Categoria: Economia

  • Per un panino al bar 2,7 euro ad Ancora, a Milano si arriva quasi a 6

    Per un panino al bar 2,7 euro ad Ancora, a Milano si arriva quasi a 6

    Dai 2,7 euro di Ancona ai 5,7 di Milano. Tanto varia il prezzo di un panino al bar che, considerando le principali città italiane, costa in media circa
    3,8 euro. E’ uno degli esempi che emerge dall’indagine del
    Codacons sui prezzi del 2025, elaborata in base ai dati
    dell’Osservatorio Mimit.

    A Bologna che la carne bovina costa di più (in media 26,7
    euro/kg), ma le zucchine più care sono quelle di Genova (4,60
    euro/kg), evidenzia l’associazione dei consumatori. Per una
    otturazione dal dentista la spesa va dal record di Aosta di 176
    euro ai 70 euro di Napoli, e per lavare l’auto bastano 8,5 euro
    ad Ancona, ma ne servono oltre 21 a Bolzano, città che vanta
    anche il prezzo più alto per il cappuccino al bar, ben 2,3 euro
    in media.

    Per acconciare i capelli conviene trasferirsi a Napoli: qui
    una messa in piega costa in media meno di 13 euro contro i 23,5
    euro della più cara Bologna, mentre il taglio capelli per donna
    meno di 15 euro contro i 30 euro della più cara Trieste. Per una
    serata di svago al cinema meglio scegliere Bari, dove un
    biglietto costa in media 7,3 euro: a Genova per vedere un film
    in una sala cinematografica ne servono addirittura 11,2.

    L’indagine Codacons prende in esame anche le spese per gli
    animali: il servizio di toelettatura cani più costoso è quello
    di Aosta, 49,6 euro, contro una spesa media in Italia di 34,6
    euro.

  • Consumi: Codacons, Milano la città più cara d’Italia, Napoli la più economica

    Consumi: Codacons, Milano la città più cara d’Italia, Napoli la più economica

    Milano si conferma anche nel 2025 la città italiana col più alto costo della vita. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato una indagine sui listini di beni e servizi praticati al pubblico nelle principali città della Penisola. Di contro la città più economica risulta Napoli, ma se si guarda solo alla spesa alimentare, è Catanzaro a detenere il primato del risparmio, mentre a Bolzano per cibi e bevande si spende di più rispetto al resto dal Paese.

    Prendendo in esame un paniere composto da prodotti ortofrutticoli, alimentari e servizi vari (dal dentista alla messa in piega, passando per tintorie e toilettatura cani) emerge come a Milano, per l’acquisto delle varie voci, si spenda un totale di quasi 600 euro (per l’esattezza 598,95 euro), il 62,3% in più rispetto alla spesa di Napoli per lo stesso paniere.

    Segue Aosta con uno scontrino complessivo da 586 euro, e al terzo posto Bolzano con 574 euro – analizza il Codacons.Tra le 18 grandi città monitorate Napoli, con una spesa totale da circa 369 euro per i beni e servizi considerati, è risultata quella più economica, seguita da Palermo con 408 euro e Catanzaro con 424 euro.

    Sul fronte della sola spesa alimentare, per l’acquisto di 28 prodotti che spaziano dall’ortofrutta alla carne, dal salmone a pane, pasta, olio, ecc., Catanzaro, con una spesa da circa 165 euro, è la città più conveniente, seguita da Napoli (168 euro) e Bari (172 euro). Per rifornire dispense e frigoriferi la città più cara è risultata Bolzano, con una spesa da circa 220 euro per cibi e bevande (il 33,3% in più rispetto alla città più economica).

    Per una otturazione dal dentista la spesa va dal record di Aosta di 176 euro ai 70 euro di Napoli, e per lavare l’auto bastano 8,5 euro ad Ancona, ma ne servono oltre 21 a Bolzano, città che vanta anche il prezzo più alto per il cappuccino al bar, ben 2,29 euro in media.Per acconciare i capelli conviene trasferirsi a Napoli: qui una messa in piega costa in media meno di 13 euro contro i 23,5 euro della più cara Bologna, mentre il taglio capelli per donna meno di 15 euro contro i 30 euro della più cara Trieste. Per una serata di svago al cinema meglio scegliere Bari, dove un biglietto costa in media 7,3 euro: a Genova per vedere un film in una sala cinematografica ne servono addirittura 11,2.

