Categoria: Economia

  • Suolo: Cia, via libera a direttiva Ue. Si tutela risorsa primaria per agricoltura

    Suolo: Cia, via libera a direttiva Ue. Si tutela risorsa primaria per agricoltura

    Via libera alla direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo dalla plenaria del Parlamento Ue. Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta per l’esito del voto: “Così si tutela quella che è una risorsa fondamentale per gli agricoltori e le aree interne, base delle produzioni agricole e fonte di reddito per le comunità rurali -commenta il presidente nazionale Cristiano Fini – ma anche per tutti i cittadini, perché un suolo in salute è un argine prezioso contro inquinamento e dissesto idrogeologico. Ora la direttiva europea sia da gancio per arrivare finalmente anche in Italia a una legge in materia”.

    Il testo finale approvato in plenaria accoglie diverse delle richieste avanzate da Cia negli ultimi mesi. In particolare, sono stati cancellati gli obiettivi di miglioramento dello status del suolo fondati su un predeterminato arco temporale e, quindi, scientificamente irragionevoli; è stata scongiurata l’imposizione di un approccio top-down a favore di un sistema di consulenze per i gestori terrieri; è aumentata la garanzia di protezione dei dati sensibili degli agricoltori; è stato eliminato il sistema sanzionatorio che avrebbe gravato su persone fisiche o giuridiche.

    Inoltre, rispetto al consumo di suolo, questione da sempre prioritaria per Cia, c’è la conferma per gli Stati membri di mettere in atto azioni e misure per ridurre il più possibile il consumo di suolo; di dare priorità alle aree in cui la perdita di servizi ecosistemici verrebbe ridotta al minimo e di preservare quanto più possibile la fertilità del suolo, la biodiversità, la permeabilità dell’acqua, la filtrazione e la ritenzione.

    Cia auspica che anche il Consiglio, prossimo step della direttiva prima dell’inizio dei triloghi, mantenga le disposizioni sul consumo di suolo, come segnale importante di solidarietà al settore agricolo.

  • Consigli e opportunità di lavoro al “Job speed date”  di Corbetta

    Consigli e opportunità di lavoro al “Job speed date” di Corbetta

    L’appuntamento gratuito, che si tiene a partire dalle ore 10 presso la sala consigliare di via Cattaneo 5, si aprirà con un focus sulle strategie per ottimizzare la ricerca di lavoro e valorizzare le proprie competenze o interessi professionali durante l’iter di selezione.

    Le persone riceveranno consigli su come attirare l’attenzione dei selezionatori, impareranno a candidarsi per posizioni specifiche e a inserire il proprio curriculum vitae nei database dedicati alle offerte di lavoro. Ci sarà spazio anche per approfondire come funzionano gli Ats, i sistemi di tracciamento utilizzati per gestire l’intero processo di selezione e assunzione da parte delle risorse umane e come scrivere un cv, utilizzando al meglio le parole chiave.

    Si entrerà nel vivo dell’evento con la presentazione sulle offerte di lavoro delle aziende del territorio, presenti nella banca dati di Afol Metropolitana.

    I recruiters Afolmet incontreranno i candidati per un primo colloquio di selezione e, se il profilo è in linea con le ricerche aperte, sarà segnalato direttamente alle aziende. Per partecipare è possibile compilare il form presente su afolmet.it oppure presentarsi con una copia cartacea del cv o salvata su smartphone.

  • Economia. «Perché gli italiani investono come investono». Il report presentato al Salone del Risparmio

    Economia. «Perché gli italiani investono come investono». Il report presentato al Salone del Risparmio

    L’invincibile abitudine. Il 76,7% degli italiani risparmia, abitudine che coinvolge tutti i gruppi sociali. Risparmia il 77,3% dei residenti al Nord-Ovest, il 77,3% al Nord-Est, il 77,2% al Centro e il 75,7% al Sud e Isole. Varia ovviamente l’intensità della creazione di risparmio: il 39,3% degli italiani risparmia al massimo il 5% del proprio reddito annuo, il 33,2% tra il 6% e il 15%, il 17,2% tra il 15% e il 20%, il 10,3% oltre il 20%. Ecco alcuni dei risultati del Rapporto «Perché gli italiani investono come investono» realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni, l’Associazione italiana del risparmio gestito, presentato al Salone del Risparmio di Milano.

