Categoria: Tecnologia

  • Internet per la seconda casa? Meno di 25 euro al mese

    Poter contare su una connessione Internet per la propria seconda casa è sempre più importante, soprattutto durante il periodo estivo. Il mercato propone diverse soluzioni, con costi e caratteristiche molto diversi in base alla tecnologia con cui si realizza la connessione.

    L’indagine dell’Osservatorio Segugio.it evidenzia la convenienza legata alla scelta di una connessione mobile 4G/5G per la seconda casa, con la possibilità di avere 143 GB a poco più di 10 euro al mese e senza alcun vincolo. Per una connessione illimitata servono circa 25 euro al mese.

    Una connessione ad Internet nella seconda casa è oramai essenziale. Restare connessi durante il week end o in caso di un soggiorno prolungato è necessario studio, lavoro e intrattenimento. Le opzioni a disposizione degli utenti che hanno bisogno di una connessione per la propria seconda casa sono diverse. In base alla tecnologia scelta, infatti, sarà possibile accedere ad una connessione limitata (in termini di Giga disponibili in un mese) ma più economica oppure una connessione illimitata ma più costosa. Anche la velocità e, quindi, l’esperienza d’uso è fortemente legata alla tecnologia scelta.
    La nuova indagine dell’Osservatorio Segugio.it fotografa lo stato del mercato di telefonia andando ad evidenziare costi medi e caratteristiche delle varie opzioni a disposizione degli utenti che hanno bisogno di una connessione Internet per la seconda casa. Lo studio, basato sulle tariffe disponibili a giugno 2023 (comprese le offerte lanciate dagli operatori per l’imminente periodo estivo), prende in considerazione le connessioni 4G/5G oltre alle tecnologie che caratterizzano il settore delle offerte Internet casa come la fibra ottica FTTH, la fibra mista rame FTTC e la rete FWA.

    Connessione 4G/5G: prezzi bassi ma Giga limitati
    La prima opzione da considerare per avere Internet per la seconda casa è rappresentata dall’attivazione di una SIM con un’offerta di telefonia mobile, in modo da sfruttare una connessione 4G/5G. Secondo i dati raccolti, una SIM dati in questo momento presenta un costo medio di 10,37 euro al mese garantendo l’accesso ad una media di 143 GB al mese. Rispetto allo scorso anno, il prezzo è sostanzialmente stabile (-3,7%) mentre i Giga sono aumentati in modo notevole (+50%).
    Per risparmiare, inoltre, è possibile scegliere un’offerta solo 4G. In questo modo, il prezzo medio si riduce a 8,34 euro al mese. Costi più bassi si traducono anche in un bundle dati leggermente inferiore: con le offerte 4G si hanno a disposizione 138 GB al mese. Nel confronto con il 2022 si rilevano, anche in questo caso, prezzi stabili (-2,1%) e una forte crescita dei Giga inclusi (+78%).
    Le SIM mobile hanno un costo di attivazione contenuto (5,20 euro oltre al costo del primo mese dell’offerta). Questa soluzione, inoltre, non presenta costi di uscita al netto di poche tariffe (meno del 5% del totale) che includono un contributo di attivazione nel canone mensile con un pagamento rateale nascosto. Trovare una tariffa senza vincoli e costi di uscita, da disattivare una volta finite le vacanze nella seconda casa, ad esempio, sarà facile.

    Con le offerte mobile è possibile puntare anche su tariffe con Giga illimitati. In questo caso, però, è necessario mettere in conto una spesa di 30,99 euro al mese (-8,1% rispetto al 2022). Alcuni operatori di rete fissa propongono ai loro clienti la possibilità di attivare una SIM con Giga illimitati a condizioni agevolate. Con la convergenza fisso + mobile è possibile ridurre il costo della SIM a 10,62 euro al mese ma bisognerà accettare il “vincolo” rappresentato dall’obbligo di mantenere attivo l’abbonamento con l’operatore di rete che gestisce la linea della prima casa.
    FWA: una connessione wireless per la seconda casa, anche prepagata
    Un’altra opzione a disposizione degli utenti che hanno bisogno di una connessione illimitata per la seconda casa è rappresentata dalle offerte FWA (Fixed Wireless Access). La tecnologia che consente l’accesso ad Internet da rete fissa in modalità wireless è una soluzione importante per accedere ad Internet, soprattutto in quelle aree non raggiunte dalla fibra ottica (piccoli comuni, zone rurali e a bassa densità abitativa).