    A sorpresa Milano è la città col più basso costo del servizio “lavatura e stiratura camicia”: in media 2,89 euro contro i 5,3 euro di Catanzaro e Ancona.L’indagine Codacons prende in esame anche le spese per gli amici a quattro zampe: il servizio di toilettatura cani più costoso è quello di Aosta, 49,6 euro, contro una spesa media in Italia di 34,6 euro.

  • Confcommercio Milano, bene la partenza dei saldi, +8% sul 2025

    Confcommercio Milano, bene la partenza dei saldi, +8% sul 2025

    Bene la prima giornata dei saldi invernali a Milano con una crescita dell’8% sul 2025 e uno scontrino medio di 160 euro. E’ la stima di Confcommercio
    Milano, Lodi, Monza e Brianza secondo cui il dato è in
    particolare positivo nelle principali vie dello shopping che
    hanno beneficiato della presenza di turisti provenienti
    soprattutto dai Paesi europei e dalla vicina Svizzera.

    La percentuale media di sconto in saldo si è attestata
    mediamente sul 30% e fra i prodotti più venduti figurano
    maglieria, jeans, giacche e borse per la donna; maglieria,
    giubbotteria e capispalla per l’uomo.
    Positivo anche l’andamento della prima giornata dei saldi a
    Monza nelle vie pedonali, con clientela prevalentemente
    italiana.

    “La data di partenza, così vicina all’inizio dell’anno, ha
    favorito l’avvio di questi saldi invernali con acquirenti
    motivati nell’effettuare acquisti. E’ un buon segno – commenta
    Gabriel Meghnagi, vicepresidente Confcommercio Milano e
    vicepresidente vicario FederModa Milano – che auspichiamo possa
    essere confermato e rafforzato nei prossimi giorni con il
    graduale rientro dei clienti residenziali. Far partire i saldi
    ai primi di gennaio è la scelta giusta”.

  • Consumi: saldi ai blocchi di partenza, giro affari 6 mld con spesa media 292 euro

    Consumi: saldi ai blocchi di partenza, giro affari 6 mld con spesa media 292 euro

    Saldi ai blocchi di partenza. Tra oggi, in Valle d’Aosta che anticipa, e sabato, nel resto d’Italia, prenderanno il via i saldi di fine stagione invernali 2026, il primo appuntamento promozionale dell’anno e il più atteso (e amato) dai consumatori: il 92% è interessato ad approfittare degli sconti, mentre solo l’8% esclude acquisti. E il negozio fisico resta il perno dell’esperienza ‘saldi’ per l’87%.

    È quanto emerge dal consueto sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti sugli acquisti in occasione delle vendite di fine stagione invernali, che potrebbero valere quest’anno fino a 6 miliardi di euro. Tra chi ha già fissato un budget, la spesa media prevista è di 292 euro circa a persona, ma la mediana ci indica che uno su due spenderà 200 euro o meno: un divario che dice molto su come si distribuiscono gli acquisti.

    Al centro c’è un blocco ampio di consumatori che si muove su cifre contenute, mentre una minoranza di big spenders “tira su” la media: il 17% di chi ha pianificato un budget ha messo in conto almeno 500 euro, e un 4% 1.000 euro e oltre. Netta la differenza per età: i 18-34 anni prevedono 225 euro, contro i 327 euro dei ‘senatori’.

  • Confcommercio, ‘montagne lombarde quasi sold-out a fine anno’

    Confcommercio, ‘montagne lombarde quasi sold-out a fine anno’

    Confcommercio vede rosa per la notte di San Silvestro in Lombardia, con il “quasi tutto esaurito” in montagna, “buone” presenze sui laghi e nelle città
    d’arte e oltre seicentomila clienti attesi per il cenone dell’ultimo dell’anno.

    La montagna viene indicata come l’ “assoluta protagonista”
    dei flussi turistici di fine 2025. In Valtellina, rileva
    Confcommercio, le prenotazioni alberghiere per Capodanno
    superano il 90%, ma è tutta la provincia di Sondrio –
    Valmalenco, Aprica e Madesimo – ad avere ottimi flussi. Quasi
    sold out anche le strutture ricettive nelle valli bresciane e
    bergamasche, secondo un trend che proseguirà fino all’Epifania.