    Cauti e preoccupati sui risparmi. Cosa provano i risparmiatori pensando al proprio risparmio in questa fase? Il 38,0% cautela, il 31,6% preoccupazione, il 22,8% senso di sicurezza e il 18,0% ansia. Più preoccupati i risparmiatori con bassi redditi (40,7%) rispetto a quelli ad alto reddito (18,9%). È invece condivisa trasversalmente la paura di subire in questa fase perdite in caso di investimento: coinvolge infatti il 76,7% dei risparmiatori.

    Paure globali. Oltre 9 italiani su 10 seguono ormai gli eventi globali quali guerre, crisi economiche, anche in altri Paesi. L’attenzione preoccupata è rivolta soprattutto alle guerre in corso dall’Ucraina al Medio Oriente (47,6%) di cui si teme l’espansione e al cambiamento climatico (37,5%). Le paure globali condizionano anche le decisioni sui soldi: al 44,2% dei risparmiatori è capitato di modificare decisioni sull’utilizzo dei propri soldi a causa di notizie su eventi globali come le guerre: al 7,0% è capitato spesso e al 37,2% qualche volta.

    Permane la spessa nebbia dell’incertezza. Gli eventi globali rinforzano l’incertezza dei risparmiatori: il 45,7% pensando al futuro prossimo dei risparmi si dichiara incerto, il 34,3% pessimista, il 20,0% ottimista.

    Destinazione Italia. Il 69,6% dei risparmiatori di fronte a crisi globali e densa incertezza pensa sia meglio investire su strumenti finanziari italiani. Ne sono più convinti l’81,9% con la licenza media, il 73,8% dei diplomati e il 60,5% dei laureati. Il 48,6% dei risparmiatori per investire in Italia accetterebbe rendimenti minori. L’opzione Italia è una risposta psicologica rassicurante di fronte alle nuove paure globali.

    Il trionfale ritorno dei titoli pubblici. Paure globali, rialzo dei tassi e livello del debito pubblico da finanziare potenziano l’attrattività dei titoli pubblici. Tra i risparmiatori pronti a investire in strumenti finanziari, il 41,3% vorrebbe farlo in Titoli di Stato, il 37,7% in Fondi comuni di investimento, il 28,3% in Buoni postali di risparmio, il 26,8% in obbligazioni, il 23,9% in polizze assicurative.

    Perde presa il contante. Il 45,8% dei risparmiatori in questa fase opterebbe per strumenti finanziari, il 32,4% terrebbe le risorse liquide, il 21,8% investirebbe in immobili. Nel febbraio 2020, in epoca pre-Covid, gli italiani pronti a tenere le risorse liquide erano il 45,0% (-12,6 punti percentuali tra il 2020 e il 2024). Evidente la minore attrattività del contante: il 78,5% dei risparmiatori ritiene che non sia garanzia di sicurezza come in passato.

    La competitività ampliabile del Risparmio gestito. Il 46,9% degli italiani ha intenzione di investire di più o di iniziare a investire in prodotti del risparmio gestito, mentre il 14,4% è indeciso e il 38,7% non vuole tali strumenti. Cosa convincerebbe i refrattari a investire nel risparmio gestito? Il 35,6% indica la possibilità di capire meglio di cosa si tratta, il 23,8% la certezza che sono prodotti in linea con le proprie convinzioni etiche, il 22,0% costi più bassi per i servizi, il 19,0% i consigli e le spiegazioni di interlocutori di fiducia, il 18,5% prodotti più attraenti e più convincenti.

