Categoria: Spettacoli

  • Si è spento a 92 anni il regista Paolo Taviani

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 92 anni Paolo Taviani che insieme al fratello Vittorio, scomparso il 15 aprile del 2018, ha formato il celebre sodalizio di registi e sceneggiatori del cinema italiano più impegnato. Il più giovane dei due fratelli si è spento nella clinica vVilla Pia dove era ricoverato da qualche tempo, assistito dalla moglie Lina Nerli e dai due figli Ermanno e Valentina. Il loro primo grande successo nel 1969 con “Sotto il segno dello scorpione”, protagonista Gian Maria Volontè. Con “Padre padrone” tratto dal romanzo di Gavino Ledda, si aggiudicarono la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1977. Con “La notte di San Lorenzo” del 1982 ancora un riconoscimento a Cannes con il gran premio speciale della giuria. Con “Cesare deve morire”, nel 2012, i fratelli Taviani conquistano l’Orso d’oro al Festival di Berlino e il David di Donatello per il miglior film e per il miglior regista. Nel 2022, quattro anni dopo la morte di Vittorio, Paolo torna al festival di Berlino con “Leonora addio”, un film ispirato all’omonima novella di Luigi Pirandello, conquistando il premio Fipresci. Lunedì 4 marzo, alle 10, è in programma la cerimonia funebre laica alla Promototeca del Campidoglio.

    Foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • A Roma e Milano due opere di street-art per la riqualificazione

    A Roma e Milano due opere di street-art per la riqualificazione

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Un nuovo progetto sociale che vede protagoniste due opere di street-art a Roma e Milano è stato presentato da glo, brand di BAT Italia per i dispositivi a tabacco scaldato.
    Due diversi murales legati tra loro da un unico obiettivo: riqualificare aree urbane decentrate e diverse tra loro attraverso la forza esplosiva di colori e forme che richiamano il nuovo glo Hyper Pro, il primo dispositivo della categoria ad avere l’innovativo smart Led display. Cinque sono i colori usati nelle opere, gli stessi della nuova gamma Hyper Pro. A Milano l’opera firmata da Shek17 mostra linee e colori in movimento che sprigionano gioia e positività mentre a Roma, invece, Nicholas Perra fonde tecniche tradizionali e sperimentali per incuriosire e invitare il pubblico ad affacciarsi su nuovi orizzonti.
    Il progetto è stato ufficialmente inaugurato oggi presso il glo Discovery Store di Milano. Alla presentazione, accanto al management glo, è intervenuta anche la giornalista Clara Amodeo, esperta di urban culture. Moderati da Luca Dini, direttore editoriale di F, hanno offerto ai presenti una stimolante riflessione sul ruolo giocato oggi dall’innovazione, chiave di comunicazione imprescindibile per connettere le persone e condividere le proprie passioni, e dalla street art, una forma di espressione che negli anni si è evoluta, diventando elemento di trasformazione delle nostre città e veicolo di messaggi sociali.
    glo ha scelto quindi di esprimersi attraverso il linguaggio della street-art, per portare il proprio messaggio di positività in aree urbane decentrate. Una forma d’arte che ha acquisito sempre più valore nei contesti cittadini, passando da una forma di espressione che risponde alle necessità di autoaffermazione del singolo a libera espressione di una città che vuole riappropriarsi dei suoi spazi e, infine, vero e proprio land mark del territorio per creare aggregazione e socialità.
    “Abbiamo deciso di celebrare il lancio del nostro ultimo dispositivo glo Hyper Pro attraverso questo progetto di social ARTvertising perfettamente in linea con i valori della marca glo”, racconta Antonino Grosso, Head of Marketing Deployment Italy di BAT Italia. “L’innovazione di glo vive non solo attraverso i nostri prodotti, oggi ancora più innovativi e caratterizzati da features uniche nella categoria di riferimento in Italia, ma anche attraverso il modo di comunicare con i nostri consumatori adulti. Vogliamo offrire alla collettività opere di riqualificazione in grado di stimolare la positività e valorizzare le opportunità offerte dai media digitali. Siamo certi che i cittadini di Milano e Roma sapranno apprezzare questo progetto”.
    “Il socialARTvertising è una vera e propria filosofia che, unica nel suo genere, nata in Italia, unisce la comunicazione al potere visivo e culturale dell’Urban Art, alla rigenerazione degli spazi urbani e alle illimitate opportunità dei media digitali. Un modo, insomma, per mettere in connessione i brand con lo spazio urbano e chi lo spazio urbano lo vive ogni giorno, creando un vero e proprio scambio tra i due. Lo dimostrano le due opere di questo progetto: in tutte loro, mentre il brand glo comunica i propri valori e messaggi in maniera creativa, il tessuto sociale urbano fruisce non solo di un’opera d’arte ma anche di una vera e propria operazione site specific, che crea aggregazione ma anche rigenerazione e riqualificazione del territorio” commenta Clara Amodeo.
    Le due opere di street art rimarranno on air per tutto il mese di marzo a questi indirizzi: Milano, viale Monza 79 – Roma, via Fortebraccio 19.
    -foto ufficio stampa Msl –
    (ITALPRESS).