    Sul lago di Como gli alberghi aperti registrano presenze
    intorno al 95% per la notte di Capodanno e numeri “più che
    buoni” fino all’Epifania. “Buone” anche le presenze nelle poche
    strutture aperte sul ramo lecchese e sul versante bergamasco del
    lago d’Iseo, da Sarnico a Lovere. Salgono al 40% le strutture
    ricettive aperte sul Garda, a fronte di una media stagionale del
    20%-25%.

    Quanto alle città, alberghi pieni a Mantova a Capodanno e nei
    giorni immediatamente successivi, “buoni flussi” a Bergamo,
    occupazioni alberghiere al 60% a Brescia e fino al 50% a Cremona
    mentre a Varese, segnala ancora Confcommercio, si registrano
    prenotazioni di turisti, specialmente stranieri, in strutture di
    alta gamma. Quanto al cenone di Capodanno, negli oltre 10.000
    ristoranti lombardi aperti sono attesi 620.000 clienti, con un
    indotto di 64 milioni di euro.

    “L’ormai consolidata vocazione turistica della Lombardia si
    conferma anche per questa fine d’anno”, dichiara il
    vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo
    Massoletti, evidenziando l’ “attrattività della regione” e la
    “qualità dei servizi offerti”, come pure “l’abitudine di
    festeggiare fuori casa il Capodanno, approfittando della qualità
    della ristorazione”. “Un inizio d’anno all’insegna di un cauto
    ottimismo – per Massoletti – che ci auguriamo possa consolidarsi
    già dai prossimi giorni, in occasione dell’avvio dei saldi
    invernali”.

  • Montalto Pavese, case a un euro per ripopolare il paese

    Montalto Pavese, case a un euro per ripopolare il paese

    Case abbandonate vendute simbolicamente a un euro per contrastare lo spopolamento e ridare vita al centro storico e alle frazioni. È l’iniziativa lanciata dal Comune di Montalto Pavese, che nei giorni scorsi ha approvato un regolamento dedicato agli immobili in stato di abbandono. A darne notizia è La Provincia Pavese.

    Il progetto ha un duplice obiettivo: da un lato spingere i proprietari reperibili a mettere in sicurezza e ristrutturare edifici oggi fatiscenti, dall’altro consentire al Comune di acquisire gli immobili senza proprietari attivi e rimetterli a disposizione della comunità. L’assegnazione avverrà attraverso una graduatoria che premierà chi intende trasferirsi stabilmente in paese, con punteggi aggiuntivi per le giovani coppie under 40 (con o senza figli) e per chi vorrà avviare attività ricettive, commerciali o artigianali. Altri criteri di valutazione riguarderanno il mancato possesso di altri immobili sul territorio comunale, l’accorpamento di unità confinanti e la destinazione a prima casa.

    Come spiegato dal sindaco Paolo Repossi a La Provincia Pavese, il primo passo sarà una mappatura puntuale degli edifici abbandonati, sia nel centro storico sia nelle frazioni: «Gli uffici comunali individueranno gli immobili in grave stato di degrado e contatteranno i proprietari, concedendo loro 120 giorni per ripristinare la cosiddetta “funzione sociale” dell’edificio, con una possibile proroga di altri 180 giorni». In caso di inadempienza, il Comune potrà acquisire il bene e inserirlo nella graduatoria per l’assegnazione a un euro.

    Chi otterrà l’immobile dovrà però intervenire rapidamente: i lavori di ristrutturazione dovranno iniziare entro 30 giorni dalla consegna e concludersi entro 18 mesi.

    Montalto Pavese è il primo Comune della provincia a tentare questa strada, già sperimentata con successo in diversi borghi del Sud Italia. Con circa 850 abitanti – contro i 1.500 degli anni Sessanta – il paese punta a invertire il trend demografico. «Non è un’operazione immobiliare, ma sociale – sottolinea Repossi –. Vogliamo persone che abbiano voglia di fermarsi, investire, lavorare e vivere qui. Magari non possono acquistare una casa, ma sono pronte a rimboccarsi le maniche per sistemarne una»

  • Economia. L’infinita corsa delle PMI: dalla crisi alla strategia

    Economia. L’infinita corsa delle PMI: dalla crisi alla strategia

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Il 2026 si avvicina. Lasciamo alle spalle un anno complesso, segnato da una permanente instabilità geopolitica e da trasformazioni rapide. Le PMI manifatturiere entrano in un’altra fase decisiva: dobbiamo reagire con coraggio, sviluppando nuove competenze e strategie per crescere.

