Categoria: Spettacoli

  • Al giornalista Biagio Maimone il premio Internazionale “Città di Cattolica”

    Al giornalista Biagio Maimone il premio Internazionale “Città di Cattolica”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CATTOLICA (ITALPRESS) – Questa sera, nel Teatro della Regina, si terrà la cerimonia di premiazione del premio letterario Internazionale “Citta’ di Cattolica – Pegasus Literary Awards”, giunto alla sua diciassettesima edizione, definito dalla stampa “l’Oscar della letteratura italiana”.

    Il premio, patrocinato dal Comune di Cattolica, è una delle maggiori manifestazioni conosciute a livello internazionale, sia per la qualità dei contenuti, sia per essere il più grande premio popolare europeo. E’ un concorso che si prefigge di rilanciare la cultura letteraria, stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani, e di scoprire nuovi talenti, celebrando, nel contempo, coloro che, nel corso degli anni, si sono particolarmente distinti nell’ambito culturale. Le richieste di partecipazione sono pervenute da diversi Paesi del mondo, tra cui la Spagna e gli Stati Uniti.

    Lo scettro di vincitore di questa 17^ edizione sarà assegnato a Annika Pampel, scrittrice statunitense, attrice e regista, residente a Los Angeles, per il Thriller “Death of a Nightingale”, edito da Eurobooks Edizioni. Sarà premiata anche Vania Colasanti, giornalista di Repubblica per “Inseguendo Caravaggio”, edito da Baldini & Castoldi.

    Il trofeo Pegasus sarà, inoltre, assegnato a Luca Gonzatto per “Chi si ferma si ritrova”, edito da Rizzoli. Il premio della critica sarà assegnato a Enrico Terrinoni per “La letteratura come materia oscura”, edito da Treccani. Tra gli autori stranieri saranno premiati la dominicana Joana Garcia Montero per “La dama” e Yala Ide Hatun per “Savoir tout reconstruire sur des cendres”.

    Tra gli ospiti prestigiosi, ai quali saranno assegnati i premi alla carriera, vi sono Gianni Todini, Direttore Agenzia Askanews, per il giornalismo e la comunicazione, il compositore e musicista Franco Fasano per la musica, Clarissa Domenicucci per il giornalismo. Il premio speciale per la saggistica sarà attribuito al giornalista Biagio Maimone per l’opera “La comunicazione creativa per lo sviluppo socio- umanitario”.

    Il saggio di Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione dell’Associazione “Bambino Gesù del Cairo”, il cui Presidente è Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco, propone la necessità di un nuovo modello comunicativo che ponga al centro la relazione umana ed, ancor più, l’emancipazione morale della società odierna. Sulla scorta della constatazione delle innumerevoli comunicazioni distorte, veicolate dai media e da molti mezzi di comunicazione, compresi i social ed alcuni contesti del mondo politico, foriere di sottocultura, che non può essere consentita in quanto impoverisce la società civile deteriorando le relazioni umane, Biagio Maimone ritiene che non sia più rimandabile la necessità di far vivere un linguaggio scevro da menzogne, da offese e dal turpiloquio.

    La violenza, il cyberbullismo e l’incitazione all’odio non devono essere avvolti dal silenzio, ma combattuti da un sano impegno che disciplini l’uso della parola in modo che essa non divenga strumento di violenza e generi, pertanto, forme molto gravi di bullismo e comunicazioni nocive all’educazione dei giovani, facendo degenerare l’intera società verso l’involuzione morale. Nell’ambito della vita politica, ultimamente, si fa strada sempre più l’uso di toni molto violenti ed anche l’utilizzo dell’insulto per esprimere il proprio dissenso. Ciò avviene anche nell’ambito della politica internazionale.

    Si evidenzia come la modalità aggressiva sia considerata da parte di molti esponenti del mondo politico quella più appropriata per esporre il proprio punto di vista. Ma è certo anche che si vuole far vivere unicamente una forma di comunicazione che veicoli aggressività per creare paura del potere, ingenerando un processo comunicativo tipico del politicamente scorretto. Maimone sottolinea l’importanza dell’uso corretto e gentile della parola, che può costruire ponti di amore tra le persone e tra realtà culturali, sociali, politiche e religiose diverse e rimarca che la parola è vita, in quanto deve generare la vita nelle sue espressioni più nobili e spirituali.

    Perché la comunicazione generi vita e non mortificazione deve essere sorretta dalla creatività, dai sentimenti umani, dalla spiritualità, dalla cultura umana, dalla sapienza dell’animo umano, dall’armonia, dalla bellezza intesa come valore morale . Nel libro, che ha ricevuto la Benedizione Apostolica di Sua Santità Papa Francesco e che è stato presentato nell’Istituto Italiano di Cultura di New York, si fa appello alla necessità di insegnare ad amare, di comunicare l’amore, da trasmettere mediante il linguaggio, o meglio mediante un linguaggio rinnovato nei suoi valori, nei suoi contenuti e nelle sue finalità.

