Categoria: Animali

  • Sabato 1 marzo Gigante e Balzoo ‘insieme’ per cani e gatti

    Sabato 1 marzo Gigante e Balzoo ‘insieme’ per cani e gatti

    La crisi economica colpisce anche il mondo degli animali domestici. E, dunque, anche quest’anno il gruppo della grande distribuzione ‘Il Gigante’ propone, insieme al Banco Italiano Zoologico ‘Balzoo’, una serie di appuntamenti per offrire un aiuto concreto a chi è in difficoltà e sostenere tutti coloro che, con immensa passione, si dedicano alla cura di animali abbandonati.

    Sabato 1 marzo, i volontari ‘Balzoo’ saranno presenti nei supermercati ‘Il Gigante’ e nei negozi specializzati ‘Animali che passione’ per la prima di una serie di giornate dedicate, durante l’anno, alla raccolta di prodotti destinati all’alimentazione e alla cura di animali domestici. Un’iniziativa che riveste un significato rilevante anche in relazione alle difficoltà economiche che toccano moltissime persone: infatti, un italiano su tre possiede uno o più animali domestici con una preferenza rivolta a cani (42%) e gatti (34%).

    Obiettivo dell’iniziativa, donare quanto raccolto ai proprietari di animali in difficoltà economica e alle strutture dedicate all’accoglienza di cani e gatti in caso di abbandono. “Grazie all’infaticabile impegno dei volontari di ‘Balzoo’, importante struttura nazionale che conta oltre 50 sedi in tutta Italia, e alla generosità dei nostri clienti – spiega Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione del gruppo – confermiamo un impegno che vuole dare un sostegno tangibile a questa causa. Nel 2024 siamo riusciti a superare le 70 tonnellate di donazioni, quest’anno sono certo che faremo ancora meglio”.

  • Cisliano, domenica 27 all’allevamento Fontanili inaugurazione dell’area sport

    Cisliano, domenica 27 all’allevamento Fontanili inaugurazione dell’area sport

    Continua a crescere la gamma dei servizi resi dal centro cinofilo dei Fontanili, specializzato nell’affascinante razza Bovaro del Bernese, che la passione dei suoi fondatori sta portando ad ottenere risultati molto importanti. Domenica 27 ottobre, dalle 9 alle 13, è prevista l’inaugurazione dell’Area sport in via cascina Mulino Scanna 3.

    Assieme agli istruttori si potranno provare gratuitamente le nuove aree, valutando l’inserimento del proprio cane all’interno delle tantissime proposte praticabili ai Fontanili.

    Nell’arco di poco tempo sono già molti i risultati qualitativi raggiunti dalla struttura retta con grande passione da Fabrizio e Monica. La struttura puo’ ospitare fino a 50 cani, un numero adeguato per garantire il massimo benessere al nostro ospite. Tutte le sistemazioni sono dotate di adeguata area notte, piu zona giorno singola, a norma di legge. Tutti gli ospiti vengono fatti sgambare almeno due volte al giorno in grandi aree verdi dedicate.

    Una grande attenzione viene riservata alla nutrizione, elemento fondamentale per la salute dei nostri amici e per questo ci sono tre tipi di trattamento. Grazie alla partnership con Monge, azienda italiana leader nel settore, ci sono soluzioni diversificate e mirate anche per cani con particolari esigenze). Persino la possibilita’ di estendere ai cani ospiti la cucina casalinga fatta quotidianamente. Utilizziamo solo prodotti di qualità.

    Nella location esiste inoltre una struttura adeguata per la cura, l’igiene e la bellezza del tuo cane. La passione che contraddistingue Fabrizio e Monica ha inoltre permesso di imparare e conoscere tantissimo sul mondo canino. L’allevamento infatti dispone di una vasta area dedicata a Corsi di educazione di base, oltre alla possibilità di partecipare ad eventi dedicati ai nostri amici a quattro zampe.

