Categoria: Economia

  • Stato di agitazione sindacale alla Five Stars di Rho

    Stato di agitazione sindacale alla Five Stars di Rho

    Le Segreterie regionali lombarde di CGIL, CISL e UIL denunciano con forza quanto sta accadendo a chi lavora presso il sito Eigenmann & Veronelli di Rho (MI), in appalto a Five Stars S.p.A. “Abbiamo ricevuto, in data 11 dicembre 2024, una comunicazione dell’azienda relativa alla cessazione dell’appalto al 30 aprile 2025 e alla suddivisione delle attività tra due nuovi fornitori, Bisi Logistica Srl e Sinteco Logistics S.p.A. Sin da subito, abbiamo chiesto garanzie sulla tutela occupazionale dei 15 lavoratori coinvolti, come previsto dall’articolo 42 del CCNL Logistica, che garantisce la continuità lavorativa in caso di cambio appalto.

    Tuttavia, la committenza ha reso evidente la volontà di trasferire le attività presso altri siti senza assicurare la piena riassunzione di tutto il personale. A peggiorare la situazione, in data 5 febbraio 2024, Five Stars S.p.A. ha aperto una procedura di licenziamento collettivo e messa in mobilità del personale, una scelta inaccettabile che contraddice il principio stesso di cambio appalto. Una strategia per ridurre ulteriormente i costi? Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di abbassare il costo del lavoro a scapito dei lavoratori, un’operazione che riteniamo inaccettabile e che sta diventando sempre più frequente nel settore della logistica.

    Mentre in molte realtà le imprese multinazionali stanno internalizzando i lavoratori per porre fine alle pratiche di dumping contrattuale, in questo caso si sta percorrendo la strada opposta, frammentando l’appalto e scaricando i costi sulla pelle di chi lavora”. Lo dicono CGIL, CISL e UIL che dichiarano l’apertura dello stato di agitazione per i lavoratori Five Stars S.p.A. impiegati nel sito Eigenmann & Veronelli di Rho. Qualora non vengano fornite risposte concrete sul futuro occupazionale di questi lavoratori, siamo pronti a mettere in campo tutte le azioni necessarie, incluse mobilitazioni e scioperi, senza ulteriori preavvisi. “Chiediamo l’intervento delle istituzioni e della magistratura. Riteniamo necessario un intervento immediato delle istituzioni competenti, a partire dall’Ispettorato del Lavoro e dalla Prefettura di Milano, affinché venga rispettato il diritto alla continuità occupazionale. Inoltre, trasmetteremo questa segnalazione alla Procura della Repubblica, affinché vengano verificate eventuali violazioni della normativa vigente. Chi opera in questo appalto da oltre 10-15 anni ha diritto a certezze sul proprio futuro. Chiediamo alla committenza e alle aziende coinvolte di assumersi le proprie responsabilità e di rispettare gli impegni assunti.

  • Rischio rincari per i prodotti made in Usa se ci fosse una guerra commerciale con Ue

    Rischio rincari per i prodotti made in Usa se ci fosse una guerra commerciale con Ue

    E’ di parere decisamente contrario ai dazi il Codacons, secondo il quale nel caso in cui ci fosse una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa ci sarebbero tantissimi rincari ai danni dei consumatori italiani.

    “In base agli ultimi dati pubblicati oggi dall’Istat, il valore delle importazioni dagli Usa in Italia sale a 25,9 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del +2,6% su anno – analizza il Codacons – Tralasciando il settore dell’industria, eventuali dazi imposti dall’Europa sulle importazioni dagli USA provocherebbero aumenti dei prezzi al dettaglio per beni di largo consumo.” Così prodotti come rossetti, cipria e numerosi cosmetici prodotti negli Stati Uniti e largamente utilizzati in Italia saranno più cari. Sarà più costoso bere succo d’arancia, mangiare riso e fumare prodotti da tabacco, e ad aumentare saranno anche snack e dolciumi vari, onnipresenti sugli scaffali dei supermercati italiani. Anche il settore abbigliamento subirà rincari nei prezzi. Gli aumenti toccheranno prodotti quali jeans, magliette, scarpe e intimo. Aumenti anche per numerosi alcolici sarà inaccessibile l’acquisto di automobili e moto prodotte negli Usa.

