Categoria: Innovazione

  • Icefor punta alla terza generazione per la produzione di prodotti attenti all’ambiente

    Icefor punta alla terza generazione per la produzione di prodotti attenti all’ambiente

    Nel mese di novembre hanno distribuito ai bambini nelle scuole di Magenta e Corbetta materiale igienizzante, segno dell’attenzione che l’azienda ha nei confronti dei più piccoli e dell’ambiente. Icefor, da oltre 45 anni nella produzione di detergenti, detersivi, emulsioni, cere e disinfettanti di alta qualità destinati all’igiene sia in ambito professionale che domestico, forte dei riconoscimenti ricevuti anche quest’anno, chiude il 2023 guardando al futuro, coinvolgendo sempre più la nuova generazione.
    La vicepresidente Daniela Antoniuzzi, ospite del TG Imprese di TN, spiega anche quanto la ricerca supporti il perseguimento degli obiettivi aziendali.

  • Internet, l’Agcom fissa i parametri minimi per la banda larga

    Internet, l’Agcom fissa i parametri minimi per la banda larga

    L’Autorità per le comunicazioni ha approvato la definizione del servizio di accesso adeguato a internet a banda larga necessario per la partecipazione sociale ed economica alla società.
    Il provvedimento fissa a 20 Mbps la velocità nominale in download per un servizio di accesso adeguato a internet a banda larga.

    La velocità di connessione è stata definita, spiega una nota, tenendo conto delle circostanze nazionali, dei requisiti di qualità e dei requisiti tecnici necessari per supportare l’insieme minimo di servizi elencati all’Allegato 5 al Codice (tra cui servizi di base dell’amministrazione digitale, e-commerce, social media e servizi di videochiamata).

    La disponibilità di un servizio universale di accesso a internet a banda larga di tale velocità, in postazione fissa, dovrà essere garantita da almeno un operatore, su tutto il territorio nazionale, come previsto dall’articolo 94, comma 1, del Codice delle comunicazioni elettroniche.

    L’Autorità vigilerà sull’evoluzione e sul livello dei prezzi al dettaglio dei servizi di cui all’articolo 94, comma 1, praticati sul mercato, in particolare in relazione ai prezzi nazionali e ai redditi dei consumatori.

    L’Autorità adotterà, pertanto, misure per garantire l’accessibilità dei prezzi al dettaglio del servizio universale ai consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari, ai sensi dell’articolo 95, comma 2, del Codice.

    L’Autorità provvederà, inoltre, affinché le condizioni alle quali le imprese forniscono le opzioni o formule tariffarie siano pienamente trasparenti e siano pubblicate ed applicate nel rispetto del principio di non discriminazione, come disposto dall’articolo 95, comma 3, del Codice.

  • Pavia, nasce Chips.it: la città diventa capitale dei semiconduttori

    Pavia, nasce Chips.it: la città diventa capitale dei semiconduttori

    E’ nata ufficialmente a Pavia via la Fondazione Chips.IT, centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttori. La fondazione è un tassello fondamentale della nuova strategia italiana per la microelettronica, rafforzando in particolare il comparto del design di microchip, che coordinerà attività di ricerca e design con attori pubblici e privati, mettendo a disposizione attrezzature e software di ultima generazione. Svolgerà inoltre il ruolo di Competence Centre, aiutando a formare nuove generazioni di talenti nel settore. La scelta di sede a Pavia riflette la posizione della città al centro di un emergente ecosistema di aziende di semiconduttori e di eccellenze accademiche nella filiera. Il settore privato avrà un ruolo fondamentale nelle attività della fondazione, collaborando tramite partenariati di diversi tipi. Le aziende che hanno comunicato, ad oggi, il loro interesse a partecipare alle attività della fondazione includono Analog Devices, Infineon, Intel, Inventvm, Nxp, Psmc, Sony e STMicroelectronics.

