Categoria: Viaggi e Turismo

  • Scopri La Madonnina Village Resort Tuscany – Vacanze Estate 2025 in Maremma Toscana a Follonica (GR)

    Un risveglio semplice, potente e autentico.
    Sveglia con il cinguettio degli uccelli, apri la veranda del tuo bungalow e lasciati sorprendere: a un battito di ciglia, sei già sulla spiaggia. Il mare calme ti invita a un tuffo mattutino, appena dopo aver gustato un caffè caldo sul terrazzo. Pochi metri ancora e le onde diventano culla perfetta per i più piccoli: una baia di sabbia bianca sicura e protetta, amata da famiglie in cerca di serenità

    Il cuore verde del Resort.
    Intorno, una pineta fresca filtra la luce del sole, disegnando ombre danzanti tra i vialetti. Qui si respira tranquillità, e ogni passo racconta storie di relax lento, scandito solo dal ritmo naturale. Biciclette a disposizione – gratuite se avvisate in anticipo – invitano ad esplorare sentieri nascosti o arrivare fino alla spiaggia libera di Torre Mozza, poco distante

    Sapori veri e sorrisi sinceri.
    Alla sera, il ristorante interno prende vita sotto una luce dorata: piatti semplici e genuini, radicati nella cucina di mare e di terra toscana. Tra un boccone e l’altro, il sorriso dello staff – come Alessio, Serena o Ania – crea il calore di una grande famiglia

    E se vuoi vivere la brezza marina fino all’ultimo sorso, il bar “Sunny Hill” ti aspetta direttamente sulla spiaggia per aperitivi al tramonto — il posto perfetto per incontrare nuovi amici o brindare al giorno che finisce.

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    Un piccolo resort, grandi esperienze.
    La Madonnina Village Resort tuscany non è né un mega-resort né un campeggio affollato:
    qui si respira intimità e familiarità.
    Gli spazi sono studiati per offrire comfort a ogni ospite: alloggi perfetti per coppie, famiglie o gruppi di amici, tutti con veranda e vista mare; tre terrazze solarium naturali, parcheggio gratuito, connessione wifi e servizi come lavanderia e docce calde sotto gli alberi

    Storie che restano nel cuore.
    Le testimonianze dicono tutto: bambini felici, genitori rilassati, famiglie che tornano ogni estate. “Divertimento per i piccoli e relax per i più grandi… servizi ottimi” raccontano i viaggiatori, raccomandando già un ritorno nel 2024 — e ora nel 2025

    C’è chi ricorda i primi passi dei figli tra i giochi della pineta, chi la sorpresa di trovare un’area giochi semplicemente perfetta, chi – come quella mamma in vacanza con un bimbo malato – ha trovato tutte le attenzioni per trasformare un momento difficile in ricordi preziosi

    Perché scegliere La Madonnina questa estate.
    Uno spirito di casa, dove sorrisi e attenzioni fanno sempre la differenza.
    Mare a misura di bambino, con calette di sabbia e acque sicure a due passi.
    Sole e ombra in equilibrio perfetto tra pineta e terrazze naturali.
    Servizi concreti, senza sprechi: dalla lavanderia al parcheggio, dal noleggio bici alle docce comode.

    Toscana accessibile, con escursioni a Elba, Massa Marittima, terme e affascinanti borghi a portata di mano.

    Pronto per emozioni vere?

    Il 2025 ti aspetta a La Madonnina Village Resort Tuscany, con la sua semplicità autentica e la calda ospitalità toscana.
    Prenota in anticipo per assicurarti il alloggio sul mare da 2 a 6 persone, scegli la formula che preferisci tra camere e appartamenti – pernottamento, mezza o pensione completa – e preparati a vivere l’essenza di una vacanza fatta di piccole grandi emozioni.

    Qui, ogni giorno è un piccolo capolavoro quotidiano.

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  • Come scegliere la bici da corsa perfetta per sé

    Come scegliere la bici da corsa perfetta per sé

    La bici da corsa rappresenta per molti appassionati il mezzo ideale per vivere appieno l’emozione del ciclismo su strada. Leggera, veloce e progettata per offrire alte prestazioni, questo tipo di mezzo può essere la scelta giusta sia per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, sia per chi desidera migliorare le proprie performance.
    Ma come scegliere il modello più adatto alle proprie necessità? Vediamolo insieme.

    Caratteristiche e tipologie

    Se si cercano le migliori bici da corsa e da strada sul mercato, occorre tenere presente che questo genere di bicicletta presenta una geometria studiata appositamente per favorire la posizione aerodinamica e l’efficienza della pedalata.
    Esistono tre macro-categorie:

    1 Bici da salita: sono leggere e reattive, progettate per ottenere il massimo rendimento in pendenza e una buona versatilità sulle strade pianeggianti;

    2 Bici aero: sono più rigide e filanti, vantano tubi sagomati in galleria del vento per migliorare l’aerodinamica. Risultano ideali per chi punta alla velocità e per chi partecipa a gare su circuito;

    3 Bici endurance: privilegiano il comfort e l’assorbimento delle vibrazioni, perfette per lunghe distanze e superfici anche un po’ sconnesse.

    Indipendentemente dalla tipologia, il manubrio drop rappresenta un segno distintivo, perché permette di variare la presa durante la pedalata, rendendo più agevole la posizione del ciclista in salita, in pianura e in discesa.
    Anche il passaggio ruota e la larghezza degli pneumatici possono fare la differenza: gomme molto strette (23-25 mm) sono sinonimo di maggiore reattività, mentre gomme leggermente più grandi (28-32 mm) offrono un comfort di livello superiore.

    Materiali e componenti

    Nel valutare la prossima bici da corsa, si possono incontrare tanti modelli firmati da costruttori di prestigio, ma la cosa importante è rivolgersi a rivenditori affidabili, esperti e competenti, come ad esempio CicliMattio, realtà specializzata nel settore.
    Il primo elemento da considerare è il telaio, che rappresenta il cuore della bicicletta, mentre in secondo luogo bisogna analizzare la scelta del materiale, che influenza peso, rigidità e prezzo, e che può essere:

    Alluminio: economico e adatto a chi cerca una buona robustezza con una spesa contenuta. Spesso le bici in alluminio di fascia media montano forcelle in carbonio per migliorare stabilità e comfort;

    Carbonio: materiale preferito nelle categorie di alta gamma, grazie alla sua leggerezza e alla possibilità di modellarlo in forme aerodinamiche. Oggi è diventato più accessibile anche per le bici di fascia intermedia, e con l’aumentare del budget aumentano qualità e tecnologie di stratificazione.

