Categoria: Cinema

  • Alle 17 di oggi, su Cine34, lo splendido Sorpasso di Dino Risi

    Cine 34 17:12 → 19:15 (123 min)
    FILM – DRAMMA, COMMEDIA
    IL SORPASSO
    Bruno Cortona estroverso e superficiale quarantenne, incontra casualmente, nella Roma spopolata di Ferragosto, lo studente universitario Roberto Mariani, timido e studioso, e lo convince ad unirsi a lui per una scorribanda automobilistica. Sono due temperamenti diversissimi, e il giovane prova per il suo occasionale compagno un misto di repulsione e di attrazione

    Uno degli autentici capolavori del cinema e della commedia italiana, con un Vittorio Gassman incontenibile e un altrettanto bravo Jean Louis Trintigrant.

    Da Fuori Orario-Cose mai viste: È un’opera oscura, macabra, cadaverica, in cui la visione di morte è accompagnata dalle canzonette di Edoardo Vianello.

    Si respira il presagio nefasto nella desolazione della stanza dello studente di Trintignant, nei dialoghi tra Bruno e lui in auto, progetti fumosi per il futuro, nel cimitero in cui seguono le due misteriose donne tedesche che passeggiano tra le tombe con aria catatonica.

    Ci sono dei minimi tocchi della sceneggiatura, dei non detti, che la raffinano enormemente, cito alcuni esempi: 1). lo studente senza nome porta Bruno a casa dei suoi genitori, lì incontrano un vecchio giardiniere omosessuale soprannominato Occhio Fino, Bruno-Gassman spiega a Trintignant che quello era un modo per sottolinearne in paese l’omosessualità (Occhio Fino – Finocchio), questo è parte di un processo di rivalutazione di quanto al ragazzo pareva di conoscere da sempre operata dalla presenza assurda di Bruno, una sorta di angelo sterminatore inconsapevole. 2). L’incontro tra Trintigrant e la ragazza alla stazione, che guarda il cielo e dice di star aspettando che il fratello la venga a prendere. 3). Il monologo interiore di Trintigrant rimasto chiuso nel bagno dell’autogrill al principio del viaggio, l’incapacità attonita di agire mentre fuori si accalcano avventori ed un onorevole dai modi malavitosi. 4.) L’arrivo a casa di Bruno e la narrazione della sua situazione famigliare.
    Che film. Un colosso.

    «A Robe’, che te frega delle tristezze. Lo sai qual è l’età più bella? Te lo dico io qual è. È quella che uno c’ha giorno per giorno. Fino a quando schiatta, si capisce…»
    Bruno Cortona – Il sorpasso

  • 76 esimo Locarno Film Festival: il gran finale con il resoconto della nostra Monica Mazzei

    “Ma quanto è bello il Festival del Film e lo spirito che vi aleggia?
    Non ho, almeno per ora, nessuna esperienza degli altri festival, ma non penso che tutti trasmettano lo stesso calore umano, spirito di amicizia e condivisione, amore per il cinema ma anche per la gente, tutta la gente, non certo solo l’attore famoso, che si respira a Locarno nei giorni della kermesse.
    Non è scontato e non è evidente”.

    LOCARNO CH – Il Pardo è fondato su una profonda e rispettosa collaborazione improntata alla fiducia, tra tutti i membri dello staff, che poi crea un legame con tutta la Città, sino all’operatore ecologico.
    Il festival ticinese, arrivato alla 76a edizione, è internazionale ma anche un po’ di nicchia.
    Ma è qui che emerge il vero amore per il cinema: qui si trova il vero regista che attraverso i propri occhi ed il proprio linguaggio, racconta storie di vita.
    Niente “piatti facili”, qui.
    Ma desiderio di comprendere ed immedesimarsi.
    Come ha detto, animato da grande passione il Presidente Marco Solari, che sul palco di ieri sera ha salutato la propria piazza, una “piazza” che ha presieduto come un condottiero per oltre un ventennio, il cinema degli ideali è quello che ha il compito di dare voce e visibilità anche ai perseguitati di regimi; tra questi molti artisti, attori, registi, torturati allo scopo di sopprimerne l’anima libera.
    Il Presidente, che, a richiesta unanime di tutto lo staff, ha ricevuto un “pardino” come ringraziamento per tutto il lavoro e la dedizione verso il Festival, ed è stato nominato “Presidente onorario a vita”; ha infine chiamato sul palco per ringraziarla, la moglie, ossia colei che gli è stata sempre vicina nonostante momenti difficili, nei quali lui era completamente assorbito dal suo lavoro.
    Si è tinto così anche di tanto amore questa bellissima edizione storica, nella quale abbiamo visto scorrere sullo schermo tanti scorci di filmati d’archivio, sulle dichiarazioni di Solari in tutti questi anni, che ci hanno permesso di verificare come lui sia stato di parola, nel concretizzare il suo progetto iniziale.
    Vi sono stati in collegamento anche i ringraziamenti del Presidente della Confederazione Alain Berset, anche lui prossimo a lasciare la politica, chiudendo indubbiamente un’epoca fondamentale per la cultura.
    Aggiungo che Solari aveva specificato come Berset è stato colui al quale gli svizzeri si sono affidati con piena fiducia, in tempo di pandemia, per essere per una volta davvero “governati” e non solo “amministrati”.
    Tra i due vige quindi un patto di stima e fiducia reciproche.
    “Cinema libero in un festival libero”, è ciò che Marco Solari si augura anche per il futuro e sinceramente, anch’io e penso la quasi totalità degli estimatori.
    “Volevamo anche le rose”, era il titolo di un film che una regista italiana portò al Festival nel 2007.
    Locarno si è molto dedicata in questi anni sia alla questione femminile, come a quella delle diversità (forse ormai oggi è tempo di definirle complementarità), e di tutti gli oppressi e del bisogno urgente di uguaglianza che poi è l’unica via per l’educazione alla pace in una comunità e tra nazioni.
    Ed il cinema è sogno, ispirazione e deve portare ciò nella vita quotidiana di ognuno, a volte spigolosa e difficile, ma che non per questo deve dimenticare le più grandi aspirazioni umane.
    Locarno fa anche questo: ci racconta la vita vera ma ci regala anche il sogno.
    E di sogno se ne è visto molto, anche onirico come inconscio; trame delle quali da fil rouge ha fatto spesso quel fuoco simbolico e quasi rituale, che un po’ cenerizza ed un po’ purifica, forse per dare avvio ad una nuova vita; così come il suo contrario, quell’acqua dove immergersi, che poi è la parte più profonda di noi.

    INTERVISTA AUDIO AL REGISTA SIMONE BOZZELLI, DEL FILM “PATAGONIA”:

    https://www.facebook.com/watch/?v=249550604613120

    A cura di Monica Mazzei

  • Locarno Film Festival edizione numero 76. Dalla nostra inviata Monica Mazzei

    IL PARDO: UN FUNAMBOLO IN EQUILIBRIO CON GRAZIA ED ELEGANZA, CHE CI TIENE CON IL FIATO SOSPESO

    LOCARNO CH – Gli auguri di Marina Carobbio Guscetti, Alain Berset, Marco Solari, Alain Scherrer, e del direttore artistico Giona A. Nazzaro, per un futuro avvincente del Locarno Film Festival. –

    “Il cinema è meglio insieme”, questo il cavallo di battaglia di quest’anno.

    Si parla spesso degli effetti speciali nel cinema, ma nessuno pensa mai ai primi effetti speciali di un essere umano: quelli della mente.

    La mente è immaginazione, visualizzazione, desiderio, anche fisico, proiezione e scomponimento del se’ e per recitare e trasmettere le emozioni del proprio personaggio, ci vuole l’empatia che con esso bisogna saper provare… Già: la definizione corretta è “immedesimazione”.

    Questi sono i motivi per i quali non bisogna sostituire l’essere umano nei vari contesti nei quali lo stesso può mettere in atto queste capacità: ogni volta che lo fa, l’uomo perde se stesso; perde una particella di quelle capacità.

    L’intelligenza artificiale non crea, non ne sarebbe in grado: può solo finalizzare, una frase, un’azione, creando abbinamenti o ricreando ciò che già esiste, ripetendolo tecnicamente il più perfettamente possibile.

    Davvero ne abbiamo bisogno anche nella settima arte?

    Io approvo questo sciopero degli attori, anche se indubbiamente ha rubato qualcosa a questa edizione del festival.

    Lo sciopero è anche per lo spettatore.

    Anche lo spettatore ignaro, perché non ha la consapevolezza della profondità dell’interiorità umana. Sarebbe la prima vittima di una rieducazione della propria mente da parte dell’Intelligenza artificiale: noi rischiamo di essere da quest’ultima riplasmati.

    Facciamo un passo indietro: quanto abbiamo già perso?

    In questo 76Locarno ci si confronta, anche attraverso mestieri che non ci sono quasi più… Come la sarta.

    La sarta che ci abitua ad un contatto che profuma di intimità, come quello che nasce tra pittore e modella: due mani che si posano su di una silhouette per rivestirla o rimodellarla dentro ad una stoffa, sono come due occhi che si poggiano su di un corpo, e guidano la mano che lo “copia” su tela e, in un certo senso, lo possiede.

