Categoria: Spettacoli

  • Villa Verdi, Mic “Avviato il procedimento di esproprio”

    Villa Verdi, Mic “Avviato il procedimento di esproprio”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il Ministero della Cultura comunica che la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Parma e Piacenza ha avviato il procedimento di dichiarazione di pubblica utilità, finalizzata all’esproprio, del complesso di immobili denominato Villa Verdi, sito in Villanova d’Arda (PC), località S. Agata.
    Il procedimento si concluderà entro 180 giorni dalla data di ricezione della comunicazione di avvio da parte dei soggetti interessati. L’amministrazione competente all’emanazione del relativo provvedimento finale è il Ministero della Cultura – Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio.
    “La Villa, appartenuta al Maestro e Senatore Giuseppe Verdi, rappresenta patrimonio fondamentale della Nazione per il valore storico dell’opera del grande compositore e per il ruolo importante avuto nel Risorgimento. Questo bene non può rimanere esposto al degrado e all’incuria, ma deve poter costituire il nucleo centrale di un itinerario museale a disposizione del mondo intero. Per questo, le direzioni competenti del Ministero, confortate da autorevoli pareri legali, hanno deciso l’acquisizione di Villa Verdi al patrimonio pubblico con il punto di non ritorno della dichiarazione di pubblica utilità”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
    – foto ufficio stampa Mic –
    (ITALPRESS).

  • “Rino Gaetano” in mostra a Roma dal 16 febbraio

    “Rino Gaetano” in mostra a Roma dal 16 febbraio

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Parte da Roma il viaggio nel mondo di Rino Gaetano con la prima mostra dedicata al grande cantautore che ha segnato un’epoca nella musica italiana. Iconico poeta dallo stile unico e tagliente, con la sua voce ruvida e con i suoi testi apparentemente leggeri e disimpegnati ma pieni di contenuti, ha saputo graffiare società e politica senza mai nascondersi dietro etichette e maschere.
    Autore innovativo, appassionato e dal forte impegno civile, dopo la prematura scomparsa, le sue canzoni, manifesti da cui traspare tutta la sua umanità, sono state riscoperte e diventate veri e propri inni tra le nuove generazioni, usate in teatro, come colonne sonore di film, sono diventate fiction, compilation, street art e festival. La denuncia sociale celata dietro l’ironia delle sue filastrocche resta ancora attualissima. Non ha mai avuto maestri, rappresentava lui stesso l’onda nuova di una corrente senza eguali.
    L’artista, calabrese di nascita ma romano d’adozione, verrà celebrato con la grande mostra Rino Gaetano, che sarà ospitata a Roma dal 16 febbraio al 28 aprile 2024 al Museo di Roma in Trastevere, nel quartiere che amò e frequentò fin dai tempi del Folkstudio. Un viaggio straordinario di memoria collettiva al ritmo delle note delle sue stralunate canzoni e dove la sua arte sarà più viva che mai.
    La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è organizzata e realizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Con il patrocinio del Ministero della Cultura e la media partner di Rai che conserva la maggior parte dei filmati che riguardano l’artista e con la collaborazione di Universal Music Publishing Group. A cura di Alessandro Nicosia e Alessandro Gaetano.
    Una mostra inedita nata da una ricerca di materiali, molti dei quali esposti per la prima volta, che ne documentano l’intero cammino artistico e arricchita da ‘tante rarità’ di assoluto valore, concesse per l’occasione da Anna Gaetano, sorella di Rino: documenti, foto, cimeli artistici, la raccolta dei dischi, video, strumenti musicali, oggetti, abiti di scena come l’accappatoio indossato durante il Festivalbar all’Arena di Verona e la giacca in pelle utilizzata a Sanremo, manifesti, la collezione di cappelli. Nel corso dell’evento sarà possibile assistere alle performance live di Alessandro Gaetano che eseguirà alcuni dei brani dello zio che permetteranno ai visitatori di scoprire e vivere la forza della sua musica. La rassegna offrirà allo spettatore l’opportunità di un incontro talmente unico e speciale con l’artista che farà scoprire come la sua voce ci parli oggi più forte che mai.
    La mostra sarà corredata da un prestigioso catalogo edito da Gangemi che contiene storia, immagini e anche un lungo elenco di straordinarie testimonianze che aiutano a comprendere tutte le sfaccettature di un uomo considerato uno dei cantastorie di culto della nostra storia.
    -foto ufficio stampa mostra –
    (ITALPRESS).

