Categoria: Spettacoli

  • Sanremo 2026, Carlo Conti: “Pochi big e tanti emergenti? Tutto è relativo, la forza è mischiare”

    Sanremo 2026, Carlo Conti: “Pochi big e tanti emergenti? Tutto è relativo, la forza è mischiare”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – “Big o non big è tutto relativo oggi come oggi, perché per esempio mia suocera non sa chi è Samurai Jay, ma sa chi è Patti Pravo. Viceversa magari c’è un ragazzino che non sa chi è Patti Pravo e conosce benissimo Aka7even per dirti no. Quindi è tutto relativo questo big o non big. Anzi la forza di questi ultimi anni di Sanremo è stata mischiare e di di allargare il più possibile alle varie generazioni, mischiando quello più conosciuto da una generazione a quello meno conosciuto da un’altra e viceversa. Credo che siano importanti le canzoni che poi si vanno a proporre. Lo scorso anno faccio un nome per tutti, ovvero Lucio Corsi, che era praticamente sconosciuto ai più e guardate che cosa è riuscito a fare e come ha rappresentato anche l’Italia all’Eurovision. Eppure quando l’ho detto l’altro anno molti hanno detto ‘Chi è?‘. Lo afferma Carlo Conti, conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, intervenendo a RTL 102.5 in merito all’edizione 2026, che si terrà dal 24 al 28 febbraio.

    Conti ha poi risposto alla domanda sulle indiscrezioni per i ospiti: “Veramente nomi di ospiti ancora non li ho, vado a compartimenti stagni io. Fino a questo momento la cosa più importante e la cosa fondamentale per me per il Festival era creare questo cast e fare discutere anche, perché ovviamente Sanremo viaggia delle discussioni, delle polemiche, del ‘questo era meglio’ o ‘quello era meglio’ o del ‘Secondo me ci sono troppi giovani, ci sono troppi anziani, come lo farà?’. Quindi questo serve per alimentare il festival e poi appunto quello che per noi era il chiacchiericcio il giorno dopo al bar o in o in ufficio, adesso è diventato questa gigantesca piazza virtuale nel quale tutti dicono tutto in tempo reale, quindi è ancora più forte questo alimentare le polemiche, le discussioni e fa benissimo al festival. È fondamentale per il festival. Vado a compartimenti stagni. Adesso, fino a questo momento, la mia testa era sul cast sulla cosa più importante, sulla bistecca centrale e adesso pensiamo al contorno, ovvero le co-conduzioni, gli ospiti e tutto il resto”. 

    Questo è un po’ il mio stile, con meno monologhi, magari basta un piccolo gesto, pensate lo scorso anno alla presenza di Bianca Balti valeva, secondo me, più di mille monologhi sulla malattia. Oppure l’aver fatto cantare ‘Imagine’ da una cantante di origine palestinese e una israeliana vale di più di aver fatto un monologo sulla pace. È uno stile per carità, senza niente togliere invece al monologo o a delle riflessioni che vengono fatte in altro modo. Aver portato i ragazzi del teatro patologico. Pensate quei ragazzi poi sono andati all’ONU, hanno fatto un film e adesso faranno una cosa a Londra davanti al principe. È una riflessione che poi ciascuno deve fare nel proprio stile e nel proprio modo dentro di sé” conclude Carlo Conti che poi ricordando Pippo Baudo, ha detto: “Colui che ha scritto la storia del Festival è Pippo Baudo. Pensiamo che l’ha inventato come noi lo facciamo oggi, diciamo la verità. E bene o male, quest’idea delle cinque serate e di tutto quello che è il festival della competizione l’ha riattivato lui negli anni ’80. Ricorderemo anche Ornella Vanoni e il Maestro Vessicchio. Credo che il tutto sarà automatico e magari nel mio stile, cioè basteranno delle volte delle piccole citazioni o delle piccole idee per ricordare questi grandi personaggi che hanno fatto la storia del festival e della musica italiana”.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Sanremo 2026, Carlo Conti svela i 30 Big in gara al Festival

