Categoria: Innovazione

  • Contenuti multimediali di Poste Italiane, disponibili online che raccontano l’Intelligenza Artificiale

    Contenuti multimediali di Poste Italiane, disponibili online che raccontano l’Intelligenza Artificiale

    Il percorso di Educazione Digitale propone nuovi contenuti multimediali per illustrare in modo semplice l’intelligenza artificiale, una tecnologia in costante evoluzione che si sviluppa a velocità esponenziale e che sta trasformando ogni aspetto della società, dalla vita quotidiana al mondo del lavoro.

    Sono stati realizzati podcast e videopodcast tradotti in Lingua Italiana dei Segni che partono dalle basi dell’Intelligenza Artificiale, raccontando cosa sia un algoritmo e come si struttura un prompt. Attraverso le infografiche si può inoltre approfondire come nel tempo si sia evoluta la definizione stessa di AI e i diversi livelli che la compongono.

    Il machine learning, ad esempio, è alla base di molte applicazioni quotidiane come i suggerimenti personalizzati di piattaforme streaming o eCommerce: grazie alla loro capacità di apprendere dai dati riescono a migliorarsi costantemente, offrendo consigli sempre più precisi e in linea con le preferenze degli utenti. Si parla invece di deep learning quando usiamo la fotocamera dello smartphone per identificare degli oggetti o tradurre delle scritte, mentre entra in gioco l’AI generativa quando attiviamo i sistemi GPT per generare testi o immagini.

    Il percorso di Educazione Digitale della Corporate University propone costantemente nuovi contenuti multimediali sempre gratuitamente disponibili nella sezione web, con una sezione dedicata in Lingua Italiana dei Segni.

    Periodicamente vengono realizzati anche webinar di approfondimento, le attività possono essere seguite anche sui canali social LinkedIn, Facebook e X di Poste Italiane attraverso l’hashtag #educazionedigitale e nella sezione storie di Instagram.

    L’iniziativa si muove nel segno della tradizionale attenzione di Poste Italiane in coerenza con la sua storica vocazione di azienda socialmente responsabile che aderisce ai principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

  • Busto Arsizio. Neutalia: al via il nuovo Piano Benefit con una nuova visione per il territorio

    Busto Arsizio. Neutalia: al via il nuovo Piano Benefit con una nuova visione per il territorio

    Neutalia, la società benefit dedicata alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio che gestisce l’impianto di termovalorizzazione di Busto Arsizio (VA), in località Borsano, traccia il bilancio delle iniziative realizzate nel 2024 e presenta le ambiziose prospettive del Piano Benefit 2025 con una proiezione anche in ambito triennale al 2027 che amplifica le potenzialità di investimento, confermandosi punto di riferimento per l’innovazione e l’impatto positivo a livello ambientale e sociale.

    TUTELA DELL’AMBIENTE E DIALOGO CON I CITTADINI: I RISULTATI DEL 2024

    Il 2024 ha rappresentato per Neutalia un anno di consolidamento e innovazione, durante il quale sono state realizzate iniziative in grado di tradurre la visione della società in azioni concrete e tangibili. Tra le iniziative più rilevanti si segnala la campagna di biomonitoraggio ambientale, realizzata tramite l’installazione di apiari nei Comuni di Magnago e Dairago, e il progetto “Spreco Zero”, rivolto agli studenti delle scuole medie per la diffusione di una cultura responsabile nella gestione dei rifiuti.
    Parallelamente, l’azienda ha partecipato alla vita delle comunità locali con gli “Infolab”, infopoint laboratoriali, che hanno arricchito eventi pubblici di grande rilevanza, come il Palio di Legnano e la Settimana Europea della Mobilità di Busto Arsizio. Il 2024 ha anche segnato un momento di crescita per il coinvolgimento interno: il personale di Neutalia ha partecipato infatti a giornate di formazione e di volontariato aziendale in collaborazione con Plasticfree, contribuendo alla tutela dell’ambiente e rafforzando il legame tra azienda e territorio.