    Per quanto riguarda i freni, il dibattito tra freni a disco e freni su cerchio non è ancora del tutto risolto: i primi offrono grande potenza di frenata e sicurezza in ogni condizione meteo, mentre i secondi si distinguono per semplicità e leggerezza, anche se ormai sono sempre più raramente utilizzati.
    Se si è soliti correre in bici in montagna e si desiderano ridurre i grammi superflui, si potrebbe optare per i freni su cerchio. Se invece si punta a un utilizzo tutto l’anno, anche su asfalto umido, i freni a disco potrebbero essere la scelta migliore.
    Infine, anche scegliere la misura corretta è fondamentale per assicurare maneggevolezza e comfort, ma soprattutto per evitare fastidi a ginocchia o schiena.

  • Alla scoperta del Parco del Ticino in bicicletta: il cicloturismo a Cascina Caremma

    Alla scoperta del Parco del Ticino in bicicletta: il cicloturismo a Cascina Caremma

    Cascina Caremma è il punto di partenza ideale per chi desidera esplorare in bicicletta uno dei paesaggi più suggestivi del sud-ovest di Milano. Immersa in una delle zone più selvagge e meglio conservate del Parco del Ticino, la cascina offre l’opportunità di organizzare vacanze brevi o di media durata, combinando attività sportiva, scoperta del territorio ed esperienze enogastronomiche di qualità.

    Grazie alla presenza del centro benessere “NATURE SPA”, Cascina Caremma garantisce un soggiorno completo, dove il relax si unisce all’avventura su due ruote.

    Tra il Parco del Ticino e il Parco Agricolo Sud Milano, il paesaggio si svela in tutta la sua ricchezza: il fiume Ticino, che lambisce la struttura, alimenta fontanili e canali irrigui fondamentali per la fertilità del suolo e la biodiversità. Questo ambiente unico è anche un’importante rotta migratoria per numerose specie di uccelli, che trovano qui riparo e nutrimento.
    A est, il confine naturale con il Parco Agricolo Sud Milano aggiunge ulteriore fascino, con i suoi navigli storici e gli estesi campi coltivati.

    Un’esperienza di cicloturismo a Cascina Caremma è quindi un’immersione nella natura, nella cultura rurale e nei sapori autentici del territorio.

    👉 Scopri di più sul cicloturismo a Cascina Caremma

    https://caremma.com/cicloturismo/?mc_cid=9f221b3e71&mc_eid=b7a20b827a

    #Cicloturismo #ParcoTicino #CascinaCaremma #Natura #Benessere

  • Mystery Box: La nuova moda tra sorpresa e strategia commerciale

    Mystery Box: La nuova moda tra sorpresa e strategia commerciale

    Si sta parlando così tanto delle mystery box ultimamente, ma cosa sono di preciso? Anche nel Ticino questo trend sta spopolando, quindi vediamolo più nel dettaglio. Le mystery box non sono altro che dei pacchetti misteriosi che permettono di ricevere dei prodotti a sorpresa.

    Sono attraenti perché sono un mix perfetto di curiosità, suspense e opportunità. In fondo, può sempre essere che si riesca a trovare un oggetto a un prezzo molto più basso del suo valore reale, no? La curiosità di scoprire cosa si nasconde all’interno di una scatola, insieme alla possibilità di fare affari, è diventata una formula vincente.

    Molti fattori hanno contribuito al boom delle mystery box. La curiosità è senza dubbio uno degli aspetti principali: la voglia di scoprire cosa si trova nel pacchetto è irresistibile. Inoltre, le aziende promuovono queste scatole come un’opportunità per ottenere articoli di qualità a prezzi scontati, il che aumenta ancora di più l’interesse. A tutto ciò si aggiunge il potere dei social media, dove gli utenti condividono le loro esperienze di unboxing.

    L’evoluzione delle mystery box nel commercio

    Quello che inizialmente era nato come un modo per smaltire l’invenduto o liberarsi di prodotti in eccesso si è trasformato in una vera e propria strategia di marketing. Le mystery box non sono più solo un’opportunità per le aziende di svuotare i magazzini, ma una risorsa per fidelizzare i clienti e per stimolare il coinvolgimento.

    Oggi, le mystery box non sono più un semplice stratagemma per smaltire gli invenduti. Sono diventate una strategia di marketing sofisticata, capace di creare attesa e divertimento attorno a un brand. Le aziende più innovative hanno compreso il potenziale delle mystery box e le stanno utilizzando come parte di campagne promozionali mirate, spesso con l’aiuto di influencer e micro-influencer. Questi ultimi, attraverso dirette sui social o video dedicati, mostrano l’apertura delle scatole e commentano i prodotti trovati, fanno crescere l’entusiasmo e stimolano il passaparola.

    La psicologia della sorpresa

    Il fascino delle mystery box si basa principalmente sull’emozione della sorpresa e sul piacere di scoprire qualcosa di nuovo. Quando si apre una scatola misteriosa, l’ignoto stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore che è associato al piacere e alla ricompensa. Questo meccanismo psicologico è lo stesso che si attiva quando si gioca d’azzardo o quando si attende un premio. Il coinvolgimento emotivo che ne deriva rende l’esperienza particolarmente intensa, tanto da spingere alcuni consumatori a fare degli acquisti ripetuti, nella speranza di rivivere quella sensazione di eccitazione.

    L’effetto è amplificato dalla condivisione dell’esperienza sui social media. Gli unboxing, ovvero i video in cui si mostra l’apertura delle scatole e si commentano i prodotti, sono diventati un fenomeno virale. Condividere questi momenti sui social aiuta a creare un senso di comunità, in cui le persone si scambiano opinioni, consigli e racconti sulle proprie esperienze con le mystery box. Questo scambio di opinioni e il desiderio di far parte di un gruppo di appassionati contribuiscono a creare un circolo virtuoso che stimola l’interesse per queste scatole misteriose.

    Dalle sorprese fisiche a quelle online

    A tutti piacciono le sorprese, la cosa curiosa è che le sorprese hanno un fortissimo appeal anche se siamo noi stessi a regalarcele! È del tutto normale attendere con ansia e impazienza un pacco ordinato online anche se siamo perfettamente consapevoli del contenuto. Questo avviene perché abbiamo avuto modo di vedere il pacco sulla piattaforma web e siamo, giustamente, impazienti di toccarlo con mano. Lo stesso meccanismo avviene per le mystery box, ma è amplificato dal fatto che non sappiamo cosa contengono i pacchi.

