Categoria: Cinema

  • “La bicicletta di Bartali” all’Annunciata: quando l’amicizia vince su tutto

    “La bicicletta di Bartali” all’Annunciata: quando l’amicizia vince su tutto

    “Al cinema all’ex Convento dell’Annunciata… che stranezza”, avranno pensato i tanti bambini e ragazzi che sabato sera hanno assistito alla prima abbiatense de “La bicicletta di Bartali”, il film di animazione tra i vincitori all’ultimo Giffoni Film Festival. E di recente vincitore del Castello d’Oro al Festival Castellinaria di Bellinzona.
    Il lavoro, scritto da Israel Cesare Moscati (scomparso nel 2019 e alla cui memoria è dedicato il film) con Marco Beretta, tre anni di impegno per trecento persone che a vario titolo hanno collaborato, circa millecinquecento sfondi, è ambientato ai giorni nostri in una Gerusalemme che ripropone alla memoria la storia del grande campione di ciclismo ed eroe Gino Bartali, Giusto fra le Nazioni.

    Ai ragazzi alla fine è stato lasciato spazio per le domande, spesso incentrate sull’ambiente e sul tempo storico, ma anche sulla ricerca delle informazioni, base per una rappresentazione puntuale e appassionata. A rispondere il regista Enrico Paolantonio che ha spiegato le difficoltà di un film di animazione, ma anche la bellezza di poter meglio inserire elementi di fantasia e poesia che il live action non avrebbe concesso di esprimere così bene.
    Spazio anche alla musica, composta da Marcello de Toffoli, che è stata filo conduttore della storia che intrecciava presente e passato e che in alcuni momenti è stata protagonista assoluta coinvolgendo tutti.

    L’assessore alla Cultura di Abbiategrasso Beatrice Poggi nel saluto iniziale ha sottolineato il valore del film pensandolo bene all’interno dell’importante rassegna “Umane connessioni” che da tre anni viene proposta e dedicata proprio al dialogo. Un dialogo che è possibile anche leggere perché “La bicicletta di Bartali” è anche un libro, disponibile in libreria e in biblioteca.

    “La bicicletta di Bartali” è una coproduzione Lynx Multimedia Factory, Rai Kids, Toonz Media Group, Telegael con il sostegno del MIC-Direzione Generale Cinema e Audiovisivo (Fondo Selettivo e Tax Credit) e del Governo Irlandese, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana. Uscito nelle sale italiane il 1° agosto 2024, è distribuito in Italia da Lynx Multimedia Factory e nel mondo da TVCO e TOONZ Entertainment.
    Il lungometraggio animato con radici abbiatensi aveva debuttato lo scorso luglio al Giffoni Film Festival e sta girando nelle sale cinematografiche anche su richiesta di molte scuole in tutta Italia. (nella foto, da sinistra, Evelina Poggi, Enrico Paolantonio, Sabrina Callipari, Beatrice Poggi e Marcello de Toffoli)

  • I primi quarant’anni del “Ragazzo di campagna”, Taac! Di Massimo Moletti

    I primi quarant’anni del “Ragazzo di campagna”, Taac! Di Massimo Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, non so quante volte ho visto il film : il ragazzo di campagna. Non so quante risate ho fatto !! Ho passato momenti piacevoli e felici purtroppo pure con persone che non ci sono più. Questo sabato Rete 4 manda per l’ennesima volta un cult che non so quanto premi ha vinto ma è nel cuore di moltissimi spettatori.

    La TV ha portato via molto ai cinema ma ha dato l’eternità ai film. La scena più divertente? Non so perché in ogni attimo c’è qualcosa di bello e simpatico. La fuga dalle campagne verso la grande città. La Milano da bere che era così avanti in tutti i campi. Le prime pubblicità fatte versione spot! Le case micro e i cibi precotti con il traffico assurdo.

    La metropolitana sempre affollata e le difficoltà ad attraversare la strada. Giovedì 19 in via Larga a Milano presso il teatro Giorgio Gaber ci sarà un evento: “Taccc!”. Tutto dedicato a Renato Pozzetto e al suo capolavoro.

    Perché Castellano e Pipolo hanno fatto un vero proprio spaccato della società di quel tempo. L’enorme distanza tra una città e la provincia proietta verso il progresso e il Mondo e le lente e tranquille zone rurali italiane.

