Categoria: Economia

  • “Il caro carburanti incide sul’88% delle merci sugli scaffali dei supermarket”

    MILANO In un Paese come l’Italia dove l’88% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori.

    È quanto afferma la Coldiretti in riferimento al rialzo dei prezzi di gasolio e benzina. A subire le conseguenze dei rincari – sottolinea la Coldiretti – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad 1/3 sul totale dei costi per frutta e verdura. Un effetto preoccupante – continua la Coldiretti – dopo che alimenta l’inflazione che pesa sul carrello degli italiani che per mangiare hanno speso quasi 4 miliardi in più nell’ultimo semestre ma a causa del caro prezzi hanno dovuto tagliare le quantità acquistate. Una situazione che aggrava il gap competitivo dell’Italia a causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che alivello nazionale è pari a 1,12 euro/ chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro) secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga. “In tale ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può essere determinante per sostenere la competitività delle imprese sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”, conclude il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

  • Una buona notizia: finita l’era del Reddito di Cittadinanza. Proteste a Napoli

    “Domanda di reddito di cittadinanza sospesa come previsto dall’articolo 48 del decreto legge 20/23 in attesa eventuale presa in carico dei Servizi sociali”, è il testo dell’Sms inviato ieri dall’Inps e ricevuto da migliaia di percettori che hanno perso il diritto all’assegno.

    Il RdC o la pensione di cittadinanza sono stati sospesi alle 169mila le famiglie che non avendo nel proprio nucleo un componente disabile, minore o over 65 da agosto non risultano più avere i criteri stabiliti dalla nuova normativa. L’ultima rata che hanno percepito è quella del 27 luglio, poi il messaggio via cellulare che ha spinto centinata di persone a Napoli, una delle città che più usufruisce del Rdc, ad andare a lamentarsi agli uffici Inps.

    Chi ha perso il reddito di cittadinanza ed è ritenuto occupabile, cioè ha tra i 18 e i 59 anni di età, non ha persone disabili a carico e non ha minori a carico, potrà ricevere 350 euro al mese come supporto alla formazione al lavoro attraverso gli sportelli dei Centri per l’Impiego e l’Inps. Ricevono ancora il reddito di cittadinanza fino a dicembre le persone che hanno a carico dei minori, che sono ultrasessantenni e che hanno nel nucleo familiare delle persone disabili. Queste persone dal primo gennaio 2024 riceveranno un contributo non inferiore a 480 euro, sempre su segnalazione del Centro per l’Impiego attraverso una piattaforma che metterà in collegamento Centri per l’Impiego e Servizi sociali.

    Secondo i dati INPS, tra i beneficiari del Reddito di cittadinanza indirizzati ai servizi per il lavoro, circa un milione, solo 90mila ( poco meno del 10% ) hanno instaurato un contratto di lavoro a tempo indeterminato e tra questi solo il 3-4% svolge professioni medio-alte. Quasi la metà del milione non ha mai lavorato, il titolo di studio prevalente per oltre il 70 % dei non occupati è al massimo la scuola media e che il 60% dei soggetti presi in considerazione corrisponde a una persona adulta (l’età media è tra i 35-37anni).

  • Gli autocarri lombardi più vecchi? Sono a Pavia

    Scendono le immatricolazioni sia per il trasporto merce che persone. Picco regionale di autobus a benzina, elettrici e ibridi sono assenti

    Continental ha realizzato anche quest’anno l’Osservatorio sui macro-trend del mercato dei veicoli pesanti per il trasporto di merci e persone, giunto alla sua terza edizione. Lo studio fotografa lo stato del settore in Italia e in Lombardia nel 2022, dopo un 2021 caratterizzato da una significativa ripresa dalla crisi causata dal Covid-19, e prova a tracciare la direzione verso la quale questo comparto si sta dirigendo, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro .

    Dall’analisi emerge che sebbene nella Provincia di Pavia le immatricolazioni dei trasporti merce e degli autobus siano entrambe in calo, particolarmente poco virtuoso è il segmento degli autocarri: il più anziano e inquinante in regione.

