Categoria: Tecnologia

  • In Lombardia l’intelligenza artificiale vale 120 milioni di euro

    In Lombardia l’intelligenza artificiale vale 120 milioni di euro

    MILANO Nel 2022 il mercato dell’Intelligenza artificiale in Lombardia ha superato i 120 milioni, con una prospettiva di crescita fino a 205 milioni nel 2024, mentre il mercato digitale della regione ha superato i 19 miliardi nel 2022, con una crescita del 4% rispetto al 2021.

    Lo affermano dati della Piccola industria Confindustria Brescia, del Comitato Piccola industria Confindustria Bergamo e del Comitato Piccola industria Confindustria Mantova emersi durante il ciclo di incontri ‘Intelligenza artificiale e PMI: esperienze da un futuro presente’, organizzato da Piccola industria Confindustria e Anitec-Assinform. Secondo la ricerca la Lombardia mantiene saldo il suo primato sul volume del mercato digitale tra le regioni italiane: la percentuale di imprese lombarde con almeno un livello base di digitalizzazione è cresciuta attestandosi al 74,7% nel 2022 rispetto al 68,3% del 2021, con un incremento di oltre 6 punti percentuali.

    Ancora poche le imprese italiane che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale ma il mercato è in forte sviluppo: la percentuale delle piccole imprese italiane si attesta oggi al 5,3, contro il 24,3% delle grandi imprese, anche se gli ultimi dati Istat disponibili si riferiscono al ‘lontano’ 2021

  • Tutti pazzi per il nuovo iPhone 15: in coda dalle 7 a in piazza Liberty a Milano (costa fino a 2mila euro…)

    Tutti pazzi per il nuovo iPhone 15: in coda dalle 7 a in piazza Liberty a Milano (costa fino a 2mila euro…)

    MILANO – Si sono messi in coda dalle 7 di questa mattina e c’è anche qualche temerario che ha passato la notte in piazza Liberty a Milano per accertarsi di essere il primo a entrare all’Apple Store. Tutto questo per accaparrarsi il prima possibile i nuovi modelli di iPhone 15 o l’ultimo smart watch di Apple che da oggi sono disponibili in Italia.

    La coda, come ha raccontato una commessa dello store, è iniziata presto al mattino, verso le 7 e “c’è qualcuno, anche se pochi, che hanno passato la notte qui – ha raccontato -, come quella ragazza” che si è portata una sedia pieghevole da campeggio da casa per stare più comoda. Il negozio ha aperto le porte alle 8 e piano piano i giovani sono entrati per acquistare l’ultimo gioiello tecnologico di casa Apple. “Sono arrivato qui alle 8 – ha spiegato Massimiliano – perché è sempre un’emozione essere tra i primi ad avere queste novità tecnologiche”.

    LE CARATTERISTICHE
    Quattro modelli, nove colorazioni in totale: iPhone 15 è qui. L’attesa è finita e da oggi, venerdì 22 settembre, è finalmente possibile allungare le mani sul melafonino di nuova generazione, anche nella sua variante Pro. Chi ha effettuato il preordine lo sta ricevendo direttamente a casa in queste ore, tutti gli altri lo possono acquistare anche su Amazon con disponibilità immediata e spedizione gratuita in un giorno.

    Alcune delle versioni proposte da Apple sono andate letteralmente a ruba, costringendo ad attese di settimane o addirittura mesi per poterle avere. Ecco perché il consiglio, per chi è interessato a comprarlo, è di non perdere tempo e approfittare delle scorte ora a magazzino. Di seguito la carrellata completa con ogni taglio di memoria e tinta della scocca.

    iPhone 15
    128 GB a 979 euro: Nero, Blu, Verde, Giallo e Rosa;
    256 GB a 1.109 euro: Nero, Blu, Verde, Giallo e Rosa;
    512 GB a 1.359 euro: Nero, Blu, Verde, Giallo e Rosa.