    Se smettiamo di farlo, noi DIMENTICHIAMO cosa significhi, e così le emozioni che tutto questo suscita in noi… Mentre doniamo sempre più all’AI, la possibilità di imitarci in un modo completamente esteriore.

    Questo sciopero capita in una edizione di addii: dopo 23 anni, è l’ultima per il Presidente Marco Solari, il cui posto sarà preso dalla miliardaria collezionista d’arte e mecenate, Maja Hoffmann; mentre il presidente della Confederazione Berset ha annunciato le proprie dimissioni dal Consiglio Federale e a dicembre non si ricandiderà.

    Ed è stato proprio quest’ultimo a definire il Locarno Film Festival un diamante per tuta la Svizzera, al di là dei clichè che ad esempio riferiscono sempre le stesse cose, come dello schermo più grande d’Europa, ecc.

    In tutto ciò il Locarno Film Festival è una realtà enorme eppure umana, nella quale trapelano sentimenti traboccanti di affetto puro non solo per la settima arte ma anche per il pubblico e nelle relazioni fra coloro che vi lavorano per realizzarlo ogni anno. Non solo sfavillio, dunque; ma tanta infinita umanità.

    Il Sindaco di Locarno Alain Scherrer, si era così pronunciato, in apertura del discorso ufficiale: “La vita è dura, difficile da cambiare e modificare. si è presi in un vortice di negatività. Si può dire che sa di tappo! A volte, dopo fatti aberranti, un colore scuro riveste ogni sfumatura ed ogni sentimento. Il ruolo del cinema è quello di offrire testimonianze e ritratti della vita vera, permettendo di accettarla, perché quelle storie, animate da attrici ed attori, sembrano essere impossibili da accettare e in grado di squilibrare addirittura intere serate e giorni a venire. È il cinema: ed in realtà qualsiasi spettatore ci scopre un suo sentimento. Un film può rivelare la vita a chi è capace di recepire e cogliere, nella vita di tutti i giorni, i piccoli drammi, le difficoltà, che il cinema sa svelare. Il mondo politico, finanziario e a qualsiasi livello, è a volte chiamato all’azione per evitare le tragedie che il cinema racconta. La pandemia è stato uno di quei momenti: un film senza sceneggiatura, che non sapevi dove andava a finire, nella quale come in un film si è continuato a fare e rifare le stesse scene”, ha concluso, ringraziando sia Berset che Solari, per le qualità che hanno portato al cinema ed alla Svizzera.

    Marina Carobbio Guscetti, Consigliera di Stato, ha invece esordito con queste parole:

    “I Passaggi di testimone sono delicati ed importanti., perché gli equilibri che reggono l’amministrazione di un sistema come quello internazionale del Locarno Film Festival, sono molto complessi. Chi se ne va ha dato moltissimo a questo festival, ma rinnovarsi è necessario se si vuole continuare a crescere. Un ringraziamento ancora va quindi anche ad Emanuele Bertoli, come a tutte le altre persone che non ho citato. Oggi il festival è sano e forte grazie al contributo di queste personalità. Grazie di cuore dunque per ciò che avete donato e auguri a chi raccoglierà questi ruoli di spessore.

    … Immaginate di vedere qui sulle nostre teste, un Pardo che cammina su un filo, maestoso, passo dopo passo, si tiene in equilibrio con grazia ed eleganza, tenendoci con il fiato sospeso. Perché tutto ciò? Perché camminare in equilibrio su un filo, come chi si è retto in equilibrio per 45 minuti a New York, dove prima c’erano le Torri Gemelle? Il senso forse lo possiamo trarre da un trattato sul funambolismo, che cito: ‘Bisogna battersi contro gli elementi e tenersi in equilibrio su un filo è poca cosa. La forza propulsiva è sapersi tenere in equilibrio con la schiena dritta anche in mezzo alla follia. Ecco il mio augurio per il festival: continuare a restare sempre con la schiena dritta ed ostinata in mezzo a qualsiasi follia, mantenendo viva una linea artistica di scoperta”.

    Il Capo del Dipartimento Federale dell’Interno e della Cultura e Presidente della Confederazione svizzera, Alain Berset:

    “Il Locarno Film Festival non è solo quello dei cliché del Leopardo, del sole, dello schermo più grande d’Europa e dei complimenti ad ogni costo. Oggi è riconosciuto come tutti i maggiori festival internazionali. Il Festival del Film ha ripreso colore. Un festival che ormai ha un suo ruolo in tutta la Svizzera e nel mondo, e che è diventato la punta di diamante della Svizzera. Anche il mondo del Cinema svizzero ha acquisito nel mondo maggior rilevanza.”

    Marco Solari, al suo ultimo discorso:

    “A nome non solo mio, ma anche della Direzione, voglio ringraziare ancora una volta tutto lo staff, fino ad ogni collaboratrice e collaboratore del festival. Ringraziamo poi quelli che impropriamente si chiamano sponsor ma in realtà sono veri e propri partner. Più di cento milioni di franchi ci arrivano dall’economia privata, anche di oltre Gottardo, contribuendo esattamente come il mondo politico. ¾ di miliardo è ciò che poi, incluso il nostro lavoro e l’indotto, è tutto ciò che complessivamente di produce. Un risultato enorme. Ringraziamo un pubblico fedelissimo e la stampa. Questa ultima non sempre benevolmente ma anche con le giuste critiche.

    … E qui volevo arrivare, ringrazio la politica che fin dal primo momento è stata vicina al festival, partendo dai vari sindaci di Locarno.
    Consiglio di Stato, Gran Consiglio e sindaci limitrofi pure ringrazio. Ringrazio chi come Bertoli ha avuto una mano protettrice sul festival; ed oggi, Marina Carobbio Guscetti.
    Un ringraziamento speciale ed un applauso a Berset, che per la Svizzera tutta ha fatto tantissimo, oltre al suo grande contributo per il cinema e per il festival. Non dobbiamo poi dimenticare il suo ruolo durante la pandemia, quando il popolo ha chiesto non solo di essere amministrato, ma di essere governato, e lui è sempre stato in prima fila e si è speso enormemente.
    Mario Timbal e il prof. Lurati hanno pure dato un forte contributo a questo evento.
    Chi raccoglierà il mio testimone presidia la più grande commissione culturale al mondo. La signora Hoffmann ha espresso tutto il suo amore per la Svizzera italiana in generale.
    “Il presidente non ha poi mancato di sottolineare ancora una volta un tema a lui caro: La Verità con la V maiuscola:

    “Questo festival è libertà, come quella accordata al direttore artistico per esempio. In generale noi siamo il festival più libero di tutti come di tutta la Svizzera.

    Due parole voglio spendere per il concetto di ‘parresia’: è il coraggio di dire sempre la verità, anche quando ha delle conseguenze.

    Nell’antichità ciò è stata l’essenza del teatro e della commedia antica.
    Ed auguro che nel futuro del festival voi abbiate il coraggio di portare avanti questo amore per la Verità”.

    Nazzaro, direttore artistico: “A nome mio e della Commissione di selezione, noi abbiamo scelto i film che a nostro avviso mantengono viva la nostra politica. Il cinema non è separato dal mondo ma amplifica le storie della vita vera. Gli umori del mondo sono il segno della qualità del Locarno Film Festival. Olaf Moeller è colui che ci ha aiutato nella selezione per la panoramica sul cinema messicano anni 40-60, dal titolo: “Il Cinema messicano, Ogni giorno uno spettacolo”.

    Dopo i discorsi ufficiali, passerò a raccontarvi i primi film da me visti e gli umori della piazza. Tra i grandi ospiti finora intervistati invece, durante le conferenze pubbliche, Pietro Scalia, assistente regista ed al montaggio da più di un Oscar, e che ha lavorato con i più grandi nomi del cinema.

    I primi film e le prime premiazioni in Piazza:

    La sera di mercoledì 2 agosto, in Piazza Grande è stato conferito l’Excellence Award DAVIDE CAMPARI a RIZ AHMED.

    Le proiezioni sono state 2.

    I dettagli:

    DAMMI, di Yann Mounir Demange.
    Francia/Belgio – 2023 – 98′

    Il protagonista è un immigrato che ama molto il Paese europeo che l’ha ospitato e nel quale si sente a casa. Tuttavia, dai meandri del suo spirito e della sua memoria, emergono ricordi delle origini e solitudini, con i quali fa i conti tutti i giorni, e con i quali cerca di mantenere un filo di unione, per dare un senso alla sua identità, compiendo un viaggio inconscio ed onirico.

    L’incontro e l’amore per una creatura come lui, che forse si sente più sola di lui, lo aiuta in questa fase di completamento e di incastro dei pezzi che paiono sparpagliati.

    Ci vuole un un’anima affine per trovare il senso.

    L’ÈTOILE FILANTE, di Fiona Gordon, Dominique Abel.
    Francia/Belgio – 2023 – 98′

    “Qui si chiamano tutti Boris!”, è la chiave di un film dai colori un po’ surreali ma pervasi di molto umorismo.

    Ce la faranno Boris e la compagna a fuggire, sostituendo il primo con il suo perfetto sosia Dom?

    Si susseguono scene esilaranti, sempre con una improvvisata detective alle calcagna.

    Storia di persone senza limiti che paiono vivere in una realtà fuori del mondo.