    “E’ un giorno importante per la microelettronica italiana. La nascita della fondazione è il risultato di un lavoro iniziato anni fa e oggi, con orgoglio, abbiamo l’obiettivo di rendere questo Centro un veicolo per cogliere le opportunità del pilastro del Chips act europeo dedicato allo sviluppo e al trasferimento tecnologico”, spiega il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. “La nascita della Fondazione Chips.IT – aggiunge il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – è una tappa fondamentale in una più ampia strategia nazionale nel settore dei semiconduttori, strategico per l’economia italiana sia in chiave nazionale sia in chiave geopolitica, che ha visto l’Italia tra i primi Paesi europei a dare applicazione al Chips Act Europeo. Vogliamo supportare le imprese italiane e attrarre investimenti dall’estero nel nostro Paese, che sta realizzando sempre più un importante ecosistema nel comparto”, conclude Urso.

    “Quella della microelettronica è una rivoluzione in atto in cui l’Italia è già leader mondiale. Si tratta ora di sostenere e di rafforzare questo primato. Solo grazie alle competenze delle persone a alla sinergia tra università, centri di ricerca e imprese potremo accompagnare al meglio il processo. Il Governo vuole agevolare la creazione di questo ecosistema di cui Pavia sarà il centro e motivo d’attrazione per i tanti ricercatori italiani o stranieri in giro per il mondo. Un hub competitivo nelle sfide più avanzate”, conclude il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, presente come i suoi due colleghi di governo all’inaugurazione della Fondazione nell’aula magna dell’Università di Pavia.

  • Startup, 72 milioni dalla Lombardia: parte il fondo da 40 milioni di euro

    Startup, 72 milioni dalla Lombardia: parte il fondo da 40 milioni di euro

    Regione Lombardia presenta un pacchetto da 72 milioni di euro per le startup con sede operativa sul territorio, con 40 milioni destinati al fondo di venture capital ‘Lombardia Venture’ che diventa operativo dal 2024.

    “Vogliamo supportare le idee innovative che possono essere applicate alle filiere esistenti per accelerare l’innovazione”, ha detto l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, in conferenza stampa a Palazzo Lombardia.

    Lombardia Venture investirà in startup attraverso partnership con tre investitori istituzionali: 360 Capital, United Ventures e Indaco Sgr. L’investimento della Regione attraverso il suo fondo sarà in un rapporto di co-investimento massimo del 50%, fino a una soglia limite di 5milioni di euro. Il periodo di investimento si concluderà nel 2028 e le risorse inizieranno ad arrivare alle startup “dal 2024”, ha assicurato Guidesi.

    “Lombardia Venture potrà diventare strutturale e si potrà aumentare la dotazione”, se la reazione del mercato dovesse essere positiva. “Siamo disposti a farlo valutando i risultati che avremo”, ha aggiunto Guidesi.

    Gli investitori istituzionali partner agiranno con la Regione attraverso tre distinti fondi: 360 Capital Italia Sicaf da 60 milioni di euro con focus su deeptech e software; United Ventures III da 150 milioni che punta su climate tech e digitalizzazione sostenibile; Indaco Ventures I da 134 milioni per le startup del life science, cleantech ed elettronica.

  • Dal 2024 Prime Air in Italia: le consegne arriveranno coi droni.. Il futuro è arrivato

    Dal 2024 Prime Air in Italia: le consegne arriveranno coi droni.. Il futuro è arrivato

    In occasione dell’evento Delivering the Futuretenutosi a Seattle, Amazon ha annunciato che le consegne commerciali con i droni varcheranno per la prima volta i confini degli Stati Uniti per raggiungere l’Italia. Così Amazon in una nota.“Siamo entusiasti di annunciare l’espansione delle attività di consegna Prime Air a livello internazionale, per la prima volta al di fuori degli Stati Uniti come prova del nostro continuo impegno a innovare per i clienti. Da quasi un anno consegniamo pacchi utilizzando i droni in California e nel Texas. Abbiamo creato un servizio di consegna sicuro e affidabile lavorando a stretto contatto con le autorità di regolamentazione e le comunità. Porteremo avanti queste collaborazioni anche in futuro per continuare a soddisfare le esigenze dei nostri clienti e delle comunità in cui operiamo”, ha commentato David Carbon, Vice presidente di Prime Air. L’arrivo di Prime Air in Italia è l’ennesima dimostrazione dell’impegno di Amazon nel continuare a investire nel Paese, dove l’azienda ha creato più di 18.000 posti di lavoro a tempo indeterminato in oltre 60 sedi.