    PER TUTTE LE INFO

    Fabrizio
    +39 342 1450185
    Monica
    +39 328 8836782
    Struttura
    +39 320 6256895
    Mail
    aziendaagricoladeifontanili@gmail.com
    INDIRIZZO

    ALLEVAMENTO DEI FONTANILI

    Cascina Mulino Scanna, 3 – CAP 20080 – Cisliano (MI)

  • Oipa: campagna per NON mangiare agnello a Pasqua. Ma noi siamo come Langone: MANGIAMO agnello a Pasqua

    Oipa: campagna per NON mangiare agnello a Pasqua. Ma noi siamo come Langone: MANGIAMO agnello a Pasqua

    Sono in corso i viaggi di migliaia di agnellini destinati alla morte per finire nel piatto in occasione della prossima Pasqua. Nei giorni scorsi sono stati trovati agnellini trasportati su un mezzo pesante senza possibilità di dissetarsi, a causa del malfunzionamento dell’abbeveratoio. L’irregolarità, costata una sanzione di 2 mila euro, è stata scoperta dalla polizia stradale di Bologna, nel corso di alcuni controlli svolti sull’autostrada A1 nel tratto Casalecchio – Sasso Marconi.

    L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) quest’anno lancia una campagna web e social che invita a salvare l’agnello, ma non solo, con lo slogan: “A Pasqua salva una vita. E già che ci sei salvala sempre” (v. immagine in vari formati).

    La mercificazione degli agnelli, nelle sue varie fasi, esprime una crudeltà che va contro ogni etica. Strappati alle loro madri tra i 20 e i 40 giorni di vita, vengono pesati e issati sulle zampe, ammassati e caricati nei camion verso il loro ultimo viaggio. All’arrivo, sono scaricati come oggetti e destinati alla pratica di stordimento che non sempre viene effettuata secondo regolamento. Poi vengono uccisi, talvolta ancora coscienti. (v. infografica)

    «Le immagini diffuse dalle associazioni a tutela degli animali hanno determinato negli ultimi anni una sensibilizzazione e sempre più persone scelgono di non acquistare carne d’agnello, le cui vendite sono in costante calo», osserva il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Noi invitiamo a riflettere anche su quel che accade a tutti gli altri animali d’allevamento che soffrono allo stesso modo, ma se i carnivori intanto eliminassero l’agnello dalle tavole pasquali sarebbe già il primo passo verso un’alimentazione etica».

    Le alternative alla carne sono molte, ricorda l’associazione, e chi di sceglie di non mangiare animali non è complice di un sistema che considera esseri senzienti come meri oggetti di consumo usati e abusati. L’industria dell’allevamento degli animali, inoltre, porta con sé evidenti impatti ambientali negativi.

    NOI STIAMO CON LANGONE
    Nel caso di specie, noi stiamo col giornalista e scrittore Camillo Langone. Il quale ha scritto parole luminose sul tema.
    Come queste: “E’ storicamente certa la crocifissione di Gesù, ribadisce al Giornale lo storico dell’Università ginevrina Enrico Norelli. E’ evangelicamente certo (Vangelo di Luca tradotto da José Miguel Garcia) il cibarsi rituale, materiale e simbolico, di carne d’agnello durante l’Ultima Cena da parte dell’uomo che sta per essere crocifisso. E’ politicamente certa la proposta di legge depositata da Michela Vittoria Brambilla proprio sotto Pasqua, nel silenzio accidioso dei pastori della Chiesa da Gesù fondata, che prevede il divieto di macellazione degli agnelli”.

    Ed anche come queste altre, un dialogo con Costanza Miriano.

    “Costanza, cosa preparerai di bello per il pranzo di Pasqua? Io infornerò l’agnello e spero che non si asciughi troppo, è la cosa che più mi preoccupa. Da me il piatto forte sarà l’agnello in fricassea.Non ricordo com’è l’agnello in fricassea. Cotto semplicemente con olio sale e pepe. A fine cottura si aggiunge un uovo sbattuto e il succo di un limone. Una vecchia ricetta imparata come tutte dalla mamma, che a sua volta l’ha imparata da qualche donna della famiglia. Lo servirò con i carciofi, le erbe amare, la scarola…

    Costanza, cosa preparerai di bello per il pranzo di Pasqua? Io infornerò l’agnello e spero che non si asciughi troppo, è la cosa che più mi preoccupa.
    Da me il piatto forte sarà l’agnello in fricassea.