    Immatricolazioni: Pavia in calo sia nel segmento autobus che trasporto merci
    Le immatricolazioni dei mezzi pesanti per il trasporto merci nel 2022 in Italia hanno registrato un calo del 6,4% rispetto al 2021, con solo 21.524 nuovi mezzi. La Lombardia segue la scia nazionale e registra una discesa del 6,9% rispetto all’anno precedente, con 3.865 nuove immatricolazioni. Anche Pavia è in calo del 7,4% con 10 immatricolazioni in meno rispetto al 2021.

    Anche il settore nazionale del trasporto persone mostra segnali di decrescita (-10,5%), con 3.728 mezzi immatricolati nel 2022 a fronte dei 4.166 del 2021, e un simile scenario si riscontra anche a livello locale. Le regioni che segnano un andamento positivo sono solo 7 e, tra queste, c’è anche la Lombardia, che chiude con un progresso del 27,9% e 426 nuovi veicoli immatricolati. Dati in calo invece nella Provincia di Pavia, dove le nuove unità scendono del 15,4% (11 nuove targhe nel 2022, rispetto alle 13 registrate nel 2021).

    Alimentazione: a Pavia, picco di autobus a benzina. Elettrici e ibridi a quota 0
    Per quanto concerne l’alimentazione, la situazione nazionale del parco circolante per il settore trasporto merci nel 2022 rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente. Il gasolio continua ad essere predominante (90,8%) seguito da benzina e metano (rispettivamente al 4,6% e 2,2%). Si nota una crescita, seppur timida, dell’alimentazione combinata benzina e gas liquido, che segna un lievissimo aumento (1,4% rispetto a 1,3%), così come elettrici e ibridi (rispettivamente allo 0,3% e 0,8%).
    In Lombardia percentuali in stallo per l’elettrico, che si conferma allo 0,2% dell’anno precedente, mentre gli ibridi registrano una crescita irrisoria (0,8%); il gasolio, nonostante segni un lievissimo calo, rimane preponderante e copre l’89,5% del parco, seguito dalla benzina al 5%. In questo contesto, la Provincia di Pavia ha lo 0,1% di autocarri elettrici e lo 0,5% di ibridi. I mezzi a gasolio si attestano all’90,9%, confermando la tendenza regionale.

    Anche il panorama nazionale relativo all’alimentazione del parco autobus è stabile rispetto al 2021, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggior parte dei mezzi in circolazione rimane a gasolio (92,7% rispetto al 93,3% del 2021), mentre le quote di elettrico e ibrido registrano una leggera crescita e riescono a raggiungere l’1,2% (rispettivamente 0,8% e 0,4%).
    In Lombardia l’elettrico rimane stabile al 2% e l’ibrido arriva all’1,8%. Il gasolio è in vetta al 92,3%, seguito dal metano al 3,6%. Nella Provincia di Pavia il gasolio registra il 97,7%, mentre sia gli elettrici che gli ibridi si attestano a quota 0. La percentuale di mezzi a benzina raggiunge il picco in regione dello 0,7%.

    Categoria Euro: a Pavia, più del 28% degli autocarri è delle categorie più inquinanti
    Nel comparto del trasporto merci nel 2022 prevalgono a livello nazionale gli Euro 5 ed Euro 6 che, insieme, raggiungono il 37,5% del totale. Una percentuale elevata che supera le categorie più vecchie, dalla 0 alla 2, che coprono il 30,7% del parco. Ciò nonostante, è da notare quanto sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 14,5%. Rispetto alla media nazionale, la situazione è decisamente positiva in Lombardia, dove gli Euro 0 si attestano all’8,2% e, in generale, le classi più vecchie fino all’Euro 2 scendono quasi di un punto percentuale (20,4%). Le categorie meno inquinanti, Euro 5 e 6, coprono quasi la metà del mercato, superando il 49%. La classe più rappresentata è, infatti, la Euro 6, che cresce e sfiora il 33% (dal 28% della rilevazione precedente).
    In questo contesto, la Provincia di Pavia è la meno virtuosa: gli Euro 0 sfiorano il 12% mentre le fasce Euro 0-2 coprono più del 28% del parco circolante. Tra i valori più bassi in regione, solo il 38,7% dei mezzi appartiene alle categorie meno inquinanti (Euro 5 e 6).

