Categoria: Innovazione

  • A Nerviano, da Elettrotecnica ROLD la tappa finale del percorso formativo “Digital Transformation 2025”

    A Nerviano, da Elettrotecnica ROLD la tappa finale del percorso formativo “Digital Transformation 2025”

    Giovedì 8 maggio a Nerviano, da Elettrotecnica ROLD, si è tenuta la visita delle 15 PMI aderenti al percorso “Digital Transformation 2025”, il programma formativo per le PMI Lombarde promosso da Made Competence Center Industria 4.0 all’interno del progetto M.I.A. Lombardia – European Digital Innovation Hub, nato per supportare le imprese produttive lombarde nelle sfide della digitalizzazione.

    La quinta e conclusiva tappa del programma formativo basato su lezioni frontali e visite in aziende d’ eccellenza del territorio lombardo, è stata dedicata al tema dell’utilizzo dei dati (“Cosa vuol dire essere aziende Data Driven”) e ha portato i partecipanti da Elettrotecnica Rold, azienda leader nella produzione di componenti innovativi e di sicurezza per home e professional appliances, per comprendere, gli aspetti più significativi che ruotano intorno alla digitalizzazione dei processi produttivi.

    L’incontro ha, infatti, fatto perno sul caso pratico fornito dall’azienda di Nerviano che, nel corso degli ultimi anni, ha intrapreso un percorso di trasformazione, implementando la realtà manifatturiera a quella digitale, con soluzioni e piattaforme intelligenti e connesse, per rendere i processi di produzione più efficienti.

    Elettrotecnica Rold nata nel 1963 è una realtà a conduzione familiare che oggi conta circa 230 dipendenti, 4 stabilimenti produttivi e sedi commerciali nel continente asiatico e americano. Nel 2019 l’azienda è stata inclusa dal World Economic Forum nel Global Lighthouse Network of Advanced Manufacturer tra le imprese che si distinguono per l’applicazione delle tecnologie tipiche di Industry 4.0 in ottica di operatività, sostenibilità ed impatto ambientale.

    “In Rold crediamo nel valore dei dati fin dal 2014, quando abbiamo iniziato a sviluppare internamente una piattaforma di monitoraggio pensata per le esigenze reali di una PMI manifatturiera. Da allora, la digitalizzazione è cresciuta con noi, spingendoci verso nuove modalità di utilizzo dei dati raccolti,” ha spiegato Roberto Colombo, Direttore Operation. “Questo percorso ha richiesto anche un cambio di mentalità manageriale, abbracciando l’‘ambidexterity’: da un lato ottimizzazione e formazione, dall’altro innovazione abilitata dai dati e dalla creatività. Siamo orgogliosi di contribuire al progetto MADE, portando un esempio concreto di azienda data-driven, in linea con quanto presentato dal Prof. Miragliotta del Politecnico di Milano. Durante la visita in fabbrica, i partecipanti hanno potuto vedere da vicino come le tecnologie digitali siano parte integrante dei nostri processi.”

    Il percorso Digital Transformation di MIA Lombardia che si è concluso con questo ultimo incontro, tra febbraio e maggio, ha coinvolto 15 PMI lombarde e 5 aziende lombarde d’eccellenza, tutte, come Elettrotecnica ROLD, a conduzione familiare e testimoni per le proprie aree di competenza di trasformazione digitale.

    Di tappa in tappa, il programma formativo, che quest’anno è alla sua seconda edizione, ha inteso dare alle figure apicali e manageriali delle PMI gli strumenti operativi, metodologici e tecnologici, per identificare opportunità di innovazione e analizzare le implicazioni economiche e organizzative della trasformazione digitale in azienda.

    “In questa edizione del percorso Digital Transformation abbiamo potuto confermare il crescente interesse delle aziende lombarde verso i temi della digitalizzazione e dell’innovazione – ha commentato Marta Rispoli Responsabile Formazione di Made Competence Center Industria 4.0 – Il nostro impegno formativo proseguirà, pertanto, con una nuova edizione del programma che partirà in autunno. Inoltre, in risposta alle esigenze emerse dal confronto con le imprese partecipanti, attiveremo, per i prossimi mesi, un percorso specifico dedicato al Change Management 5.0, per supportare attivamente le PMI nell’affrontare le sfide del cambiamento all’interno dei loro percorsi di trasformazione digitale”.