    Biagio Maimone, soprannominato “Il giornalista dei poveri” per aver offerto, nel corso degli anni, servizi di comunicazione a persone che vivevano in situazioni di disagio economico segnalandole all’opinione pubblica, darà vita, nei prossimi mesi, insieme ad altri giornalisti e comunicatori, all’Associazione “Progetto Vita e Umanità – La Comunicazione al servizio degli ultimi e degli indifesi e di chi subisce atti discriminatori per motivi economici, razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale o sulla disabilità.

    La serata sarà ricca di momenti di musica e spettacolo. Le coreografie sono state affidate alla mirabile maestria della coreografa Erika Rifelli. La giuria, capitanata da Giuseppe Benelli, fondatore e Presidente del Premio Bancarella, è costituita dalla giornalista Daniela Quieti, da Laura e Silvia Squizzato di Rai Due, dall’attore e poeta Mauro Macario, dal “dantista” Angelo Chiaretti, dal giornalista Mario De Ambrogi, dal critico letterario Francesca Gussoni, dalla scrittrice Aurora Auteri, dalla poetessa Giusy Cafari Panico, dalla giornalista Maria Grazia Cucchi e dalla scrittrice Veronica Niccolai.

    -Foto Associazione Pegasus-
    (ITALPRESS).

  • Gli 80 anni di Eric Clapton, una vita per la musica

    Gli 80 anni di Eric Clapton, una vita per la musica

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Eric Clapton compie 80 anni (è nato il 30 marzo 1945 a Ripley, nella contea inglese del Surrey), oltre sessanta dei quali dedicati alla musica. Un impegno che gli ha fruttato non solo più di 280 milioni di copie vendute in tutto il mondo (“Unplagged”, del 1992, è l’album dal vivo più venduto nella storia con circa 30 milioni di copie certificate) e 18 Grammy Awards ma anche la seconda posizione nella classifica dei cento migliori chitarristi redatta dalla rivista specializzata Rolling Stone (dietro a Jimi Hendrix) e, unico musicista ad averli, tre inserimenti nella Rock and Roll Hall of Fame.

    La carriera di Clapton, soprannominato fin da subito “slowhand”, cioè “mano lenta”, inizia negli anni ’60 come musicista di strada insieme a Paul Jones. La sonorità di riferimento è il blues a cui si è appassionato nell’adolescenza ma, negli anni, sperimenta svariati stili musicali come il rock psichedelico, il reggae e il pop rock. Prima di iniziare la carriera come solista milita i diversi gruppi musicali: i Roosters, gli Yardbirde,i Bluesbreakers, i Cream (che fonda nel 1966 con il bassista Jack Brice e il batterista Ginger Baker), i Blind Faith (la band che fonda due anni dopo), solo per citarne alcuni.Collabora con i più grandi artisti di tutto il mondo, da Bob Dylan ai Beatles, dai Rolling Stones a Phil Collins, da Tina Turner a Mark Knopfler e Luciano Pavarotti.

    Non mancano gli incidenti di percorso: la dipendenza dall’eroina, che lo ferma per due anni, dal 1971 al 1973; quella dall’alcool alla quale imputa alcune dichiarazioni rilasciate durante un concerto nel 1976 a favore delle posizioni razziste del deputato conservatore Enoch Powell nonché gli abusi compiuti ai danni della prima moglie Pattie Boyd; la morte nel 1991, a soli 4 anni, di Conor, il figlio avuto da Lory Del Santo e precipitato dal 53° piano di un grattacielo newyorkese (evento che lo ha portato a comporre “Tears in Heaven”, uno dei brani più dolorosi della sua carriera); e, infine, la neuropatia periferica che, da diversi anni, gli rende difficili i movimenti e, dunque, suonare.

    Ciò nonostante continua a farlo: nel 2020 e nel 2021 escono i singoli “Stand And Deliver” e “This Has Gotta Stop” contro le restrizioni per la pandemia di Covid 19. Nel 2021 pubblica anche l’album live “Lady in The Balcony: Lockdown Sessions”, realizzato nel pieno della pandemia suonando all’interno di una villa isolata nella campagna inglese. Nel’ottobre scorso, infine, viene pubblicato sulle piattaforme digitali il suo 22° album in studio, “Meanwhile”, seguite dalle versioni fisiche su Cd e vinile. All’album hanno collaborato, tra gli altri, Van Morrison, Judith Hill, Simon Climie e Jeff Beck (quest’ultimo scomparso improvvisamente nel 2023).

    – foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Festival Tulipani di Seta nera, la diciottesima edizione al via con un omaggio a Eleonora Giorgi

    Festival Tulipani di Seta nera, la diciottesima edizione al via con un omaggio a Eleonora Giorgi

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Con un omaggio a Eleonora Giorgi si è aperta la XVIII Edizione del Festival Tulipani di Seta nera. La coraggiosa testimonianza dell’attrice recentemente scomparsa, secondo la madrina della selezione dei film sociali per Rai Cinema Channel Barbara De Rossi “ha fatto breccia in un muro, non mi ricordo che mai sia stata raccontata la malattia come ha avuto il coraggio di fare lei. Negli anni 80/90 se qualcuno era malato non lo doveva dire perchè questo voleva dire rimanere a casa. Eleonora aveva un attaccamento feroce al lavoro ma non le è stata data più la possibilità di lavorare”.