    In Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 rappresenta quasi la metà del parco, raggiungendo il 48%. Anche in questo caso, stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0 ancora in circolazione, che copre l’11,4% del parco.
    I dati registrati in Lombardia sono decisamente migliori: qui, gli Euro 0 sono al 6,1%, mentre gli Euro 5 ed Euro 6, insieme, sfiorano il 62%. La classe Euro 6 è la più rappresentata e, aumentando di circa 7 punti rispetto al 2021, raggiunge il 36,7% dei veicoli. Nella Provincia di Pavia invece più del 17% degli autobus è di fascia Euro 0-2, e poco più del 57% è Euro 5 e 6.

    Anzianità: A Pavia, la percentuale più alta di autocarri con più di 20 anni
    Nell’analisi per fasce di anzianità, il parco circolante di autocarri per il trasporto merci nel 2022 in Italia risulta decisamente agée, caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 20 e i 30 anni (18,6%), seguita dalla fascia 15-20 anni che segna il 16,7%. In crescita la categoria “oltre i 30 anni” che rappresenta il 15,6%, valore in aumento rispetto al 2021. I veicoli “da 0 a 10 anni” arrivano complessivamente al 33,9%, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri nuovi, da 0 a 1 anno (3,6% del parco circolante). La Lombardia ringiovanisce rispetto all’anno precedente e la fascia d’età più diffusa è quella dei 5-10 anni con il 20,3%. Quasi il 23% dei mezzi ha al massimo 5 anni, i giovanissimi (massimo 1 anno) calano e toccano il 3,8% e, di conseguenza, aumentano i veicoli oltre i 20 anni, che registrano il 24%. A Pavia, la fascia più rappresentata è quella tra i 5 e i 10 anni (17%), a pari merito con la fascia 10-15. I mezzi fino ai 5 anni sono il 16,7%, mentre quelli oltre i 20 toccano il picco regionale del 32,4%.

    La fotografia nazionale si ripropone sostanzialmente molto simile anche nel segmento del trasporto persone, dove la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta un quinto del totale (20,8%). Una quota leggermente in crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora ampiamente superata dalla percentuale di mezzi vecchi di oltre 20 anni, che nel 2022 raggiunge il 27,6% (nel 2021 era a 26,9%). Scenario più roseo in Lombardia, dove, anche per il 2022, la fascia più rappresentata è quella tra i 10 e i 15 anni (23,4%). I mezzi oltre i 20 anni non arrivano al 15%, e diminuiscono i veicoli che hanno al massimo 5, scendendo al 23,8% rispetto al 25,1% registrato nel 2021. Aumentano i mezzi con massimo un anno d’età che raggiungono il 4,4%. Anche nella Provincia di Pavia la fascia più rappresentata è quella tra i 10 e i 15 anni, con il 24,2%. Gli autobus “anziani” sono superiori alla media regionale (il 20,5% quelli oltre i 20 anni) mentre i mezzi giovani, con meno di 5 anni, superano appena il 16%.

    Gruppo Continental
    Continental sviluppa tecnologie intelligenti, connesse e sostenibili per il trasporto di beni e di persone. Fondato nel 1871 il produttore internazionale di pneumatici, fornitore automotive e partner industriale, offre soluzioni sicure, confortevoli, personalizzate e convenienti. Nel 2022, il Gruppo ha generato un volume di affari pari a 39,4 miliardi di euro impiegando più di 200.000 dipendenti in 57 paesi in tutto il mondo. L’8 ottobre 2021 Continental ha celebrato il 150° anniversario.
    www.continental-corporation.com

    La divisione Pneumatici conta 24 siti di produzione e sviluppo in tutto il mondo. Tra i principali produttori di pneumatici con più di 57.000 dipendenti, la divisione ha registrato un fatturato di 14 miliardi di euro nel 2022. Continental si colloca tra i leader delle tecnologie di produzione di pneumatici con un’ampia gamma di prodotti per autovetture, veicoli commerciali e due ruote. Grazie ai continui investimenti in ricerca e sviluppo, Continental garantisce un importante contributo alla mobilità sicura, economica ed ecologicamente efficiente. Il portafoglio della divisione Pneumatici include servizi per il commercio di pneumatici e per le applicazioni per flotte, nonché sistemi di gestione digitale di pneumatici per veicoli commerciali.

