Categoria: Ambiente

  • Trump contro Harris:  quale futuro energetico per l’America?

    Trump contro Harris: quale futuro energetico per l’America?

    Nel contesto delle elezioni americane del 2024, la questione energetica rappresenta un tema cruciale che divide profondamente i candidati: Donald Trump e Kamala Harris. Mentre Trump punta a ripristinare un modello di sviluppo basato sull’indipendenza energetica e sui combustibili fossili, Harris difende una transizione verso fonti rinnovabili e misure di sostenibilità.

    Questa contrapposizione riflette due visioni completamente differenti, non solo per il futuro energetico degli Stati Uniti, ma anche per le implicazioni economiche e ambientali a lungo termine. Quale sarà l’impatto delle loro politiche e quale visione porterà davvero vantaggi concreti al Paese?

    Perché le politiche energetiche di Trump e Harris sono così divisive?
    Le posizioni di Trump e Harris sulle politiche energetiche non potrebbero essere più distanti. Trump propone un ritorno alla produzione interna di petrolio e gas naturale, sostenendo che l’indipendenza energetica attraverso combustibili fossili sia la strada più sicura verso la stabilità economica e la riduzione della dipendenza da altre nazioni. Con un forte sostegno alle industrie del carbone e del petrolio, Trump mira a ridurre le regolamentazioni ambientali che, a suo avviso, ostacolano la crescita economica.

    Dall’altra parte, Kamala Harris sostiene una visione ecologicamente più responsabile, basata sull’espansione delle energie rinnovabili come l’eolico e il solare. La sua agenda verde prevede ingenti investimenti in tecnologie pulite, politiche di riduzione delle emissioni e tariffe per disincentivare l’uso di combustibili fossili. Harris ritiene che una transizione energetica basata sulla sostenibilità non solo sia essenziale per combattere il cambiamento climatico, ma rappresenti anche un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro nel settore delle rinnovabili. Questo approccio, tuttavia, incontra resistenze da parte di coloro che temono un aumento dei consumo energetico e la perdita di posti di lavoro nelle industrie tradizionali.

    Qual è l’impatto ambientale delle loro visioni contrastanti?
    Le implicazioni ambientali delle politiche proposte da Trump e Harris sono altrettanto divergenti. Trump ha più volte minimizzato la gravità del cambiamento climatico, preferendo una politica che predilige la crescita economica rispetto alle preoccupazioni ecologiche. Riducendo le restrizioni sulle emissioni e abolendo alcune normative ambientali introdotte durante l’amministrazione Obama, Trump punta a sostenere l’economia con minor riguardo per gli impatti ambientali. Questo approccio, pur avendo il sostegno di alcune fasce industriali, ha attirato critiche dai movimenti ambientalisti e da parte della comunità scientifica, che temono un aumento dell’inquinamento e un’accelerazione del riscaldamento globale.

    Harris, invece, vede la lotta al cambiamento climatico come una priorità. Le sue proposte mirano a ridurre le emissioni di carbonio entro il 2030, attraverso incentivi per le rinnovabili e una politica fiscale che penalizza le aziende inquinanti. Se implementata, la strategia di Harris potrebbe portare a una riduzione significativa delle emissioni, favorendo una crescita sostenibile e promuovendo un modello economico più rispettoso dell’ambiente. Tuttavia, questa transizione richiede investimenti enormi e un cambiamento radicale che potrebbe avere un impatto sui costi dell’energia a breve termine e suscitare resistenze da parte dell’industria energetica tradizionale.

    Chi sta vincendo nel dibattito su energia e clima?
    La scelta tra i modelli energetici di Trump e Harris rappresenta una decisione fondamentale per il futuro del Paese. Da un lato, Trump promette una crescita economica basata sul mantenimento delle fonti fossili, offrendo stabilità al breve termine e una riduzione dei costi dell’energia. Questo approccio piace a una parte della popolazione che teme l’instabilità economica e l’aumento dei prezzi che potrebbero derivare da una transizione troppo rapida verso le energie pulite.

    Dall’altro lato, Harris propone una visione a lungo termine incentrata sulla sostenibilità e sulla riduzione delle emissioni. Per molti, il suo piano rappresenta una risposta necessaria alle sfide globali del cambiamento climatico e una possibilità di modernizzare l’economia statunitense rendendola più competitiva nel settore delle tecnologie pulite. Tuttavia, le sue politiche richiedono un forte impegno finanziario e una disponibilità a fare sacrifici economici a breve termine per ottenere risultati futuri.

