Categoria: Innovazione

  • Silicon Box a Novara: 3 miliardi di investimento, esulta il Ministero

    Silicon Box a Novara: 3 miliardi di investimento, esulta il Ministero

    Sarà a Novara, in Piemonte, lo stabilimento italiano di Silicon Box. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La società attiva nel settore dei semiconduttori aveva annunciato nel marzo scorso un investimento da 3,2 miliardi di euro in Italia, per uno stabilimento dove produrre chiplet. Dopo alcuni mesi di valutazioni, è stata scelta Novara. «Sarà il primo impianto per la produzione di chiplet in Europa», ha detto Urso, sottolineando che con questo investimento – che si va ad aggiungere ad altri annunciati quest’anno – il Piemonte, «già sede di una importante filiera nei chip, può diventare un importante polo industriale nei semiconduttori».

    all’inizio del 2024 se sommiamo l’investimento di Silicon Box a quello della StMicroelectronics e ad altri investimenti stranieri più contenuti, e aggiungiamo l’assegnazione della linea pilota sui materiali ad alta resistenza che la Commissione europea ha voluto realizzare nella Etna Valley in Sicilia con 360 milioni, giungiamo a un ammontare complessivo di oltre 9 miliardi di euro sulla microelettronica nel nostro Paese. Un dato non riscontrabile in nessuno degli altri Paesi europei, e solo nei primi sei mesi dell’anno”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la presentazione al Mimit dell’investimento da oltre 3 miliardi di Silicon Box per la realizzazione di un impianto di produzione di chiplet a Novara.

  • La Silicon Box sbarca a Novara: che colpaccio per l’Ovest Ticino

    La Silicon Box sbarca a Novara: che colpaccio per l’Ovest Ticino

    “Siamo a 48 ore dall’annuncio ufficiale di uno dei piu’ grandi investimenti industriali che si fara’ in Italia, la fabbrica di microchip che la Silicon Box andra’ a realizzare in Piemonte, a Novara”. Ad affermarlo, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, a margine della presentazione della nuova Giunta.

    “Firmeremo venerdi’ con il ministro Adolfo Urso e con il sindaco di Novara, Alessandro Canelli – ha detto – che e’ stato preziosissimo”. “Cominciamo con una buona notizia che e’ frutto del lavoro precedente – ha spiegato Cirio – abbiamo chiuso lo scorso mandato con il secondo modello a Mirafiori che ci permettera’ di raggiungere i 200mila veicoli mettendo in sicurezza stabilimento, lavoratori e indotto.

    E iniziamo il nuovo mandato raccogliendo i frutti di un lavoro fatto con il sindaco di Novara Canelli, con il ministro Urso che ha fatto la regia attenta di questa operazione e con la Regione Piemonte”. “Insieme abbiamo fatto una squadra – ha proseguito – perche’ uno dei piu’ grandi investimenti industriali di microchip che si fa in Italia sotto l’egida del governo e con il sostegno economico del governo si fara’ in Piemonte, con oltre tre miliardi di euro di investimento, 1600 posti di lavoro e soprattutto una concorrenza vinta con le altre regioni del nord che ha visto prevalere il Piemonte”. “Il Piemonte – ha concluso – che ormai grazie a Tav, Terzo valico e al lavoro che come Regione stiamo facendo sull’attrazione degli investimenti, e’ il cuore economico dell’Europa”.

  • Intelligenza artificiale: sono 26 le società quotate in borsa. A cura di Massimo Colombo

    Intelligenza artificiale: sono 26 le società quotate in borsa. A cura di Massimo Colombo

    Sono 26 le società quotate su EGM (Euronext Growth Milan) attive nel campo dell’Intelligenza Artificiale (AI), che sviluppano un giro d’affari complessivo pari a 988 milioni di euro nel 2023, registrando un + 9% sul 2022.

    E’ quanto emerso dall’indagine realizzata da IRTOP Consulting, boutique finanziaria specializzata sui Capital Markets e nell’Advisory per la quotazione, IPO Partner di Borsa Italiana, e Banca Generali.