    “Quando abbiamo avviato il programma di consegna Amazon Prime, è stato considerato rivoluzionario. Far arrivare i pacchi alle persone dove li richiedevano, in pochi giorni, era emozionantee nuovo allo stesso tempo. Da allora, abbiamo sviluppato nuove tecnologie e sostenutoinvestimenti nella nostra rete logistica che ci hanno aiutato a far arrivare i pacchi ai clienti in due giorni, un giorno e persino nello stesso giorno. Stiamo lavorando con le autorità competenti affinchè le consegne via drone di Amazon possano essere effettuate in Italia a partire dalla fine del 2024”, ha dichiarato Lorenzo Barbo, Amministratore delegato di Amazon Italia Logistica.

    “Il futuro è già arrivato, anche in Italia. Essere stati scelti da un player mondiale quale Amazon, è un’ulteriore conferma della strategia portata avanti con caparbietà dall’Enac, autorità nazionale dell’aviazione civile, per includere nel settore aereo la spinta innovativa della mobilità aerea avanzata creando un ecosistema nazionale favorevole allo sviluppo in sicurezza di nuovi servizi. Grazie alle tecnologie emergenti investiamo in risorse, ricerca, energie e giovani, per garantire il futuro smart e sostenibile che è già dietro l’angolo.Lavoriamo sulla base di un inedito protocollo di collaborazione che coinvolge, oltre Amazon, anche l’EASA, l’agenzia europea perla sicurezza aerea, in coordinamento con le autorità governative, per favorire uno scenario regolamentare e tecnico per l’avvio delle operazioni commerciali di trasporto merci con droni. L’esperienza maturata dall’Italia sarà ispirazione e supporto per leoperazioni in sicurezza nel resto dell’Europa. Un importante riconoscimento per la nazione, per l’Enac e per la professionalità dei propri tecnici che con questa prestigiosa collaborazione potranno valorizzare ulteriormente le capacità del sistema Paese per rispondere ai bisogni della società moderna” ha dichiarato Pierluigi Di Palma, Presidente Enac.

  • Sta per arrivare la ‘Super intelligenza artificiale’. Sostituirà l’uomo?

    Sta per arrivare la ‘Super intelligenza artificiale’. Sostituirà l’uomo?

    MONDO – Si chiama “Agi”, ossia ‘artificial general intelligence’ ed è il prossimo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Ne hanno parlato molti manager ed esperti e, di recente, è tornato sul tema anche Masayoshi Son, l’amministratore delegato di SoftBank.

    La holding finanziaria multinazionale giapponese, tra le diverse attività, si occupa anche dello sviluppo di semiconduttori per l’IA. Intervenendo alla conferenza SoftBank World, Son ha affermato che l’Agi arriverà entro dieci anni e sarà almeno dieci volte più intelligente della somma totale di tutta l’intelligenza umana.
    “È sbagliato affermare che l’intelligenza artificiale non possa essere più intelligente degli esseri umani poiché è creata dagli esseri umani” riporta Reuters. “Al momento impara da sola, si allena sui dati e si corregge, se necessario, proprio come fa l’uomo”.

    Il manager ha introdotto l’idea di una “Super Intelligenza Artificiale” che, secondo il suo parere, potrebbe essere sviluppata in 20 anni e andare oltre quella umana con un fattore superiore di 10.000. Masayoshi Son non è nuovo a previsioni sul futuro della tecnologia. Negli anni ’90 aveva ipotizzato il successo di internet in mobilità, attraverso i telefoni cellulari. In calce alla conferenza SoftBank World, Son ha invitato le aziende giapponesi a “svegliarsi”, sostenendo che il mercato nazionale è rimasto molto indietro sui temi dell’IA, ribadendo la fiducia in colossi come il progettista di semiconduttori Arm, che “può essere il fulcro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale”.