    Le piattaforme online come Jemlit sfruttano proprio questo meccanismo per attirare il cliente e per invogliarlo. Si possono trovare mystery box di ogni tipo, da quelle dedicate al gaming a quelle del settore Rolex per gli amanti del lusso. Oggi, tutti possono trovare la loro mystery box dei sogni e tentare la fortuna. Se va male, si ottengono degli oggetti comunque apprezzabili perché sono inerenti a un topic prescelto, ma se va bene si può anche trovare un prodotto decisamente più costoso dell’importo speso per la box. Cosa si può desiderare di più?

    Diversificazione e segmentazione del mercato

    Nel tempo, le mystery box si sono evolute per soddisfare una gamma sempre più ampia di esigenze e preferenze. Se inizialmente erano principalmente limitate all’abbigliamento e alla tecnologia, oggi esistono dei pacchetti tematici che spaziano dalla moda all’elettronica, dai giocattoli alla gastronomia. Alcuni brand hanno creato dei box a tema beauty, offrono cosmetici e prodotti per la cura della persona, mentre altri si sono concentrati su snack gourmet o vini pregiati. Questa varietà consente ai consumatori di scegliere pacchetti che rispondano ai propri gusti personali, questo aumenta la probabilità di soddisfazione e riduce il rischio di ricevere qualcosa che non piaccia.

    La segmentazione del mercato ha permesso alle aziende di raggiungere un pubblico più ampio e diversificato. Ad esempio, un brand di moda può proporre mystery box che variano in base alla stagione o allo stile (sportivo, casual, elegante), così da targetizzare meglio i consumatori. Allo stesso modo, un marchio di elettronica può suddividere l’offerta in base ai diversi tipi di prodotti, come accessori per lo smartphone, gadget per smart home o componenti per il PC. In questo modo, pur mantenendo l’effetto sorpresa, gli utenti si sentono più sicuri nella loro scelta.

  • Da Pasqua tornano i treni per i laghi lombardi e i parchi divertimento

    Da Pasqua tornano i treni per i laghi lombardi e i parchi divertimento

    Con l’arrivo della bella stagione e l’avvicinarsi dei weekend di Pasqua, 25 aprile e 1° maggio, tornano le “Gite in treno” di Trenord, organizzate in partnership con Discovera: itinerari treno+esperienza verso i laghi di Como, Maggiore, di Garda e d’Iseo, i grandi parchi divertimento, le città d’arte, i sentieri del trekking e le altre mete del turismo in Lombardia.

    Inoltre, ad appassionati e curiosi l’azienda ferroviaria lombarda propone un viaggio nel tempo: in cinque domeniche fra il 27 aprile e l’8 giugno torna a correre il treno storico, che riporta i passeggeri nell’atmosfera degli Anni Venti. Altre cinque date saranno previste fra settembre e novembre.

    Su trenord.it sono disponibili tutti i dettagli sull’iniziativa e le informazioni utili per acquistare i biglietti e mettersi in viaggio.

    «Nei weekend e nei mesi estivi, i nostri treni sono sempre più utilizzati dai passeggeri per gli spostamenti legati al tempo libero; le nostre proposte di “Gite in treno” hanno l’obiettivo di incrementare ulteriormente i risultati già raggiunti, per una mobilità turistica più sostenibile – ha commentato Leonardo Cesarini, Direttore Commerciale Trenord. Il treno dà valore ai territori: i nostri itinerari portano i viaggiatori verso le destinazioni più gettonate, ma anche verso piccole perle nascoste della regione».

    Le “Gite in treno” per la primavera/estate 2025

    Con la primavera tornano le “Gite in treno” di Trenord, itinerari che uniscono al viaggio esperienze di visita, divertimento, cultura, arte, sport; le “Gite in treno” sono organizzate in partnership con Discovera, la piattaforma digitale di Sportit che integra servizi turistici e di mobilità.

    L’ampio ventaglio di prodotti comprende percorsi treno+battello sui laghi lombardi – Como, Maggiore, Garda, Iseo – e pacchetti che uniscono al viaggio l’ingresso ai più grandi parchi divertimenti della regione. Oltre ai numerosi itinerari già consolidati e apprezzati dal pubblico, tra le novità del 2025 figurano, sul Lago di Garda, il “Garda Experience” e una proposta di viaggio fino a Gardone Riviera con la visita del Vittoriale degli Italiani e del Parco Heller.

    Le proposte sono rivolte anche agli sportivi: fra gli altri, il biglietto “Viandante sul lago”, che comprende il viaggio in treno fino a Lecco e la libera navigazione fra gli scali fino a Colico e consente di alternare tratti in battello a camminate fra i diversi paesi sul Lario, sul percorso di trekking “Sentiero del Viandante”.

    Non mancano le proposte alla scoperta delle città della Lombardia per riscoprire le ricchezze culturali del territorio proponendo sconti dedicati a chi viaggia in treno, per l’ingresso a musei e luoghi d’arte.

    Tutti i dettagli sulle proposte già attive sono disponibili sulla pagina trenord.it/giteintreno, che nelle prossime settimane sarà aggiornata con ulteriori novità.

    I prossimi appuntamenti del treno storico

    Dopo il viaggio inaugurale domenica 6 aprile, prosegue nel 2025 con dieci date il calendario delle corse del treno storico proposte da Trenord, che consente ai passeggeri di viaggiare nell’atmosfera degli anni Venti, sui sedili di velluto rosso cardinale delle carrozze di prima classe, con gli interni in legno.

    Sono già acquistabili i biglietti per le date previste fra aprile e giugno, verso il Lago di Como e il Maggiore:

    domenica 27 aprile: Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago
    domenica 11 maggio: Milano Cadorna-Como Lago
    domenica 18 maggio: Milano Cadorna-Laveno Mombello Lago
    domenica 25 maggio: Milano Cadorna-Como Lago
    domenica 8 giugno: Milano Cadorna-Como Lago

    I viaggi con destinazione Como Lago saranno animati da personaggi in costume d’epoca che si esibiranno in diverse performance artistiche, teatrali e musicali, basate sulla ricostruzione storica di luoghi e personaggi del tempo, mentre quelli con destinazione Laveno Mombello Lago, saranno arricchiti da formazioni di musicisti jazz che renderanno omaggio alla musica degli anni Venti e Trenta.

    Su trenord.it sono disponibili le informazioni sui biglietti speciali dedicati all’iniziativa, che comprendono il percorso di andata e ritorno sul treno storico, più il viaggio di andata e ritorno su treni Trenord da tutta la Lombardia a Milano o alle stazioni in cui il convoglio effettua fermata: Saronno, per le corse verso Como; Saronno e Varese Nord, per le corse verso Laveno.