    Sanremo 2026, Carlo Conti svela i 30 Big in gara al Festival

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Tommaso Paradiso, Chiello, Serena Brancale, Fulminacci, Ditonellapiaga, Fedez e Masini, Leo Gassmann, Sayf, Arisa, Tredici Pietro, Sal Da Vinci, Samural Jay, Malika Ayane, Luchè, Raf, Bambole di Pezza, Ermal Meta, Nayt, Elettra Lamborghini, Michele Bravi, Jay-Ax, Enrico Nigiotti, Maria Antonietta e Colombre, Francesco Renga, Mara Sattei, Lda e Aka7, Dargen D’Amico, Levante, Eddie Brock, Patty Pravo. Sono questi i 30 big in gara al Festival di Sanremo 2026, che andrà in scena dal 24 al 28 febbraio. Li ha annunciati il direttore artistico Carlo Conti, in diretta al Tg1 delle 13.30.

    “Tanti sapori diversi, spero che questa edizione sia fortunata come quella dello scorso anno con la speranza di avere ampliato il ventaglio dei gusti degli spettatori. Spero ci sia tanta buona musica e hit che restino nella storia della nostra musica”, ha detto Conti.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • E’ morto il drammaturgo Tom Stoppard, premio Oscar per la sceneggiatura di “Shakespeare in Love”

    E’ morto il drammaturgo Tom Stoppard, premio Oscar per la sceneggiatura di “Shakespeare in Love”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 88 anni, lo sceneggiatore Tom Stoppard. E’ stato uno dei più apprezzati e prolifici drammaturghi britannici del secondo novecento e i suoi drammi Rosencrantz e Guildenstern sono morti, I mostri sacri, The Real Thing, The Coast of Utopia e Leopoldstadt hanno vinto il Tony Award alla migliore opera teatrale. Ha ottenuto il premio Oscar per la sceneggiatura di “Shakespeare in Love”.

    Nato nel 1937 con il nome di TomßÜ Sträussler in una famiglia ebraica in Cecoslovacchia, fuggì dal paese per scappare all’occupazione nazista e a 17 anni arrivò in Inghilterra, dove passò il resto della sua vita. Negli anni ’80 e ’90 Stoppard si affermò come uno degli autori più versatili della scena anglosassone. Parallelamente alla carriera teatrale, Stoppard firmò sceneggiature di successo, dal cult Brazil di Terry Gilliam al premio Oscar Shakespeare in Love. Anche nel cinema portò il suo marchio: dialoghi acuti, giochi metatestuali, un gusto inimitabile per la citazione.

    – foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Michela Persico e DJ Onofri lanciano Ocean Drive Television – Miami Channel

    Michela Persico e DJ Onofri lanciano Ocean Drive Television – Miami Channel

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Ocean Drive Television – Miami Channel è ufficialmente nata. Un progetto internazionale che unisce l’eleganza e la freschezza di Michela Persico, volto televisivo molto amato, e l’esperienza globale di DJ Onofri, da anni punto di riferimento della comunicazione italiana negli Stati Uniti.

    Il nuovo canale, visibile in tutto il mondo attraverso il dispositivo ROKU, porta nelle case degli spettatori uno stile televisivo unico: racconti di lifestyle, cucina italiana autentica realizzata da chef e ristoratori italiani nel mondo, rubriche innovative e produzioni originali girate tra Miami, Italia ed Europa. Un format cosmopolita, moderno, immediato, pensato per un pubblico internazionale che ama l’Italia, il gusto mediterraneo e il fascino di Miami.