  • Cristiana Capotondi è “Margherita delle stelle” su Rai1

    Cristiana Capotondi è “Margherita delle stelle” su Rai1

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Nel 1964 a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste arrivò per la prima volta una donna: era Margherita Hack che vi rimase fino al 1987, portandolo a una fama internazionale. A raccontarci chi fosse la Hack, ripercorrendo gli anni meno noti della sua vita a partire dall’infanzia e dall’adolescenza, arriva su Rai1 (martedì 5 marzo, in prima serata) Margherita delle stelle, film ispirato al libro “Nove vite come i gatti” scritto dalla stessa scienziata insieme a Federico Taddia, prodotto da Minerva Pictures e Rai Fiction e diretto da Giulio Base. «E’ il biopic di una grande donna che riscopre il genio femminile italiano – afferma la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati – Margherita Hack ha fatto la storia della fisica in Italia, parlando a tutti in maniera popolare. E’ stata una donna libera in maniera totale ma non trasgressiva e molto ironica. Le dobbiamo moltissimo, noi donne ancora di più».
    La storia, dicevamo, parte dall’infanzia di Margherita, trascorsa nella natia Firenze, dove la ragazzina incontra Aldo, un bimbo timido e malaticcio che, però, ben presto si trasferisce. Lo ritroverà all’università, alla facoltà di fisica, quando lei è già “diversa” dalle altre ragazze, grazie all’educazione alla libertà trasmessale dai genitori pur negli anni del regime fascista: non indossa le gonne, ama lo sport, è vegetariana e non rinuncia mai a dire la sua. I due giovani si innamorano e si sposano e il loro matrimonio durerà felicemente per tutta la vita.
    A spiegare la strada scelta per raccontare la vita lunga e felice della Hack è la sceneggiatrice Monica Zapelli: «Abbiamo messo l’accento sul romanzo di formazione che non si trova altrove dove, invece, ci sono i suoi libri, le sue interviste. Nel servizio pubblico è importante raccontare una formazione come la sua, vorrei che fossero le famiglie insieme a vedere il film». Attenzione, però, non si tratta di un “santino”: «Margherita aveva dei difetti. Ad esempio, decide di leggere il giuramento al Duce quando glielo chiedono perchè le piaceva essere applaudita. E, poi, era una studentessa svogliata che ha studiato fisica solo perchè lo faceva la sua amica». Inoltre, aggiunge sorridendo il regista Giulio Base, «bestemmiava spesso ma questo, certo, non potevamo raccontarlo!».
    A interpretare la grande astrofisica è Cristiana Capotondi che definisce questa esperienza «un viaggio verso le stelle. La sua vita è una metafora della nostra. Dobbiamo tutti puntare la stella giusta, cioè mettere le nostre energie in ciò che è più adatto a noi». A proposito di formazione l’attrice aggiunge: «Margherita non si è sottratta alla forza, anche dolorosa, dell’educazione che le è stata data e che la poneva in contraddizione con le compagne di scuola». Quegli stessi «codici di comportamento sono quelli che l’hanno portata a sposare Aldo che la prende per mano e la accompagna verso la stella giusta. La sua storia di realizzazione passa anche per l’altro e questo film restituisce l’importanza del rapporto con l’altro. Viviamo centrati sull’io ma io dagli altri ho imparato sempre tanto». Sul tema della coppia, la Capotondi aggiunge: «Quello che leggiamo oggi sui giornali è una carneficina, non c’è amore, non c’è complicità. La storia di Margherita insegna che si può mettere da parte il proprio ego per l’altro. Aldo ha avuto la forza di proiettare se stesso in Margherita e il percorso di lei è diventato anche il suo percorso. Lui ha scritto dandole la semplicità per arrivare a tutti con concetti difficili. Senza di lui, forse, non sarebbe stata la divulgatrice che è stata».
    A interpretare Aldo De Rosa è Flavio Parenti: «In questa storia è tutto anticonvenzionale, non solo il matrimonio: una donna che insegue il proprio desiderio, i genitori vegetariani quando non si sapeva nemmeno cosa volesse dire e Aldo che si mette al servizio dell’amore e della sua donna. E’ una storia importante culturalmente perchè mette in scena idee di possibilità per le generazioni future». Per l’attore, «Aldo è una poesia, un uomo raro pieno di amore. C’è una grande nobiltà d’animo in quello che lui ha fatto. Insomma, stavolta dietro una grande donna c’è un grande uomo».
    Oltre all’amore, naturalmente, c’è la scienza: «Io lavoro con molte associazioni e vedo che fino ai 16 anni molte ragazze desiderano studiare le materie scientifiche poi dirottano verso altro. Mi sembra difficile che si tratti sempre di un cambio repentino di idee, è piuttosto un problema culturale» riprende la Capotondi, che sottolinea anche l’importanza avuta dallo sport nella vita della Hack: «Grazie allo sport lei ha imparato a non vergognarsi di vincere». Lei stessa, del resto, è una grande sportiva e gioca a calcio: «Lo sport mi consente di vivere all’aria aperta. Il calcio è un mondo maschile? Sì ma non è solo un problema di genere, è anche generazionale perchè è abitato da uomini che vivono lì da almeno quattro decenni. Io affronto questo con le armi della gentilezza, dell’ironia e della comprensione per raccontare agli uomini cosa sono diventate le donne. Dobbiamo comprendere da dove arriviamo e anche le loro fragilità, anche se non sempre riesco a fare esercizio di gentilezza».
    Come tutti i ruoli, anche quello di Margherita Hack le ha lasciato qualcosa: «Da neo-genitore (di Anna che ha un anno e mezzo, ndr) la consapevolezza che molto di ciò che faranno i nostri figli si determina nei primi anni di vita. Perciò un senso di responsabilità e anche di timore». Un’ultima parola è sull’ateismo della grande scienziata: «Era atea ma aveva un dubbio, un perchè al quale il Big Bang non bastava. Però lo spirito di conoscenza non le faceva accettare la risposta più scontata e, cioè, che è stato Dio ad accendere quella miccia. In ogni caso ha amato molto il Creato e l’ateismo non le aveva tolto la contemplazione che ci unisce al tutto».
    “Margherita delle stelle” è prodotto da Minerva Pictures e Rai Fiction. Nel cast ci sono anche Cesare Bocci e Sandra Ceccarelli nei panni dei genitori della scienziata.
    -foto ufficio stampa Rai –
    (ITALPRESS).