    “Un artista che non si è mai arresa e fino all’ultimo progettava e sognava”, così Pino Quartullo padrino della manifestazione ha ricordato l’ultimo progetto a cui stavo lavorando insieme ad Eleonora Giorgi che voleva portare a teatro il film Un tocco di classe.

    Rimettere al centro della narrazione l’essere umano, le diversità, la fragilità e l’unicità delle persone e dei luoghi, è anche l’obiettivo delle opere selezionate per concorrere al Premio Sorriso Rai Cinema Channel nell’ambito della XVIII edizione del Festival Internazionale della Cinematografia Sociale “Tulipani di seta nera”, che si terrà dall’8 al 11 maggio al The Space cinema Moderno di Roma. Con ben 500 opere iscritte al concorso nelle 4 sezioni del Festival, di cui 300 cortometraggi, 70 documentari, 80 SocialClip e 50 digital serie, provenienti da tutta Italia e dal resto del mondo, tra cui Cina, Russia, USA, Argentina, Iran, Israele, anche questa edizione vede una grande partecipazione a livello internazionale.

    Sono 97 le opere scelte tra le categorie cortometraggio, documentario, #SocialClip che dal 1 aprile all’11 maggio saranno visibili sulla piattaforma realizzata da Rai Cinema Channel alla pagina www.tulipanidisetanera.rai.it Tra Le 5 opere che otterranno il maggior numero di visualizzazioni nella propria sezione verrà selezionato dal Direttore artistico il vincitore a cui verrà assegnato il Premio Sorriso Rai Cinema Channel durante la XVIII edizione del Festival della Cinematografia sociale Tulipani di Seta Nera. Il periodo utile ai fini del voto espresso per mezzo delle visualizzazioni va dal 1 al 30 aprile.

    “Il cinema di qualità morale e sociale ha necessità della giusta attenzione delle Istituzioni, chiediamo una riforma del Tax Credit che preveda un punteggio maggiore per le opere indipendenti che parlino di temi legati alla disabilità, dignità della malattia, violenza di genere, disagio giovanile, integrazione, legalità, sostenibilità e sicurezza sul lavoro, così da potere produrre opere su questi temi con maggiori mezzi, le multinazionali possono lasciare anche qualcosa ai produttori e autori più piccoli”, ha detto Diego Righini, Presidente del Festival Tulipani di seta Nera che ha introdotto la XVIII edizione della manifestazione.

    Alla presenza di Paola Tassone (Direttore Artistico del Festival), Lorenza Lei (Responsabile Cinema e Audiovisivo della Regione Lazio), Paolo Del Brocco (AD Rai Cinema) – che ha ricordato l’importanza di “continuare a fare un’opera di sensibilizzazione su tematiche attuali -, Carlo Rodomonti (Responsabile marketing stategico e digital Rai Cinema), Roberto Natale (CdA Rai ed ex Direttore Rai per la Sostenibilità ESG), Michela La Pietra (Vice Direttore Rai Pubblica Utilità) sono state presentate le opere selezionate.

    Salute, disabilità, bullismo, stereotipi di genere, ambiente, tecnologia e ancora lavoro, legalità, guerra: sono solo alcune delle tematiche selezionate per questa nuova edizione che vuole porre l’accento sul racconto delle fragilità fisiche e psicologiche dell’essere umano. Tra i protagonisti delle opere selezionate nelle varie sezioni, volti noti al grande pubblico come Claudio Amendola, Antonio Catania, Anna Ferzetti, Massimiliano Vado, Ettore Bassi, Lorenzo Flaherty, Luca Ward, Franco Oppini e Pietro De Silva. Nella sezione Cortometraggi, che vede Paola Tassone come direttore artistico, le opere selezionate sono 65, di cui 64 dall’Italia e 1 dalla Russia. Per regioni di provenienza italiane dei lavori scelti: al primo posto spicca il Lazio (25) seguito da Campania e Puglia (6); poi Lombardia (5); Sicilia e Veneto (4), Toscana, Piemonte, Marche e Liguria (2); e infine Calabria Emilia-Romagna Liguria/Sicilia (1).

    Per la sezione Documentari che vede Christian Carmosino Mereu direttore artistico, sono 16 i titoli scelti di cui 15 dall’Italia e 1 produzione Cina/Italia. In testa i documentari provenienti dal Lazio (6); seguito daLombardia (2); e ancora Emilia- Romagna, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Lazio/Lombardia, Veneto/ Lombardia (1). Nella sezione #SocialClip (16), diretta da Claudio Guerrini, tutte opere italiane di cui 2 in lingua inglese e 1 spagnola si aggiudica il podio il Lazio (8), seguito da Lombardia (3) Campania (2), e infine Abruzzo, Toscana, Campania/Lazio (1). Il Festival si svolgerà dall’8 all’11 maggio a Roma, al The Space Cinema Moderno.

    – foto ufficio stampa Festival Tulipani di Seta nera –

    (ITALPRESS).