  • Gary Barlow, Take That, ha lanciato i suoi nuovi vini biologici

    Gary Barlow, Take That, ha lanciato i suoi nuovi vini biologici

    (Adnkronos) – Il cantautore del gruppo musicale pop dei Take That, ha presentato in occasione di un evento esclusivo presso Harvey Nichols a Manchester i nuovi vini biologici sudafricani aggiunti al suo portafoglio di vini biologici più venduti, creato in collaborazione con il distributore di bevande londinese Benchmark Drinks. La gamma che ha già venduto più di un milione di bottiglie dal lancio nel 2021, ed è considerato uno dei brand bio più in rapida crescita nel Regno Unito, ha visto un’impennata del 140% anno su anno. Barlow ha scelto in Sud Africa le migliori uve Sauvignon biologiche, dando vita al Gary Barlow Organic Sauvignon Blanc, un sorso fresco, espressivo e di medio corpo.  Bryan Rodriguez, Buyer dell’Harvey Nichols Wine and Spirits ha affermato: “Siamo orgogliosi e privilegiati nel lavorare con Gary Barlow e con il distributore di vino del Regno Unito Benchmark Drinks, per lanciare vini unici, come gli ultimi Sauvignon Blanc e Sauvignon sudafricani. Non vediamo l'ora di continuare il nostro lavoro con Gary e il team di Benchmark Drinks per offrire ai nostri clienti vini nuovi ed entusiasmanti". Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Cantine con piscina o piscine tra le vigne: il connubio perfetto per l’estate

    Cantine con piscina o piscine tra le vigne: il connubio perfetto per l’estate

    (Adnkronos) – D'estate se la visita in cantina, dopo numerosi assaggi, termina con un aperitivo in piscina, è un’attrazione ancora più grande per turisti e appassionati, soprattutto con le torride temperature di questi ultimi anni. La natura, le vigne e una piscina a disposizione: quanti sceglieranno questo tipo di vacanza dal sapore tutto italiano? E quanto è bello ritrovarsi immersi in vigneti secolari sorseggiando a bordo piscina e i piedi direttamente nell'acqua, il vino prodotto attorno a noi? Un viaggio in tutta Italia in mezzo alle piscine più belle dove il vino la fa da padrone.Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Casa, Idealista: a giugno 14% vendute in meno di una settimana, tramite la piattaforma di annunci dedicata

    Uno studio pubblicato da idealista rileva che il 14% delle case vendute tramite la piattaforma di annunci durante il mese di giugno era sul mercato da meno di una settimana.

    ROMA – Un altro 11% di abitazioni ha impiegato da una settimana a un mese per essere venduto; il 38% da uno a tre mesi; Il 27% tra tre mesi e un anno e l’11% più di un anno. I casi di “vendite express” sono più frequenti soprattutto nei grandi mercati, con le percentuali più alte di vendite in meno di una settimana a Verona, con il 36%, seguita da Trieste (35%) e Milano, dove il 29% dei venditori hanno trovato un acquirente in meno di 7 giorni. Seguono Firenze (28%), Palermo (27%), Parma (26%), Padova (25%) e Ravenna (25%) dove praticamente 1 abitazione su 4 viene venduta in modo rapido. Con un tasso superiore alla media nazionale troviamo altri 18 mercati tra i quali spiccano Roma (24%), Bologna (20%) e Napoli (17%).

    Novara è l’unica città che si attesta sulla stessa media nazionale del 14% di vendite lampo. Il 70% dei mercati (65 città capoluogo) si collocano sotto questa soglia con agli estremi Ferrara, Pesaro, Vicenza, Venezia, Cagliari, Arezzo, Siena, Piacenza e Pisa con il 13% del mercato express e, dall’altro lato, Caltanissetta (1%), Teramo (2%) e Chieti (3%) nella parte più bassa del ranking.