    In conclusione, il dibattito tra Trump e Harris riflette due visioni in conflitto non solo sul piano energetico, ma su quello economico e sociale. La scelta dell’elettorato americano sarà determinante per stabilire quale futuro energetico l’America intende perseguire: un percorso conservatore, fondato sull’attuale indipendenza energetica, o uno progressista, orientato verso la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente.

    Fonte: https://www.prontobolletta.it/

    (foto in evidenza by Limes)

  • Mobilità sostenibile: l’indagine rivela poca chiarezza sul tema e diffusi pregiudizi

    Mobilità sostenibile: l’indagine rivela poca chiarezza sul tema e diffusi pregiudizi

    La sostenibilità resta ancora un concetto poco chiaro per i cittadini e ancora diffusi sono i pregiudizi che potrebbero rallentare l’adozione di comportamenti di mobilità più sostenibili. Da un lato, infatti, i cittadini focalizzano la sostenibilità quasi unicamente sulla dimensione ambientale (tutela dell’ambiente, conservazione della biodiversità, riduzione dell’impatto delle attività umane e aziendali), considerata preponderante da oltre la metà degli intervistati. Minore, invece, la consapevolezza su temi quali l’accessibilità e l’economicità dei servizi.

    D’altro canto, in contraddizione, emerge una certa difficoltà nella conoscenza dei mezzi di trasporto a basso impatto ambientale (il 31% dei rispondenti classifica come “a basso impatto” la propria vecchia auto termica).

    Sono queste alcune delle informazioni che emergono da “Mobilità sostenibile, cosa ne pensi?”, l’indagine che ha coinvolto 1794 cittadini in occasione della Settimana europea della mobilità 2024, condotta in collaborazione tra le AACC ADICONSUM, ADOC, ASSOUTENTI, CITTADINANZATTIVA, CODACONS, FEDERCONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, UDICON, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI. Dagli esiti dell’indagine nasce la campagna Smuoviamoci!, promossa dalle 10 Associazioni, con l’obiettivo di contribuire a far chiarezza e diffondere informazioni sulla mobilità sostenibile, ridurre i pregiudizi e favorire l’adozione di comportamenti responsabili.

    La campagna informativa, al via oggi, sarà veicolata su diversi canali digital e social delle associazioni promotrici del progetto fino a dicembre, fino a dicembre per approfondire temi come: la sostenibilità e la mobilità sostenibile, il trasporto pubblico locale, la mobilità individuale e quella condivisa, le piattaforme digitali e i benefici derivanti dall’adozione di modelli di mobilità più sostenibili.

    Dall’indagine emerge anche che lo scarso utilizzo dei mezzi di trasporto a basso impatto ambientale è legato principalmente agli alti costi di acquisto o di utilizzo (per oltre il 44% degli intervistati), all’inefficienza o assenza del trasporto pubblico locale (41%), alle lunghe tempistiche di ricarica dei veicoli elettrici (circa 19%). Per i cittadini la mobilità sostenibile si realizza attraverso: il potenziamento del trasporto pubblico locale, la riduzione delle auto in circolazione, la promozione di una più equa ripartizione e vivibilità degli spazi urbani, più incentivi per l’acquisto di mezzi non inquinanti. Ben visto lo sviluppo di soluzioni digitali che integrano più servizi, come acquisto di biglietti del trasporto pubblico, pagamento delle tariffe di sharing di auto/monopattini/biciclette, ricarica elettrica, tariffe del parcheggio: contribuiscono infatti, a detta dei cittadini, ad incentivare la diffusione della mobilità sostenibile principalmente perché facilitano l’intermodalità e fanno risparmiare tempo.

    Informazioni sul progetto e sulla campagna Smuoviamoci! sono disponibili a questo link
    https://www.adiconsum.it/al-tuo-fianco/iniziative/smuoviamoci/

    Smuoviamoci! è realizzata da ADICONSUM, ADOC, ASSOUTENTI, CITTADINANZATTIVA, CODACONS, FEDERCONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, UDICON, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI e con il contributo non condizionato di Telepass.