    SoftBank, nell’estate del 2016, aveva acquisito proprio Arm Holdings, gruppo britannico specializzato nella produzione di chip, per un totale di 31 miliardi di dollari.

  • Imprese: Confcommercio, il terziario crede all’intelligenza artificiale, il 28 per cento la usa già

    Imprese: Confcommercio, il terziario crede all’intelligenza artificiale, il 28 per cento la usa già

    MILANO – Il 45 per cento delle imprese usa l’IA per generare contenuti sul web, il 18 per cento per analisi previsionali, il 16 per cento per la pubblicita’ online, il 15 per cento utilizza Chatbot (software che simulano una conversazione con un essere umano), il 6 per cento usa l’intelligenza artificiale per campagne di email marketing.

    L’IA aiuta nell’efficienza/velocita’ (45 per cento), nel risparmio di tempo e di denaro (35 per cento), ma anche nel miglioramento della qualita’ del lavoro (20 per cento). Frena l’adozione di soluzioni d’intelligenza artificiale soprattutto la mancanza di competenze (51 per cento), ma ci sono anche dubbi sull’affidabilita’ (30 per cento). Le preoccupazioni etiche vengono indicate dal 27 per cento delle imprese; la mancanza di tempo per implementare le soluzioni di IA e i costi rispettivamente dal 21 e 19 per cento. Il 48 per cento delle imprese prevede di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale, il 52 per cento no. Il 55 per cento li effettuera’ (in particolare entro il 10 per cento del fatturato per il 29 per cento, dal 10 al 30 per cento per il 17 per cento).
    Il 45 per cento non prevede di farne. Per il 62 per cento l’IA fara’ perdere posti di lavoro, ma il 61 per cento ritiene che si creeranno nuove professioni. La minaccia per la privacy e’ segnalata dal 62 per cento dei rispondenti. “L’intelligenza artificiale e’ un progresso inevitabile.
    Se ben utilizzata e soprattutto se sviluppata con regole chiare e normative globali che ne garantiscano limiti etici, di attenzione al lavoro e di tutela della privacy, e’ una grande opportunita’ per molti settori – dichiara Marco Barbieri, segretario generale Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza – Sfruttare l’IA per creare tool e strategie che si integrino con processi aziendali gia’ esistenti, puo’ diventare una leva decisiva per il successo di un’azienda e un vantaggio competitivo sui mercati internazionali. Per questo motivo e’ fondamentale fornire agli imprenditori le competenze e il know how necessari per poter cogliere e sfruttare efficacemente questo strumento che rivoluzionera’ il futuro”.

    Il 28 per cento delle imprese utilizza gia’ strumenti di intelligenza artificiale (IA) e il 54 per cento ritiene nel complesso importante adottare soluzioni di intelligenza artificiale per il proprio business. Emerge dall’indagine di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza (dati elaborati dall’Ufficio Studi) con le risposte di 505 imprese del terziario (per il 94 per cento fino a 50 addetti, il 4 per cento fino a 249, il 2 per cento con piu’ di 250 addetti) in prevalenza nei servizi alle imprese (22 per cento) e nel commercio al dettaglio non alimentare (22 per cento).

