoverà immediatamente ogni offerta, promozione, scontistica o proposta commerciale dedicata al Natale che le Imprese ed attività del territorio intendono e intenderanno definire generando una vera e propria rete di offerte di qualità sul territorio.

    “L’iniziativa «Fai un regalo alla tua Città» nasce dall’idea che, in un momento particolare dell’anno nel quale ciascuno di noi indirizza i propri acquisti e le proprie scelte commerciali per fare ai propri cari ed ai propri affetti dei doni, in occasione del Santo Natale, abbiamo ritenuto dare corpo ad un progetto che veda tra i destinatari di queste scelte e, in questi termini, particolari attenzioni e sentimenti, anche la propria Città o il proprio piccolo Comune dedicando a questa un regalo – afferma il Direttore Confcommercio, Simone Ganzebi – proprio attraverso acquisti effettuati nei piccoli negozi che caratterizzano ciascun Comune. Ovviamente questa non è un’iniziativa che ambisce o vuole essere uno strumento concorrenziale o alternativo a quanto proposto tramite le piattaforme digitali o ai margini di prezzo che la GDO è nella condizione di offrire, quanto piuttosto un vero e proprio percorso di scoperta o riscoperta di ciò che i piccoli negozi e micro-realtà presenti vicino alle nostre abitazioni o ai nostri luoghi di lavoro sono qualitativamente in grado di offrire con la loro passione, preparazione ed impregno quotidiano”

    Tutte le attività che intenderanno aderire e beneficiare di questa opportunità promozionale gratuita saranno oggetto di una campagna dedicata attraverso tutti i canali social media di Confcommercio soprattutto nelle giornate a ridosso del Natale, dato che, negli anni ben oltre il 64% degli acquisti in termini di doni o regali viene effettuato negli 8/10 giorni antecedenti al 25 Dicembre.

  • ‘Malpensa aeroporto che cresce di più in Europa’

    ‘Malpensa aeroporto che cresce di più in Europa’

    Alla Triennale di Milano la XXVII edizione di Italia Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali ideata da Fabio Massa e organizzata dalla Fondazione Stelline, che quest’anno dedica ampio spazio al tema della mobilità, dell’intermodalità e delle infrastrutture come leva strategica per la competitività nazionale.

    Nel panel dedicato alla mobilità del futuro è intervenuto Andrea Gibelli, Presidente di FNM, che ha posto l’accento sul ruolo dell’innovazione tecnologica e sulla trasformazione dei modelli di trasporto.

    “È complicato quando fai progetti innovativi – ha spiegato –. Siamo capofila in Italia per la Hydrogen Valley, una novità assoluta sia per gli enti locali sia per i progettisti. La pianificazione strategica non riguarda più il semplice spostare persone da un punto A a un punto B: la vera sfida è valorizzare i luoghi, a partire dalle stazioni, e soprattutto l’ultimo miglio, dalla stazione alla casa o al luogo di lavoro. Per noi la mobilità del futuro si concepisce con l’intelligenza artificiale: non vivremo più le città come le viviamo adesso”.

    Una visione che si integra con quella del trasporto aereo, portata al tavolo da Armando Brunini, Amministratore Delegato di SEA, che ha ribadito l’ambizione internazionale del territorio milanese e lombardo.

    “Milano e la Lombardia hanno ambizioni globali – ha sottolineato –. La nostra missione è garantire connettività verso i luoghi lontani. Quest’anno Malpensa è l’aeroporto che cresce di più in Europa sul lungo raggio, e i collegamenti attivati con destinazioni come Vietnam, Hong Kong, Boston e Miami confermano che siamo una delle principali porte verso il mondo, pur senza beneficiare di un vettore di bandiera”.

    Brunini ha poi affrontato il tema delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, annunciando un approccio organizzativo basato su tecnologia, efficienza e coordinamento:
    “Non abbiamo paura del traffico olimpico: team e attrezzature avranno una gestione dedicata. Stiamo definendo procedure per permettere a Milano e alla Lombardia di fare un’ottima figura internazionale. L’obiettivo è una SEA sempre più tecnologica e meno inquinante: mi auguro che nei prossimi anni l’utilizzo della biometria sia molto più diffuso”.

    Le riflessioni di Gibelli e Brunini convergono in una visione comune: una mobilità che non è più solo infrastruttura, ma un ecosistema intelligente, capace di connettere persone, luoghi e opportunità in modo sostenibile e innovativo.