    La Manufacturing Innovation Alliance (M.I.A.) Lombardia è un network di 12 partner che nasce nell’ambito della politica industriale europea e nazionale per supportare le imprese produttive a rispondere alle sfide della digitalizzazione. E’ un European Digital Innovation Hub riconosciuto dalla Commissione europea come Seal of Excellence e finanziato tramite fondi del PNRR. Si tratta di un polo di innovazione nato per erogare servizi di digitalizzazione alle aziende che potranno beneficiare degli aiuti di Stato di intensità differenziata in base alla dimensione aziendale. Alcuni servizi per le micro-piccole imprese sono finanziati fino al 100%.

  • Intelligenza artificiale: offerte di lavoro aumentate di 4 volte in Italia

    Intelligenza artificiale: offerte di lavoro aumentate di 4 volte in Italia

    Nell’ultimo anno, in Italia, le offerte di lavoro che fanno riferimento alla GenAI o termini correlati sono aumentate di 4,5 volte tra settembre 2023 e settembre 2024. Quelle nel settore del Data Analytics sono in cima alla lista, ma anche il marketing è nella top 5 italiana.

    E’ quanto emerge dallo studio “Rapid Growth in GenAI Job Postings: Expectations and Surprising Trends” a cura di Callam Pickering, condotto da Indeed (motore di ricerca per trovare lavoro lanciato nel novembre 2004, di proprietà della società giapponese Recruit) sull’andamento delle offerte di lavoro che menzionano l’intelligenza artificiale generativa (GenAI) o termini correlati. Risulta simile la situazione negli altri Paesi presi in esame dall’analisi di Indeed, che ha riguardato Australia, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Singapore, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

    L’aumento, ad esempio, è stato pari a 3,5 volte in Spagna, 3,8 volte in Germania e 5,2 volte in Francia. Pawel Adrjan, Director of Economic Research di Indeed spiega: “La varietà di settori in cui figurano riferimenti alla GenAI negli annunci di lavoro evidenzia come non esista una tabella di marcia universale per l’adozione dell’AI generativa. Al di fuori dei pochi settori legati alla tecnologia in cui la GenAI riveste un ruolo centrale nello svolgimento delle attività, ci sono differenze in base a Paesi e settori”

  • Premio IssaPulire 2025: 21 i prodotti candidati e anche i visitatori potranno esprimere la preferenza

    Premio IssaPulire 2025: 21 i prodotti candidati e anche i visitatori potranno esprimere la preferenza

    È ormai conto alla rovescia per la ventisettesima edizione di ISSA PULIRE 2025, il più importante evento internazionale dedicato al cleaning professionale, dal 27 al 29 maggio 2025 a Fieramilano (Rho), che accoglierà i leader e gli innovatori del settore.
    Un appuntamento importante anche alla luce dei nuovi scenari commerciali che potrebbero nascere in conseguenza all’introduzione degli aumenti ai dazi americani dal mese di aprile, anche grazie alla consolidata possibilità di un canale di contatto diretto tra domanda e offerta.

    Tra le novità di quest’anno è da segnalare l’introduzione del People Choice Mention, che darà voce direttamente ai visitatori della manifestazione nella scelta del prodotto più apprezzato. Innovazione, efficienza e sostenibilità nel settore della pulizia professionale sono i cardini su cui giuria e pubblico dovranno basarsi per esprimere la propria preferenza tra i prodotti sviluppati dalle principali aziende del settore. Mentre sono stati selezionati i 21 prodotti candidati al premio “Product of the Year ISSA PULIRE 2025”.

    L’evento biennale accoglie sia produttori e distributori di prodotti per la pulizia e la sanificazione oltre ad aziende di servizi integrati che combinano pulizia, manutenzione, sicurezza e formazione. Quindi i padiglioni si riempiranno di macchine, attrezzature e componentistica di ultima generazione, ma ISSA PULIRE è anche una vetrina per prodotti chimici, carta, fibre e panni, abbigliamento specifico, nonché sistemi e software progettati per rivoluzionare il modo in cui pensiamo alla pulizia e alla manutenzione.
    Non da ultimo saranno presenti le associazioni di categoria, gli enti e i media specializzati, contribuendo a creare un dialogo costruttivo e a promuovere le migliori pratiche all’interno dell’industria del cleaning.