  • Luciano Ligabue torna con “Buon compleanno Elvis Naked + Tales”

    Luciano Ligabue torna con “Buon compleanno Elvis Naked + Tales”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – È ora disponibile in digitale “Buon Compleanno Elvis Naked + Tales” di Luciano Ligabue, la versione riarrangiata in chiave acustica e intima dell’album del 1995, accompagnata da un racconto audio traccia per traccia. L’album è stato anticipato dai brani “Certe Notti”, “Un figlio di nome Elvis” e “Viva!”.

    Il 18 aprile usciranno le prime versioni fisiche di “Buon Compleanno Elvis 1995-2025”, un’opera omnia che propone diversi progetti speciali realizzati per celebrare i 30 anni del leggendario album del 1995 su etichetta Warner Music Italia: Naked + Tales, New Mix (nuovi mix e nuovi edit a cura di Tommaso Colliva), Demos & Rarities (inediti, demo e versioni alternative) e Nei teatri ’24 (8 tracce di “Buon Compleanno Elvis” eseguite durante l’ultimo tour nei teatri di Luciano “Ligabue in teatro – Dedicato a noi”).

    Immancabile la versione Remastered 2025 dell’album originale. In cd: “Buon Compleanno Elvis 1995-2025 (Standard Edition 3CD)” (Disc 1: New mix Disc 2: Demos & Rarities DISC 3: Naked) e “Buon Compleanno Elvis 1995-2025 (Deluxe Box 6 CD)” (DISC 1 + DISC 2 Remastered 2025 + New mix | DISC 3 + DISC 4: Naked + Tales| DISC 5: Demos & Rarities | DISC 6: Nei teatri ’24). In vinile: “Buon Compleanno Elvis (New Mix)” (doppio LP GOLD), “Buon Compleanno Elvis (New Mix)” (doppio LP RED Limited & Signed Edition – sold out) e “Buon Compleanno Elvis (Naked)” (doppio LP).

    Dal 25 aprile sarà disponibile “Buon Compleanno Elvis 1995-2025 (Super Deluxe Box)”, contenente i 6 dischi già presenti nel Deluxe Box a cui si aggiunge un settimo disco, Live ’95 (8 brani live tratti del tour del 1995), il doppio LP Gold “Buon Compleanno Elvis (New Mix)”, il 7″ di “Certe notti”, il Booklet con foto inedite, il poster, il pass laminato, i biglietti e il tour book originale 1995, 3 plettri, 2 patch e gli occhiali “Elvis”. Infine, un ottavo disco esclusivo che verrà annunciato nei prossimi mesi e spedito nel mese di settembre. Prossimamente uscirà “Buon Compleanno Elvis (Demos & Rarities)” (doppio LP).

    – foto ufficio stampa Parole & Dintorni –

    (ITALPRESS).

  • I Negrita tornano con “Canzoni per anni spietati”

    I Negrita tornano con “Canzoni per anni spietati”

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    MILANO (ITALPRESS) – “Se questo è il risultato, dov’è che abbiamo sbagliato?”. Pau, al secolo Paolo Bruni, frontman dei Negrita, non ha dubbi: è tempo di assumersi le responsabilità e di schierarsi attraverso la musica. E’ questo il senso di “Canzoni per anni spietati”, un concept album in uscita oggi, 28 marzo, che nasce dall’urgenza di reagire alla crisi sociale e culturale del presente, e segna il ritorno della band toscana dopo sette anni.

    “La pandemia ci aveva svuotati, non riuscivamo a scrivere, né parole né musica. È stato un momento difficile, pericoloso, perché viviamo di musica”, ha raccontato Pau parlando dei nove brani che guardano alla contemporaneità con uno sguardo disincantato e lucido. “E’ successo qualcosa di magico. I testi sembravano già scritti da un’altra entità. La musica è diventata “spedale” per le parole. Non so se lo si percepisce, ma tutti quelli che hanno ascoltato il disco parlano di una naturalezza nuova. I testi raccontano una storia coerente, che ha un inizio, uno sviluppo e una luce finale”, aggiunge Mac, ovvero Cesare Petricich.

    “Questo nostro album nasce anche da un’orgia di vibrazioni negative che attraversano il pianeta”, aggiunge Enrico “Drigo” Salvi. Per tornare alla musica i Negrita si sono affidati al folk, che li ha aiutati a uscire dall’empasse artistica, come matrice di pensiero più che di suono: “Ascoltando con più attenzione la musica folk americana degli Anni ’60, che ha cambiato anche le prospettive culturali, abbiamo trovato una nuova via – sottolineano -. Il folk ci ha dato la possibilità di rimetterci in gioco, e le canzoni sono uscite una dietro l’altra. Abbiamo scoperto che la melodia italiana si sposa benissimo con il folk americano”.

    Non a caso tra le tracce c’è “Song to Dylan”, “un omaggio che si lega a quello che lo stesso Dylan fece a Woody Guthrie in “Song to Woody”, il suo riferimento musicale da giovanissimo. Abbiamo voluto continuare questa catena iniziata nei primi del Novecento”.