  • Rete derivata del Villoresi: a novembre partono i lavori di manutenzione

    Rete derivata del Villoresi: a novembre partono i lavori di manutenzione

    Prenderanno avvio, nel mese di novembre, i lavori di manutenzione che interesseranno la rete derivata del Canale Villoresi.

    In Zona Villoresi Ovest le attività pianificate riguarderanno il rifacimento di alcuni tratti di sponde e fondo, con conseguente intervento alle banchine, lungo alcuni canali derivatori nel milanese: il Corbetta (a Corbetta), il Settimo (a Settimo Milanese), il Malvaglio (tra Cuggiono e Castano Primo) e il Vittuone (a Bareggio).

    Le opere previste avranno un valore di due milioni di euro, totalmente coperto da risorse proprie del Consorzio a testimoniare la volontà dell’Ente di attuare una manutenzione puntuale rispetto ai canali che distribuiscono acqua del vettore principale sul territorio.

    In Zona Villoresi Est è invece pianificato il rifacimento con canalette di tre canali diramatori nei Comuni di Cassano d’Adda, Inzago e Cernusco sul Naviglio. Anche queste attività inizieranno nelle prossime settimane.

  • Acqua e rifiuti, banco di prova per l’Intelligenza Artificiale

    Acqua e rifiuti, banco di prova per l’Intelligenza Artificiale

    I settori dell’Acqua e dei Rifiuti, ma anche energia e gas, banco di prova per l’Intelligenza Artificiale. L’IA è sempre più presente tra le realtà che gestiscono servizi pubblici in Lombardia.

    I sistemi d’IA sono diventati la sfida quotidiana su cui si misurano le utility. Le innovazioni digitali rappresentano senza dubbio un contributo significativo alla transizione ecologica in atto.

    Molte delle imprese dei servizi pubblici lombarde, rappresentate da Confservizi Lombardia* e presenti dal 5 all’8 novembre a Ecomondo, la maggiore fiera internazionale nei settori della green and circular economy, stanno già sperimentando ed implementando l’applicazione dell’Intelligenza artificiale alle loro attività.

    Proprio a Ecomondo le aziende dell’acqua lombarde presenteranno un ambizioso progetto, in collaborazione con il Politecnico di Milano, per la valutazione del cambiamento climatico sugli acquiferi lombardi. Acque Bresciane invece ha avviato una sperimentazione nel campo della gestione della fognatura, tramite l’IA generativa e predittiva, finalizzata ad ottimizzare i processi di depurazione delle acque, la gestione degli impianti, oltre che migliorare la gestione delle risorse.

    Per BrianzAcque l’IA avrà un ruolo fondamentale nell’assistenza clienti, così come per l’azienda lodigiana SAL la sperimentazione sarà finalizzata al miglioramento del front-office e della produttività individuale di back-office. In MM invece è stato avviato un programma di ‘Trasformazione digitale sostenibile’ che parte dalla formazione di ‘pionieri’ dell’IA interni all’azienda.

    Tra le imprese del settore Ambiente, solo per fare qualche esempio, c’è chi come CEM Ambiente sta valutando l’applicazione dell’IA nella gestione del servizio segnalazioni e assistenza clienti, l’opportunità di integrare nel software utilizzato per la gestione del Numero verde di un sistema chatbot per automatizzare il processo di prenotazione dei ritiri dei rifiuti ingombranti a domicilio. O, ancora per ottimizzare i percorsi dei mezzi per la raccolta differenziata e lo spazzamento stradale.

    Tra gli obiettivi del Comitato Ambiente di Confservizi Lombardia c’è l’avvio di un tavolo di confronto sulle esperienze IA già in atto nelle aziende consociate.

    La sinergia tra SEI, gruppo Tea Mantova, attiva nell’ambito della distribuzione gas, e la Direzione IT interna ha permesso di sfruttare le competenze nella gestione della rete gas e le tecnologie dell’IT per ottimizzare i processi, migliorare sicurezza e sostenibilità della rete gas.

    Per conoscere da vicino l’esperienza delle imprese associate a Confservizi Lombardia, ti aspettiamo a Ecomondo allo Smart Utility Hub, Hall del Padiglione B7-D7. Stand 002.