    Un paradosso tra la stufa a legna e le case fredde e grandi e le piccole ma calde abitazioni delle metropoli. Le mille opportunità che poteva dare la città di Milano però legate anche alle problematiche e cattive frequenze.

    In modo simpatico si vede una realtà vera di quel periodo: Margherita tempestata dal grande Elio Veller che rappresenta già il cambiamento dei gusti…L’insospettabile spacciatore e il cugino con flatulenza che al paese fa sapere di essersi sistemato bene ; invece fa il disperato.

    Un ambientazione che con tutto il periodo trascorso mette in risalto molti difetti e pregi. Forse, in questi 40 anni abbiamo perso le cose belle ma tenuto con aggiunta le cose brutte. Io andrò il 19 per vedere la grande mostra e questo tributo. Perché il 20 Dicembre 1984 usciva nelle sale un film che ha cambiato la storia del cinema.

    Perché aveva messo in risalto una cosa, poco digerita. Pure a Milano si possono fare i Film ; e di successo. Nel corso degli anni Roma ha preso tutto il cinema italiano tranne qualche raro caso.

    Il Ragazzo di campagna mette in risalto un periodo dove Milano era una piccola Hollywood sul Naviglio.

    Ma il bello di rivedere questo film è per un lasso di tempo, calarsi in quegli anni e periodi che danno molta serenità e allegria. Non chiedere mai se guardi il ragazzo di campagna taacccc
    Non chiedere mai se sei ragazzo di campagna o città taaccccc. Basta capire che se aggiungiamo i pregi ..Taccc ai difetti Tacccc. Forse possiamo tornare a sorridere pure sui social ….taaccccc”.

    Massimo Moletti

  • Faccia da Compagno Don Camillo e incompiuto

    Faccia da Compagno Don Camillo e incompiuto

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, questa sera sul canale Mediaset 34 andrà in onda l’ ultimo capitolo della saga: Don Camillo e Peppone.

    Un filone di enorme successo di pubblico e ricordi. Storie sempre attuali e divertenti che hanno sempre un discreto ritorno di ascolti. Certo da Canale 5 poi Rete 4 adesso su un canale più di nicchia del panorama del digitale terrestre ma sempre un ottimo riempitivo di successo.

    La mia generazione ha conosciuto tramite genitori e nonni le vicende del mondo piccolo di provincia: tra nebbia, caldo afoso e tanto riso e sudore.

    Nei cinque capitoli della storia su pellicola si vede bene la trasformazione da agricolo a quasi industriale. Dal 1952 al 1965 il nostro Paese cambio molto in meglio come stile di vita.

    Anche in questo capitolo conclusivo ci sono ottimi spunti: i truffatori, il gemellaggio, lo sciopero della fame, il viaggio, le scappatelle e l’arrivederci incompiuto.

    Certo il mondo cambia ma tiene sempre lo stampo del maestro di fabbrica. Così un Peppone non riesce a resistere al corpo formoso di una bella giostraia …Poi, il ricatto a fine di bene segno che l’amore fuori dal letto coniugale ha molti secoli di vita quindi è come la scoperta dell’acqua calda.

    Come i gemellaggi di cui oggi siamo pieni e pure lo sciopero della fame; per molti oggi una scelta di linea o di vita o di portafoglio. Ma la cosa più triste è la fine perché un altro film serviva !!!
    Poi avremmo voluto il settimo e l’ottavo eccetera, eccetera …

    Un po’ come la vita di provincia: nulla come il sesto film: Don Camillo e i giovani d’oggi. Rispecchia perfettamente la vita di provincia. Un eterno aspettare per poi fare e non finire.

    Il film è stato fatto sette anni dopo l’ultimo capitolo con la coppia d’ oro; Fernandel e Gino Cervi ma qualcosa non era più nell’aria. Come nelle nostre province dove le cose belle sono sparite e rimaste non cose molto brutte ma senza calore.

    Forse, non era più il periodo delle sottane e case del popolo o gli attori non erano amati come i precedenti. Forse, la storia non aveva mordente e aneddoti simpatico e accattivanti.

    Magari il pubblico delle province era cambiato? Forse peggio ! Pensava di essere cambiato o si sentiva cambiato: magari migliore ! In Paese sempre più deserti e con abitanti effettivi ai minimi termini quel film era lo specchio anticipato di quello che sarebbe stato.