    Ma l’attenzione è tutta rivolta all’oggi. Il disco si apre con l’attacco diretto di “Nel blu (lettera ai padroni della terra)”: “Voi padroni della Terra che vi ingozzate di denaro”. E continua con pezzi come “Noi siamo gli altri”. “La società tende a schematizzare: o sei bianco o sei nero, progressista o conservatore. Noi raccontiamo quelli che non si riconoscono in nessuno schieramento”, dice Mac. Non a caso, la band si rivolge proprio a chi si sente fuori dai giochi, escluso dalle dinamiche dominanti, ma ancora in cerca di uno spazio per esprimere un pensiero critico. “Non volevamo solo fare un disco, volevamo anche dire: ci siamo”, aggiunge Pau. Per questo la carica politica e sociale dell’album si traduce anche in azioni concrete: il progetto “blu”, che è un invito ai fan a esporre stoffe o simboli di questo colore, è un passaparola arcaico per ribadire un messaggio di unione.

    “Volevamo coinvolgere chi ci ascolta, dimostrare che qualcosa si può fare. Non servono grandi gesti, basta un segno”, spiegano. Le tracce di “Canzoni per anni spietati” tengono insieme rabbia, disillusione e consapevolezza. In “Ama o lascia stare” si sente la necessità di scegliere da che parte stare: “Gente che sa odiare ce l’abbiamo già”.

    In “Dov’è che abbiamo sbagliato” c’è l’ammissione di una colpa generazionale. “Guardando i testi che avevamo scritto, mi sono chiesto: “Se questo è il frutto della mia generazione, dove abbiamo sbagliato?”. Noi abbiamo ereditato un mondo straordinario dai nostri genitori, ma non abbiamo saputo trarne una lezione. La rivoluzione digitale è un fatto, ma è stata la scelta giusta? È stato il meglio che potevamo fare?”, riflette Pau.

    “Ogni generazione sbaglia qualcosa. Gaber cantava “La mia generazione ha perso”. La nostra forse ha perso di più. Ai giovani oggi lasciamo un mondo stratificato, confuso, difficile da interpretare. Però ho fiducia: magari 999 sono confusi, ma arriva l’unico che svolta il mondo”, continua Mac in un anelito di speranza. Tra le tracce anche una cover di “Viva l’Italia” di Francesco De Gregori, riletta con l’intento di farla risuonare nel presente. “Avevamo bisogno di uno schiaffo e di una carezza.

    “Viva l’Italia” rappresenta il nostro Paese nel bene e nel male, ed è diventata l’anello di chiusura dell’album”, dice Pau. “Ogni riga che De Gregori scrive è un diamante”, aggiunge Mac.

    Dal prossimo 8 aprile i Negrita porteranno “Canzoni per anni spietati” (un disco completamente analogico in cui il digitale sarà quasi del tutto eliminato anche dal vivo) nei club italiani. Il tour partirà da Roma e toccherà Napoli, Ravenna, Milano, Firenze, Torino, Brescia, Padova, Rovereto e Nonantola. “I club sono il nostro habitat naturale – concludono -. Vogliamo suonare questi brani guardando le persone negli occhi”.

    -Foto ufficio stampa Negrita-
    (ITALPRESS).

  • Eurovision, per Lucio Corsi primo appuntamento il 13 maggio

    Eurovision, per Lucio Corsi primo appuntamento il 13 maggio

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Dopo la pubblicazione del “running order“, l’ordine di esibizione dei concorrenti delle due Semifinali di Basilea 2025, appena diffuso da Ebu e SRG SSR (il servizio pubblico svizzero), lo “show dei record” può ufficialmente partire.

    Gli artisti intanto hanno iniziato a “scaldare la voce” nei pre-party che si svolgono nelle diverse nazioni e capitali europee, da Amsterdam a Londra, da Copenaghen a Madrid: e proprio nella capitale spagnola, il 19 aprile, si esibirà Lucio Corsi “respirando” così aria di Eurovision. Dallo scorso anno i rappresentanti dei Big 5 (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), insieme al paese ospitante, quest’anno la Svizzera, hanno acquisito l’opportunità di esibirsi dal vivo – fuori concorso, essendo già qualificate – già durante le semifinali.

    E Lucio Corsi lo farà nella prima semifinale, quella del 13 maggio, portando all’attenzione di milioni di telespettatori la sua “Volevo essere un duro“. Ad aprire la serata di martedì 13 maggio sarà l’Islanda, con il duo dei VÆB e la loro energica Róa. In posizione numero 4 ci sarà l’Estonia di Tommy Cash, ormai una vecchia conoscenza del pubblico italiano.

    Il momento più atteso sarà l’esibizione di Lucio Corsi che farà il suo esordio alla St Jakobshalle tra la canzone del Belgio e quella dell’Azerbaigian: Gabry Ponte (in gara in rappresentanza di San Marino) si esibirà in posizione numero 11 con “Tutta l’Italia“. Sarà Cipro a chiudere la parata delle canzoni della prima semifinale.