  • CAP Holding è entrata  nel mondo dell’igiene urbana e ha scelto come parnter ALA-Aemme Linea Ambiente

    CAP Holding è entrata nel mondo dell’igiene urbana e ha scelto come parnter ALA-Aemme Linea Ambiente

    Un’operazione che consentirà alla green utility che gestisce il servizio idrico integrato per la Città Metropolitana di Milano di acquisire il 20% con un’opzione fino al 40% del capitale di Aemme Linea Ambiente S.r.l. (ALA), la società del Gruppo AMGA nata dal conferimento dei rami d’azienda dei servizi legati all’igiene ambientale di AMGA Legnano SPA, ASM Magenta e AMSC Gallarate.
    TG Imprese di Ticino Notizie ospita l’avvocato Andrea Zanardi, presidente e amministratore delegato di ASM spa e vicepresidente di ALA-Aemme Linea Ambiente, per riassumere ciò che è stato fatto, ma anche per capire quali saranno i prossimi passi (piano industriale, tariffa puntuale, nuovi mezzi, migliorare i dati di raccolta differenziata, interattività …).

  • E ora ChatGpt aggiunge anche lo shopping..

    E ora ChatGpt aggiunge anche lo shopping..

    OpenAI sta aggiornando ChatGPT search, il suo strumento di ricerca web in ChatGPT, per offrire agli utenti un’esperienza di shopping online migliorata. Lo ha annunciato la società, secondo quanto riporta TechCrunch.

    Quando gli utenti di ChatGPT cercano dei prodotti, il chatbot offrirà ora alcuni consigli, presenterà immagini e recensioni di tali articoli e includerà link diretti alle pagine web dove gli utenti possono acquistare i prodotti.OpenAI afferma che gli utenti potranno porre domande molto specifiche in linguaggio naturale e ricevere risultati personalizzati. Per iniziare, OpenAI sta sperimentando categorie quali moda, bellezza, articoli per la casa ed elettronica. OpenAI sta lanciando la funzione in GPT-4o (il modello di IA predefinito per ChatGPT) lunedì per gli utenti ChatGPT Pro, Plus e Free, nonché per gli utenti non registrati in tutto il mondo.

    L’aggiornamento della ricerca ChatGPT fa parte dello sforzo di OpenAI per competere con il rivale Google creando un’esperienza migliore e più personalizzata per trovare prodotti e informazioni su Internet. Lo shopping online è una delle attività più importanti di Google, ma il mercato pubblicitario per acquistare posizionamenti prioritari nella ricerca Google ha anche contribuito al declino della qualità del prodotto nel corso degli anni. OpenAI sostiene che il suo prodotto di ricerca sta crescendo rapidamente. La scorsa settimana gli utenti hanno effettuato più di un miliardo di ricerche web su ChatGPT, come ha dichiarato la società a TechCrunch.

    OpenAI afferma che sta determinando i risultati di shopping di ChatGPT in modo indipendente e sottolinea che gli annunci non fanno parte di questo aggiornamento della ricerca ChatGPT. Secondo OpenAI, i risultati di shopping si baseranno su metadati strutturati provenienti da terze parti, come prezzi, descrizioni dei prodotti e recensioni.L’azienda non riceverà alcuna commissione sugli acquisti effettuati tramite la ricerca ChatGPT.

  • SEO, rivoluzione AI: Paolo Luino lancia l’allarme la sfida non è più farsi trovare, ma diventare la fonte

    SEO, rivoluzione AI: Paolo Luino lancia l’allarme la sfida non è più farsi trovare, ma diventare la fonte

    La SEO non è morta, ma non sarà più quella di prima. A dirlo non è un provocatore, ma uno dei massimi esperti di posizionamento e visibilità online a livello internazionale: Paolo M. Luino, 63 anni, torinese, general manager EMEA di Kitsune.pro e Kitsune.ae, agenzie attive in Usa, Europa ed Emirati Arabi, specializzate in digital marketing per i settori health, legal e industry.