    E quando alla coppia di fuggiaschi toccherà tornare indietro a recuperare i documenti, non resterà altro che provare un po’ di compassione per la loro vittima designata e… Scatenarsi in una danza.

    CONCORSO INTERNAZIONALE
    YANNIC, di Quentin Dupiex
    2023, Francia, 65′

    Yannic è un giovane custode notturno che nel suo giorno libero, decide di fare qualcosa di diverso: andare a teatro.
    Il film si apre proprio su una pièce: un uomo ironizza con la moglie sui tradimenti di lei. In una commedia amara, l’amante è addirittura in casa con loro e la moglie tenta di negare l’evidenza dei loro rapporti.
    Yannic però non ci sta: a suo dire, lo spettacolo invece di divertirlo, gli sta ricordando la sua vita e non lo trova affatto divertente!
    Interrompe gli attori e se ne lamenta a tutto andare, sino a decidere di sequestrarli insieme al pubblico in platea, per proporre “il proprio spettacolo”.
    Metafora del nostro desiderio di cambiare il nostro destino? Può essere. Ma la storia ci fa capire che per quanto ci applichiamo per evitarlo, i piccoli imprevisti della vita, spesso tirano fuori quel che realmente siamo.
    Il protagonista però non sembra farsi dei problemi per questo motivo: è dotato di una sincerità quasi agghiacciante, sia con se stesso che con gli altri.

    CONCORSO INTERNAZIONALE.
    ANIMAL, di Sofia Exarchou
    Grecia/Austria/Cipro/Bulgaria, 2023

    La protagonista è andata via di casa a 16 anni, alla ricerca del suo cammino. Da allora sono trascorsi diversi anni e lei adesso lavora come animatrice presso un villaggio turistico in Grecia. È dotata di grande creatività e la impiega a pieno ritmo nella creazione di nuovi spettacoli musicali e danzanti per gli ospiti degli hotel.

    Ha molto talento. Vive une relazione senza impegno con un altro membro dello staff, che non le impedisce di vivere altre avventure.

    Il gruppo è unito e sembrano divertirsi molto, anche se il guadagno non è certo molto.

    Un giorno arriva, insieme al nuovo gruppo di aspiranti animatori che approdano in Grecia da Paesi non più fortunati, anche una ventenne polacca a sua volta fuggita a 16 anni.

    Per questa ragazza il clima e lo stile di vita totalmente libero nel suo gruppo, a volte è causa di disagio, ma nonostante questo, si integra e applica con tutta se stessa.
    È film amaro ed impietoso: non sembra profilarsi qualcosa di meglio.
    Si vive alla giornata e si consumano rapporti, si, forse un po’ come animali, nonostante in realtà ciò causi sofferenza: cosa rimane realmente alle protagoniste? Quale arma pensano di poter usare come veicolo verso una vita migliore?
    Non vi è certezza alcuna, ma la fragilità è tanta quando ad una delle due pare di intravedere un po’ d’amore in qualcuno che non le era parso come gli altri.
    Una cosa è certa: all’ultimo “spettacolo” la protagonista sarà veramente se stessa.
    Il film ha portato in pellicola tutto il dramma di vite come queste.

    In Piazza, la sera del 3 agosto, è stato attribuito il VISION AWARD TICINOMODA a PIETRO SCALIA, uno dei maggiori assistenti alla regia ed addetti al montaggio del mondo, che ha lavorato con i più grandi registi americani ed italiani.

    Proiezione PIAZZA GRANDE 03. Agosto

    LA VOIE ROYALE, di Frédéric Mermoud
    Francia/Svizzera – 2023, 90′

    Storie di ragazze geniali che superano i clichè dimostrando come il sesso femminile possa essere davvero forte in matematica.

    La protagonista diciottenne è dotata di una scintilla che non sfugge al suo docente, che decide di parlare ai suoi genitori per convincerli a lasciarla iscrivere ad una scuola apposita per formare i talenti matematici del futuro.

    Sarà qui che la giovane, abituata ad una vita di campagna in una fattoria, inizierà a contemplare il passo successivo: e poi?

    Nella sua mente si affaccia, affascinante, l’idea del Polytecnico, scuola universitaria addirittura di stampo militare.

    Lì si sono formati talenti storici nella vita del Paese, tra i quali, molte donne.
    Tra nuove amicizie e nuovi amori, nonché la scoperta di se stessa, non saranno poche le difficoltà. La nuova docente, anch’ella donna, la sprona ad ogni costo, dandole inizialmente l’impressione di avercela con lei. I rapporti con compagne e compagni sono buoni, ma la competizione ed il confronto sono alle stelle.
    Per mesi, avrà l’impressione di non essere affatto geniale e pure una delusione affettiva ci metterà lo zampino.
    Ma alla fine, troverà le giuste collaborazioni disinteressate per aiutarla a tirar fuori il meglio di sé ed abbracciare completamente il suo grandissimo sogno: lavorare al servizio del futuro del mondo.

    CONCORSO CINEASTI DEL PRESENTE
    FAMILY PORTRAIT, di Roland Barthes
    Stati Uniti, 2023, 78′

    Una natura onnipresente, con i suoi elementi, il vento tra le fronde e l’acqua di un fiume, scandisce il tempo della vita ed il rapporto con le emozioni.
    Sembra una giornata come tante: parenti che si riuniscono per raccontarsi novità e per scattare un ritratto di famiglia.

    Tempi si allineano e scorrono gli uni sugli altri.
    È solo un contorno il fatto che una cugina 21enne sia appena deceduta per un virus misterioso?

    Si e no.
    Ma la protagonista sembra molto più preoccupata del fatto che la madre, con la quale aveva sempre avuto un rapporto un po’ strano (lei non si sentiva “vista”, come racconta al nuovo compagno), e che un attimo prima animava la cucina, sia di colpo sparita.

    Il finale si svela all’ultimo, tuttavia, se si presta attenzione e vi è successo nella vita, lo capirete già guardandolo: lei continua a domandare della madre con un’ansia crescente, ma nessuno le risponde mai in modo sensato. Anzi: sono intenti a parlare fittamente tra loro. Come mai?La giovane ad un certo punto si immerge nel fiume, pare cercarla nelle acque, ed anche questo è in realtà un gesto simbolico…

    Ma soprattutto c’è un istante preciso che svelerà tutto il significato di quel ritratto di famiglia, per chi sa guardare: lei e la madre in una scena sono sedute in silenzio e senza guardarsi su di una roccia nel fiume.

    Poi lei si tuffa; poi entrambe, lentamente, svaniscono…

    Il senso di noi, di tutti i nostri dolori, delle nostre perdite, del nostro tempo, sono tutti in quella scena. Una scena che nessuno di noi potrà mai cogliere. Il regista vuole mostrarci e farci capire questo: il dopo di noi.

    Bellissimo film onirico, delicato e di una poesia struggente, in quel darsi tutti la mano nel tempo che scorre.

    Non ho visto ancora niente ma, lo ammetto, lo premierei.

    Ha messo in ordine scene all’apparenza irrazionali.

    Probabilmente c’è nascosta anche qualche considerazione sul lavoro del regista: a metà strada tra il sogno e la capacità di visualizzare.

    PIAZZA GRANDE, 04 Agosto del 2023.

    Presentate sul palco del festival le delegazioni dei film proiettati durante questa serata:

    “La Bella Estate”, regia di Laura Lucchini e “Guardians of the Formula”, regia di Dragan Bjelogrlic’

    LA BELLA ESTATE, di Laura Lucchini,
    Italia – 2023 – 111′

    Ginia ed il fratello si sono trasferiti dalla campagna alla città insieme, lasciando a casa i genitori. Cercano la loro strada per il futuro. Lui, probabilmente proiezione (anche se mostrato molto ai margini nella storia), di Cesare Pavese, dal cui romanzo è tratto questo film, scrive racconti e si era iscritto all’università, ma sta rinunciando, schiacciato dalle difficoltà economiche e dalle responsabilità.

    Lei una giovane sarta piena di talento e che si sta affacciando al mondo degli stilisti.
    Vivono la loro vita con sullo sfondo i primi discorsi di Mussolini (la guerra è alle porte ma i protagonisti ancora non lo sanno); vedono gli amici di sempre e si fanno compagnia, nella Torino del 1937-’38.

    Un giorno, conosceranno Amelia, spregiudicata e bellissima giovane che per mantenersi, posa senza veli per svariati pittori.
    Lei e Ginia faranno amicizia e quest’ultima sarà introdotta dalla prima ad un mondo intrigante, libero ed entusiasmante, fatto di arte e amori liberi e passionali.
    Il fratello maggiore cercherà di vegliare sulla sorella ma poco alla volta, la lascerà libera pur senza ammetterlo.

    Si susseguono gioie, palpiti ed anche dolori ed apprensione, in un turbinio che li accompagnerà tutti verso la maturità ed una più intensa presa di consapevolezza.

    Di chi era veramente gelosa Amalia?
    E chi veramente amerà infine Ginia?

    Un film bellissimo, dove le stagioni e la natura (anche qui), segnano incedere del tempo, dei cambiamenti (anche della protagonista Ginia), e delle emozioni.

    Vi si respira non solo il romanzo del celebre scrittore, ma realmente si vive per un paio d’ore in quegli anni, ricavandone un senso di nostalgia come se li avessimo vissuti.