  • Daniel Harding dirige Beethoven e Brahms per Natale alla Scala

    Daniel Harding dirige Beethoven e Brahms per Natale alla Scala

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Sabato 23 dicembre Daniel Harding torna sul podio per il tradizionale Concerto di Natale del Teatro alla Scala, in programma la Fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra di Ludwig van Beethoven con il pianista Kirill Gerstein e la Sinfonia n° 2 di Johannes Brahms. Sono passati dieci anni dall’altro Concerto di Natale diretto da Harding, in programma allora l’Elias di Mendelssohn. Dal suo debutto con Idomeneo di Mozart il 7 dicembre 2005, il Maestro di Oxford è tornato regolarmente alla Scala dirigendo opere (Salome nel 2007, Il prigioniero e Il castello del principe Barbablù nel 2008, i sorprendenti Pagliacci e Cavalleria rusticana con la regia Mario Martone nel 2011, Falstaff con la regia di Robert Carsen nel 2013, Fierrabras nel 2018 e Le nozze di Figaro nel 2021), balletti (Serata Bèjart nel 2010 per il ciclo di balletti diretti da grandi maestri voluto da Stèphane Lissner e Le spectre de la rose insieme alla ripresa di Cavalleria rusticana nel 2014) e decine di concerti con la Filarmonica ma anche con la London Symphony, la Mahler Chamber e l’Orchestra della Radio svedese.
    Daniel Harding tornerà alla Scala dal 25 giugno per Turandot con la regia di Davide Livermore e Anna Netrebko protagonista, mentre dal 29 giugno dirigerà il Requiem di Mozart nella Stagione Sinfonica. Gli altri impegni per i primi mesi del 2024 includono il ritorno sul podio della Staatskapelle Dresden, dei Berliner Philharmoniker, della Philharmonique de Radio France e due importanti tournèe europee con l’Orchestra della Radio Svedese e i Mùnchner Philharmoniker. Il Concerto di Natale conclude un anno importante per il Coro scaligero, impegnato nello scorso autunno in una densa tournèe europea con Riccardo Chailly e nella commovente apertura della Stagione Sinfonica lo scorso 9 novembre con i Quattro pezzi sacri prima del nuovo successo verdiano in Don Carlo. Anche grazie alla nuova camera acustica, gli appuntamenti sinfonici che includono il Coro saranno numerosi, dal già citato Requiem mozartiano con Harding ai ciclopici Gurrelieder ancora con Chailly dal 13 settembre. L’ufficio stampa pubblicherà uno speciale della Rivista del Teatro dedicato al Coro nel prossimo gennaio.

    foto: ufficio stampa La Scala

    (ITALPRESS).

  • “Italia on the Road”, dal 29/12 su RaiPlay game-travel  in collaborazione con Aci e Anas

    “Italia on the Road”, dal 29/12 su RaiPlay game-travel in collaborazione con Aci e Anas