    Lo studio, sviluppato per indagare il contesto attuale dell’Intelligenza Artificiale e le peculiarità delle società quotate su Euronext Growth Milan e delle startup private, con l’obiettivo di comprendere le caratteristiche del mercato e contribuire a promuovere lo sviluppo del mercato dei capitali e favorire l’incontro tra domanda e offerta di finanza «alternativa», è stato presentato martedì 24 giugno a Milano.

    L’Osservatorio ECM AI ha visto il coinvolgimento di un comitato scientifico trasversale nelle competenze in ambito finanziario, istituzionale, legale e tecnologico, composto da: Anna Lambiase (Founder e CEO di IRTOP Consulting), Maria Ameli (Head of Wealth Advisory di Banca Generali), Giulio Centemero (parlamentare e componente della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati), Lorenzo Maternini (Co-founder e Vice Presidente Talent Garden, Consigliere di CDP Venture Capital), Antonia Verna (Partner dello studio legale Portolano Cavallo), Enrico Zio (Professore e Vice Presidente della Fondazione Politecnico di Milano), Leonardo Rubattu (Founding Partner di ATLAS SGR) ed Edouard Cukierman (Founder & Managing Partner di Catalyst Investments e Presidente di Cukierman & Co. Investment House).

    L’Osservatorio ECM AI, inlinea con la recente approvazione dell’AI ACT europeo, fornisce una rappresentazione del contesto generale AI, individuando le startup e scaleup più promettenti del panorama nazionale che basano i propri modelli di business sull’utilizzo di strumenti, applicazioni, software in cui l’Artificial Intelligence è portante e centrale. Tra le società quotate su EGM al 30 aprile 2024, sono state individuate, 26 realtà imprenditoriali in cui l’AI rappresenta il “Core” o è presente nella Value Proposition del proprio business. Tra le principali evidenze dello studio, risulta tra l’altro che nel 2023 il numero di dipendenti di queste 26 società è cresciuto del 7,7% rispetto al 2022; cresce anche il volume di affari complessivo (€988 milioni, + 9% rispetto al 2022) e si registra una performance positiva dal 2023 rispetto all’indice FTSE Italia Growth.

    Anna Lambiase, introducendo il dibattito, ha rilevato: “Dal 2009 le PMI italiane possono contare su un mercato azionario, l’Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, che consente un accesso facilitato al mercato dei capitali, riconoscendo la possibilità di acquisire nuova finanza, ottenere ampia visibilità e accelerare le strategie di sviluppo. L’Intelligenza Artificiale è trasversale in ogni nostro comportamento quotidiano, sviluppare politiche e far conoscere agli investitori i propri business è di imprescindibile importanza per il futuro delle aziende che possono sfruttare la forza dell’AI per accelerare la propria crescita. L’opportunità di mapparne l’evoluzione e la diffusione tra le aziende innovative presenti sul listino accende un faro sulla competitività e l’appeal delle stesse tra gli investitori interessati al segmento”.

    Per Maria Ameli: “L’attività dell’Osservatorio ha permesso di individuare le realtà più promettenti del panorama AI italiano, evidenziando l’importante fioritura in atto nel nostro Paese. Si tratta in larga parte di realtà in fase early stage: da uno screening più ampio nel mercato privato tra le pmi abbiamo selezionato le 34 a nostro giudizio più interessanti, da cui speriamo possa arrivare il primo campione nazionale. In questa prospettiva, diventa cruciale che tutte le parti dell’ecosistema, investitori, startup e mondo accademico, dialoghino fattivamente. Valutare una azienda del mondo AI presenta infatti complessità che non possono essere superate applicando le logiche di investimento tradizionali, ma occorre integrarle con valutazioni tecniche e del potenziale di mercato delle soluzioni proposte, innescando un dialogo costruttivo che permetta alle società di crescere e strutturarsi.”

    L’intelligenza artificiale rappresenta un paradigma trasversale, in continua evoluzione, al centro della trasformazione digitale delle aziende ma in grado di influenzare anche la quotidianità della società. Basti pensare al repentino sviluppo e altrettanto istantanea diffusione di sistemi e software basati sull’AI Generativa, in particolare dopo il lancio pubblico nel novembre 2022 di ChatGPT, che in soli cinque giorni ha acquisito 1 milione di utenti e che oggi ne conta oltre 100 milioni.