    iPhone 15 Plus
    128 GB a 1.129 euro: Nero, Blu, Verde, Giallo e Rosa;
    256 GB a 1.259 euro Nero, Blu, Verde, Giallo e Rosa;
    512 GB a 1.509 euro: Nero, Blu, Verde, Giallo e Rosa.
    Le colorazioni di iPhone 15

    iPhone 15 Pro
    128 GB a 1.239 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale;
    256 GB a 1.369 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale;
    512 GB a 1.619 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale;
    1 TB a 1.869 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale.

    iPhone 15 Pro Max
    256 GB a 1.489 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale;
    512 GB a 1.739 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale;
    1 TB a 1.989 euro: Titanio nero, Titanio bianco, Titanio blu, Titanio naturale.

  • Pay Tv, ma quanto mi costi.. Dazn e Netflix, aumenti del 33%

    Pay Tv, ma quanto mi costi.. Dazn e Netflix, aumenti del 33%

    In un mondo sempre più digitale, l’accesso ai contenuti di intrattenimento online è diventato una parte integrante della vita quotidiana di molti. Ma attenzione, perché il costo per tali servizi sta crescendo. Dall’Italia agli Stati Uniti, i giganti del settore come Netflix, Amazon Prime e Apple TV+ hanno rivisto al rialzo le loro tariffe. Ecco un’analisi dettagliata di queste variazioni e di ciò che potrebbero significare per i consumatori.

    La mappa degli aumenti in Italia e negli USA
    Prima di tutto, è importante fare un bilancio della situazione. In Italia, il costo per i servizi di streaming è in aumento su vari fronti:

    Servizio

    Prezzo Precedente (€)

    Nuovo Prezzo (€)

    Netflix

    11,99 – 15,99

    12,99 – 17,99

    Amazon

    3,99 – 36,00

    4,99 – 49,90

    Apple TV+

    4,99

    6,99

    Disney+

    8,99

    11,99

    Dazn

    29,99 – 39,99

    40,99 – 55,99

    Spotify

    9,99

    10,99

    Ad esempio, Netflix ha portato la sua tariffa mensile standard da €11,99 a €12,99 e il piano premium da €15,99 a €17,99. Amazon Prime non è stata da meno, modificando il canone mensile da €3,99 a €4,99 e l’annuale da €36,00 a €49,90. Altri colossi come Apple TV+ e Disney+ hanno corretto le loro tariffe rispettivamente da €4,99 a €6,99 e da €8,99 a €11,99 mensili.

    Anche servizi come Dazn e Spotify hanno partecipato a questa tendenza, con il primo che ha aumentato il prezzo dell’abbonamento standard da €29,99 a €40,99 e il piano plus da €39,99 a €55,99, e il secondo che ha visto un modesto aumento da €9,99 a €10,99 al mese. Da non dimenticare YouTube, che potrebbe seguire il trend con una revisione al rialzo da €11,99 a €12,99 prevista per gennaio.

    Negli Stati Uniti, la situazione è simile. Un paniere di servizi di streaming negli USA dovrebbe costare circa $87 nell’autunno del 2023, in aumento dai $73 dell’anno precedente. YouTube Premium, ad esempio, ha già apportato un aumento portando il costo a $13,99 al mese.

    In generale, questa crescita tariffaria si traduce in un aumento medio del 33% nella spesa per i servizi di streaming in Italia rispetto all’anno precedente. È una variazione che non va sottovalutata.

    Perché gli aumenti e cosa possiamo aspettarci
    Ma da cosa sono motivati questi aumenti? Dopo un periodo di boom durante la pandemia, molte di queste aziende hanno registrato un decremento nel numero di iscritti e una flessione del loro valore in Borsa. Per compensare, hanno introdotto varie strategie, come l’interruzione della condivisione delle password, per attirare nuovi utenti. Alcune di queste iniziative hanno già sortito effetti; ad esempio, Netflix ha guadagnato 5,9 milioni di abbonati in più nel mondo nell’ultimo trimestre.