    MAGGIOR EFFICIENZA E SOSTENIBILITÀ: NEUTALIA OTTIENE LA QUALIFICA R1 PER IL RECUPERO DI ENERGIA
    Un traguardo fondamentale e significativo del 2024 è stata anche la ri-assegnazione della qualifica R1 che consente all’impianto di operare in regime di recupero energetico (R1) invece che di smaltimento. Questo riconoscimento, raggiunto grazie agli investimenti effettuati per il revamping dell’impianto e il ripristino efficiente della seconda turbina, conferma l’impegno di Neutalia nella direzione di una sempre maggior efficienza operativa e gestionale. Nel 2024, infatti, l’impianto ha generato 55.142 MWh di energia elettrica, segnando un incremento del 27,7% sul 2023.

    IL PIANO BENEFIT 2025
    Neutalia si prepara ad affrontare una nuova fase del proprio impegno con un programma che punta a rafforzare il legame con il territorio e a concretizzare azioni ad alto impatto sociale e ambientale per il prossimo triennio (2025-2027). Il nuovo Piano Benefit 2025 rappresenta un percorso di crescita e innovazione, strutturato attorno a cinque macro-aree di intervento:

    • Miglioramento della qualità ambientale: proseguirà la campagna di biomonitoraggio tramite apiari con l’obiettivo di approfondire la qualità dell’aria e l’analisi dell’ecosistema locale, nonché di coinvolgere ulteriormente le comunità nel processo di monitoraggio. Ma l’obiettivo più rilevante dell’intero Piano è l’avvio dell’ambizioso progetto inerente il contributo volontario per il clima, che prevede la piantumazione di nuove aree verdi anticipando nel triennio 2025-2027 gli interventi ancor più rilevanti e sfidanti anche in termini economici previsti dal Piano di Sviluppo 2027-2047 (oltre 3 milioni di euro): questo intervento non solo contribuirà alla mitigazione delle emissioni di CO2, ma rappresenterà anche un’opportunità per migliorare il paesaggio e la biodiversità dell’intero territorio. Soprattutto in questo caso, per l’individuazione delle aree o i progetti, meritevoli di attenzione, sarà necessario un confronto diretto fra Neutalia, le pubbliche amministrazioni e gli stakeholder tutti.
    • Cultura della sostenibilità: la formazione interna, avviata nel 2024, sarà ulteriormente ampliata, con percorsi di aggiornamento dedicati ai dipendenti e ai fornitori, mirati a integrare sempre più profondamente la sostenibilità nelle pratiche aziendali.
    • Stakeholder engagement: il coinvolgimento degli stakeholder rimane al centro della strategia di Neutalia. Attraverso incontri periodici, progetti di citizen science e iniziative di educazione ambientale, l’azienda promuoverà un dialogo continuo e trasparente con il territorio.
    • Supporto al territorio: il Piano Benefit 2025 prevede un significativo impegno verso le comunità locali, con l’erogazione di borse di studio per studenti meritevoli, l’attivazione di tirocini formativi in azienda, nonché un programma di sostegno a eventi e iniziative di rilievo culturale e sociale, rafforzando il legame tra Neutalia e il territorio.
    • Tutela della salute: Neutalia, definite le modalità di intervento in accordo con le parti sociali, svilupperà una campagna di monitoraggio sanitario dedicata al personale interno. Questo progetto, sviluppato in collaborazione con esperti del settore, mira a promuovere il benessere della comunità aziendale e a sensibilizzare ulteriormente sull’importanza della salute e della sicurezza sul lavoro.

    “Neutalia ha raggiunto risultati non trascurabili nel 2024, grazie a un impegno costante e concreto verso la sostenibilità nonché il sostegno al territorio e alle comunità locali, come dimostra anche la ri-assegnazione della qualifica di recupero energetico che attesta che il processo di combustione dei rifiuti non solo contribuisce in maniera significativa alla produzione di energia elettrica e termica, ma lo fa in maniera efficiente” ha dichiarato Laura Mira Bonomi, presidente di Neutalia. “Inoltre, con il Piano Benefit 2025-2027, intendiamo rafforzare ulteriormente questa missione investendo in azioni concrete e ancor più mirate, che sappiano rispondere alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo. La nostra visione per il futuro è chiara: essere un modello di eccellenza nella sostenibilità e nell’economia circolare, un volano di innovazione, tecnologica ed economico-sociale, generando valore condiviso e contribuendo al benessere collettivo.”