  • Caro auto in Lombardia (e non solo): il ‘nuovo’ raddoppia in 20 anni

    Per acquistare una vettura nuova, nel 2023 una famiglia in Lombardia deve spendere in media 6,7 redditi netti medi mensili rispetto ai 4,2 di 20 anni fa. Per l’elettrico la media è di 11,2 mensilità.
    Dal 2003 al 2023 in Italia i prezzi delle auto nuove sono raddoppiati (+99%), a fronte di un aumento dei redditi del +23,7%

    Nel 2023 la Sicilia e l’Abruzzo sono le regioni dove è richiesto il numero più alto di redditi familiari netti medi mensili (9,7) per acquistare un’auto nuova tra le 10 più vendute in Italia. In Lombardia e in Trentino-Alto Adige sono “sufficienti” 6,7 mensilità.

    Milano Che sia frutto di impulso o di una decisione ben ragionata, per l’acquisto di un’auto tutti devono fare inevitabilmente i conti con il proprio portafoglio. Ma quanto impatta sulle famiglie lombarde acquistare oggi una vettura nuova rispetto a 20 anni fa, in relazione al reddito percepito? Secondo l’analisi del Centro Studi di AutoScout24, il portale di annunci auto e moto, leader in Europa, considerando la media dei prezzi a listino entry level delle Top 10 auto nuove più vendute, escludendo le elettriche , se nel 2003 per una famiglia lombarda erano sufficienti 4,2 redditi familiari netti medi mensili, adesso ne servono ben 6,7 , ovvero 2,5 in più. Il prezzo medio delle 10 auto nuove più vendute è passato infatti da €10.590 di 20 anni fa a €21.040 del 2023 (+99%), mentre i redditi familiari netti medi sono aumentati in misura nettamente inferiore, da una media regionale mensile di €2.533 a €3.134 (+23,7% dal 2003 al 2020). E per chi vuole una elettrica, servono ben 11,2 mensilità (€35.130).

    In questo contesto il mercato dell’usato si conferma la soluzione ideale per chi cerca vetture di nuova generazione, di segmento superiore o con dotazioni maggiori, ma a un prezzo più contenuto e in linea con le proprie tasche. Su AutoScout24, infatti, ben il 54% delle auto presenti è Euro 6, il 13% ibrido ed elettrico e quasi sei auto su dieci hanno 5 anni o meno.

    I segmenti
    L’analisi di AutoScout24 ha preso in considerazione anche le 10 auto nuove più vendute nei segmenti A, B e C. Per acquistare una citycar di segmento A, si va dai 3,5 redditi familiari netti medi mensili del 2003 ai 5,8 attuali (€18.050); per il segmento B si passa da 4,2 di 20 anni fa a 7,1 (€22.185) e per il segmento C da 6,4 a ben 11,2 (€35.225), quasi il doppio.

    La differenza tra regioni
    A livello regionale, nel 2023 la Sicilia e l’Abruzzo sono i territori dove è richiesto il numero più alto di redditi familiari netti medi mensili per acquistare un’auto nuova (9,7), seguita da Campania (9,5), Basilicata (9,4), Puglia (9,3) e Molise (9,2). Al contrario, ovviamente per una questione di redditi più alti, troviamo la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, dove sono sufficienti 6,7 mensilità.
    Ma se confrontiamo il dato rispetto al 2003, l’Abruzzo e la Campania sono le regioni dove è aumentato maggiormente il numero di redditi medi mensili necessari per acquistare un’auto nuova, rispettivamente con +4,8 e +4 mensilità.

    Sergio Lanfranchi del Centro Studi di AutoScout24 dichiara: “Il costo di un’auto nuova è quasi raddoppiato negli ultimi vent’anni. Una situazione verificatasi sicuramente per via di molti fattori, fra cui i nuovi investimenti in Ricerca & Sviluppo e l’incessante integrazione di nuove tecnologie sui veicoli in vendita, che sono andate a migliorare e ottimizzare anche le auto di livello base, fornendo quindi al consumatore una scelta sempre più premium anche nei livelli più accessibili. Un altro cambiamento importante è stato apportato nel campo della sicurezza, per cui le auto di oggi hanno molte più funzioni dedicate alla salvaguardia dei passeggeri, e molte di queste sono diventate oggi una dotazione irrinunciabile.”