  • Viaggo (e diario) dalla Patagonia: pillole di Grande Bellezza dall’estremità del mondo- di Teo Parini

    Viaggo (e diario) dalla Patagonia: pillole di Grande Bellezza dall’estremità del mondo- di Teo Parini

    Seppur con poca propensione nel non reiterare l’errore, perché restiamo gente ontologicamente suprematista, dello sterminio dei nativi nordamericani qualcosa abbiamo finalmente interiorizzato, nonostante il mito del Generale Custer non accenni a diluirsi. Decisamente di meno, ed è una colpa, sappiamo, invece, di Tehuelche e Mapuche, popoli indigeni della Patagonia che hanno ricevuto lo stesso trattamento da parte dell’uomo bianco. Un viaggio nelle loro terre d’origine, allora, può essere l’occasione buona per fare un po’ di giustizia, oltre che la consueta fonte di arricchimento culturale in luoghi meravigliosi.

    La Patagonia, intanto, è una regione dell’America Latina condivisa da Argentina e Cile che include anche la Terra dei Fuochi e, oggi, consta di meno di tre milioni di abitanti benché l’estensione sia di quasi un milione di chilometri quadrati, circa tre volte l’Italia. Insomma, un deserto. Il nome lo si deve a Magellano che la scoprì nel 1520. Il navigatore portoghese celebre per la prima circumnavigazione del globo, imbattutosi in un popolo di giganti, pare li chiamò ‘patagoni’ (tradotto, i piedoni) per la presunta grandezza delle orme lasciate dai loro piedi. Etimologia tutt’oggi non del tutto scevra da dubbi. Patagón, infatti, è anche la creatura selvaggia vergata dalla penna di Francisco Vazquez nel 1512 in uno scritto tanto caro proprio a Magellano che, pertanto, potrebbe averne tratto ispirazione. Accezione selvaggia, per uomini con i piedi fasciati di pelle animale che si cibano di sola carne cruda. Ciò che è acclarato, però, è che i nativi fossero tutt’altro che gracili. E non poteva essere altrimenti, considerate le condizioni ambientali di un luogo inospitale perché perennemente sferzato da venti gelidi ed insistenti, così avaro di vegetazione ma ricco di ghiacci anch’essi perenni e distese di steppa in fotocopia senza soluzione di continuità.

    Dalla scoperta, qualche secolo di quiete fino alla ‘Conquista del Desierto’. Il nome funesto che il governo argentino, da poco indipendente dalla dominazione spagnola, diede alle operazioni militari di razzia delle terre abitate dagli indigeni. Sotto la guida di Julio Argentino Roca, pertanto, nel 1885 l’Argentina piegò la resistenza delle popolazioni native della Patagonia che, da quella campagna predatoria, trovarono l’estinzione. Ennesimo sterminio sottaciuto. A riguardo, c’è purtroppo una poco edificante curiosità tutta italiana. Roca, a conquista ultimata, spartì i territori tra i responsabili della feroce campagna e le imprese inglesi che contribuirono al finanziamento della stessa. Nasceva così la famigerata ‘Compania de Tierras Sud Argentino’, dedita all’allevamento del bestiame su terre strappate ai legittimi proprietari ed alla gestione delle ricchezze. Nel 1991, la compagnia passò di proprietà alla famiglia Benetton, quella United Colors, delle tariffe autostradali e del ponte Morandi, che oggi sfrutta un terzo dell’estensione territoriale della Patagonia, noncurante delle rivendicazioni dei pochi Mapuche rimasti. La lunga mano delle privatizzazioni sulla pelle della gente, un’abitudine senza confini né latitudini.

    Lungo i sentieri montagnosi patagonici, la costante, oltre al vento e al silenzio rotto solo dagli animali in libertà, è la presenza di arbusti alti fino ad un metro con bacche dal colore blu ricoperte da spine e foglie sempreverdi. È il calafate, sta alla Patagonia come il lampone sta alle Alpi, ed è depositario di una leggenda che, per chi ci è stato, assurge a buon auspicio. Si dice, infatti, che chi mangia una bacca prima o poi farà ritorno. Ancor più romantica è la storia, una delle tante, tramandata dai Tehuelche. Racconta di una donna ormai troppo anziana per affrontare l’ennesimo spostamento di luogo, atteggiamento tipico di una popolazione nomade come la loro in cerca delle migliori condizioni di vita, abbandonata al suo destino dalle ciniche leggi di sopravvivenza della tribù. Che, ormai giunta in punto di morte, si trasforma in un cespuglio di calafate potendo così resistere al gelo. Tra i suoi capelli, ora rami, gli uccelli trovano riparo d’inverno e nutrimento d’estate. Ma Calafate è anche il nome di una piccola città situata sulla riva meridionale del Lago Argentino, il più esteso della nazione, che prende il nome proprio dalla celebre bacca. Oggi, non è poi così evocativa della tradizione autoctona, perché trasformata in un polo turistico d’élite, ma la sua collocazione resta strategica sulla strada di ciò che ti aspetti di trovare a venti ore di volo da qui. Una terra ancestrale.

    A proposito. Patagonia è la somma di due ecosistemi apparentemente dissimili. Semplificando: Ande ad ovest, bassopiani ad est. Ghiacci e deserti che, tuttavia, a pensarci bene sono quasi la stessa cosa. Innanzitutto, lungo l’inesausta costa atlantica sorge la penisola di Valdes, provincia del Chubut. Terreno arido, impenetrabile, regolarità polverosa a perdita d’occhio. Terre accomodanti ma solo per puma, guanachi, armadilli, leoni ed elefanti marini. Con orche in mare aperto e pinguini dentro e fuori dall’acqua, forse gli esseri viventi più simpatici del pianeta Terra. Qui è ancora tutto loro. Mare e steppa, all’infinito, ovunque ci si volti. Un luogo diverso da ogni altro che l’ha preceduto nella memoria del viaggiatore, identità patagonica incastonata al di fuori dalle principali rotte turistiche. Perché non c’è nulla. Anzi, qui ci si viene proprio per la ricerca terapeutica del nulla. E se a Trelew c’è pure un aeroporto, è altrettanto vero che anche anche tra piste, torri e velivoli, la vita scorre in punta di piedi. Lo scalo apre per far partire quell’unico volo, poi chiude in fretta e furia. Ci si muove con circospezione, quindi, dimenticando l’orologio e i suoi assilli, e non solo perché le strade ancora non conoscono la puzza d’asfalto. La precedenza va ai guanachi in marcia, la distanza premia la pace dei pinguini, il silenzio allieta il volo delle sterne. L’uomo, almeno per una volta, si muove entro spazi che lo fanno sembrare invisibile. Una soddisfazione, al pari della vista da Punta Delgada, pennellate sullo sfondo che esplorano le tonalità del blu. Forse il modo migliore per rendere l’idea di infinito. Ossimoricamente, qua, proprio dove il mondo finisce.