    “L’orgoglio della nostra Associazione, e di tutte le Aziende di pubblica utilità associate in Confservizi Lombardia – commenta il Presidente Yuri Santagostino – è di essere all’avanguardia pressoché in tutti i settori che rappresentiamo. La sfida però è continua. Il sistema delle Utility è una componente centrale del processo di innovazione e transizione a cui l’Europa ci chiama”.

  • Ambiente. Torna l’appuntamento con Ecomondo. Le aziende del settore si ritrovano a Rimini

    Ambiente. Torna l’appuntamento con Ecomondo. Le aziende del settore si ritrovano a Rimini

    Torna l’appuntamento con Ecomondo, l’evento di riferimento per lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare. Confservizi Lombardia, insieme al Coordinamento Confservizi Nord Italia, Fonservizi, Utilitalia e Asstra, è pronta a portare il proprio contributo sui temi che vedono impegnate le nostre associate.

    Dal 5 all’8 novembre 2024 all’interno dello Smart Utility Hub, spazio dedicato al confronto sulle tendenze emergenti del settore, parteciperemo con un ricco programma di talk che metteranno al centro la formazione e l’innovazione tecnologica nei servizi di pubblica utilità. Saremo nel Hall del Padiglione B7-D7, accanto allo stand di Utilitalia così da formare un’unica “piazza” dedicata a un sistema associativo che valorizza la ricchezza territoriale, le specificità regionali e cerca di creare una rete virtuosa tra istituzioni, imprese e territorio.

    Quattro giorni di talk e attività di networking con esperti del settore, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di tracciare l’evoluzione dei servizi pubblici, a beneficio di cittadini, territorio e imprese.

  • A Palazzo Lombardia, il 30 Ottobre. Ultima tappa del 5° Forum regionale per lo Sviluppo Sostenibile

    A Palazzo Lombardia, il 30 Ottobre. Ultima tappa del 5° Forum regionale per lo Sviluppo Sostenibile

    Giovedì 30 ottobre, dalle 9.00, presso Palazzo Lombardia a Milano, si terrà un momento di sintesi sui temi affrontati durante le tappe territoriali e di costruzione di nuovi importanti obiettivi per il futuro.

    Il Forum rappresenta l’appuntamento annuale di rendicontazione delle azioni compiute nell’ambito del Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, che nella sua seconda edizione (2023-2027) raccoglie oltre 60 soggetti portatori di interessi pubblici o collettivi – tra cui Confservizi Lombardia – che si sono impegnati per coinvolgere il territorio nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

    Ricco e qualificato il programma degli interventi della giornata. Prevista nel panel a ‘Lombardia Protagonista –

    L’economia circolare a servizio di sport e turismo sostenibili’ (dalle 14.40 – 15.45) la partecipazione del nostro Presidente Yuri Santagostino.

  • Al Panperduto ‘work in progress’

    Al Panperduto ‘work in progress’

    Si è tenuta giovedì 23 ottobre a Panperduto una giornata di lavori nell’ambito del progetto La Via del Marmo, che vede la partecipazione di ETVilloresi a fianco della capofila Città Metropolitana di Milano.

    Suddivisi in tre tavoli, i partecipanti a questo momento di progettazione, finalizzato alla costruzione della governance dell’itinerario, si sono confrontati in merito ad opportunità e limiti derivanti dalla disamina di una serie di aspetti (attrattori materiali e immateriali, associazioni e reti sul territorio, infrastrutture organiche al progetto, ecc.), che hanno restituito lo stato di fatto, rispetto al quale definire un possibile sviluppo, presto oggetto di accordo. Sono intervenuti la Consigliera delegata al Turismo e al Marketing Territoriale di Città Metropolitana di Milano Aurora Impiombato Andreani, la dirigente del Segretariato regionale per la Lombardia del Ministero della Cultura Francesca Furst e il Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, tutti convinti dell’importanza di una valorizzazione territoriale attuata in rete.

    Numerose le partecipazioni anche degli amministratori locali coinvolti dall’itinerario, accanto alle rappresentanze di ANCI Lombardia, Touring Club, Parco Lombardo della Valle del Ticino e Parco Nazionale Val Grande. Il prossimo appuntamento per gli addetti ai lavori è calendarizzato in data 12 dicembre, ancora una volta a Milano, a Palazzo Isimbardi, dove si terrà l’incontro finale di progetto (con visita al Duomo).