    GENERALE
    N. redditi familiari netti medi mensili per acquisto delle 10 auto più vendute in Italia a livello generale (prezzo medio) SEGMENTO A:
    N. redditi familiari netti medi mensili per acquisto delle 10 auto del segmento A più vendute in Italia (prezzo medio) SEGMENTO B:
    N. redditi familiari netti medi mensili per acquisto delle 10 auto del segmento B più vendute in Italia (prezzo medio) SEGMENTO C:
    N. redditi familiari netti medi mensili per acquisto delle 10 auto del segmento c più vendute in Italia (prezzo medio) ELETTRICHE:
    N. redditi familiari netti medi mensili per acquisto delle 10 auto elettriche più vendute in Italia (prezzo medio)
    2023 2003 2023 2003 2023 2003 2023 2003 2003
    VALLE D’AOSTA 7,5 4,6 6,4 3,9 7,9 4,6 12,5 7,0 12,5
    TRENTINO-ALTO ADIGE 6,7 4,2 5,7 3,5 7,1 4,2 11,2 6,4 11,2
    TOSCANA 7,2 4,3 6,2 3,6 7,6 4,3 12,1 6,5 12,1
    LOMBARDIA 6,7 4,2 5,8 3,5 7,1 4,2 11,2 6,4 11,2
    LAZIO 7,7 4,4 6,6 3,7 8,1 4,4 12,9 6,8 12,8
    LIGURIA 7,9 5,2 6,8 4,4 8,4 5,2 13,3 7,9 13,2
    EMILIA ROMAGNA 7,9 4,9 6,8 4,1 8,3 4,9 13,2 7,4 13,2
    PIEMONTE 7,4 4,6 6,4 3,8 7,8 4,6 12,4 7,0 12,4
    VENETO 7,1 4,5 6,1 3,8 7,5 4,5 11,9 6,8 11,9
    FRIULI VENEZIA GIULIA 7,5 4,5 6,4 3,8 7,9 4,5 12,5 6,9 12,5
    MARCHE 7,1 4,5 6,1 3,8 7,5 4,5 12,0 6,8 11,9
    UMBRIA 7,5 4,6 6,4 3,8 7,9 4,5 12,5 6,9 12,5
    ABRUZZO 9,7 4,9 8,3 4,2 10,2 4,9 16,2 7,5 16,2
    SARDEGNA 8,8 5,1 7,5 4,3 9,2 5,1 14,7 7,7 14,6
    PUGLIA 9,3 5,6 7,9 4,7 9,8 5,6 15,5 8,5 15,5
    CALABRIA 8,6 6,2 7,3 5,2 9,0 6,1 14,3 9,4 14,3
    SICILIA 9,7 6,2 8,3 5,2 10,2 6,1 16,2 9,4 16,2
    BASILICATA 9,4 6,0 8,1 5,0 10,0 6,0 15,8 9,1 15,8
    MOLISE 9,2 5,3 7,9 4,5 9,7 5,3 15,4 8,1 15,4
    CAMPANIA 9,5 5,5 8,1 4,6 10,0 5,5 15,9 8,4 15,8
    TOTALE ITALIA 7,7 4,7 6,6 4,0 8,1 4,7 12,9 7,2 12,8

    A proposito di AutoScout24
    AutoScout24 è il più grande marketplace automotive online a livello pan-europeo. Consente alle persone di scegliere l’auto dei propri sogni in modo semplice, efficace e stress-free. AutoScout24 permette a dealer e privati di vendere le proprie auto, nuove e usate, attraverso gli annunci pubblicati sul sito. Inoltre, AutoScout24 offre a concessionari, Case auto e altri attori del settore automotive, prodotti pubblicitari, come display advertising e lead generation.
    Visita il sito web www.autoscout24.it.