  • La 500 va da sola dal cliente, arriva il car sharing autonomo

    Con l’utente a bordo la vettura potrà poi essere guidata come una normale auto elettrica a noleggio. Ma alla fine del servizio, senza persone a bordo, la macchina ritornerà alla stazione di ricarica o raggiungerà il cliente successivo.

    Questa novità assoluta, che per ora è una sperimentazione e prevede il debutto su strada in Italia di un’auto a guida autonoma, è il primo frutto di un progetto di A2a e del Politecnico di Milano, come parte del programma di ricerca del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most). Così per un anno a Brescia circolerà sperimentalmente una 500e in car-sharing. Ed oggi la Fiat 500, allestita con il sistema di guida autonoma sviluppato da PoliMi, ha percorso il suo primo chilometro in modalità di guida totalmente autonoma.

    Come ha sottolineato Renato Mazzoncini, ad di A2a, durante la presentazione al Termotrasformatore di Brescia, questa iniziativa “rappresenta un passo importante nella definizione della mobilità urbana del futuro”.

    Secondo Mazzoncini “le potenzialità della guida autonoma combinate a quelle del car sharing, possono fornire un trasporto più sicuro e sostenibile in città e un progresso nella loro decarbonizzazione”

  • Il Politecnico di Milano: sogniamo auto a guida autonoma tutta italiana

    “Dovremo aggregare sempre più le forze intellettuali, economiche e industriali del Paese per costruire un progetto grosso e importante, che faccia vedere che anche l’Italia è in grado di sviluppare pienamente dei servizi basati su questa tecnologia e sviluppati interamente in Italia. Questo è il nostro sogno e il nostro obiettivo”. Lo ha detto il professore del Politecnico di Milano Sergio Matteo Savaresi, a margine del lancio della sperimentazione per il primo servizio di car sharing a guida autonoma al termovalorizzatore di A2a a Brescia.

    ”Il primo miglio è andato bene. L’auto ha fatto tutto quello che doveva”, ha spiegato Savaresi. Il prossimo passo? ”Dal punto di vista operativo noi nei prossimi mesi semplicemente estenderemo l’area della città su cui siamo in grado di fare questo percorso. Quindi completiamo la parte sperimentale di ricerca. La speranza e l’ambizione è trasformarlo in un vero servizio. Il cuore tecnologico c’è, dovremo aggregare le migliori forze del Paese per trasformarlo in un progetto industriale”, ha detto.

    Il Politecnico di Milano è impegnato da tempo: ”Sono anni che noi lavoriamo sulla tecnologia della guida autonoma, abbiamo fatto tanti passaggi. Quello di oggi è un punto di arrivo e un punto di partenza. Un punto di arrivo perché valorizza tanta ricerca fatta negli scorsi anni e un punto di partenza perché oggi per la prima volta, con un’autorizzazione ministeriale che ci consente di fare sperimentazione su strada pubblica, abbiamo fatto vedere com’è possibile usare questa tecnologia per nuovi modelli di mobilità. Quindi non come uno strumento per il privato, ma come uno strumento per abilitare modelli di mobilità alternativi, più efficienti e più sostenibili”.

  • ‘Facebook torna alle origini’: storico discorso di Mark Zuckerberg

    ‘Facebook torna alle origini’: storico discorso di Mark Zuckerberg

    “E’ arrivato il momento di tornare alle nostre radici in tema di libera espressione su Facebook e Instagram” .

    E’ stato un discorso potenzialmente di portata epocale quello che Mark Zuckkerberg ha pronunciato con un video su Instaram. Un discorso di potenziale enorme rilievo. Eccolo riassunto e in seguito nella sua versione integrale.

    Zuckerberg ha compiuto una riflessione sull’importanza della libertà di espressione sui social media, ribadendo il suo impegno per questo principio. Dopo anni di dibattiti su contenuti dannosi e pressioni per una maggiore censura, annuncia cambiamenti significativi sulle piattaforme. I punti principali su cui Facebook e Instagram si baseranno in futuro includono:

    Rimozione dei fact-checker: Sostituiti da note della comunità, considerate meno politicizzate e più efficaci.

    Semplificazione delle politiche sui contenuti: Riduzione delle restrizioni su argomenti controversi per favorire un dibattito più aperto.

    Riduzione degli errori di moderazione: Meno censura automatica, con priorità alle violazioni gravi e feedback diretto degli utenti.