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Al via “Italia on the Road”, il game travel che vuole rendere protagonisti i luoghi meno noti dell’immenso patrimonio artistico, storico e naturalistico italiano.
    Turismo italiano a 4 ruote e sicurezza stradale per promuovere l’offerta del nostro Paese con un turismo destagionalizzato, che mette in luce le province meno note del Bel Paese, attraverso la scoperta di percorsi del nostro territorio che celano occasioni di svago, avventura, cultura e divertimento.
    Il programma, ideato e condotto da Metis Di Meo – volto di programmi Rai che raccontano l’Italia – è un percorso a tappe fra avventure e consigli di viaggio. In ogni puntata un testimonial, un personaggio noto al grande pubblico e strettamente legato al territorio, diventa protagonista mettendosi in gioco in una sfida e raccontandoci il territorio attraverso i suoi occhi. Un format originale con racconti di viaggi da fare su 4 ruote, in collaborazione con Aci e Anas, che dal 29 dicembre porterà su RaiPlay le macchine di “Italia on the Road”. Dalla Lombardia alla Sicilia: un concept esperienziale che si propone innovativo grazie alla formula studiata a misura di turista. L’intento è fornire uno strumento “chiavi in mano” per sentirsi protagonisti e come catapultati all’interno dello stesso programma. Consigli di viaggio e istruzioni per l’uso in un percorso che invita a mettersi comodi e prepararsi alla partenza per unirsi, tappa dopo tappa, alla scoperta di abitudini, tradizioni e costumi delle varie regioni. Il viaggio è incentrato sul turismo a quattro ruote di prossimità, per incentivare uno slow turism sostenibile e sicuro, alla ricerca delle radici più antiche che recuperano tradizioni e folklore, promuovendo la sicurezza stradale e i comportamenti corretti alla guida.
    Il branded content è promosso da ACI, l’Automobile Club d’Italia, nato più di cento anni fa con lo scopo di favorire l’automobilismo in Italia, oggi in grado di disegnare l’orizzonte strategico di una nuova cultura della mobilità, sempre più sicura e sostenibile. ACI ci porta alla scoperta dei territori grazie alle sue strutture radicate sul territorio, leve strategiche per tutelare e sviluppare l’economia turistica nazionale.
    Partner del branded content è Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane), per promuovere la cultura della sicurezza stradale, prerogativa del Gruppo. Anas è da sempre promotrice di iniziative concrete di conoscenza e di fruizione del territorio in grado di definire, nel loro insieme, la forza e il valore del nostro Paese.
    Sponsor delle puntate è DR Automobiles Groupe, casa automobilistica italiana, che ha intrapreso da anni un percorso di comunicazione teso ad esaltare le bellezze naturalistiche nonché artistiche e culturali nel nostro paese. Per l’occasione mette in campo alcuni modelli del brand EVO.
    Il programma, in collaborazione con Rai Contenuti Digitali e Transmediali e Rai Pubblicità, è scritto da Metis Di Meo e Dario Folchi con la collaborazione di Denis Falconeri, direttore di produzione Emiliano Celsi, la regia è di Andrea Conte. Il branded content è prodotto da Lilith Factory, fucina culturale di prodotti media innovativi, didattici e divulgativi.
    Angelo Sticchi Damiani, Presidente Aci, afferma: “Il turismo è un motore italiano da sempre fondamentale per l’Italia e per il mondo, soprattutto lungo percorsi ignorati. Lo dimostra la storia, da Marco Polo a Cristoforo Colombo che viaggiavano per terra e per mare, fino a Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci che vagavano anche per stelle e pianeti. Oggi il turismo italiano alimenta un giro d’affari di 255 miliardi di euro, pari al 13% del PIL. Lo scorso anno sono stati oltre 54 milioni i viaggi compiuti dagli italiani per turismo, prevalentemente in auto. Oggi, quindi, più che promuovere turismo, va promossa una nuova cultura del turismo, alla riscoperta di tutto il territorio nazionale e non soltanto delle mete più note e affollate, lungo itinerari spesso tralasciati o dimenticati: siamo primi al mondo per siti patrimonio dell’Unesco (58) e 2.400 Comuni sfoggiano almeno una perla museale. Da 118 anni ACI è promotore di cultura di turismo responsabile e sostenibile che, al pari della mobilità sicura, è un fattore chiave per lo sviluppo socio-economico del Paese. Insieme a RAI lanciamo oggi uno strumento divulgativo ed educativo di nuove forme di turismo, che vedono protagonista chi si muove su strada in modo responsabile e sostenibile, alla scoperta e alla riscoperta dell’enorme ricchezza storica, artistica, naturalistica ed enogastronomica che il mondo ci invidia”.
    Edoardo Valente, Presidente Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane), sottolinea: “La rete stradale e autostradale di Anas, grazie alla sua capillarità sul territorio consente di raggiungere i posti più belli e straordinari del nostro Paese, attribuendo alle infrastrutture viarie un significato che va oltre il mero luogo di passaggio: una visione che mette al centro contemporaneamente il territorio e la strada, che non è considerata solo un nastro di asfalto ma fonte di conoscenza, di sviluppo sostenibile, volano per l’economia e il turismo, generando così nuove prospettive e possibilità per il futuro. La strada non è quindi solo un collegamento tra luoghi e persone, ma è anche un veicolo di bellezza. Il progetto “Italia on the Road”, grazie alla collaborazione con Aci e Raiplay, è un’ulteriore iniziativa di valorizzazione del brand di Anas che favorisce la conoscenza del patrimonio turistico, culturale ed enogastronomico nazionale, per portare alla luce il know-how migliore dell’Italia: il suo territorio”.
    “Siamo profondamente innamorati del nostro paese – afferma Massimo Di Tore, Direttore marketing e comunicazione di DR Automobiles Groupe – Pensiamo che sia il più bello al mondo. Crediamo molto nell’italianità, che per noi vuol dire passione, creatività, intraprendenza e tenacia. Questi sono i valori che ci ispirano ogni giorno nel nostro lavoro e rappresentano dunque i caposaldi della nostra politica di comunicazione.
    Da anni abbiamo infatti intrapreso un percorso comunicativo che vede contestualizzate le nostre automobili nei luoghi più iconici del paese. Basti pensare ai nostri più importanti spot TV, girati in città come Venezia, Roma, Napoli, Milano, Trento. Lo scorso anno, proprio a dicembre, abbiamo voluto ringraziare i nostri numerosi clienti con una campagna che esaltava il patrimonio artistico, culturale, oltre che naturalistico dell’Italia. Con Rai Pubblicità abbiamo già collaborato alla realizzazione di una scorsa edizione di Linea Verde Explora e abbiamo dunque sposato con grande entusiasmo il progetto di Italia On The Road. Per l’occasione abbiamo messo a disposizione della produzione due modelli appena lanciati in gamma EVO, uno dei nostri 4 brand. La EVO 5 e la EVO 7. Due suv rispettivamente da 4,50 mt e 4,70 mt. Auto full optional di serie, molto confortevoli e dotate del nostro sistema bi-fuel Thermohybrid, che consente di contenere le emissioni di Co2 con un occhio anche ai consumi di carburante. La soluzione ideale, dunque, per viaggiare alla scoperta del nostro paese”.
    – foto ufficio stampa Anas-
    (ITALPRESS).