    Non ricordo com’è l’agnello in fricassea.
    Cotto semplicemente con olio sale e pepe. A fine cottura si aggiunge un uovo sbattuto e il succo di un limone. Una vecchia ricetta imparata come tutte dalla mamma, che a sua volta l’ha imparata da qualche donna della famiglia. Lo servirò con i carciofi, le erbe amare, la scarola…

    E cosa stai preparando di bello per i tuoi lettori anzi lettrici? (Mi piace sminuire le scrittrici ipotizzando che il loro pubblico sia solo femminile mentre io mi voglio immaginare scrittore per entrambi i sessi).
    A proposito di agnello ho appena consegnato alla Sonzogno un libro che uscirà a metà maggio: si chiama “Obbedire è meglio” e il sottotitolo è “Le regole della compagnia dell’agnello”. La compagnia sono i miei amici che mi hanno insegnato appunto l’obbedienza: alla propria realtà, alla vita, alla vocazione, al matrimonio, ai figli…

    Orrore! L’obbedienza ai figli?
    L’obbedienza nel senso che, se sei sposato e hai figli, anche se dici o pensi di non amare più il marito o la moglie devi rimanere nella tua condizione, ubbidendo alla necessità di custodire i figli.

    Adesso ho capito.
    Devo anche farti notare che i miei libri non li leggono solo le femmine!

    Mah. Passando ad altro: tu che vai a messa più di me e per giunta a Roma, con Papa Francesco hai notato un aumento della partecipazione? Io no, ma vivo a Parma, città straordinariamente impermeabile allo Spirito.
    Devo dire la verità, sì. Nella parrocchia dove vado a messa tutte le mattine c’è davvero più gente. Io prima ero molto fiera di essere Miss Messa, sai, mi piace vincere facile, ero l’unica under settantacinque… Invece ultimamente almeno una decina di nuove persone si sono aggiunte. Non è una folla, ma è un aumento sensibile.

    E riguardo le confessioni? Il Papa punta molto sulla confessione, trovo molto importante la foto in cui si confessa inginocchiato: non capisco cosa possa fare di più per rilanciare questo sacramento.
    Non sono in grado di dire se le confessioni siano aumentate, dovrei chiedere a padre Maurizio Botta o a padre Emidio Alessandrini, due fra i tanti che a Roma trascorrono ogni giorno ore e ore a confessare. Però posso dire che facendo delle interviste per Rai Vaticano ho raccolto testimonianze di persone che grazie a questo Papa non hanno più paura di avvicinarsi al confessionale.

    Io saranno vent’anni che non mi confesso, ogni domenica ci penso se non altro perché vorrei comunicarmi, poi lascio perdere perché odiare odio meno ma disprezzare disprezzo sempre tanto. E mentre so che odiare non va bene, non sono tanto sicuro che disprezzare persone disprezzabili non sia giusto.
    Dovresti confessarti: attraverso il sacramento Dio ci guarisce. Non è per chi ha superato il problema, ma per chi ne soffre. I sacramenti sono per gente disperata, fiacca, traditrice. La confessione non è la terapia, è la tac, la risonanza magnetica, l’accertamento medico. La terapia è l’obbedienza alla nostra realtà.

    A proposito di persone disprezzabili, tu conosci, a parte monsignor Luigi Negri, qualche uomo di chiesa che negli animalisti riconosca i nemici dell’uomo, gli eterni gnostici?
    Be’, conosco un prete che ha insegnato a mio figlio a sparare agli uccelli.

    Sparare agli uccelli? Fantastico!
    Ha portato Tommaso in cima al campanile e hanno sparato ai piccioni col fucile.

    urtroppo è vietato e non ti chiederò il nome di quel prete meraviglioso. Oggi è pieno di persone che si dicono cristiane e poi scopri che sono vegetariane. Se a Pasqua incontri qualcuno che si rifiuta di mangiare l’agnello tu cosa gli dici?

    Gli dico che se vuole essere vegetariano faccia pure, ci sono tante patologie psichiatriche in giro, e poi visto da vicino nessuno è normale. Gesù la carne la mangiava, Dio ce l’ha data per nutrirci e non possiamo essere più sapienti di Dio. Gli direi anche che, certo, è bene non maltrattare gli animali per il gusto di farlo, ma mangiarli è perfettamente nel disegno di Dio, mentre nessuno si preoccupa dei bambini uccisi quando stanno al sicuro sotto il cuore della loro mamma. Un vegetariano che non sia antiabortista è ridicolo.