    Le aziende sostengono che gli utenti possono aspettarsi un miglioramento della qualità dei servizi offerti in cambio degli aumenti tariffari. Tuttavia, questo rimane un punto interrogativo, soprattutto alla luce dello sciopero record nell’industria cinematografica di Hollywood, che ha visto sceneggiatori e attori incrociare le braccia per oltre 100 giorni.

    Per chi cerca di contenere le spese e risparmiare, esistono opzioni alternative come:

    Abbonamenti supportati da pubblicità: Ad esempio, Netflix offre un piano a €5,49 mensili che include annunci pubblicitari.

    Sfruttare le offerte promozionali che alcune piattaforme o alcuni operatori telefonici (es. Vodafone e Netflix) offrono periodicamente.

    Valutare la condivisione degli account familiari, se permesso dal servizio.

    In conclusione, sebbene i nuovi prezzi possano essere un colpo al portafoglio per molti, è probabile che questa tendenza continui. È quindi fondamentale che i consumatori siano informati e considerino tutte le opzioni disponibili per trovare il piano di abbonamento più adatto alle loro esigenze.

    Fonte: https://internet-casa.com/news/caro-streaming-impennata-prezzi/

  • Cybersecurity: proteggere la tua tecnologia e i tuoi dati in un mondo connesso- di Francesco Carbone

    Cybersecurity: proteggere la tua tecnologia e i tuoi dati in un mondo connesso- di Francesco Carbone

    Nell’era moderna, la tecnologia è diventata una parte fondamentale delle nostre vite, dai dispositivi intelligenti nelle nostre case all’automazione industriale nelle imprese. Tuttavia, con il progresso tecnologico emergono anche minacce alla sicurezza e alla privacy.

    In questo articolo, esploreremo l’importanza della cybersecurity per i cittadini privati e gli imprenditori che operano nel settore dell’automazione industriale, della robotica ed energie rinnovabili. La Crescente Minaccia della Cybersecurity: L’aumento esponenziale delle minacce informatiche ci pone di fronte a sfide senza precedenti. Attacchi come phishing, malware e ransomware possono compromettere non solo la sicurezza dei nostri dispositivi, ma anche i nostri dati personali e la nostra privacy.

    hQuesti incidenti possono avere impatti devastanti sia per i cittadini che per le imprese. Benvenuti nell’era in cui le nostre case sono diventate oasi digitali, abitate da dispositivi intelligenti che rendono la vita più comoda ed efficiente. Tuttavia, con questa comodità arriva anche la responsabilità di preservare la sicurezza del nostro spazio digitale. Ecco alcuni consigli per proteggere la tua casa connessa da minacce informatiche: Aggiornamenti Regolari, mantenere il passo con la tecnologia come nel mondo reale, anche nell’universo digitale l’aggiornamento è fondamentale. I dispositivi e il software associato richiedono regolarmente aggiornamenti per rimanere al passo con le minacce emergenti e le vulnerabilità scoperte. Questi aggiornamenti non solo migliorano le funzionalità dei dispositivi, ma spesso includono correzioni per falle di sicurezza note. Ignorarli è come lasciare la porta di casa aperta alle intrusioni.

    Password Forti, la chiave per la sicurezza immagina di avere una casa con una sola chiave che apre tutte le porte. Sarebbe un incubo per la sicurezza, giusto? Ecco perché le password forti sono l’equivalente digitale di una chiave robusta. Evita le password deboli, come “123456” o “password”, che sono praticamente inviti aperti per gli hacker. Opta invece per password complesse, con una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali. E, per ciascun dispositivo, utilizza una password unica. Rete Sicura, fortificare le difese digitali la tua rete domestica è il perno attorno al quale ruota la tua casa connessa. Assicurati che sia ben protetta da accessi non autorizzati. Utilizza una password Wi-Fi forte e mai utilizzare quella predefinita fornita dal tuo provider. Inoltre, considera di creare una rete guest separata per i dispositivi IoT. Questo crea un ulteriore strato di protezione, impedendo a eventuali ospiti digitali indesiderati di accedere alla tua rete principale. Firewall e Antivirus, guardiani virtuali, se la tua casa digitale fosse un castello, il firewall e l’antivirus sarebbero i tuoi guardiani. Un firewall funge da sentinella, controllando il flusso di dati in entrata ed uscita dalla tua rete e bloccando attività sospette. Gli antivirus scansionano e rilevano minacce malware prima che possano mettere radici nei tuoi dispositivi. Installando entrambi, aumenti significativamente la sicurezza della tua casa digitale. In un mondo in cui la tecnologia abbraccia ogni aspetto delle nostre vite, la sicurezza diventa un compito essenziale. Prenditi cura della tua casa connessa come faresti con la tua casa fisica. Adotta queste pratiche consigliate per creare uno spazio digitale sicuro e protetto per te e la tua famiglia.