  • Restaurata la cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma

    Restaurata la cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – La cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma, anche nota come Chiesa Nuova, sta riprendendo vita poco alla volta. A rinascere adesso è la cupola con il dipinto dedicato al tema dell’antico testamento realizzato da Pietro da Cortona che è stata sottoposta a un lavoro di restauro. Alla cerimonia di inaugurazione dell’opera hanno partecipato sia il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, accompagnati dal Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro. Presenti tra gli altri anche l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor e il Cardinale Giovanni Battista Re.
    Ad occuparsi del lavoro, durato circa due anni inframezzati da varie pause, è stata la Soprintendenza Speciale tramite il finanziamento del Fondo Edifici di Culto, organo del Ministero dell’Interno. Si è trattato di un lavoro che ha unito diverse discipline e diversi studi scientifici, permettendo di delineare l’opera di Pietro da Cortona. Gli studiosi hanno così definito quanto già si conosceva del pittore, avendo a che fare con la sua maniera di realizzare il dipinto che smontava, rimontava, cambiando idea durante le fasi di creazione.
    Il restauro interno alla chiesa proseguirà con un altro dipinto dello stesso pittore posizionato nell’abside e poi con le navate.
    “È un importante recupero di un’opera che è di proprietà del Fondo Edifici di Culto” ha dichiarato Piantedosi che rivolgendosi a chi si sta occupando del lavoro di restauro ha aggiunto: “È molto bello vedere la cura e la passione che mettete e che mettiamo anche noi del Ministero dell’Interno. Abbiamo tra le nostre missioni la cura dei beni di culto che ci furono assegnati. È qualcosa che rivendichiamo con molta forza perché attiene a una delle missioni storiche del Ministero nella tutela delle libertà di culto e delle libertà civili. Lo facciamo in maniera non accessoria ed episodica e non a margine delle principali attività narrate. La tutela del bello del nostro paese attiene alla valorizzazione della nostra storia di cui dovremmo andare sempre più orgogliosi. Diamo il nostro contributo cercando attraverso la competenza e la passione di valorizzare e tutelare i beni e di riproporli alle future generazioni. Questo è stato fatto qui”. Riferendosi di nuovo a chi si occupa del recupero dei beni interni a questa Chiesa ha concluso “La passione che mettete è emozionante. Senza la passione di chi ama questi beni, tenderebbero ad essere affetti dai malanni che l’usura del tempo propone. Saremo sempre al fianco di coloro i quali esprimono questa passione. L’occasione è stata utile per fare qualche riflessione con il collega Sangiuliano per un’ulteriore iniziativa congiunta per valorizzare i beni culturali del nostro paese”.
    Gli ha fatto eco Sangiuliano che ha dichiarato: “Il patrimonio religioso è parte essenziale e fondante del patrimonio della nazione. Come i nostri musei costituisce uno dei punti cardinali di una geografia identitaria della nazione. Se dovessimo scrivere una storia di essa, anche relativa al periodo pre unitario, non potremmo prescindere dalle chiese, dal patrimonio religioso. Questo costituisce anche una straordinaria occasione di sviluppo socio economico”. Il Ministro ha aggiunto: “Questi sono luoghi che costituiscono un unicum nel mondo. La bellezza delle nostre chiese non ha eguali. Trascorrere alcune ore qui dentro è un’esperienza unica soprattutto di arricchimento spirituale”.
    -foto xl5 –
    (ITALPRESS).