    Un vero e proprio elenco di prodotti che l’Italia importa dagli Stati Uniti, ci sono infatti, ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone, patate americane, salmone, noci, pompelmi, vaniglia, frumento, tabacco, cacao, cioccolato, succhi di agrumi, vodka, rum, whisky, bourbon e ancora trattori, consolle, videogiochi, borse, portafogli, ricambi per biciclette, giochi per bambini, fino ai famosi Suv e alla celebre moto Harley Davidson.

    Manuelita Lupo

    (foto: fonte Ansa)

  • Abb di Vittuone: 60 anni di storia tra innovazione, sostenibilità e formazione per i giovani

    Abb di Vittuone: 60 anni di storia tra innovazione, sostenibilità e formazione per i giovani

    Abb di Vittuone, una storia che continua dopo 60 anni all’insegna dell’efficientamento energetico e della formazione per i giovani e giovanissimi. Recentemente ha ottenuto la certificazione zero waste to landfill, ma è proprio sulla politica della sostenibilità che Abb ha concentrato i maggiori sforzi negli ultimi anni e può essere considerata azienda pioniere nel settore delle tematiche relative alla all’efficienza energetica.

    «Lo scopo – afferma Aida Curci, responsabile dell’OEM Hub, un centro di sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica che serve tutto il sud Europa – è quello di ridurre al minimo, se non addirittura azzerare, le emissioni adottando la politica dell’economia circolare». La certificazione ottenuta a Vittuone fornisce assolute garanzie sul sistema della gestione dei rifiuti e si aggiunge alle altre certificazioni ottenute dagli stabilimenti di Frosinone, Santa Palomba, Dalmine e Garbagnate Monastero.

    «I vantaggi sono quelli dovuti all’azzeramento dei rifiuti che finiscono in discarica da uno stabilimento produttivo – continua – Un risultato non facile da ottenere”. Abb è una realtà importante non solo per Vittuone, ma per l’intero territorio. Nata nella metà degli anni ‘60 era focalizzata essenzialmente sulla produzione di locomotive per poi ampliare il suo raggio d’azione. Sul finire degli anni ‘80 ha esplorato il mondo dell’energia, dell’elettrificazione e dell’automazione che sono diventate le sue competenze principali. Due sono le nuove realtà: lo Oem Hub e la robotica. Il primo è un hub a carattere regionale che abbraccia il sud Europa, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Turchia, Israele. La robotica, nell’ambito della sostenibilità ambientale, contribuisce a lanciare soluzioni che andranno a ridurre gli sprechi. Ma è, soprattutto, il progetto Abb Robotic Education Lab, quello che avvicina sempre di più l’azienda al mondo dei giovani. Si parla, in primo luogo, di Università e di Itis.

    «Con le scuole in generale – spiega Paolo Conca, responsabile del Global Solution Center di Robotica che ha sede a Vittuone e che serve il mercato internazionale – abbiamo avviato l’iniziativa Abb Robocup che è arrivata a coinvolgere una sessantina di istituti in un percorso di formazione attraverso software e robot”. I ragazzi verranno avviati ad una sorta di competizione che quest’anno assumerà un carattere internazionale e si svolgerà il 21 maggio all’Innovation District Kilometro Rosso di Bergamo. «Verranno assegnati dei temi che i ragazzi svilupperanno – continua – nell’ambito di un’attività di programmazione e progettazione di tipo tecnico a carattere amichevole. Il progetto vuole avvicinare il mondo delle scuole alla robotica in modo concreto, facendoli lavorare sul campo. Ma l’obiettivo sarà anche quello di colmare il divario tra le competenze che le aziende richiedono e le conoscenze a disposizione dei ragazzi che si stanno per laureare o diplomare”. Il progetto vedrà la collaborazione dell’Università di Bergamo, di Confindustria e della Fondazione Dalmine.

  • Agricoltura: in Lombardia droni per trattamenti fitosanitari

    Agricoltura: in Lombardia droni per trattamenti fitosanitari

    La Regione Lombardia, prima in Italia, rilancia il suo programma di attivita’ sperimentali che prevedono l’uso di droni per effettuare trattamenti fitosanitari sulle colture.

    I test verranno condotti su vite e riso nelle province di Sondrio e Pavia. Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranita’ alimentare e Foreste Alessandro Beduschi. “In questo modo, si potra’ riuscire a ottimizzare il lavoro e proteggere le coltivazioni dall’attacco dei parassiti, ottenendo cibo piu’ sano e riducendo l’impatto ambientale con un utilizzo da 5 a 10 volte in meno di principi attivi”, dichiara l’assessore Beduschi.