    Il sistema produttivo è sempre più affaticato, lo mostrano segnali evidenti che, troppo spesso, non vogliamo vedere.

    L’Ufficio Studi di A.P.I. ha rielaborato i dati per fotografare il quadro in cui lavorano le PMI associate.

    Tra il 2022 e il 2025 nelle province di Milano, Monza Brianza e Lodi hanno chiuso oltre 3.000 imprese manifatturiere, se ipotizziamo una media di 10 dipendenti, parliamo di una perdita di oltre 30.000 posti di lavoro.

    Sono numeri che urlano una deindustrializzazione profonda o una ristrutturazione del sistema produttivo?

    Guardiamo alle cause. La politica industriale assente da anni, la fiscalità tra le più alte d’Europa – il 43,1% è il peso del carico fiscale in Italia, 1,9 punti sopra la media UE -, il costo dell’energia elettrica vale 5,4 miliardi in più rispetto alla media UE, la difficoltà nel reperire manodopera qualificata e un accesso al credito non più orientato alle idee e alla capacità imprenditoriale, ma sempre più costoso e selettivo.

    Guardando più a fondo, possiamo sommare criticità di lungo periodo: la glaciazione demografica che ridurrà del 20% la popolazione in età lavorativa entro il 2050, una burocrazia che frena il 74% degli imprenditori, tempi della giustizia troppo lunghi e servizi pubblici non all’altezza; un contesto internazionale sfavorevole: l’UE ha perso il 6,8% della quota sul PIL mondiale in vent’anni e i dazi statunitensi rischiano di frenare ancora la crescita. L’automotive, settore chiave della nostra manifattura, continua a contrarsi.

    Nonostante questo scenario, nel triennio 2021-2024, in piena crisi tra guerre e inflazione, il PIL italiano è cresciuto in media del +2,1%, contro il +1,6% dell’UE. Infatti, le imprese stanno investendo nella transizione digitale e sostenibile – per alleggerire i costi energetici e per competere a livello internazionale – aumentano l’export, assumono e restano il primo motore occupazionale d’Europa nella manifattura.

    Dalla legge di bilancio 2026, che punta positivamente sul rigore, però le PMI si aspettavano un sostegno più deciso, a partire dalla Transizione 5.0 per gli investimenti in tecnologia, una maggiore semplificazione burocratica, azioni per ridurre i costi energetici e misure per il ricambio generazionale.

    Se vogliamo far parte del nuovo assetto produttivo, noi imprenditori non possiamo restare soli, la rappresentanza degli interessi è fondamentale. Il ruolo di A.P.I. è sempre più strategico a tutela delle scelte degli imprenditori attraverso progetti per sostenere il fare impresa con strumenti concreti, formazione mirata e occasioni di confronto.

    L’anno prossimo festeggeremo 80 anni di attività associativa con lo stesso impegno: riaffermare il valore delle PMI manifatturiere come motore dell’economia lombarda ed essere il punto di riferimento al fianco degli imprenditori per scelte più consapevoli.

    Insieme possiamo trasformare le sfide in opportunità per le PMI.

  • Trenord: pagamento cashless a Garibaldi, Cadorna e Malpensa

    Trenord: pagamento cashless a Garibaldi, Cadorna e Malpensa

    Trenord accelera su un’esperienza sempre più digitale e cashless anche in biglietteria. Dopo un primo progetto pilota avviato a marzo a MILANO Centrale, a MILANO Cadorna, MILANO Porta Garibaldi e Malpensa Aeroporto T1 arriva ”Digital Gate”, desk dedicato agli acquisti al 100% digitali. I nuovi desk si aggiungeranno
    agli sportelli già attivi nei punti vendita, per offrire ai passeggeri
    un’esperienza d’acquisto digitale e cashless, utilizzando le app di
    mobile payment, come PayPal e Satispay. Disponibile anche la
    funzionalità di pagamento in tre rate tramite PayPal.

    Come in tutte le biglietterie Trenord, sono accettati anche pagamenti
    con carte di credito e debito, inclusi Apple Pay e Google Pay. Quanti
    acquisteranno un biglietto ferroviario, Malpensa Express,
    transfrontaliero al ”Digital Gate” può scegliere di riceverlo via
    WhatsApp. L’attivazione di ”Digital Gate” è un passo del percorso
    avviato da Trenord per un sistema di bigliettazione sempre più smart,
    digitale e paperless.