    Reintegrazione dei contenuti civici: Più spazio a post politici e di interesse pubblico, mantenendo un ambiente positivo.

    Trasferimento dei team di moderazione: Dalla California al Texas, per ridurre i pregiudizi percepiti.

    Collaborazione con il governo statunitense: Per contrastare leggi censorie globali e rafforzare la libertà di espressione.

    Si tratta, anche con un appello diretto all’Amministrazione di Donald Trump, di una novità enormemente consistente.

    Ecco invece il discorso di Zuckerberg in versione integrale.

    Ciao a tutti. Oggi voglio parlare di qualcosa di importante, perché è arrivato il momento di tornare alle nostre radici in tema di libera espressione su Facebook e Instagram. Ho iniziato a costruire i social media per dare voce alle persone. Cinque anni fa ho tenuto un discorso alla Georgetown University sull’importanza di proteggere la libertà di espressione, e continuo a credere fermamente in questo principio. Tuttavia, negli ultimi anni è successo molto. Ci sono stati ampi dibattiti sui potenziali danni derivanti dai contenuti online. Governi e media tradizionali hanno spinto sempre di più per la censura. Molto di questo è chiaramente politico, ma ci sono anche molti contenuti effettivamente dannosi, come droga, terrorismo e sfruttamento minorile. Queste sono questioni che prendiamo molto seriamente, e voglio assicurarci di gestirle in modo responsabile. Per questo abbiamo costruito sistemi complessi per moderare i contenuti.

    Il problema con i sistemi complessi, però, è che commettono errori. Anche se censurano accidentalmente solo l’1% dei post, stiamo parlando comunque di milioni di persone. E siamo arrivati a un punto in cui ci sono troppi errori e troppa censura. Anche le recenti elezioni sembrano rappresentare un punto di svolta culturale verso una nuova priorità per la libertà di parola. Quindi torneremo alle nostre origini, concentrandoci sulla riduzione degli errori, sulla semplificazione delle nostre politiche e sul ripristino della libertà di espressione sulle nostre piattaforme. Ecco, nello specifico, cosa faremo.

    Primo, elimineremo i fact-checker e li sostituiremo con note della comunità simili a quelle di X, partendo dagli Stati Uniti. Dopo l’elezione di Trump nel 2016, i media tradizionali hanno scritto in continuazione sui fact-checker come una minaccia per la democrazia. Abbiamo cercato in buona fede di affrontare queste preoccupazioni senza diventare arbitri della verità.

    Ma i fact-checker si sono dimostrati troppo politicizzati e hanno distrutto più fiducia di quanta ne abbiano creata, specialmente negli Stati Uniti. Nei prossimi mesi, introdurremo un sistema più completo basato sulle note della comunità. Secondo, semplificheremo le nostre politiche sui contenuti ed elimineremo molte restrizioni su argomenti come immigrazione e genere, che ormai sono scollegate dal discorso pubblico principale. Quello che era iniziato come un movimento per essere più inclusivi è stato sempre più utilizzato per mettere a tacere opinioni e persone con idee diverse, e si è spinto troppo oltre. Voglio assicurarci che le persone possano condividere le loro convinzioni ed esperienze sulle nostre piattaforme.

    Terzo, cambieremo il modo in cui applichiamo le nostre politiche per ridurre gli errori che rappresentano la maggior parte della censura sulle nostre piattaforme. Prima avevamo filtri che scansionavano ogni violazione delle politiche. Ora concentreremo quei filtri sui fact-checker, sostituendoli con note della comunità, in modo da evitare continui interventi manuali. Ci concentreremo principalmente su violazioni gravi e illegali. Per le violazioni meno gravi, interverremo solo quando qualcuno segnalerà un problema.

    Il problema è che i filtri commettono errori e rimuovono molti contenuti che non dovrebbero. Riducendo il loro uso, diminuiremo drasticamente la censura sulle nostre piattaforme. Regoleremo anche i nostri filtri per richiedere un livello di sicurezza molto più alto prima di rimuovere un contenuto. La realtà è che si tratta di un compromesso. Significa che intercetteremo meno contenuti dannosi, ma ridurremo anche il numero di post e account innocenti rimossi per errore.