    Con le offerte disponibili in questo momento, una connessione illimitata tramite rete FWA presenta un costo di 24,91 euro al mese (+5,5% rispetto al 2022) con un contributo di attivazione iniziale pari, in media a 35,97 euro. Le offerte FWA presentano una buona velocità massima (in media 359 Mbps) ma gli abbonamenti prevedono diversi costi di uscita come il contributo di disattivazione (pari al massimo a una mensilità di abbonamento) e le rate residue del modem che potrebbero essere incluse nel canone di alcune offerte (in caso di recesso vanno pagate, in genere, in un’unica soluzione).
    Il mercato propone anche offerte FWA di tipo ricaricabile, con un sistema di ricariche prepagate che consentono l’accesso ad una connessione illimitata per un certo periodo di tempo. Ogni operatore mette a disposizione diversi tagli di ricarica (1 giorno, 3 giorni, 7 giorni, 1 mese, 3 mesi). Considerando un servizio prepagato di 3 mesi bisogna mettere in conto una spesa media di 33 euro al mese, senza costi di attivazione e di uscita. La velocità massima della connessione di queste offerte è di 76 Mbps.
    Fibra ottica per la seconda casa: connessione illimitata a poco più di 25 euro al mese
    Per avere Internet in una seconda casa è possibile anche puntare su di un abbonamento che prevede l’accesso ad Internet tramite fibra ottica FTTH (oppure tramite FTTC o ADSL in caso di indisponibilità della fibra). Si tratta di una soluzione analoga a quelle disponibili per le prime case: una connessione in fibra FTTH prevede un costo medio di 25,85 euro al mese (+4,6% rispetto al 2022) con un contributo di attivazione di 20,72 euro una tantum.

    In caso di indisponibilità della fibra FTTH è possibile ripiegare sulla FTTC che prevede costi leggermente più alti. In media, infatti, il canone è di 27,38 euro al mese con un’attivazione iniziale di 25,89 euro una tantum. La velocità della FTTH è molto alta (il picco in download è pari, in media a 2.405 Mbps) mentre la FTTC si ferma a 200 Mbps e l’ADSL ad appena 20 Mbps (i costi dell’ADSL sono in linea con la FTTC).

    In questi casi, ci sono costi di uscita da non sottovalutare. Interrompere un abbonamento in fibra ottica (o tramite FTTC o ADSL) prevede, infatti, il pagamento di un contributo di disattivazione, pari al massimo all’importo del canone mensile, oltre a eventuali rate residue del modem che potrebbero essere incluse nel canone mensile. Per una soluzione di breve durata, quindi, un abbonamento di questo tipo rischia di far registrare costi più alti.

    Quale tecnologia scegliere?
    L’analisi dei costi e delle caratteristiche consente di ottenere una panoramica completa sulle opzioni a disposizione degli utenti per avere Internet nella seconda casa. Ogni opzione presenta vantaggi e svantaggi, da tenere in considerazione per poter puntare sull’offerta più in linea con le proprie esigenze di connessione e di spesa. Una connessione illimitata presenta costi più alti e potrebbe essere accompagnata da una serie di vincoli/costi di uscita. Con una SIM 4G/5G i costi si riducono e ci sono molti più GB inclusi rispetto allo scorso anno ma bisognerà tenere in considerazione una serie di limitazioni.

    La connessione è, infatti, limitata mentre le offerte con Giga illimitati costano molto oppure obbligano a scegliere lo stesso operatore di rete fissa. La fibra FTTH garantisce una connessione illimitata e ad alta velocità ma presenta costi elevati in caso di recesso e una copertura del territorio limitata. Con la FWA è possibile navigare senza limiti e ad alta velocità anche dove la fibra FTTH non è disponibile. In più, ci sono offerte prepagate, utili per la seconda casa. Bisogna mettere in conto costi iniziali e costi di recesso elevati (scegliendo la versione in abbonamento.

    Segugio.it è una società leader nel mercato italiano della distribuzione tramite internet di prodotti di credito e nella comparazione di prodotti assicurativi e utilities, nata nel 2012 dall’esperienza nel settore della comparazione di Gruppo MutuiOnline S.p.A., holding di un gruppo di società quotata presso il Segmento STAR di Borsa Italiana (sito istituzionale: www.gruppomol.it).

  • Quanto ‘fatturano’ gli influencer italiani? 308 milioni di euro…

    MILANO Gli influencer italiani guadagnano meglio nel 2022, ma non su tutte le piattaforme gli affari sono quelli di un tempo: il mercato vale 308 milioni di euro, in crescita del 10% in un anno. DeRev, società di strategia e comunicazione digitale, ha aggiornato il listino dedicato al mercato italiano dell’influencer marketing evidenziando una nuova caduta di Facebook (-13,6%), mentre Instagram (+8,6%) si afferma come piattaforma di riferimento, accanto a YouTube che affronta la sua prima battuta di arresto facendo registrare una stabilizzazione dei guadagni dei creator.