    Nel complesso l’informazione su questo tema e’ insufficiente: la maggioranza, 52 per cento, si ritiene poco informata (per nulla solo l’8 per cento); il 39 per cento abbastanza informata, il 9 per cento molto informata. Nell’atteggiamento delle imprese sull’espansione dell’utilizzo dell’IA, prevale l’ottimismo (54 per cento). Le affermazioni maggiormente condivise dagli operatori riguardo all’intelligenza artificiale sono: un progresso inevitabile (81 per cento); dara’ supporto ai compiti ripetitivi (79 per cento); fara’ risparmiare tempo, comportera’ piu’ efficienza (78 per cento); consentira’ alle imprese di ottimizzare i propri investimenti. L’utilizzo gia’ in corso degli strumenti d’intelligenza artificiale (28 per cento) riguarda soprattutto le attivita’ di servizi alle imprese (58 per cento). E il 54 per cento del totale delle imprese (20 per cento molto, 34

  • Intelligenza Artificiale: arriva la nuova unità di Brembo Solutions

    Brembo entra nel campo dell’intelligenza artificiale con una nuova unità Brembo Solutions che offre alle imprese, non solo quelle del settore automotive, soluzioni digitali per favorire l’adozione di processi più agili e innovativi.

    LOMBARDIA – “Brembo Solutions rappresenta un altro importante pezzo del puzzle della nostra strategia, che ci vede diventare un solution provider anche al di fuori del nostro settore di riferimento – spiega Daniele Schillaci, amministratore delegato di Brembo – Abbiamo deciso di rispondere a un’evidente esigenza sul mercato, mettendo a disposizione di tutte le imprese che vogliono migliorare la loro efficienza e competitività l’esperienza di Brembo nell’innovazione digitale”.
    Brembo Solutions sviluppa soluzioni su misura per imprese di diversi settori, dal tessile all’alimentare dal siderurgico alla grande distribuzione, alla moda con un approccio che il gruppo definisce ‘AI Doing’, ovvero “applicazioni avanzate di intelligenza artificiale per garantire la massima qualità dei prodotti e aumentare l’efficienza produttiva, oltre che lo sviluppo di modelli, basati su metodologie di data science, per favorire decisioni data-driven”.

  • L’Intelligenza Artificiale, tra rischi e opportunità.  A cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    L’Intelligenza Artificiale, tra rischi e opportunità. A cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    Nel corso della storia umana, abbiamo assistito a innumerevoli scoperte e invenzioni che hanno cambiato il modo in cui viviamo e interagiamo con il mondo che ci circonda. Alcune di queste tecnologie, come il fuoco, sono state “rubate” alla natura, mentre altre sono il frutto dell’ingegno e della creatività umana. Tra queste ultime, l’intelligenza artificiale (IA) occupa un posto speciale, in quanto è stata creata interamente dall’uomo, senza alcun intervento della natura.

    L’intelligenza artificiale ha affascinato e ispirato scienziati e pensatori sin dai suoi albori. Il matematico e logico Alan Turing, che viene dai più considerato come il “padre” dell’intelligenza artificiale, ha posto le basi per l’IA moderna con il suo celebre test di Turing. In un articolo del 1950, “Computing Machinery and Intelligence”, Turing si chiedeva: “È possibile per le macchine pensare?”. Oggi, l’intelligenza artificiale ha superato la semplice capacità di “pensare” in termini meccanici, evolvendosi in un campo di ricerca e sviluppo estremamente avanzato e promettente.
    Questo rapido evolversi della tecnologia ha stimolato un dibattito globale che viene portato avanti oramai da decenni e che ha coinvolto molti dei grandi scienziati e innovatori come Stephen Hawking ed Elon Musk (foto sotto), che, anche recentemente, hanno espresso le loro opinioni e preoccupazioni riguardo all’IA.