    Quarto, riporteremo i contenuti civici. Per un certo periodo, la comunità ha chiesto di vedere meno politica perché generava stress, così abbiamo smesso di raccomandare quei post. Ma sembra che ora siamo entrati in una nuova era, e stiamo iniziando a ricevere feedback secondo cui le persone vogliono vedere di nuovo questo tipo di contenuti. Perciò ricominceremo gradualmente a integrarli su Facebook, Instagram e Threads, cercando comunque di mantenere le comunità amichevoli e positive.

    Quinto, sposteremo i nostri team per la sicurezza e la moderazione dei contenuti fuori dalla California, trasferendo la revisione dei contenuti negli Stati Uniti in Texas. Mentre lavoriamo per promuovere la libertà di espressione, penso che ci aiuterà a costruire fiducia svolgere questo lavoro in luoghi dove ci sono meno preoccupazioni sui pregiudizi dei nostri team.

    Infine, collaboreremo con il presidente Trump per contrastare i governi di tutto il mondo che stanno prendendo di mira le aziende americane e spingono per una maggiore censura. Gli Stati Uniti hanno le protezioni costituzionali più forti al mondo per la libertà di espressione. L’Europa, invece, ha un numero crescente di leggi che istituzionalizzano la censura e rendono difficile costruire qualcosa di innovativo. I paesi dell’America Latina hanno tribunali segreti che possono ordinare alle aziende di rimuovere contenuti in modo discreto. La Cina ha censurato le nostre app, impedendone il funzionamento nel Paese.

    L’unico modo per contrastare questa tendenza globale è con il supporto del governo degli Stati Uniti, ed è per questo che è stato così difficile negli ultimi quattro anni, quando persino il governo statunitense ha spinto per la censura. Prendendo di mira noi e altre aziende americane, ha incoraggiato altri governi a spingersi ancora più in là.

    Ora abbiamo l’opportunità di ripristinare la libertà di espressione, e sono entusiasta di coglierla. Ci vorrà tempo per fare le cose per bene. Questi sistemi sono complessi e non saranno mai perfetti. C’è anche ancora molto lavoro da fare per affrontare contenuti illegali.

    Ma la conclusione è che, dopo anni in cui il nostro lavoro sulla moderazione dei contenuti si è concentrato principalmente sulla rimozione, è arrivato il momento di concentrarci sulla riduzione degli errori, sulla semplificazione dei nostri sistemi e sul ritorno alle nostre radici: dare voce alle persone. Sono entusiasta di questo nuovo capitolo. State bene e presto ci saranno altre novità.

  • Confcommercio Lombardia, 83% negozi presenti sui social

    Confcommercio Lombardia, 83% negozi presenti sui social

    L’83% dei negozi ha un sito web e/o è presente sui social – soprattutto Facebook e Instagram, seguiti da WhatsApp – il 38% da più di 10 anni, il 43% da oltre cinque, mentre il 19% si è avvicinato nell’ultimo anno. Di queste imprese, sette su dieci dichiarano di aver avuto un incremento del proprio business e dei propri clienti grazie a questi strumenti.

    Per il 40% delle attività, la percentuale di clienti che si recano in negozio grazie a sito e social aumenta in media del 20% in occasione degli acquisti per le festività natalizie (così come per i saldi e il Black Friday). Questi i principali risultati che emergono dall’indagine ‘Terziario e digitale: focus commercio’ di Confcommercio Lombardia, condotto su negozi alimentari, non alimentari e misti, il 90% dei quali microimprese, realizzata per approfondire i livelli di consapevolezza su una delle grandi transizioni che interessano il tessuto socioeconomico.

    Dall’indagine emerge, inoltre, un aumento dell’utilizzo dei canali ecommerce: un negozio su quattro ne ha uno e la metà lo ha attivato negli ultimi cinque anni. Di questi, il 45% riscontra un aumento dei volumi di vendita e 7 su 10 prevedono il ritiro in negozio. ”Sito web e social – dichiara il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti – si dimostrano strumenti importanti per promuovere la propria attività e aumentare il flusso di clienti in negozio, soprattutto in occasione di importanti occasioni di vendita come le festività natalizie La relazione personale, d’altronde, risulta determinante anche per le imprese che hanno scelto di attivare un canale ecommerce, prevedendo nella maggior parte dei casi il ritiro in negozio. La dimensione delle imprese del terziario in generale, e del commercio in particolare richiede un approccio mirato anche da parte delle istituzioni, che devono immaginare misure e formazione specifiche per rendere il digitale uno strumento inclusivo e non esclusivo, un’opportunità diffusa e funzionale alle attività fisiche, dunque alla vitalità delle città”.