    Il film chiude un periodo e pentagono di emozioni irripetibile ma continuamente consultate.

    La scena finale dove i due protagonisti vanno verso il loro viaggio come se dovessero tornare subito è il vero specchio della vita di Paese di oggi.

    Dove vivi un momento bello ma poi non si può ripetere come rivedere un vecchio amico.
    Forse, non ci sono più i grandi personaggi ,situazioni e numeri. Forse come nel seguito della saga sono cambiati gli attori che non reggono i copioni. Forse il pubblico non vuole più sentirsi vicino alle province o cose di cortile
    Resta il fatto che i difetti sono rimasti tutti: litigiosità , aggressività , estreme convinzioni, violenza , tradimenti ,povertà , scioperi , prepotenze. Ma sono spariti i pregi; solidarietà, umiltà, ambizione, riconoscenza, cortesia e soprattutto onore delle armi.

    Ma il difetto più grosso è sempre sentirsi migliore del predecessore.
    Non chiedere mai se guardi l’ ultimo capitolo. Non dire mai peccato che non hanno fatto il seguito
    Forse nulla di più rispecchia la nostra realtà: sentire sempre che qualcosa manca…
    Ma non possiamo dirlo perché ???? Forse, abbiano paura. La vergogna e la presunzione mettono tutto in discussione e i difetti diventano ragione”.

    Massimo Moletti

  • “Fra la via Emilia ed il West” – Concerto del 1984 a Bologna di Guccini al CinemaTeatro Nuovo di Magenta. Solo il 5 dicembre

    “Fra la via Emilia ed il West” – Concerto del 1984 a Bologna di Guccini al CinemaTeatro Nuovo di Magenta. Solo il 5 dicembre

    ll 21 giugno 1984 Bologna venne invasa da oltre 160 mila fan accorsi per assistere a quello che per l’epoca si rivelò essere un evento musicale senza precedenti: il concerto per celebrare i vent’anni di attività musicale di Francesco Guccini.

    Sul palco in Piazza Maggiore, a festeggiare con lui, si avvicendarono grandi amici e colleghi come Lucio Dalla, Paolo Conte, Nomadi con Augusto Daolio, Pierangelo Bertoli e moltissimi altri.

    https://youtu.be/KsbLy0FcHMM

    RESTAURATO DALLA CINETECA BOLOGNESE il documento diviene un film evento che Cinema Teatro Nuovo di Magenta è lieto di offrire al proprio pubblico IL 5 DICEMBRE 2024 in doppia proiezione , pomeridiana (alle 15:30) e serale (21:15).

    TUTTE LE INFO, ACQUISTO BIGLIETTI ONLINE (senza commissioni) ED IL TRAILER :

    https://www.teatronuovo.com/evento2.asp?VIEW=EV2&prog=44

    PREZZI INGRESSO IN SALA :
    Intero € 10,00
    Ridotto € 8,00
    riservato ai possessori della tessera “AMICI del CTN” e “CARTA GIOVANI NAZIONALE”, giovani fino a 26 anni e over 65

    A cura di Alessandra Branca

  • Faccia da Jim Abrahans: ovvero, la sceneggiatura della nostra giovinezza

    Faccia da Jim Abrahans: ovvero, la sceneggiatura della nostra giovinezza

    Il mondo del cinema e spettacolo è pieno di tante routine ed ingranaggi che danno un suono perfetto quando si muovono nel senso della professionalità.

    Molto spesso noi ci limitiamo solo a vedere il lavoro sul grande o piccolo / piccolissimo schermo ma dietro c’è un universo. Un grande lavoro per creare un abito adatto ad ogni evenienza.

    Il mio genere preferito (totalmente assente in Italia) è il demenziale irriverente ad ogni angolo.
    Perché James S.Abrahams ma per tutti Jim che avrebbe compiuto 80 anni il prossimo maggio rideva su tutto e di tutti: perché ridere è una missione !!! Che in pochi sanno fare.

    Nella satira e comicità nessuno deve essere salvo e immune perché altrimenti si perde lo smalto.
    Ha collaborato coi fratelli Zucker per capolavori del comico surreale al limite con la demolizione in scena. Quando i canali della rete privata mandarono in onda “l’aereo più pazzo del mondo” per giorni non smisi più di ridere di forte gusto.