    Tu pensi che il Papa riuscirà a impedire apostasia e apocalisse? Io ad esempio non capisco perché non abbia chiuso lo Ior e buttato via la chiave. Speravo che il proscioglimento di Gotti Tedeschi rendesse evidente a tutti la natura irredimibile dello Ior che lo aveva calunniato.

    Gotti Tedeschi è una persona della cui onestà e competenza non ho mai dubitato perché lo conosco personalmente, e anche se non so niente né di Ior né di finanza mi era molto dispiaciuto il trattamento che aveva subìto. Sono contenta che la giustizia gli abbia dato ragione. Mi piacerebbe che il Papa lo incontrasse e gli desse modo di spiegarsi anche con lui.

    Ma tu sei ottimista o pessimista? Il figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà la fede sulla terra?

    Non lo so, se lo chiedeva anche Gesù. Io penso che ci siano domande di cui non mi devo occupare, sai quella frase che sta sui gadget cattolici? “Dio esiste ma non sei tu, rilassati”. Ecco, io sono rilassata su queste questioni. Piuttosto sono molto molto preoccupata di fare bene la mia parte nel disegno divino.


    Cercherò di rilassarmi, e di cuocere bene l’agnello. Buona Pasqua, Costanza.
    Buona Pasqua, Camillo”.

  • Due serate divulgative col Centro Lipu a Magenta: 13 e 20 marzo

    Due serate divulgative col Centro Lipu a Magenta: 13 e 20 marzo

    Due serate a tema naturalistico organizzate a Magenta in collaborazione col CRFS Lipu attivo nella riserva Fagiana, cuore del Parco Ticino da oltre 25 anni, e Quinta Stagione. Si terranno entrambe all’Ideal di Magenta, in viale Piemonte 10.

    Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 13 marzo alle ore 21:00, quando il personale del centro terrà un incontro focalizzato sul riconoscimento di animali selvatici in difficoltà e sull’apprendimento delle prime tecniche di primo soccorso alla fauna.” Durante l’evento sarà inoltre divulgata la storia di 25 anni di attività della Lipu – spiega Stefania Pulici , responsabile CRFS Lipu “La Fagiana” -durante i quali il centro ha curato oltre 25.000 animali selvatici grazie alla collaborazione con il Parco Lombardo della Valle del Ticino”.

    Mercoledì 20 marzo, sempre dalle ore 21, la volontaria Marta Ateri, laureata in archeologia, condurrà un’illustrazione sulla simbologia della fauna selvatica nella letteratura e nell’iconografia. In ambito letterario, gli autori frequentemente utilizzano gli animali selvatici come simboli per rappresentare concetti più ampi o veicolare significati simbolici. Allo stesso modo, l’analisi dell’iconografia offre una prospettiva sulla percezione culturale della fauna selvatica e su come questa percezione si rifletta nell’arte visiva. Agli eventi sarà presente anche Stefania Pulici, responsabile del CRFS Lipu.

    “Il Parco sostiene queste iniziative della LIPU – commenta Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino – perché qualsiasi azione educativa e divulgativa sulla fauna selvatica favorisce un approccio corretto e sensibile del pubblico e dei cittadini nei confronti del patrimonio faunistico dell’Area protetta”.

  • A Ozzero, dal 3 dicembre, il primo ‘relais per gatti’: nasce Casa Dolce Cosi

    A Ozzero, dal 3 dicembre, il primo ‘relais per gatti’: nasce Casa Dolce Cosi

    Ha avuto una vasta eco, sulla stampa nazionale, la notizia dell’apertura di una nuovissima struttura dedicata agli amanti dei felini nell’Abbiatense. Aprirà infatti il 3 dicembre a Ozzero l’hotel relais per gatti ‘Casa Dolce Cosi’, una struttura dotata di tutti i confort per felini (e soprattutto padroni) esigenti che però è anche un rifugio gratuito per gli animali di persone, indicate dai Servizi sociali, che devono affrontare un ricovero in ospedale o un periodo di convalescenza.