    L’attivita’ sperimentale sulla vite si svolgera’ all’interno dell’azienda agricola ‘La Castellina’ della Fondazione Fojanini di Sondrio, in un vigneto terrazzato di circa mezzo ettaro a 325 metri di altezza, nella sottozona Sassella della Docg Valtellina Superiore. La localizzazione del vigneto rispetta i requisiti minimi in termini di distanza di sicurezza da abitazioni, aree con accesso pubblico, nonche’ da corsi d’acqua o bacini idrici, aree verdi e di svago. Mediante i droni, saranno eseguiti trattamenti fitosanitari per il contenimento di due delle principali malattie della vite, la peronospora e l’oidio, o ‘mal bianco’.

    “L’uso dei droni per i trattamenti fitosanitari – prosegue Beduschi – rappresenta una svolta per la viticoltura, soprattutto in contesti difficili dove l’accesso ai mezzi meccanici e’ impossibile. Grazie a questa tecnologia, possiamo ridurre drasticamente la dispersione di fitofarmaci, limitare l’esposizione diretta degli operatori e ottimizzare i tempi di intervento, migliorando cosi’ l’efficacia del trattamento e la sostenibilita’. Questo vale anche per tutti i contesti di coltivazione piu’ intensiva di pianura”.

    Per quanto riguarda i test sul riso, l’attivita’ si svolgera’ in Lomellina a Rosasco (Pavia), nella Societa’ agricola Quaglia. L’area sperimentale si sviluppa su una superficie pianeggiante e la sua localizzazione rispetta anche in questo caso tutti i requisiti minimi di sicurezza. Per le prove sperimentali, saranno eseguiti trattamenti fitosanitari destinati al contenimento delle principali infestanti del riso su due aree di 5 e 3,3 ettari.

    Sia in vigneto sia in risaia, l’efficacia dei trattamenti con i droni sara’ comparata con quella effettuata con metodi tradizionali mediante gli stessi prodotti. Le prove saranno realizzate esclusivamente con prodotti fitosanitari gia’ autorizzati e in uso. Per entrambe le colture e per tutte le prove sperimentali eseguite, il Servizio fitosanitario di Regione Lombardia produrra’ un report finale con tutti i dati ottenuti, da aggiungere a quelli molto incoraggianti gia’ inviati al termine delle prove condotte negli scorsi anni al ministero della Salute.

  • Presentato nel Bresciano il primo treno a idrogeno in Italia

    Presentato nel Bresciano il primo treno a idrogeno in Italia

    Presentati a Rovato, in provincia di Brescia, il primo treno italiano a idrogeno e il primo impianto italiano di manutenzione e rifornimento dei nuovi convogli che saranno in servizio sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Sul primo dei 14 treni acquistati attraverso i finanziamenti di Regione Lombardia, arrivato lo scorso 23 gennaio, sono in corso i test e le attività di collaudo necessari per l’avvio del servizio commerciale, previsto entro il primo semestre del 2026.

    Alla presentazione questa mattina hanno preso parte il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, gli assessori Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche). Presenti anche il sottogretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, il presidente di Ferrovienord Milano Andrea Gibelli, il consigliere delegato di FNM Fulvio Caradonna, il presidente di FNM Pier Antonio Rossetti, l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini, il presidente di Alstom Michele Viale, il presidente di Sapio Alberto Dossi.

    L’impianto di Rovato, realizzato da Ferrovienord e dotato di attrezzature all’avanguardia, sarà, in Italia, il primo deposito specificatamente progettato e realizzato per la manutenzione dei treni a idrogeno nonché il primo impianto per il rifornimento di idrogeno per i treni.

    PRESIDENTE FONTANA: LOMBARDIA TERRA DI PRIMATI E DI ECCELLENZE – “Questa è una giornata molto importante – ha dichiarato il presidente Fontana – che conferma la vocazione della Lombardia ad essere terra di primati e di eccellenze, sia per quanto riguarda la prima Hydrogen Valley, sia per la messa in funzione del primo treno alimentato interamente ad idrogeno. Il percorso di modernizzazione nei trasporti e nelle infrastrutture prosegue all’insegna della sostenibilità. Oggi tocchiamo con mano un nuovo servizio offerto ai cittadini che contribuisce a migliorare l’efficienza del trasporto ferroviario, in un’area in cui inizia un serio percorso di decarbonizzazione. Negli ultimi anni abbiamo investito 1,7 miliardi di euro per 214 nuovi treni che daranno forte slancio al settore ed entro il prossimo anno la Lombardia potrà contare su una flotta totalmente rinnovata. Anche per questo – ha concluso Fontana – saranno fondamentali i lavori di ammodernamento della rete ferroviaria”.