    La rivoluzione, ormai in corso, ha un nome preciso: AI Overviews.

    Lanciato in test da Google negli Stati Uniti, ora arrivato anche in Europa, questo nuovo sistema basato sull’intelligenza artificiale generativa fornisce risposte dirette alle query degli utenti, senza più passare dai classici dieci risultati della SERP. Meno click, meno traffico ai siti, meno visibilità per chi continua a ragionare con le vecchie logiche SEO.

    «E questo perché la classica sequenza query > risultati > click sta lasciando il posto a un’interazione diretta tra utente e intelligenza artificiale, che fornisce risposte senza bisogno di accedere ai siti web -spiega Luino-. Un cambio di paradigma che rischia di mettere in crisi interi settori. Intendiamoci: non è la fine della SEO, ma una rivoluzione del suo perimetro: non si ottimizza più solo per i motori di ricerca, ma per un intero ecosistema che include AI, video, social, piattaforme di nicchia e contenuti esclusivi».

    «Finora la SEO era Search Engine Optimization. Oggi dobbiamo parlare di Search Ecosystem Optimization. Perché le informazioni non si cercano più solo su Google, ma ovunque: dentro un video, su un post LinkedIn, nei suggerimenti di un chatbot AI. E i contenuti devono parlare a tutti questi canali, in modo coerente, profondo, intelligente», spiega Luino.

    Luino, tra i primi ad aver intuito l’impatto della trasformazione digitale sull’ecosistema della ricerca online, individua tre leve chiave per affrontare il nuovo scenario:

    Possedere uno storico dei termini di ricerca: Google renderà sempre meno accessibili i dati, e chi oggi conserva query e insight sarà domani in grado di anticipare i comportamenti degli utenti.

    Produrre contenuti lunghi, strutturati e di qualità: gli LLM, come ChatGPT e Gemini, citano fonti informative solide. Solo chi pubblica contenuti completi e aggiornati potrà sperare di essere selezionato.

    Investire nel video (sia breve che lungo): Google lo ha inserito tra i filtri principali della barra di ricerca. I contenuti multimediali sono parte integrante dell’ecosistema della visibilità.

    «Il problema è che molte aziende non se ne stanno accorgendo. Continuano a puntare tutto su keyword e campagne, trascurando l’identità, la reputazione, la protezione del brand dalla disinformazione. Ed è proprio qui che entra in gioco la nostra esperienza -conclude Luino, che da anni affianca clienti internazionali anche nella comunicazione di crisi e nella gestione della reputazione digitale-. Con le AI che iniziano a “rispondere al posto tuo”, diventare una voce autorevole è l’unica strategia a lungo termine. La sfida non è più farsi trovare, ma diventare la fonte».

  • Da oggi l’ISEE si fa negli uffici postali di Milano e provincia

    Da oggi l’ISEE si fa negli uffici postali di Milano e provincia

    Da oggi anche in provincia di Milano e’ possibile ottenere la documentazione per il calcolo dell’ISEE con l’Assistente Digitale Poste in modo semplice e veloce.

    Per ricevere direttamente all’indirizzo e-mail certificato il rendiconto annuale dei prodotti finanziari e assicurativi detenuti presso Poste Italiane e’ sufficiente contattare l’Assistente Digitale voicebot al numero verde 800.00.33.22 o allo 06.45.26.33.22 (Il costo della chiamata da cellulare o da linea fissa dipende dall’operatore telefonico dal quale si effettua la chiamata) oppure tramite chatbot sui siti poste.it, postepay.it e l’App Poste Italiane. Una volta completato il riconoscimento, specificando l’anno di riferimento, il cliente potra’ richiedere la tipologia di certificazione desiderata, scegliendo tra documentazione ISEE o Consistenze Patrimoniali.

    La richiesta puo’ essere inoltrata dall’intestatario del rapporto, oppure, per i prodotti cointestati, anche da un solo cointestatario mentre per i rapporti intestati a minori e’ necessario recarsi in ufficio postale.