    “Per famiglie o persone segnalate dai Servizi Sociali – ha spiegato l’allevatrice Cosetta Bosi creatrice della struttura con Gabriella Di Girolamo – diamo la possibilità gratuitamente di lasciare il proprio felino per periodi pari al ricovero e convalescenza del proprietario, o di farlo visitare dai nostri veterinari, sempre gratuitamente”. La struttura offre ai gatti ‘camere’ singole, doppie o suites, acqua microfiltrata, cibo servito in ciotole di carta di mais monouso e anche la presenza di webcam in tutte le stanze in modo che i padroni, anche dalla vacanza possano controllare i loro gatti”.

    Nell’albergo, di quasi 300 metri quadrati, ci sono vere e proprie camere singole, doppie o suites per i mici. I gatti avranno a disposizione acqua microfiltrata, cibo servito in ciotole di carta di mais monouso, mentre i padroni, grazie alle webcam installate in tutte le stanze, potranno controllare i loro felini anche a distanza.

    “L’idea di ospitare i mici di chi vive un momento di difficoltà è nata dopo aver conosciuto splendide persone che, pur non avendo molte disponibilità economiche, si privano del proprio pur di ospitarli e accudirli nelle proprie case”, prosegue Bosi. Chi volesse usufruire di questo servizio, deve rivolgersi agli assistenti sociali presso i propri comuni: “Saranno loro a indicarci le richieste delle persone bisognose – aggiunge – parliamo appunto di proprietari di gatti che devono affrontare un ricovero in ospedale o un periodo di convalescenza, ma daremo anche la possibilità una volta al mese a chi non può permetterselo di far visitare gratuitamente i propri felini dai nostri veterinari”.

    Niente male, come idea.. Tutte le altre info sul sito https://www.casadolcecosi.com/

  • Dopo 500 anni in Italia è tornato.. il castoro

    Dopo 500 anni in Italia è tornato.. il castoro

    Dopo 500 anni di assenza dovuti a caccia eccessiva e alla distruzione del suo habitat, il castoro è tornato in Italia: la ricolonizzazione è partita dall’Austria, da dove questo animale si sta espandendo in Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia-Giulia, ma è stata anche causata da alcune reintroduzioni non autorizzate in Italia centrale.

    A testimoniarlo uno studio di Università di Milano e Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Firenze, pubblicato sulla rivista Animal Conservation, al quale ha partecipato anche il Crea. Le nuove popolazioni, tuttavia, dovranno essere attentamente monitorate, perché potrebbero causare danni e conflitti con le attività umane, soprattutto in Trentino, Toscana, Umbria e Marche. I ricercatori guidati da Mattia Falaschi dell’Università di Milano hanno raccolto tutti i dati disponibili sulla presenza del castoro in Europa e li hanno poi utilizzati per capire quali sono le aree del nostro Paese più favorevoli alla sua espansione.

    “Ampie zone d’Italia risultano essere idonee per la stabilizzazione del castoro – dice Falaschi – e, mentre le popolazioni settentrionali sembrano essere più isolate, in Centro Italia abbiamo riscontrato un maggiore potenziale di espansione”. Se da una parte la presenza del castoro può ridurre il rischio idraulico, mitigando l’intensità degli eventi di piena, in altri casi può causare danni alle coltivazioni. Inoltre, la costruzione di dighe e tane può deviare i flussi d’acqua danneggiando infrastrutture come canali artificiali, strade e ponti. “Le aree di potenziale conflitto con l’uomo – aggiunge Falaschi – sono principalmente distribuite in Toscana, Umbria, Marche e Trentino”. Diventa, quindi, fondamentale l’attività di monitoraggio nelle zone più a rischio, in modo da applicare misure che possano arginare o mitigare i possibili danni. Tra queste troviamo, ad esempio, la protezione dei campi agricoli con recinzioni speciali e il drenaggio di aree umide che possono minacciare le infrastrutture.