  • Diodato, sold out le date di Bari e Mestre

    Diodato, sold out le date di Bari e Mestre

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Sono già sold out le date di Bari e Mestre del tour di Diodato, che quest’autunno per la prima volta sarà protagonista di un tour nei teatri italiani. La tournée si arricchisce di cinque nuovi live che si terranno a Lecce (2 ottobre, Teatro Politeama Greco), Assisi (20 ottobre, Teatro Lyrick), Schio (VI – 31 ottobre, Teatro Astra), Genova (25 novembre, Teatro Politeama Genovese) e Parma (27 novembre, Teatro Regio).
    Il tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti, partirà il 28 settembre da Grosseto (Teatro Moderno – Data zero), per poi proseguire il 1 ottobre a Bari (SOLD OUT – Teatro Petruzzelli), il 2 ottobre a Lecce (Teatro Politeama), il 5 ottobre a Mestre (SOLD OUT – VE, Teatro Toniolo), il 6 ottobre a Milano (Teatro Arcimboldi), il 9 ottobre a Roma (Auditorium Parco Della Musica), l’11 ottobre a Napoli (Teatro Augusteo), il 18 ottobre a Civitanova Marche (Teatro Rossini), il 19 ottobre a Pescara (Teatro Massimo), il 20 ottobre ad Assisi (Teatro Lyrick), il 23 ottobre a Palermo (Teatro Golden), il 24 ottobre a Catania (Teatro Metropolitan), il 26 ottobre a Rende (CS, Teatro Garden), il 29 ottobre a Firenze (Teatro Verdi), il 30 ottobre a Bologna (Europaditorium), il 31 ottobre a Schio (VI, Teatro Astra), il 14 novembre a Torino (Teatro Colosseo), il 16 novembre a Mantova (Teatro Sociale) e il 17 novembre a Trento (Auditorium Santa Chiara). Gli ultimi appuntamenti si terranno il 25 novembre a Genova (Teatro Politeama Genovese) e il 27 novembre a Parma (Teatro Regio).
    -foto ufficio stampa Diodato –
    (ITALPRESS)