  • Giornata mondiale del backup:  l’integrazione tra backup dei dati e sicurezza informatica è fondamentale per una vera resilienza dei dati

    Giornata mondiale del backup: l’integrazione tra backup dei dati e sicurezza informatica è fondamentale per una vera resilienza dei dati

    Ogni anno, il 31 marzo ricorre la Giornata mondiale del backup, un promemoria importante per verificare se le strategie adottate a protezione dei dati sono davvero pronte per il volatile panorama informatico di oggi.

    È un’illusione pensare che gli attacchi informatici a qualsiasi settore possano essere evitati. Infatti, il rapporto 2025 di Check Point sullo stato della sicurezza informatica mostra che il numero medio di attacchi settimanali per organizzazione è aumentato del 44% rispetto all’anno precedente. Tali attacchi provengono da diverse fonti: ransomware, hacktivism, attacchi alla supply chain di terze parti, phishing, intrusioni di rete e persino violazioni dei dati.

    Nel 2025, chiedere semplicemente “Avete fatto il backup dei vostri dati?” non è più sufficiente. In un’epoca di ransomware incessanti, minacce interne e attacchi mirati al cloud, la vera domanda che tutte le organizzazioni dovrebbero porsi è se i backup dei dati aziendali sono davvero resilienti e se le aziende sono davvero pronte a utilizzarli quando davvero serve.

    Perché i backup sono sempre più importanti

    Sebbene i backup non siano una novità, la loro importanza è cresciuta nel mondo di oggi che dipende dalla tecnologia digitale. Secondo Statista, nel 2023 oltre 353 milioni di persone solo negli Stati Uniti sono state colpite da compromissioni di dati, tra cui fughe e violazioni in ambito sanitario, finanziario, educativo e governativo.

    Il ransomware, un tempo principalmente distruttivo, si è evoluto in un modello di business a più fasi, in cui gli aggressori ora esfiltrano e fanno trapelare dati sensibili o crittografano i sistemi, causando l’interruzione delle operazioni e il blocco dell’attività. Altri cercano e distruggono gli archivi di backup per aumentare la portata anche finanziaria dell’attacco. In alcuni casi, questi eventi sono di vitale importanza, come nel caso degli ospedali, dove un ritardo nelle cure dovuto a un’interruzione informatica potrebbe avere un impatto sulla salute dei pazienti, o dei comuni che chiudono i servizi pubblici a causa di un attacco ransomware.

    Le piattaforme cloud e SaaS hanno portato comodità, ma anche confusione sulle responsabilità. Molti credono erroneamente che piattaforme come Microsoft 365 o Google Workspace forniscano una protezione completa dei backup, mentre in realtà la conservazione è limitata e le capacità di ripristino sono limitate. Con l’aumento del lavoro ibrido e a distanza, l’esposizione alle minacce per tutte le organizzazioni è aumentata notevolmente a causa del maggior numero di dati condivisi, modificati e archiviati su molteplici dispositivi.

    L’integrazione tra backup dei dati e sicurezza informatica è il punto di partenza della vera resilienza digitale. Le organizzazioni possono garantire la disponibilità e l’integrità dei dati combinando il backup dei dati e le pratiche di sicurezza informatica. In caso di incidenti informatici, disporre di backup affidabili consente un ripristino rapido, riduce i tempi di inattività e minimizza la perdita di dati.

    Inoltre, l’adozione del backup dei dati e della sicurezza informatica migliora la postura complessiva della sicurezza dei dati stessi. I backup rappresentano l’ultima linea di difesa quando gli endpoint sono compromessi, i file vengono eliminati accidentalmente o le minacce interne colpiscono, con i backup dei dati che forniscono una rete di sicurezza parziale in caso di violazione delle misure preventive.

    Il backup in cloud non è la soluzione a tutti i problemi

    Nella nuova era degli attacchi informatici, che utilizza anche l’Intelligenza Artificiale per una distribuzione più agevole e più estesa delle minacce informatiche, è necessaria una nuova forma di protezione per il backup dei dati. Le organizzazioni di oggi hanno bisogno di resilienza per il backup dei propri dati. Anche la migliore tecnologia di backup può essere resa inutile senza una disciplina organizzativa.