    In mezzo, TikTok che mostra un andamento negativo dei compensi degli influencer (-2%) solo perché scendono i piccoli creator mentre salgono i compensi di quelli con un numero maggiore di follower. Su Instagram, ha spiegato il CEO di DeRev, Roberto Esposito, “gli utenti si sono stancati di celebrity lontanissime e prediligono creator che gli parlano in modo autentico di temi sostanziali e coincidenti con i loro reali interessi. TikTok presenta lo schema contrario: crescono molto (+10,5%) i compensi di chi ha tra 300mila e un milione di follower e calano quelli dei più piccoli. La responsabilità è di un algoritmo acerbo, che consente a molti e facilmente di ampliare la community ed emergere, con il risultato che i brand considerano affidabili soltanto i creator con un numero di follower consolidato e alto. E’ come dire che su TikTok si è alzata l’asticella per ottenere il ‘patentino’ da influencer”. Secondo le stime di DeRev il 2023 potrebbe far registrare un ulteriore aumento del 13%, pari a un giro d’affari di 348 milioni di euro. “In questo caso – ha aggiunto Esposito – notiamo un rallentamento del mercato italiano rispetto a quello internazionale, che dovrebbe crescere il doppio. Si tratta di una conseguenza della revisione da parte delle aziende degli investimenti in marketing, che in Italia (e in Europa, in generale) è più accentuata che in USA”. Da un punto di vista di settori, il mercato risulta ancora guidato dal fashion & beauty (passato dal 15% del 2022 al 25% del 2023), ma continuano a ricorrere all’influencer marketing anche i brand che lavorano nel gaming (12,9%) e nel travel & lifestyle (12,5%). Nel 2023 si segnalano il considerevole aumento dello sport (dal 4% al 12%) e la contrazione nel settore health & fitness (dal 13% al 6,8%).

    Black female filming beauty blog on smartphone

  • Lombardia ‘Hydrogen Valley’: il progetto si consolida

    ISEO Il progetto ‘H2iseO Hydrogen Valley’ è stato al centro della presentazione con i sindaci della Comunità Montana del Sebino Bresciano presso il municipio di Iseo. Presenti, fra gli altri, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e gli assessori Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), il presidente di FNM, Andrea Gibelli, il direttore generale di FNM e amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, e il presidente di FERROVIENORD, Fulvio Caradonna.

    ‘H2iseO Hydrogen Valley’ mira a contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale convertendo l’attuale flotta a diesel con 14 nuovi treni a idrogeno.

    Prevede inoltre la realizzazione di 3 impianti di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO2 (a Iseo mediante tecnologia Steam Reforming con utilizzo di biometano, energia elettrica rinnovabile e cattura della CO2; a Brescia e a Edolo mediante tecnologia a elettrolisi partendo da energia elettrica da fonte rinnovabile). Tra gli obiettivi anche la messa in esercizio di 40 autobus a idrogeno in sostituzione dell’intera flotta oggi utilizzata da FNM Autoservizi in Valcamonica.

    PRESIDENTE FONTANA: OBIETTIVO SOSTENIBILITÀ – “Con il progetto ‘H2iseO Hydrogen Valley’ fortemente voluto da Regione Lombardia, puntiamo dritti verso la meta che stiamo perseguendo da tempo, quella di politiche di sviluppo all’insegna della sostenibilità. È questo il futuro che vogliamo disegnare per i lombardi e stiamo dimostrando di essere in grado di innovare, di immaginare un domani sostenibile con una programmazione sul medio-lungo periodo capace di assicurare anche ricadute economiche sui territori interpretando al meglio i bisogni dei cittadini di oggi e di domani”.

    ASSESSORE LUCENTE: AVANTI CON LA DECARBONIZZAZIONE – “Il nostro orientamento – ha detto l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente – è chiaro: tenendo in considerazione l’approccio legato alla neutralità tecnologica, l’obiettivo è valorizzare tutte le fonti energetiche in grado di coniugare innovazione tecnologica e riduzioni delle emissioni. Regione Lombardia sta lavorando in tal senso, con il rinnovamento della flotta di treni a ridotto impatto ambientale e gli investimenti per il trasporto pubblico locale lacuale, Iseo compreso, con battelli elettrificati. Progetti che mirano alla graduale decarbonizzazione dei trasporti. Vogliamo un Tpl a emissioni zero”.

    ASSESSORE TERZI: INTERVENTI ANCHE INFRASTRUTTURALI – “Il progetto H2IseO – ha detto l’assessore Terzi – è complesso, ma oltre a essere una sperimentazione, la prima in Italia, ha i connotati per essere un’apripista. Sostituire sulle linee non elettrificate i treni a diesel con quelli a idrogeno è in linea con le previsioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. È un’occasione, inoltre, per attivare infrastrutture per la distribuzione dell’idrogeno e di sviluppo per il territorio stesso. È anche un progetto infrastrutturale: gli investimenti riguardano infatti anche la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. In particolare, sono 12 i progetti di riqualificazione della linea ferroviaria, per un valore di 209.420.000 euro”.

    ASSESSORE MAIONE: SEGNALE FORTE PER MOBILITÀ ‘GREEN’ – “Con questo progetto il trasporto su ferro diventa un modello verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. La tratta che riguarda Brescia-Iseo-Edolo – ha commentato l’assessore Maione – è la prima in Italia che va in questa direzione, una scelta fondamentale nell’ottica di un trasporto ‘green’ e di un investimento importante anche per il territorio. In questo modo ‘facciamo economia’ e contribuiamo anche a rendere più fluida la viabilità”.