    La tua tranquillità non ha prezzo, ma la tua sicurezza digitale lo ha. 2 Se sei un imprenditore, la sicurezza dei dati dei clienti e dell’azienda è di primaria importanza; Prima di tutto accertati sulla consapevolezza dei tuoi collaboratori e assicurati che il personale sia formato sulla sicurezza informatica e sui rischi connessi. Utilizza dei sistemi di crittografia dei dati, per proteggere i dati sensibili sia in transito che in archivio; Limita gli accessi privilegiati solo al personale autorizzato e revoca gli accessi non necessari. Implementa sistemi di monitoraggio e rilevamento delle minacce per individuare attività sospette in tempo reale.

    La cybersecurity è un impegno che non possiamo permetterci di sottovalutare. Investire nella protezione dei dispositivi tecnologici e dei dati è un passo cruciale per garantire la nostra sicurezza e privacy. Applicando i consigli forniti, possiamo creare un ambiente digitale più sicuro sia per noi stessi che per le nostre imprese.

    Francesco Carbone

  • Il ministro Bernini: Pavia sarà capitale italiana dell’industria digitale

    Il ministro Bernini: Pavia sarà capitale italiana dell’industria digitale

    PAVIA “Pavia sarà il centro propulsore dell’industria digitale italiana. È qui che sorgerà il Centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore, un vero e proprio distretto della microelettronica e che rappresenta il perfetto connubio tra università, ricerca, imprese.

    Pavia sarà il polo strategico dove mettere insieme le competenze professionali e la domanda delle imprese nel campo della microelettronica. Da qui partirà quella rete di relazioni e scambi tra atenei, centri di ricerca e aziende che favoriranno l’innovazione e il trasferimento tecnologico dell’intero Paese. L’Italia è già all’avanguardia nella ricerca sui semiconduttori, e vogliamo farla crescere sempre di più. Il MUR ha da poco stanziato 30 milioni di euro per supportare i progetti dei ricercatori per accedere ai co-finanziamenti europei. E con i Ministri Giorgetti e Urso e tutto il Governo abbiamo fortemente voluto rafforzare le nostre competenze e la nostra leadership nel settore strategico dei microchip, contribuendo così in maniera determinante anche alla attuazione del Chips act europeo. E Pavia sarà la protagonista di questa rivoluzione digitale”. Lo dichiara in una nota la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

    “La scelta di Pavia come sede del nuovo Centro italiano per il design dei circuiti integrati a semiconduttore è una notizia che può riempire d’orgoglio la nostra città e, soprattutto, la nostra Università. Nel ringraziare il governo per la sua decisione, faccio i miei complimenti al rettore Francesco Svelto per il lavoro che ha reso concreta questa opportunità. Pavia e il suo Ateneo si presentano così sempre più come ponte tra un passato prestigioso e un futuro con grandi prospettive di sviluppo”. Lo afferma in una nota il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio (Lega).