    Per esempio, può succedere che, a causa degli orari di lavoro, le esercitazioni di ripristino vengano saltate o che i ruoli e le responsabilità non siano chiari. Altre volte, i backup sono mal configurati o archiviati con controlli di accesso deboli, e i test non sono all’ordine del giorno delle operazioni regolari. Questo crea una pericolosa illusione di resilienza: le aziende spesso credono di essere protette, ma scoprono troppo tardi che i loro backup sono inutilizzabili o irraggiungibili a causa di tecnologie datate o vulnerabili.

    Sebbene le soluzioni cloud offrano vantaggi profondi e importanti, come la scalabilità, che si adatta alle esigenze aziendali, la crittografia e i protocolli di sicurezza avanzati per proteggere i dati in transito e a riposo, offrendo la possibilità di accedere ai dati da qualunque luogo e consentendo l’impiego di forza lavoro ibrida e il ripristino da remoto, vi sono ancora alcuni rischi. Senza configurazioni sicure, test regolari e responsabilità basata sui ruoli, i backup nel cloud sono solo un’altra risorsa vulnerabile.

    Dal semplice backup alla resilienza dei dati

    La vera resilienza digitale si ottiene con l’integrazione del backup dei dati e della sicurezza informatica, in quanto le organizzazioni possono garantire la disponibilità e l’integrità dei dati combinando il loro backup con le pratiche di sicurezza informatica. In caso di incidenti informatici, disporre di backup affidabili consente un ripristino rapido, riduce i tempi di inattività, minimizza la perdita di dati e migliora la loro sicurezza generale, fornendo una rete di sicurezza nel caso in cui tali misure preventive vengano violate.

    Tuttavia, la resilienza richiede più di un backup: necessita di una strategia che combini tecnologia, politiche e cultura. Dal punto di vista tecnologico, sono essenziali i seguenti elementi:

    Backup immutabili e crittografati con MFA (autenticazione a più fattori).
    Archiviazione segmentata o backup air-grapped, ovvero attraverso dischi esterni non collegati alla rete
    Strumenti di backup cloud-native con test di ripristino automatizzati.
    Integrazione con il rilevamento delle minacce per segnalare eventuali manomissioni.
    Ridondanza geografica per la conformità e la resilienza.
    Come evidenziato in precedenza, gli errori umani possono portare a violazioni dei dati e vulnerabilità. Per ovviare a questo problema, le organizzazioni dovrebbero:

    Assegnare ruoli chiari di backup e ripristino per essere pronte a qualsiasi violazione dei dati.
    Condurre esercitazioni di ripristino realistiche e regolari.
    Istruire i dipendenti su quali dati sono sottoposti a backup e quali no.
    Verificare e aggiornare i piani di ripristino ogni trimestre.
    Formare trasversalmente i team IT e di sicurezza sulle procedure di risposta.
    Proteggere il futuro digitale

    I dati sono la spina dorsale delle aziende moderne. Guidano le decisioni, servono i clienti, alimentano la crescita e, in molti casi, salvano le vite. Ma come tutte le risorse forti, possono anche essere vulnerabili, volatili e costantemente sotto attacco.

    I backup restano l’assicurazione più conveniente contro la perdita di dati. Ma per essere veramente efficaci, devono trasformarsi da archiviazione passiva a sistemi di ripristino proattivi, testati e protetti. Tali backup non dovrebbero essere un ripensamento tecnico, ma piuttosto essere considerati una necessità strategica, centrale per la continuità operativa e la resilienza nazionale, dove le organizzazioni devono trattare il recupero dei dati come un imperativo a livello di consiglio di amministrazione. La resilienza non è una questione di backup o meno, ma di essere pronti a ripartire in modo rapido, lineare e sicuro in caso di emergenza.

    In questa Giornata mondiale del backup, quindi, le organizzazioni non dovrebbero limitarsi a verificare se dispongono di un solido piano di ripristino dei dati, ma dovrebbero valutare se sono pronte a riprendersi in maniera resiliente dal punto di vista tecnico, operativo e organizzativo, al di là dei semplici backup.