    E’ interessante anche rilevare come le istituzioni europee siano state le prime al mondo a disciplinare l’intelligenza artificiale con un percorso legislativo che ha portato all’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione Europea, il 21 maggio 2024, del cosiddetto «AI Act».
    Lo scopo è istituire un quadro giuridico uniforme per lo sviluppo, l’immissione sul mercato, la messa in servizio e l’uso dei sistemi di IA, garantendo la tutela della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali dei cittadini.

    Scendendo più nel dettaglio della ricerca, si evidenziano alcuni dati particolarmente interessanti. Delle 204 società quotate sul mercato Euronext Growth Milan al 30 aprile 2024, analizzando dettagliatamente i modelli di business sono state individuate 26 società (il 13% del mercato EGM) in cui l’Intelligenza Artificiale è presente in modo rilevante. Queste società capitalizzavano alla medesima data complessivamente €1,3 miliardi (il 17% del mercato EGM).

    In termini di composizione territoriale, la regione più rappresentata per le società AI è la Lombardia (42%), che guida la classifica nazionale con distacco, seguita dall’Emilia Romagna (15%) e dal Veneto (12%). Le 26 società selezionate sono state quindi suddivise in 2 gruppi: AI come “core business”, ossia le aziende che offrono in modo prevalente prodotti/servizi basati su tecnologia AI; tra queste figurano 6 società: Almawave, Creactives Group, Cyberoo, Datrix, Expert.ai, Neosperience. AI come “value proposition”, ossia le aziende che integrano tecnologie di AI all’interno di un’offerta più ampia; tra queste figurano 20 società: Cloudia Research, Digitouch, Doxee, E-Novia, eVISO, Fae Technology, IDNTT, MAPS, Relatech, Reti, SIAV, Solid World Group, Spindox, Sostravel.com, Star7, Tecma Solutions, Vantea Smart, Yakkyo e Websolute. Escluse invece le aziende che «just use» l’AI, ossia che impiegano l’AI per migliorare alcuni processi interni, senza trasferire l’innovazione ai propri clienti.

    A cura di Massimo Colombo

  • Digitale: studio del Politecnico di Milano, il valore dell’internet advertising è pari a 4,9 mld

    Digitale: studio del Politecnico di Milano, il valore dell’internet advertising è pari a 4,9 mld

    Il valore dell’Internet advertising a fine 2023 ha raggiunto i 4,9 miliardi di euro e le prime previsioni per il 2024 vedono il mercato raggiungere i 5,4 miliardi di euro (+10%).

    Queste alcune delle evidenze emerse dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, in occasione del convegno “L’evoluzione dell’Internet advertising: Attention Metrics e AI nell’era privacy oriented”.

    In particolare il rapporto sottolinea che “il mercato pubblicitario italiano, comprensivo della raccolta su Tv, Stampa, Internet Media, Radio e Out of Home, ha raggiunto i 10,2 miliardi di euro nel 2023, in crescita del 6% rispetto al 2022”. All’interno di questo panorama, prosegue la relazione, “internet consolida la prima posizione nel mercato con una quota del 48% e un incremento del 9%; seguono Tv (35% e +2%), Out of Home [1] (7% e +13%), Stampa (6% e -2%) e Radio (4% e +8%).

    Secondo l’analisi dell’Osservatorio Internet Media, il trend dell’internet advertising, “sara’ pero’ condizionato dalle performance di pochi operatori: nel 2024 aumentera’ infatti la concentrazione del mercato e i grandi player internazionali raccoglieranno l’82% (+1 punto percentuale rispetto al 2023) degli investimenti pubblicitari complessivi”.

    Secondo Denise Ronconi, Direttrice dell’Osservatorio Internet Media, “l’Internet advertising sembra ormai destinato a crescere anno su anno, trainato sempre piu’ dal formato Video, che quest’anno superera’ i 2 miliardi di euro (+ 14%), aumentando la sua incidenza sul totale Internet (39%).
    L’andamento e’ in gran parte frutto degli investimenti allocati dagli advertiser alle applicazioni Video, soprattutto sul grande schermo”.