    “Per me è una sfida bellissima – afferma Michela Persico –. Ho accettato questo progetto perché unisce tre cose che amo: la comunicazione, lo stile italiano e l’energia di Miami. È un canale internazionale, ci segue un pubblico che vuole qualità, autenticità e positività. Lavorare con DJ Onofri significa portare in TV un’esperienza forte, credibile e riconosciuta”. A proposito della collaborazione con Dj Onofri dice: “Roberto ha un’energia contagiosa e una visione televisiva rara. Sa trasformare ogni idea in un contenuto concreto, dinamico, pronto per andare in onda. Io porto leggerezza, eleganza, femminilità; lui dà ritmo, esperienza e professionalità. È un mix vincente. E credetemi: questo canale farà rumore”.

    Ocean Drive Television – Miami Channel è già operativo e in costante espansione, con nuovi programmi e produzioni in arrivo nelle prossime settimane.

    – foto Italian Television –

    (ITALPRESS).

  • 90 anni di Woody Allen, genio e comicità

    90 anni di Woody Allen, genio e comicità

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – È a dir poco un’impresa riassumere in poche righe i primi 90 anni di vita e di carriera di Woody Allen. Il regista (ma anche attore, sceneggiatore, comico e musicista) li compie il 1° dicembre (è nato nella tanto amata New York nel 1935 in una famiglia ebraica) e, per fargli gli auguri, proviamo a ripercorrere le principali tappe del suo percorso umano e professionale da quando, a 16 anni, decide di abbandonare il suo nome di battesimo, Allan Stewart Konigsberg per chiamarsi semplicemente Woody Allen e cominciare a guadagnare i primi soldi vendendo le sue gag dalle battute fulminanti ai comici tv.

    A quel tempo l’amore per il cinema era già una realtà se è vero, come ha raccontato, di essersene innamorato quando, a soli 3 anni, la madre lo ha portato a vedere “Biancaneve e i sette nani”. Tanti gli interessi nell’adolescenza dal basket al baseball, dal cinema alla musica jazz (è un abile suonatore di clarinetto). Nel 1954 l’arrivo in tv, alla ABC di cui diventa l’autore di punta. Due anni dopo, già passato alla NBC, sposa Harlene Rosen (dalla quale divorzierà 6 anni dopo). Nel 1958 inizia la carriera come cabarettista, riscuotendo un grande successo. Parallelamente entra per la prima volta nello studio di uno psicoanalista che frequenterà per trent’anni. Non a caso la psicoanalisi è uno dei temi ricorrenti nei suoi film. Nel 1966 si sposa di nuovo, stavolta con l’attrice e comica Louise Lasser da cui divorzia tre anni dopo. Nello stesso anno realizza il suo primo lungometraggio, “Che fai, rubi?”.

    Nel 1969 incontra Diane Keaton con cui nasce un lungo sodalizio professionale e sentimentale. Lei è la protagonista di tanti suoi film, tra cui “Provaci ancora, Sam”, “Io e Annie” (film che vince quattro Oscar e un Golden Globe), “Manhattan”, “Radio Days” e “Misterioso omicidio a Manhattan”, e lui non ha esitato a definirla il grande amore della sua vita. Al cinema, dove si è sempre contraddistinto per il suo stile raffinato e cerebrale, era arrivato nel 1969 con “Prendi i soldi e scappa” e tra i titoli degli anni Settanta, oltre a quelli già citati, ci sono anche “Stardust Memories” ispirato a Federico Fellini, e “Zelig”. Nel 1980 Allen inizia una lunga relazione con Mia Farrow che, come già accaduto alle precedenti compagne, diventa la protagonista dei suoi film come, ad esempio, “Una commedia sexy in una notte di mezza estate”, “Zelig”, “Broadway Danny Rose”, “La rosa purpurea del Cairo” (Oscar per la migliore sceneggiatura) “Hannah e le sue sorelle”, “Crimini e misfatti”, “Mariti e mogli”. Gli strascichi di questo rapporto sono finiti nelle cronache giudiziarie a causa della lunga battaglia legale per la custodia dei figli adottivi Dylan (che in seguito ha accusato il regista di molestie sessuali) e Moses e di quello biologico Satchel. Con l’altra figlia adottiva della Farrow (e di André Previn), la coreana Soon-Yi, Allen ha iniziato una relazione quando stava ancora con la madre e si è poi sposato a Venezia (nel 1997), città che il regista ama molto.