    Prendere in giro tutti con gusto e classe non è da tutti perché è un’arte sottile che gioca sui doppi sensi. Le esagerazioni di un mondo perfetto che a posto non è! Mettere tutti al livello di una sana risata liberatoria. Molto spesso sono le situazioni e persone che si prendono più sul serio quelle più ridicole e comiche.

    Un detto romano diceva che tutti sul “Trono dello sforzo” siamo tutti uguali e il deretano non ha un buon odore sia dottore o ingegnere o salumiere.

    Lui l’ha messa in pratica in un’arte fine di dietro le quinte. I dialoghi demenziali di molti film moderni tolgono il lavoro a chi vuole fare satira e comicità. Perché ormai la vera comicità sta nella vita reale ma non vuole la risata pugnale. Un universo dove ci sono gli sbeffeggiati e beffeggiatori.

    Perché il potente era il più colpito del cinema irriverente pure il parente serpente. Ironia perché sei morta ?? Forse, perché oggi bisogna avere un aspetto perfetto e nessun difetto. Bisogna trovare difetti non farsi contare i confetti prima delle nozze.

    Oh, forse, perché con le nuove tecnologie e mondi di video usa e getta nessuna battuta resta. Ma forse fare ridere è molto difficile o impossibile se bisogna decidere su cosa ridere. Oggi si sghignazza e giù lacrimuccia. Falsi umili e modesti pure mesti. Drogare le emozioni è la vita di oggi specialmente in Italia.

    Perché quel genere oggi nel mondo e sicuramente in Italia è morto pure sepolto: il vero è troppo demenziale da non riuscire a sfondare.
    Ciao Jim, il tuo spirito libero l’ho sempre portato in giro con molti problemi. Sai il riso non è mai stato ben visto sulla bocca dei colti. Non chiedere mai se è stolto chi ride. Non chiedere mai se è stolto chi non ride. Ridere fa bene in compagnia ancora di più
    Tante serate pazze a divertirci ….bastava un suo film e un divano”.

    Massimo Moletti

  • Al Cineforum Mazzafame di Legnano il cinema è gratis

    Al Cineforum Mazzafame di Legnano il cinema è gratis

    Pomeriggio al cinema DOMENICA 1 DICEMBRE, alle ore 17, al Centro Sociale “Pertini” di Via dei Salici 9 a Legnano, con il film “Qualcosa di meraviglioso” del regista Pierre-François Martin-Laval.

    La pellicola tratta la storia vera di Fahim, un ragazzino costretto a lasciare insieme al padre il natìo Bangladesh, approdando in una respingente Parigi. Sarà il talento di Fahim nel gioco degli scacchi a segnare il suo destino e quello della sua famiglia. La proiezione è gratuita.

    L’iniziativa è a cura del Comitato Laboratorio di Quartiere Mazzafame OdV

  • Cineforum: buona la prima all’Auditorium ‘Paccagnini’ di Castano Primo

    Cineforum: buona la prima all’Auditorium ‘Paccagnini’ di Castano Primo

    Come si dice “Buona la prima!”. È partita e lo ha fatto subito con un ottimo riscontro, infatti, la proposta di “PAC Cineforum” all’Auditorium Paccagnini di Castano Primo.

    Una sessantina, insomma, i presenti in sala che lunedì non hanno voluto perdersi appunto il debutto ufficiale di questa nuova iniziativa del centro di produzione culturale di piazza XXV Aprile, con la proiezione di “Reality” di Matteo Garrone.

    “Siamo davvero molto contenti della partecipazione – commenta Luca Fusetti, componente del CdA del “Fiore che Ride” (cooperativa che gestisce la struttura) e tra i referenti proprio del cineforum – Un progetto per il quale stiamo lavorando da mesi e che non vuole essere estemporaneo, ma ha l’obiettivo chiaro e preciso di diventare una delle tante proposte culturali con le quali l’Auditorium continua a crescere ogni giorno.

    E come ogni cineforum che si rispetti e come chicca finale di ogni serata, inoltre, ci sarà la possibilità di confrontarsi sul tema affrontato, che avrà come sapiente contributo la “lettura cinematografica” di Marco Invernizzi, indiscusso esperto del territorio”.