  • Silicon Box a Novara, Urso conferma investimento da 3.2 miliardi

    Silicon Box a Novara, Urso conferma investimento da 3.2 miliardi

    ”La decisione della Commissione Europea rafforza il nostro ruolo nel settore dei semiconduttori, delle alte tecnologie e per l’autonomia strategica dell’Ue. L’Italia è finalmente al centro della sfida tecnologica europea”. È quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in merito al via libera della Commissione Europea al sostegno italiano da 1,3 miliardi di euro, in base alle norme sugli aiuti di Stato, per sostenere la realizzazione della prima fabbrica europea di advanced packaging e chiplet integration di Silicon Box che sorgerà a Novara, per un investimento complessivo di 3,2 miliardi di euro.

    Questo è il terzo investimento italiano nel settore dei chip approvato dalla Commissione Europea, su un totale di cinque progetti. “Un’ulteriore importante conferma della solidità del nostro piano strategico sulla microelettronica, che ha innescato un effetto volano negli investimenti portando il settore in Italia a superare i 9 miliardi di euro nel solo 2024, posizionandoci al secondo posto in Europa dopo la Germania” ha dichiarato il ministro Urso. L’investimento di Silicon Box ”rafforzerà la sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza e l’autonomia tecnologica dell’Europa nel settore dei semiconduttori, in linea con gli obiettivi delineati dal Chips Act europeo e nelle Linee guida politiche della Commissione Europea 2024-2029”. Il sito di Novara contribuirà a soddisfare la domanda di assemblaggio di semiconduttori, principalmente nel mercato europeo, per abilitare nuove tecnologie come applicazioni di nuova generazione nel campo dell’intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e componenti per veicoli elettrici.

    A pieno regime l’impianto potrà generare 1.600 nuovi posti di lavoro diretti, a cui si aggiungeranno quelli indiretti, e circa 1.000 per la costruzione della fabbrica. Lo stabilimento sarà costruito e gestito secondo i principi net zero europei, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente. “I recenti sconvolgimenti globali dimostrano con chiarezza quanto sia fondamentale costruire una catena di approvvigionamento più resiliente per i semiconduttori in Europa. Per questo, il governo ha posto i chip e la microelettronica al centro delle sue priorità strategiche, consapevole che rappresentano un pilastro imprescindibile per garantire la sicurezza e la competitività del nostro sistema industriale” ha concluso il ministro

  • Promos Magnago: computer ricondizionati dagli studenti in dono alla comunità

    Promos Magnago: computer ricondizionati dagli studenti in dono alla comunità

    La scuola Promos di Magnago è entusiasta di annunciare una nuova iniziativa volta a supportare la comunità locale e i paesi limitrofi. Il 20 dicembre, dalle 10:00 alle 14:00, gli studenti del CFP Promos forniranno dispositivi informatici ricondizionati ai cittadini di Magnago e delle aree circostanti.

    Questo progetto rappresenta un importante passo avanti per Promos nella promozione del riuso e della sostenibilità, offrendo al contempo agli studenti un’opportunità unica di applicare le loro competenze tecniche a beneficio della comunità. I dispositivi, che includono computer, tablet e altri strumenti digitali, sono stati accuratamente ricondizionati dagli studenti stessi, sotto la guida dell’insegnante Massimiliano De Cinque, noto come Digital Sherpa.

    “Siamo molto orgogliosi del lavoro svolto dai nostri studenti,” ha dichiarato la dott.ssa Lorenza Massara direttrice della scuola Promos. “Questa iniziativa non solo aiuta a ridurre i rifiuti elettronici, ma fornisce anche risorse preziose a chi ne ha bisogno, migliorando l’accesso alla tecnologia nella nostra comunità.”

    I cittadini interessati a ricevere un dispositivo ricondizionato possono inviare la loro richiesta all’indirizzo email info@digitalsherpa.it.
    I dispositivi saranno distribuiti in base all’ordine di richiesta e al grado di necessità, assicurando che i dispositivi vadano a chi ne ha più bisogno.
    Promos invita tutti i membri della comunità a partecipare e a sostenere questa iniziativa, che rappresenta un esempio concreto di come l’educazione e la tecnologia possano collaborare per creare un futuro più sostenibile e inclusivo.