  • 25 anni di Lipu in Fagiana a Magenta.. e 24mila animali recuperati

    25 anni di Lipu in Fagiana a Magenta.. e 24mila animali recuperati

    Il CRFS LIPU La Fagiana festeggia 25 anni di attività: appuntamento sabato 7 e domenica 8 ottobre al Centro recupero della Lipu con viste guidate e laboratori per bambini. 24.000 gli animali recuperati in 25 anni di attività

    MAGENTA Inaugurato il 3 ottobre 1998 nella splendida riserva naturale del Parco della Valle del Ticino “La Fagiana” il Centro recupero fauna selvatica Lipu “La Fagiana” festeggia i suoi primi 25 anni di attività grazie alla collaborazione con il Parco Lombardo della Valle del Ticino che affida all’associazione le strutture e i locali per la cura, il ricovero e la riabilitazione della fauna selvatica. In questi 25 anni di attività, il Centro Lipu ha ricoverato oltre 24.000 individui, tra i quali numerosi appartenenti a specie di particolare rilievo conservazionistico.

    “Per la Lipu, il recupero della fauna selvatica è una lunga storia di impegno, passione, difficoltà, successi. – spiega Laura Silva, responsabile nazionale settore recupero fauna selvatica Lipu-. Una storia che accompagna l’associazione sin quasi dalle origini. La storia delle attività di recupero della Lipu ha infatti inizio sin dai primi anni settanta, con la creazione a Roma di un centro per la riproduzione dei rapaci (1971) e a Parma del Centro recupero rapaci (1973). Da questo primo embrione storico seguiranno altre strutture di riproduzione, a partire dai centri cicogne, ma è soprattutto la creazione del Centro recupero rapaci di Sala Baganza (PR) della Lipu, ovvero il primo centro in Italia in assoluto a occuparsi di fauna selvatica in difficoltà, a dare inizio al cambiamento”.
    Oggi, dopo cinquant’anni, sono circa 100 i centri recupero fauna selvatica distribuiti sul territorio nazionale e gestiti da associazioni ambientaliste, animaliste, amministrazioni regionali e una moltitudine di piccoli gruppi o associazioni di volontariato locali.

    “Siamo felici di festeggiare oggi questo anniversario – dichiara Cristina Chiappa- Presidente del Parco del Ticino . Il Parco ha deciso venticinque anni fa di condividere una sua proprietà all’interno della Fagiana per il recupero degli animali ed è stata una scelta lungimirante perché oggi questo centro è uno dei più importanti non solo del nostro del territorio. Una collaborazione che continuerà nel tempo: a fine anno, infatti, scadrà la convenzione ed è intenzione di questa amministrazione rinnovarla per dare seguito a questo connubio e garantire sul territorio un servizio prezioso, svolto con grande passione, come quello offerto dalla Lipu, che accoglie e cura animali selvatici di ogni specie molti dei quali soccorsi a Milano città”.

    La Lipu non fu artefice solo dell’innesco sul tema del soccorso e del recupero ma anche del cambiamento culturale nel rapporto tra uomo e fauna selvatica, grazie all’incessante opera di sensibilizzazione di adulti e soprattutto bambini.

    Oggi la Lipu contribuisce all’attività del soccorso e del recupero grazie a ben 9 Centri recupero fauna selvatica distribuiti in 7 regioni, ma anche con le tante delegazioni e attivisti distribuiti a macchia di leopardo su tutta la penisola, che supportano i cittadini fornendo utili informazioni e in certi casi collaborando nel soccorso. L’anno passato sono state infatti oltre 100.100 le consulenze telefoniche fornite dalla Lipu in relazione alla fauna selvatica ferita o in difficoltà.
    30.437 invece gli animali selvatici ricoverati nei centri della Lipu nel corso del 2022, grazie a 455 volontari attivi che hanno svolto 99.577 ore di volontariato. Il CRFS La Fagiana fa quindi parte di un sistema coordinato dal settore nazionale Recupero fauna selvatica della Lipu. I centri Lipu operano sinergicamente in diverse regioni d’Italia perseguendo la mission dell’Associazione, coerentemente ai mandati istituzionali ed in supporto alle amministrazioni che hanno il compito di sostenere le cure alla fauna selvatica in difficoltà.