    Una piccola divagazione sull’importanza di tutte quelle creazioni umane che passano attraverso la vita e le mani: sono esse stesse veicoli di intimità e sensualità, nonché empatia e bisogno di conoscere e conoscersi.

    La sarta cuce su un corpo, il pittore trasporta un corpo su tela.

    Oggi possiamo ringraziare Pavese per averci trasmesso senza poterlo sapere (oggi anche Laura Lucchini con questa trasposizione cinematografica), sensazioni e riscoperte che avevamo perduto.
    CONVERSAZIONE CON PIETRO SCALIA, lo storico assistente alla regia e montatore DEL cinema (mondiale!).

    Presso lo Spazio Cinema del festival, ieri alle 10.45, si è svolta l’intervista pubblica al suddetto artista del cinema.
    Ha mediato Manlio Gomarasca.

    Come aveva già detto sul palco la sera prima il direttore artistico Giona Nazarro, consegnandogli come riconoscimento Ticinomoda Award, “Scalia ha rivoluzionato il modo di pensare come collegare un’immagine all’altra”: è riuscito a determinare con sguardo nuovo gli intervalli ritmici ed i tempi necessari a legare le immagini fra loro.

    Ha collaborato con Bertolucci, Ridley Scott, Raimi, Michael Bay, Van Sant (solo per citarne alcuni nella sterminata lista di nomi).

    Gli Oscar: nel 1992, con Joe Hutshing, per “JFK”; nel 2002 vince ancora con il montaggio per “Black Hawk Down” di Ridley Scott;
    ha avuto altre due nomination per “Il Gladiatore” e “Genio Ribelle”.

    Oggi siamo in attesa dell’uscita al cinema di “Ferrari”, da lui montato per la regia di Michael Mann.

    Nei natali di Scalia, la Sicilia e la Svizzera, dove era immigrato da bambino con la famiglia e dove si è formato, prima di partire alla volta degli USA per dedicarsi allo studio del cinema.

    Ha iniziato la sua carriera come assistente al montaggio per Oliver Stone.

    Il rapporto più lungo, quello con Ridley Scott: ben 15 anni.

    Scalia è stato inoltre produttore musicale per Han Zimmer che ha curato la colonna sonora per tre film di Ridley Scott, ed è stato membro di giuria della Mostra del Cinema di Venezia nel 2004.

    Monica Mazzei
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com

  • La divina Barbara Bouchet compie 80 anni

    In Italia l’abbiamo conosciuta negli anni Settanta grazie al filone della commedia sexy all’italiana ma Barbara Bouchet è molto di più di un’attrice un po’ scollacciata e ora, alla vigilia del suo 80° compleanno (è nata a Reichenberg, nell’attuale Repubblica Ceca, il 15 agosto 1943) vale la pena ricordarlo.

    Anche perché continua a frequentare la nostra televisione e viene spesso citata anche per essere la madre di chef Alessandro Borghese. Barbara Gutscher (questo il suo vero nome) inizia la sua carriera come ballerina a San Francisco dove cresce dopo l’espulsione della popolazione di etnia tedesca dalla Cecoslovacchia in seguito alla conferenza di Potsdam. Le prime apparizioni televisive sono con il corpo di ballerini adolescenti “The KPIX Dance Party” tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. Nel 1962 Barbara decide di lasciare la danza e dedicarsi al cinema. Si trasferisce a Hollywood e cambia il suo cognome in Bouchet. L’esordio è nel film “La signora e i suoi mariti”, interpretato da Robert Mitchum. Seguono “Prima vittoria” di Otto Preminger (con John Wayne e Kirk Douglas) e “James Bond 007 – Casino Royale”.

    Nei primi anni Settanta torna in Europa e, grazie alla sua bellezza, la sua strada incrocia quella della commedia sexy e dell’erotismo soft di “Playmen Italia”: tra i tanti film interpretati ci sono “Una cavalla tutta nuda”, “Racconti proibiti… di niente vestiti”, “L’amica di mia madre”, “40 gradi all’ombra del lenzuolo”, “La moglie in vacanza, l’amante in città” e “Spaghetti a mezzanotte”, accanto a poliziotteschi e thriller come “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo e “Non si sevizia un paperino” di Lucio Fulci. Esaurita l’esperienza cinematografica, che conta decine di film, la Bouchet lancia una serie di libri e videocassette di aerobica e torna in televisione con le serie “Incantesimo”, “Diritto di difesa”, “Capri” e “Ho sposato uno sbirro”. Il cinema, però, non è ancora un’esperienza conclusa: tra gli altri, nel 2002 ha un piccolo ruolo in “Gangs of New York” di Martin Scorsese, nel 2007 è nel cast di “Bastardi” con Franco Nero e Giancarlo Giannini e nel 2018 in quello di “Metti la nonna in freezer” con Fabio De Luigi e Miriam Leone. Nel 2020 partecipa come concorrente a “Ballando con le stelle” ed è tuttora spesso ospite nei diversi contenitori tv.

  • 31 luglio, ultima proiezione al cinema Odeon di Milano…

    31 luglio, ultima proiezione al cinema Odeon di Milano…

    MILANO ”Che tristezza: stanno facendo una cosa bisbetica, perché il cinema non si può trattare come un normale esercizio commerciale”. Lo dice all’AdnKronos l’attore e regista Paolo Ruffini, dopo aver comprato il biglietto per ‘La maledizione della Queen Mary’, l’ultimo spettacolo proiettato dal cinema Odeon, il multisala storico del centro di Milano, che da ieri ha chiuso i battenti.

    ”Non penso che si possano chiudere musei e biblioteche, che differenza c’è con un cinema?”, si chiede Ruffini, sottolineando che all’Odeon oltretutto ”ci sono almeno due sale che sono capolavori architettonici, è un cinema storico. Io ho fatto almeno dieci presentazioni di film qui: c’erano i tappeti rossi, era la walk of fame di Milano questa…”. I più bei ricordi che Ruffini conserva dell’Odeon sono proprio legati alle presentazioni dei suoi film, il primo da regista ‘Fuga di cervelli’, ormai dieci anni fa, e l’ultimo, ‘Ragazzaccio’. ”Era il 3 novembre, abbiamo fatto la proiezione qua. Forse avevo sentore che avrebbe chiuso e ho voluto fare qui un’anteprima speciale. È stato strepitoso”, racconta, senza nascondere l’amarezza. ”Vedere trattare il cinema così mi dispiace. Sta cambiando proprio la mentalità: si pensa che il cinema debba essere fruito soltanto a casa, ma il cinema non è social, è una grande occasione sociale. Io sono progressista, viva le piattaforme, ma una cosa non dovrebbe eliminare l’altra, le arti dovrebbero convergere. Tra cent’anni non so se ci sarà Tik Tok, ma il teatro ci sarà di sicuro”. Per di più ”i film non si vedranno più così bene, anche se a casa hai uno schermo venti pollici”, anche perché ”quando noi facciamo i film li facciamo per il cinema”.

  • Short Out Festival: il margine al centro. A Lainate dal 12 luglio

    In arrivo la seconda edizione: cinque giorni di cortometraggi, registi, eventi e una serata speciale con Silvio Soldini.

    Nella storica cornice di Villa Visconti Borromeo Litta, da mercoledì 12 a domenica 16 luglio, torna Short Out Festival: una seconda edizione di cinque giorni, con ingresso gratuito, 22 cortometraggi provenienti da tutto il mondo, mostre ed eventi per esplorare il tema del margine e della periferia a 360°.

    Lainate – Al via da mercoledì 12 a domenica 16 luglio la seconda edizione di Short Out, festival internazionale di cortometraggi, che conferma il tema portante del margine e si afferma come spazio di riflessione artistica, culturale, sociale, ambientale, valorizzando il mondo cinematografico e promuovendo il territorio e l’inclusività della provincia.

    La necessità di affermare la centralità dei margini nasce innanzitutto dall’abitare gli spazi della periferia di una grande città come Milano, aprendo la riflessione sul rapporto tra il centro e i suoi luoghi di confine, in un momento storico che investe sull’accentramento e che sembra oscurare la produzione artistica, culturale e sociale che nasce, cresce e vive ai margini.

    Per la seconda edizione si conferma la collaborazione e il contributo del Comune di Lainate, il sostegno di Fondazione Cariplo e i patrocini di CSBNO, Camera di Commercio Milano Monza Lodi Brianza e Città Metropolitana di Milano.

    Il progetto dell’edizione 2023 è stato sostenuto con entusiasmo e piena collaborazione dal Comune di Lainate, subito dopo la conclusione della prima edizione nel luglio dello scorso anno che ha riscontrato l’interesse e la partecipazione del pubblico di Lainate e dell’hinterland milanese.

    “Abbiamo dato fin dall’inizio pieno sostegno alla manifestazione – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Lainate Danila Maddonini – convinti della bontà e dell’elevata qualità del progetto. Crediamo molto in questa forma di cultura in grado di coinvolgere pubblici nuovi, soprattutto tra i giovani. Ci piace, inoltre, sottolineare che si tratta di un’iniziativa fortemente voluta da un’associazione di giovani lainatesi, preparati e intraprendenti, che hanno scelto la strada dell’arte del cinema per cercare di abbattere barriere culturali e sociali. Un Festival che è stato in grado di aprirsi alla città e creare un percorso di coinvolgimento che passa attraverso i volontari che supporteranno la gestione dell’evento, la rete di partnership con le imprese e il mondo del commercio locale… Siamo convinti che questa seconda edizione aprirà la strada a collaborazioni di prestigio per il futuro. Buon Festival a tutti!”