    Per ulteriori informazioni, contattare: (Whatsapp) Promos di Magnago: 0331/659981

  • A Forum Facility 2024 economisti ed esperti sulla transizione ecologica e digitale per non perdere  opportunità

    A Forum Facility 2024 economisti ed esperti sulla transizione ecologica e digitale per non perdere opportunità

    “Ci tenevo a dare un messaggio di vicinanza ad un settore molto importante per il nostro sistema Paese, per i servizi dati a supporto degli enti territoriali”, così l’on Massimo Garavaglia, Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati, nel salutare con un video messaggio il pubblico presente all’Auditorium Antonianum a Roma per il Forum Facility 2024, la due giorni di incontri e approfondimenti legata al mondo del facility management.

    Poi il punto sulla manovra economico finanziaria con le nuove regole europee che “stringono la spesa corrente che nei prossimi cinque anni non può crescere più dell’1,5% di media, un tetto che vale per tutti i componenti dello Stato”, ha spiegato il già Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze. “Ma non è tutto negativo. Il fatto che gli enti territoriali abbiano difficoltà ad erogare servizi impone di farlo meglio, di farlo con più fantasia, con un partenariato pubblico e privato dove c’è una forte qualità della componente servizi. Un’opportunità che va colta”.

    Sulle opportunità da cogliere si è soffermato anche il prof. Enrico Giovannini, economista già Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e co-fondatore e Portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS), che nella sua lectio magistralis ha sottolineato che “la resistenza delle aziende al cambiamento è forte soprattutto laddove la parte dirigenziale sia costituita per la maggioranza da uomini over 50. Frutto di una formazione e una cultura aziendale diversa”, certamente, ma “i dati parlano chiaro: chi segue e attua il cambiamento ha il 14% in più di produzione, efficienza, lavoro”.

    A Forum Facility è stato anche fatto il punto sul nuovo Codice Appalti in vigore da diciotto mesi, che ha visto proprio questa settimana l’intervento del Consiglio di Stato che ha espresso severe critiche sul decreto correttivo. La Commissione speciale ha evidenziato gravi problematiche procedurali e di merito che potrebbero compromettere la legittimità delle modifiche proposte. Si resta quindi in attesa. Mentre Giuseppe Busia, Presidente di ANAC, ha evidenziato due principi fondamentali del nuovo Codice Appalti: “la trasparenza, che significa digitalizzazione dei contratti pubblici a garanzia di una maggiore rapidità e semplificazione sia per stazioni appaltanti che per operatori e, in secondo luogo, la qualità come elemento essenziale per misurare la riuscita del contratto pubblico”.

    Forum Facility 2024 ha fornito una piattaforma unica per affrontare le sfide e le opportunità del settore, promuovendo un dialogo costruttivo tra istituzioni, aziende e professionisti. Numerosi gli ospiti illustri in rappresentanza dell’intera filiera dei servizi al Forum ideato da Toni D’Andrea, amministratore delegato di IssaPulireNetwork e quest’anno realizzato con la collaborazione di Roberto Rossi, presidente Assistal, per affrontare temi legati a sostenibilità, sicurezza e innovazione.

  • Innovazione. Entro il 2040 emissioni digitali a +775% Spider 4 Web lancia la sfida dei siti sostenibili

    Innovazione. Entro il 2040 emissioni digitali a +775% Spider 4 Web lancia la sfida dei siti sostenibili

    In un mondo sempre più connesso, ogni click lascia un segno, e quel segno non è solo digitale. La navigazione online, lo streaming e perfino le email contribuiscono, silenziosamente, alle emissioni di CO₂.

    Secondo le stime, entro il 2040 l’impronta ecologica del settore digitale è destinata a crescere del 775%, arrivando a rappresentare il 14% delle emissioni globali al punto che, se fosse una nazione, si posizionerebbe tra i maggiori inquinatori del pianeta.