  • Repossi racconta Lady D nel libro “Il gioielliere delle principesse”

    Repossi racconta Lady D nel libro “Il gioielliere delle principesse”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Complice l’ultima stagione di The Crown di Netflix, la principessa Diana torna sotto i riflettori e la sua stella di icona senza tempo è più popolare che mai. La conferma viene dall’asta a Hollywood di un abito disegnato dallo stilista di moda Jacques Azagury e indossato dalla principessa negli anni ’80 ora appena battuto per la cifra record di 1.148 mila dollari. Una cifra che ne fa l’abito della principessa più costoso di sempre. La principessa, quella vera non quella interpretata per la serie di Netflix, l’ha conosciuta bene Alberto Repossi. Il gioielliere italiano divenuto famoso a Parigi e in Costa Azzurra per i suoi gioielli scelti da Royals di tutto il mondo fu infatti tra gli ultimi a vedere Diana quell’estate del 1997 poco prima della fine. Repossi lo racconta, intervistato dalla firma del Corriere della Sera, Enrica Roddolo, nel nuovo libro “Il gioielliere delle principesse” (Cairo). “Quell’estate del ’97, ricevetti una telefonata come altre dall’allora direttore dell’hotel Ritz che mi chiese se a Monaco avessimo degli anelli di diamanti per il fidanzamento di un loro cliente molto importante – racconta nel libro Repossi -. Ovviamente la mia risposta fu affermativa, dopodichè non ebbi più notizie per il servizio che avrei dovuto rendere, così finii per dimenticarmi la richiesta. Durante i primi giorni di quell’estate, senza appuntamento, mentre erano in crociera, Diana e Dodi passarono alla nostra boutique di Monaco…e il figlio di Mr Al Fayed, Dodi, e la principessa, dopo aver chiesto al nostro direttore di boutique se fossi presente, indicarono e scelsero un gioiello che avevano visto semplicemente nella vetrina esterna quel giorno. L’euforia si impossessò all’istante della nostra Maison, intuimmo la portata dell’avvenimento e il conseguente ritorno d’immagine. La scelta di quell’anello di diamanti mi fu confermata dalla principessa stessa e da Dodi Al Fayed, qualche giorno più tardi a Saint-Tropez, durante un incontro privato”.
    “L’appuntamento fu fissato a Saint-Tropez, dove erano di passaggio durante la loro estate in Costa Azzurra, perchè volevo verificare la misura del dito della principessa. Diana era la donna del momento, sotto i riflettori planetari. Insomma, avevamo tanti modelli di montature nella nostra Maison, anche più preziose, che avrei avuto piacere di sottoporre alla principessa. Ma lei – ricorda – quella mattina, incontrandomi, non ebbe esitazioni, confermò che quel modello indicato nella boutique di Monaco andava benissimo. Quello che non andava bene era la misura dell’anello, avrei dovuto stringerlo. Ma era agosto, il nostro atelier in Italia era chiuso in piena estate, spiegai quindi che appena possibile avrei eseguito la consegna. Nulla da fare, mi dissero che ne avevano bisogno imperativamente per il 30 agosto”.
    Repossi racconta nel libro-biografia di aver dato a Mr Al Fayed anche una serie di cataloghi perchè la principessa aveva visto nella vetrina al Ritz degli oggetti esposti e aveva chiesto un appuntamento per la settimana successiva per rimodellare in chiave più moderna delle “Royalties”, cioè dei gioielli reali che lei possedeva da tempo.
    “Dal portiere agli impiegati, io e mia moglie, tutti eravamo letteralmente euforici, un’atmosfera magica. E riuscii persino a prendere, quel sabato sera del 30, l’ultimo aereo per Monte Carlo e concludere così il weekend con nostra figlia Gaia. Felicemente a casa. Ripensai poi alla dinamica di quella sera, che aveva lasciato uno strascico di emozioni indimenticabili”.
    Dopo l’incidente mortale di Lady D, Repossi per rispetto nei confronti della principessa, di quella tragedia consumatasi in una notte d’estate, annullò tutte le campagne pubblicitarie di quell’anello, che fu immediatamente ritirato dalle vetrine delle boutique: non si trovava più in distribuzione. “Cancellammo anche dalla produzione la collezione Dis-moi oui – dice Repossi -. Anche se ovviamente ci arrivarono molteplici sollecitazioni a sfruttare l’occasione, in Giappone per esempio, rifiutammo tutte le proposte di nuove collaborazioni e collezioni ispirate all’anello entrato ormai nell’immaginario del mondo perchè legato a quella sventura. Non volevamo lucrare su quell’atroce incidente, volevo solo dimenticare il dolore di quel risveglio, la mattina del 31 agosto, con la notizia della morte di Diana, la “mia” principessa”.
    Di più, Repossi, scrive Roddolo nel suo nuovo libro a quattro mani con il gioielliere, ha poi anche collaborato con la fondazione della principessa Diana per contrastare attivamente lo sfruttamento macabro di quell’anello, il proliferare di un commercio di gioielli ispirati al Dimmi di sì, per evitare il proliferare di tante copie o contraffazioni che in quegli anni arrivarono sul mercato. Un mito, quello di Diana arrivato fin qui alla vigilia del 2024. Con l’abito principesco aggiudicato per più di 1 milione di dollari.