  • Ora i boschi del Parco Ticino hanno il marchio FSC

    Ora i boschi del Parco Ticino hanno il marchio FSC

    Grande novità per i boschi del Parco del Ticino! Nel territorio del Parco sono presenti 20.000 ha di boschi, di cui l’Ente Parco è proprietario di circa 1200 ha. Di questi, 248 ha sono stati dati in gestione al Consorzio Forestale del Parco lombardo della Valle del Ticino, mentre 942 ha sono gestiti direttamente dal Parco. Lo scorso giugno è stato ufficialmente comunicato l’esito positivo dell’iter per la certificazione forestale dei 942 ha di boschi di proprietà, che da questo momento, possono vantare la certificazione FSC® (FSC- C181022). Questa importante notizia è stata presentata proprio durante il convegno “Le foreste del Parco del Ticino: un patrimonio straordinario”, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del 50esimo dell’ente.

    FSC®, Forest Stewardship Council®, è una organizzazione internazionale non governativa e no-profit nata nel 1993 in Messico su iniziativa di numerosi soggetti (gruppi ambientalisti, proprietari forestali, gruppi di popolazioni indigene, industrie del legno, imprese di distribuzione, centri di ricerca ecc.), che promuove in tutto il mondo la gestione forestale responsabile.

    Il Parco del Ticino, nell’ambito del progetto “BIOCLIMA-TIC: Foreste, zone umide e agroecosistemi per il clima e la biodiversità nel Parco del Ticino”, ha aderito al gruppo di certificazione gestito da Etifor| Valuing Nature, società di consulenza ambientale altamente specializzata nata all’interno del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova, al fine di ottenere la certificazione di Gestione Forestale Responsabile (Responsible Forest Management, FM) per i boschi di sua proprietà.

    Questa certificazione è uno strumento volontario che assicura che una foresta (e gli ecosistemi connessi) siano gestiti nel rispetto di rigorosi standard ambientali sociali ed economici. Durante il processo di accreditamento vengono valutate tutte le modalità con cui è gestita l’area forestale: dalle prime fasi di pianificazione degli interventi, alle fasi operative in campo, fino all’abbattimento e al prelievo del legname e degli altri prodotti.
    Il certificato ha una durata quinquennale e la verifica del rispetto dello standard avviene annualmente da parte di un ente terzo.

    Attraverso questo riconoscimento il Parco intende valorizzare la multifunzionalità dei propri boschi anche tramite la certificazione dei servizi ecosistemici, intesi come tutti quei benefici che si ottengono dall’ecosistema forestale (fissazione della CO2, legna, protezione del suolo, ecc.). La futura applicazione della procedura FSC per la verifica di questi ultimi permetterà anche di verificare gli impatti della propria gestione forestale.

    “Il successo del percorso di certificazione è il risultato della gestione che il Parco da anni porta avanti, capace di coniugare interessi economici, sociali e ambientali e testimonia il chiaro valore del patrimonio boschivo dell’ente. Anche alla luce dei catastrofici eventi dello scorso anno che hanno visto la perdita di circa 1000 ha di boschi, la tutela e la gestione responsabile delle nostre foreste diventa sempre più centrale per cercare di adattarsi e limitare gli effetti dei cambiamenti climatici” è il commento di Massimo Braghieri, Consigliere del Parco.
    Le aree certificate ricadono all’interno di 4 Unità di Gestione (aree forestali) individuate in tutto il territorio del Parco.

  • Si chiudono i festeggiamenti per i 50 anni del Parco Ticino

    Si chiudono i festeggiamenti per i 50 anni del Parco Ticino

    In questi giorni si stanno chiudendo le celebrazioni per i 50 anni di istituzione del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Un anno intenso di eventi, iniziati il 9 gennaio con la presentazione alla stampa di tutti gli appuntamenti in calendario per l’anno in corso.

    Cinquant’anni! Un compleanno importante nella vita di ciascuno di noi, ancora più significativo per una istituzione. Il 9 gennaio 1974 con Legge Regionale nr. 2, vedeva la luce il primo Parco Regionale d’Italia, il Parco Lombardo della Valle del Ticino, istituito per tutelare il fiume Ticino e il suo territorio, fortemente voluto da una raccolta di oltre 20.000 firme presentata alle istituzioni dai cittadini.