  • Neutalia, approvato piano da 112 milioni di euro (c’è anche Asm Magenta)

    BUSTO ARSIZIO Trasformare i rifiuti in energia, abbattere le emissioni climalteranti e migliorare l’integrazione con il territorio, per portare Neutalia nel futuro. L’Assemblea dei Soci ha approvato il Piano Industriale, che prevede 112 milioni di euro di investimenti per sostenere l’economia circolare e la decarbonizzazione, generare valore per il territorio e la comunità e contribuire all’autonomia energetica del Paese.

    Il voto dell’Assemblea dei Soci, Agesp, Amga e Gruppo Cap (oltre a Ala e Asm Magenta), arriva pochi giorni dopo l’approvazione da parte dei Consigli Comunali di Legnano e Busto Arsizio, che hanno dato il via libera al piano a larga maggioranza (rispettivamente il 13 e il 17 luglio), e segna il compimento di un lungo percorso partecipativo iniziato nell’ottobre 2022, quando il Piano Industriale è stato presentato per la prima volta. ‘Nel primo anno di gestione, abbiamo portato risultati importanti, sia sul fronte industriale che sul fronte della sostenibilità, rispondendo con i fatti alle aspettative del territorio, creando una netta discontinuità con le passate gestioni e affermando con forza la nuova identità dell’azienda – spiega Michele Falcone, presidente di Neutalia -. Oggi, dopo il voto favorevole dei Comuni di Legnano e Busto Arsizio, anche Agesp, Amga, e Gruppo Cap, insieme a Ala e Asm Magenta, hanno approvato il Piano Industriale sul quale poggerà la strategia di sviluppo per i prossimi anni

  • Regione Lombardia, via libera all’assestamento di bilancio

    MILANO Via libera dal Consiglio regionale della Lombardia all’assestamento di bilancio 2023-2025. “Il provvedimento approvato dall’Aula – commentano il presidente Attilio Fontana e il vicepresidente, con delega al Bilancio, Marco Alparone – nonostante le difficoltà economico-finanziarie che riguardano ogni settore della nostra vita quotidiana, riesce a garantire un’invarianza della pressione fiscale, con importantissimo riflessi sui cittadini e sulle imprese, portando avanti gli obiettivi contenuti nel programma di governo regionale”.

    “Risorse – spiega Alparone – destinate ad ambiti strategici ed essenziali come la sanità, la famiglia, le infrastrutture per la mobilità e l’ambiente”. In particolare, sono stati stanziati 100 milioni di euro per l’edilizia sanitaria, in modo da garantire continuità agli interventi di ammodernamento tecnologico degli ospedali lombardi. Un importante sforzo è stato posto in essere per la realizzazione del Sistema Viabilistico Pedemontano Lombardo, con uno stanziamento di 606 milioni per la realizzazione di un’opera strategica per il territorio regionale. Guardando specificatamente ai singoli interventi, una rilevanza particolare assumono i 2,5 milioni di euro per inclusione scolastica studenti disabili. Assegnati, poi, oltre 9 milioni nel triennio per i contratti di formazione specialistica in ambito sanitario. E, ancora, risorse per 1,2 milioni destinati alla promozione culturale e 800 mila euro alle associazioni combattentistiche. Infine, da rilevare, che sono state incrementate le risorse destinate al fondo sanitario per 263 milioni, così da garantire gli standard di eccellenza del sistema sanitario lombardo. “Dobbiamo essere orgogliosi delle azioni che Regione Lombardia ha messo in campo – ha aggiunto il vicepresidente Alparone – nella consapevolezza che si possa fare ancora di più e meglio, dedicando ancor più tempo ad ascoltare maggioranza e opposizione per costruire insieme un bilancio di previsione condiviso e aderente alle esigenze dei cittadini e delle imprese”. “In questo assestamento – ha proseguito Alparone – abbiamo posto attenzione anche a tutte quelle piccole variazioni di bilancio che ci permettono di finanziare azioni che mettono al centro il capitale umano”. “Siamo convinti – ha chiosato il vicepresidente guardando anche alla situazione climatica di questi ultimi giorni – che non si possano fare né rivoluzioni ‘green’, né scelte strategiche di sostenibilità, se prima non abbiamo formato il capitale umano che deve fare quelle rivoluzioni”. Infine, il vicepresidente Alparone ha voluto ricordare che l’agenzia di rating Moody’s nei giorni scorsi ha classificato l’affidabilità creditizia della Lombardia con Baa2, mentre l’Italia si ferma al Baa3. “Avere un rating migliore di quello del nostro Paese – ha concluso – significa che tutto quello che noi facciamo in Lombardia ha una credibilità nel mondo che è superiore a quello dello Stato italiano. E non lo diciamo noi. Significa che la Lombardia cresce grazie al contributo delle sue imprese, alle sue università anch’esse molto competitive nel ranking internazionale. Potremmo andare avanti con altri complimenti, ma preferiamo proseguire il nostro percorso attraverso l’esercizio dell’ascolto e del confronto che è diventato il faro che guida la nostra azione di governo con un obiettivo chiaro e preciso: soddisfare i bisogni dei cittadini lombardi”