  • Telefonia mobile, ecco le offerte a meno di 10 euro al mese

    Il mercato di telefonia mobile è ricco di operatori e tariffe su cui puntare per attivare una SIM con minuti, SMS e Giga ad un buon prezzo. Ad indirizzare le scelte degli utenti, in molti casi, c’è una vera e propria soglia psicologica: il canone mensile inferiore ai 10 euro.

    La nuova indagine dell’Osservatorio SOStariffe.it e Segugio.it ha analizzato l’attuale stato del mercato di telefonia mobile per evidenziare le differenze tra le offerte da meno di 10 euro e le offerte con canone “a doppia cifra”, considerando sia la composizione del bundle mensile (minuti, SMS e Giga) che i servizi accessori inclusi. Le offerte da meno di 10 euro presentano 110 GB a 7,61 euro al mese. Solo nel 7% dei casi è possibile accedere al 5G.

    Nella scelta di una nuova offerta di telefonia mobile, uno degli elementi principali da considerare è il canone mensile. Il mercato si divide, sempre di più, in due macro-gruppi di offerte. Da una parte ci sono le tariffe da meno di 10 euro al mese che rappresentano la soluzione scelta dalla maggior parte degli utenti. Dall’altra, invece, troviamo le tariffe con canone “a doppia cifra” e, quindi, pari o superiore a 10 euro al mese. Tali offerte presentano un bundle più ricco e garantiscono una serie di vantaggi aggiuntivi.

    La nuova indagine dell’Osservatorio SOStariffe.it e Segugio.it mette prende in considerare l’attuale stato del mercato di telefonia, andando ad analizzare le differenze tra le offerte da meno di 10 euro al mese e le offerte con canone pari o superiore a questa soglia psicologica. Lo studio ha esaminato la composizione del bundle medio di queste due tipologie di tariffe per poi verificare quali sono i servizi aggiuntivi che caratterizzano le offerte con canone superiore ai 10 euro al mese.
    Offerte da meno di 10 euro al mese: tanti Giga a costo ridotto
    I dati raccolti dall’Osservatorio confermano come, in media, le tariffe di telefonia mobile disponibili a maggio 2023 presentino un bundle composto da 2.860 minuti, 1.872 SMS e 129 GB con un costo periodico di 10,14 euro al mese. Rispetto alla rilevazione dello scorso gennaio dell’Osservatorio si registra un aumento dei Giga inclusi (erano 114 GB a gennaio) oltre che un aumento del canone medio (che a gennaio era pari a 9,74 euro al mese).

    Suddividendo le offerte in due macro-gruppi, uno composto dalle offerte con canone da meno di 10 euro al mese e uno dalle offerte con canone pari o superiore a questa soglia, è possibile ottenere una fotografia ancora più dettagliata del mercato attuale. La soglia dei 10 euro mensili continua a rappresentare una vera e propria barriera che, per molti consumatori, differenzia tariffe convenienti da tariffe troppo costose.

    Le offerte da meno di 10 euro al mese, oltre a presentare un canone nettamente inferiore (7,61 euro contro 16,64 euro), garantiscono meno Giga mensili (110 GB contro 134 GB) rispetto alle tariffe con canone “a doppia cifra”. Scegliere una tariffa da meno di 10 euro, quindi, consente di spendere, in media, 9,03 euro in meno ogni mese rinunciando a “soli” 24 GB.
    Le differenze in termini di minuti e SMS inclusi sono trascurabili in quanto, per entrambi i gruppi, c’è la possibilità di accedere a piani tariffari illimitati sia per le chiamate che per i messaggi. Le differenze tra i due macro-gruppi di offerte e il confronto con la media del mercato sono riportati in tabella qui di seguito.

    OFFERTE MINUTI SMS GIGA CANONE
    Offerte da meno di 10 euro al mese 2.822 1.428 110 GB 7,61 €
    L’offerta “media” del mercato 2.767 1.671 129 GB 10,14 €
    Offerte da 10 o più euro al mese 2.860 1.872 134 GB 16,64 €
    Rilevazioni SOStariffe.it di maggio 2023

    Tanta convenienza ma pochi servizi aggiuntivi inclusi: il 5G c’è solo nel 7% delle offerte
    Scegliere un’offerta da meno di 10 euro al mese, quindi, comporta un bundle dati leggermente ridotto ma ampiamente sufficiente a soddisfare le necessità della maggior parte degli utenti. Le offerte da meno di 10 euro al mese, però, si traducono spesso in una serie di rinunce. Questo gruppo di offerte, infatti, presenta solo in pochi casi la possibilità di accedere a servizi aggiuntivi.
    Tra le tariffe da meno di 10 euro al mese di canone, ad esempio, solo il 7% del totale include il 5G. La rete mobile di nuova generazione, invece, è già inclusa nel 52% delle offerte con canone pari a 10 euro o superiore. Per accedere al 5G restando al di sotto dei 10 euro di spesa mensile, quindi, le opzioni sono ancora poche.