    Ovest, dall’altra parte, fa scopa con ghiaccio. Il parco nazionale Los Glaciares, al contrario, è decisamente un polo di richiamo per gli aficionados della montagna di ogni latitudine. Cerro Chaltén e Torres del Paine sono nomi cari a chi fa dell’orografia impervia una inviolabile ragione di vita. A proposito di queste ultime mastodontiche torri di granito, sono tre, alte quasi tremila metri ed erose da gelo e vento, la ‘nord’ fu scalata per la prima volta da un italiano, Guido Monzino, e non è raro sentirla chiamare, appunto, Torre Monzino. Anche la ‘sud’ ha un forte legame con l’Italia. In particolare con il prete salesiano nonché esploratore esperto di Patagonia Alberto De Agostini, biellese, a cui è stata intitolata. Il Governo cileno, inoltre, gli ha dedicato anche un parco nella Terra del Fuoco e un fiordo. Detto di Calafate città e di un’aura troppo occidentale per essere vera, lì vicino, ad essere alimentato dal Parco de Hielo Patagónico Sur – sconfinato ghiacciaio continentale nonché terza calotta glaciale dopo Antartide e Groenlandia – è il Perito Moreno, duecentocinquanta chilometri quadrati del sistema andino il cui nome lo si associa a Francisco Moreno. Pioniere, che a suo tempo difese i confini argentini dalla disputa con i vicini cileni. Perito, nel senso di esperto della materia. Perito Moreno, in senso meno letterale, significa eternità dinamica, un paradosso di ghiaccio. Perché ogni anno il ghiacciaio perde tanta massa quanta ne acquisisce, dunque è stabile, ma si muove. Non essendo ancorato alla roccia sottostante, grazie ad un cuscino d’acqua al piede gli è consentito un moto traslazionale. Corre. Un paio di metri al giorno, l’ingegneria di madre natura. Tre ore di cammino fino al cuore del ghiacciaio, con il Cerro dos Picos sullo sfondo, sono un’esperienza difficilmente replicabile altrove che ben spiega perché quella dei limiti territoriali sia diatriba tra i due stati confinanti ancora irrisolta a distanza di secoli. Del resto, chi non vorrebbe fregiarsi di un luogo simile?. In gergo turistico lo si chiama ‘Big Ice’. Pace dei sensi, in quello del viaggiatore che si trova immerso in un mare allo stato solido, tra i boati dei seracchi che si staccano e sprofondano e i venti che, sibilando, scolpiscono i profili.

    Il sud, infine, la Terra del Fuoco. Ushuaia è la fine del mondo: più giù di così non si può. La città più australe del pianeta, allocata su un’isola staccata dalla massa continentale dallo stretto scoperto dal solito Magellano in transito da un oceano e l’altro. Sopra Ushuaia sta la catena montuosa Martial, in mezzo il canale di Beagle, sotto il niente. Ciò che la rende unica, molto più che le trasformazioni in atto in chiave moderna. Ushuaia, non a caso, è la somma di due parole: ‘ushi’, cioè ‘al fondo’, e di ‘waia’, quindi ‘baia’. Baia alla fine del mondo nella lingua degli Yamanas, abitanti di queste terre già seimila anni fa. Meta dei cercatori d’oro, poi adibita a prigione in una sorta di confino, Ushuaia è rimasta sconosciuta ai più fino al 1930 quando i primi aerei civili cominciarono a farci rotta. Trasformata prima in una base navale, è diventata a partire dagli anni Settanta il punto di svolta per migliaia di abitanti di Buenos Aires in cerca di condizioni di vita più economiche lontano dalla capitale. Ironia della sorte, oggi Ushuaia è destinazione proibita per la stragrande maggioranza degli argentini proprio per il motivo opposto. Un peccato, la porta di accesso all’Antartide dovrebbe essere patrimonio di tutti come ogni regalo della natura. Ma tant’è.

    “La Patagonia – scrive Sepúlveda – è un puzzle di luoghi incantati che non sembrano appartenere a questo mondo”. “Quando finalmente vi arrivai, ebbi la sensazione – scrive Theroux – di essere approdato al nulla, a un non-luogo. Ma la cosa più sorprendente era che mi trovavo ancora nel mondo, pur avendo viaggiato per mesi verso sud. Il paesaggio aveva un aspetto desolato, eppure dovevo ammettere che i suoi tratti erano leggibili e che io esistevo in esso. Questa era una scoperta: il suo aspetto. Pensai: Un non-luogo è un luogo. Due pensieri piuttosto celebri che riassumono con efficacia il lascito di un viaggio in Patagonia. In definitiva, un mondo nel mondo che ha almeno due meriti straordinari. Quello di ridimensionare l’onnipotenza dell’uomo quale padrone del tutto e, insieme, di ricordare che prima ci si convincerà di essere ospiti del pianeta e prima avremo trovato il modo migliore per abitarlo.

  • Gli alti e i bassi del turismo in Italia nel 2024

    Gli alti e i bassi del turismo in Italia nel 2024

    Il settore turistico ricopre da sempre un ruolo fondamentale per l’economia italiana. Ogni anno, milioni di turisti stranieri raggiungono il Bel Paese attratti dalle sue bellezze naturali e artistiche, dal cibo e dallo stile di vita italiano.
    Dopo gli anni bui della pandemia, il turismo in Italia sta mostrando segni di ripresa e addirittura superando i livelli pre-Covid, sia per quanto riguarda le presenze straniere, sia per gli spostamenti interni.
    Nell’articolo di oggi ripercorriamo gli alti e i bassi del turismo in Italia nel 2024 per evidenziare i punti forti del settore e individuare le eventuali aree di miglioramento.

    Gli alti del turismo in Italia
    Il turismo in Italia nel 2024 è cresciuto rispetto al 2023, tornando quasi ai livelli del 2019. Il settore è stato trainato soprattutto dagli affitti brevi che offrono esperienze locali e personalizzate e, allo stesso tempo, limitano le spese legate all’alloggio per le vacanze.
    Le mete più ambite rimangono le grandi città e le località marittime. Roma e Milano trainano il turismo straniero in Italia, seguite a ruota da Venezia, Firenze e le altre città d’arte che attirano viaggiatori in cerca di esperienze culturali.
    Per quanto riguarda la stagione estiva, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia hanno registrato l’affluenza maggiore di prenotazioni. Al contrario, la Liguria e la Costiera Amalfitana hanno perso qualche punto percentuale rispetto al 2023 a causa degli aumenti delle tariffe medie.
    Un altro punto forte dell’anno è stato il crescente interesse per il turismo sostenibile sia da parte degli italiani che degli ospiti provenienti da altri paesi. I viaggiatori eco-consapevoli hanno scelto agriturismi e strutture ricettive certificate green, dando uno slancio a regioni come la Toscana e l’Umbria.