    Presso i ”Digital Gate”, i clienti possono scegliere di ricevere il
    proprio biglietto ferroviario, Malpensa Express o transfrontaliero su
    WhatsApp e utilizzarlo direttamente dalla chat dell’applicazione. Il
    biglietto digitale, completo di qr code e dettagli di viaggio, viene
    inviato direttamente sullo smartphone ed è riconoscibile anche dal
    personale Trenord durante la controlleria.

  • Ski Price Index 25/26: classifica delle top 40 località sciistiche degli italiani

    Ski Price Index 25/26: classifica delle top 40 località sciistiche degli italiani

    Ami le piste innevate, il clima rigido non ti spaventa e non vedi l’ora di una vacanza ad alta quota ma hai bisogno di qualche dato per decidere dove andare? Che tu sia o meno un habitué della montagna, che tu sappia sciare molto bene o che tu non sappia neanche mettere gli sci ai piedi, Holidu, portale di prenotazione di case e appartamenti vacanza tra i più noti d’Europa, ha realizzato la classifica delle top 40 destinazioni sciistiche più amate dagli italiani nella stagione 2025/2026, indicando non solo il prezzo degli alloggi ma anche degli Skipass. Il budget giornaliero? Va dai 64 € di Gran Sasso – Campo Imperatore ai 280 € di Cortina d’Ampezzo.

    Posizione Località Regione o Stato estero
    1 Livigno Lombardia
    2 Alto Sangro – Roccaraso/Rivisondoli Abruzzo
    3 Madonna di Campiglio Trentino-Alto Adige/Südtirol
    4 Merano/Meran 2000 Trentino-Alto Adige/Südtirol
    5 Courmayeur Valle d’Aosta
    6-39 …
    40 Folgarida/Marileva Trentino-Alto Adige/Südtirol

    Fonte e classifica completa di posizioni e dati comprensivi dei prezzi delle case vacanze disponibile alla pagina: https://www.holidu.it/f/chalet-baite#ski-price-index
    Livigno in testa, seguono Alto Sangro – Roccaraso/Rivisondoli e Madonna di Campiglio nella classifica delle località sciistiche 2025/2026

    Livigno si conferma ancora una volta la regina delle località sciistiche italiane, dominando anche il ranking 2025/2026 con un costo medio giornaliero di soli 184 €. A seguire, Alto Sangro – Roccaraso/Rivisondoli, il punto di riferimento per lo sci nell’Italia centrale, con una media di 129 € al giorno, la seconda più bassa tra le prime dieci. Completa il podio Madonna di Campiglio, celebre per il suo fascino esclusivo e le piste impeccabili, si posiziona al terzo posto con 221 € di costo medio giornaliero, il quarto prezzo più alto della top 40.

    Le prime dieci posizioni: dal Trentino-Alto Adige a Calabria e Basilicata passando per l’Abruzzo
    La classifica vede una forte presenza di località del Trentino-Alto Adige, con ben 17 su 40 di cui ben 5 in top 10. Madonna di Campiglio e Merano 2000 conquistano rispettivamente terza e quarta posizione, grazie a servizi di alta qualità (rispettivamente 221 € e 135 € al giorno). La Valle d’Aosta è rappresentata da Courmayeur, che si piazza quinta con un costo medio di 191 €. E poi ancora Pinzolo al sesto posto, i comuni del Parco Nazionale del Pollino, tra Basilicata e Calabria, al settimo posto, fino ad arrivare a Canazei e Alta Badia – Corvara in Badia rispettivamente ottava e nona. Chiude la top 10 Cortina d’Ampezzo, incantevole località del Veneto prossima protagonista, insieme a Milano, delle Olimpiadi Invernali 2026, comprensibilmente con il prezzo più alto della top 40, ossia una media tra skipass e alloggio di 280 € al giorno.