    Questo perché la maggior parte degli operatori virtuali (che coprono il 78% delle offerte in questa fascia di prezzo) non ha ancora il 5G. Al di sopra della soglia dell’indagine, invece, gli operatori virtuali hanno un peso minore (rappresentando il 52% delle offerte) e il 5G diventa molto più diffuso.
    Da notare, inoltre, che la scelta di una tariffa da meno di 10 euro comporta anche altre rinunce: questo tipo di tariffe, infatti, solo nel 23% dei casi consente di acquistare uno smartphone a rate. Scegliendo una tariffa da almeno 10 euro, invece, questa percentuale sale al 56%. Discorso simile per le eSIM, accessibili solo con il 32% delle offerte da meno di 10 euro contro il 56% delle offerte da almeno 10 euro di canone.

    Anche per sfruttare i vantaggi della convergenza fisso + mobile (scegliendo lo stesso operatore per entrambi i servizi per poter accedere a bonus aggiuntivi) le opzioni da meno di 10 euro sono ridotte. Solo il 20% delle tariffe da meno di 10 euro prevede questa possibilità mentre il 52% delle tariffe da più di 10 euro può essere incluso in una promozione fisso + mobile.

  • Città Metropolitana di Milano e cyberbullismo

    Siglato giovedì 15 giugno il Protocollo d’intesa con Prefettura, Tribunale ordinario e quello per i minorenni, Procura della Repubblica, Centro di giustizia minorile per la Lombardia, Ufficio scolastico territoriale regionale, Ats e Comune di Milano

    E’ stato sottoscritto giovedì 15 giugno in Prefettura a Milano, il Protocollo d’intesa con cui gli attori istituzionali, già firmatari del Protocollo sottoscritto l’1 giugno 2018, hanno rinnovato l’impegno a costruire e mettere in atto concrete strategie di prevenzione e contrasto del bullismo, del cyberbullismo, dell’utilizzo di sostanze stupefacenti e di altre forme di disagio giovanile.

    L’Ufficio Territoriale del Governo è da tempo impegnato sui temi del benessere delle giovani generazioni e del loro armonioso inserimento all’interno dei contesti educativi, coordinando il costante e prezioso impegno assicurato dall’Autorità sanitaria, dal mondo scolastico, dalle Forze dell’ordine, dall’Autorità Giudiziaria, dalle Amministrazioni locali e dal Terzo Settore. Negli ultimi anni, peraltro, complice la grave condizione di isolamento causata dall’emergenza pandemica, tale impegno si è reso ancora più urgente, come confermano le più recenti rilevazioni statistiche nazionali e regionali, che evidenziano il diffuso consumo di sostanze illegali e di alcool tra la popolazione scolastica del territorio milanese fin dai cicli dell’obbligo.

    Nel quadro strategico-operativo delineato dal Protocollo Regionale del 28 agosto 2022, dedicato al medesimo tema delle devianze giovanili, i partner istituzionali hanno pertanto ritenuto opportuno implementare l’intesa territoriale, estendendo gli ambiti di intervento dell’accordo ed ampliando la platea degli attori coinvolti al Tribunale Ordinario di Milano ed al Centro per la Giustizia Minorile di Milano.

    E’ in questa chiave di lettura, tesa a favorire la massima estensione di una vera e propria rete virtuosa di collaborazione interistituzionale, che il Protocollo individua livelli di intervento anticipati e preventivi, per intercettare quanto prima eventuali situazioni di disagio, supportando i dirigenti scolastici per la corretta e più efficace gestione di possibili criticità presso gli Istituti, anche attraverso il qualificato supporto delle Forze dell’ordine.

    L’attuazione dell’intesa, così come già avvenuto negli anni passati, sarà assicurata dai lavori di un tavolo tecnico permanente, istituito in Prefettura e preposto al confronto ed alla congiunta individuazione di coordinate azioni preventive, di intervento, di analisi, di sensibilizzazione e di formazione.

    Frutto dell’impegno profuso in quella sede è stato, in particolare, lo sviluppo di una ricerca condotta dagli Atenei cittadini Bicocca, Statale e Cattolica e finanziata dalla Fondazione Cariplo, conclusa nel marzo di quest’anno e finalizzata a far emergere attraverso evidenze scientifiche e statistiche le correlazioni esistenti tra il consumo di sostanze stupefacenti da parte di minori e le condizioni personali, familiari e relazionali dei giovani coinvolti.

    Prevenire e contrastare gli episodi di bullismo e cyberbullismo, promuovendo la legalità: con questo scopo la Città metropolitana di Milano ha firmato, con convinzione, il documento. A rappresentare l’ente di area vasta al momento della firma il vicesindaco Francesco Vassallo: “E’ con soddisfazione che, oggi, la Città metropolitana di Milano, ha siglato questo importante protocollo, prendendosi, insieme ad altre istituzioni, l’impegno concreto di promuovere iniziative di sensibilizzazione nelle scuole secondarie di secondo grado, frequentate dalla fascia di ragazzi e ragazze più a rischio. E’ fondamentale agire in rete per creare consapevolezza nelle nuove generazioni, fornendo loro gli strumenti per fronteggiare le diverse criticità che il contesto sociale sempre più complesso nel quale viviamo pone sul loro percorso. Grazie a tutti coloro che daranno concretamente un contributo a questo importante percorso educativo”.