    ASSESSORE LUCENTE: VERSO DECARBONIZZAZIONE DEI TRASPORTI – “Prosegue senza sosta – ha affermato l’assessore Lucente – la rivoluzione della mobilità che sta interessando la Lombardia. Una trasformazione che coinvolge tutti i mezzi di trasporto, dall’immissione dei nuovi treni sino al rinnovamento del parco autobus, tutti a ridotto impatto ambientale, e al trasporto pubblico locale lacuale, con battelli elettrificati. Il primo treno italiano a idrogeno è un’innovazione importante, che risponde in pieno all’esigenza di percorrere in maniera convinta la strada della neutralità tecnologica. Dobbiamo essere in grado di valorizzare tutte le fonti energetiche, trovando la giusta sintonia tra mezzi moderni, confortevoli ed un servizio di alto livello ed efficiente, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Progetti importanti che mirano alla graduale decarbonizzazione dei trasporti, per un Tpl a emissioni zero”.

    ASSESSORE TERZI: NUOVE PROSPETTIVE PER IL SETTORE FERROVIARIO A LIVELLO NAZIONALE – “La Lombardia si conferma protagonista di un’innovazione concreta al servizio dei cittadini – ha evidenziato l’assessore Terzi – con la trasformazione della Brescia-Iseo-Edolo nella prima linea ad idrogeno d’Italia, aprendo così nuove prospettive per il settore ferroviario a livello nazionale. È l’inizio di un cambiamento rilevante, in cui il Sebino e la Valcamonica si ritrovano al centro di nuove soluzioni per un trasporto a basso impatto ambientale, caratteristica questa ancora più cruciale per una Regione dinamica e densamente popolata come la nostra. Abbiamo creduto fin da subito nella bontà del progetto investendo anche nell’infrastruttura connessa all’attivazione dei convogli. Ci saranno ricadute positive per la qualità del trasporto pubblico e si creerà una nuova economia attorno all’idrogeno, con nuove occasioni di crescita e di lavoro”.

    TRENI A IDROGENO IN LOMBARDIA, I PARTICOLARI – L’entrata in servizio commerciale dei treni a idrogeno in Valcamonica, lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord su cui il servizio è gestito da Trenord, fa parte del progetto H2iseO, che mira a realizzare la prima Hydrogen Valley italiana nel territorio bresciano. Promosso da FNM, Ferrovienord e Trenord, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Si tratta di un progetto altamente innovativo, che prevede, ad oggi:
    – La messa in servizio di 14 nuovi treni ad idrogeno in sostituzione dell’intera flotta diesel oggi circolante;
    – La realizzazione di 3 impianti di produzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO2 a Iseo (mediante tecnologia Steam Reforming del biometano, con energia elettrica rinnovabile e cattura della CO2), ad Edolo e a Brescia (mediante tecnologia a elettrolisi partendo da energia elettrica da fonte rinnovabile);
    – La realizzazione di 4 impianti di rifornimento di idrogeno a Rovato (destinato principalmente alle attività di messa in servizio e successivamente alle fasi di manutenzione dei treni) e a Iseo, Edolo e Brescia (dotati di stoccaggio e destinati a rifornire i treni nel corso del servizio commerciale);
    – La realizzazione di un impianto di deposito e manutenzione dei treni a Rovato, specificatamente progettato e realizzato per treni a idrogeno;
    – L’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate dal servizio dei nuovi treni.

    IMPIANTO IDROGENO ROVATO, I DETTAGLI – Nell’impianto di Rovato sono presenti:
    – cinque binari di sosta dei treni all’aperto;
    – un impianto di manutenzione treni dotato di due binari al chiuso per la manutenzione (attrezzati per l’accesso al treno tramite fossa di visita e tramite passerelle aeree), un binario coperto all’aperto per il lavaggio dei treni, carroponte, calacarrelli, magazzini, armadi per lo stoccaggio delle batterie di ricambio dei treni, colonnine per la connessione dei treni alla rete elettrica e zona uffici e servizi per il personale;
    – un impianto di rifornimento dei treni a idrogeno, attrezzato con dispenser per erogare idrogeno alla pressione di 350 bar e baia per ricovero del carro bombolaio, nonché di impianto di flussaggio e inertizzazione (utile per lo svuotamento dei serbatoi dell’idrogeno del treno quando previsto ai fini manutentivi).
    L’impianto è costruito nel pieno rispetto delle normative vigenti, incluse le normative relative alla sicurezza associate alla presenza di un treno a idrogeno e ad un impianto di rifornimento di idrogeno. I dispositivi di sicurezza includono, tra gli altri, sensori per la rilevazione di eventuali fughe di idrogeno, l’impianto antincendio e sistemi automatici di miglioramento della ventilazione.
    L’investimento complessivo per il sito è pari a euro 30 milioni, di cui 1 milione (relativo all’impianto di rifornimento di idrogeno) finanziato dal PNRR. La messa in servizio del sito (da parte di Trenord e FNM Power) avverrà progressivamente con le corse prova del treno a idrogeno lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo e, successivamente, con l’avvio del servizio commerciale.