    Consulenti finanziari più positivi sul futuro. Anche i consulenti finanziari vivono gli effetti della nuova attenzione sociale alla globalità: all’83,2% è capitato che propri clienti chiedessero di modificare decisioni sull’utilizzo dei soldi a causa di notizie su eventi globali (guerre, crisi internazionali, ecc.). Sul futuro prossimo dell’economia italiana, il 45,0% dei consulenti finanziari si dichiara incerto, ma il 43,4% è ottimista e l’11,6% pessimista. Il 67,1% dei consulenti finanziari è ottimista sul futuro prossimo di risparmi e investimenti degli italiani e l’89,1% è ottimista sulla capacità della consulenza finanziaria di garantire supporto appropriato ai risparmiatori nell’attuale fase.

    «In un contesto in cui il crescente interesse per gli eventi globali genera uno stato diffuso di incertezza, il risparmio rappresenta una delle principali fonti di sicurezza» ha detto Giorgio De Rita, Segretario Generale del Censis. «A cambiare è l’intenzione di destinazione del risparmio degli italiani: se in passato la liquidità rappresentava la principale destinazione, oggi c’è un maggiore interesse per i Titoli di stato, mentre i prodotti del risparmio gestito conservano una loro specifica attrattività».

    «L’osservatorio fotografa la comprensibile apprensione dei risparmiatori» ha aggiunto Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni. «La risposta a scenari complessi non può essere però solo un arroccamento sull’immobilismo del conto corrente. Il 46,9% dei risparmiatori che investono o vogliono investire in fondi comuni è la migliore testimonianza dei risultati ottenuti dall’industria in 40 anni di attività ma deve rappresentare un punto di partenza. Trasparenza, professionalità, educazione sono le chiavi per fare in modo che questa percentuale cresca ancora e con essa la consapevolezza che una pianificazione patrimoniale orientata al lungo periodo è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo come singoli e come collettività».

    Questi sono i principali risultati del 5° Rapporto Assogestioni-Censis «Perché gli italiani investono come investono» presentato oggi al Salone del Risparmio di Milano da Sara Lena, Ricercatrice Censis e discusso da Giorgio De Rita, Segretario Generale del Censis, Paola Pietrafesa, Vicedirettore Allianz Bank Financial Advisors, Niccolò Rabitti, Co-Head for Italy Morgan Stanley Investment Management, Gianluca Serafini, Amministratore Delegato e Direttore Generale Fideuram Asset Management Sgr, Luca Tenani, Country Head Schroders e Massimo Fracaro, Caporedattore L’Economia – Corriere della Sera.

    La conferenza si potrà rivedere on demand su FR|Vision a questo link:

    https://vision.focusrisparmio.com/

  • Job Day a Cinisello Balsamo: il 12 aprile opportunità di lavoro  e formazione, imprese, servizi e workshop

    Job Day a Cinisello Balsamo: il 12 aprile opportunità di lavoro e formazione, imprese, servizi e workshop

    Venerdì 12 aprile a Cinisello Balsamo si tiene il Job day, una giornata per le persone in cerca di occupazione scandita da colloqui di selezione con imprese e agenzie per il lavoro, workshop dedicati all’orientamento e ai servizi offerti dal centro per l’impiego Nord Milano e incontri con gli enti di formazione del territorio. L’evento, che si tiene dalle 10 alle 18 a Villa Di Breme Gualdoni Forno, è stato organizzato da Afol Metropolitana in collaborazione con la Città metropolitana di Milano, l’Amministrazione comunale di Cinisello Balsamo e Regione Lombardia.

    Durante la giornata le persone potranno sostenere i colloqui di lavoro, ricevere informazioni e indicazioni sul reinserimento lavorativo, sui corsi di formazione disponibili sul territorio e sulle opportunità offerte dal programma nazionale Gol (Garanzia occupabilità lavoratori) per persone in cerca di nuove opportunità professionali.