  • TN dal Mondo: Marco Frazier e la generazione Smart TV. Come è cresciuto lo Streaming in questi anni

    TN dal Mondo: Marco Frazier e la generazione Smart TV. Come è cresciuto lo Streaming in questi anni

    Marco Frazier ha sviluppato tra New York, Londra e Roma canali via cavo e satellite internazionali. Negli Stati Uniti a giugno 2023 per la prima volta i broadcast (canali in chiaro o a pagamento) sono stati minoranza negli ascolti televisivi. Lo streaming di Netflix, Amazon, Apple e Disney+ ha raggiungo il 39% dell’audience. Con la generazione di Smart TV si ha accesso ai Fast Channel gratuiti, solo in USA ce ne sono 2000. Roku un nuovo player non ancora arrivato in Italia ha 6mila app. Tanto interesse anche per AVOD come Pluto TV. Una nuova Golden Age della televisione, non si e’ mai prodotto cosi tanto contenuto originale. Le opportunita’ che offre la pubblicita’ digitale sono molto piu’ avanzate e mirate.

  • Arriva il Reddito Energetico per le famiglie italiane: ecco cos’è

    Arriva il Reddito Energetico per le famiglie italiane: un aiuto economico dello Stato
    La povertà energetica è una piaga che affligge molte famiglie italiane, soprattutto nelle regioni meridionali. Per contrastarla, il Ministero dell’Ambiente ha messo in campo una nuova misura denominata Reddito Energetico, che fornisce un sostegno economico per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Vediamo in cosa consiste questa opportunità, chi può accedervi e quali sono i vantaggi.

    200 milioni di euro per il Reddito Energetico
    Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato un fondo da 200 milioni di euro per il biennio 2024-2025 destinato a finanziare il progetto “Reddito Energetico”. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie economicamente svantaggiate a dotarsi di impianti fotovoltaici per la produzione di energia solare, riducendo l’impatto della povertà energetica.

    I nuclei familiari che potranno beneficiare di questi contributi sono:

    quelli con un ISEE inferiore a 15.000 euro;

    le famiglie numerose con almeno 4 figli fiscalmente a carico, per le quali il tetto ISEE sale a 30.000 euro.

    La maggior parte del fondo (80%) è riservata alle 8 regioni del Sud Italia maggiormente in difficoltà dal punto di vista occupazionale e del PIL pro-capite. Si tratta di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Il restante 20% del fondo sarà suddiviso tra le altre regioni italiane, dove comunque persistono sacche di povertà energetica che il Reddito Energetico può aiutare a contrastare.

    Come funziona il Reddito Energetico
    Il Reddito Energetico copre interamente o parzialmente i costi di acquisto e installazione di impianti fotovoltaici da parte delle famiglie meno abbienti. Gli impianti ammessi devono avere queste caratteristiche:

    potenza compresa tra 2 e 6 kW (sufficiente per una famiglia media);

    installati su un’abitazione di proprietà o in usufrutto del richiedente;

    non superare la potenza nominale disponibile nel punto di connessione.

    Per richiedere il contributo servirà presentare l’ISEE aggiornato e le modalità precise di erogazione saranno comunicate prossimamente dal Ministero dell’Ambiente. Si prevede un meccanismo di sconto in fattura al momento dell’acquisto dell’impianto, simile agli eco-incentivi per le auto a basse emissioni.

    Ciascuna famiglia riceverà al massimo 6.000 euro, IVA compresa, come contributo per dotarsi di pannelli fotovoltaici. Se invece la richiesta viene fatta collettivamente da tutti i condomini di uno stabile, il tetto massimo sarà di 8.500 euro.

    Vantaggi del Reddito Energetico
    Il Reddito Energetico presenta diversi vantaggi sia per le famiglie beneficiarie che per la collettività:

    permette un risparmio significativo sul costo delle bollette energetiche;

    aumenta l’indipendenza energetica delle famiglie meno abbienti;

    incentiva la produzione di energia da fonti rinnovabili, con benefici ambientali;

    può creare nuovi posti di lavoro nel settore delle installazioni fotovoltaiche;

    contribuisce alla riduzione della povertà energetica.

    Le altre agevolazioni disponibili
    Oltre al Reddito Energetico, restano valide anche altre forme di incentivo per l’installazione di impianti fotovoltaici:

    il Bonus Casa con detrazione del 50% della spesa sostenuta;

    l’Ecobonus al 65% per pannelli solari termici;

    il Superbonus 110% se l’impianto rientra in una ristrutturazione più ampia.