  • Chiara Ferragni “E’ un momento doloroso”

    Chiara Ferragni “E’ un momento doloroso”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – «E’ un momento doloroso». Commenta così Chiara Ferragni, raggiunta oggi da Michel Dessì, inviato della trasmissione Pomeriggio Cinque, il programma condotto da Myrta Merlino su Canale 5, che le chiedeva come stesse. Il video è andato in onda durante la trasmissione odierna.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Treccani, scomparsi molti neologismi, anche Ferragnez a rischio

    Treccani, scomparsi molti neologismi, anche Ferragnez a rischio

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Solo il tempo ci potrà dire se il neologismo Ferragnez, registrato nel Libro dell’Anno Treccani 2018, subirà, linguisticamente, la stessa crisi della famosa coppia. Si sa invece di certo che alcuni recenti neologismi dopo un periodo di inaspettato successo sono spariti dal linguaggio comune. Una notorietà “effimera” legata a un episodio, a una moda, a un fenomeno sociale o altro che li ha portati per poco tempo sotto le luci della ribalta. A registrare questo fenomeno è L’Osservatorio della Lingua Italiana Treccani in una ricerca curata da Valeria Della Valle, condirettrice del Vocabolario Treccani assieme a Giuseppe Patota. Fra questi petaloso, “ricco di petali”, inventato da un bambino di terza elementare per descrivere un fiore e diventato di straordinario e temporaneo successo; ma anche meteorina, “annunciatrice televisiva delle previsioni meteorologiche”, arrivata dopo le veline ma sparita prima; esattamente come tronista “partecipante a uno spettacolo televisivo che si presta a essere corteggiato, su un trono”, che dopo avere trionfato qualche anno si aggira oggi in trasmissioni di secondo ordine; e che ha determinato la fine anche di torsonudista, chi come lui aveva la deprecabile “abitudine di girare a torso nudo”.
    La televisione, si sa, è il media più potente, ma come crea è capace di distruggere: ne sa qualcosa il gieffino “il partecipante al programma televisivo Grande Fratello, che alla 17esima edizione fa meno breccia nelle conversazioni; segno di come è mutevole la “mediacrazia, “il potere dei mezzi di informazione”, altra parola di cui si persa traccia. Alcuni di questi neologismi effimeri – si pensi ad asinocrazia (“il dominio esercitato dalle persone ignoranti o stupide”), guerrasantista (“da guerra santa, tipico di un conflitto dichiarato in nome della religione”), barcamenista (“chi ha l’abitudine di barcamenarsi, di sapersi abilmente destreggiare”), lamentologia (“lo studio del perchè l’essere umano si lamenta) e lanacaprinesco (“di scarso rilievo e utilità”) – si devono alla firma di chi li aveva creati: firme prestigiose e in questi casi geniali come Giovanni Sartori, Guido Ceronetti, Aldo Grasso e perfino Mina; ma la genialità della creazione, legata alla polemica del momento, non ha garantito al neologismo d’autrice o d’autore l’ingresso nei vocabolari della lingua italiana contemporanea.
    “Nella ricerca – commentano Della Valle e Patota – ci siamo limitati a osservare quei neologismi occasionali che erano stati registrati, per dovere di documentazione, nella banca dati e nei nostri Dizionari di neologismi Treccani, ma che non hanno fatto in tempo a essere registrati nei dizionari dell’uso perchè effimeri, e quindi privi dei requisiti necessari per entrare in queste opere”. Un capitolo a parte, che potrebbe suscitare ancora oggi polemiche a non finire, è la parola mignottocrazia, inventata da un giornalista linguisticamente creativo come Paolo Guzzanti per indicare “il potere ottenuto compiacendo, eventualmente anche sul piano sessuale, chi ha la prerogativa di affidare importanti incarichi istituzionali e politici”. Honi soit qui mal y pense.

    – foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • La fine “social” dei Ferragnez, si sono davvero lasciati?

    La fine “social” dei Ferragnez, si sono davvero lasciati?

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Come era prevedibile per una coppia abituata a vivere la propria storia familiare sui social, è dai social che arrivano gli indizi più significativi. Chiara Ferragni e Fedez si sarebbero lasciati dopo otto anni e due figli, anch’essi protagonisti involontari della vita social dei genitori. Dal momento in cui, questa mattina, Dagospia ha parlato della fine del loro matrimonio, si è scatenata una vera e propria caccia all’indizio rivelatore. Caccia su sui si è innestata la notizia, lanciata dallo stesso conduttore, che la Ferragni domenica 3 marzo sarà sua ospite a “Che tempo che fa”.
    Gli argomenti di conversazione certo non mancheranno visto che, dalla vicenda dei pandori Balocco in poi, passando per le uova di Pasqua, le bambole e i biscotti Oreo, tutto rigorosamente griffato Ferragni, l’imprenditrice è nell’occhio del ciclone ormai da settimane. Con chi è arrivato persino ad aggiornare quotidianamente il contatore dei suoi follower. E ora la separazione con gli indizi che, secondo i più attenti parlerebbero chiaro: Fedez che è partito con la sua assistente per Miami davanti alla figlia che, abbracciandolo, gli ha chiesto informazioni sul suo ritorno; e Chiara che sta postando solo foto di lei con i figli (a partire da quella dell’account Instagram dove lui, invece, ha ancora l’immagine della famiglia felice) o con gli amici. I più attenti hanno persino notato che in alcune foto lei non ha più la fede nuziale. In realtà di crisi si parlava da tempo, almeno dal Festival di Sanremo 2023 dove lui era stato travolto dalle polemiche per il bacio con Rosa Chemical e lei, pur non nascondendo il disappunto, lo aveva difeso. Così come gli è stata accanto quando lui si è “scontrato” con la malattia: sia al momento della diagnosi sia in occasione dell’intervento chirurgico d’urgenza cui è stato sottoposto qualche tempo fa. Un atteggiamento protettivo che, a quanto sembra, il rapper non avrebbe invece avuto nei confronti della moglie, attribuendo ai suoi guai giudiziari anche alcuni suoi problemi.
    Secondo Dagospia, Fedez se ne sarebbe già andato di casa. Nessuno dei due diretti interessati, al momento, ha commentato la notizia. L’ultima storia postata da lei su Instagram, quando la notizia della separazione era già uscita, la ritrae mentre fa pilates. È possibile immaginare che la conferma o la smentita di lei non arriveranno prima dell’ospitata a “Che tempo che fa”.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Mika, esce il videoclip del singolo “Jane Birkin”

    Mika, esce il videoclip del singolo “Jane Birkin”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ disponibile da ora su YouTube, il videoclip ufficiale di Jane Birkin, l’ultimo singolo di Mika tratto dal suo ultimo album “Que ta tète fleurisse toujours”, uscito per Island Def Jam (Universal Music France). Prodotto da Jealous Films con la regia di Oliver Jennings, il videoclip di Jane Birkin è la rappresentazione del talento eclettico e visionario di Mika, un viaggio visivo attraverso la trasformazione personale e l’affermazione della propria identità, incanalando il tema della libertà in un’espressione vibrante e coinvolgente. “Il videoclip è stato girato a Londra, su una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Ho fatto diverse lezioni con dei professionisti, perchè volevo creare qualcosa di speciale per questo pezzo. – racconta Mika – Jane Birkin è un’icona della musica, del cinema e della moda. Era una persona nella quale mi sono sempre identificato perchè ha sempre mischiato le diverse culture e la sua scomparsa mi rattrista profondamente. Abbiamo perso una grande artista che appartiene alla storia culturale francese, ma non solo”.
    Jane Birkin sarà presente nella setlist dell’Apocalypse Calypso Tour, la nuova tournèe europea di Mika che prenderà il via dalla Francia, passerà per Lussemburgo, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Regno Unito, Irlanda e arriverà anche in Italia, venerdì 19 luglio, con un concerto speciale al Lucca Summer Festival. “Non vedo l’ora di cantare dal vivo questo brano, anche nel mio concerto del prossimo 19 luglio a Lucca dove magari introdurrò una strofa in italiano”.