  • La sinergia fa la forza, oltre il marketing. Pochi giorni alla Power Festa di Rossi Service, che a TG Imprese racconta…

    La sinergia fa la forza, oltre il marketing. Pochi giorni alla Power Festa di Rossi Service, che a TG Imprese racconta…

    La presenza diffusa sul territorio, oltre alla storicità, ne fanno un punto di riferimento per il settore. Per Rossi Service è ormai tempo di festa: il 13 giugno ci sarà il Power Festa, la festa dell’Applicatore” di Caparol, partner da 42 anni. Diretti interessati sono applicatori, architetti, geometri, imprese edili o di costruzioni, ingegneri, progettisti.
    A TG Imprese di TicinoNotizie, Mery Guarischi, responsabile Marketing di Rossi Service, racconta quanto la sinergia tra forze concorra alla qualità, la formazione alla competenza e la parte attiva ed emozionale alla soluzione di una richiesta.

  • Allo Young Innovators Business Forum l’appello degli innovatori per il rilancio dell’Italia

    Allo Young Innovators Business Forum l’appello degli innovatori per il rilancio dell’Italia

    Mettere al centro i giovani talenti, sostenere il comparto imprese, favorire gli incentivi alla ricerca e allo sviluppo, rafforzare gli investimenti sulle startup e velocizzare i processi di transizione ecologica e digitale per un’Italia più competitiva in Europa e nel mondo all’insegna delle sostenibilità e del made in Italy.

    Questo e molto altro è andato in scena durante la terza edizione dello Young Innovators Business Forum, all’interno della prestigiosa cornice dell’Auditorium Testori, promosso dall’Angi – Associazione Nazionale Giovani Innovatori in collaborazione con gli Uffici del Parlamento Europeo in Italia e alla presenza del ‘gotha’ del mondo delle imprese, delle istituzioni e degli opinion leader del digitale.

    Ad aprire i lavori il presidente dell’Angi, Gabriele Ferrieri che ha evidenziato “l’importanza di rilanciare quel partenariato pubblico e privato fondamentale per lo sviluppo dell’economia italiana ed europea all’insegna dell’innovazione, puntando sui giovani talenti e le startup, sugli incentivi e sulla ricerca per sostenere la competitività del Paese e del comparto economico e industriale“.

    A seguire, l’importante messaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Se l’Italia è protagonista a livello mondiale in molti settori, lo dobbiamo alla nostra capacità di inventare, di innovare, di creare il nuovo. Qualità, questa, che nasce dalla nostra cultura, dalla volontà di studiosi e uomini d’azienda. L’Italia è un Paese ricco di inventiva e povero di materie prime. Questo ci ha sempre portato a cercare soluzioni originali, far valere i nostri talenti dove altri, invece, avevano risorse. Fare di più con meno, usare quello che altri scartano, percorrere strade nuove e mai battute prima: è una sfida, però questo è uno dei motori del genio italiano. Dove altri frenano, noi siamo in grado di accelerare. I frutti li vediamo oggi. L’Italia è un Paese del G7, la nostra economia appare più sana rispetto ad altre, è tra le più verdi al mondo ed esportiamo soluzioni sostenibili. L’altro tema è la transizione ecologica, che è gemella della transizione digitale. L’una senza l’altra non potrà resistere, così come entrambe attraversano sfide che sono cruciali per il nostro futuro. Ecco perché l’Italia di oggi e di domani saluta appuntamenti come lo Young Innovators Business Forum con grande favore. Abbiamo bisogno di giovani e di innovatori, dunque buon lavoro a tutti voi”.

    A seguire è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, che ha evidenziato come “le tecnologie devono essere considerate come un grande mosaico per ottenere il massimo risultato possibile. I tasselli sono tantissimi: partiamo dall’intelligenza artificiale, pensiamo al cloud, al 5G, il super computer. In Italia, grazie agli investimenti del governo, grazie agli investimenti che si stanno producendo per quanto riguarda questa strategia nazionale delle nuove tecnologie, possiamo sorridere a un prossimo futuro che vede un percorso oramai tracciato.