    Hawking ha affermato che “l’IA potrebbe essere la migliore o la peggiore cosa che sia mai accaduta all’umanità. Dobbiamo essere consapevoli dei pericoli e garantire che l’IA sia utilizzata a beneficio di tutti”.
    Anche Elon Musk ha espresso la sua cautela riguardo all’intelligenza artificiale, sottolineando che “dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che il futuro dell’IA sia positivo e benefico per l’umanità”.
    Queste parole sottolineano l’importanza di considerare non solo le potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche le sfide e i rischi ad essa associati.
    Con la rapida evoluzione dell’IA e le sue applicazioni in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, è fondamentale – ad esempio – che ci impegniamo a sviluppare un quadro etico e responsabile per guidare il progresso dell’intelligenza artificiale ed un framework normativo chiaro che garantisca che lo strumento tecnologico sia utilizzato a beneficio dell’umanità nel suo insieme.
    La quantità di volte in cui un cittadino si relaziona ad un’intelligenza artificiale su base quotidiana – dalla ricerca su Google all’applicazione dei filtri alle storie di Instagram passando dall’utilizzo dei navigatori – è, infatti, altissima e spesso nel farlo non se ne rende nemmeno conto. Se proiettate, poi, in un futuro ormai prossimo queste applicazioni sono ancora più interessanti e disruptive.
    Prendiamo ad esempio il settore sanitario. In un recente spot televisivo, TIM mostra il prof. Musumeci, noto cardiochirurgo seduto in prima fila durante il matrimonio della figlia che viene chiamato a intervenire in una operazione importante. Senza scomporsi e senza lasciare la cerimonia, il chirurgo si apparta, svolge la parte centrale dell’operazione e torna a sedere al suo posto, in tempo per sentire le promesse solenni. Questa suggestione, sembra una proiezione di un futuro lontano, ma non lo è. Già oggi, infatti, l’IA ha rivoluzionato l’approccio alla diagnosi e al trattamento delle malattie.
    L’uso di algoritmi sofisticati per analizzare enormi quantità di dati ha, infatti, permesso di identificare schemi e correlazioni deboli che sfuggivano agli occhi umani e, grazie a queste scoperte, siamo stati in grado di sviluppare nuove terapie personalizzate, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita di milioni di persone.
    Un altro esempio significativo è legato all’industria.

    La capacità di interpretare in poco tempo tantissimi dati insieme alla connettività e all’automazione consente di superare lo storico trade-off tra mass-production e personalization e abilita un business model nuovo che consente la mass-personalization per cui è possibile offrire in massa a tutti i consumatori un servizio ritagliato sulle loro esigenze e in cui la domanda è opportunamente prevista consentendo minori tempi di consegna e minori sprechi.
    Tuttavia, nonostante le molte applicazioni e opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, è importante non sottovalutare i rischi ad essa associati. Questi includono la minaccia alla privacy, la rivoluzione del mercato del lavoro con possibili effetti sull’occupazione causata dall’automazione e le potenziali conseguenze di disallineamento tra l’IA e gli obbiettivi che l’umanità si propone.
    Il filosofo e matematico Bertrand Russell, già nel XX secolo, affermava che “ogni aumento del sapere può essere un aumento del potere, ma è anche, inevitabilmente, un aumento della possibilità di danno”. Questa riflessione può essere applicata anche all’IA, poiché questa, come tutte le altre rivoluzioni tecnologiche, può avere sia effetti positivi che negativi sulla società. È nostro dovere come individui e come collettività affrontare questi rischi e lavorare per garantire che l’intelligenza artificiale sia sviluppata e utilizzata in modo etico e responsabile.
    Tra gli strumenti che abbiamo c’è quello dell’opportuna informazione e della diffusione sistematica della data- e digital- literacy che, per chi scrive, è una passione e una missione.

    Contributo a cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    Carlo Nardello
    E’ nato a Roma nel 1964, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio nel 1988 presso la LUISS.

    Oggi è Adj. Professor presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

    Roberto Marseglia

    Si laurea in ingegneria informatica presso l’Università degli Studi di Pavia con lode. Consegue il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia. Durante il dottorato passa un anno di ricerca presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Successivamente lavora per un anno come Visiting Scholar presso UC Berkeley. Rientrato in Italia lavora circa tre anni presso The CMC Labs. Oggi è CEO di Daat Consulting e CEO di Sphaera e assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia. Appassionato di tecnologia e innovazione, è Certified Innovation Manager del MISE. È Junior Fellow di Aspen Istitute Italia ed è stato selezionato per il Future Leaders Program di ISPI. È operativo presso la sede di Milano.