  • Amazon, ecco i tre nuovi dispositivi Echo

    Amazon presenta una nuova gamma di prodotti Echo: i nuovi Echo Pop ed Echo Show 5. Inoltre, l’ultima generazione di Echo Auto è ora disponibile in Italia, offrendo ai clienti ancora più scelta per accedere ad Alexa.

    “I clienti di tutto il mondo adorano Alexa, e considerano l’assistente vocale un’intelligenza artificiale personale e affidabile. Le vendite di dispositivi con integrazione Alexa hanno superato il mezzo miliardo e l’utilizzo di Alexa è aumentato del 35% lo scorso anno – ha affermato Eric Saarnio, Vice President di Amazon Devices International -. Questi nuovi dispositivi offrono ai clienti più opzioni e maggiore praticità d’uso a un valore incredibile. E come per ogni Echo che abbiamo venduto, questi dispositivi continueranno a migliorare man mano che aggiungeremo esperienze Alexa basate sull’IA generativa, durante tutto l’anno”. Echo Pop è l’ultimo arrivato nella famiglia di dispositivi Echo con un design semisferico e nuove opzioni di colore, Lavanda e Verde Petrolio. Echo Pop dispone di un altoparlante a diffusione anteriore progettato su misura per offrire un suono pieno, ideale per camere da letto, appartamenti o qualsiasi piccolo spazio della casa. Basta chiedere semplicemente ad Alexa di leggere audiolibri, riprodurre podcast, controllare luci e prese intelligenti compatibili o ordinare nuovamente tutto ciò che non può mancare in casa. Il nuovo Echo Show 5 (3^ gen) combina la praticità d’uso di Alexa con la comodità di uno schermo compatto per poter guardare notiziari, controllare la telecamera Ring, visualizzare liste della spesa o effettuare facilmente videochiamate con amici e familiari. Il nuovo Echo Show 5 è più veloce del 20% rispetto alla generazione precedente e presenta un sistema di altoparlanti completamente nuovo, che raddoppia i bassi e offre un suono ancora più nitido per l’ascolto di musica, contenuti Audible e video, e podcast. Viene fornito con un set di microfoni completamente riprogettato. Echo Show 5 ed Echo Pop supportano entrambi Matter, semplificando il collegamento e il controllo dei dispositivi compatibili per la Casa Intelligente di diversi brand. L’ultima generazione di Echo Auto è ora disponibile per l’acquisto in Italia. È progettato per abilitare le funzionalità di Alexa a mani libere nei veicoli che non dispongono di un assistente vocale integrato. Si presenta con un nuovo design più sottile e include un nuovo supporto adesivo per una maggiore flessibilità di posizionamento all’interno dell’auto. Il dispositivo è dotato di cinque microfoni integrati, in grado di identificare la voce dell’utente anche con la musica, l’aria condizionata o i rumori del traffico. Grazie a Echo Auto, si può quindi integrare Alexa all’auto per ascoltare musica, effettuare chiamate, chiamare con Drop In sui dispositivi Echo compatibili, ascoltare nuovi podcast, tenersi aggiornati sulle news e un appuntamento al calendario o un elemento alla lista di cose da fare, il tutto senza mai dover distogliere gli occhi dalla strada. È inoltre possibile controllare i dispositivi per la Casa Intelligente mentre si è in viaggio: tutti gli utenti possono infatti chiedere ad Alexa, per esempio, di impostare il termostato, spegnere le luci, controllare la porta d’ingresso e molto altro ancora, anche se fuori casa. I dispositivi Echo sono progettati con diversi elementi per la protezione e il controllo della privacy. I dispositivi Echo includono un apposito pulsante per attivare e disattivare i microfoni e la possibilità di visualizzare ed eliminare le registrazioni vocali. Inoltre, i dispositivi Echo Show sono dotati di copri-telecamere integrati. Tutti i nuovi dispositivi possiedono il badge Climate Pledge Friendly e sono certificati Carbon Trust. Il 99% degli imballaggi dei dispositivi è realizzato con materiali a base di fibre di legno provenienti da foreste gestite in modo sostenibile o da fonti riciclabili, mentre il tessuto di Echo Pop ed Echo Show 5 (3^ gen) è realizzato al 100% con filato di poliestere riciclato post-consumo. Echo Pop ed Echo Show 5 (3^ gen) sono dotati di una modalità risparmio energetico per ridurre il consumo di energia quando non sono in funzione e garantire un risparmio energetico durante il periodo di utilizzo del dispositivo (a seconda delle configurazioni).

  • Magenta, inaugurate le panchine ‘smart’ di piazza Formenti

    MAGENTA Inaugurate ieri sera, giovedì, le nuove panchine ‘smart’ di Piazza Formenti. Una serata all’insegna della musica, grazie agli studenti e ai professori del liceo musicale S. Quasimodo, per presentare ai cittadini le nuove panchine che sono un connubio di bella estetica e innovazione tecnologica.