    Con lei, Allen ha adottato due figlie. Tra gli altri film realizzati negli anni successivi, troviamo “Pallottole su Broadway”, “La dea dell’amore” (Oscar alla protagonista Mira Sorvino), “Tutti dicono I Love You”, “Harry a pezzi”, “Accordi e disaccordi”, “Criminali da strapazzo”, “La maledizione dello scorpione di giada”, “Hollywood Ending”, “Match Point”, “Scoop”, “Sogni e delitti”, “Vicky Cristina Barcelona” (Oscar a Penélope Cruz), “Midnight in Paris” (con cui conquista un Oscar e un Golden Globe), “To Rome with Love”, “Blue Jasmine” (con l’ennesima candidatura all’Oscar), “Un giorno di pioggia a New York” e “Un colpo di fortuna – Coup de chance”, il suo cinquantesimo film.

    Oltre ai quattro Oscar e ai tre Golden Globe, Allen ha ricevuto molti altri riconoscimenti tra cui il Leone d’Oro alla carriera (nel 1995) al Festival del Cinema di Venezia. Curiosamente, il regista non guarda i suoi film dopo l’uscita nelle sale per paura di scoprire che avrebbe potuto fare di meglio. Nelle sue pellicole ci sono sempre riferimenti all’umorismo ebraico, alla filosofia, alla religione, oltre alla già citata psicoanalisi.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Venerdì 28 novembre su Italia 1 “Le Iene presentano: La Cura – Tutto ciò che devi sapere per stare meglio”

    Venerdì 28 novembre su Italia 1 “Le Iene presentano: La Cura – Tutto ciò che devi sapere per stare meglio”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Venerdì 28 novembre, in prima serata, su Italia 1, “Le Iene presentano: La Cura – Tutto ciò che devi sapere per stare meglio”, condotto da Gaetano Pecoraro, scritto da Riccardo Festinese e Alessandra Frigo.

    Un viaggio in tre puntate in cui verrà raccontato tutto quello che non funziona nel nostro sistema sanitario, ma anche le ultime scoperte scientifiche, le terapie d’avanguardia e le prospettive per imparare a prenderci cura di noi con sempre maggiore consapevolezza.

    Gaetano inizierà il suo viaggio documentando le criticità della sanità in Campania: pronto soccorso allo stremo, strutture inadeguate, medicina del territorio depotenziata e dirigenti che non avrebbero i titoli per rivestire gli incarichi che occupano. Nel corso della puntata verranno raccontate anche eccellenze cliniche e il lavoro del personale sanitario che si dedica ogni giorno ai propri pazienti.

    Tra i temi affrontati, l’Alzheimer, con i metodi più all’avanguardia per gestire una malattia sempre più temibile e diffusa e le nuove sperimentazioni che stanno aprendo prospettive significative per contrastarla. Si parlerà anche di autismo, tornando sulla storia di Andrea Antonello, il ragazzo autistico seguito da anni da Le Iene, e di suo padre Franco, che ha fondato l’associazione “I Bambini delle Fate” per sostenere famiglie e ragazzi che vivono la stessa condizione.

    Le telecamere del programma entreranno inoltre nelle sale operatorie più all’avanguardia d’Italia, in particolare all’Istituto Carlo Besta di Milano, dove vengono affrontati interventi complessi come l’asportazione dei tumori cerebrali più insidiosi.