    IL PROGETTO ‘SERRAH2VALLE’ – L’introduzione dell’idrogeno in un percorso di transizione energetica rappresenta un ambito di sviluppo strategico per il Gruppo FNM che, insieme a ‘H2iseO’, sta portando avanti il progetto ‘serraH2valle’. Il progetto serraH2valle prevede la realizzazione di 5 impianti di rifornimento stradali di idrogeno, che rappresentano la prima rete completa in Italia a servizio del traffico veicolare leggero e pesante: 2 lungo la A7 Milano-Genova (a Tortona, uno per direzione), 2 in Tangenziale Est Milano (a Carugate, uno per direzione), 1 in Tangenziale Ovest Milano (a Rho, in direzione sud).

  • Lombardia: crescono dell’87% in un anno le domande delle imprese in crisi (in Italia +83%)

    Lombardia: crescono dell’87% in un anno le domande delle imprese in crisi (in Italia +83%)

    È cresciuto dell’87%, in un anno, il numero delle istanze depositate da imprese lombarde per gestire e comporre le crisi patrimoniali, finanziarie ed economiche. In particolare, nel 2024 sono state depositate in Camera Arbitrale di Milano 258 istanze, erano 138 nel 2024.

    A livello nazionale si registra, nello stesso periodo di riferimento (2023 vs 2024), un incremento dell’83% (1089 sono le istanze depositate nel 2024, in confronto alle 594 del 2023). (Fonte: elaborazione Camera Arbitrale di Milano su dati 2024/2023).

    Dato nazionale vs lombardo. Se analizziamo i dati dall’inizio dell’attività del servizio di Composizione negoziata della crisi di impresa (dal 15.11.2021) al 31/12/2024, risulta che le istanze lombarde rappresentano il 23% del totale nazionale: quasi un’istanza su 4 è lombarda. In Italia sono state depositate in totale 2.221 istanze; in Lombardia 509. (Fonte: elaborazione Camera Arbitrale di Milano, su dati propri e su dati di Unioncamere nazionale dal 2021 al 31/12/2024).

    “La Composizione Negoziata offre un’importante chance alle imprese in difficoltà: è un supporto per prevenire il default e tentare di garantire il più possibile la continuità aziendale” – ha dichiarato Rinaldo Sali, Vicedirettore generale della Camera Arbitrale di Milano e referente per il Servizio di Composizione Negoziata per le imprese lombarde. “Ad oggi la Camera Arbitrale di Milano riceve e gestisce, come Segreteria della Commissione lombarda di composizione della crisi, istituita per legge, il 23% delle istanze nazionali e conta in Lombardia sul 18,8% degli esperti incaricati rispetto al totale nazionale. È importante, in primo luogo, lavorare su un cambio di prospettiva e sul “fare sistema” a più livelli, con le Istituzioni, le Associazioni di categoria e gli Ordini professionali, per accompagnare le imprese a comprendere le opportunità dell’affrontare la crisi, quando questa è ancora reversibile e sfruttare anzi la crisi per rilanciarsi. In secondo luogo, come Camera Arbitrale, siamo impegnati a garantire la competenza e l’indipendenza dell’esperto chiamato a facilitare il dialogo tra imprenditore e creditori”.

    Chi presenta l’istanza? Identikit dell’impresa lombarda: per il 70,7% si tratta di imprese S.r.l. (360 su 509 in totale). Se guardiamo al fatturato delle imprese istanti, un terzo (il 30%) rientra nella fascia tra 1 milione a 5 milioni di euro e il 22% nella fascia oltre 10 milioni di euro.