  • Consumi. Vola l’E-Commerce. Acquisti on line in Italia a quota 54 miliardi di euro (+13%)

    L’Indagine a firma dell’Osservatorio B2C Netcomm – School of Management del Politecnico

    MILANO – Nel 2023 gli acquisti online degli italiani potrebbero crescere del +13% e raggiungere i 54 miliardi di euro. I Prodotti segnano un +8% rispetto al 2022 e a fine anno varranno 35,2 miliardi, mentre i Servizi toccheranno quota 18,8 miliardi (+22%). Nei prodotti, dopo il rallentamento generalizzato della crescita nel 2022, sono l’Abbigliamento, il Beauty e l’Informatica i comparti oggi più dinamici (con incrementi di circa il +10%), mentre frena la progressione del Food & Grocery (+1% rispetto a dodici mesi fa). Tra i servizi, continua la crescita del settore Turismo e Trasporti (+27% rispetto al 2022) e Ticketing per eventi.
    Quanto alla penetrazione dell’online sul totale acquisti Retail è pari al 12%, stabile rispetto al 2022. E’ lo scenario che emerge dai dati aggiornati sul mercato eCommerce in Italia, secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, che è stata presentata questa mattina in occasione della plenaria di apertura delle 18ma edizione del Netcomm Forum, evento che analizza temi dell’evoluzione dell’eCommerce, del digital retail e della business innovation a livello nazionale e globale e che quest’anno è dedicato a ‘The Extended Retail: dai Metaversi allo Space Commerce’.
    Sebbene non sia prevista una crescita nel 2023 del numero degli acquirenti online, stabilizzatosi intorno ai 33 milioni, il trend di crescita degli ultimi 10 anni porta ad interpretare questo dato più come un riassorbimento del boom della pandemia che come un arresto nel percorso di digitalizzazione dei consumatori in Italia.

    Inoltre, negli ultimi tre anni, la crescita degli acquirenti online abituali (persone che acquistano in media almeno una volta al mese) è stata 5,5 volte quella degli sporadici (persone che dichiarano meno di tre acquisti nel trimestre): gli abituali hanno raggiunto quest’anno 24,4 milioni, a testimonianza del fatto che l’eCommerce è ormai entrato nelle abitudini di acquisto dei consumatori italiani. Gli abituali, effettuando il 90% delle transazioni online e con scontrini di valore generalmente superiore alla media, generano la maggior parte del valore totale degli acquisti online (93%).
    Mentre nelle prime fasi dell’avvento dell’eCommerce l’età media degli acquirenti era di 36 anni, oggi si è notevolmente alzata (46 anni in media) e la quota degli acquirenti nei grandi centri urbani si è attenuata: in poche parole, il profilo degli acquirenti online si sta progressivamente avvicinando a quello dell’intera popolazione. ”Gli acquisti eCommerce degli italiani registrano un trend di crescita a doppia cifra anche nel 2023. In particolare l’eCommerce di prodotto, nonostante sia ormai percepito come centrale e indispensabile per lo sviluppo futuro del Retail, sta affrontando diverse sfide, come le tensioni tra innovazione e sostenibilità (economica, sociale e ambientale) e la scarsità di risorse e competenze, logistiche e non solo” osserva Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano.
    Per Roberto Liscia, Presidente di Netcomm “da una parte, l’inflazione ha generato un’attenzione crescente per il prezzo da parte dei consumatori, mentre il reshoring e la ridefinizione della produzione hanno ridotto i margini delle filiere tecnologiche e dell’eCommerce. Intelligenza Artificiale, Blockchain, Realtà Aumentata, Metaversi e NFT stanno aprendo nuovi orizzonti e potenzialità nell’Extended Retail, ma portano con sé anche nuove sfide che le imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, non possono affrontare da sole. Per questo, è essenziale che il Governo, anche attraverso il Pnrr, sostenga questa evoluzione 4.0 del settore, si faccia carico della formazione digitale e supporti l’aggregazione delle Pmi in consorzi per aiutarle a diventare competitive anche a livello internazionale. La valorizzazione del Made in Italy passa anche da questo”.