    I bassi e le sfide
    Il turismo interno ha terminato il 2024 con un lieve calo rispetto all’anno precedente, dovuto all’aumento dei prezzi e all’inferiore possibilità di spesa delle famiglie italiane.
    Cresce anche la concorrenza da parte di altre mete turistiche allettanti in cui prezzi sono decisamente più bassi rispetto a quelli in Italia, tra cui l’Albania, il Montenegro, e la Moldavia.
    Nel 2024, il meteo ha fatto tremare gli operatori del settore dell’ospitalità. Estati insolitamente calde e forti piogge nei mesi chiave hanno rovinato le vacanze ai viaggiatori nelle località balneari mentre hanno spinto altri a scegliere luoghi più freschi in cui passare l’estate, come il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta. Proprio in queste regioni, si sono verificati fenomeni di overtourism nei mesi di luglio e agosto.
    Infine, le infrastrutture ormai datate e gli investimenti insufficienti nei trasporti pubblici hanno messo a dura prova la capacità dell’Italia di gestire il crescente numero di visitatori. Anche se i collegamenti aerei e i treni ad alta velocità tra le principali città continuano a essere un successo, la connettività limitata con le città più piccole rende difficile la diffusione del turismo oltre le mete più gettonate.

    Tendenze da tenere d’occhio
    A ribadire il desiderio di libertà, immersione nella natura e vacanze eco-sostenibili, il 2024 ha rivelato un crescente interesse nei confronti delle vacanze all’aria aperta e in campeggio, soprattutto tra i viaggiatori di età compresa tra 35 e 54 anni.
    La tendenza verso viaggi localizzati e fughe più brevi riflette un crescente interesse per l’esplorazione dei propri dintorni. Questo approccio riduce al minimo l’impatto ambientale, stimolando al contempo le economie locali. Sempre più turisti hanno voglia di scoprire e apprezzare le gemme nascoste senza andare troppo lontano o passare troppi giorni in viaggio, promuovendo un modo più sostenibile di fare vacanza.

  • Le visite al Sacro Monte di Crea durante il periodo natalizio

    Le visite al Sacro Monte di Crea durante il periodo natalizio

    C’è un luogo che, durante le festività natalizie, diventa meta turistica per visitatori italiani e stranieri grazie ai suoi richiami naturalistici, artistici e spirituali. È l’area del Sacro Monte di Crea, sito Unesco dal 2003 (fa parte della rete dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia), situato su una delle più elevate colline piemontesi del Monferrato, nel territorio di Serralunga di Crea. Siamo in provincia di Alessandria ma ad appena un’ora di viaggio da Milano, Torino e Genova e poco oltre dai confini con Francia e Svizzera, tra le Alpi e il Mar Ligure. Una posizione strategica dove si coniugano molte attrattive: da quella del paesaggio (le colline del Monferrato sono anch’esse bene Unesco dal 2014) alle ricchezze enogastronomiche senza dimenticare le bellezze naturalistiche e i tesori artistici di cui proprio Crea è emblema.

    Perché visitare Crea nelle Festività Natalizie 2024?

    Innanzitutto in queste settimane è in atto la realizzazione del progetto dal titolo “Le Vie dei Sacri Monti. Itinerari d’arte e natura attorno al Sacro Monte di Crea” che ha ottenuto il sostegno della Fondazione Compagnia San Paolo nell’ambito del Bando “Territori in Luce” e consente l’organizzazione di numerose attività di promozione e accoglienza turistica completamente gratuite, da non perdere. Fino al 31 dicembre 2024 tale programma vedrà il Sacro Monte di Crea e il territorio circostante al centro di una cospicua rassegna di iniziative finalizzata a promuovere l’area come destinazione turistica di cultura e arte con tante sfaccettature che abbracciano anche i percorsi naturalistici e l’arte e con un particolare riguardo verso l’inclusione e il pubblico più giovane.

    Le visite guidate gratuite

    Fino al 31 dicembre viene assicurata l’apertura dell’Ufficio Informazioni del Sacro Monte di Crea con la presenza di guide turistiche professionali per lo svolgimento di tour guidati totalmente gratuiti per i fruitori. Tali servizi sono attivi il sabato e la domenica (con aperture speciali anche il 23, 24, 26, 27, 30 e 31 dicembre) e l’apertura dell’Ufficio Informazioni è prevista con orario 9.30-12.30 e 15-18 (nei mesi autunnali 14.30-17.30). Le visite guidate gratuite sono programmate alle 10.30 e alle 15 e avvengono in un arco di 90 minuti, con partenza dall’ufficio Informazioni per raggiungere la quarta cappella e la piazza del Santuario, e proseguire nel percorso con l’apertura delle cappelle V (Natività di Maria) e XXIII (Il Paradiso – Incoronazione di Maria). È possibile effettuare visite anche nelle principali lingue straniere e i visitatori possono aggregarsi anche all’ultimo minuto, senza necessità di prenotazione, presentandosi all’Info Point del Santuario di Crea entro il momento della partenza. Per maggiori informazioni o prenotazioni: info@sacri-monti.com; tel. 0141-927120.

    Arte in prima linea

    Altra ragione per raggiungere Crea per una visita è l’arricchimento dato dagli interventi al patrimonio del percorso devozionale del Sacro Monte di Crea, la cui realizzazione risale al 1589. Dal punto di vista artistico molteplici sono le opere di grande interesse conservate nella chiesa-basilica di Santa Maria, fra le quali i capolavori di Macrino d’Alba, Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo” e Orsola Caccia. Dal piazzale del Santuario si snoda il percorso devozionale composto da ben 23 cappelle e 5 romitori, frutto dell’ingegno di scultori famosi (come Leonardo Bistolfi) e artisti di provenienza fiamminga. L’itinerario, inserito in un contesto panoramico e naturalistico (oltre che spirituale) di prim’ordine culmina con la “Cappella del Paradiso” dedicata all’Incoronazione della Vergine di grande impatto artistico.