    Sul tema del super computer, l’’Italia è tra i primi Paesi al mondo ad averne uno tanto potente e il caso è quello di Bologna. Per quanto riguarda l’arrivo dei dati, in questi giorni a Genova si sta inaugurando il nuovo cavidotto, che è proprio necessario per trasportare i dati da mezzo mondo verso l’Europa attraverso il canale di Genova. Ci sono poi importanti investimenti legati al cloud e all’intelligenza artificiale: mi riferisco in questo caso all’annuncio del governo dell’intenzione di investire circa sei miliardi di Euro proprio su questo tema, su cui la pubblica amministrazione non deve rimanere indietro, anzi, deve essere il locomotore di tutta una filiera da formare che seguirà. Il compito dei giovani innovatori è proprio questo: essere protagonisti anche nella formazione delle persone“.

    A fare da contorno gli interventi dei tecnici del CNR, dell’ENEA, della Presidenza del Consiglio e degli Assessori Guido Guidesi della Regione Lombardia e Emmanuel Conte del Comune di Milano insieme alle principali associazioni di categoria (tra cui l’intervento di Riccardo Di Stefano, Presidente Nazionale Giovani Confindustria) e delle università del territorio. A mettere i puntini su cosa aspettarsi per il futuro, gli interventi del Founder di Eataly Oscar Farinetti, del direttore di Wired, Federico Ferrazza e di Giovanni Lionetti Ceo di Swag. Sul fronte transizione ecologica e sostenibilità, di particolare importanza l’intervento di A2A, tramite la testimonianza di Patrick Oungre, Group Head of Innovation, CVC and Digital Hub A2A.

    “A conferma dell’impegno di A2A a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione abbiamo da poco lanciato due iniziative importanti. Siamo sponsor del fondo ‘360 Life II’, in partnership con 360 Capital, che ha l’obiettivo di raccogliere 200 milioni di euro per investimenti in startup early-stage. Il progetto prevede la partecipazione di investitori istituzionali e industriali e ha l’ambizione di divenire il più grande fondo di settore climate-tech nazionale e fra i principali in Europa per dotazione e rilevanza. ‘360 Life II’, individuerà soluzioni e tecnologie pionieristiche per favorire la transizione energetica e l’economia circolare, i due pilastri strategici del nuovo piano industriale 2024-2035 del Gruppo. Inoltre, abbiamo lanciato in parallelo il programma di corporate venture building ‘Life Ventures’, che ha l’obiettivo di creare e accompagnare a mercato nuove realtà imprenditoriali in grado di dare un contributo al processo di decarbonizzazione”.

    Sul fronte agritech, fa seguito Patrick Gerlich, Amministratore Delegato Bayer Crop Science Italia, che nel suo intervento ha affermato: “L’innovazione ci guida a cercare costantemente nuove soluzioni a supporto degli agricoltori per garantire loro una maggiore produttività e allo stesso tempo rispondere alle esigenze di sostenibilità ambientale, ottimizzando l’utilizzo delle risorse a disposizione. Ciò avviene attraverso un approccio multifattoriale che integra l’uso di agrofarmaci innovativi, tecnologie digitali che combinano i big data con l’intelligenza artificiale e soluzioni genetiche che offrono varietà di sementi sempre più resistenti alle avversità. Bayer si impegna costantemente a rafforzare sempre di più le sinergie con tutti gli attori della filiera, lavorando a stretto contatto con gli imprenditori agricoli e contribuendo a un’agricoltura all’avanguardia che sostenga le eccellenze italiane”. Gerlich in questo contesto sottolinea l’importanza dell’agricoltura rigenerativa che “rappresenta la nuova frontiera alla quale Bayer sta lavorando. Un modello di produzione che mantiene alti gli standard produttivi e di impatto ambientale ottimizzando l’utilizzo delle risorse a disposizione e, per esempio, rigenerando il suolo alla fine del ciclo biologico delle colture“.