    foto: ufficio stampa Goigest

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  • Jack Savoretti torna con il nuovo album “Miss Italia”

    Jack Savoretti torna con il nuovo album “Miss Italia”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Jack Savoretti, una voce ruvida, appassionata e struggente che ammalia e rapisce incarnando alla perfezione la fisionomia del giovane cantautore, è pronto per il suo ritorno discografico con un progetto completamente inedito.
    Il prossimo 10 maggio uscirà “Miss Italia”, il primo album interamente in italiano del cantautore italo inglese (Capitol Records italy/Universal Music Italia). L’album è disponibile in pre-order a partire da oggi. “Vorrei che le persone ascoltando questo disco lo percepiscano come un disco di Jack Savoretti, senza pensare a quale sia la lingua in cui canto. E’ in italiano ma è Jack Savoretti non è un disco di Savoretti in italiano”, ci tiene a sottolineare Jack Savoretti annunciando questo nuovo progetto a lui molto caro. Un legame, quello di Jack, con la musica italiana andato in scena anche lo scorso 9 febbraio sul palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione della 74° edizione del Festival della Canzone italiana dove Savoretti ha interpretato insieme a Diodato “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De Andrè, artista a cui Savoretti è molto legato essendo stato uno dei pilastri della sua formazione artistica.
    Ma non è tutto: il 22 febbraio, infatti, uscirà in tutto il mondo “Senza una donna (Without A Woman)” di Zucchero in una versione riarrangiata e riprodotta featuring Jack Savoretti.
    Per Savoretti ricantare questa canzone (originariamente pubblicata da Zucchero e Paul Young) non è solo un grande onore ma ha per lui una profonda importanza personale: “Questa canzone mi permise di riunire per la prima volta le mie due identità. Da una parte l’italiano, la lingua di mio padre che io all’epoca parlavo poco ahimè ma che comprendevo sicuramente di più dei miei coetanei inglesi, e dall’altra l’inglese, la lingua di mia madre che la cantava in casa duettando con mio padre. Senza una donna riassumeva la loro unione, il loro rapporto, esattamente come me, metà italiano e metà inglese”. Dopo aver annunciato alcuni appuntamenti in Gran Bretagna, Germania, Polonia e Svizzera, Savoretti ha annunciato le prime date italiane che lo vedranno impegnato in questo 2024 in luoghi davvero unici del nostro paese come Gardone Riviera (il 7 luglio al Tener-a-mente Festival), Marina di Pietrasanta (il 31 luglio al Teatro La Versiliana), Bologna (il 16 dicembre all’Europauditorium) e Roma (19 dicembre all’Auditorium della Conciliazione).

    foto: ufficio stampa Jack Savoretti

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  • Achille Lauro annuncia il summer fest “A rave before l’Iliade”

    Achille Lauro annuncia il summer fest “A rave before l’Iliade”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Achille Lauro svela “Achille Lauro Summer Fest – A rave before l’Iliade” la nuova e incandescente leg estiva, come annunciato sui social, un vero e proprio rave all’insegna dell’inclusività aperto a tutti, artisti, ravers, freaks, famiglie e bambini, che toccherà numerose location e festival italiani in attesa dei due eventi unici già annunciati a inizio anno “Ragazzi madre – L’Iliade” il live con special guest Boss Doms per infiammare anche l’autunno a Milano e Roma. Achille Lauro Summer Fest – A rave before l’iliade partirà con i primi 8 appuntamenti il 13 luglio da Brescia – Brescia Summer Music, Arena Campo Marte per proseguire poi il 19 luglio a Mirano (VE) – Mirano Summer Festival, il 14 agosto a Cattolica – Arena della Regina, il 17 agosto a Forte dei Marmi (LU) – Villa Bertelli Live, il 21 agosto a Corigliano-Rossano (CS) – Anfiteatro De Rosis, il 23 agosto a Catania – Sotto Il Vulcano Fest, Villa Bellini, il 24 agosto a Palermo – Dream Pop Festival, Teatro di Verdura per chiudere il 2 settembre a Vicenza – Vicenza In Festival, Piazza dei Signori. Sull’onda di questo incredibile rave l’autunno inizierà poi con “Ragazzi madre – l’Iliade” IL LIVE i due show unici previsti il 4 ottobre al Forum di Milano e il 7 ottobre al Palazzo dello Sport di Roma.

    Foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).