    La seconda semifinale, giovedì 15 maggio, sarà aperta dall’Australia e chiusa dalla provocante Erika Vikman in rappresentanza della Finlandia. Il running order della finale si conoscerà invece nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 maggio: solo la Svizzera ha già estratto la sua posizione per la finale (19). Le due Semifinali andranno in onda martedì 13 e giovedì 15 maggio in prima serata su Rai 2 e Rai Play oltre a essere trasmesse su Rai Radio 2 e sul Canale 202 del Digitale terrestre.

    La Finale invece andrà in onda sabato 17 maggio, sempre in prima serata, su Rai 1 (per il decimo anno consecutivo) oltre che su Rai Play e Rai Radio 2. A condurre la trasmissione televisiva la nuova coppia formata dalla “new entry” BigMama, artista poliedrica, e dal “veterano” Gabriele Corsi (alla sua quinta partecipazione) mentre per Rai Radio 2 il commento in simulcast sarà a cura di Diletta Parlangeli e Matteo Osso. L’edizione internazionale del 69° Eurovision Song Contest sarà condotta da Sandra Studer e Hazel Brugger, a cui si aggiungerà la “nostra” Michelle Hunziker per la finale.

    In totale saranno presenti a Basilea 37 Paesi, con il ritorno del Montenegro e l’assenza della Moldavia: ventisei i cantanti solisti (tredici donne, tredici uomini), tre i duetti (uno maschile, due misti), sette gruppi (uno misto, due femminili e quattro maschili) e un DJ, Gabry Ponte. La Hunziker sarà infine la prima conduttrice ad aver presentato Sanremo (nel 2007 e nel 2018) e poi una edizione dell’Eurovision al di fuori dell’Italia.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • Les Votives, dal 28 marzo il nuovo singolo “Feel alright”

    Les Votives, dal 28 marzo il nuovo singolo “Feel alright”

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    MILANO (ITALPRESS) – Esce il 28 marzo “Feel alright” (Warner Music Italy), il nuovo singolo dei Les Votives. Il brano – che sarà disponibile anche in radio – anticipa Window, il primo EP della band in uscita il 4 aprile.

    Scritta dai Les Votives, Matteo Mobrici e Hannah Robinson, composta dagli stessi Les Votives, insieme a Matteo Mobrici e Antonio Filippelli, e prodotta da Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, “Feel alright” racconta la sensazione che si prova quando ci si sente l’ultima ruota del carro, costantemente ignorati e sottovalutati, sia dalle persone intorno a sé sia dalla realtà in cui si vive.

    L’immagine di chi si sente “fuori posto” emerge con forza nel ritornello, un grido di chi vuole solo sentirsi bene, di chi sogna di uscire dall’ombra e trovare finalmente il proprio spazio. È un richiamo alla speranza, alla ricerca di un luogo in cui essere veramente se stessi, senza doversi nascondere.

    – foto Wordsforyou –

    (ITALPRESS).

  • Su Rai 1 Miriam Dalmazio nei panni della paleopatologa ‘Costanza’

    Su Rai 1 Miriam Dalmazio nei panni della paleopatologa ‘Costanza’

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    ROMA (ITALPRESS) – Una nuova professione si affaccia in tv: la paleopatologa, scienziata che studia malattie antiche e indaga i segreti nascosti nei resti umani del passato. A incarnarla è Miriam Dalmazio, protagonista di “Costanza”, la nuova serie che Rai1 propone in quattro prime serate da domenica 30 marzo.

    Tratta dal romanzo “Questione di Costanza” di Alessia Gazzola (che già tanto ha dato alla serialità Rai con “L’allieva”), prodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy e diretta da Fabrizio Costa, la serie racconta le vicende umane e professionali di una giovane madre single, Costanza appunto, che si trasferisce con la figlia da Messina a Verona grazie a una borsa di studio che le consentirà di fare il lavoro per cui ha studiato: la paleopatologa. Nella città veneta, però, vive Marco (Marco Rossetti), su vecchio amore nonché padre (inconsapevole) di sua figlia ma, soprattutto, in procinto di sposarsi.

    Se aggiungiamo anche Ludovico (Lorenzo Cervasio), il collega per il quale Costanza prova subito una forte attrazione, il triangolo è completo e pronto a intrattenere il pubblico con una serie che non è solo una commedia sentimentale ma, grazie alla professione della protagonista, strizza anche l’occhio alla storia e a un mistero del passato. La Dalmazio di è calata perfettamente nel ruolo di Costanza: “Appena ho letto il romanzo di Alessia mi ci sono rivista: siciliana, capelli rossi, giovane madre. Poi ho visto che era una paleopatologa e ho scoperto il triangolo, ho pensato: ‘Questa è una matta!’. È una imperfetta, incasinata, mi è piaciuta moltissimo”.

    Anche Marco Rossetti si è identificato con il suo personaggio perché, “come quella di tutti noi, anche la sua vita è piena di contraddizioni, di scelte fa dare. Lui si era costruito un castello, è in procinto di sposarsi ma tutto viene sgretolato dall’arrivo di Costanza che gli dice: ‘Tu hai una figlia’. Deve ricostruire tutto daccapo”. A rendere più intrigante la storia c’è, come dicevamo, un mistero del passato perché Costanza deve ricostruire la storia di Selvaggia di Staufen, figlia illegittima di Federico II di Svevia, i cui resti sono stati ritrovati nei pressi del suggestivo Castello di Montorio.