  • In Lombardia riparte la filiera del nucleare. Avanti tutta

    In Lombardia riparte la filiera del nucleare. Avanti tutta

    Regione Lombardia intende “mettere a sistema la ricerca, l’innovazione, l’esperienza e tutta la filiera” dell’industria energetica nucleare “affinché ci siano nuove opportunità di indotto sul territorio lombardo”, perché “l’autonomia energetica rimane, per noi, un tema strategico economico e di competitività”.

    E’ quanto hanno ribadito il presidente della Regione, Attilio Fontana, e l’assessore regionale con delega alle Risorse energetiche, Massimo Sertori, intervenendo ieri pomeriggio al Tavolo dell’industria energetica nucleare.

    Convocato dalla Regione per dialogare con le imprese lombarde della filiera e gli stakeholder, quello di oggi è stato il secondo incontro del Tavolo, promosso e coordinato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, dopo la riunione inaugurale dello scorso 31 gennaio. Presenti, anche in questo secondo incontro, Eni, Edison, Ansaldo Energia, Enel e le Università (Politecnico di Milano e Università degli Studi di Pavia). Al centro del confronto le opportunità di nuovo indotto per il settore in Lombardia. (ANSA).
    COM-GTT

  • La Pro Loco di Novara  a Parigi per un evento sull’intelligenza artificiale

    La Pro Loco di Novara a Parigi per un evento sull’intelligenza artificiale

    Lunedì 17 marzo 2025, CITI (Consiglio internazionale per la trasmissione intellettuale della Conferenza delle OING del Consiglio d’Europa) ha organizzato al Palais de Luxembourg, dove si riunisce regolarmente il Senato, un’importante conferenza sull’intelligenza artificiale dal titolo “L’Intelligenza Artificiale codifica il nostro futuro?” patrocinata anche da Pro Loco Novara a seguito dei Progetti Europei.

    In questa importante occasione, cinque esperti di altissimo livello (Yann LECHELLE, Mihir SARKAR, Dario LIGUTI, Alkeos MICHAIL e Hamilton MANN), moderati dalla presidente di CITI, Iamvi TOTSI, sono riusciti a tenere incollati alle sedie della grande sala Clémenceau gli oltre cento partecipanti alla conferenza.

    Grazie ad una precisa introduzione del Senatore Guillaume CHEVROLLIER e alle domande approfondite poste dalla presidente, gli esperti hanno potuto definire in modo chiaro e conciso la portata del concetto di Intelligenza Artificiale. Sia la progettazione, sia l’organizzazione che il risultato sono stati all’altezza delle aspettative.

    Gli stimoli di Pro Loco Novara basati soprattutto dal punto di vista etico (quell’ insieme di principi che tutelano l’uso delle tecnologie digitali in modo responsabile e rispettoso in modo da proteggere la privacy degli utenti, prevenire condizionamenti, garantire tecnologie socialmente accettabili, mitigare i rischi legati all’innovazione digitale) sono stati recepiti e sottolineati, implicando – con l’avvento dell’IA – la necessità di configurare, attraverso dati e algoritmi, il comportamento immediato e potenziale futuro della tecnologia dotata di intelligenza artificiale, indirizzando positivamente (evitando ricadute rischiose o ideologiche) le sue future decisioni.

    Le riflessioni sulla perdita massiva di posti di lavoro o di opportunità innovative ha portato velocemente alle conclusioni. È stata una bellissima esperienza e rappresentanza. La cooperazione di Pro Loco Novara con CITI e la progettualità incentrata sui temi di attualità europei escono decisamente rafforzate da questo evento.

    RELATORI
    Yann LECHELLE
    Yann Lechelle
    Presidente e Co-fondatore di Probabl

    Mihir SARKAR, PhD
    Direttore IA di ENGIE Recherche & Innovation

    Dario LIGUTI
    Direttore della Divisione delle
    Energie Rinnovabili delle Nazioni Unite
    (UNECE)

    Alkeos MICHAIL, PhD
    Co-fondatore del think tank
    4ème Révolution

    Hamilton MANN
    VP Groupe Digital
    Marketing & Transfo.
    de Thales et Auteur
    d’Artificial Integrity (Wiley)