    – foto cover libro –
    (ITALPRESS).

  • Paola e Chiara, dal 22 dicembre il nuovo singolo “Solo mai”

    Paola e Chiara, dal 22 dicembre il nuovo singolo “Solo mai”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – In attesa di vederle a Sanremo nell’inedita veste di conduttrici del PrimaFestival 2024, Paola & Chiara arrivano in radio e su tutte le piattaforme digitali con “Solo mai”, il terzo singolo inedito – dopo Furore e Mare Caos – delle sorelle più famose del pop italiano fuori venerdì 22 dicembre per Columbia Records/Sony Music Italy. Scritto e prodotto da Paola e Chiara Iezzi con il produttore svedese Stefan Storm, “Solo mai” è una nitida fotografia dell’esistenza umana e delle sue contraddizioni. In questo viaggio emotivo guidato da sonorità synth-pop e dance di matrice prettamente 80s, Paola & Chiara sentono l’urgenza di riflettere sullo struggimento interiore dell’essere umano per recuperare il senso più profondo dell’esistenza, cioè l’Amore, contrapposto alla tendenza verso la competizione, l’appiattimento dei valori e l’ostilità che lentamente distruggono il nostro vivere.

    Foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).

  • IL XXIV ‘Turbighese d’Oro’ è un industriale

    IL XXIV ‘Turbighese d’Oro’ è un industriale

    Ieri sera, 16 dicembre, all’interno della manifestazione natalizia organizzata dall’Amministrazione Comunale – allietata dai canti dei ‘Mitici Angioletti ispirati da MariaFrancesca Polli – è stato nominato i XXIV ‘Turbighese d’Oro’. Si tratta di Mario Budelli, classe 1941, fondatore della ‘BAMA’, un’azienda innovativa, fondata nel 1976. Sorta come piccola ditta artigianale con pochi dipendenti, oggi occupa una settantina di lavoratori ed è proiettata verso il futuro con tre sedi in Italia e progetti all’estero. A Lui è stato consegnato il trofeo che intende tramandare quelle che furono le caratteristiche del territorio che si ‘sposano’ con ‘meriti acquisiti’ dai Turbighesi d’Oro presenti, veri artefici dell’iniziativa ma che da quest’anno assumerà una veste istituzionale.
    L’altro tradizionale riconoscimento civico – riservato ai giovani – è stato assegnato alla Dst Volley, associazione che è stata in grado di raggruppare 150 giovani giocando amabilmente alla pallavolo.