    I settori merceologici più coinvolti. L’industria guida la classifica con il 18% delle istanze depositate, seguita dai servizi e dal commercio (14%). L’edilizia si attesta al 10%, mentre il settore immobiliare rappresenta il 7%. Horeca raccoglie il 6% delle richieste, seguito da agroalimentare, editoria, ICT e tessile-abbigliamento (4%), mentre holding e logistica si attestano al 3%. Più marginale la presenza di artigianato e automotive (entrambi al 2%), insieme ai settori energia e oil, pubblicità, sanitario e sport-viaggi (1%).

    Posti di lavoro salvaguardati. Nel 2024 sono state risanate in Lombardia 38 imprese (se guardiamo al numero di addetti delle imprese risanate risultano 2164 posti di lavoro salvati).

    Ripartizione per territori. Nel 2024 le istanze presentate presso la Camera di Commercio di Milano-Monza-Lodi sono state 153 (pari al 59% delle istanze presentate in Lombardia). La provincia di Milano concentra il 55% delle istanze lombarde e il 13% delle istanze nazionali. Monza Brianza conta 9 istanze, Lodi 1. La Camera di Commercio di Brescia, con 33 istanze, rappresenta il 13% delle istanze lombarde, la Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia il 9% (con 23 istanze), la Camera di Commercio di Bergamo il 7% (con 18 istanze), la Camera di Commercio di Como-Lecco il 6% (con 15 istanze), la Camera di Commercio di Varese il 4% (con 11 istanze); la Camera di Commercio di Sondrio il 2% (con 5 istanze).

    Misure protettive. Le imprese nel presentare la domanda possono chiedere le misure protettive e cautelari: si tratta di interventi volti a proteggere il patrimonio, i beni aziendali e i diritti con i quali viene esercitata l’attività di impresa aziendale dalle iniziative giudiziarie dei creditori. Queste misure protettive servono a facilitare il buon esito delle trattative assunte per la regolazione della crisi. In totale, in Italia, 1723 imprese hanno fatto richiesta di misure protettive, di queste 380 sono lombarde. Il 78% delle istanze nazionali contiene una richiesta di misure protettive. Il 75% delle istanze lombarde contiene richieste di misure protettive.

    Esperto. Figura cardine della Composizione Negoziata della crisi è l’esperto: è un negoziatore che assiste le imprese, dialoga con i creditori, nella ricerca di una soluzione tesa al risanamento dell’azienda. L’esperto deve possedere determinate caratteristiche e si iscrive ad un apposito elenco. In Italia ci sono 4.434 esperti, di cui 837 in Lombardia (pari al 18,8% del totale nazionale). Di tutti gli esperti lombardi, il 78,9% è un commercialista; il 18,8% è un avvocato; l’1,7% non è iscritto in nessun albo (c.d. manager); lo 0,6% è consulente del lavoro.

    Esito positivo. Dall’inizio dell’attività (15.11.2021) al 31/12/2024, 233 imprese italiane sono state risanate (ovvero, la procedura di composizione negoziata si è conclusa con esito positivo), di queste 69 sono le istanze lombarde chiuse con esito positivo (pari al 29,6% del totale nazionale).

    Tasso di successo. È definito dal rapporto tra istanze chiuse con esito favorevole e il totale delle istanze chiuse. Le istanze chiuse in Lombardia dall’inizio dell’avvio del servizio al 31 dicembre 2024 sono in totale 286, di cui 69 positive per un tasso di successo del 24%.

    In Italia su 1.232 istanze chiuse dall’avvio della composizione negoziata, sono 233 le istanze chiuse con esito favorevole. Il tasso di successo della composizione negoziata in Italia è pari al 19%.

    (Fonte: elaborazione Camera Arbitrale di Milano dei dati dei depositi delle istanze presso le Camere di commercio lombarde e dati nazionali di Unioncamere, dall’avvio della Composizione Negoziata dal 15/11/2021 al 31/12/2024).

    Che cosa è la Composizione Negoziata della crisi? È una procedura disciplinata dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza entrato in vigore nel 2022, utile per aiutare le imprese in difficoltà, ristrutturare le attività imprenditoriali e prevenire il default aziendale; è una procedura volontaria, dunque, è l’imprenditore a presentare l’istanza e a richiedere l’intervento di un esperto negoziatore/facilitatore che lo assista, dialogando con i creditori, nella ricerca di una soluzione tesa al risanamento dell’azienda.