    Gli italiani scelgono località nazionali: solo 4 mete estere

    Gli italiani continuano a preferire le destinazioni sciistiche nazionali, con ben 36 località italiane presenti nella classifica. Tuttavia, alcune mete estere riescono a entrare nella top 40, tutte concentrate tra Francia, Svizzera e Austria. La località più alta in classifica è Innsbruck – Ghiacciaio dello Stubai al 17° posto con un costo medio di 143 € al giorno. Più giù troviamo la località francese di Chamonix-Mont-Blanc, 24ª con un prezzo medio giornaliero di 79 €. Per la Svizzera si distinguono Zermatt e St. Moritz, al 38° e 39° posto con un costo di rispettivamente 273 € (il secondo più alto dopo Cortina in tutta la top 40 per Zermatt) e 222 € al giorno per St. Moritz. Queste mete si confermano scelte di grande prestigio, ideali per chi cerca un’esperienza internazionale di alto livello.

    Località economiche: dove sciare spendendo meno

    Chi cerca una settimana bianca a basso costo ha diverse opzioni, principalmente al sud Italia: per Camigliatello Silano in Calabria, il costo medio è di 78 €, più economiche Etna Sud ed Etna Nord con rispettivamente 72 € e 70 € di media. Il Pollino tra Calabria e Basilicata si piazza al settimo posto nelle ricerche e con un costo medio di 68 €. La località in assoluto più economica è invece Gran Sasso – Campo Imperatore con 64 €: perfetta per chi cerca vette mozzafiato ma economicamente più accessibili.
    Forte rappresentanza alpina col Trentino-Alto Adige in prima linea.

    La forte presenza del Trentino-Alto Adige è evidente, con 17 località su 40. Oltre alle 5 in top 10, troviamo anche Val Gardena – Alpe di Siusi (12°), Val di Fiemme – Obereggen (14°), Folgaria/Fiorentini (15°), San Candido – Monte Baranci (16°), Plose – Bressanone (21°), Brunico e San Vigilio di Marebbe, entrambe parte del Kronplatz/Plan de Corones (rispettivamente al 22° e 30° posto), e poi ancora Passo San Pellegrino/Falcade (33°), Valle Aurina (34°), Pejo 3000 – Peio (35°), Arabba/Marmolada (37°) e Folgarida/Marileva (40°). Queste località dimostrano l’eccellenza e la varietà dell’offerta sciistica della regione, capace di coprire sia comprensori di alto livello sia destinazioni più economiche e accessibili.

    L’Abruzzo è presente con 4 località: Alto Sangro – Roccaraso/Rivisondoli (2°), Gran Sasso – Campo Imperatore (13°), Ovindoli Monte Magnola (19°) e Pescasseroli (25°).
    La Lombardia, con 3 destinazioni, include Livigno (1°), Bormio (11°) e Madesimo (26°).
    La Valle d’Aosta conta 2 località, Courmayeur (5°) e Breuil-Cervinia-Valtournenche (20°), così come la Sicilia con Etna Sud/Nicolosi (29°) e Etna Nord/Piano Provenzana – Linguaglossa (31°), mentre il Piemonte è rappresentato da Bardonecchia (18°) e Riserva Bianca – Limone Piemonte (27°).

    Due località in Calabria: una in comune con la Basilicata e riguardante il Pollino al 7° posto e Camigliatello Silano (36°).
    Le altre regioni con una sola località sono il Veneto con Cortina d’Ampezzo (10°), la Toscana con Abetone/Val di Luce (23°), il Molise con Campitello Matese (32°), il Friuli-Venezia Giulia con Tarvisio – Monte Lussari (28°).

    Alta stagione – Skipass
    Le località con gli skipass più costosi in alta stagione sono Zermatt (103 €), St. Moritz–Corviglia (101 €), Madonna di Campiglio (85 €), Val Gardena–Alpe di Siusi (80 €) e Brunico (80 €), confermandosi mete d’élite delle Alpi.
    All’estremo opposto, le più economiche in alta stagione in fatto di skipass risultano Camigliatello Silano (30 €), Gran Sasso–Campo Imperatore, Pescasseroli, Etna Sud/Nicolosi ed Etna Nord–Piano Provenzana (tutte a 35 €), prezzi decisamente più accessibili e concentrati soprattutto nel Centro e nel Sud Italia.