    In mattinata, a partire dalle 11, si terrà il convegno “Agenda Lavoro: investire per il futuro”, tappa del ciclo di incontri sul territorio promosso dall’assessorato all’Istruzione, formazione, lavoro di Regione Lombardia. E a partire dalle 14.00 si terranno una serie di incontri sull’orientamento lavorativo e sui servizi al lavoro, come quello organizzato dalle agenzie per il lavoro e quello dedicato al centro per l’impiego e alla rete dei servizi nel territorio. Spazio, inoltre, agli incontri sull’orientamento rivolto alle donne che desiderano ripartire nel lavoro e, in chiusura, la presentazione dei servizi tailor-made per le persone e per le imprese.

    Saranno presenti, oltre al team di Afol Metropolitana e di Eures, le agenzie per il lavoro e gli enti di formazione del territorio: Adecco, Ciofs Lombardia, CNOS-FAP, Consorzio SIR, E-Skill, Etjca, Fondazione Luigi Clerici, Fondazione Mazzini, IAL Lombardia, Idea Agenzia per il Lavoro, Manpower, Maw, My Ecole, Randstad, Samsic HR Italia, Synergie e Umana.

    Dalle 10 alle 17 sarà possibile candidarsi alle offerte di lavoro e incontrare per un colloquio di preselezione i recruiters di Afol Metropolitana, delle Agenzie per il Lavoro e, nell’area dedicata alle aziende, di Arcaplanet, Geico e Koiné Cooperativa sociale, Malvestiti e Muchmore Intrattenimenti.

    Per partecipare all’appuntamento basta compilare il form su afolmet.it oppure presentarsi all’evento con la copia del cv cartacea o salvata su smartphone.

    In mattinata saranno presenti il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, il direttore generale di Afol Metropolitana, Tommaso Di Rino, la consigliera delegata alle Politiche del lavoro, sociali e pari opportunità di Città metropolitana di Milano Diana De Marchi e Simona Tironi, assessore Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia.

    Job Day

    venerdì 12 aprile 2024 | dalle ore 10

    Villa Di Breme Gualdoni Forno in via Carlo Martinelli 15-23

  • Issa Pulire Tech, una fiera nella fiera per il 2025 per parlare di componentistica e nuove frontiere

    Issa Pulire Tech, una fiera nella fiera per il 2025 per parlare di componentistica e nuove frontiere

    La storica fiera Issa Pulire, che dal 2023 ha scelto Milano come sede, per l’edizione 2025 ha deciso di raddoppiare e proporre al padiglione 16 di Fiera Milano uno spazio dedicato per completare l’offerta e rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

    La conferenza stampa di presentazione si è svolta mercoledì 3 aprile al Pirellone con il ceo di Issa Pulire Network Toni D’Andrea e il vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia Giacomo Cosentino.

    “Issa Pulire rappresenta da oltre quarant’anni il contenitore nel quale il comparto della pulizia professionale, sanificazione e disinfestazione si presenta e si confronta a livello internazionale con grande consenso e larga partecipazione”, ha spiegato D’Andrea, che auspica “la presenza di nuovi espositori che rappresentano il comparto dei componenti, delle parti di ricambio e degli accessori. L’obiettivo è completare l’offerta di macchine, attrezzature, prodotti chimici e carta ed estendere il perimetro del progetto a segmenti più specifici del mercato del cleaning. In tal modo, rappresenta un luogo di rinnovato interesse e opportunità di business sia per i fabbricanti che per i distributori e gli utilizzatori finali. Issa Pulire Tech può già quindi contare su 20.000 visitatori che ci hanno raggiunto nel 2023”.

    “L’apparato fieristico è importante per noi e strategico per tutta la Lombardia e Fiera Milano è un fiore all’occhiello – ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia Giacomo Cosentino. – Ben vengano nuove idee a complemento di Issa Pulire, una fiera ormai consolidata. Il settore del cleaning è vivace e nel 2023 sono rimasto colpito dalla qualità di espositori e visitatori. Sosteniamo iniziative che contribuiscono al dinamismo e alla vivacità della Lombardia in uno dei poli fieristici tra i più importanti in Europa. Un progetto come questo testimonia la voglia di fare, e la concretezza è da valorizzare”.