    Ruolo Camera Arbitrale di Milano (CAM). Dal 2021 CAM si occupa su incarico della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi delle procedure di Composizione Negoziata della Crisi di impresa (CNC). Il procedimento di composizione si svolge interamente per via telematica attraverso la piattaforma nazionale di Composizione Negoziata. L’impresa presenta l’istanza direttamente sulla piattaforma. Presso CAM sono tenuti gli elenchi degli esperti lombardi e sempre presso la stessa Camera Arbitrale opera la Commissione regionale incaricata di nominare gli esperti per i casi di tutta la Lombardia.

    Altre informazioni sul sito https://composizionenegoziata.camcom.it/ocriWeb/#/home

  • 50 milioni per la rete elettrica nel Novarese

    50 milioni per la rete elettrica nel Novarese

    Partirà entro l’estate nel novarese il riassetto della rete elettrica. A seguito dell’approvazione del progetto definitivo per la costruzione e l’esercizio di un tratto di elettrodotto in cavo interrato a 132 kV della linea esistente ‘Mercallo – Cameri’, Terna ha pubblicato l’avviso con le particelle interessate nei comuni di Borgo Ticino, Varallo Pombia, Pombia, Marano Ticino, Oleggio, Bellinzago Novarese e Cameri, in provincia di Novara e sta completando le attività preliminari per l’avvio dei cantieri.

    L’intervento, per il quale la società investirà circa 50 milioni di euro, garantirà una maggiore efficienza del servizio di trasmissione dell’energia nella zona, migliorando l’integrazione delle infrastrutture nel contesto locale e riducendone l’impatto ambientale. I lavori prevedono la realizzazione di una variante in cavo interrato di circa 22 chilometri all’elettrodotto aereo a 132 kV ‘Mercallo – Cameri’ tra Borgo Ticino e Cameri, seguita dalla demolizione di un tratto aereo di circa 21 chilometri.

    Inoltre, verranno smantellati ulteriori 3 chilometri dell’elettrodotto 220 kV Magenta – Pallanzeno nel Comune di Borgo Ticino. Complessivamente, saranno dismessi oltre 100 sostegni elettrici, di cui 28 all’interno del Parco Naturale del Ticino, dove verranno rimossi 5 km di linea aerea, liberando oltre 60 ettari di territorio. L’opera, si legge in una nota, apporterà benefici significativi in termini di sicurezza e affidabilità della rete di trasmissione, ottimizzando l’efficienza e la sostenibilità dell’approvvigionamento elettrico nell’area. Inoltre, l’adeguamento della rete permetterà di soddisfare la crescente domanda di energia e di supportare la transizione del sistema elettrico nazionale verso una maggiore sostenibilità e resilienza. (

  • 51 nuovi treni Donizetti in Lombardia: consegna completata

    51 nuovi treni Donizetti in Lombardia: consegna completata

    E’ stata completata la consegna di tutti i 51 nuovi treni Donizetti (ETR 204) previsti nel programma di rinnovo delle flotte promosso e finanziato da Regione Lombardia. A seguito dell’Accordo Quadro e dei contratti applicativi firmati da FNM, Ferrovienord e Alstom a partire da fine novembre 2019, i primi Donizetti erano stati resi disponibili da giugno 2022.

    I nuovi convogli sono stati immessi in servizio da Trenord su diverse linee: Milano-Treviglio-Brescia, Bergamo-Brescia, Brescia-Cremona, Milano-Codogno-Cremona, Cremona-Mantova, Codogno-Cremona, Milano-Treviglio-Cremona, Milano-Pavia-Stradella, Milano-Lodi-Piacenza, Voghera-Piacenza, Milano-Lecco-Sondrio- Tirano, Lecco-Colico-Sondrio, Colico-Chiavenna, Lecco-Ponte San Pietro. Il programma di rinnovo della flotta dei treni di Regione Lombardia prevede l’immissione in servizio di 214 nuovi convogli per il servizio ferroviario lombardo, grazie a uno stanziamento complessivo di 1,7 miliardi. Oltre 190 nuovi treni sono gia’ in servizio; entro la fine del 2025 le consegne verranno completate.

    A questi si aggiungono 14 treni a idrogeno nell’ambito del progetto H2iseO e 9 convogli destinati al servizio transfrontaliero Ticino-Lombardia TILO. I Donizetti, treni regionali Coradia Stream prodotti da Alstom sono convogli mono piano di quattro casse, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione elettrica 3 kV. Sono lunghi 84,2 metri e trasportano fino a 517 passeggeri, di cui 262 seduti. La velocita’ massima e’ di 160 km/h. I treni sono dotati di illuminazione a LED, Wi-Fi per i passeggeri, prese di corrente 220V e USB ai posti a sedere, un innovativo sistema di informazione per i passeggeri, contatore di energia, conta-passeggeri e diagnostica remota per migliorare l’efficienza operativa.