    Natura e percorsi
    Il Sacro Monte di Crea è attraversato da un sentiero circondato da un bosco di querce e frassini, cuore del Parco Naturale del Sacro Monte di Crea, istituito nel 1980. Ciò apre le vie a numerose opportunità di effettuare trekking e attività di osservazione naturalistica, soprattutto in autunno quando il Monferrato diventa la capitale del foliage italiano, grazie alle sfumature di foglie e paesaggi che si protraggono fino all’inverno. Pedalate, camminate e gite a cavallo in tutta l’area circostante il Sacro Monte diventano quindi un ulteriore richiamo consentiranno inoltre in autunno al pubblico degli amanti dell’outdoor di scoprire le bellezze del Sacro Monte di Crea muovendosi su sentieri del territorio circostante. Fra questi anche l’itinerario che unisce Crea con Vezzolano e Superga, attraversando le colline più elevate del Monferrato fino a raggiungere i pendii torinesi, senza distaccarsi dalla dimensione spirituale e devozionale e viaggiando fra diversi stili artistici incrociando sul proprio cammino castelli, piccoli borghi e caratteristici “infernot” sotterranei.

    Enogastronomia e Fiere
    L’autunno e inverno nei borghi intorno al Sacro Monte di Crea è anche trionfo dell’enogastronomia con i sapori più autentici protagonisti delle fiere che valorizzano il tartufo, i vini ma anche tante altre eccellenze come le carni piemontesi (il noto “bue Grasso” della vicina Moncalvo), nocciole, funghi e altre tipicità.

    Altri appuntamenti natalizi
    Fino al 12 gennaio, presso il Salone San Giuseppe del Santuario Diocesano “Madonna di Crea” è inoltre visitabile ogni sabato (ore 15-18) e domenica e festivi (ore 9-12 e 15-18) la Mostra di Arte Presepiale ad ingresso libero. Domenica 22 dicembre, alle ore 17, il Santuario ospiterà il Concerto “Aspettando il Natale” a ingresso libero con il Coro Vocincanto di Cortiglione di Robella d’Asti. Questi ultimi appuntamenti sono a cura del Santuario Diocesano “Madonna di Crea”.

    A supportare le visite nell’ambito di “Le Vie dei Sacri Monti. Itinerari d’arte e natura attorno al Sacro Monte di Crea”, unitamente alla Fondazione Compagnia di San Paolo, vi è un concerto di comuni, istituzioni e associazioni come l’Associazione Ricreare Crea, la Pro Loco di Ponzano Monferrato, i Comuni di Castagnole Monferrato, Ponzano Monferrato e Serralunga di Crea, il centro di produzione teatrale “Casa degli Alfieri”, l’Ente di Gestione dei Sacri Monti, la Riserva Speciale Sacro Monte di Crea, il Santuario Diocesano Madonna di Crea e la Diocesi di Casale Monferrato.

    Programmi e aggiornamenti sono comunicati su www.viedeisacrimonti.it.

  • Treni storici: domenica 1 settembre tutti in carrozza con il ‘Garda Express’

    Treni storici: domenica 1 settembre tutti in carrozza con il ‘Garda Express’

    Tornano in Lombardia i viaggi dei treni storici. L’ iniziativa, promossa dall’assessorato ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane ed FS Treni Turistici Italiani, è giunta all’ottava edizione. Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 1 settembre con il ‘Garda Express’: partenza da Milano Centrale alle 9.20, con destinazione Desenzano del Garda-Sirmione (arrivo ore 11.00).

    Il treno fermerà a Treviglio, in Franciacorta e a Brescia, permettendo poi ai viaggiatori di passare una domenica di relax sulle sponde lombarde del lago di Garda. Il viaggio sarà su un convoglio con locomotiva elettrica, carrozze ‘Centoporte’ degli anni 30′, carrozze ‘Corbellini’ degli anni 50 e bagagliaio.

    “Treni sold out – spiega Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile – viaggi alla scoperta di località iconiche e viaggiatori soddisfatti. L’iniziativa dei treni storici è un successo consolidato grazie ad un mix vincente di storia, turismo e cultura. Dallo scorso maggio sino a novembre inoltrato abbiamo previsto ben 20 viaggi, da quelli tradizionali alle novità, proprio come il Garda Express già sperimentato lo scorso 9 giugno e andato in poche ore tutto esaurito e il Milano-Genova, con il mitico ETR 252 Arlecchino. Una mobilità dolce ed un turismo ferroviario particolarmente gradito dai viaggiatori che si immergono in un’esperienza dall’alto valore attrattivo, storico e culturale”.

    Per valorizzare il patrimonio storico della ferrovia, come da contratto di servizio, Regione Lombardia mette a disposizione ogni anno 600.000 euro. Di questo budget, circa 300.000 euro sono destinati ai treni storici, effettuati da Fondazione Fs.

    GLI ORARI DELL’ANDATA – Dopo la partenza alle 9.20 da Milano Centrale, il treno fermerà a Milano Lambrate (arrivo 9.25, partenza 9.27), Treviglio (a. 9.49, p. 9.58), Rovato (a. 10.25, p. 10.26), Brescia (a. 10.39, p. 10.40). L’arrivo alla stazione di Desenzano del Garda-Sirmione è previsto alle ore 11.00.

    GLI ORARI DEL RITORNO – Partenza da Desenzano del Garda-Sirmione alle ore 15.50. Arrivo a Brescia alle 16.13, ripartenza alle 16.15; tappa a Rovato (a. 16.30, p. 16.32), Treviglio (a. 16.58, p. 17.06) e Milano Lambrate (a. 17.32, p. 17.34). L’arrivo a Milano Centrale sarà alle 17.42.

    Il calendario quest’anno prevede 20 circolazioni. Tra le principali novità introdotte rispetto al passato, il Milano-Brescia-Desenzano e il treno da Milano a Genova: prossimo viaggio il 3 novembre con l’ETR 252 ‘Arlecchino’, il mitico elettrotreno della Fondazione FS simbolo del made in Italy e del boom economico degli anni 60.

    Ecco i prossimo viaggi previsti:
    – Laveno Express: da Milano alla scoperta del lago Maggiore. Prossima partenza prevista domenica 8 settembre;
    – Lario Express da Milano e Monza per Como e Lecco. Prossimo appuntamento il 13 ottobre;
    – Sebino Express da Milano al lago d’Iseo (Paratico). Prossimi appuntamenti il 15 settembre e 20 ottobre;
    – Besanino Express da Milano per Besana, Molteno e Lecco. Partenze previste domenica 22 settembre e 27 ottobre.

    Già effettuato lo scorso 23 giugno il treno storico sull’itinerario Milano – Chiavenna; previsto per domenica 17 novembre, in occasione della Festa del Torrone, un convoglio tra Milano e Cremona.

    Il calendario completo delle circolazioni e altre informazioni sono disponibili consultando il sito web www.fondazionefs.it e i canali social della Fondazione FS sui principali social network.