    Issa Pulire Tech, si terrà quindi contemporaneamente alla fiera Issa Pulire dal 27 al 29 maggio 2025 a Fiera Milano. Uno sguardo all’offerta per le imprese nazionali e internazionali che operano nel settore della componentistica, dei ricambi e degli accessori, il cui utilizzo è legato al mondo della pulizia professionale, della sanificazione e della disinfestazione. “Con Issa Pulire c’è un legame forte – ha sottolineato Paolo Eterno, Hosted Exhibitions Manager di Fiera Milano. – Nel 2025 sarà una vetrina per il green cleaning, la sostenibilità e la digitalizzazione che per noi sono pilastri che sostengono il nostro pieno industriale”. Un progetto in linea quindi con la visione di Fiera Milano.

    Fino ad ora, i protagonisti della fiera sono stati i fabbricanti di macchine e attrezzature. “Per il 2025 si guarda ad un soggetto che nella filiera li precede: esiste una quota di fabbricanti su cui non si è mai assunto il rischio di investire. Al contrario, con i fabbricanti di componenti c’è un grande margine di opportunità. Le componenti elettroniche, meccaniche e plastiche diventano parte integrante della fiera. Attualmente, la Cina è il grande produttore di questi componenti, detenendo il 70% del mercato, mentre in Europa primeggia la Turchia”, ha aggiunto D’Andrea.

  • Credito. Gli ultimi dati del Crif di Bologna, aumento medio del 36% per le rate dei mutui a tasso variabile

    Credito. Gli ultimi dati del Crif di Bologna, aumento medio del 36% per le rate dei mutui a tasso variabile

    La stretta monetaria sui tassi della Bce ha generato un aumento medio delle rate dei mutui a tasso variabile del 36% rispetto ai minimi registrati nel giugno del 2022. E’ quanto emerge dalla tradizionale analisi condotta dal Crif di Bologna, che indica un picco di aumenti del 49% per le rate dei mutui erogati negli ultimi 5 anni.

    Secondo il Crif il 26% dei mutui ipotecari attivi a gennaio 2022 era a tasso variabile e la stretta sui tassi della Bce ha generato un “incremento del 25% sul livello complessivo di indebitamento di chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 5 anni”. Parallelamente si è registrato un peggioramento medio dell’8% dai minimi di metà 2022 del rapporto tra rata e reddito di chi ha acceso un mutuo, raggiungendo il 10% per i mutui erogati negli ultimi 5 anni, senza però far registrare un incremento nel tasso di insolvenza.

    Quanto all’attesa inversione di rotta da parte della Bce, “le prospettive di un possibile abbassamento dei tassi a giugno 2024 – afferma il direttore esecutivo di Crif Simone Capecchi – fanno sperare per un sollievo ai mutuatari, riducendo la pressione e contribuendo a stabilizzare la situazione finanziaria”.

    “In ogni caso – conclude – è fondamentale, nell’attuale contesto macroeconomico e geopolitico di incertezza, rimanere vigili per affrontare le sfide che lo scenario potrebbe presentare”.

  • Mondo agricolo a confronto nel Basso Pavese ma la stavolta la siccità non è un problema…

    Mondo agricolo a confronto nel Basso Pavese ma la stavolta la siccità non è un problema…

    Si è tenuto a Corteolona e Genzone, nel Basso Pavese, un incontro sul tema delle riserve idriche, promosso dalla locale Coldiretti, con la partecipazione del Presidente Silvia Garavaglia e del Direttore Generale di ETVilloresi Valeria Chinaglia.

    Quest’ultima, in previsione della prossima stagione irrigua, ha rassicurato gli agricoltori presenti alla luce dei dati confortanti disponibili sullo stato attuale delle risorse idriche rispetto alla media storica 2006/2020.

    Positiva nel complesso anche la valutazione sui livelli della falda con un invito però a monitorare le riserve nivee, considerato che si tratta di accumuli tardivi destinati a sciogliersi presto; con l’avvio della stagione sarà pertanto fondamentale il verificarsi di nuove piogge.

    ETVilloresi monitorerà la situazione, mantenendo costantemente attivo un canale di comunicazione e scambio di informazioni sia con le Associazioni di categoria agricola che con l’utenza.