  • Morto l’attore e regista siciliano Sebastiano Lo Monaco

    Morto l’attore e regista siciliano Sebastiano Lo Monaco

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    SIRACUSA (ITALPRESS) – Si è spento questa mattina a 65 anni Sebastiano Lo Monaco, grande attore e regista siracusano, profondo conoscitore delle opere pirandelliane e della classicità. Ha dedicato la sua vita al teatro, interpretando innumerevoli ruoli e non disdegnando l’impegno civile con opere, ad esempio, come “Per non morire di mafia”. Ha diretto grandi realtà come il teatro “Pirandello” di Agrigento. Era malato da tempo.
    Unanime il cordoglio del mondo della cultura. “E’ una grande perdita. Ciao Sebastiano”, commenta sui social il direttore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento Roberto Sciarratta.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Mario Venuti, esce il nuovo brano “Paradiso”

    Mario Venuti, esce il nuovo brano “Paradiso”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Dopo il grande successo della tournèe estiva e l’uscita dei due brani “Napoli-Bahia” e “Segui i tuoi demoni”, il cantautore Mario Venuti si prepara a festeggiare un doppio traguardo nei teatri e nei club italiani con il tour 60 + 40 100% Mario Venuti promosso da Barley Arts, che debutta domenica 17 dicembre a Milazzo (Messina) al Teatro Trifiletti. “Non vado matto per i compleanni e gli anniversari ma stavolta non posso sottrarmi a due ricorrenze concomitanti: i miei 60 anni e 40 di carriera – afferma Mario Venuti – Li festeggerò insieme a voi con un tour nei teatri e nei club. Con il contributo di musicisti di grande versatilità rileggerò alcuni brani del mio repertorio (e non solo) puntando al nocciolo emozionale delle canzoni. Sarà un concerto più vicino al jazz che al pop rock, e ovviamente non mancherà una spruzzata di Brasile. It has to be a very cool night”.
    Accompagneranno Mario Venuti i musicisti Pierpaolo Latina al pianoforte, Giuseppe Tringali alla batteria e Vincenzo Virgillito al contrabbasso. Le note calde e coinvolgenti del jazz si fonderanno con la voce unica dell’artista, creando un’atmosfera intima e allo stesso tempo travolgente. Con la sua versatilità, Venuti proporrà concerti caratterizzati dalle calde sonorità jazz e con uno sguardo al suo amato Brasile e interpreterà i suoi brani più celebri, oltre a tante canzoni italiane, facendo rivivere emozioni e ricordi legati a brani intramontabili. Oltre al tour, da martedì 19 dicembre in radio e disponibile in digitale “Paradiso”, il nuovo brano di Mario Venuti (etichetta Microclima, distribuzione Artist First). Online dallo stesso sul canale YouTube dell’artista il video del singolo firmato da Lino Costa. Musica: Tony Canto – Mario Venuti. Testo: Mario Venuti – Kaballà. Produzione artistica e arrangiamento: Tony Canto. Nel brano, dalle sonorità dolci e avvolgenti che richiamano l’atmosfera natalizia, il cantautore si chiede a cosa serva rimandare la felicità e suggerisce di non aspettare il Paradiso per realizzarla.
    “Vale la pena vivere il nostro presente e il nostro mondo, per quanto difficile e pieno di contraddizioni, senza bisogno di sperare in un fantomatico regno dei cieli – spiega Mario Venuti – Il paradiso può attendere, recita il titolo di un vecchio film. Cerchiamo di rendere migliore e ricca di senso la permanenza sul nostro caro, vecchio pianeta terra”.

    foto: ufficio stampa Parole e d’Intorni

    (ITALPRESS).