    La seconda edizione di Short Out è un’emozionante conferma e un’entusiasmante sfida: il programma 2023 è il risultato di quanto messo a frutto al debutto nel 2022 unito agli obiettivi del Festival per il futuro, come raccontano i Direttori Artistici, Odoardo Maggioni e Luca Massimo Garavaglia:

    “Short Out continua il suo percorso in questa seconda edizione, tenendo fede alla sua missione di rimettere la periferia al centro del discorso cinematografico e culturale. A seguito del successo dello scorso anno e grazie anche all’entusiasmo che ci ha circondato, abbiamo deciso di fare un festival ancora più grande: più giorni, più cortometraggi, più ospiti e una mostra artistica ancora più ampia.
    I presupposti, però, sono rimasti i medesimi, ovvero dare voce e spazio al cinema attraverso la sua forma più indipendente e libera: il cortometraggio. Anche quest’anno ci sono arrivati tantissimi lavori. Alla fine, non senza difficoltà, abbiamo selezionato le 22 opere in concorso, vantando molte première nazionali.
    Rendere viva la periferia, ri-abitando un patrimonio culturale come Villa Litta, è per noi motivo d’orgoglio, convinti che la cultura sia un atto politico che genera processi di vitalità e bellezza.”

    Il programma 2023

    Il festival comincia tutti i giorni, da mercoledì 12 a domenica 16 luglio alle 18:30, con l’apertura degli spazi della Villa, a partire dal Cortile Nobile che ospita un’area food & beverage, due stand legati al mondo dell’illustrazione (Minimal Incipit e TINALS) e il consueto spazio del Talk Short, dedicato agli eventi sul tema del margine e agli incontri con i registi presenti al Festival.
    Tra le novità di quest’anno un’area lounge con dj set per momenti conviviali di relax in compagnia di buona musica, l’esposizione delle opere selezionate da Sketch Out, il contest lanciato a inizio 2023 per la realizzazione dell’illustrazione della seconda edizione e una biblioteca satellite, con scaffali tematici a cura dell’Ariston Lainate Urban Center e realizzata in collaborazione con CSBNO.

    I cortometraggi in concorso

    La call per la candidatura dei cortometraggi, aperta a gennaio e terminata a maggio 2023, ha raccolto 226 cortometraggi, provenienti da 42 paesi, da 5 continenti: dall’Italia al Canada, dalla Polonia alla Cina, fino ad Australia, India e Iran.
    La Direzione Artistica di Short Out ha selezionato una rosa finale di 22 cortometraggi, 10 in gara per la categoria Best National e 12 per quella Best International tra i quali molte premiere italiane e il vincitore della categoria agli Oscar 2023, iscritto ai primi di marzo 2023.

    I premi della seconda edizione sono:
    Best Short Film (1.500,00 € + trofeo)
    Best International (750,00 € + trofeo)
    Best National (750,00 € + trofeo)
    Menzione speciale della giuria (trofeo)
    Premio del pubblico (trofeo)

    I cortometraggi saranno valutati dalla giuria del Festival, composta da professionisti del settore cinematografico che quest’anno vede la presenza di:

    Astrid Casali, presidentessa di giuria, attrice cinematografica, teatrale e televisiva.
    Ha recitato in numerosi film e serie tra cui: Strategie Fatali, compagnia Musella Mazzarelli (2015/2018); Non uccidere regia di Giuseppe Gagliardi (2015); 1993 e 1994, regia di Giuseppe Gagliardi (2016/2018); Diario di un dolore, regia di Francesco Alberici (2020 e 2022); America Latina dei fratelli D’Innocenzo, presentato al FilmFestival di Venezia 2021; Boris 4 regia Ciarrapico e Vendruscolo in uscita a Ottobre 2022, la serie Netflix Briganti con la regia di N.Sorcinelli, A. Le Fosse e S. St. Leger (2022).
    Giovanni Covini, filmmaker, docente, autore e acting coach.
    Insegna linguaggio cinematografico e direzione attori alla Scuola Civica Paolo Grassi, alla Luchino Visconti di Milano e all’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio (VA). È anche Direttore Artistico della scuola Culturama di Voghera. Tra i suoi lavori come filmmaker: Un inguaribile amore (David di Donatello miglior cortometraggio 2006), A tutto quello che si muove (2007), Nella città che cambia (2007), Who’s Romeo (2018).
    Paolo Benvenuti, direttore del suono e fonico di presa diretta.
    Lavora, dal 2002 al 2005, in qualità di microfonista per sit-com e fiction televisive tra cui Casa Vianello e Colorado Cafè e, dal 2005, collabora nella produzione di lungometraggi e documentari di registi, tra i quali Michelangelo Frammartino, Emma Dante, Silvio Soldini, Francesco Fei, Yuri Ancarani, ricevendo numerosi riconoscimenti: Vincitore E.F.A.(European Film Award) 2022, Vincitore Ciak D’Oro 2011, Vincitore Nastri D’Argento 2022 e candidato ai David di Donatello 2011, ai Premi A.I.T.S. 201, al Ciak D’oro 2012 ai Nastri D’Argento 2014.

    La proiezione dei film in concorso si svolgerà durante quattro delle cinque serate del Festival: mercoledì 12, giovedì 13, sabato 15 e domenica 16 luglio a partire dalle 21:30 nel Teatro Naturale di Villa Litta.
    L’ingresso alle proiezioni è gratuito ma è necessario effettuare la prenotazione dei posti a sedere tramite il sito del Festival. Quest’anno all’esaurimento dei 198 posti disponibili sarà attiva una lista d’attesa per prenotare i posti delle serate (tutte le informazioni sul sito del Festival www.shortoutfestival.com/biglietti). In caso di maltempo le proiezioni si sposteranno all’interno dell’Auditorium della Biblioteca L’Ariston Lainate Urban Center, a pochi metri di distanza da Villa Litta.

    La serata speciale di venerdì 14 luglio con Silvio Soldini
    Venerdì 14 luglio il Festival ospiterà Silvio Soldini, regista di numerosi film tra i quali Pane e Tulipani (2000, vincitore ai David di Donatello, Nastri D’Argento e Ciak D’Oro), Giorni e nuvole (2007), Il colore nascosto delle cose (2017) e di altrettanti documentari che hanno ricevuto importanti riconoscimenti come Per altri occhi, vincitore ai Nastri d’argento 2014.
    Un incontro per parlare del cinema di Silvio Soldini con Silvio Soldini alle ore 21:00 di venerdì 14 luglio, cui seguirà la proiezione del suo ultimo film, realizzato con la collaborazione di Cristiana Mainardi e uscito a maggio 2023: Un altro domani. Un documentario che conduce un’indagine sulle relazioni tra persone, per cercare di comprendere dove, e perché, la violenza prenda il sopravvento.

    Gli eventi sul margine

    Ogni giorno alle 19:00 nello spazio Talk Short all’interno del Cortile Nobile di Villa Litta, si svolgeranno una serie di eventi per riflettere sul tema del Festival: il margine.

    Mercoledì 12 luglio, Bordeggiare lungo i bordi con Luciano Crespi, Professore di Design al Politecnico di Milano insieme a Fiamma Invernizzi, arch. PHD., editor-in Chief di Isplora

    Giovedì 13 luglio, Periferie Politiche con Christian Raimo, professore e saggista, autore di Ho 16 anni e sono fascista. Indagine sui ragazzi e l’estrema destra (Piemme, 2018) e Contro l’identità italiana (Einaudi, 2019).

    Sabato 15 luglio, Racconti di confine con Gabriele Micalizzi, fotoreporter italiano che negli anni ha raccontato scenari di guerra e di confine dall’Afghanistan alla Striscia di Gaza fino a Mariupol e al Donbass, ottenendo numerosi riconoscimenti e premi a livello internazionale.

    Domenica 16 luglio, Ai margini dell’inquadratura con Sabina Bologna e Marco Bassano, Direttori della Fotografia insieme a Odoardo Maggioni e Luca Massimo Garavaglia, Direttori Artistici di Short Out.

    Melting Media: la mostra artistica

    Anche quest’anno spazio all’arte con un nuovo progetto espositivo a cura della Direzione Artistica e Organizzativa delle mostre di Short Out.
    Melting Media – Ai margini della crisi climatica è un’indagine antropologica, emotiva e culturale che attraverso le opere racconta il territorio lainatese e dà voce a una quotidianità problematica non sempre considerata nei discorsi mediatici.
    L’immaginario stereotipato comunicato dai mass media globali in merito alle problematiche ambientali genera una situazione di forte scollamento rispetto alle situazioni che concretamente vengono affrontate nelle singole realtà locali. La nostra attenzione viene spesso veicolata verso questioni distanti da un interesse strettamente quotidiano, impedendoci di concepire realmente la crisi climatica come una problematica alla nostra portata e rendendoci spettatori passivi della minaccia.
    Grazie a un lavoro congiunto di riflessione sul tema e di indagine sul territorio, gli artisti coinvolti hanno cercato di rappresentare questo divario comunicativo, dando vita a quattro opere che, grazie a differenti prospettive, si fondono in un dialogo unico e allo stesso tempo duale in grado di mettere in luce quel confronto tra globale e locale, caposaldo della nostra narrazione.
    Il gruppo di artiste e artisti composto da Valeriana Berchicci, Erica Bardi, Davide Botti e Selva Studio di Valentina Carnevali e Sara Zanoni curerà l’incontro di presentazione della mostra venerdì 14 luglio, alle 19:00 nello spazio Talk Short nel Cortile Nobile.
    Melting Media è visitabile nei giorni e orari del Festival, nelle Sale a piano terra della Villa.