  • Esultano le ‘maschere’ della Scala

    Esultano le ‘maschere’ della Scala

    Gli studenti lavoratori impiegati come maschere alla Scala potranno vedersi rinnovato il contratto per tutto il periodo di studio. Lo prevede l’intesa siglata dal Piermarini con il sindacato Slc Cgil. “Io e i miei ex colleghi siamo in visibilio, non ce l’aspettavamo”, dice all’Adnkronos Beatrice Sella, la studentessa 21enne che lo scorso autunno, quando il suo contratto con il teatro è definitivamente scaduto dopo 12 mesi, ha dato vita alla protesta delle maschere.

    Era il 3 dicembre: mentre la Scala apriva le porte agli spettatori under 30 dell’anteprima del Don Carlo, Beatrice e i suoi colleghi nella piazza antistante mettevano in scena la loro ‘Prima’: un flash mob delle maschere della Scala, per denunciare la “intollerabile condizione di precarietà lavorativa” a cui erano costretti da brevi contratti intermittenti e a chiamata, rinnovabili fino a un massimo di un anno. Chiedevano che la collaborazione con il Piermarini potesse coprire l’intero ciclo di studi, una battaglia, portata avanti già da anni dalla Slc Cgil, che ha portato oggi al risultato. Non solo, “i salari – racconta la ex maschera – sono stati quasi raddoppiati” e viene prevista per il rinnovo una quota del 70% di risposta alle chiamate del teatro, facendo venir meno così quel meccanismo di “pressione” denunciato dai ragazzi, più liberi adesso di conciliare gli impegni lavorativi con le esigenze di studio.

    “Vedere che la nostra lotta non è contro i mulini a vento, ma ogni tanto fa tornare indietro qualcosa, mi convince che le cose ogni tanto si possano cambiare”, dice Beatrice, senza nascondere di essere “emozionatissima”. Il pensiero, nonostante la giovane età, è rivolto alla “generazione di maschere che verrà dopo di me e che avrà una condizione migliore di quella che ho avuto io”. Al di là del “profondo valore collettivo di questa vittoria”, c’è la speranza che la decisione “del più importante teatro d’Italia crei un precedente per tutti gli altri”, confessa la 21enne. L’auspicio è che sull’esempio delle maschere del Piermarini, si mobilitino anche gli studenti lavoratori delle altre sale d’Italia. A partire da quelle vicine. “Con alcuni amici stiamo facendo un lavoro di mappatura dei teatri di Milano, per vedere da un lato quanti finanziamenti pubblici prendono, dall’altro per analizzare le condizioni contrattuali, soprattutto del personale esternalizzato. In questo ci sono vicini la Cgil, le liste universitarie e i partiti di opposizione, in particolare Alleanza Verdi Sinistra. Speriamo che la convergenza tra mobilitazione da basso, sindacati e politica possa portare ad altri risultati”.

  • Essere donna… è un’impresa: l’incontro a Castano

    Essere donna… è un’impresa: l’incontro a Castano

    Presso la sala riunioni della Sede castanese di Confcommercio Magenta e Castano Primo, si è svolto un interessante incontro dedicato all’imprenditoria femminile nel quale titolari di referenziate attività ed aziende attive sul territorio hanno incontrato il tessuto commerciale locale ma anche giovani aspiranti al ruolo di imprenditrici che hanno avuto modo di raccogliere, in una cornice fatta di condivisione, partecipazione e interlocuzioni semplici, dirette e prive di molte delle sovrastrutture che oggi rendono complicato l’approccio a questo percorso, una serie di suggerimenti e indicazioni ma, soprattutto, preziosi consigli da parte delle titolari e componenti il Consiglio Direttivo di Confcommercio che si sono letteralmente raccontate ai numerosi presenti. Tra questi sono intervenuti anche il Sindaco di Castano Primo Giuseppe Pignatiello a rappresentanza dell’Amministrazione che ha da subito concesso il proprio patrocinio all’evento ma anche i candidati al ruolo di amministratore cittadino alle prossime elezioni.