    Man mano che le ricerche procedono, lei dà voce alle avventure di Selvaggia attraverso un podcast in cui narra un mistero che si tinge di sfumature da thriller storico. “In questa storia le eroine sono due – commenta il regista – Costanza, che vive oggi, e Selvaggia che vive otto secoli prima di lei ma vibra con le stesse corde del cuore nei confronti dell’amato e della figlia che muovono i sentimenti di Costanza. Con una magia narrativa, le storie delle due donne si intrecciano fino a diventare contemporanee, inseguendosi nei colpi di scena”. Nel cast di “Costanza” accanto ai protagonisti ci sono anche, tra gli altri, Eleonora De Luca, Franco Castellano, Luigi Di Fiore e Kaspar Capparoni.

    – Foto Ufficio stampa Rai –

    (ITALPRESS).

  • Ron live a Roma il 6 aprile con “Al centro esatto della Musica”

    Ron live a Roma il 6 aprile con “Al centro esatto della Musica”

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    ROMA (ITALPRESS) – Ron arriva a Roma domenica 6 aprile con il suo spettacolo musicale originale “Al Centro esatto della Musica”, titolo eloquente che riprende l’incipit di uno dei suoi tanti successi. L’artista torna nella capitale a distanza di un anno dal suo ultimo concerto, e si esibirà all’Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi. I biglietti sono in vendita sul circuito Ticketone.

    Quale metafora più congeniale se non “il centro esatto della musica” per un cantautore che esprime il meglio proprio su un palco, davanti al suo pubblico? Ma non solo, “un posto dove andrei tutte le sere a cantare è proprio il teatro”, racconta Ron, “dove le canzoni vivono in un ambiente ideale, a volte rivivono grazie a nuovi arrangiamenti che mi diverte fare con la mia band. Mi piace mettermi in gioco, e ora lo faccio come mai prima, vado in teatro con un concerto rinnovato, a cui abbiamo lavorato molto, perché vivo per la musica e sono felice quando sono davanti ad un pubblicoà Da sempre è così, da quando ragazzino ho cominciato questo splendido mestiere di cantautore”.

    Ron si racconterà grazie ad uno dei repertori tra i più belli e conosciuti della musica d’autore italiana in una scaletta ricca di oltre venti titoli – tra successi e nuove canzoni, tratte anche dal celebrato album “Sono un figlio”. Prodotto da Imarts, lo spettacolo vedrà sul palco con Ron (chitarra, pianoforte e voce) accomopagnato da Giuseppe Tassoni (piano e tastiere), Roberto Di Virgilio (chitarre), Stefania Tasca (voce, percussioni) e Pierpaolo Giandomenico (basso).

    – foto Daniele Mignardi Promopressagency –

    (ITALPRESS).

  • Intelligenza artificiale e musica, opportunità, rischi e la sfida della regolamentazione

    Intelligenza artificiale e musica, opportunità, rischi e la sfida della regolamentazione

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    ROMA (ITALPRESS) – Musica e intelligenza artificiale: opportunità, rischi e la sfida della regolamentazione, è il titolo del seminario che si è tenuto questa mattina al Ministero della Cultura che ha promosso l’evento per riflettere sul tema insieme ad istituzioni, esperti e soggetti coinvolti.

    “L’intelligenza artificiale è una risorsa importantissima”, ha detto Mazzi, Sottosegretario alla Cultura, durante il suo discorso di apertura dei lavori, riconoscendone “la potenza rivoluzionaria che ha già nelle vite di tutti noi e che avrà sempre di più in futuro. Siamo di fronte a uno scenario che è difficile decodificare e capire. Mazzi ha poi affrontato la questione legata ai rischi: “l’Intelligenza artificiale può diventare un’opportunità eccezionale per pochissimi a danno di tutti gli altri. Il cammino che sta facendo impone una riflessione comune per capire come regolamentarla”.

    Sulla musica, sono due le questioni esaminate dal Sottosegretario alla Cultura, una “prettamente tecnica, della tutela del diritto d’autore. Credo che sia sacro e chi crea vada protetto. Oggi l’intelligenza artificiale poggia su tutto quello che l’uomo ha creato, per questo anche sotto un profilo giuridico è evidente che lì ci saranno dei contenuti di proprietà di chi li ha creati e vanno remunerati”.

    L’intelligenza artificiale, questa la seconda questione, “potrà entrare e interferire molto con l’intelligenza umana che da creatrice dell’intelligenza artificiale potrebbe un domani essere sopraffatta da questa. C’è il rischio di non distinguere il vero dal falso. Di compromettere milioni di posti di lavoro e questo per l’umanità sarà un problema”. L’intervento di Mazzi si è concluso con l’ascolto di due canzoni generate tramite l’intelligenza artificiale stessa usando alcune parole del seminario.