    Nel corso de La Cura ci si occuperà anche di salute ambientale, con un reportage dedicato ai pericoli del glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo. Uno spazio sarà riservato anche al tema della longevità: cosa siamo disposti a fare per rimanere giovani? Per scoprirlo, Pecoraro è volato negli Stati Uniti, alla ricerca delle proposte più recenti – più o meno scientifiche – pensate per rallentare l’invecchiamento. Infine, ci sarà spazio anche per l’amore, raccontato dal punto di vista biologico insieme all’immunologa Antonella Viola, che sarà una compagna di viaggio d’eccezione di queste puntate de La Cura, insieme alla divulgatrice Barbara Gallavotti.

    -Foto ufficio stampa Mediaset-
    (ITALPRESS).

  • David Guetta a Milano il 6 settembre 2026, sarà l’unica data italiana del suo Monolith Tour

    David Guetta a Milano il 6 settembre 2026, sarà l’unica data italiana del suo Monolith Tour

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – È il momento di un altro grande annuncio per l’edizione 2026 degli I-DAYS Milano Coca Cola. La concert series più importante d’Italia è pronta ad accogliere il re della dance mondiale: David Guetta.

    Il Dj francese, protagonista di straordinari eventi live in tutti e 5 i continenti, porterà Milano l’unica data italiana del suo Monolith Tour dando appuntamento al pubblico a domenica 6 settembre 2026 all’Ippodromo Snai San Siro.

    L’arrivo di Guetta sul palco degli I-DAYS Milano Coca Cola conferma il ruolo dominante della concert series milanese nel circuito dei festival globali accanto alle venue mondiali dove Guetta ha suonato e suonerà nei prossimi mesi da Dubai a Mumbai, da Miami a Las Vegas senza dimenticare 3 date sold out allo Stade de France di Parigi e il grande evento di apertura del Gran Premio di Formula 1 a Silverstone nel 2026.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Il Volo annuncia la quarta edizione di “Tutti per uno – Viaggio nel tempo”

    Il Volo annuncia la quarta edizione di “Tutti per uno – Viaggio nel tempo”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Nel pieno del successo di Live in Concert, il tour nelle principali capitali europee, Il Volo annuncia la quarta edizione di Tutti per uno – Viaggio nel tempo, in programma il 24, 26 e 27 settembre 2026 (da un’idea di Michele Torpedine, progetto organizzato e prodotto da Friends & Partners).

    Per il secondo anno consecutivo, a fare da sfondo alle straordinarie voci di Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto sarà il magnifico Palazzo Te a Mantova, un luogo di straordinaria importanza culturale e storica che offre un contesto ideale per celebrare la bellezza della musica.

    -Foto ufficio stampa Goigest-
    (ITALPRESS).

  • Magenta, venerdì 28 l’inaugurazione della stagione musicale con “Dialoghi Classici”

    Magenta, venerdì 28 l’inaugurazione della stagione musicale con “Dialoghi Classici”

    Il Teatro Lirico inaugura la XXI Stagione Musicale con una serata dedicata al dialogo tra due pilastri della storia sinfonica europea: Franz Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven. Il concerto, intitolato “Dialoghi Classici”, apre il calendario 2025–2026 con un programma che mette in relazione due modi differenti ma complementari di intendere il movimento, la forma e l’energia musicale.

    Sul podio, il maestro Lorenzo Passerini guiderà l’Orchestra Città di Magenta e l’Orchestra Antonio Vivaldi in un progetto musicale che unisce due formazioni in un’unica voce. L’apertura di stagione diventa così anche un simbolo di collaborazione e continuità, nel segno della qualità e dell’impegno culturale condiviso.

    Protagonista della prima parte sarà la violoncellista Christiana Coppola, interprete del Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in re maggiore di Haydn, capolavoro composto nel 1783 e divenuto uno dei vertici del repertorio classico per violoncello. Il concerto, scritto per il celebre violoncellista Antonín Kraft, è un esempio di perfetto equilibrio tra virtuosismo e cantabilità: una pagina luminosa, ricca di dialoghi serrati tra solista e orchestra, in cui Haydn porta al massimo grado di raffinatezza la sua scrittura matura.
    La voce del violoncello, mai esibita in maniera gratuita, conquista per naturalezza e intensità, in un susseguirsi di invenzioni melodiche che ancora oggi affascinano pubblico e interpreti.