    Momento centrale della kermesse, la presentazione all’ecosistema milanese del ‘Manifesto per un’Italia competitiva all’insegna dell’Open Innovation’ che rappresenta un passo importante verso un futuro in cui l’Italia possa essere protagonista dell’innovazione a livello globale. Ad intervenire sul tema il sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci: “Quella del manifesto è la mission del nostro ministero che con la nuova denominazione punta a creare innovazione e nuove imprese. Sui diversi settori innovativi abbiamo un’idea precisa, l’UE deve indicare gli obiettivi lasciando liberi gli Stati membri di raggiungerli autonomamente, ognuno secondo le proprie eccellenze nazionali. Importante è la neutralità tecnologica secondo cui fissati gli obiettivi e i parametri sono le nostre eccellenze a intraprendere liberamente la propria strada”.

    Insieme al sottosegretario, importante le voci del mondo startup sul tema del Manifesto che ha visto la presenza e intervento di: Federica Pasini, Ceo e co-Founder di Hacking Talents; Manila Di Giovanni, Ceo e Founder di D-World; Edoardo Di Pietro, Innovation Strategist, primo laureato nel Metaverso, co-Founder di KIIAI; Mirko Puliafito, Ceo di Digitiamo; Giusi Fiorentino, CEO Artificial Intelligence Monitoring; Alessandro Fadini, Ceo di Virevo; Lorenzo Feruglio, Ceo di AIKO.
    “Completamento del mercato unico digitale, armonizzazione della regolamentazione tra i ventisette Stati Membri e un rapporto di partnership sull’intelligenza artificiale tra UE e aziende tech americane attorno a valori comuni“.

    Sono queste le priorità individuate da Flavio Arzarello, responsabile degli Affari economici e regolatori di Meta per l’Italia. Secondo Meta “l’Europa ha la possibilità di recuperare il ritardo accumulato se nei prossimi 5 anni arriverà a un quadro normativo armonizzato che accompagni e non ostacoli l’innovazione“. In questa direzione Arzarello ha proposto di accompagnare a ogni nuova proposta di legislazione una “valutazione di impatto sulla competitività attraverso una rigorosa analisi economica”.

    In conclusione, di particolare rilevanza il III rapporto dell’Osservatorio su innovazione e digitale promosso da ANGI Ricerche in collaborazione con Lab21.01 e a cura di Roberto Baldassari, direttore del comitato scientifico Angi.
    “I dati raccolti e analizzati mostrano l’andamento dell’innovazione in Italia, la transizione digitale ed ecologica, il rapporto con i megatrend, la ricerca del lavoro e quali siano le caratteristiche per essere un’impresa innovativa”, spiega il Prof. Roberto Baldassari, direttore generale dell’istituto demoscopico LAB21.01 e direttore del Comitato Scientifico ANGI. “I giovani italiani mettono al primo posto la ‘Richiesta di esperienza’ (69,7%) seguita dalla ‘Scarsa propensione delle aziende ad assumere’ (59,3%;) e dalla ‘Difficoltà per un laureato che spesso viene ritenuto troppo qualificato’. Oggi – prosegue – abbiamo riscontrato su questo dato un calo fortissimo, (-8,8% ovvero il 30,1%) così premiando i più qualificati”.

    Ma cosa rende per i giovani italiani un’impresa innovativa? Il podio dello scorso anno si conferma con lo stesso ordine che vede al primo posto ‘investimenti in strumenti, macchinari e tecnologie all’avanguardia’, al secondo ‘un gruppo dirigenziale’ e in terza posizione ‘la conoscenza degli strumenti digitali’.

    Tra i Megatrend delle nuove tecnologie per il futuro in prima posizione troviamo ancora l’Intelligenza artificiale con il (27,3% – +6,7 rispetto al 2023), seguita dalla Blockchain (12,3%), dall’Hyperautomation (11,2%) e dalla Realtà aumentata con il (9,7%) e le Nano tecnologie in coda che però crescono di (+1% ovvero 9,6%). Il tema della Cybersecurity rimane sempre un tema di alto interesse anche per i giovanissimi, si evince anche dai risultati ottenuti. Il 30,8% degli intervistati ha dichiarato che andrebbe introdotto come materia scolastica sin dalla scuola primaria.