    Così, dopo il primo appuntamento, adesso si proseguirà il 18 novembre con “Animali Selvatici” di Christian Mungiu, mentre il 25 novembre ci sarà “Monster” di Hirokazu Koreeda e, infine, il 2 dicembre sarà la volta di “The Quiet Girl” di Colm Bairéad. Biglietti prima dello spettacolo oppure in biglietteria mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30.

  • Faccia da Frankenstein Junior e i capolavori e la morale senza tempo

    Faccia da Frankenstein Junior e i capolavori e la morale senza tempo

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore , sono ormai 50 anni che un film americano è nel cuore di tutti noi.

    Vivi e morti o risorti abbiamo tutti o quasi almeno una volta visto il film
    Frankenstein Junior una parodia perfetta sulla vita e sul genere umano
    Sul creare e smontare un mostro !

    In maniera ridicola e irriverente affronta il pregiudizio e le paure del mondo moderno
    Un adattamento del romanzo giallo di Mary Shelley fantastico. Anni fa in un cineforum di Milano in zona porta Ticinese avevano fatto un tributo al mitico film per un anniversario dei trenta o quarant’anni.

    Non importa perché il film bianco e nero per scelta era l’eternità.
    La fatalità e irriverente risata si tutto pure sulla morte. Un’ironia sottile e incredibile che è riuscita a fare breccia pure in un paese. cattolico come l’Italia dove la morte ha sempre messo paura e tristezza.

    In quel pomeriggio tutte le battute erano conosciute a memoria dagli spettatori
    Ridere e magari non si capiva perché i cavalli nitrivano al sentire il nome ;Frau Blucher????

    Beh, una famosa macelleria equina della città di New York ma la cosa era ridicola e andava bene lo stesso anche senza essere a conoscenza di questo macello di genialità
    Ma in ogni fotogramma c’è una scena da urlo ; mai visto due così.

    Il lupo ululaa; Aiiiigor e la gobba mobile. Morto di giornata; sedano sedadavo…
    In questo film c’era tutto: colonna sonora adeguata. Interpreti azzeccati con battute semplici e raffinate.

    Altre molto ricercate ma accessibili. Perché il film non è un mattone e fila liscio come olio sul tavolo.

    Lascia una macchia nel cuore e cervello dei ricordi. Un film che non sei mai stanco di vedere e sentire.

    Un cinema moderno e senza tempo adatto anche a real e mini video web con tutte le scene simpatiche e ad effetto.

    Un insieme di scheck e mini video uniti da una storia comune …
    Ma nel film tra una risata e un sorriso c’è tutto. Amore e gioia nella diversità.
    Il pregiudizio e la mala sorte; potrebbe piovere.

    La voglia di ribellione verso il proprio essere e i viaggi della fantasia.
    La ricerca del proibito pensare e idea geniale. La paura che diventa fobia e violenza di piazza.

    Un film che mette anche a riparo dal politicamente corretto infatti non c’è una battuta che non può non essere ripetuta. Perché la verità allegra parla a tutti perché tutti abbiamo i nostri pregiudizi.

    Tutti vogliamo aiutare come il cieco che non riesce ad essere utile alla “creatura”. Gene Hackman fa un cameo memorabile.
    Vincitore nella memoria di ogniuno di noi …In compagnia o con amico o da soli è sempre un film che mette condivisione.

    L’ ultima volta che l’ hanno trasmesso in TV ho aperto gruppo whatsapp dove in tempo reale mettevo su commenti e contro battute.

    Perché la forza di un film che ti entra in testa ; i personaggi poi li rivedi nella gente di tutti i giorni. Magari con battute o messaggi simpatici di commento.

    Ma la fine del film è un capolavoro di morale dove la Creatura diventa saggia e fa capire quanto la giustizia in mano alle folle diventi sommaria. Un uomo non può avere sogni diversi dal gruppo e la difficoltà di farsi accettare da un gruppo ristretto …
    Le reazioni all’ esclusione con la paura. Il gioco a ribassare l’ asticella del dialogo. Un film che ha pure tre grandi fattori; si vede l’affiatamento tra attori
    Il divertimento parte dalla gioia di chi recita. La ricerca fedele ma dissacrante del testo originale.

    Non chiedere mai se sei Frankenstein Junior. Non chiedere mai se sei Aigor o la Creatura. Metti sempre la tua vita ad incastro nella fessura della simpatia e ironia
    Un film leggero ma pesante nei ricordi di tutti noi”.