    Prima di installare un impianto conviene quindi valutare tutte le possibili opzioni, considerando Reddito Energetico e incentivi fiscali in modo complementare. Così anche le famiglie meno abbienti potranno accedere ai benefici dell’energia solare.

    Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/reddito-energetico/

  • WhatsApp, arrivano le foto ad alta risoluzione

    Meta ha lanciato un nuovo aggiornamento per WhatsApp, che sarà disponibile nelle prossime settimane, con cui viene introdotta la condivisione delle foto in alta risoluzione.

    “Per i momenti più speciali che vuoi condividere con gli amici e la famiglia in ogni singolo particolare, avrai ora la possibilità di condividere le foto in alta definizione, sempre con la protezione della crittografia end-to-end di WhatsApp”, ha scritto su Facebook Mark Zuckerberg, al centro della diatriba, per ora solo verbale, con il patron di X, Elon Musk, e il presunto scontro benefico tra i due, pre-annunciato sul web e che sembra non si farà più. Dopo l’aggiornamento, su WhatsApp la modalità di condivisione delle foto rimarrà quella standard per impostazione predefinita, con l’opportunità per gli utenti di passare alla qualità hd, ossia alta. Come ha sottolineato Zuckerberg, l’opzione per condividere le foto in hd verrà rilasciata in tutto il mondo nelle prossime settimane e sarà presto estesa anche ai video. La novità aveva fatto la sua comparsa in una versione beta di WhatsApp a fine giugno su piattaforma Android. Come scrive The Verge, su connessioni lente, i destinatari potranno scegliere di mantenere la qualità standard per la condivisione delle foto, ritardando l’inevitabile necessità di liberare spazio nella memoria del telefono dopo aver ricevuto troppe immagini sia nelle chat individuali che di gruppo.

  • Facebook ci ha fatto male? Una ricerca di Oxford ci dice NO

    L’avvento di Facebook ci ha fatto male? No, non si può dire che sia stato così, senza correre il rischio di essere smentiti.

    E’ questa in sintesi la conclusione di un maxi studio scientifico indipendente che ha indagato sull’impatto della diffusione mondiale del ‘capostipite’ dei social network, senza trovare prove che correlassero la sua ascesa a livello globale a danni psicologici diffusi. La ricerca dell’Oxford Internet Institute, guidata dai professori Andrew Przybylski e Matti Vuorre, ha utilizzato i dati sul benessere di quasi un milione di persone in 72 Paesi su un arco temporale di 12 anni, e i dati sull’utilizzo individuale effettivo di milioni di utenti Fb in tutto il mondo. Nel lavoro pubblicato dalla Royal Society gli autori ribadiscono non solo di non aver trovato evidenze del fatto che la diffusione di Facebook abbia un legame negativo con il benessere, anzi “in effetti l’analisi indica che Facebook è probabilmente correlato al benessere in modo positivo”, spiega Przybylski. “Sebbene le segnalazioni di esiti psicologici negativi associati ai social media siano comuni negli scritti accademici e popolari, le prove dei danni sono, a conti fatti, più speculative che conclusive”, si legge nel documento. Przybylski assicura: “Abbiamo esaminato attentamente i migliori dati disponibili”. Il team di Oxford sfata dunque quello che sembra un falso mito. Ma allo stesso tempo puntualizza il significato di quanto emerso dallo studio. “Non vuol dire – precisa Przybylski – che questa sia la prova che Facebook è positivo per il benessere degli utenti”. Piuttosto il senso è che “i migliori dati globali non supportano l’idea che l’espansione dei social media abbia un’associazione globale negativa con il benessere all’interno delle varie nazioni e gruppi demografici”.