    «È uno scenario che esige nuove risposte, e il web design sostenibile rappresenta una delle strade percorribili per ridurre il nostro impatto ambientale», dice Andrea Pizzato, CEO di Spider 4 Web, l’agenzia digitale friulana da sempre attenta alle innovazioni responsabili che ha scelto di farsi portavoce di questa sfida per un web più verde. «La sostenibilità non può essere solo una scelta etica, ma deve diventare una pratica concreta, fin dalla progettazione dei siti web. Il nostro obiettivo è creare soluzioni digitali non solo belle ed efficaci, ma anche sostenibili: siti web che rispettino il pianeta, riducendo al minimo l’energia necessaria per essere fruiti, grazie a tecniche mirate e innovazioni che abbracciano i principi del green web design».

    Da tempo Spider 4 Web ha intrapreso una vera e propria rivoluzione nel suo approccio ai progetti digitali, mettendo al centro il web design sostenibile. Ogni elemento della progettazione è studiato per diminuire l’impronta ecologica: la riduzione del peso delle pagine e l’ottimizzazione delle immagini e dei media rappresentano un primo passo. «Ma c’è di più -spiega Pizzato-. L’intervento su codice e struttura dei contenuti, l’adozione di server alimentati da energie rinnovabili e il miglioramento dell’user experience sono interventi concreti che consentono non solo di ridurre l’impatto ambientale, ma anche di migliorare le performance del sito web. Abbiamo testato questi interventi anche in progetti complessi e, ottimizzando immagini e codice, abbiamo ridotto il peso della homepage del 50% e le emissioni di CO₂ di oltre 1 g per visualizzazione. Con migliaia di accessi mensili, questo significa un impatto reale».

    Per la verifica dei risultati, esistono oggi tool come EcoGrader, che misurano e analizzano le emissioni di un sito web, confermando l’efficacia di questi interventi «in cui ogni dettaglio conta -riprende Pizzato-: dalle immagini compresse e caricate solo quando necessario, all’eliminazione di risorse non indispensabili, fino all’adozione di green hosting che sostenga le energie rinnovabili. Solo così possiamo contribuire a un futuro digitale che sia innovativo e rispettoso dell’ambiente».

    Il vantaggio di un sito web sostenibile non si ferma al rispetto per l’ambiente: porta a una migliore user experience che aumenta la soddisfazione dell’utente, alla riduzione dei costi di hosting grazie a un minore consumo di risorse e a una maggiore visibilità online. I motori di ricerca, infatti, premiano i siti ottimizzati per la velocità e l’efficienza, e i consumatori di oggi, sempre più attenti ai temi ambientali, cercano marchi che condividano i loro valori.

    «Il nostro impegno va oltre il singolo progetto: sensibilizziamo il nostro team e i nostri clienti su come, con semplici accorgimenti, si possa costruire un web a minor impatto. Ogni linea di codice e ogni decisione di design rappresentano un tassello importante verso un ecosistema digitale sostenibile», sottolinea Pizzato. Che spiega i sette vantaggi competitivi nel progettare fin da subito un nuovo sito web in ottica green.

    Implementare le più recenti tecnologie eco-friendly: utilizzare framework e linguaggi di programmazione moderni che sono intrinsecamente più efficienti e meno energivori.

    Ottimizzare l’architettura dell’informazione e i contenuti: riprogettare completamente la struttura del sito per una navigazione più intuitiva e efficiente, focalizzata sulla conversione.
    Allinearsi completamente con le best practice SEO: costruire il sito con una solida base SEO, migliorando la visibilità organica senza compromettere l’efficienza.
    Adottare un design responsivo all’avanguardia: creare un’interfaccia che si adatti perfettamente a tutti i dispositivi, ottimizzando il caricamento delle risorse per ciascuna piattaforma.
    Garantire una perfetta integrazione con i sistemi di analytics e marketing: implementare strumenti di monitoraggio e analisi in modo nativo.
    Integrare le più recenti pratiche di sicurezza web fin dall’inizio.
    Facilitare la manutenzione futura: un codice pulito e ben strutturato fin dall’inizio rende più semplici e meno impattanti gli aggiornamenti futuri.

    «Investire in un nuovo sito web sostenibile significa non solo adottare un approccio responsabile verso l’ambiente, ma anche costruire una piattaforma digitale più potente, efficiente e pronta per il futuro – conclude il CEO di Spider 4 Web, Andrea Pizzato-. Spider4Web invita le aziende a unirsi nella sfida per un web che rispetti il pianeta, perché un cambiamento positivo inizia con ogni sito, ogni decisione di design, e ogni click».