  • Cap Evolution, 3,6 milioni per potenziare l’impianto di Rozzano per trasformare 100mila tonnellate di rifiuti in energia

    Cap Evolution, 3,6 milioni per potenziare l’impianto di Rozzano per trasformare 100mila tonnellate di rifiuti in energia

    Un investimento di 3,6 milioni di euro per realizzare una nuova sezione capace di trattare oltre 100mila tonnellate all’anno di rifiuti liquidi non pericolosi, da trasformare in energia, in ottica di efficientamento, autoconsumo e autosufficienza energetica. È il progetto di CAP Evolution, la società di Gruppo CAP che opera nei settori Waste, Wastewater ed Energy, per potenziare e migliorare l’impianto di Rozzano, trasformandolo da depuratore in bioraffineria.

    CAP Evolution ha infatti ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dal Ministero per la Transizione Ecologica, che consentirà di trattare fino a 107mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali liquidi non pericolosi. È già stata indetta la gara di appalto per la progettazione esecutiva lavori, che inizieranno nel 2025 con l’obiettivo di entrare pienamente in funzione nel 2026.

    “Oggi i depuratori di CAP Evolution sono delle vere bioraffinerie che, oltre a occuparsi del trattamento delle acque reflue, in molti casi possono essere utilizzati per la valorizzazione dei rifiuti e per la produzione di energia da fonti rinnovabili, agendo infatti in ottica di economia circolare, spiega Michele Falcone, direttore generale di CAP Evolution. Da sempre crediamo nella gestione virtuosa di ogni tipo di risorsa, e in particolare di quelle tradizionalmente definite scarti. Abbiamo l’esperienza e le capacità per ripensare i processi industriali in ambiti complessi, come quelli della depurazione e della gestione dei rifiuti, per contribuire attivamente alla transizione ecologica e al benessere delle comunità del nostro territorio. Con CAP Evolution vogliamo proseguire nella strada intrapresa, investendo per migliorare l’attività di depurazione, ma guardando anche al settore dei rifiuti e della produzione di energia pulita e rinnovabile”.

    Oggi l’impianto di depurazione di Rozzano è destinato esclusivamente alla depurazione delle acque reflue, con due linee acque che consentono di trattare mediamente 26mila metri cubi di acqua al giorno, e una linea fanghi, che consente di sfruttare i residui della depurazione per la produzione di energia tramite i biodigestori anaerobici. Il progetto di CAP Evolution prevede la realizzazione di una nuova sezione, specificamente dedicata al trattamento di 104.000 tonnellate all’anno di rifiuti liquidi, che saranno trattati sempre attraverso i biodigestori già esistenti, e un’altra sezione per il trattamento di 3.000 tonnellate l’anno di rifiuti alimentari confezionati, per un totale autorizzato di 107.000 tonnellate l’anno.

    Il potenziamento dell’impianto consentirà di incrementare sensibilmente la produzione di biogas, che sarà destinato a sostenere i consumi dell’impianto, in ottica di economia circolare. L’intero progetto mira a migliorare ulteriormente l’efficienza dell’impianto e a contenere i consumi energetici.

    Il conferimento dell’AIA arriva a seguito di una attenta valutazione, da parte delle autorità competenti, di tutti gli impatti derivanti dall’esercizio autorizzato in ogni ambito: dal suolo alle acque, dall’atmosfera alla salute. Il procedimento prevede il coinvolgimento di tutti gli stakeholder del territorio, l’applicazione delle Best Available Techniques (BAT) e un piano di monitoraggio e controllo ambientale per individuare tempestivamente eventuali criticità per la tutela della salute pubblica.

  • Da luglio i passaporti si fanno negli Uffici Postali

    Da luglio i passaporti si fanno negli Uffici Postali

    A partire dal mese di luglio il servizio di richiesta e rinnovo passaporti sara’ disponibile in tutti gli uffici postali d’Italia. Lo ha annunciato il Direttore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco al termine di un incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sull’avanzamento del progetto Polis di Poste Italiane. “La grande novita’ e’ che da luglio, conclusi i necessari passaggi normativi – ha dichiarato il Direttore Generale – questo servizio interessera’ progressivamente gli Uffici Postali di tutta Italia, senza distinzioni tra piccoli e grandi centri”.