    La serata moderata dalla bravissima Francesca Favotto, si è articolata in un vero e proprio percorso che ha toccato tematiche importanti ed attuali quali il passaggio generazionale all’interno delle imprese, le dinamiche che contraddistinguono l’approccio all’economia digitale, le leve di selezione e successo dei prodotti ma anche degli interlocutori dell’azienda, non mancando di evidenziare anche quello che è un asset fondamentale e strategico per conseguire il successo quale la continua formazione, ricerca e aggiornamento, nonché il notevole impegno e capacità richiesta alle donne chiamate, in misura preponderante, a gestire l’impegnativo connubio tra lavoro e famiglia.

    “E’ stata una serata davvero speciale quella di ieri per la quale innanzitutto desidero indirizzare il mio ringraziamento alle Consigliere Confcommercio Marzia Bastianello, Selena Gazziero, Alessia Merenda, Jessica Oldani e Francesca Rudoni che si sono raccontate regalando preziosi momenti di vita vissuta ma anche tanto impegno e sacrificio per raggiungere i livelli di successo che a loro appartengono – sottolinea il Direttore Confcommercio Territoriale Magenta e Castano Primo Simone Ganzebi – un ringraziamento, questo, che indirizzo anche alle numerose donne ma soprattutto anche ai numerosi titolari uomini intervenuti, segno che le finalità, gli obiettivi del progetto «Essere Donna è un’Impresa» sono stati ampiamenti raggiunti. Il milione e 360 mila imprese che oggi in Italia vedono al loro timone le donne e, in questi termini, il 22,6% delle imprese attive in Italia, sono un valore prezioso sul quale generare il massimo impegno e costrutto, non fosse altro che per i dati riferibili al post covid dove l’oltre 37,6% delle imprese che hanno preso vita a rilancio del tessuto economico nazionale dopo la grave emergenza superata, appartengono a donne e di questa percentuale, circa la metà è frutto di iniziative di startup di imprenditrici under 32. Ecco perché Confcommercio ha dato corpo a questo progetto, ai servizi di info-point attivati in questo mese all’interno del Comune di Castano Primo e al percorso che certamente vedrà ulteriori e preziosi appuntamenti come quello di ieri sera”.

  • Mercato Centrale, Milano e non solo: 77 milioni di fatturato

    Mercato Centrale, Milano e non solo: 77 milioni di fatturato

    Con un fatturato 2023 pari a 77 milioni di euro taglia il traguardo delle dieci candeline Mercato Centrale, struttura ristorativa e “centro di aggregazione in cui cibo e cultura si fondono”.

    L’attività, con quattro sedi a Firenze (aperto nel 2014), Roma (2016), Torino (2019 e Milano (2021) oltre ad un secondo format “Ai Banchi del Mercato Centrale” (aperto nel 2017 come format di sperimentazione retail presso il centro commerciale I Gigli a Campi Bisenzio-Firenze), prevede, per il decennale, nuovi progetti ed iniziative a partire dal festival Disquisito a Torino il prossimo 19, 20 e 21 aprile e eventi diffusi tra Firenze, Milano, Torino e Roma.

    Previste inoltre due nuove aperture Melbourne e Bolzano, in autunno la prima fuori dall’Italia, e l’altra a primavera 2025. Il Mercato Centrale ha coinvolto dalla sua apertura oltre 100 artigiani e realizzati 3.500 eventi dal 2014. All’attivo più di più di 60 milioni di visitatori. “Le nuove sfide per il futuro delle imprese- afferma Umberto Montano, presidente e fondatore di Mercato Centrale- sono tutte legate alla sostenibilità., Queste se per una larga parte si concentrano sull’ambiente e la capacità di lasciare alle generazioni future un mondo più vivibile e meno logoro, dall’altra devono prevedere programmi di attuazione che includano progetti e innovazioni in grado di generare un impatto positivo sia sociale che economico. Ed è su questi due valori che si fonda il progetto Mercato Centrale”.