    I contest di illustrazione

    Tra le novità dell’edizione 2023 anche due contest di illustrazione.
    Il primo è Sketch Out, contest promosso dal Festival per trovare l’immagine del manifesto della seconda edizione ha riscosso un grande successo, raccogliendo oltre 100 opere da artisti di tutta Italia. L’opera vincitrice, La Bolla di Cosimo Grandoli (Cionsi) sarà esposta in una mostra insieme a una selezione di altre 20 illustrazioni durante i giorni del Festival, all’interno di uno spazio dedicato nel Cortile Nobile.
    Il secondo contest nasce da una collaborazione artistica con TINALS (This is not a love song), progetto editoriale romano, nato nel 2013 e che unisce il fumetto e l’illustrazione alla cultura e all’immaginario pop dalla musica al cinema, fino alle serie tv. In occasione del Festival è stato indetto un contest per disegnare la locandina-biglietto di Gomorra di Matteo Garrone, a 15 anni dalla prima proiezione a Napoli nel 2008.

    Collaborazioni per il territorio

    Dal 12 al 16 luglio 2023, durante i giorni del Festival in collaborazione all’Associazione Amici di Villa Litta, il Ninfeo seguirà un calendario speciale di aperture, con la possibilità di ingressi ridotti a 10€ per i partecipanti al Festival, cui sarà consegnato un coupon. Gli orari di apertura del Ninfeo:
    mercoledì 12, giovedì 13 e venerdì 14 luglio dalle 21.15 alle 22.15 (percorso di visita con postazioni e ausilio di Qrcode; partenza ogni 10 minuti)
    sabato 15 luglio dalle 21:00 alle 22:00 (percorso di visita con postazioni e ausilio di Qrcode; partenza ogni 10 minuti)
    domenica 16 luglio dalle 15:00 alle 18:00 (visite guidate con partenza ogni 20 minuti; durata visita 1h15)

    Per incentivare gli spostamenti sostenibili dal centro alla provincia e, in particolare al Festival, quest’anno Short Out stringe una partnership con E-VAI, il car sharing fuori dal comune presente con oltre 300 postazioni in tutta Lombardia (di cui 2 a Lainate): una promozione valida per i nuovi utenti e per quelli già registrati, utilizzando il codice dedicato al Festival: https://www.e-vai.com/partnership/short-out-2023/

    Shopping a Lainate è l’iniziativa realizzata insieme all’Associazione Commercianti di Lainate per promuovere le attività locali non solo durante i giorni del Festival attraverso la consegna di coupon da utilizzare nei negozi aderenti e validi fino al 30 settembre 2023: https://www.shortoutfestival.com/shopping-a-lainate

    L’attenzione al territorio passa anche dall’ospitalità: l’Hotel Litta Palace, struttura a 4 stelle a pochi passi dal centro di Lainate e dalla Villa, tra gli sponsor tecnici del Festival, accoglierà gli ospiti e i registi della seconda edizione di Short Out.

    Chi organizza Short Out Festival

    Short Out Festival è realizzato e organizzato da Tutti Frutti ETS con la collaborazione e il contributo del Comune di Lainate.

    Gold sponsor: Perfetti Van Melle
    Silver sponsor: Meseco
    Bronze Sponsor: La Botteguccia
    Sponsor Tecnici: TVM, Copy94, Hotel Litta Palace, La Boutique del Fiore
    Si ringrazia Fineco (filiale di Via Re Umberto Iᵒ, 14 a Lainate, MI)

    Con il patrocinio di
    CSBNO
    Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi
    Città Metropolitana di Milano

    Media Partner: Il Bullone
    Partner: E-VAI

    Con la partecipazione di
    Macedonia Film
    Ria Consulting

    Con il sostegno di Fondazione Cariplo
    Fondazione Cariplo sostiene progetti di utilità sociale legati ad arte e cultura, ambiente, servizi alla persona e ricerca scientifica in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Dal 1991 promuove la vita delle comunità, sostenendo i soggetti non profit che operano sul territorio e che sono più vicini ai bisogni delle persone.
    Le distanze all’interno delle nostre comunità stanno aumentando, rendendole più frammentate e fragili: oggi più che mai invece c’è bisogno di accorciare queste distanze per avere comunità forti e inclusive, per sostenere la vita delle persone e per avere istituzioni robuste, in grado di contemperare le diverse esigenze e orientare le risorse e le scelte verso un futuro migliore per tutti e in cui tutti possano riconoscersi.
    In questi 30 anni di vita, Fondazione Cariplo ha reso possibile la realizzazione di 35.600 progetti donando al territorio oltre 3,6 miliardi di euro.
    Ulteriori informazioni sul sito www.fondazionecariplo.it

    INFORMAZIONI SUL FESTIVAL
    Come arrivare
    In macchina: Autostrada A8 Milano-Laghi, uscita Lainate-Arese.
    Cicloturismo: Villa Litta, location del Festival, è raggiungibile anche in bicicletta grazie agli itinerari cicloturistici LET – Landscape Expo Tour. Dalla stazione ferroviaria di Garbagnate – Parco delle Groane è possibile raggiungere Lainate, grazie ai percorsi ciclo-pedonali.
    E-VAI: il car sharing fuori dal comune: una promozione realizzata insieme al nostro partner per una mobilità sostenibile. Attiva tutti i giorni del Festival e valida sia per i nuovi utenti che per la community di E-VAI: https://www.e-vai.com/partnership/short-out-2023/

    Orari
    Mercoledì 12 e giovedì 13 luglio dalle 18:30 alle 00:30
    Venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 luglio dalle 18:30 all’1:30
    Ingresso Proiezioni a partire dalle 21:00 (Area accrediti)
    Ultimo ingresso proiezioni: 21:30

    Biglietti (ingresso gratuito, prenotazione necessaria per accedere alle proiezioni): https://www.shortoutfestival.com/biglietti
    Il programma online: https://www.shortoutfestival.com/programma
    Digital Media Kit disponibile a questo link

    CONTATTI
    Sito Web: www.shortoutfestival.com
    Social
    Facebook: https://www.facebook.com/shortoutfestival
    Instagram: https://www.instagram.com/shortoutfestival/

  • Magenta, Cinema Teatro Nuovo, il bilancio della stagione 2023: ‘Accolti quasi 3 mila ragazzi del Magentino’

    Quasi tremila ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado del magentino, insieme ai loro attenti insegnanti, sono passati nella Sala di Comunità di Magenta per entrare insieme in… “ALTRE STORIE OLTRE IL SIPARIO”.

    MAGENTA – Dopo quasi 3 anni di fermo dovuto alla pandemia, CinemateatroNuovo ha quest’anno potuto riprendere la rassegna ALTRE STORIE OLTRE IL SIPARIO lasciata in sospeso a fine febbraio 2020 riproponendo, durante la primavera 2023, quattro tra le migliori produzioni del panorama nazionale di teatro per le scuole.
    La scuola ha un ruolo centrale per lo sviluppo delle giovani generazioni in quanto ha la responsabilità di formare persone responsabili e ricche sul piano culturale e umano nell’ottica di un cambiamento sostenibile.

    Teatro, cinema e le arti in genere sono mezzi di espressione e di comunicazione straordinari, con il potere di allargare gli orizzonti di senso, interiori ed esteriori, delle giovani vite in formazione. Cercando e coltivando una sensibilità personale, individuale e collettiva, generatrice di vite fruttuose di valori e felicità condivisa.
    Credendo fermamente in questo potenziale personale e civico, Cinema Teatro Nuovo, Sala di Comunità magentina, dal 1992 ha offerto alle scuole stagioni teatrali e proposte cinematografiche dedicate, selezionate dai preparati volontari di Sala in coordinamento con le scuole stesse del territorio. Attraverso quello che si potrebbe definire “tavolo di lavoro permanente”, l’obiettivo è quello di individuare ogni possibile proposta integrativa alla didattica curricolare e monitorando insieme le iniziative.

    Temi e spettacoli della stagione 2022-23

    I titoli della stagione proposta per l’anno scolastico 2022-23 – inserita anche nel circuito diocesano Teatri in Rete – hanno affrontato temi di attualità ed emergenza sociale come quello del rapporto con il web ed i “socials” :una problematica sempre più diffusa e percepita come focus di lavoro educativo e preventivo a favore di ragazzi e famiglie (“DIS-CONNESSO – Fuga OFF LINE”); hanno fatto conoscere il mondo creativo, musicale, valoriale e poetico del grande Gianni Rodari : “Un omaggio al mondo della scuola, agli insegnanti, ai genitori e a tutti quelli che credono che le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare” ; hanno portato i bimbi su una stella, con il super-classico Il Piccolo Principe : “Questo “classico per l’infanzia” ci incoraggia a fare qualcosa non sempre facile: vedere con il cuore, sentire in profondità, non fermarsi alle apparenze”; ed infine, insieme al topolino Nico (tratto da un piccolo e poetico racconto di Matthias Hoppe), abbiamo cercato un nuovo amico: “alla scoperta dei grandi insegnamenti e dei tesori che attendono chi ha un cuore aperto e desideroso di conoscere, imparando ad affrontare le delusioni superandole con la fiducia e l’apertura al mondo” .