    Sui treni storici sarà sempre possibile trasportare gratuitamente la propria bicicletta a bordo utilizzando bagagliai appositamente attrezzati. I biglietti per viaggiare sui treni storici possono essere acquistati su tutti i canali di vendita di Trenitalia, biglietterie, App e sito ufficiale.
    I ragazzi fino a 14 anni viaggiano gratis.

  • Le 50 spiagge preferite in Italia: stravince la Sardegna

    Le 50 spiagge preferite in Italia: stravince la Sardegna

    Estate nel Belpaese è sinonimo di mare, e mare è sinonimo di spiaggia. Non esistono italiane e italiani che non passino almeno una giornata al mare durante l’estate e anche questa stagione non fa eccezione: ma quali sono le spiagge più apprezzate? Holidu, uno dei maggiori portali di prenotazione di case e appartamenti vacanza d’Europa, ha realizzato la classifica delle top 50 spiagge italiane del 2024, utilizzando i dati di Google Maps.

    Posizione Nomi spiagge Regione Punteggio Google Maps Numero recensioni Google Maps
    1 Scivu Sardegna 4,8 1828
    2 Is Arutas Sardegna 4,7 7979
    3 Porto Giunco Sardegna 4,7 6723
    4 Su Giudeu Sardegna 4,7 5842
    5 Mari Pintau Sardegna 4,7 3339
    6-48 …
    49 Monaco Mirante Puglia 4,6 601
    50 Lu Impostu Sardegna 4,5 3988

    Fonte e classifica completa di posizioni, dati intermedi e località di ciascuna spiaggia sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/casa-vacanze/italia#migliori-spiagge
    Scivu, Is Arutas e Porto Giunco sul podio

    Le prime 12 posizioni della graduatoria sono tutte in Sardegna: a dominare c’è la spiaggia di Scivu, uno dei tratti più incantevoli della Costa Verde, nel territorio di Arbus, centro del Medio Campidano, il cui punto di forza è sicuramente il fatto di essere una spiaggia in un territorio. Isolato e lontano da centri abitati; è inoltre conosciuta per le sue dune di sabbia dorata e le acque cristalline: insomma l’’ambiente selvaggio e incontaminato la rende una delle spiagge più suggestive della Sardegna. Al secondo posto si piazza la spiaggia di Is Arutas Situata nella Penisola del Sinis e famosa per la sabbia costituita da piccoli granelli di quarzo, di vari colori che spaziano dal bianco al rosa al verde: è un vero paradiso per gli amanti della natura e delle immersioni. Medaglia di bronzo è la spiaggia di Porto Giunco, situata vicino a Villasimius e caratterizzata da una lunga distesa di sabbia bianca e un mare turchese e non lontano dallo stagno di Notteri, popolato dai fenicotteri rosa. Quarta è la spiaggia di Su Giudeu che si trova a Chia e che è celebre per la sua sabbia dorata e le dune che la circondano, la cui acqua estremamente limpida e poco profonda la rende ideale per le famiglie e dalla quale è possibile avvistare fenicotteri e altre specie di uccelli spettacolari. Completa la top 5 Mari Pintau, nel Golfo di Cagliari: il nome significa “mare dipinto” e fa riferimento al colore straordinario del mare che varia dal turchese al blu intenso.

    Al sesto posto si colloca la Spiaggia delle Dune, situata a Porto Pino e famosa per le sue alte dune di sabbia bianca. In settima posizione, la Spiaggia di Mari Ermi, nella Penisola del Sinis, è conosciuta per la sabbia di quarzo e la tranquillità. Ottava è la Spiaggia di Piscinas, parte della Costa Verde, la quale si distingue per le immense dune dorate che raggiungono i 60 metri. In nona posizione, la Spiaggia Rena Bianca a Santa Teresa di Gallura vanta sabbia finissima e viste spettacolari sulle Bocche di Bonifacio. Chiude la top 10 la Spiaggia di Cala Spinosa a Capo Testa è una piccola cala nascosta tra rocce granitiche, ideale per lo snorkeling. Queste spiagge attraggono numerosi visitatori, come testimoniato dal numero di recensioni ricevute.

    Dominio assoluto della Sardegna. Seguono ben distaccate Puglia, Liguria e Toscana.
    Ad avere un numero impressionante di spiagge nella top 50 è la Sardegna che ne piazza ben 39 su 50 in classifica e tutte le prime 12 posizioni. Seguono ben distaccate la Puglia con 4 spiagge la prima della quale è 20ma ossia la spiaggia di Porto Selvaggio, seguita San Pietro in Bevagna in 22ma posizione, la Spiaggia del Frascone in 41ma e quella di Monaco Mirante al 48mo posto. Liguria e Toscana hanno due spiagge ciascuna; per la prima troviamo Boccadasse al 16mo posto e la Spiaggia di Varigotti 39ma, mentre la Toscana è rappresentata da due spiagge dell’Isola d’Elba: 17ma la spiaggia di Cavoli a Campo, e 38ma la Spiaggia della Padulella in località Portoferraio. Una spiaggia ciascuna per Marche, Calabria e Abruzzo.

    La classifica completa delle top 50 spiagge con i dati intermedi e le rispettive località sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/casa-vacanze/italia#migliori-spiagge

    Metodologia:
    La classifica è stata elaborata dal team di esperti di Holidu a partire dalla lista completa delle spiagge, marine, baie e cale in Italia, riportate nel database di Google Maps. Dagli oltre 9500 risultati originali, abbiamo escluso tutti i risultati che non erano effettivamente delle spiagge. Abbiamo creato una classifica basata sulle spiagge più votate dagli utenti ossia con il punteggio più alto (il massimo è 5), dando priorità a quelle con il maggior numero di recensioni. Le spiagge con meno di 100 valutazioni non sono state incluse, poiché la valutazione media al di sotto di questo numero può essere interpretata come non affidabile o irrilevante.
    I dati sono stati raccolti ed elaborati nel mese di luglio 2024.

    A proposito di Holidu:
    La missione di Holidu è rendere l’ospitalità e la prenotazione di case vacanze senza pensieri e piena unicamente della gioia che ogni viaggio sa regalare. Attraverso il portale di prenotazione, gli ospiti possono prenotare la loro sistemazione per le vacanze con totale tranquillità e in completa sicurezza. Inoltre, con la sua piattaforma di software e servizi, Holidu consente agli host di attirare più prenotazioni riducendo al minimo lo sforzo necessario. I fratelli Johannes e Michael Siebers hanno fondato Holidu nel 2014. La società, in rapida crescita, impiega oltre 600 professionisti e ha sede a Monaco di Baviera. Può inoltre contare su uffici locali nelle destinazioni turistiche più gettonate d’Europa. Per ulteriori informazioni visita il sito www.holidu.it.

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