  • Faccia da allenatore nel pallone: i nostri primi 40 anni

    Faccia da allenatore nel pallone: i nostri primi 40 anni

    RICEVIAMO E PUBBLLICHIAMO – “Usciva 40 anni fa nelle sale un film che diventerà un cult. Un mito del cinema italiano: l’ allenatore nel pallone.

    La consacrazione definitiva dell’attore pugliese Lino Banfi che all’età di 48 anni affronta una delle pellicole più belle ed impegnative della sua carriera.
    Sempre commedia / comica ma molto più educata e contenuta. Senza scenette sexy e scollacciate ma molto più educata.
    Affiancato dal duo romagnolo Gigi e Andrea, pure loro campioni della risata grassa e profonda.
    Vengono messi a pennello in un film perfettamente riuscito dove ogni tassello è perfetto. Un film diventa bello quando il protagonista è bello se poi è pure bravo diventa un film interessante.

    Con degli ottimi appoggi e spalle diventa un successo ma quando sono azzeccate tutte le parti e battute diventa un capolavoro.

    Un sempre verde: non importa premi e successo perché diventa necessario come andare al cesso. Ormai sono 40 anni da quando è uscito nelle sale.

    Rispecchia profondamente e fedelmente l’ambiente calcistico di quel periodo. Un improponibile ma non troppo per quegli anni colorati e coloriti. Una squadra con un presidente tutto di un soldo e attaccato alla rendita. Una bella moglie che ondeggia come la bandiera.
    Poi ottimo l’ abbinamento con la salvezza e la tristezza di un ragazzo: Aristoteles alle prese con molti turbamenti. Io ho avuto l’ onore di intervistare: Urs Althaus
    Una breve telefonata e un incrocio di messaggi e mail.

    Era come toccare il cielo con un dito. Come quando alla camera dei deputati ho incontrato Lino Banfi. Un’Italia casereccia ma nobile e onesta.

    Forse con tanti difetti ma con la simpatia e altri pregi.
    Un’Italia pure autoironica e ironica senza andare troppo nel tragico ma sempre con la battuta pronta. Ecco ; le battute e le scene del film.

    Ogni fotogramma me lo ricordo e ripeto alle pizze tra amici a memoria.
    Un periodo dove andare in pizzeria era la scelta economica al ristorante.
    Oggi devo fare un mutuo pure per un kebab panino. Le scene mitiche delle spaghettate in casa tra amici approfittatori e la foga dei tifosi.

    40 anni e i miei primi quasi 50 in un periodo dove gli anniversari delle pellicole che ci hanno fatto sognare, paura, ridere e battere il cuore si accavallano.

    Un film che in modo simpatico fa vedere che nel pallone c’era molto marcio.
    Il protagonista simpatico ma dritto con la schiena non si inchina e salva oltre che la squadra il pallone. Forse nel pallone ci siamo finiti tutti noi.
    Tenendo le cose brutte e perdendo la nostra unicità e particolarità. Forse siamo ancora così gretti e pittoreschi ma vogliano vederci diversi.

    Sicuramente gli amanti del cinema impegnato non avranno il naso dritto a sentire il titolo di questo film ma la gran parte del pubblico avrà un dolce e allegro ricordo.
    Il seguito del film non ha regalato quelle sensazioni forse per la mancanza di battute o forse perché i calciatori erano già personaggi TV e non se stessi.
    Forse perché tutto è diventato show. Non ricordo una battuta tranne la voglia di rivedere il mito ma molto spesso è meglio non ripetere.

    Forse perché nel calcio e nella vita non si ride più o non bisogna più ridere e fare vedere le proprie debolezze. Non è forse scherzando e sbeffeggiando che si rende non credibile un personaggio.
    Forse quei personaggi erano naif ma consci del loro limite.
    Oggi viviamo in un mondo di gente che si atteggia da super Uomo ma non ride più.

    Fanno ridere ma la cosa peggiore che puoi fare oggi: satira, ironia e ridere.
    Nel 1986 esce un film tratto da un libro di Eco Umberto dove non bisogna ridere ma la mia storia tutta di 40 anni compiuti continua con un altro capolavoro; Frankenstein Junior !!!!40???? A no; lì sono 50 ma certi capolavori ci fanno perdere il tempo.
    Mettendoci tutti allegramente nel pallone”.

    Massimo Moletti