    Il tavolo per il prossimo anno scolastico è già al lavoro!

    I volontari della Sala di CTN MAGENTA stanno già attivandosi con gli insegnanti del magentino per il programma 2023-24. La Direzione della sala di Comunità di via San Martino 19 lancia però un appello agli enti locali ed alle amministrazioni: “Noi operatori ci sforziamo di tenere il costo per le famiglie degli scolari a livelli minimi in maniera da non precludere a nessuno questa importante esperienza di crescita; ma quest’anno i costi del trasporto sono diventanti davvero troppo onerosi, improponibili alle famiglie. Chiediamo alle istituzioni, alle amministrazioni di intervenire con celerità per risolvere una situazione che rischia di penalizzare la crescita dei nostri bambini e ragazzi, con le loro alle famiglie”.

  • La carovana del cinema torna a Novara con “MOVIE TELLERS” . Appuntamento il 14 e il 21 giugno al Cinema Araldo

    Dal 31 maggio al 30 giugno torna la nuova edizione di MOVIE TELLERS, rassegna che porta nella sua rete di cinema in tutto il Piemonte un mix di film e intrattenimento di qualità: 13 titoli – 4 lungometraggi, 4 documentari, 4 cortometraggi e 1 proiezione speciale – arriveranno in 21 città delle 8 province regionali, per un mese di eventi con 28 appuntamenti e un totale di 140 proiezioni.

    NOVARA – Riparte la carovana cinematografica di Movie Tellers – La carovana del cinema, rassegna ideata e realizzata dall’Associazione Piemonte Movie che mette in relazione le sale cinematografiche locali e il pubblico con film legati al territorio. Sin dalla prima edizione Movie Tellers ha portato nella sua rete di cinema sparsi in Piemonte un mix di film e intrattenimento di qualità, per valorizzare e riscoprire l’esperienza condivisa della sala cinematografica, oggi più che mai preziosa.

    Dal 31 maggio al 30 giugno i 13 titoli scelti – 4 lungometraggi, 4 documentari, 4 cortometraggi e 1 proiezione speciale – arriveranno in 21 città delle 8 province regionali, dando vita a una ricca rassegna composta da 28 appuntamenti con 140 proiezioni totali.

    Le sale cinematografiche aderenti alla 4ª edizione di questa rassegna sono:

    • 8 nei CAPOLUOGHI Alessandria – Cinema Kristalli (15 e 19 giugno); Asti – Cinema Lumière (5 giugno) e Cinema Pastrone (13 giugno); Cuneo – Cinema Lanteri (7 giugno) e Cinema Monviso (29 giugno); Novara – Cinema Araldo (14 e 21 giugno); Verbania – Spazio Sant’Anna (11 e 24 giugno); Vercelli – Cinema Italia (8 e 22 giugno).

    • 15 nei COMUNI: Avigliana – Cinema Fassino (31 maggio); Bardonecchia – Cinema Sabrina (30 giugno); Barge – Cinema Comunale (6 giugno); Bra – Cinema Vittoria (27 giugno); Busca – Cinema Lux (9 giugno); Candelo – Cinema Verdi (8 e 22 giugno); Carmagnola – Cinema Elios (16 giugno); Ceva – Sala Borsi (15 giugno); Chieri – Cinema Splendor (20 giugno); Dogliani – Cinema Multilanghe (26 giugno); Giaveno – Cinema Teatro San Lorenzo (10 giugno); Ivrea – Cinema Boaro (14 giugno); Omegna – Cinema Teatro Sociale (17 giugno); Ormea – Nuovo Cinema Ormea (23 giugno); Saluzzo – Cinema Magda Olivero (12 giugno).

    In ognuno degli appuntamenti il pubblico potrà assistere alla proiezione di 4 film e intrattenersi con i momenti conviviali che affiancano il buon cibo al buon cinema, con un biglietto d’ingresso volutamente accessibile di 8€ (ridotto 5€). Ogni appuntamento inizierà alle ore 18.00 con un corto e un documentario, per proseguire alle 20 con una degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali in collaborazione con Slow Food, concludendosi alle 20.45 con la proiezione speciale seguita da un lungometraggio.

    Movie Tellers porta il cinema a diretto contatto con gli spettatori grazie alla presenza in sala di autori, protagonisti e professionisti, pronti a raccontare e raccontarsi. Tra gli ospiti di questo mese di cinema targato Piemonte i registi Andrea Zalone, Umberto Spinazzola, Davide Ferrario, Daniele Gaglianone, Cecilia Bozzi Wolf, Alessandro Azzarito, Mattia Napoli, Jacopo Ficulle, Guido Passi, Lorenzo Radin, Giacomo Bolzani, Samuele Zucchet, la produttrice Elena Filippini e il produttore Mattia Puleo, la produttrice e montatrice Cristina Sardo e i produttori della casa torinese Stefilm.

    «Oggi più che mai dobbiamo essere al fianco degli esercenti per tenere vive e rilanciare le attività delle sale cinematografiche piemontesi, veri e propri presìdi culturali sui territori dove operano. – afferma Alessandro Gaido, curatore del progetto Movie Tellers – Grazie al bando regionale per la valorizzazione delle sale ci è data l’opportunità di riproporre alcuni progetti rodati prima del blocco pandemico. Ripartiamo da lì. Consapevoli che anche per le sale cinematografiche nulla è più come prima; ma convinti che il cinema di qualità, e l’intera filiera produttiva piemontese, non possano fare a meno delle comunità di spettatori che si riuniscono intorno a quel fascio di luce, che tanto continua ad affascinare e a far sognare le persone».

    Movie Tellers è il risultato della somma di attività e persone a sostegno dell’industria e della filiera cinematografica tutta: dalle produzioni indipendenti ai giovani autori, passando per l’ampio numero di maestranze ed eccellenze che il territorio offre in termini di professionalità e location, fino agli esercenti e, ultimo solo in ordine di fruizione, il pubblico, sia quello alla ricerca di una proposta alternativa che quello geograficamente penalizzato.

    La vocazione local&slow di Movie Tellers si alimenta ancora una volta della fervida produzione filmica piemontese indipendente partendo da cortometraggi e documentari passati in selezione anche al Glocal Film Festival e arrivando a lungometraggi con una circuitazione alternativa rispetto alla distribuzione di massa, il tutto con il sostegno di Regione Piemonte nell’ambito dello specifico bando per la valorizzazione delle sale cinematografiche e di Film Commission Torino Piemonte e con la partecipazione di Museo Nazionale del Cinema, TorinoFilmLab e Torino Film Festival, che hanno contribuito alla programmazione per offrire al pubblico un’esperienza completa di quella che è la produzione cinematografica recente legata alla regione e che spazia tra le diverse anime di quest’arte.

    Altri partner imprescindibili per la concretizzazione della rassegna sono Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta, principale interlocutore per il coinvolgimento degli esercenti più attenti ai propri spettatori e al cinema di qualità e Slow Food, presente fin dalla prima edizione con le sue condotte e i presìdi dei prodotti locali, coniugando così eccellenze cinematografiche ed enogastronomiche piemontesi.

    MOVIE TELLERS > I 4 lungometraggi

    La rosa dei quattro LUNGOMETRAGGI include l’ultimo film di Umberto Spinazzola, regista torinese da sempre alla guida di Master Chef Italia, Non morirò di fame, film girato a Torino e interpretato da un altro personaggio fondamentale della scena regionale, Michele Di Mauro; un altro titolo girato a Torino e ora a Movie Tellers è Il giorno più bello, diretto dal torinese Andrea Zalone, noto al grande pubblico come co-autore e spalla di Maurizio Crozza, vede in scena il duo comico Luca & Paolo insieme a Violante Placido; Rispet di Cecilia Bozza Wolf, prodotto dalla casa torinese Stefilm grazie al sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Film Tv Development Fund; e Il capofamiglia di Omar El Zohairy, film che prima di approdare alla Semaine de la Critique di Cannes 2021, dove ha vinto il premio principale, ha beneficiato di due anni di sviluppo guidato dal TorinoFilmLab.

    MOVIE TELLERS > I 4 documentari

    I quattro titoli di DOCUMENTARI affondano le radici nel territorio in modi diversi e ne raccontano aspetti meno noti, come Il ciliegio di Rinaldo di Alessandro Azzarrito, dove un anziano contadino difende il luogo dove ha sempre vissuto – il Monferrato, dove ha sede anche la casa di produzione Papavero Film di Rosignano Monferrato – e mantiene la sua posizione anche di fronte alla malattia. Il film, sostenuto da Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, si è anche guadagnato il Premio Miglior Documentario del 22° Glocal Film Festival. Rimaniamo nell’alessandrino con Umberto Eco, la biblioteca del mondo di Davide Ferrario, che ci porta nella biblioteca privata di Umberto Eco, un mondo a sé composto da più di 30.000 volumi contemporanei e circa 1500 antichi. Si va tra Bologna, Chicago, Los Angeles con Dear Cochise realizzato dal regista Guido Passi, torinese come la casa produzione Cinefonie Scarl, grazie al sostegno di Film Commission – Piemonte Doc Film Fund, è la storia della vecchia gloria del basket John Fultz della Virtus Bologna. Se fate i bravi di Daniele Gaglianone e Stefano Collizzolli, sui fatti del G8 di Genova del 2001, vincitore del Premio Professione Documentario all’ultimo Glocal Film Festival.