  • Centri commerciali, crescita dello 0.7% nel 2024

    Centri commerciali, crescita dello 0.7% nel 2024

    Il trend di ripresa dell’Industria dei centri commerciali, già rilevato nel 2023, si è confermato nel 2024 con un miglioramento del +0,7% rispetto all’anno precedente. Questi risultati confermano la tenuta del settore anche se con crescita più bassa rispetto al 2023 che aveva registrato un +2,4%.

    E’ quanto emerge da una analisi frutto della collaborazione tra il Consorzio nazionale dei centri commerciali e EY.

    I risultati della ricerca si basano su un panel rappresentativo, costante e omogeneo, a cui partecipano 300 strutture, corrispondenti a circa 10.000 punti vendita dislocati su tutto il territorio nazionale. Alla dinamicità dell’andamento dei fatturati si aggiungono i miglioramenti degli ingressi, soprattutto nella seconda parte dell’anno, rispetto al 2023. Il totale 2024 si chiude, infatti, con una crescita rispetto al 2023 del +1,6% (+6,8% registrato nel 2023). Entrando più nel dettaglio, dal raffronto del fatturato annuo del 2024 con il 2023 risulta che le categorie che hanno performato meglio sono state la cura persona e salute (+6,5%), le attività di servizi (+2,7%) e l’abbigliamento (+1,3%). Anche la ristorazione continua a crescere (+0,8%) dopo l’ottima performance del 2023 (+15,8%). Le categorie che registrano un calo sono, invece, la cultura, tempo libero, regali (-3,2%), l’elettronica di consumo (-1,9%) e i beni per la casa (-0,6%).

    Guardando agli ingressi, secondo l’analisi Cncc e EY, il totale 2024 si chiude con un incremento dell’1,6% rispetto al 2023 con l’importante contributo del mese di dicembre 2024, che registra un aumento degli ingressi del 2,4% rispetto al dicembre 2023.

    “I dati relativi all’anno appena concluso ci confermano la decisa e costante crescita del settore anche in assenza di fattori esogeni, come ad esempio la spinta inflattiva registrata nel 2023”, afferma Roberto Zoia, presidente di Cncc. “Questo ci fa immaginare – aggiunge – che si tratti di una crescita strutturale destinata, pertanto, a persistere”.

    “Il 2024 ha confermato i segnali positivi già osservati nel 2023, con una ripresa significativa nella seconda metà dell’anno che ha trainato le vendite e gli ingressi, compensando un inizio più lento”, sostiene Marco Daviddi di EY. “Questo cambio di tendenza – aggiunge – riflette un miglioramento del clima di fiducia dei consumatori e la solidità del format del centro commerciale”.

  • Lombardia, oltre 53 milioni di turisti nel 2024

    Lombardia, oltre 53 milioni di turisti nel 2024

    “Quest’anno la Lombardia arriva alla Bit 2025 forte di un successo che è una realtà consolidata. Il 2024 ha segnato un nuovo record: 53,5 milioni di pernottamenti, di cui ben il 67% generato da visitatori internazionali. Una crescita che non si arresta: +9,42% rispetto all’anno precedente, con un incremento di 3,1 milioni di soggiorni”.

    Così l’assessore al Turismo, Moda, Marketing Territoriale e Grandi Eventi della Regione Lombardia, Barbara Mazzali. “Anche gli arrivi – aggiunge – hanno registrato numeri impressionanti, raggiungendo i 19,2 milioni, con una predominanza di turisti stranieri (oltre il 63%). Oggi la Lombardia non è più soltanto una meta, ma una vera e propria destinazione globale, capace di attrarre viaggiatori da ogni angolo del mondo. Merito di un’offerta turistica che ha saputo evolversi, affiancando il richiamo senza tempo di Milano e dei suoi grandi eventi a un’ospitalità diffusa, che accende i riflettori sulle meraviglie più autentiche del territorio.

    Dai paesaggi alpini della Valtellina alle colline punteggiate di vigneti della Franciacorta, fino ai tesori rinascimentali del Mantovano, ogni angolo della Lombardia racconta una storia di bellezza, tradizione e innovazione. E sono proprio queste storie, fatte di eccellenza, che oggi portiamo alla BIT, testimoniando il ruolo sempre più centrale della Lombardia nel panorama turistico internazionale”.