    L’incontro è stato diviso in due parti, la prima moderata dal Presidente del Comitato per il Diritto d’autore del MiC, Salvatore Sica, che ha introdotto gli interventi di Eleonora Rosati, professoressa di Diritto della Proprietà Intellettuale all’Università di Stoccolma e Pasquale Stanzione, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, intervenuti rispettivamente sul Training dell’AI tra diritto d’autore e AI Act e sulla Intelligenza artificiale, creatività protetta e diritti della personalità.

    La Tavola rotonda “Musica e AI, alla ricerca di un corretto equilibrio”, ha caratterizzato, invece, la seconda parte del seminario, con gli interventi di: Alberto Barachini, Sottosegretario all’Informazione e all’Editoria, Salvatore Nastasi, Presidente SIAE, Enzo Mazza, CEO FIMI e Diego Ciulli, Direttore agli Affari Governativi e alle politiche Pubbliche di Google Italia. Moderati da Marta Cagnola, Giornalista de Il Sole 24 Ore.

    Barachini, rispetto DDL AI approvato in Senato, ha fatto riferimento all’introduzione di una nuova fattispecie di reato che “non è previsto ancora dall’IA Act europeo, che è un processo in definizione” e cioè il deep fake per cui ha spiegato: “il rischio principale è che i contenuti modificati in maniera tecnologica tramite l’uso dell’intelligenza artificiale cambino la percezione del contenuto nei confronti dei cittadini. Un bene strategico nella formazione della coscienza dei cittadini e della partecipazione democratica”, mettendosi così a supporto dell’informazione e del giornalismo.

    “Stiamo lavorando a una strategia di spinta dei codici etici all’interno delle redazioni, chiedendo agli editori di applicare dei codici di autoregolamentazione, in attesa che alcune norme del disegno di legge e dell’IA Act, che avrà le prime applicazioni in estate, possano dare ulteriore contenuto. La musica è un bene che supera anche i contenuti editoriali, perché è un bene materiale e immateriale, che comprende anche dinamiche economiche e commerciali che sono alla base del sistema. Ma allo stesso tempo è un bene spirituale che si collega all’animo delle persone”. “SIAE ha iniziato una battaglia con Meta su come gli autori di intelligenza artificiale funzionino e quali siano le regole. Un ulteriore sforzo per un passaggio alla camera ci vuole”, ha affermato Nastasi parlando di trasparenza. “Manca l’obbligo di espressa autorizzazione dell’autore all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Gli autori non sono contro l’intelligenza artificiale che apre un mondo nuovo”.

    Il presidente SIAE ha aggiunto: “Abbiamo fatto un sondaggio tra gli autori che rappresentiamo. Solo 2 autori su 10 la vedono con favore. Vuol dire che ne hanno paura. Dobbiamo cercare di rovesciare questo rapporto”, tenendo conto sia di chi non ne vuole usufruire che di chi ne può beneficiare, ha chiarito.

    “L’importante è che ci siano delle regole stabilite. Con l’intelligenza artificiale solo nei prossimi tre anni perderemo 22 miliardi di euro a livello mondiale di remunerazione. È chiaro che gli autori siano spaventati e che dobbiamo cercare di rendere quel rapporto più trasparente”. “La parte regolamentare è fondamentale”, ha ribadito anche Mazza, precisando “È sbagliato mettere in contrapposizione la tutela dei diritti d’autore e l’innovazione”.

    Mazza, che ha parlato di una terza rivoluzione nel campo della musica, citando le due precedenti avute con il download e lo streaming, a margine dell’incontro ha spiegato: “L’intelligenza artificiale generativa da un lato è una grande opportunità, perché è in grado di facilitare la creazione e il consumo di musica. Dall’altro porta dei rischi e necessita di regole che consentino ai creatori di sfruttare queste tecnologie e alle piattaforme di utilizzare questi contenuti per facilitare l’accesso alla musica ai consumatori”.

    “Bisogna assolutamente regolamentare l’intelligenza artificiale perché andremo incontro ad una generazione mediocre e sfaticata, passatemi il termine, perché con una macchina che lavora al posto mio non farò e imparerò nulla”, ha affermato Gigi D’Alessio, intervenuto in collegamento video.Una macchina non ha mai espresso emozioni. L’intelligenza artificiale è un recipiente di contenuti che mischia le carte e tira fuori una canzone. Che fine faranno gli autori”, si è chiesto D’Alessio citando Mogol, Migliacci e Baglioni, “che hanno scritto canzoni che sono nel nostro dna? Dobbiamo usare le macchine, non dobbiamo farci usare da loro. La creatività verrà meno e avremo tutti prodotti uguali. Sembra che a oggi stia parlando da solo”, ha detto D’Alessio, rispetto all’importanza di mettersi in prima linea.

    “Nel mondo della musica c’è anche chi ha bisogno dell’intelligenza artificiale per comporre un brano, però non è giusto. Non parlo più per me, perché quello che dovevo fare l’ho fatto, ma per i giovani che avranno grosse difficoltà con dei prodotti uguali ma soprattutto senza anima. Dobbiamo fare assolutamente qualcosa per impedire che questo accada”.

    -Foto xl5/Italpress-
    (ITALPRESS).