    Nella seconda parte della serata risuonerà la Sinfonia n. 7 in la maggiore, op. 92 di Beethoven, uno dei lavori più celebri e amati del compositore. Definita da Wagner “l’apoteosi della danza”, la Settima Sinfonia è una celebrazione del ritmo come principio vitale. Composta tra il 1811 e il 1812, la sinfonia sorprende per la forza trascinante dei suoi temi e per la capacità di generare un crescendo emotivo che culmina in un finale travolgente. Il celebre Allegretto, secondo movimento, rimane uno dei momenti più intensi e riconoscibili del repertorio beethoveniano, mentre i movimenti estremi mostrano un Beethoven libero, vigoroso e capace di trasformare la struttura classica in un organismo pulsante, quasi visionario.

    Con questo concerto il Teatro Lirico dà il via a una stagione che intreccia tradizione e modernità, proponendo percorsi d’ascolto che valorizzano la grande musica classica ma aprono anche nuove prospettive interpretative. Un cartellone pensato per offrire al pubblico esperienze di ascolto profonde e coinvolgenti, capaci di parlare al presente attraverso la forza senza tempo del repertorio.

    Un invito a tornare in teatro per lasciarsi attraversare dalla musica, dalle sue storie e dal suo inesauribile potere emotivo.

    STAGIONE MUSICALE (6 spettacoli)
    ABBONAMENTO:

    Platea unica 70€; Galleria 50€; Ridotto fino a 26 anni 40€
    BIGLIETTO CONCERTO SINFONICO:
    Platea unica 16€; Galleria 12€; Ridotto fino a 26 anni 10€;
    BIGLIETTO CONCERTO SPETTACOLO “MUSICA IN SALOTTO”:
    Posto unico 10€
    BIGLIETTO OBLIVION “TUTTORIAL”:
    Platea unica 25€; Galleria 20€; Ridotto fino a 26 anni 15€;

    ORARI BIGLIETTERIA
    Teatro Lirico Magenta, via Cavallari, 2 – 02 97003255
    www.teatrolirico.comune.magenta.mi.it
    martedì/giovedì 10-12; 17-19. sabato 10-12.
    serata del concerto: un’ora prima dell’inizio spettacolo

    (fonte: MAGENTA NOSTRA)

  • Su Rai1 “L’altro ispettore”, la prima serie tv che affronta il tema della sicurezza sul lavoro

    Su Rai1 “L’altro ispettore”, la prima serie tv che affronta il tema della sicurezza sul lavoro

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “L’altro ispettore” ovvero la prima serie tv che affronta il tema drammatico e terribilmente attuale della sicurezza sul lavoro. L’hanno prodotta Rai Fiction, Anele e RaiCom e la propone Rai1 da martedì 2 dicembre. Sei le storie raccontate, per altrettante prime serate, liberamente ispirate ai romanzi di Pasquale Sgrò (ex ispettore del lavoro) e, in senso più ampio, alla cronaca che ogni giorno, purtroppo, ci racconta di morti e incidenti sul posto di lavoro.

    La prima, in particolare, parlerà della morte di una giovane operaia in un orditoio e richiama alla mente la vicenda di Luana D’Orazio, morta nel 2021 proprio in un orditoio: “Abbiamo incontrato la mamma, Emma Marrazzo, e abbiamo deciso di dedicare a Luana la prima puntata – dice la produttrice Gloria Giorgianniè la prima volta che si fa una fiction così e vogliamo provare a sensibilizzare gli spettatori su questo tema e su quello della disabilità”.

    Che, a volte, è causata proprio da incidenti sul lavoro come accade ne “L’altro ispettore” al personaggio interpretato da Cesare Bocci, coprotagonista affianco ad Alessio Vassallo. Quest’ultimo veste i panni di Domenico Dodaro, Mimmo per gli amici, tornato a Lucca dalla Calabria dopo avere combattuto il caporalato al Sud.