    Questa celebrazione ha rappresentato certamente un motivo di orgoglio da parte di Regione Lombardia, che per prima ha creduto nella istituzione di aree protette di livello regionale.

    “Quando abbiamo pensato alle celebrazioni per i 50 anni del Parco del Ticino – racconta la Presidente Cristina Chiappa – non abbiamo pensato a un singolo momento istituzionale, ma abbiamo voluto che fosse un programma in grado di coinvolgere un ampio pubblico diversificato. Non potevano, così, mancare incontri di carattere tecnico per approfondire da un punto di vista tecnico-scientifico la realtà del nostro territorio ed eventi sportivi, in grado di far vivere i nostri sentieri e il nostro fiume, con l’ambizioso obiettivo di raggiungere quante più persone e far conoscere la realtà del nostro parco.”

    “E’ stato un anno impegnativo – continua la Presidente – sia per noi amministratori che per l’intera struttura del Parco, che oltre al lavoro ordinario si è prodigata anche nell’organizzazione e spesso anche nella gestione dei diversi eventi.”

    Il ricco palinsesto di appuntamenti ha dato modo di ripercorrere insieme a tanti testimoni la storia del Parco lombardo della Valle del Ticino sotto tanti diversi punti di vista, per arrivare a mettere a sistema le sfide e le opportunità di oggi. L’occasione è stata anche preziosa per iniziare a disegnare il futuro Parco del Ticino.

    “Oltre agli eventi- precisa il direttore del Parco, Claudio De Paola-, abbiamo realizzato un volume dal titolo “I miei primi 50 anni – Storia e prospettive del primo parco regionale d’Italia”, in cui abbiamo approfondito tutti gli ambiti di azione del Parco, non limitandoci a raccontarne la storia, ma individuando temi e modelli di grande attualità e prospettiva”.

    In conclusione, afferma la Presidente Chiappa “Il cinquantesimo ha fatto emergere tutta la complessità di questo territorio, di oggi come di 50 anni fa. Complessità che evidenzia la grande capacità del nostro ente di confrontarsi con più attori e su più livelli e di trovare e proporre sempre soluzioni nuove e a volte anche di grande innovazione”.

    Qualche numero di queste celebrazioni:

    1 conferenza stampa di apertura delle celebrazioni

    1 evento celebrativo istituzionale a cui il Presidente Mattarella ha concesso la medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica; nella stessa giornata è stato emesso e presentato il francobollo celebrativo dedicato al Parco del Ticino, con cerimonia di annullo filatelico.

    1 libro storico/celebrativo

    1 presentazione del volume celebrativo “I miei primi 50 anni – Storia e prospettive del primo parco regionale d’Italia” all’interno della cornice di Ticinum Festival a Pavia

    2 eventi culturali di cui:

    un appuntamento con la musica con il Summer Jazz festival di Magenta
    un appuntamento con Giuseppe Festa tra racconti e musica per conoscere meglio il lupo
    10 convegni 50×50 in collaborazione con i Comuni del Parco:

    Cassolnovo
    Bernate Ticino
    Lonate Pozzolo
    Linarolo
    Vergiate
    Cuggiono
    Boffalora sopra Ticino
    Robecco sul Naviglio
    Valle Salimbene
    Castano Primo
    3 eventi in cascina aperti al pubblico con attività ludiche per bambini:

    Cascina Selva dedicato alle marcite e al buon latte
    Tenuta Tovaglieri dedicato alla coltivazione vitivinicola
    Riserva San Massimo interamente pensato sul riso, coltura simbolo del territorio pavese
    10 eventi tecnici tematici dedicati a Rete Natura 2000, Fauna, Agricoltura, Urbanistica, Aspetti legali ed ecosistemi, Volontariato, Vigilanza, Boschi, Territorio e acqua, Educazione ambientale, che hanno visto la partecipazione di illustri relatori e numerosi uditori sia tecnici che semplici appassionati

    2 manifestazioni sportive non competitive:

    con biciclette gravel, in collaborazione con GravelLand, con la partecipazione di circa 300 appassionati che hanno attraversato in 3 giorni buona parte di tutta la nostra rete sentieristica di oltre 700 Km
    in canoa, in collaborazione con CUS Pavia, con 150 canoisti in una discesa da Motta Visconti a Pavia
    14 giornate aperte al pubblico sul territorio organizzate in collaborazione con le nostre guide naturalistiche:

    6 giornate della rassegna “Festival del Ben-essere in natura”
    1 giornata in biciletta con #VareseDoYouBike?
    7 giornate della rassegna “50 anni alla Fagiana”

    Tutti gli eventi e i materiali dei vari convegni sono disponibili al link: https://ente.parcoticino.it/parco-ticino-50esimo/

    La Presidente Cristina Chiappa ringrazia: il consiglio di gestione, Silvia Bernini, Massimo Braghieri, Giovanni Brogin, Francesca Monno, Fabio Signorelli

    Il Direttore Claudio De Paola e il Segretario Anntonella Annecchiarico

    Tutti i dipendenti del Parco: Acri Catia, Badino Barbara, Balocco Massimo, Bojeri Alessandro, Bove Michele, Burresi Veronica, Buscaglia Carlo, Calcaterra Arianna, Cagnola Cristina, Cameroni Davide , Caronni Fulvio, Ceriotti Roberto, Colombo Elena, Provini Mauro, Cortesi Orietta, De Paoli Emma , Di Francesco Monica, Colombo Elena, El Habbassi Iman, Faraci Federico, Parrella Sergio, Genoni Paola, Giovannini Roberta, Gomaraschi Silvia, Grimoldi Silvia, Guglielmi Chiara, Introini Tiziana, Macchiarelli Giuseppe, Mereghetti Mirko, Nicola Silvia, Paleari Aldo, Parco Valentina, Donati Marinella, Pastori Andrea, Pavesi Vilma, Piazzi Guido, Poma Maria Cristina, Ponciroli Anna Giusy, Portaluppi Giuseppe, Pozzati, Alessandro, Primavesi Marco, Fogliani Raffaella, Provini Pietro Ivan, Radice Laura, Romorini Mario, Rugoni Flavio, Saggioro Andrea, Saibene Rosella, Solaro Giovanni, Spada Alessia, Spigolon Fabio, Tacconi Matteo, Todaro Alessandro, Trotti Francesca, Villa Edoardo, Zucconelli Maurizio

    Lo staff del Presidente: Patrizia Ansalone e Fabrizio Provera

    I fotografi : Roberto Zappaterra e Norino Canovi

    I ragazzi del servizio civile e i tirocinanti

    I 300 volontari di protezione civile, anti incendio boschivo e Guardie Ecologiche Volontarie.

    Tutte le istituzioni che hanno partecipato e contribuito alla realizzazione delle celebrazioni

    Per il logo del cinquantesimo:

    Federico Maran e Gabriele Castiglioni, studenti dell’Istituto Superiore Giovanni Falcone Gallarate, e il dott. Sergio Lella, consulente di comunicazione che ha supportato il Parco nella scelta dei lavori creativi

    Tutti i qualificati esterni che hanno partecipato ai vari convegni (in ordine sparso):

    Giuseppe Bogliani, Silvia Assini, Giovanni Soldato, Laura Pettiti, Ivan Rossi, Alessandra Norcini, Andrea Agapito, Andrea Morsoli, Willy Reggioni, Franco Mari, Olivia Dondina, Cesare Puzzi, Oliviero Mordenti, Fabio Casale, Aldo Travi, Paola Brambilla, Laura Laterza, Guido Arnone, Stefano Marzocchi, Massimo Chiratti, Onelia Rivolta, Claudia Sorlini, Giorgio Borreani, Marco Romani, Luciano Sammarone, Bruno Bassano, Renzo Guglielmetti, Davide Corbella, Marco Mapelli, Milena Geralti, Sonke Hardensen, Giorgio Deligios, Isabella Dall’Orto, Luciano Saino, Ganluca Perinotto, Gioia Gibelli, Paola Branduini, Marchini Agnese, Dario Furlanetto, Francesco Magna, Tomaso Colombo, Caterina Cullati, Bruna Valettini, Silvia Fumagalli, Pietro Beretta, Laura Morandi, Francesco Micca, Valeria Geribaldi, Silvia Armandola, Elisa Pianetta, Giulia Innocenti Malini, Giuseppe Festa, Lisa Sacchi, Francesca De Cesare, Claudia Lupi, Renato Sconfietti, Fausto Baroli, Lorenzo Potè, Monica Peggion, Giovanni Caldiroli, Roberto Corona, Giampiero Marozzi, Ettore Avietti, Carlo Iervolino, Gianluca Vitali, Cristiano Cozzi, Marco Mordeglia, Gianluca Chiodini, Tadej Devetak, Francesco Sartori, Paola Nola, Giorgio Vacchiano, Mario Comincini, Manuela Vailati, Clara Bravi, Pietro Genoni, Marco La Veglia, Paolo Leoni, Federica Luoni, Claudio Celada, Andrea Goltara