    Bassa stagione – Skipass
    In bassa stagione, gli skipass più cari si trovano ancora a Zermatt (103 €), seguita da Alta Badia–Corvara (77 €), Madonna di Campiglio (74 €), oltre a Brunico, San Vigilio di Marebbe e Val Gardena–Alpe di Siusi tutte a 72 €.
    Le località più economiche in bassa stagione sono invece Gran Sasso–Campo Imperatore e Camigliatello Silano (25 €), Riserva Bianca–Limone Piemonte (29 €), Pescasseroli (33 €) e le due etnee con 35 €, ideali per chi cerca il massimo risparmio.
    La classifica completa delle località più ricercate, il prezzo medio degli alloggi e degli skipass in alta e bassa stagione nonché l’ulteriore prezzo medio tra quelli delle due stagionalità per ciascuna località analizzata sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/f/chalet-baite#ski-price-index

    Metodologia:
    Holidu ha selezionato le 40 località sciistiche più ricercate sul sito holidu.it per soggiorni compresi tra il 1 novembre 2025 e il 31 marzo 2026. Per ciascuna località così individuata sono stati indicati il prezzo dell’alloggio e il prezzo dello skipass sia in alta stagione che in bassa stagione oltre che il prezzo finale dato dalla somma dei due. Per l’alta stagione è stato preso in considerazione il periodo compreso tra il 21 dicembre e il 28 dicembre 2025, mentre per la bassa stagione è stato considerato il periodo tra il 22 marzo e il 29 marzo 2025.
    Ottenuto il prezzo di alta e bassa stagione, è stato infine calcolato il prezzo medio finale facendo, per l’appunto, una media tra i due.
    Tutti i prezzi in graduatoria sono stati arrotondati in modo da ottenere sempre cifre intere senza decimali.

    A proposito di Holidu
    La missione di Holidu è rendere l’ospitalità e la prenotazione di case vacanze senza pensieri e piena unicamente della gioia che ogni viaggio sa regalare. Attraverso il portale di prenotazione, gli ospiti possono prenotare la loro sistemazione per le vacanze con totale tranquillità e in completa sicurezza. Per ulteriori informazioni visita il sito www.holidu.it.

    I profili social di Holidu:
    Instagram www.instagram.com/holiduFacebook www.facebook.com/holiduLinkedin www.linkedin.com/company/holidu

  • Voucher da 2mila euro per chi si trasferisce a Varese, rifinanziato

    Voucher da 2mila euro per chi si trasferisce a Varese, rifinanziato

    Sono arrivate circa tremila richieste di informazioni solo dal Brasile per il progetto
    ‘Vieni a vivere a Varese’ della Camera di Commercio che ha messo
    a disposizione voucher per duemila euro l’anno per tre anni agli
    under 40 che trasferiscono la loro residenza a seguito di un
    contratto con una impresa della zona. Un successo tale che è
    stato realizzato un nuovo bando con alcune modifiche, a partire
    dall’età dei richiedenti che passa da 40 a 45 anni.

    “Negli ultimi mesi il progetto ha superato i confini
    italiani, attirando l’attenzione di media e pubblico estero”
    hanno spiegato dalla Camera di commercio, grazie a “una
    pubblicazione dedicata all’iniziativa da parte di ANSA Brasile,
    sono pervenute circa 3.000 richieste di informazioni da
    cittadini brasiliani” e a un servizio televisivo di “Domingo
    Espetacular”, uno dei programmi di approfondimento più seguiti
    in Brasile, trasmesso da un’emittente televisiva nazionale
    RecordTv.

    Fra le modifiche del nuovo bando, c’è il fatto che l’accesso,
    insieme agli altri requisiti richiesti, sarà per coloro che
    abbiano sottoscritto, a decorrere dal primo luglio 2025, o
    sottoscrivano un nuovo contratto di lavoro come lavoratore
    dipendente, sia a tempo indeterminato (a tempo pieno o
    parziale), sia a tempo determinato di durata almeno pari a sei
    mesi rinnovabili, nonché un contratto di apprendistato, con
    un’impresa avente sede o unità locale iscritta alla Camera di
    Commercio di Varese.

    Sono ammissibili anche contratti di lavoro
    subordinato (inclusi contratti di somministrazione) stipulati
    con imprese che non hanno sede o unità locale in provincia di
    Varese, “a condizione che la prestazione lavorativa sia resa in
    via esclusiva, prevalente e continuativa presso la sede o
    l’unità locale di un’impresa situata nel territorio della
    provincia di Varese e iscritta alla Camera di Commercio di
    Varese. Il beneficiario dovrà risultare residente nel territorio
    della provincia di Varese a decorrere dal 1° luglio 2025 o entro
    non oltre 90 giorni (effettivi) dalla data di comunicazione
    dell’ammissione al beneficio”.