    ‘’E’ solo la prima di tante occasioni per realizzare la rinascita della città mettendo al centro di ogni azione il cittadino. Ringrazio per la partecipazione il liceo musicale, una delle nostre eccellenze cittadine, e l’ufficio tecnico, a partire dall’ingegnere Alberto Lanati e dal geometra Pietro Pescatore, per aver seguito la realizzazione di questa opera che da oggi è al servizio della comunità’’, ha spiegato il Sindaco Luca Del Gobbo, presente insieme al Vicesindaco Enzo Tenti e all’Assessore all’Innovazione Mariarosa Cuciniello.

    ‘’Le panchine hanno caratteristiche strutturali e tecnologiche all’avanguardia e sono pensate per consentire a chi le utilizza di rimanere ‘connesso’ grazie alla possibilità di ricaricare il telefono e di utilizzare la connessione Wi-Fi’’, ha spiegato il Vicesindaco Tenti.

    ‘’Innovazione significa saper coniugare la tecnologia in continua evoluzione al capitale umano, ossia alla intelligenza, conoscenza, competenza, emozioni che appartengono all’uomo e quindi ai nostri cittadini. Queste panchine ‘intelligenti’ sono tali perché a servizio dei cittadini e di quanti le vorranno utilizzare’’, ha detto invece l’Assessore Cuciniello. Qualche informazione tecnica.

    La panchina smart è composta da una struttura in acciaio zincato e verniciato a polveri, la seduta è in liste di W.P.C. (Wood Plastic Composite), un materiale composito, ecosostenibile e resistente all’esposizione esterna.

    Il colore della struttura ha finitura opaca effetto “Corten” mentre per la seduta in WPC i listelli si conferma il color sabbia e finitura effetto legno.

    Sul lato sinistro rispetto alla seduta è presente l’area di appoggio dove è possibile ricaricare con tecnologia wireless il cellulare, in alternativa sono presenti due prese USB per effettuare la ricarica sotto la seduta sul lato destro della panchina.

    Le panchine hanno una illuminazione notturna regolata da un sensore crepuscolare, è inoltre possibile attraverso un telecomando selezionarne il colore. 

    Attraverso l’utilizzo dell’amplificatore posizionato nel quadro elettrico è possibile gestire il suono e l’acustica delle casse presenti nelle panchine.

    Le panchine permettono attraverso una registrazione l’utilizzo della rete WiFi presente in piazza Formenti, gestita e controllata dalla piattaforma di gestione dell’accesso alla rete wifinext.

  • Intelligenza Artificiale: arriva la nuova unità di Brembo Solutions

    Brembo entra nel campo dell’intelligenza artificiale con una nuova unità Brembo Solutions che offre alle imprese, non solo quelle del settore automotive, soluzioni digitali per favorire l’adozione di processi più agili e innovativi.

    LOMBARDIA – “Brembo Solutions rappresenta un altro importante pezzo del puzzle della nostra strategia, che ci vede diventare un solution provider anche al di fuori del nostro settore di riferimento – spiega Daniele Schillaci, amministratore delegato di Brembo – Abbiamo deciso di rispondere a un’evidente esigenza sul mercato, mettendo a disposizione di tutte le imprese che vogliono migliorare la loro efficienza e competitività l’esperienza di Brembo nell’innovazione digitale”.
    Brembo Solutions sviluppa soluzioni su misura per imprese di diversi settori, dal tessile all’alimentare dal siderurgico alla grande distribuzione, alla moda con un approccio che il gruppo definisce ‘AI Doing’, ovvero “applicazioni avanzate di intelligenza artificiale per garantire la massima qualità dei prodotti e aumentare l’efficienza produttiva, oltre che lo sviluppo di modelli, basati su metodologie di data science, per favorire decisioni data-driven”.

  • L’Intelligenza Artificiale, tra rischi e opportunità.  A cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    L’Intelligenza Artificiale, tra rischi e opportunità. A cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    Nel corso della storia umana, abbiamo assistito a innumerevoli scoperte e invenzioni che hanno cambiato il modo in cui viviamo e interagiamo con il mondo che ci circonda. Alcune di queste tecnologie, come il fuoco, sono state “rubate” alla natura, mentre altre sono il frutto dell’ingegno e della creatività umana. Tra queste ultime, l’intelligenza artificiale (IA) occupa un posto speciale, in quanto è stata creata interamente dall’uomo, senza alcun intervento della natura.

    L’intelligenza artificiale ha affascinato e ispirato scienziati e pensatori sin dai suoi albori. Il matematico e logico Alan Turing, che viene dai più considerato come il “padre” dell’intelligenza artificiale, ha posto le basi per l’IA moderna con il suo celebre test di Turing. In un articolo del 1950, “Computing Machinery and Intelligence”, Turing si chiedeva: “È possibile per le macchine pensare?”. Oggi, l’intelligenza artificiale ha superato la semplice capacità di “pensare” in termini meccanici, evolvendosi in un campo di ricerca e sviluppo estremamente avanzato e promettente.
    Questo rapido evolversi della tecnologia ha stimolato un dibattito globale che viene portato avanti oramai da decenni e che ha coinvolto molti dei grandi scienziati e innovatori come Stephen Hawking ed Elon Musk (foto sotto), che, anche recentemente, hanno espresso le loro opinioni e preoccupazioni riguardo all’IA.