    Con lui c’è la figlia, la piccola Mimì (Angelica Tuccini), di cui si prende cura da solo dopo la morte della moglie: “La parola chiave di questa serie è proprio ‘cura‘ – dice l’attore – Prendersi cura di qualcuno nel periodo che stiamo vivendo è un atto rivoluzionario perché siamo abituati a occuparci solo di noi stessi e facciamo fatica a vedere gli altri”.

    Quello interpretato da Vassallo è “l’altro ispettore” perché “questi di solito cercando risposte, lo so perché ne ho interpretati tanti di ispettori e poliziotti. Dodaro, invece, cerca domande. Lui è un supereroe che non ce l’ha fatta, col mantello bucato, uno di noi, che è dedito al lavoro e inciampa nella vita privata. Uno analogico, che va in bicicletta e usa i post it per ricordare le cose. Un ispettore gentile che non punta il dito, non giudica, ma pone domande”.

    Per l’attore, “questa serie è un racconto popolare in cui la famiglia è in primo piano perché la famiglia è centrale anche se ha pochi elementi, io lo so perché sono figlio unico”. E poi, naturalmente, “c’è la centralità del lavoro che dà dignità e identità. Noi ci identifichiamo con il lavoro che facciamo: sono un avvocato, sono un attore, sono un operaio. Con la serie raccontiamo le braccia e le mani che costruiscono il nostro Paese, quelle che non vediamo nemmeno quando passiamo davanti ai cantieri. E mostriamo che non ci sono lavori di serie A e di serie B, ogni lavoro, se fatto con passione e amore, ha pari dignità con gli altri”.

    Nel racconto, nonostante il tema estremamente serio, non manca l’ironia soprattutto in quello che riguarda la vota privata di Dodaro, alle prese anche con la pm Raffaella Pacini (Francesca Inaudi), ex compagna di liceo con cui si ritrova ad indagare: “Quando racconti storie come queste, l’ironia è necessaria” assicura Vassallo che, sugli incidenti del lavoro, ha un’idea precisa: “Sicuramente l’incuria è la causa principale come lo è a volte la leggerezza dei lavoratori. Quello che è certo è che bisogna investire sempre insicurezza. I primi giorni di riprese facevo fatica a capacitarmi di come una persona possa perdere la vita sul posto di lavoro, uscire da casa per andare a lavorare e non tornare più”.

    Cesare Bocci, dicevamo, interpreta Alessandro, condannato alla sedia a rotelle dopo l’incidente sul lavoro in cui ha perso la vita il suo migliore amico nonché padre di Mimmo: “Questa serie ci ha dato una grande responsabilità perché parliamo di fatti delicati, purtroppo sempre di attualità. Inoltre, attraverso Alessandro, raccontiamo anche la disabilità: è un uomo che ha subito un incidente come ne possono capitare nella vita. Ma lui si rialza e qualsiasi cosa accada, se uno si rialza e non si lascia travolgere, può scoprire qualcosa di bello nella vita”.

    Una curiosità: Alessio Vassallo e Cesare Bocci, che già hanno lavorato insieme nel film “La scelta di Maria”, in passato hanno anche interpretato lo stesso personaggio, lo sciupafemmine Mimì Augello rispettivamente in “Il giovane Montalbano” e “Il commissario Montalbano”. “L’altro ispettore” è firmata da Salvatore De Mola, Andrea Valagussa, Paola Randi ed Emanuela Rizzuto e diretta da Paola Randi che prossimamente dirigerà il film “Se non torno” sulla vicenda di Giulia Cecchettin, ispirato al libro “Cara Giulia” scritto da Gino Cecchettin con Marco Franzoso.

    -Foto ufficio stampa Rai-
    (ITALPRESS).