    “Il sodalizio fra il Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU “La Fagiana” e il Parco Lombardo della Valle del Ticino – commenta Francesca Lara Monno , consigliere delegato del Parco del Ticino – si è rafforzato ulteriormente negli ultimi anni anche attraverso l’attuazione congiunta di Corsi di Formazione e di rilasci in natura di esemplari di fauna selvatica curati presso il Centro. La collaborazione fra le nostre istituzioni dimostra quanto possa essere efficace una sinergia per salvare un animale selvatico, curarlo e poi reinserirlo in un ambiente naturale idoneo all’interno dell’Area Protetta ed eventualmente monitorarlo. Una collaborazione e un aiuto reciproco fra chi cura gli animali selvatici e chi, ogni giorno, cerca di tutelare e conservare il loro ambiente naturale”.

    “Il Centro Lipu La Fagiana, ospitato nel territorio della riserva naturale del Parco della Valle del Ticino “La Fagiana” con sede presso il cascinello Paradiso, nei primi anni di attività prestava cura a circa 300 animali all’anno- aggiunge Emanuele Lubian, direttore sanitario del Crfs La Fagiana -; nel corso degli anni è tuttavia divenuto un importante punto di riferimento per cittadine e forze dell’ordine che si trovano a prestare soccorso agli animali selvatici e la media all’anno è cresciuta sino a superare la soglia di 1500 ricoveri. Fino a raggiungere, nel 2022, 1597 pazienti ricoverati.
    In questi 25 anni sono oltre 24.000 gli individui ricoverati e curati da veterinari e volontari, tra i quali numerosi appartenenti a specie di particolare rilievo conservazionistico. Le numerose attività del centro vengono realizzate grazie ai preziosi volontari che, assieme allo staff, consentono il raggiungimento degli obiettivi del centro, tra cui il più evidente è quello di dare una seconda vita agli animali curati, restituendo loro la libertà. L’esperienza maturata in 25 anni ha fatto sì che il centro si sia specializzato sempre più, sia dal punto di vista delle metodologie e cure veterinarie applicate sia grazie a nuove attrezzature e strumentazioni al passo con i tempi”.

    Una storia bella e affascinante, che verrà rievocata e raccontata, con un occhio al passato ma anche uno al futuro – conclude Stefania Pulici, responsabile del Crfs La Fagiana – sabato 7 ottobre dalle 10,30 alle 12,30, volontari e staff Lipu effettueranno visite guidate al sentiero didattico presso il centro di recupero. Nel pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30 presso il centro parco della riserva verrà proposto un laboratorio creativo di mangiatoie con materiale di recupero per aiutare gli uccelli nei mesi invernali, con ingresso libero. Domenica 8 ottobre dalle 10,30 alle 12,30, volontari e staff Lipu effettueranno visite guidate al sentiero didattico presso il centro di recupero. Nel pomeriggio, alle 15,30 verrà raccontata la storia di due pazienti curati al centro: due ricci, che verranno poi spostati nel recinto di ambientamento dove trascorreranno un periodo prima del rilascio in natura”.

  • Regione Lombardia, 700mila euro per il contenimento dei cinghiali

    Regione Lombardia, 700mila euro per il contenimento dei cinghiali

    MILANO La Regione Lombardia stanzia 725.000 euro a favore di province e Città metropolitana di Milano come contributo per lo svolgimento delle attività di controllo del cinghiale e prevenzione della diffusione di Psa-Peste Suina Africana.

    È quanto previsto da una delibera approvata oggi dalla Giunta su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, con il concerto dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa.”L’impegno della Regione contro il diffondersi della PSA – dichiara l’assessore Beduschi – è costante e a poco valgono le polemiche di chi vorrebbe ricondurre l’emergenza a falle nelle procedure di biosicurezza negli allevamenti di suini. Se queste ci sono state è doveroso richiamare tutti gli operatori a seguire scrupolosamente quanto previsto per evitare l’ingresso del virus, ma è indubbio che questo sia trasmesso dal cinghiale, una specie infestante che in questi anni è proliferata in Italia anche grazie ad atteggiamenti permissivi”.