    “Gran parte della ricerca sull’uso dei social media e il benessere è stata ostacolata da un’attenzione esclusiva ai dati del Nord del mondo – osserva il coautore Vuorre – Nel nostro nuovo studio copriamo per la prima volta la geografia più ampia possibile, analizzando i dati sull’utilizzo di Facebook sovrapposti a solidi dati sul benessere, e offrendo per la prima volta una prospettiva veramente globale dell’impatto”. Facebook è stato coinvolto nella ricerca, ma solo per fornire dati, e non ha commissionato né finanziato lo studio, viene precisato dal team. Il progetto di ricerca di Oxford è iniziato prima della pandemia di Covid. I ricercatori hanno combinato i dati del Gallup World Poll Survey sul benessere, che coprono quasi un milione di persone dal 2008 al 2019, con i dati di Facebook relativi al livello di coinvolgimento globale. Oggi il social network riporta quasi tre miliardi di utenti in tutto il mondo, ma questa ricerca esamina i primi giorni della penetrazione internazionale della piattaforma. Per comprendere meglio la gamma plausibile di associazioni con il benessere a livello nazionale, approfondiscono i due scienziati, “abbiamo collegato i dati che tracciano l’adozione globale di Facebook con tre indicatori di benessere: soddisfazione della propria vita, esperienze psicologiche negative e positive”. “Abbiamo esaminato gli utenti Facebook attivi pro capite di 72 Paesi, maschi e femmine in due fasce di età (13-34 anni e over 35)”, illustrano Przybylski e Vuorre. Conclusione: non sono state rilevate evidenze di associazioni negative, in molti casi c’erano invece correlazioni positive tra Facebook e gli indicatori di benessere. L’associazione era leggermente più positiva per i maschi, ma questi trend non erano significativi. Inoltre, il link era generalmente più positivo per i giovani nei vari Paesi. Questi effetti erano piccoli, ma significativi. “Le nostre scoperte – conclude Vuorre – dovrebbero contribuire a orientare il dibattito sui social media verso fondamenti di ricerca più empirici”.

    woman leaning on white wooden table while holding black Android smartphone

  • Cala il prezzo della fibra ottica: bastano 25 euro al mese

    La fibra ottica è sempre più diffusa: la crescita della copertura della rete FTTH ha permesso a un numero significativo di consumatori di poter attivare abbonamenti per la connessione Internet casa tramite fibra. Oggi ci sono più di 3,7 milioni di linea attive in Italia. Nel frattempo, il costo della fibra è crollato: oggi, infatti, un’offerta fibra costa poco più di 25 euro al mese mentre nel 2020 servivano oltre 31 euro al mese. La differenza, in termini di prezzo mensile, tra l’offerta “media” del mercato di telefonia fissa e l’offerta “media” per accedere alla rete FTTH è inferiore a 1 euro al mese.

    Il settore delle connessioni Internet casa sta registrando alcuni trend ben precisi. Da una parte c’è la crescente diffusione della fibra ottica FTTH sul territorio nazionale. Un numero sempre maggiore di utenti può oggi attivare un’offerta fibra ottica. AGCOM, in occasione dell’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni, ha certificato un nuovo record per le connessioni FTTH: quasi un accesso ogni cinque tramite rete fibra avviene tramite fibra ottica, per un totale di 3,76 milioni di accessi.
    I dati raccolti dall’ultima indagine dell’Osservatorio Segugio.it, intanto, confermano il netto calo del costo mensile della fibra ottica. In tre anni, anche grazie alla spinta verso la digitalizzazione del post pandemia e al debutto di diversi nuovi operatori sul mercato, il costo dell’abbonamento per la connessione Internet tramite offerte fibra ottica ha registrato un calo del canone mensile di circa 6 euro.

    Scegliere un abbonamento in fibra ottica non comporta più un costo aggiuntivo significativo. La differenza tra il canone mensile medio di un’offerta Internet casa (considerando tutte le tecnologie presenti sul mercato) e il canone di un’offerta fibra è oramai stabilmente inferiore a 1 euro. Passare alla fibra ottica è, quindi, più facile oltre che sempre più conveniente per gli utenti finali.
    Cala il prezzo della fibra ottica FTTH: ora bastano poco più di 25 euro al mese
    L’indagine dell’Osservatorio certifica il netto calo del costo medio degli abbonamenti per la fibra ottica. Nel corso degli ultimi anni, infatti, per gli utenti si è registrata una significativa riduzione del canone delle tariffe. Attualmente, per attivare una connessione tramite rete FTTH bisogna mettere in conto un canone medio di 25,36 euro al mese.