    Polis, ha aggiunto Lasco, “procede spedito, ad oggi abbiamo gia’ avviato 2400 interventi e completato oltre 1500 Uffici Postali in tutt’Italia. Su indicazione del Ministero dell’Interno ci siamo fatti parte attiva per l’estensione del servizio di richiesta dei passaporti a supporto delle Questure e dei Commissariati, dallo scorso marzo abbiamo registrato piu’ di 350 richieste sui 31 uffici postali in cui il servizio e’ attivo ed entro fine mese saranno gia’ operativi oltre 130 uffici postali. Mi piace ricordare che oltre l’80 per cento dei cittadini ha richiesto la consegna a casa del passaporto tramite Poste Italiane, con un risparmio di tempo e spostamenti importanti anche e soprattutto per l’ambiente”.

  • 33 milioni di italiani comprano on line

    33 milioni di italiani comprano on line

    Sono 33,7 milioni gli italiani che fanno acquisti online. Ma la rete influenza sempre più anche gli acquisti in negozio. Oltre un terzo delle decisioni di acquisto offline (38,9%) sono influenzate da touchpoint digitali, soprattutto quando si tratta di smartphone (95,5%), di elettronica (76,5%), elettrodomestici (76%), attrezzatura sportiva (69,6%), food delivery (60%), ma anche arredamento e casalinghi (55%) e giocattoli (53,3%) si scelgono prima attraverso la rete.

    Cerchiamo quel che vorremmo affidandoci agli algoritmi dei motori di ricerca, per il 55,9% degli italiani, ma anche consultando prima il sito o l’app del brand che vorremmo, per il 50,4%, o le recensioni dei prodotti, che ammette di guardare il 48,2%. Pesano meno i social, per il 31,7% e ancor meno i consigli in negozio, 24,9%.Una quota di quel che compriamo torna al mittente: la quota media dei resi nel primo trimestre del 2024 è stata pari al 5,9% del totale delle oltre 180mila spedizioni, con valori massimi per i settori del Fashion (11,3%) e dell’Informatica ed Elettronica (7,9%). La maggior parte degli acquisti online (62,9%) passa per gli eRetailer, secondo la fotografia scattata dall’indagine annuale Netcomm, ovvero i merchant nati online; seguono i siti dei produttori (18,6%); i retailer tradizionali (12,2%); marginali sono le vendite private e coupon che valgono rispettivamente l’1,1% e lo 0,2% degli acquisti online.

  • Il ‘Poli’: Milano prima smart city d’Italia

    Il ‘Poli’: Milano prima smart city d’Italia

    Carenza di personale (52%), la mancanza di risorse economiche (48%) e di competenze interne ai comuni (47%). Sono questi i principali ostacoli al decollo delle smart city italiane, secondo l’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano. Un mercato che nel 2023 ha toccato la soglia record i un miliardo di euro, ma rallenta e rischia di restare indietro in Europa.

    Al contrario, le città Smart sono percepite dai loro abitanti come più sostenibili (50% vs 36% di chi abita in città non considerate smart), inclusive (50% vs 32%), innovative (49% vs 25%) ed efficienti (49% vs 34%). Una partita che vince Milano, incoronata da un sondaggio doxa come la città più smart d’Italia, seguita sul podio da Bolzano e Trento.“Il futuro dei centri urbani intelligenti passerà da due trend. Da una parte, la volontà di collaborare tra comuni per creare un ecosistema intelligente più ampio in un’ottica di Smart Land, un approccio ancora poco diffuso (23%), ma prospettato dal 59% di coloro che hanno sviluppato progetti.

    La seconda tendenza riguarda l’Intelligenza Artificiale. Circa un comune su 3 intende lavorare nel prossimo futuro utilizzando l’AI a supporto dei propri processi e delle proprie decisioni”, spiega Matteo Risi, direttore dell’Osservatorio Smart City. Ma a frenare sono le competenze. Solo il 23% dei comuni italiani le possiede all’interno del proprio organico, il 21% si affida a esperti esterni, mentre il 56% non ha alcun tipo di competenza né interna né esterna, una percentuale che sale al 69% nei comuni di piccola dimensione. Lacune che, rileva l’indagine, riguardano in gran parte proprio l’uso di tecnologie innovative (67%).