    MOVIE TELLERS > I 4 cortometraggi

    La vivace produzione piemontese di cortometraggi è rappresentata da 4 opere brevi come la commedia The Delay del regista cuneese Mattia Napoli il cui protagonista dovrà fare i conti con l’essere improvvisamente fuori sincrono. The Delay si è aggiudicato il Premio come Miglior Cortometraggio all’ultima edizione del Glocal Film Festival. Altro titolo in programma è Cincheciò – Gente di morra di Giacomo Bolzani, girato in Val Pellice (To) al cui centro è l’antichissimo gioco, ancora oggi occasione di incontro tra generazioni, che sopravvive al tempo nonostante in Italia sia stato dichiarato illegale. Un viaggio tra continenti, ma girato all’ombra della Mole è Angel Incio presenta Nuestro Señor di Jacopo Ficulle (vincitore del Premio Doc Short – Cinemaitaliano.info al 22° Glocal Film Festival), dove un affabile ex giornalista radiofonico peruviano parla di globalizzazione, terrorismo e migrazioni. La serie di corti si completa con Estate in città di Lorenzo Radin e Samuele Zucchet girato nel quartiere Vallette di Torino, storia di un’amicizia che cambierà la vita dei protagonisti, nata in una torrida estate passata all’ombra dei palazzi di periferia. Estate in città è nato in seno al progetto Piemonte Factory dove nel 2021 si è aggiudicato il Premio Piemonte Factory Miglior Cortometraggio.

    PROIEZIONE SPECIALE > La fabbrica del Villaggio

    Ogni serata targata Movie Tellers accoglie in programma una proiezione speciale: ad aprire la prima serata il documentario La fabbrica del Villaggio, prodotto dall’Associazione Piemonte Movie e vincitore a Roma della prima edizione del Premio Film Impresa – Area documentari. Nato dalle voci di cittadini e operai della Riv-SKF di Villar Perosa, testimoni e protagonisti del mutare nel tempo del paese a 40 km da Torino, il documentario è parte di un più ampio progetto dedicato alla riscoperta della memoria storica locale. La Fabbrica del Villaggio a cura di Paolo Casalis, Alessandro Gaido e Stefano Scarafia, è infatti frutto dell’omonimo progetto di promozione territoriale sostenuto dalla Fondazione Time2 e curato dall’Associazione Piemonte Movie.

    MOSTRA FOTOGRAFICA > Ritratti di cinema. La sala, il lavoro, il pubblico

    L’esperienza della sala si accende con la nuova edizione della mostra fotografica Ritratti di cinema. La sala, il lavoro, il pubblico, che verrà esposta al Cinema Teatro Alessandrino di Alessandria dal 14 giugno al 30 giugno (aperta tutti i giorni dalle 19.30 alle 22.00. Ingresso gratuito). Ritratti di cinema è un progetto nato per ritrarre le comunità cinematografiche e coloro che continuano a vivere e promuovere la settima arte nelle sale piemontesi, ideata e curata da Alessandro Gaido, con le fotografie di Diego Dominici; in mostra 54 scatti di diversi formati che mostrano 35 cinema in attività su tutte le province del Piemonte, che oggi più che mai è necessario tutelare. Ai 27 scatti della mostra originaria presentati nel 2020, si aggiungono quelli delle 8 sale ritratte nelle scorse settimane che coinvolgono sale come il Cinema Alessandrino (Alessandria), Cinema Lumière (Asti), Cinema Sabrina (Bardonecchia), Cinema Lux (Busca), Cinema San Lorenzo (Giaveno), Cinema Araldo e Cinema Vip (Novara) e Nuovo Cinema Ormea (Ormea).

    MOVIE TELLERS – LA CAROVANA DEL CINEMA 2023

    A cura di Associazione Piemonte Movie e Glocal Film Days
    Con il sostegno della Regione Piemonte
    In collaborazione con Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema, TorinoFilmLab e Torino Film Festival, Agis – Anec Piemonte e Valle d’Aosta e con Alessandria Film Festival, Associazione Requiem for a film, Associazione APS e Cineforum di Omegna, Associazione DiOgniArte, Festival Zoé In Città e Associazione Zaratan e Associazione Rosse Torri.
    Con la partecipazione dei comuni e delle sale cinematografiche di Alessandria, Asti, Avigliana, Bardonecchia, Barge, Bra, Busca, Candelo, Carmagnola, Ceva, Chieri, Cuneo, Dogliani, Giaveno, Ivrea, Novara, Omegna, Ormea, Saluzzo, Verbania, Vercelli.
    Main Partner Slow Food

    INGRESSO intero 8 €, ridotto 5 € (eccetto la proiezione al Cinema Monviso di Cuneo che sarà ad ingresso gratuito). Prenotazioni consigliate alla mail: movietellers@piemontemovie.com

    INFO 011.4270104 – 328.8458281 – segreteria@piemontemovie.com – www.piemontemovie.com
    UFFICIO STAMPA ufficiostampa@piemontemovie.com > Mariapaola Gillio – 347.6984425

    MOVIE TELLERS > DICHIARAZIONI DEI PARTNER

    «Il legame di Torino con il cinema è una storia che si rigenera ogni anno. Prende così il via anche quest’anno Movie Tellers un format innovativo per far lavorare le sale cinematografiche con progetti nuovi collegandosi alla produzione piemontese indipendente con l’obiettivo finale di creare un circuito virtuoso festival-distribuzione territoriale. – afferma Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte – Riportare il pubblico all’interno delle sale cinematografiche è l’obiettivo che ha visto la Regione assieme con gli operatori di settore impegnati in passaggi intermedi come quello della formazione di giovani registi, videomaker, tecnici delle nuove arti visive: un primo passo, uno dei tanti lungo un percorso che li affianca a personalità affermate del mondo della cinematografia».

    «Siamo felici di proseguire la collaborazione con Movie Tellers, che da tempo, grazie all’articolato lavoro e impegno dell’Associazione Piemonte Movie, ha acceso i riflettori sul variare culturale e sociale delle cinematografiche diffuse sul territorio». Così commenta il Direttore di Film Commission Torino Piemonte Paolo Manera, aggiungendo che «Movie Tellers, insieme alla sempre più strutturata Rete regionale della nostra Fondazione, rappresenta una fondamentale occasione di visibilità e promozione per il cinema e i talenti “made in Piemonte”, connettendoli con un pubblico sempre più ampio, stimolando nuove vocazioni e professioni e consolidando un sistema audiovisivo che rappresenta un modello a livello nazionale e internazionale».

    «La collaborazione con Movie Tellers permette di far incontrare opere legate al Piemonte, realizzate spesso da talenti internazionali, con il pubblico del territorio, per questo ha un grande valore. – sottolinea Mercedes Fernandez Alonso – Managing Director TorinoFilmLab – La circolazione dei film, infatti, è una priorità ora più che mai nel panorama dell’industria cinematografica».

  • Al Nuovo di Magenta il film su Claudio Baglioni (mercoledì 17) e molto altro

    Martedì 16 maggio Grande Arte al Cinema con Borromini e Bernini, giovedì 18 maggio SpringFilmForum Empire of Light

    MAGENTA CinemaTeatro Nuovo Magenta è lieto di aderire alla tre giorni di proiezione in tutte le sale cinematografiche nazionali del film documentario musicale sui concerti – evento alle Terme di Caracalla progetto musicale inedito di Claudio Baglioni “Dodici Note – TUTTI SU!.

    La direzione artistica e la regia teatrale sono di Giuliano Peparini, la vide-regia di Duccio Forzano; il progetto, la voce, le canzoni e il carisma sono di Claudio Baglioni. Solo mercoledì 17 maggio, al Cinema Teatro Nuovo di Magenta.

    Ricordiamo per martedì 16 maggio l’appuntamento con LA GRANDE ARTE AL CINEMA con “BORROMINI E BERNINI, SFIDA ALLA PERFEZIONE”.

    Da non perdere giovedì 18 maggio, il penultimo film in cartellone per la rassegna “Spring FilmForum” e l’ultima pellicola firmata dal regista britannico Sam Mendes, con la bravissima Olivia Colman, EMPIRE OF LIGHT .

    Trame, info, prevendita online senza commissioni aggiuntive e con scelta del posto: www.teatronuovo.com
    Biglietti anche al botteghino di Sala negli orari di apertura. Valide le convenzioni con le associazioni locali, gli sconti in convenzione e le CTN CARDS.

    CinemateatroNuovo – Sala della Comunità – ACEC Milano
    via San Martino 19, Magenta
    tel 0297291337
    Info e biglietti (senza commissioni): www.teatronuovo.com
    Sul sito www.teatronuovo.com troverete tutte le informazioni
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