  • Ente Nazionale Risi: i pericoli del riso indiano

    Dopo uno stop durato dieci anni, nell’estate del 2022 la Commissione europea ha ripreso i negoziati con l’India per la definizione di un accordo di libero scambio.

    L’India è il maggiore esportatore mondiale di riso e nei negoziati precedenti aveva avanzato la richiesta di prevedere diversi contingenti di importazione a dazio zero che, se fossero concordati negli attuali negoziati, ridurrebbero ulteriormente lo spazio commerciale per il riso Lungo B comunitario, già ridottosi a seguito delle continue concessioni daziarie da parte dell’Unione europea ai maggiori esportatori mondiali di riso.

    Le richieste dell’India devono essere rigettate non solo perché questo paese gode dell’esenzione del dazio per 8 varietà di riso semigreggio Basmati, ma anche perché nel 2022 sul portale del sistema di allerta comunitario RASFF sono risultate ben 42 notifiche sul riso importato dall’India (28% del totale delle notifiche sul riso), a causa della presenza di agrofarmaci (thiamethoxam, triciclazolo, carbendazim e clorpirifos) il cui impiego non è consentito nell’Unione europea.

    Non più tardi di un paio di mesi fa nell’ambito del Comitato permanente per piante, animali, alimenti e mangimi (SCOPAFF) non è passata la proposta della Commissione europea di innalzare il livello massimo di residuo del triciclazolo dall’attuale valore di 0,01 mg/kg allo 0,09 mg/kg per il solo riso d’importazione. Ora la Commissione dovrà passare dal Comitato d’appello e, se dovesse ottenere la maggioranza qualificata, potrà adottare la proposta che rappresenterebbe un’autentica beffa per la filiera risicola comunitaria perché nell’Unione europea rimarrebbe il divieto dell’utilizzo del triciclazolo per la coltivazione del riso, mentre il riso di importazione, in particolare quello indiano, godrebbe di un limite di 0,09 mg/kg.

    Non è da trascurare anche il fatto che a settembre 2020 l’India ha inoltrato alla Commissione europea la richiesta per il riconoscimento dell’IGP “Basmati”.

    In punto di diritto la richiesta indiana doveva addirittura essere considerata irricevibile, ma sta di fatto che, invece, è ancora operativa e, qualora riuscisse ad andare in porto, verrebbe presa in considerazione negli attuali negoziati con il rischio più che concreto di un accesso illimitato nel mercato dell’Ue a dazio zero per il riso IGP Basmati indiano.

    “Mentre i nostri risicoltori devono rispettare divieti e regole strette per l’uso di agrofarmaci, ci troviamo come sempre a dover contrastare la miopia della Commissione europea che dovrebbe difendere le produzioni Ue. La filiera risicola europea ha da sempre sostenuto la necessità di una reciprocità di regole circa l’impiego di fitofarmaci. Imbarazzante sarebbe il riconoscimento di una IGP sul Basmati utilizzando un termine generico, senza legami con il territorio, che è esattamente equivalente al Basmati di origine pakistana e che potrebbe, a fine percorso del negoziato di libero scambio, originare un’esenzione dal dazio per quantitativi illimitati”, così si è espresso il dott. Paolo Carrà, Presidente dell’Ente Nazionale Risi.