    “Il risultato di questo ‘buonismo’ – ribadisce Beduschi – lo si vede in molte delle nostre città, dove ormai questi animali si spingono sempre più spesso. Per questo vanno fermati con adeguate politiche di depopolamento, come previsto dal Piano Nazionale predisposto dal commissario straordinario, Vincenzo Caputo”.L’importo complessivo sarà ripartito seguendo tre criteri. 100.000 euro vengono suddivisi in parti uguali tra Province (con l’esclusione di Monza e Brianza e Sondrio), 312.500 in proporzione al numero di cinghiali abbattuti dalle polizie provinciali nel 2022 e ulteriori 312.500 in proporzione al numero di suini allevati sui rispettivi territori provinciali.

  • Volpe salvata e rimessa in libertà nel Parco delle Groane

    Volpe salvata e rimessa in libertà nel Parco delle Groane

    MILANO – E’ stata chiamata ‘Red’, come la volpe del celebre film di animazione della Disney, ‘Red e Toby, nemiciamici’, la giovane volpe trovata ferita ai bordi di una strada e soccorsa da alcuni volontari del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, nel milanese, lo scorso mese di settembre. Ed è riuscita a tornare in libertà, in condizioni di salute eccezionali.

    I volontari, intervenuti dopo la segnalazione di un automobilista di passaggio alla polizia locale del Parco, avevano trovato il cucciolo in località Caloggio a Bollate, ferito probabilmente da un’auto o da un altro veicolo. Le Gev l’hanno quindi raccolto e trasferito dentro una gabbia al Cras-Centro recupero animali selvatici del Wwf di Vanzago all’interno dell’Oasi Bosco Wwf, ma i veterinari che l’avevano accolta avevano poche speranze che si salvasse: l’animale aveva riportato fratture agli arti posteriori e soffriva probabilmente anche di una infezione intestinale piuttosto grave.

    “Non ci avevano dato molte speranze -ricordano il commissario capo della polizia locale del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea e Mario Monza, volontario che fa parte dell’unità cinofila del Parco-. Ogni giorno che passava deponeva però a favore della sua guarigione. Fino a ieri pomeriggio, quando da Vanzago è arrivata una telefonata: ‘Potete venire a riprendere la volpe’. Così io e altre tre Gev, Gianni Lucchini, Gianmarco Bartesaghi e Pino Miraglia siamo andati subito -racconta Monza-. Abbiamo dovuto mettere nuovamente in gabbia la volpe, ma questa volta per ridarle la libertà”. L’animale è stato liberato nella zona del Laghetto delle ninfee a Castellazzo di Bollate. Inizialmente intimorita e titubante, la volpe Red ha presto preso coraggio e ha iniziato a correre nel verde: “Si capiva che conosceva bene la zona -conclude Monza-. Ora, probabilmente, è già con i suoi fratelli”.

  • Cusago, domenica 24 la Festa degli Animali: ci sarà anche l’Allevamento I Fontanili

    Cusago, domenica 24 la Festa degli Animali: ci sarà anche l’Allevamento I Fontanili

    CUSAGO L’Amministrazione Comunale, in collaborazione con l’Ufficio tutela animali e lo Sportello cinofilo, organizza la Festa degli animali nella giornata di domenica 24 Settembre. La festa si terrà nel prato adiacente il castello di Cusago.

    Oltre alle associazioni saranno presenti anche istruttori cinofili, educatori, veterinari e aziende che operano nel settore che saranno a disposizione per consigli, aggiornamenti e presentazione di prodotti e servizi.
    Per tutta la durata dell’evento ci saranno dimostrazioni e attività per bambini. In particolare, il pomeriggio di domenica sarà dedicato al Concorso cinofilo amatoriale.

    Alla kermesse parteciperanno anche Fabrizio e Monica dell’allevamento I Fontanili di Cisliano, la nuova ‘casa’ per chi ama la splendida razza dei Bovari del Bernese, che potranno presentare i tanti ed eccellenti servizi che la struttura (ormai conosciutissima dagli amici di Ticino Notizie..) offre nella sua sede lungo la Sp 114 Baggio Castelletto, facilmente raggiungibile sia da Abbiategrasso che da Milano.

    Ecco uno dei link al quale accedere per conoscere le tantissime cose che Fabrizio e Monica fanno con grande passione:

    https://allevamentodeifontanili.it/?page_id=974

    INFO E CONTATTI

    Fabrizio
    +39 342 1450185

    Monica
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