    Tutte le associazioni, le aziende agricole e le guide naturalistiche

  • Energia green nel convento novarese

    Energia green nel convento novarese

    Nel novarese la transizione energetica e’ di casa nei conventi francescani. Due progetti che si stanno realizzando sul territorio e che rappresentano una punta avanzata di innovazione sul fronte delle nuove scelte nel campo dell’energia sono state promosse dalle due comunita’ di frati francescani presenti in provincia. Al convento del Monte Mesma, sulle alture del Lago d’Orta, i frati minori hanno costituito l’associazione “Comunita’ Energetica Rinnovabile e Solidale Fratello Sole Monte Mesma”, che ha l’obiettivo di promuovere la costituzione di una o piu’ Comunita’ Energetiche Rinnovabili. Le comunita’ gestiranno la produzione e la distribuzione di energia “green” per il convento e per dodici comuni della zona collegati alla “cabina primaria” di riferimento. “Il valore di questo progetto – commenta fra Maggiorino Stoppa, guardiano del Convento e Presidente della CERS – e’ fedele al nostro carisma e alla nostra missione. In primo luogo, il Monte Mesma e’ uno spazio aperto in cui si puo’ vivere un’esperienza di condivisione e, quindi, un luogo di comunita’; inoltre, seguendo l’esempio di San Francesco, il dialogo e’ al centro della vita comunitaria. Infine, i conventi del Monte Mesma e Sacro Monte di Orta si impegnano entrambi nella tutela delle risorse naturali. La cura del Creato e’ un aspetto essenziale della spiritualita’ francescana”. A sostenere il progetto, i francescani hanno deciso di costituire un fondo presso la Fondazione Comunita’ Novarese (la fondazione territoriale nata vent’anni fa dal progetto delle Fondazioni di comunita’ di Fondazione Cariplo) con l’obiettivo di agevolare il conseguimento dei propri obiettivi istituzionali.

    La dotazione erogativa del Fondo sara’ costituita, in parte, dal versamento periodico di quota parte degli incentivi e dei contributi previsti dalla normativa vigente e, in parte, da ogni ulteriore erogazione liberale, donazione e lascito disposto da privati cittadini, enti e imprese che ne condividano le finalita’.

    Qualunque persona sia fisica che giuridica e qualunque ente con o senza personalita’ giuridica, che condivida le finalita’ del Fondo, puo’ effettuare versamenti, a titolo di erogazione liberale, donazione o di lascito testamentario, alla Fondazione destinandoli al Fondo. Un secondo progetto di transizione ecologica, realizzato sempre con l’appoggio della Fondazione, e’ in corso di attuazione a Novara presso il convento dei Frati Minori Cappuccini di San Nazzaro. I frati, con l’aiuto di un folto gruppo di volontari, gestiscono da anni una mensa per persone in difficolta’ che quotidianamente possono ricevere un pasto completo. Ogni anno vengono distribuiti circa 20.000 pasti. Un’attivita’ di grande valore solidale, ma fortemente energivora, che grazie al progetto “Verso un convento Net Zero Emission”, ridurra’ fino ad annullarla la propria impronta ecologica. Il progetto prevede come primo intervento un impianto fotovoltaico di circa 18 kwp sui tetti dei casseri nell’area posteriore del convento e al suo collegamento a un sistema di accumulo, che ne consenta lo sfruttamento anche nelle ore notturne. In un secondo momento, il progetto si espandera’ all’efficientamento della cucina, delle celle frigorifere e delle attrezzature ausiliarie indispensabili al funzionamento della mensa.

    L’impianto fotovoltaico, anche in questo caso e’ stato predisposto per essere ricompreso nella configurazione di una eventuale Comunita’ Energetica che coinvolga altre realta’ della zona.