    Hawking ha affermato che “l’IA potrebbe essere la migliore o la peggiore cosa che sia mai accaduta all’umanità. Dobbiamo essere consapevoli dei pericoli e garantire che l’IA sia utilizzata a beneficio di tutti”.
    Anche Elon Musk ha espresso la sua cautela riguardo all’intelligenza artificiale, sottolineando che “dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che il futuro dell’IA sia positivo e benefico per l’umanità”.
    Queste parole sottolineano l’importanza di considerare non solo le potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche le sfide e i rischi ad essa associati.
    Con la rapida evoluzione dell’IA e le sue applicazioni in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, è fondamentale – ad esempio – che ci impegniamo a sviluppare un quadro etico e responsabile per guidare il progresso dell’intelligenza artificiale ed un framework normativo chiaro che garantisca che lo strumento tecnologico sia utilizzato a beneficio dell’umanità nel suo insieme.
    La quantità di volte in cui un cittadino si relaziona ad un’intelligenza artificiale su base quotidiana – dalla ricerca su Google all’applicazione dei filtri alle storie di Instagram passando dall’utilizzo dei navigatori – è, infatti, altissima e spesso nel farlo non se ne rende nemmeno conto. Se proiettate, poi, in un futuro ormai prossimo queste applicazioni sono ancora più interessanti e disruptive.
    Prendiamo ad esempio il settore sanitario. In un recente spot televisivo, TIM mostra il prof. Musumeci, noto cardiochirurgo seduto in prima fila durante il matrimonio della figlia che viene chiamato a intervenire in una operazione importante. Senza scomporsi e senza lasciare la cerimonia, il chirurgo si apparta, svolge la parte centrale dell’operazione e torna a sedere al suo posto, in tempo per sentire le promesse solenni. Questa suggestione, sembra una proiezione di un futuro lontano, ma non lo è. Già oggi, infatti, l’IA ha rivoluzionato l’approccio alla diagnosi e al trattamento delle malattie.
    L’uso di algoritmi sofisticati per analizzare enormi quantità di dati ha, infatti, permesso di identificare schemi e correlazioni deboli che sfuggivano agli occhi umani e, grazie a queste scoperte, siamo stati in grado di sviluppare nuove terapie personalizzate, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita di milioni di persone.
    Un altro esempio significativo è legato all’industria.

    La capacità di interpretare in poco tempo tantissimi dati insieme alla connettività e all’automazione consente di superare lo storico trade-off tra mass-production e personalization e abilita un business model nuovo che consente la mass-personalization per cui è possibile offrire in massa a tutti i consumatori un servizio ritagliato sulle loro esigenze e in cui la domanda è opportunamente prevista consentendo minori tempi di consegna e minori sprechi.
    Tuttavia, nonostante le molte applicazioni e opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, è importante non sottovalutare i rischi ad essa associati. Questi includono la minaccia alla privacy, la rivoluzione del mercato del lavoro con possibili effetti sull’occupazione causata dall’automazione e le potenziali conseguenze di disallineamento tra l’IA e gli obbiettivi che l’umanità si propone.
    Il filosofo e matematico Bertrand Russell, già nel XX secolo, affermava che “ogni aumento del sapere può essere un aumento del potere, ma è anche, inevitabilmente, un aumento della possibilità di danno”. Questa riflessione può essere applicata anche all’IA, poiché questa, come tutte le altre rivoluzioni tecnologiche, può avere sia effetti positivi che negativi sulla società. È nostro dovere come individui e come collettività affrontare questi rischi e lavorare per garantire che l’intelligenza artificiale sia sviluppata e utilizzata in modo etico e responsabile.
    Tra gli strumenti che abbiamo c’è quello dell’opportuna informazione e della diffusione sistematica della data- e digital- literacy che, per chi scrive, è una passione e una missione.

    Contributo a cura di Carlo Nardello e Roberto Marseglia

    Carlo Nardello
    E’ nato a Roma nel 1964, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio nel 1988 presso la LUISS.

    Oggi è Adj. Professor presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

    Roberto Marseglia

    Si laurea in ingegneria informatica presso l’Università degli Studi di Pavia con lode. Consegue il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia. Durante il dottorato passa un anno di ricerca presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Successivamente lavora per un anno come Visiting Scholar presso UC Berkeley. Rientrato in Italia lavora circa tre anni presso The CMC Labs. Oggi è CEO di Daat Consulting e CEO di Sphaera e assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia. Appassionato di tecnologia e innovazione, è Certified Innovation Manager del MISE. È Junior Fellow di Aspen Istitute Italia ed è stato selezionato per il Future Leaders Program di ISPI. È operativo presso la sede di Milano.