    Nel 56% dei casi, inoltre, il canone promozionale applicato dall’operatore al momento dell’attivazione resta fisso a tempo indeterminato mentre nel restante 44% risulta fisso per i primi 15 mesi di abbonamento per poi registrare un incremento fino a 29,30 euro al mese, in media.
    Per gli utenti, in ogni caso, ci sono svariate occasioni per scegliere un’offerta a prezzo fisso per un periodo di tempo indeterminato (in questo caso, il prezzo medio è di 25,93 euro al mese). In media, le offerte per la connessione Internet casa, considerando tutte le tecnologie disponibili (FTTH, FTTC, ADSL e FWA), presentano un costo di 24,52 euro al mese.

    La differenza tra la media di tutte le offerte per la connessione Internet casa e le offerte fibra ottica è di 84 centesimi al mese. Appena 3 anni fa, invece, il mercato di telefonia fissa in Italia era completamente differente. Il canone medio delle offerte fibra era di 31,54 euro al mese nel 2020 mentre il canone delle offerte Internet casa, considerando tutte le tecnologie, era di 25,58 euro al mese.
    La differenza tra questi due valori era di quasi 6 euro al mese. In questi anni, il divario si è ridotto drasticamente, scendendo prima a 2,40 euro al mese, nel terzo trimestre del 2021, e poi sotto quota 1 euro al mese. A partire dal primo trimestre del 2022, infatti, la differenza tra le offerte Internet casa, senza considerare la tecnologia di connessione, e le offerte fibra ottica FTTH si è ridotta drasticamente.
    Nello stesso tempo, però, il canone medio degli abbonamenti per la connessione Internet casa è rimasto sostanzialmente stabile. In questi tre anni, le rilevazioni semestrali dell’Osservatorio, riepilogate in Tabella 1, mostrano un canone mensile medio che è variato tra 23,45 euro a 25,58 euro al mese, nonostante un costante calo del costo della fibra, divenuta sempre più accessibile dal punto di vista economico.

    Il calo del costo della fibra e il costante incremento della copertura della tecnologia FTTH si traducono in un numero maggiore di accessi a Internet in fibra ottica e in connessioni sempre più veloci in Italia. Per quanto riguarda la velocità delle connessioni, la crescente diffusione delle reti veloci è confermata dai dati di Fair Internet Report.
    Nel luglio del 2021 solo il 17% delle connessioni poteva essere catalogato come “Veloce” o “Molto Veloce” (superando gli 80 Mbps in download). Questa percentuale è salita notevolmente: a luglio 2023, infatti, il 24% delle connessioni rilevate dallo studio soddisfa i requisiti per rientrare nelle categorie “Veloce” o “Molto Veloce”.
    Anche i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni di AGCOM confermano la crescita della fibra ottica in Italia. Nel primo trimestre del 2023, infatti, il 18,8% degli accessi da rete fissa avviene tramite rete FTTH, per un totale di 3,76 milioni di accessi. Nel terzo trimestre del 2020, invece, la tecnologia FTTH era utilizzata dall’8,3% delle connessioni.
    Successivamente, questa percentuale è cresciuta rapidamente toccando il 10,6% (primo trimestre 2021) e poi il 14,1% (primo trimestre 2022). Nel corso dell’ultimo anno (primo trimestre 2022 vs 2023) si è registrata una crescita di 4,7 punti per la diffusione della FTTH che oggi è sempre di più il punto di riferimento per le famiglie italiane.

    Segugio.it è una società leader nel mercato italiano della distribuzione tramite internet di prodotti di credito e nella comparazione di prodotti assicurativi e utilities, nata nel 2012 dall’esperienza nel settore della comparazione di Gruppo MutuiOnline S.p.A., holding di un gruppo di società quotata presso il Segmento STAR di Borsa Italiana (sito istituzionale: www.gruppomol.it).